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Territorio

Cartina dell'Ucraina

Mappa dell'Ucraina che mostra le principali città e parti dei paesi circostanti e del Mar Nero

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L'economia

Cenni storici al 2006 Il presidente ucraino Viktor Yushchenko

Le città Kiev Monumento all'eroe ucraino a Kiev Dnipropetrovs'k Leopoli

Da The World Fact Book al 02 marzo 2022

Foto Capo Kazantyp La penisola di Crimea

I mass media nel Mondo

La bandiera: due bande orizzontali uguali di azzurro (in alto) e giallo dorato; sebbene i colori risalgano all'araldica medievale, in tempi moderni si suppone che rappresentino campi di grano sotto un cielo azzurro. Inno dell'Ucraina.

Bandiera dell'Ucraina

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GEOGRAFIA - EUROPA - UCRAINA

PRESENTAZIONE

L'Ucraina confina a Nord-Est e a Est con la Russia, a Sud-Ovest con la Moldavia e la Romania, a Ovest con l'Ungheria e la Slovacchia, a Nord-Ovest con la Polonia e la Bielorussia; si affaccia a Sud sul Mar Nero. Si estende su una superficie di 603.700 kmq e ha una popolazione di 43.745.640 (2021) abitanti, con una densità di 79 abitanti per kmq. La popolazione è composta in prevalenza da Ucraini 78,1%, Russi 17,3%, Tatari 0,7%, Bielorussi 0,6%, Moldavi 0,5%, Ebrei 0,2%, altri 2,6%. Lingua ufficiale è l'ucraino; è diffuso anche il russo. La religione prevalente è la cristiano-ortodossa [Cristianesimo] [Ortodosso] [Religioni in Ucraina]. Già Repubblica federata nell'ambito dell'URSS, e proclamatasi indipendente nel 1991, l'Ucraina è una Repubblica presidenziale. In base alla Costituzione del 1996, modificata nel 2000, il capo dello Stato è eletto per cinque anni a suffragio diretto e nomina il primo ministro. Il Parlamento è formato da 450 membri e viene rinnovato ogni quattro anni. L'unità monetaria è la hrivna. La capitale è Kiev 2.666.400 abitanti.

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IL TERRITORIO

Il territorio, prevalentemente pianeggiante, si innalza a Ovest nell'altipiano Volino-Podolico e nei Carpazi, a Est nei rilievi del Donec e nelle propaggini sud-occidentali del Rialto Centrale Russo. Una catena montuosa movimenta infine il settore sud-orientale della Crimea. Le coste, prevalentemente basse, sono spesso caratterizzate dalla formazione di lagune attraverso le quali sfociano i principali fiumi della regione. Notevole è la rete idrografica del Paese: il Dnepr, il Donec, il Dnestr, il Bug meridionale sono tributari del Mar Nero; nella zona nord-occidentale scorre invece il Bug occidentale o polacco, tributario del Mar Baltico. All'estremità sud-occidentale, per breve tratto, il Danubio segna il confine fra Ucraina e Romania, prima di sfociare nel Mar Nero. Vastissimo è il patrimonio forestale del Paese, i cui boschi si alternano a zone paludose. Le pianure steppose, le cosiddette terre nere, sono state in gran parte irrigate per mezzo di colossali complessi di sbarramenti fluviali. Il clima è di tipo continentale soprattutto nel centro-nord, con inverni rigidi ed estati calde; generalmente più mite nelle pianure meridionali.

Cartina dell'Ucraina

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Mappa dell'Ucraina che mostra le principali città e parti dei paesi circostanti e del Mar Nero.

Città dell'Ucraina

Ucraina in Europa mappa

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L'ECONOMIA

Nella zona occidentale del Paese prevale il settore primario, forte di una tradizione secolare e di terreni propizi alle coltivazioni. La produzione agricola fornisce frumento, orzo, barbabietole da zucchero, girasole, avena, mais, cotone, tabacco, ortaggi, frutta. Assai praticata è anche la coltura di vigneti nella valle del Dnepr e in prossimità della costa. Diffuso l'allevamento di bovini e suini, sistematicamente associato ai cicli agricoli. Molto sviluppata è anche la pesca sul Mar Nero, sul Mar d'Azov e nei principali bacini fluviali, sebbene in questi ultimi sia ostacolata dal crescente inquinamento delle acque. La produzione industriale è prevalentemente concentrata nella parte orientale del Paese. Il sottosuolo, ricco di materie di primaria importanza (carbone, minerali ferrosi, manganese, petrolio, gas naturali, minerali polimetallici, fosforite, caolino, gesso, calcite [carbonato di Calcio], torba) alimenta un'industria estrattiva forte e sviluppata; non mancano tuttavia industrie legate ad altri settori (siderurgiche, metallurgiche, metalmeccaniche, chimiche, cantieristiche, tessili e di trasformazione dei prodotti agricoli). Sono presenti sul territorio numerose centrali idroelettriche e alcune centrali elettronucleari. Tra quelle atomiche ricordiamo la centrale di Chernobyl (chiusa dal 1986), tristemente nota per un grave incidente che allarmò l'opinione pubblica mondiale. Le vie di comunicazione sono discretamente sviluppate. I porti interessati dal maggiore movimento commerciale sono Odessa, sul Mar Nero, e Mariupol' sul Mar d'Azov. La rete delle comunicazioni è fitta, grazie a 22.051 km di ferrovie e a 169.739 km di strade. Discreta anche la rete di fiumi e canali navigabili e la rete di gasdotti e oleodotti (10.000 km). Gli aeroporti principali sono quelli di Kiev, L'viv, Cernivci, Odessa.

