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Governo_Ucraina
La bandiera
Presentazione
Territorio
Cartina dell'Ucraina
Mappa dell'Ucraina che mostra le principali
città e parti dei paesi circostanti e del Mar Nero
Google Map Ucraina
Ucraina in Europa mappa
L'economia
Cenni storici al 2006
Il presidente ucraino Viktor Yushchenko
Le città
Kiev Monumento all'eroe ucraino a Kiev
Dnipropetrovs'k
Leopoli
Il Libro dei Fatti dell'Ucraina
Foto Capo Kazantyp
La penisola di Crimea
I mass media nel Mondo e l'Ucraina
La
bandiera: due
bande
orizzontali
uguali di
azzurro (in
alto) e
giallo
dorato; sebbene i
colori risalgano all'araldica
medievale,
in
tempi
moderni si suppone
che rappresentino campi
di
grano sotto un
cielo
azzurro.
Inno dell'Ucraina.



-^
GEOGRAFIA - EUROPA - UCRAINA
PRESENTAZIONE
L'Ucraina
confina a
Nord-Est e a
Est con
la
Russia, a
Sud-Ovest con
la
Moldavia e la
Romania, a Ovest
con l'Ungheria
e la
Slovacchia, a
Nord-Ovest con la
Polonia e la
Bielorussia; si affaccia a
Sud sul
Mar Nero. Si
estende su una
superficie di 603.700
kmq e ha una
popolazione di
41.158.080
abitanti, con unadensità
di 79 abitanti per kmq.
La
popolazione è
composta
in
prevalenza da
Ucraini 78,1%,
Russi 17,3%,
Tatari 0,7%,
Bielorussi 0,6%,
Moldavi 0,5%,
Ebrei 0,2%,
altri 2,6%.
Lingua
ufficiale è l'ucraino;
è diffuso anche
il
russo. La
religione
prevalente è
la
cristiano-ortodossa [Cristianesimo]
[Ortodosso] [Religioni
in Ucraina]. Già
Repubblica federata
nell'ambito dell'URSS,
e
proclamatasi
indipendente
nel 1991, l'Ucraina
è una
Repubblica presidenziale.
In
base alla
Costituzione del
1996, modificata nel 2000, il
capo dello Stato
è eletto per cinque
anni a
suffragio
diretto e
nomina il
primo
ministro. Il
Parlamento è
formato da 450 membri e viene
rinnovato ogni quattro
anni. L'unità
monetaria è
la
hrivna.
La
capitale è
Kiev 2.666.400 abitanti.
IL TERRITORIO
Il territorio,
prevalentemente
pianeggiante,
si innalza a
Ovest nell'altipiano
Volino-Podolico e nei
Carpazi, a Est
nei rilievi del
Donec e
nelle propaggini
sud-occidentali del
Rialto
Centrale Russo.
Una catena
montuosa
movimenta infine il
settore
sud-orientale
della Crimea.
Le coste,
prevalentemente
basse, sono
spesso caratterizzate dalla
formazione di
lagune attraverso
le quali sfociano i
principali
fiumi della
regione.
Notevole è
la
rete idrografica
del
Paese: il Dnepr,
il Donec, il
Dnestr, il
Bug
meridionale sono
tributari del
Mar Nero; nella zona
nord-occidentale
scorre invece il Bug occidentale
o
polacco,tributario
del
Mar Baltico.
All'estremità
sud-occidentale, per
breve
tratto, il
Danubio segna il
confine
fra
Ucraina e
Romania, prima di sfociare nel
Mar Nero.
Vastissimo
è il patrimonio
forestale del
Paese, i cui
boschi si alternano a
zone
paludose. Le
pianure steppose,
le cosiddette
terre nere,
sono state in
gran
parte irrigate
per
mezzo di
colossali
complessi di
sbarramenti
fluviali. Il clima è
di tipo
continentale
soprattutto nel centro-nord,
con inverni
rigidi ed estati
calde; generalmente più
mite nelle
pianuremeridionali.