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CENNI STORICI

Abitata da Cimmeri e Sciti sin dal I millennio a.C., l'Ucraina conobbe la colonizzazione greca e romana e nel IV sec. d.C. venne occupata dai Goti, ai quali seguirono gli Unni. I territori a Est e a Ovest del Dnepr furono occupati da popolazioni slave nei secc. VI e VII. Nella seconda metà del IX sec. tali territori furono soggetti alla Rus' di Kiev che ebbe un periodo di grande splendore sotto Vladimiro I il Santo. Nel corso dell'XI sec. la Rus' conobbe una forte espansione che toccò il culmine nel 1139, data in cui iniziò a frammentarsi in numerosi principati. Nel XII sec. la Rus' di Kiev si disgregò dando origine, nel territorio dell'attuale Ucraina, ai principati di Kiev, Cernigov, Galich e Vladimir-Volinski. L'invasione dei Tartari del 1237-41 ridusse i principi russi alla condizione di vassalli dell'Orda d'Oro. Nel 1362 il granduca di Lituania Algirdas, sconfiggendo definitivamente i Tartari, annetté alla Lituania la terra di Kiev. Quando nel 1386 la Polonia e la Lituania decisero l'unione dinastica dei due Stati, i Polacchi cominciarono ad avanzare decisamente verso Est nei vasti e scarsamente popolati territori che da allora cominciarono a essere designati con il nome di Ukraina. Una parte della nuova popolazione rutena, non volendo sottostare ai nuovi padroni polacchi, preferì spostarsi verso Sud-Est, nella grande terra di nessuno sul medio Dnepr. Nel XV sec. il gran principato di Lituania annetté i territori di Cernigov e Novgorod-Severski, la Podolia, mentre Kiev occupò gran parte della Volinia. Nella parte meridionale dell'Ucraina e in Crimea sorse il Regno di Crimea che iniziò ad espandersi verso la Galizia e la Podolia. Dalla fine del XV sec. si ebbe notizia dei Cosacchi del Dnepr, i quali colonizzarono rapidamente le nuove terre da essi occupate. Nel XV sec. nacque la denominazione di Ucraina: da kraj, frontiera, come si chiamava ancora, nel XII sec., l'ampia fascia che correva lungo la frontiera nelle steppe popolate dai Polovtsi, al confine con la Polonia, e nel XVI sec. tale nome fu esteso a tutta le regione dell'Ucraina. Alla fine del XVI sec. i Cosacchi stabilirono il loro centro al di là delle cateratte sul basso Dnepr: si costituì così la Zaporozskaja Sec', con a capo un etmano. Nel 1569, secondo l'accordo di Lublino, il territorio del medio Dnepr, colonizzato dai Cosacchi (Volinia, Podolia orientale, Kiev e parte della riva sinistra del Dnepr) venne incorporato nella Polonia che impose loro il Cattolicesimo romano. I Polacchi, per piegare i Cosacchi, ne assunsero alcuni reparti armati al proprio servizio, relegando gli altri alla condizione di contadini. Ma questi si ribellarono a più riprese, tra il 1635 e il 1638, e ottennero la protezione dello zar Alessio Michajlovic. Uno dei loro etmani, [atamano] Vygvskij, cercò di sottrarre l'Ucraina alla protezione russa facendo entrare la Rutenia in un'unione politica con Polonia e Lituania. Ne derivò una guerra tra Polonia e Russia, terminata con la Pace di Andrusov (1667) che divise l'Ucraina fra i due Stati ex-belligeranti. L'etmano Pëtr Dorosenko si rivolse quindi al sultano e, nel dicembre 1668, Maometto IV assunse l'Ucraina polacca sotto la sua protezione. Nel 1672 l'Ucraina polacca, passata quindi sotto la sovranità turca, venne ricuperata dalla Polonia (1684) per opera di Giovanni Sobieski. Nella seconda metà del XVIII sec. l'Ucraina del Sud divenne uno dei principali fornitori di grano dell'Impero; nel 1783 il Regno di Crimea [Crimea] venne annesso alla Russia, mentre nel 1793, in occasione della seconda spartizione della Polonia, anche le terre ucraine alla destra dello Dnepr passarono alla Russia. Nel 1796 la regione sulla riva sinistra del Dnepr fu trasformata nella provincia di Malo Rossiya (Piccola Russia). L'Ucraina dovette così subire per tutto il XIX sec. l'intransigente politica [Nicola I] zarista; il crollo del fronte russo nella prima guerra mondiale e la Rivoluzione d'Ottobre (1917) diedero origine al riemergere delle tendenze separatiste ucraine. Nell'aprile 1917 un congresso nazionale ucraino a Kiev elesse un Consiglio centrale (Rada), che il 23 giugno si pronunciò a favore della creazione di una Repubblica ucraina autonoma. Nel gennaio 1918 la Rada proclamò la Repubblica ucraina (libera e sovrana), proprio mentre le potenze centrali concludevano a Brest-Litovsk una pace separata con la nuova Repubblica. La Rada centrale dell'Ucraina si alleò con le truppe austro-tedesche che invasero il Paese nella primavera del 1918. Terminato il conflitto, l'Armata Rossa occupò Kiev (1919) e G. Rakovskij vi insediò il Governo della Repubblica socialista sovietica d'Ucraina. Il direttorio dei nazionalisti [nazione], con a capo Simon Petljura, fu costretto a ritirarsi a Vinnica. Nel 1921 l'Ucraina entrò definitivamente a far parte dell'Unione Sovietica, quale Repubblica d'Ucraina. Nel primo dopoguerra il Governo sovietico impose all'Ucraina l'industrializzazione e la collettivizzazione dell'agricoltura. In virtù delle clausole segrete del trattato di non aggressione firmato nel 1939 da Germania e Unione Sovietica, l'Ucraina, smembrata dell'Ucraina occidentale, suddivisa tra Cecoslovacchia, Polonia e Romania, venne annessa all'Unione Sovietica. Interamente occupata dai Tedeschi fra il 1941 e il 1944 e dopo aver subito gravi devastazioni, alla fine della seconda guerra mondiale l'Ucraina fu ammessa alle Nazioni Unite come Stato a sé, incrementando poi il suo territorio con la cessione della Crimea da parte della Russia (1954) anche se di fatto continuò a dipendere dall'Unione Sovietica. Il 26 aprile 1986 nella centrale di Chernobyl, 130 km a Nord di Kiev, vi fu il più grave incidente nucleare della storia, causato dall'esplosione di un reattore che finì per colpire un'area dove vivevano 600.000 persone, 7.000 delle quali morirono prima del 1993, a causa delle forti radiazioni ricevute, e 135.000 furono evacuate. La nube radioattiva di Chernobyl non colpì solo l'Ucraina e la Russia, ma anche la Bielorussia e alcune regioni della Svezia, facendo sentire i suoi effetti anche sul resto d'Europa. Nell'ambito delle riforme avviate nel 1985 da Michail Gorbaciov in Unione Sovietica, i dirigenti comunisti e nazionalisti ucraini fondarono il Movimento popolare ucraino per la Perestrojka (RUKH) che rivendicò una maggiore autonomia economica e politica. Alle elezioni legislative del marzo 1990 i candidati del RUKH ottennero ampi consensi e il 16 giugno 1990 il Soviet supremo (Parlamento) dell'Ucraina proclamò la sovranità nazionale della Repubblica, sancendo in seguito la propria effettiva indipendenza (1991). Nel dicembre del 1991 Leonid Kravciuk, ex primo segretario del Partito comunista ucraino, fu eletto presidente con il 60% dei voti. Con la Russia e la Russia Bianca, l'Ucraina firmò il primo accordo di Minsk su cui venne istituita la Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Nei primi mesi del 1992 si tennero in Ucraina diversi vertici (dedicati soprattutto a problemi militari), che videro la partecipazione degli Stati membri della CSI. In maggio, il Governo ucraino sottoscrisse il Trattato Start, aderendovi come Stato non nucleare. Nei mesi seguenti sia Mosca che Washington continuarono a esercitare una forte pressione sull'Ucraina; questa Nazione, infatti, per la sua posizione geografica e il suo potenziale economico e militare risultò essere oggetto di attenzioni da parte di Europa, America e Russia. Nel marzo del 1993 l'Ucraina sospese il trasferimento di armi nucleari tattiche alla Russia affermando che non vi erano sufficienti garanzie che fossero realmente distrutte. I quattro Stati della CSI in possesso di armi nucleari (Russia, Ucraina, Bielorussia e Kazakistan) decisero in seguito di creare una commissione internazionale per controllare il ritiro e la distruzione delle armi nucleari presenti sul territorio dell'Ucraina. Le tensioni riguardanti la spartizione della flotta del Mar Nero aumentarono in aprile, quando sia il Governo russo che quello ucraino rivendicarono il controllo della potente marina militare. In seguito, però, Kiev e Mosca decisero di avviare alcune trattative in merito. Il primo ministro Vitold Fokin si dimise in settembre a causa del fallimento della politica economica. Fu sostituito da Leonid Kuchma, ex presidente dell'Unione degli industriali e degli imprenditori. La politica liberale del nuovo Governo e le privatizzazioni incontrarono l'opposizione del Consiglio supremo [Verkhovna Rada], dominato dai dirigenti comunisti di un tempo, e dei lavoratori. Kuchma rassegnò le dimissioni il 21 maggio, ma furono respinte. Nel gennaio 1994 i presidenti russo e americano firmarono un trattato di denuclearizzazione dell'Ucraina, considerata la terza potenza nucleare del mondo. Dal punto di vista economico, il Paese mosse i primi passi verso una ristrutturazione del proprio sistema nel 1992 con l'entrata nel Fondo monetario e nella Banca mondiale. Nel maggio 1994 si fece sempre più scottante il problema delle istanze separatiste della Crimea: nel 1995 il Parlamento filo-russo di questa regione approvò una nuova Costituzione che dichiarava la Crimea una Repubblica autonoma, parte integrante dell'Ucraina; lo statuto della Crimea [Crimea] venne poi riconfermato dalla Costituzione ucraina del 1996. Il 1997 fu caratterizzato dalla accusa di corruzione nei confronti dell'allora primo ministro Pavlo Lazarenko, che si dimise e fu sostituito il 6 luglio da Valeri Pustovoitenko. Il presidente e il Parlamento si scontrarono per il lungo iter legislativo della legge sull'accesso e la composizione del Parlamento. La crisi finanziaria russa del 1998 produsse effetti consistenti anche sull'economia ucraina, portando all'affermazione del Partito comunista nelle elezioni politiche dell'anno. Nello stesso 1998 il Governo ucraino firmò con gli Stati Uniti un documento favorevole allo scambio di materiale nucleare tra i due Paesi. Nel 1999 il presidente L. Kuchma venne riconfermato nella carica, mentre venne designato quale primo ministro Viktor Yushchenko. Nel corso dell'anno 2000 (22 febbraio) il Parlamento ucraino abolì la pena di morte, dopo che già nel 1997 la Nazione aveva aderito alla Convenzione europea per i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali: inoltre venne definitivamente chiusa la centrale nucleare di Chernobyl. Il 16 aprile 2000 un referendum approvò le proposte di modifica costituzionale del presidente Kuchma, sancenti una riduzione dei poteri parlamentari a vantaggio di quelli del presidente della Repubblica, l'istituzione di un Parlamento bicamerale con la diminuzione del numero dei deputati (da 450 a 300). Il 18 aprile 2000 il presidente ucraino e Vladimir Putin [L'ultimo Zar] siglarono un patto di cooperazione strategica, militare e tecnologica, sebbene sia rimasta in sospeso la questione delle basi militari ex sovietiche sul Mar Nero. Il 2001 si caratterizzò per le accuse al presidente Kuchma, seguite da indagini ordinate dall'Unione europea, in rapporto all'omicidio del giornalista indipendente Georgiy Gongadze: il presidente, per il quale le opposizioni avevano chiesto la procedura di impeachment, si dichiarò estraneo alla vicenda. In aprile il Parlamento respinse la proposta di impeachment, ma, nel frattempo, votò la sfiducia al Governo e al primo ministro Viktor Yushchenko. Venne quindi nominato un nuovo premier, Anatoly Kinakh, che si trovò ad affiancare Yushchenko il quale, pur non abbandonando la carica, si rifiutò di occuparsi di ordinaria amministrazione. Le elezioni legislative tenutesi nel marzo 2002 assegnarono la vittoria alla coalizione liberale Nostra Ucraina, che batté la formazione Per un'Ucraina unita del presidente Kuchma. In maggio un grave disastro aereo durante un'esibizione acrobatica militare provocò la morte di 80 passeggeri e il ferimento di un centinaio di persone. Gli ultimi mesi del 2002 furono caratterizzati da numerose manifestazioni in cui si chiedevano le dimissioni del presidente Kuchma, accusato di corruzione e malgoverno. In novembre Kuchma costrinse il primo ministro Kinakh a lasciare il suo incarico e lo sostituì con Viktor Yanukovich. Nell'ottobre 2004 si tennero le elezioni presidenziali, cui seguì il ballottaggio (21 novembre), che assegnò la vittoria all'ex premier uscente Yanukovich, con il 49,42% dei voti. Ma il risultato fu messo in discussione dagli osservatori internazionali perché le consultazioni sarebbero state inficiate da forti pressioni e intimidazioni esercitate sui membri delle commissioni elettorali. La crisi che ne conseguì rischiò di sfociare nella guerra civile. Il leader dell'opposizione liberale Viktor Yushenko, filo-occidentale, si [autoproclamò presidente?!], sostenuto in questa azione dal movimento di protesta pacifica denominato "rivoluzione arancione" (dal colore delle sciarpe e degli striscioni adottati da Yushchenko e dai suoi uomini), dagli Stati Uniti e dall'Unione europea, che salutarono con favore la caduta di un'altra autocrazia post-sovietica. A seguito delle proteste, la Corte Suprema invalidò il risultato elettorale e fissò nuove elezioni per il 26 dicembre 2004. Questa volta ad uscirne vincitore fu proprio Yushenko, con il 52% dei voti contro il 44% del suo sfidante. Ma la pessima gestione della crisi del gas (vertente sul prezzo del gas che la Russia vende all'Ucraina) da parte del Governo in carica, unita a una scarsa crescita economica, fecero perdere a Yushenko l'appoggio incondizionato avuto precedentemente. Le elezioni parlamentari del marzo 2006 rispecchiarono questo stato d'animo, assegnando la vittoria al filo-russo Yanukovich, nemico giurato della rivoluzione arancione di Yushenko. [Elezioni del 2007]