Cartina dell'Ucraina

Mappa dell'Ucraina
che mostra le
principali città
e
parti dei paesi
circostanti e del Mar Nero.

Google map dell'Ucraina
Ucraina in Europa mappa

Nella zona
occidentale del
Paese
prevale il settore
primario, forte
di una
tradizione
secolare e di
terreni
propizi alle
coltivazioni.
La
produzione
agricola fornisce
frumento,
orzo,
barbabietole da zucchero,
girasole,
avena,
mais,
cotone,
tabacco,
ortaggi,
frutta. Assai
praticata è anche la
coltura di
vigneti nella
valle del
Dnepr e in
prossimità
della costa.
Diffuso
l'allevamento
di bovini e
suini,
sistematicamente
associato ai cicli
agricoli.
Molto
sviluppata è anche
la
pesca sul Mar
Nero, sul
Mar d'Azov
e nei principali
bacini fluviali, sebbene
in questi ultimi sia ostacolata dal crescente
inquinamento delle
acque.
La
produzione
industriale è
prevalentemente
concentrata nella
parte orientale
del
Paese.
Il
sottosuolo,
ricco di
materie di
primaria
importanza (carbone,
minerali
ferrosi,
manganese,
petrolio,
gas
naturali,
minerali polimetallici,
fosforite,
caolino,
gesso, calcite [carbonato
di Calcio],
torba) alimenta un'industria
estrattiva
forte e
sviluppata; non
mancano tuttavia
industrie legate ad altri
settori (siderurgiche,
metallurgiche,
metalmeccaniche,
chimiche,
cantieristiche,
tessili e di
trasformazione
dei prodotti
agricoli). Sono
presenti sul territorio
numerose
centraliidroelettriche
e alcune
centrali elettronucleari.
Tra quelle
atomiche ricordiamo
la
centrale di
Chernobyl (chiusa
dal 1986),
tristemente nota
per
un grave
incidente che allarmò l'opinione
pubblica
mondiale. Le
vie di
comunicazione
sono discretamente
sviluppate. I porti
interessati dal maggiore
movimento
commerciale
sono Odessa,
sul Mar Nero,
e
Mariupol'
sul Mar
d'Azov.La
rete delle
comunicazioni è fitta, grazie a 22.051 km di
ferrovie e a 169.739 km di
strade.
Discreta anchela
rete di
fiumi e
canali
navigabili e
la
rete di
gasdotti
e
oleodotti (10.000 km). Gli
aeroporti
principali sono
quelli di Kiev,
L'viv,
Cernivci,
Odessa.


-^
CENNI STORICI
Abitata da Cimmeri
e Sciti sin dal I
millennio a.C.,
l'Ucraina
conobbe la
colonizzazione
greca e romana e nel
IV sec. d.C. venne occupata
dai Goti, ai
quali seguirono gli Unni.
I territori a
Est e a
Ovest del
Dnepr furono occupati
da popolazioni
slave
nei secc. VI e VII. Nella
seconda
metà
del IX sec. tali
territori
furono soggetti
alla
Rus' di
Kiev che ebbe un
periodo di grande
splendore sotto
Vladimiro I il Santo. Nel
corso dell'XI sec.
la
Rus' conobbe una
forte
espansione che
toccò il culmine
nel 1139, data
in cui
iniziò a
frammentarsi in
numerosi
principati.