Il presidente ucraino Viktor Yushchenko

Il presidente ucraino Viktor Yushchenko

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LE CITTÀ

Kiev

(2.666.400 ab.). Capitale dell'Ucraina e capoluogo della provincia omonima (28.100 kmq; 1.778.900 ab.), sorge sulla riva destra del Dnepr ed è uno dei più antichi centri dell'Europa slava. Per la sua posizione, Kiev fu da sempre un crocevia per le comunicazioni fra Occidente e Oriente e fra Nord e Sud, fattore questo che favorì lo sviluppo economico, religioso e culturale della regione. Importante nodo ferroviario e aereo, è pure un notevole porto fluviale, sbocco dei prodotti agricoli e zootecnici della regione. Ospita industrie alimentari, meccaniche e navali. Fu fondata, nel X sec., come principato di Kiev, da popoli slavi insediatisi in Ucraina. Il principato sostenne per secoli aspre e lunghe lotte contro l'Impero bizantino, i Mongoli e i Turcomanni, finché, nel XIV sec., venne sottomesso dal principato di Mosca. Occupata dai Tedeschi fra il 1941 e il 1943, la città subì gravi distruzioni ma ritornò rapidamente alla primitiva prosperità dopo la fine della guerra. Nell'aprile del 1986, in seguito all'incidente a un reattore nella centrale di Chernobyl (139 km a Nord di Kiev), Kiev venne investita da una nube di aria contenente materiali radioattivi. Kiev vanta numerosi monumenti storici: il Palazzo imperiale, l'università (sorta nel 1834), varie chiese in stile bizantino, quella baroccheggiante di Sant'Andrea (progettata dall'italiano Rastrelli) e alcune prestigiose biblioteche.

Monumento all'eroe ucraino a Kiev

Monumento all'eroe ucraino a Kiev

Dnipropetrovs'k

(1.065.008 ab.). Città dell'Ucraina, capoluogo della provincia omonima (31.900 kmq; 3.476.200 ab.), sorge sulla riva destra del fiume Dnepr e rappresenta il centro commerciale e culturale più importante (vi ha sede la locale università) della sua provincia. È anche porto fluviale e nodo stradale e ferroviario di intenso traffico. Vi hanno sede industrie meccaniche, tessili e chimiche. Monumenti di rilievo sono la cattedrale e il palazzo del generale Potëmkin, fondatore della città nel 1778 con il nome di Ekaterinoslav (in onore della zarina Caterina II).

Leopoli

(732.818 ab.). Città dell'Ucraina, capoluogo dell'omonima provincia (21.800 kmq; 2.588.000 ab.), è situata fra le colline della Galizia, nei pressi del confine con la Polonia. Leopoli è al centro di una regione ricca di coltivazioni, di miniere e di industrie (metallurgiche, chimiche, petrolchimiche, meccaniche, tessili, alimentari). La sua posizione, lungo le vie di comunicazione fra la Russia e l'Europa occidentale, ne ha caratterizzato le vicissitudini fin dalla sua fondazione (1256). Sorta come centro mercantile e artigianale, nel 1340 fu assoggettata (con tutta la Galizia) alla Polonia; in seguito subì le aggressioni di diverse popolazioni (Moscoviti, Turchi, Tartari, Cosacchi). Nel 1772 fu annessa all'Austria. Prima di tornare a far parte della Polonia (1919), nel corso della prima guerra mondiale fu teatro di due memorabili battaglie fra Russi e Austro-Tedeschi. Nel 1939 entrò a far parte dell'Unione Sovietica, cui fu stabilmente assegnata al termine della seconda guerra mondiale. Tra i monumenti più importanti della città ricordiamo la cattedrale gotica (XIV-XV sec.) e la chiesa barocca dei Domenicani (XVIII sec.). Leopoli ospita anche un'antica università (fondata nel 1661) e importanti teatri e musei. Nodo stradale e ferroviario di rilievo, è anche sede di un aeroporto internazionale.

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Da The World Fact Book

L'Ucraina era il centro del primo stato slavo orientale, Kyivan Rus, che durante il X e XI secolo era lo stato più grande e potente d'Europa. Indebolita da litigi interni e invasioni mongole, la Rus' di Kiev fu incorporata nel Granducato di Lituania e infine nella Confederazione Polacco-Lituana. L'eredità culturale e religiosa della Rus' di Kiev ha gettato le basi per il nazionalismo ucraino attraverso i secoli successivi. Un nuovo stato ucraino, il cosacco Hetmanate, fu fondato durante la metà del XVII secolo dopo una rivolta contro i polacchi. Nonostante la continua pressione moscovita, l'Hetmanate riuscì a rimanere autonomo per oltre 100 anni. Durante l'ultima parte del XVIII  secolo, la maggior parte del territorio etnografico ucraino fu assorbito dall'Impero russo. Dopo il crollo della Russia zarista nel 1917, l'Ucraina raggiunse un breve periodo di indipendenza (1917-20), ma fu riconquistata e subì un brutale dominio sovietico che progettò due carestie forzate (1921-22 e 1932-33) in cui morirono oltre 8 milioni di persone. Nella seconda guerra mondiale, gli eserciti tedesco e sovietico furono responsabili di 7-8 milioni di morti in più. Sebbene l'Ucraina abbia raggiunto l'indipendenza nel 1991 con la dissoluzione dell'URSS, la democrazia e la prosperità sono rimaste sfuggenti poiché l'eredità del controllo dello stato e della corruzione endemica ha bloccato gli sforzi di riforma inerente l'economia, la privatizzazione e libertà civili.

Una protesta pacifica di massa denominata "Rivoluzione arancione" [Yulia Timoschenko] negli ultimi mesi del 2004 costrinse le autorità a ribaltare un'elezione presidenziale truccata e a consentire un nuovo voto monitorato a livello internazionale che travolse il potere con la lista riformista sotto Viktor Yushchenko. I successivi litigi interni nel campo Yushchenko hanno permesso al suo rivale Viktor Yanukovych di mettere in scena un ritorno alle elezioni parlamentari (Rada), diventare primo ministro nell'agosto 2006 ed essere eletto presidente nel febbraio 2010. Nell'ottobre 2012, l'Ucraina ha tenuto le elezioni della Rada, ampiamente criticate dagli osservatori occidentali come imperfette a causa dell'uso delle risorse governative per favorire i candidati del partito di governo, l'interferenza con l'accesso ai media e le molestie nei confronti dei candidati dell'opposizione. Il passo indietro del presidente Yanukovych su un accordo commerciale e di cooperazione con l'UE nel novembre 2013 - a favore di legami economici più stretti con la Russia - e il successivo uso della forza contro studenti, attivisti della società civile e altri civili a favore dell'accordo hanno portato a un'occupazione di protesta di tre mesi della piazza centrale di Kiev. L'uso della violenza da parte del governo per rompere il campo di protesta nel febbraio 2014 ha portato a battaglie campali a tutto campo, decine di morti, condanne internazionali, un accordo politico fallito e la brusca partenza del presidente per la Russia. Le nuove elezioni in primavera hanno permesso al presidente filo-occidentale Petro Poroshenko di assumere l'incarico nel giugno 2014; gli è succeduto Volodymyr Zelensky nel maggio 2019.

Poco dopo la partenza di Yanukovych alla fine di febbraio 2014, il presidente russo Putin [L'ultimo Zar] ha ordinato l'invasione della penisola di Crimea dell'Ucraina sostenendo falsamente che l'azione era per proteggere i russi etnici che vivono lì. Due settimane dopo, si è tenuto un "referendum" sull'integrazione della Crimea nella Federazione Russa.

Il "referendum" è stato condannato come illegittimo dal governo ucraino, dall'UE, dagli Stati Uniti e dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA).

In risposta all'annessione illegale della Crimea da parte della Russia, 100 membri delle Nazioni Unite hanno approvato la risoluzione 68/262 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, respingendo il "referendum" come infondato e invalido e confermando la sovranità, l'indipendenza politica, l'unità e l'integrità territoriale dell'Ucraina.

A metà del 2014, la Russia ha iniziato a fornire deleghe in due delle province orientali dell'Ucraina manodopera, finanziamenti e materiale che guidano un conflitto armato contro il governo ucraino che continua fino ad oggi.

Rappresentanti di Ucraina, Russia e delle repubbliche per procura russe non riconosciute hanno firmato il Protocollo e il Memorandum di Minsk nel settembre 2014 per porre fine al conflitto.

Tuttavia, questo accordo non è riuscito a fermare i combattimenti o a trovare una soluzione politica.

In un rinnovato tentativo di alleviare gli scontri in corso, i leader di Ucraina, Russia, Francia e Germania hanno negoziato un pacchetto di misure di follow-on nel febbraio 2015 per attuare gli accordi di Minsk. Anche i rappresentanti dell'Ucraina, della Russia, delle repubbliche russe non riconosciute e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa si incontrano regolarmente per facilitare l'attuazione dell'accordo di pace. Più di 14.000 civili sono Stati uccisi o feriti a seguito dell'intervento russo nell'Ucraina orientale.