Nel XII sec. la
Rus' di Kiev
si disgregò dando
origine, nel
territorio
dell'attuale
Ucraina, ai
principati di
Kiev, Cernigov,
Galich e
Vladimir-Volinski. L'invasione
dei Tartari
del
1237-41 ridusse i
principi
russi alla
condizione di
vassalli dell'Orda
d'Oro. Nel 1362
il granduca
di
Lituania
Algirdas,
sconfiggendo definitivamente i
Tartari, annetté alla
Lituania la
terra di
Kiev. Quando nel 1386 la
Polonia e
la
Lituania decisero l'unione
dinastica dei due
Stati, i
Polacchi
cominciarono ad avanzare
decisamente verso Est
nei vasti e
scarsamente
popolati territori
che da allora cominciarono a essere designati con il
nome di
Ukraina. Una
parte della
nuova
popolazione
rutena,
non volendo sottostare ai
nuovi
padroni
polacchi, preferì spostarsi
verso
Sud-Est, nella
grande
terra di nessuno sul
medio
Dnepr.
Nel
XV sec. il
gran
principato di
Lituania annetté i
territori di
Cernigov e
Novgorod-Severski,
la
Podolia, mentre
Kiev occupò gran
parte della
Volinia. Nella
parte
meridionale dell'Ucraina
e in
Crimea sorse il
Regno di
Crimea
che iniziò ad espandersi verso
la
Galizia e la
Podolia.
Dalla
fine del XV sec. si ebbe
notizia dei
Cosacchi del
Dnepr, i quali
colonizzarono
rapidamente le nuove
terre
da
essi occupate. Nel XV sec.
nacque
la
denominazione
di
Ucraina: da kraj,
frontiera,
come si chiamava ancora, nel XII
sec., l'ampia
fascia che correva
lungo la
frontiera nelle
steppe
popolate dai
Polovtsi, al
confine con
la
Polonia, e
nel XVI sec.
tale nome fu
esteso a tutta le
regione dell'Ucraina.
Alla fine del XVI sec. i
Cosacchi stabilirono il loro
centro al di là
delle cateratte
sul
basso
Dnepr: si costituì
così la
Zaporozskaja Sec', con a
capo un
etmano. Nel 1569,
secondo l'accordo
di
Lublino, il
territorio
del medio
Dnepr,
colonizzato dai
Cosacchi (Volinia,
Podolia
orientale,
Kiev e parte
della riva
sinistra del
Dnepr) venne
incorporato nella
Polonia che impose loro il
Cattolicesimo romano. I
Polacchi, per
piegare i
Cosacchi, ne assunsero alcuni
reparti armati
al proprio servizio,
relegando gli altri alla
condizione di
contadini. Ma
questi si ribellarono a più
riprese, tra
il 1635 e il 1638, e ottennerola
protezione
dello zar
Alessio
Michajlovic.
Uno dei loro
etmani, [atamano]
Vygvskij, cercò di sottrarre l'Ucraina
alla protezione
russa facendo entrare la
Rutenia
in un'unione
politica con
Polonia e Lituania. Ne derivò una
guerra
tra
Polonia e
Russia, terminata con la
Pace di Andrusov (1667) che divise l'Ucraina
fra i due
Stati
ex-belligeranti. L'etmano
Pëtr Dorosenko si rivolse quindi al
sultano e, nel
dicembre 1668,
Maometto IV assunse l'Ucraina
polacca sotto la
sua
protezione. Nel
1672 l'Ucraina
polacca, passata quindi
sotto
la
sovranità turca,
venne ricuperata
dalla Polonia
(1684) per
opera di
Giovanni Sobieski.
Nella seconda
metà del XVIII sec. l'Ucraina
del Sud divenne uno dei
principali
fornitori di
grano dell'Impero;
nel 1783 il
Regno di Crimea [Crimea]
venne annesso alla
Russia,
mentre nel 1793, in
occasione della
seconda
spartizione della
Polonia,
anche le terre
ucraine alla
destra dello
Dnepr passarono alla
Russia. Nel 1796 la
regione sulla riva
sinistra del
Dnepr fu
trasformata nella
provincia di
Malo Rossiya (Piccola
Russia). L'Ucraina
dovette così subire per tutto il XIX sec. l'intransigente
politica [Nicola
I] zarista;
il crollo del
fronte
russo nella
prima guerra
mondiale e la
Rivoluzione
d'Ottobre (1917) diedero
origine al riemergere
delle tendenze
separatiste ucraine. Nell'aprile
1917 un
congresso nazionale ucraino a
Kiev
elesse un Consiglio centrale
(Rada), che il 23
giugno si pronunciò a favore della
creazione di una
Repubblica
ucraina
autonoma. Nel
gennaio 1918
la
Rada proclamò la Repubblica ucraina (libera
e sovrana), proprio mentre le
potenze centrali
concludevano a
Brest-Litovsk una pace separata con la nuova Repubblica.