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Distribuzione della popolazione

Insediamento più denso nelle regioni orientali (Donbas) e occidentali; concentrazioni notevoli all'interno e intorno alle principali aree urbane di Kiev, Kharkiv, Donets'k, Dnipropetrovs'k e Odessa

Pericoli naturali

Inondazioni occasionali; siccità occasionali

Geografia

Nota. Posizione strategica al crocevia tra Europa e Asia; secondo paese più grande d'Europa dopo la Russia

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Gruppi etnici

Ucraino 77,8%, russo 17,3%, bielorusso 0,6%, moldavo 0,5%, tataro di Crimea 0,5%, bulgaro 0,4%, ungherese 0,3%, rumeno 0,3%, polacco 0,3%, ebreo 0,2%, altro 1,8% (stima 2001).

Lingue

Ucraino (ufficiale) 67,5%, russo (lingua regionale) 29,6%, altro (include piccole minoranze tatara di Crimea, moldavo/rumeno e ungherese) 2,9% (stima 2001);

Nota. Nel febbraio 2018, la Corte costituzionale ha stabilito che la legislazione linguistica del 2012 che autorizza una lingua parlata da almeno il 10% della popolazione di un oblast a ricevere lo status di "lingua regionale" - consentendone l'uso in tribunali, scuole e altre istituzioni governative - era incostituzionale, rendendo così la legge non valida; L'ucraino rimane l'unico campione ufficiale di lingua.

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Religioni

Ortodossi include la Chiesa ortodossa dell'Ucraina (OCU), la Chiesa ortodossa autocefala ucraina (UAOC) e l'ortodosso ucraino - Patriarcato di Mosca (UOC-MP), greco-cattolico ucraino, cattolico romano, protestante, musulmano, ebreo (2013)

Nota: la popolazione ucraina è prevalentemente cristiana; la stragrande maggioranza - fino a due terzi - si identifica come ortodossa, ma molti non specificano un particolare ramo; l'OCU e la UOC-MP rappresentano ciascuna meno di un quarto della popolazione del paese, la Chiesa greco-cattolica ucraina rappresenta l'8-10% e la UAOC rappresenta l'1-2%; Gli aderenti musulmani ed ebrei costituiscono ciascuno meno dell'1% della popolazione totale.

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Principali aree urbane

Popolazione

3,010 milioni KYIV (capitale), 1,423 milioni Kharkiv, 1,008 milioni Odessa, 952.000 Dnipropetrovsk, 893.000 Donetsk (2022).

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Ambiente

Temi attuali

Inquinamento dell'aria e dell'acqua; degrado del suolo; gestione dei rifiuti solidi; perdita di biodiversità; deforestazione; contaminazione da radiazioni nel nord-est dall'incidente del 1986 alla centrale nucleare di Chornobyl.

Ambiente - accordi internazionali

Parte a: Inquinamento atmosferico, Inquinamento atmosferico-Ossidi di azoto, Inquinamento atmosferico-Zolfo 85, Antartico-Protezione ambientale, Antartide-Risorse viventi marine, Trattato antartico, Biodiversità, Cambiamenti climatici, Cambiamenti climatici-Protocollo di Kyoto, Cambiamento climatico-Accordo di Parigi, Divieto totale di test nucleari, Desertificazione, Specie in via di estinzione, Modifica ambientale, Rifiuti pericolosi, Diritto del mare, Discariche marine-Convenzione di Londra, Divieto di test nucleari, Protezione dello strato di ozono, Inquinamento delle navi, Zone umide firmato, ma non ratificato: Inquinamento atmosferico-Metalli pesanti, Inquinamento atmosferico-Inquinanti organici persistenti, Inquinamento atmosferico-Zolfo 94, Inquinamento atmosferico-Composti organici volatili.

Ucraina

Repubblica nazionale ucraina, Stato ucraino, Repubblica socialista sovietica

Il nome deriva dalla parola slava orientale antica "ukraina" che significa "terra di confine o marcia (regione di confine militarizzata)" e cominciò ad essere ampiamente usato nel 19 ° secolo; originariamente gli ucraini si riferivano a se stessi come Rusyny (Rusyns, Ruthenians, o Ruthenes), un endonimo derivato dallo stato medievale della Rus '(Kyivan Rus)

Governo

Repubblica semi-presidenziale

Suddivisioni

24 province (oblasti, singolare - oblast'), 1 repubblica autonoma (avtonomna respublika) e 2 comuni (mista, singolare - misto) con status di oblast; Cherkasy, Chernihiv, Chernivtsi, Crimea o Avtonomna Respublika Krym (Simferopol), Dnipropetrovsk (Dnipro), Donetsk, Ivano-Frankivsk, Kharkiv, Kherson, Khmelnytskyi, Kirovohrad (Kropyvnytskyi), Kyiv, Kyiv, Luhansk, Lviv (Leopoli), Mykolaiv, Odessa, Poltava, Rivne, Sevastopol, Sumy, Ternopil, Vinnytsia, Volyn (Lutsk), Zakarpattia (Uzhhorod), Zaporizhzhia, Zhytomyrnote

Le divisioni amministrative hanno gli stessi nomi dei rispettivi centri amministrativi (le eccezioni hanno il nome del centro amministrativo che segue tra parentesi); I piani includono l'eventuale ridenominazione degli oblast di Dnipropetrovsk e Kirovohrad, ma poiché questi nomi sono menzionati nella Costituzione dell'Ucraina, il cambiamento richiederà un emendamento

Nota. Il governo degli Stati Uniti non riconosce l'annessione illegale da parte della Russia della Repubblica autonoma di Crimea dell'Ucraina e del comune di Sebastopoli, né la loro ridesignazione come "Repubblica di Crimea" e "Città federale di Sebastopoli"