La
Rada
centrale dell'Ucraina si alleò con le
truppe austro-tedesche
che invasero il Paese
nella primavera
del 1918. Terminato il
conflitto, l'Armata
Rossa occupò
Kiev (1919) e
G. Rakovskij vi insediò il
Governo della Repubblica socialista sovietica d'Ucraina. Il
direttorio dei
nazionalisti [nazione],
con a capo
Simon Petljura, fu costretto a ritirarsi a
Vinnica. Nel 1921 l'Ucraina
entrò definitivamente a far
parte dell'Unione
Sovietica, quale
Repubblica d'Ucraina. Nel
primo dopoguerra
ilGoverno sovietico
impose all'Ucraina
l'industrializzazione e la collettivizzazione dell'agricoltura.
In
virtù delle clausole
segrete del
trattato di non
aggressione firmato nel 1939 da Germania e Unione Sovietica, l'Ucraina,
smembrata dell'Ucraina occidentale, suddivisa
tra
Cecoslovacchia,
Polonia e
Romania, venne
annessa all'Unione
Sovietica. Interamente
occupata dai Tedeschi
fra il 1941 e il 1944 e dopo aver subito gravi
devastazioni,
alla fine della seconda
guerra
mondiale l'Ucraina
fu ammessa alle
Nazioni Unite come
Stato a sé, incrementando poi il suo
territorio con la
cessione della
Crimea da
parte della
Russia (1954) anche se di fatto continuò a dipendere dall'Unione
Sovietica. Il
26 aprile 1986 nella
centrale di Chernobyl,
130 km a
Nord di
Kiev, vi fu il più
grave incidente
nucleare della
storia, causato dall'esplosione
di un reattore
che
finì per colpire un'area
dove vivevano 600.000
persone, 7.000 delle quali
morirono prima del 1993, a causa delle forti
radiazioni ricevute, e
135.000
furono evacuate. La
nube
radioattiva di Chernobyl
non colpì solo l'Ucraina
e la
Russia, ma anche la
Bielorussia e alcune
regioni
della
Svezia, facendo sentire i suoi
effetti anche sul
resto d'Europa.
Nell'ambito delle riforme
avviate nel 1985 da
Michail Gorbaciov
in
Unione Sovietica, i
dirigenti
comunisti
e nazionalisti
ucraini fondarono il
Movimento popolare
ucraino per
la
Perestrojka
(RUKH) che rivendicò una
maggiore
autonomia
economica e
politica.
Alle
elezioni
legislative del
marzo 1990 i
candidati del RUKH
ottennero ampi
consensi e il 16
giugno 1990 il
Soviet
supremo (Parlamento)
dell'Ucraina
proclamò la
sovranità
nazionale della
Repubblica,
sancendo in seguito la propria effettiva
indipendenza
(1991). Nel dicembre
del 1991
Leonid Kravciuk, ex
primo
segretario
del Partito
comunista ucraino, fu eletto
presidente con
il 60% dei
voti. Con
la
Russia e
la
Russia Bianca, l'Ucraina
firmò il primo
accordo di Minsk su cui
venne istituita la
Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Nei
primi
mesi del 1992 si tennero
in
Ucraina diversi
vertici (dedicati
soprattutto a problemi
militari), che
videro la
partecipazione degli
Stati
membri della CSI.
In
maggio, il
Governo ucraino
sottoscrisse il
Trattato
Start, aderendovi come
Stato non nucleare. Nei
mesi seguenti sia
Mosca che
Washington
continuarono a esercitare una
forte
pressione sull'Ucraina;
questa Nazione, infatti,
per
la
sua posizione
geografica e
il suo potenziale
economico e
militare risultò
essere oggetto di
attenzioni da
parte di
Europa,
America
e
Russia.
Nel marzo
del 1993 l'Ucraina
sospese il
trasferimento
di
armi nucleari tattiche alla
Russia affermando che non vi erano
sufficienti
garanzie
che
fossero realmente distrutte. I quattro
Stati della
CSI
in
possesso di
armi nucleari (Russia,
Ucraina,
Bielorussia e
Kazakistan)
decisero in
seguito di creare una
commissione
internazionale
per
controllare il
ritiro e
la distruzione delle armi nucleari presenti sul
territorio dell'Ucraina.
Le tensioni
riguardanti la
spartizione della
flotta del
Mar Nero aumentarono
in
aprile, quando sia il
Governo
russo
che quello
ucraino
rivendicarono il
controllo della
potente
marina
militare.
In
seguito, però,
Kiev e Mosca
decisero di avviare alcune
trattative in
merito. Il
primo
ministro
Vitold Fokin
si dimise
in
settembre
a causa del
fallimento della
politica
economica. Fu
sostituito da
Leonid Kuchma,
ex presidente
dell'Unione
degli
industriali e degli
imprenditori. La
politica
liberale del
nuovo
Governo e le
privatizzazioni
incontrarono l'opposizione
del
Consiglio supremo
[Verkhovna Rada],
dominato dai
dirigenti
comunisti di un tempo, e dei lavoratori.
Kuchma rassegnò le
dimissioni il 21
maggio, ma
furono respinte.
Nel gennaio 1994 i presidenti russo e americano firmarono un trattato di
denuclearizzazione dell'Ucraina,
considerata la
terza potenza
nucleare del mondo. Dal punto di vista
economico, il
Paese
mosse i primi passi verso una
ristrutturazione del proprio sistema
nel 1992 con l'entrata nel
Fondo monetario e nella
Banca mondiale. Nel
maggio
1994 si fece sempre più scottante il
problema delle istanze separatiste della
Crimea: nel
1995 il Parlamento filo-russo di questa
regione
approvò una nuova Costituzione che dichiarava
la
Crimea una
Repubblica autonoma,
parte integrante dell'Ucraina;
lo statuto della
Crimea
[Crimea]
venne poi riconfermato dalla
Costituzione ucraina del 1996. Il
1997 fu caratterizzato dalla
accusa di corruzione nei
confronti dell'allora primo ministro
Pavlo Lazarenko, che si
dimise e
fu sostituito il
6 luglio da
Valeri
Pustovoitenko.
Il presidente
e il Parlamento
si scontrarono per il
lungo iter
legislativo della
legge sull'accesso
e la
composizione
del
Parlamento. La
crisi finanziaria russa del 1998
produsse effetti consistenti anche sull'economia
ucraina, portando all'affermazione del
Partito comunista nelle elezioni politiche dell'anno. Nello stesso
1998 il Governo ucraino firmò con gli Stati Uniti un documento favorevole allo
scambio di materiale nucleare tra i due Paesi. Nel 1999 il
presidente
L. Kuchma
venne riconfermato nella carica,
mentre venne designato
quale primo ministro
Viktor Yushchenko. Nel corso dell'anno 2000 (22 febbraio) il
Parlamento ucraino
abolì la pena di morte, dopo che già nel 1997 la
Nazione aveva aderito alla
Convenzione europea
per i diritti
dell'uomo e le libertà fondamentali: inoltre
venne definitivamente chiusa la centrale nucleare di
Chernobyl. Il
16 aprile 2000 un
referendum approvò le proposte di modifica costituzionale del presidente
Kuchma,
sancenti una riduzione
dei poteri
parlamentari a
vantaggio di
quelli del
presidente della Repubblica, l'istituzione di un
Parlamento bicamerale con
la
diminuzione del numero dei deputati (da 450 a 300). Il 18 aprile 2000 il
presidente ucraino e
Vladimir Putin
[L'ultimo
Zar] siglarono
un patto
di cooperazione strategica, militare e tecnologica, sebbene sia rimasta
in sospeso
la
questione delle
basi militari ex sovietiche sul Mar Nero. Il
2001 si caratterizzò per le accuse al
presidente
Kuchma,
seguite da indagini ordinate dall'Unione
europea, in
rapporto all'omicidio del
giornalista indipendente
Georgiy Gongadze: il
presidente, per
il quale le opposizioni avevano chiesto
la
procedura di impeachment, si dichiarò estraneo alla vicenda.