Indipendenza

24 agosto 1991 (dall'Unione Sovietica); date precedenti notevoli: ca. 982 (VOLODYMYR I consolida kyivan Rus); 1199 (Formazione del Principato (poi Regno) di Rutenia); 1648 (istituzione dell'Hetmanato cosacco); 22 gennaio 1918 (dalla Russia sovietica)

Festa nazionale

Giorno dell'Indipendenza, 24 agosto (1991); nota - 22 gennaio 1918, il giorno in cui l'Ucraina dichiarò per la prima volta la sua indipendenza dalla Russia sovietica, e la data in cui le repubbliche ucraine occidentali e maggiori (orientali) si unirono (1919), è ora celebrata come Giorno dell'Unità

Costituzione

Storia: diversi precedenti; ultimi emendamenti adottati e ratificati il 28 giugno 1996: proposti dal presidente dell'Ucraina o da almeno un terzo dei membri del Consiglio supremo [Verkhovna Rada]; l'adozione richiede il voto a maggioranza semplice da parte del Consiglio e almeno due terzi dei voti a maggioranza nella sua prossima sessione ordinaria; l'adozione di proposte relative ai principi costituzionali generali, alle elezioni e alle procedure di modifica richiede la maggioranza dei due terzi dei voti da parte del Consiglio e l'approvazione in un referendum; gli articoli costituzionali sui diritti e le libertà personali, l'indipendenza nazionale e l'integrità territoriale non possono essere modificati; modificato più volte, l'ultima nel 2019.

Esecutivo

Capo di Stato: Presidente Volodymyr Zelensky dal 20 maggio 2019

Capo del governo: Primo Ministro Denys SHMYHAL dal 4 marzo 2020

Gabinetto: Gabinetto (Consiglio) dei ministri nominato dal primo ministro, approvato dalla Verkhovna Rada

Nomine: presidente eletto direttamente con voto popolare a maggioranza assoluta in 2 turni se necessario per un mandato di 5 anni (eleggibile per un secondo mandato); le ultime elezioni si sono tenute il 31 marzo e il 21 aprile 2019 (prossime a tenersi nel marzo 2024); primo ministro selezionato dalla Verkhovna Rada

Risultati

2019: Volodymyr Zelensky eletto presidente; risultati del primo turno: percentuale di voti - Volodymyr Zelensky (Servo del Popolo) 30,2%, Petro POROSHENKO (BPP-Solidarietà) 15,6%, Yuliya TYMOSHENKO (Patria) 13,4%, Yuriy BOYKO (Piattaforma di opposizione-Per la vita) 11,7%, 35 altri candidati 29,1%; risultati del secondo turno: percentuale di voti - Volodymyr Zelensky (Servo del Popolo) 73,2%, Petro POROSHENKO (BPP-Solidarietà) 24,5%; Denys SHMYHAL (indipendente) eletto primo ministro; Voto Verkhovna Rada - 291-59

Petro POROSHENKO eletto presidente al primo turno; percentuale di voti - Petro POROSHENKO (indipendente) 54,5%, Yuliya TYMOSHENKO (Patria) 12,9%, Oleh LYASHKO (Partito Radicale) 8,4%, altro 24,2%; Volodymyr HROYSMAN (BPP) eletto primo ministro; Voto Verkhovna Rada - 257-50

Nota. C'è anche un Consiglio di sicurezza e difesa nazionale o NSDC originariamente creato nel 1992 come Consiglio di sicurezza nazionale; il personale dell'NSDC ha il compito di sviluppare la politica di sicurezza nazionale su questioni nazionali e internazionali e di consigliare il presidente; un'amministrazione presidenziale aiuta a redigere editti presidenziali e fornisce supporto politico al presidente

Ramo legislativo

Descrizione: Consiglio Supremo unicamerale o Verkhovna Rada (450 seggi; 225 membri eletti direttamente in collegi uninominali con voto a maggioranza semplice e 225 eletti direttamente in un'unica circoscrizione nazionale con voto proporzionale a lista di partito chiusa; membri con mandato di 5 anni).

Elezioni: ultime tenutesi il 21 luglio 2019 (prossime a luglio 2024).

Partecipazione ad organizzazioni internazionali

Australia Group, BSEC, CBSS (osservatore), CD, CE, CEI, CICA (osservatore), CIS (membro partecipante, non ha firmato la carta cis del 1993), EAEC (osservatore), EAPC, BERS, FAO, GCTU, GUAM, AIEA, BIRS, ICAO, ICC (comitati nazionali), ICRM, IDA, IFC, IFRCS, IHO, ILO, FMI, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITU, ITUC (ONG), LAIA (osservatore), MIGA, MONUSCO, NAM (osservatore), NSG, OAS (osservatore), OIF (osservatore), OPCW, OSCE, PCA, PFP, SELEC (osservatore), UN, UNCTAD, UNESCO, UNFICYP, UNIDO, UNISFA, UNMIL, UNMISS, UNOCI, UNWTO, UPU, Wassenaar Arrangement, WCO, WFTU (ONG), WHO, WIPO, WMO, WTO, ZC

Patrimonio nazionale

Totale dei siti del Patrimonio Mondiale: 7 (6 culturali, 1 naturale)

Siti del Patrimonio Mondiale selezionati: Kiev: Cattedrale di Santa Sofia e relativi edifici monastici, Kiev Pechersk Lavra (c); Centro storico di Leopoli (c); Residenza dei Metropoliti Bucovini e Dalmati, Chernivtsi (c); Antica città di Tauric Chersonese, Sebastopoli (c); Tserkvas di legno della regione dei Carpazi (c); Antiche e primordiali Faggete dei Carpazi (n); Arco geodetico di Struve (c).