In aprile il
Parlamento respinse la proposta di impeachment, ma, nel frattempo, votò la
sfiducia al Governo e al primo ministro
Viktor Yushchenko.
Venne quindi nominato un nuovo premier,
Anatoly Kinakh, che si
trovò ad
affiancare
Yushchenko
il quale, pur non abbandonando
la carica, si
rifiutò di occuparsi di ordinaria amministrazione.
Le elezioni legislative tenutesi nel marzo 2002 assegnarono la vittoria alla
coalizione liberale Nostra Ucraina, che batté
la
formazione
Per un'Ucraina unita del presidente
Kuchma. In
maggio un grave disastro aereo durante un'esibizione acrobatica militare provocò
la morte di 80 passeggeri e il ferimento di un centinaio di persone. Gli
ultimi
mesi del 2002 furono
caratterizzati da numerose manifestazioni
in cui si chiedevano
le dimissioni del presidente
Kuchma,
accusato di corruzione e malgoverno.
In
novembre
Kuchma
costrinse il primo ministro
Kinakh a lasciare il suo incarico e lo sostituì con
Viktor Yanukovich.
Nell'ottobre 2004 si tennero le elezioni presidenziali, cui seguì il
ballottaggio (21 novembre), che assegnò la vittoria all'ex premier uscente
Yanukovich, con il 49,42%
dei voti.
Ma il risultato fu messo in discussione dagli osservatori internazionali perché
le consultazioni sarebbero state inficiate da forti pressioni e intimidazioni
esercitate sui membri delle commissioni elettorali. La crisi che ne conseguì
rischiò di sfociare nella guerra civile.
Il leader dell'opposizione
liberale
Viktor Yushenko,
filo-occidentale, si [autoproclamò presidente?!], sostenuto in questa azione dal
movimento di protesta pacifica denominato "rivoluzione
arancione" (dal colore delle sciarpe e degli striscioni adottati da
Yushchenko e dai suoi uomini), dagli
Stati Uniti
e dall'Unione europea,
che
salutarono con favore la caduta di un'altra
autocrazia
post-sovietica.
A seguito delle proteste, la Corte Suprema invalidò il risultato elettorale e
fissò nuove elezioni per il 26 dicembre 2004.
Questa volta ad uscirne vincitore fu proprio
Yushenko, con il 52%
dei voti contro il 44%
del suo sfidante.
Ma
la pessima gestione della
crisi del
gas (vertente sul prezzo del
gas
che la Russia vende all'Ucraina)
da
parte del
Governo
in carica, unita a
una scarsa crescita economica, fecero perdere a
Yushenko
l'appoggio incondizionato avuto precedentemente.
Le elezioni
parlamentari del marzo 2006 rispecchiarono questo stato d'animo, assegnando la
vittoria al filo-russo
Yanukovich,
nemico giurato della
rivoluzione arancione di
Yushenko.
[Elezioni
del 2007]
Il presidente
ucraino Viktor Yushchenko

(2.666.400 ab.). Capitale
dell'Ucraina e
capoluogo della
provincia omonima
(28.100 kmq;
1.778.900 ab.), sorge sulla
riva
destra del
Dnepr
ed è uno dei più antichi centri
dell'Europa slava. Per la sua posizione, Kiev fu da sempre un crocevia per le
comunicazioni
fra
Occidente e
Oriente e fra
Nord e
Sud,
fattore questo che
favorì lo
sviluppo
economico,
religioso e
culturale della
regione.
Importante
nodo
ferroviario e aereo,
è pure un notevole porto fluviale, sbocco dei prodotti agricoli e zootecnici
della
regione. Ospita industrie alimentari, meccaniche e navali. Fu fondata,
nel X sec., come
principato di Kiev, da popoli slavi insediatisi
in
Ucraina. Il
principato sostenne per
secoli aspre e lunghe lotte contro l'Impero
bizantino, i
Mongoli e i
Turcomanni, finché, nel XIV sec., venne sottomesso dal principato di
Mosca. Occupata dai
Tedeschi
fra il 1941 e il
1943, la
città subì gravi distruzioni ma ritornò rapidamente alla primitiva prosperità
dopo la
fine della
guerra. Nell'aprile
del 1986,
in seguito
all'incidente a un reattore nella centrale di
Chernobyl (139 km a
Nord di
Kiev), Kiev venne
investita da una nube di aria
contenente materiali radioattivi.
Kiev vanta numerosi monumenti storici: il
Palazzo
imperiale, l'università (sorta nel 1834), varie chiese
in stile bizantino,
quella baroccheggiante di
Sant'Andrea (progettata
dall'italiano Rastrelli) e alcune prestigiose biblioteche.
Monumento all'eroe ucraino a Kiev

(1.065.008 ab.). Città dell'Ucraina, capoluogo della
provincia omonima
(31.900 kmq;
3.476.200 ab.), sorge sulla
riva destra del fiume
Dnepr e rappresenta il
centro commerciale e
culturale più
importante (vi ha sede
la
locale università) della sua
provincia. È anche porto fluviale e
nodo stradale e
ferroviario di
intenso traffico. Vi hanno sede industrie meccaniche, tessili e chimiche.
Monumenti di rilievo sono la
cattedrale e il palazzo del generale
Potëmkin, fondatore
della città nel 1778 con il nome di
Ekaterinoslav (in
onore della
zarina
Caterina II).
(732.818 ab.). Città dell'Ucraina,
capoluogo dell'omonima
provincia (21.800
kmq; 2.588.000 ab.), è situata
fra le colline della
Galizia, nei pressi del confine con
la
Polonia.
Leopoli è al centro
di unaregione
ricca di coltivazioni, di miniere e di industrie (metallurgiche, chimiche,
petrolchimiche, meccaniche, tessili, alimentari).
La
sua posizione, lungo le vie di comunicazione
fra
la
Russia e l'Europa
occidentale, ne ha caratterizzato le vicissitudini fin dalla sua
fondazione (1256). Sorta come
centro mercantile e
artigianale, nel 1340 fu assoggettata (con tutta
la
Galizia)
alla
Polonia; in
seguito subì le aggressioni di diverse popolazioni (Moscoviti,Turchi,
Tartari,
Cosacchi).
Nel 1772 fu annessa all'Austria.
Prima di tornare a far parte
della
Polonia (1919), nel corso della
prima guerra
mondiale fu teatro di due memorabili battaglie
fra
Russi eAustro-Tedeschi.
Nel 1939 entrò a far
parte dell'Unione
Sovietica, cui fu stabilmente assegnata al termine della
seconda
guerra
mondiale.
Tra i monumenti più importanti della città ricordiamo
lacattedrale
gotica (XIV-XV sec.) e
la
chiesa barocca dei Domenicani (XVIII sec.).
Leopoli ospita anche un'antica università (fondata nel 1661) e
importanti teatri e musei. Nodo
stradale e ferroviario
di rilievo, è anche sede di un aeroporto internazionale.
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Ukraine
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