Economia. Panoramica economica

Dopo la Russia, la Repubblica ucraina era la componente economica più importante dell'ex Unione Sovietica, producendo circa quattro volte la produzione della repubblica di rango successivo. Il suo fertile suolo nero rappresentava più di un quarto della produzione agricola sovietica e le sue fattorie fornivano notevoli quantità di carne, latte, grano e verdure ad altre repubbliche. Allo stesso modo, la sua industria pesante diversificata ha fornito attrezzature uniche come tubi di grande diametro e apparecchiature di perforazione verticale e materie prime a siti industriali e minerari in altre regioni dell'ex Unione Sovietica.

Poco dopo l'indipendenza nell'agosto 1991, il governo ucraino liberalizzò la maggior parte dei prezzi e eresse un quadro giuridico per la privatizzazione, ma la diffusa resistenza alle riforme all'interno del governo e del legislatore presto bloccò gli sforzi di riforma e portò a qualche passo indietro. La produzione nel 1999 era scesa a meno del 40% del livello del 1991. Istituzioni esterne, in particolare il FMI, ha incoraggiato l'Ucraina ad accelerare il ritmo e la portata delle riforme per promuovere la crescita economica. I funzionari del governo ucraino hanno eliminato la maggior parte dei privilegi fiscali e doganali in una legge di bilancio del marzo 2005, portando più attività economica fuori dalla grande economia sommersa dell'Ucraina. Dal 2000 fino alla metà del 2008, l'economia ucraina è stata vivace nonostante le turbolenze politiche tra il primo ministro e il presidente. L'economia si è contratta di quasi il 15% nel 2009, tra le peggiori performance economiche al mondo. Nell'aprile 2010, l'Ucraina ha negoziato uno sconto sui prezzi sulle importazioni di gas russo in cambio dell'estensione del contratto di locazione della Russia sulla sua base navale in Crimea.

L'economia ucraina dominata dagli oligarchi è cresciuta lentamente dal 2010 al 2013, ma è rimasta indietro rispetto ai coetanei della regione e tra i più poveri d'Europa. Dopo che l'ex presidente Yanukovych è fuggito dal paese durante la Rivoluzione della Dignità, l'economia ucraina è caduta in crisi a causa dell'annessione della Crimea da parte della Russia, del conflitto militare nella parte orientale del paese e di una guerra commerciale con la Russia, con conseguente calo del 17% del PIL, inflazione a quasi il 60% e diminuzione delle riserve di valuta estera. La comunità internazionale ha iniziato gli sforzi per stabilizzare l'economia ucraina, tra cui un pacchetto di assistenza del FMI del marzo 2014 di 17,5 miliardi di dollari, di cui l'Ucraina ha ricevuto quattro esborsi, l'ultimo nell'aprile 2017, portando il totale erogato a quella data a circa 8,4 miliardi di dollari. L'Ucraina ha compiuto progressi sulle riforme volte a rendere il paese prospero, democratico e trasparente, tra cui la creazione di un'agenzia nazionale anticorruzione, la revisione del settore bancario, l'istituzione di un sistema trasparente di rimborso dell'IVA e una maggiore trasparenza negli appalti pubblici. Ma sono necessari ulteriori miglioramenti, tra cui la lotta alla corruzione, lo sviluppo dei mercati dei capitali, il miglioramento del contesto imprenditoriale per attirare investimenti stranieri, la privatizzazione delle imprese statali e la riforma agraria. La quinta tranche del programma del FMI, del valore di 1,9 miliardi di dollari, è stata ritardata a metà del 2017 a causa della mancanza di progressi sulle riforme in sospeso, tra cui l'adeguamento delle tariffe del gas ai livelli di parità delle importazioni e l'adozione di una legislazione che istituisce un tribunale anticorruzione indipendente.

L'occupazione russa della Crimea nel marzo 2014 e l'aggressione russa in corso nell'Ucraina orientale hanno danneggiato la crescita economica. Con la perdita di una parte importante dell'industria pesante ucraina nel Donbas e la violenza in corso, l'economia si è contratta del 6,6% nel 2014 e del 9,8% nel 2015, ma è tornata a una bassa crescita nel 2016 e nel 2017, raggiungendo rispettivamente il 2,3% e il 2,0%, quando le riforme chiave hanno preso piede. L'Ucraina ha inoltre riorientato l'attività commerciale verso l'UE a seguito dell'attuazione di un accordo bilaterale di libero scambio globale e approfondito, sostituendo la Russia come suo principale partner commerciale. Il divieto di commercio con i territori controllati dai separatisti all'inizio del 2017 non ha avuto un impatto sui settori industriali chiave dell'Ucraina tanto quanto previsto, in gran parte a causa delle favorevoli condizioni esterne. L'Ucraina è tornata sui mercati internazionali del debito nel settembre 2017, emettendo un'obbligazione sovrana da 3 miliardi di dollari.

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Supporti broadcast

Il panorama mediatico ucraino è dominato da agenzie di stampa di proprietà degli oligarchi, che sono spesso politicamente motivate e in contrasto tra loro e / o con il governo; mentre i sondaggi suggeriscono che la maggior parte degli ucraini riceve ancora notizie da fonti mediatiche tradizionali, i social media sono una componente cruciale della diffusione delle informazioni in Ucraina; quasi tutti i politici e gli opinion leader ucraini comunicano con il pubblico tramite i social media e mantengono almeno una pagina di social media, se non di più; ciò consente loro una comunicazione diretta con il pubblico e le notizie spesso si rompono su Facebook o Twitter prima di essere raccolte dalle agenzie di stampa tradizionali.

La televisione ucraina funge da principale fonte di notizie; le più grandi reti nazionali sono controllate da oligarchi: TRK Ukraina è di proprietà di Rinat Akhmetov; Studio 1+1 è di proprietà di Ihor Kolomoyskyy; L'Inter è di proprietà di Dmytro Firtash e Serhiy Lyovochkin; e i canali StarlightMedia (ICTV, STB e Novyi Kanal) sono di proprietà di Victor Pinchuk; una serie di canali di notizie 24 ore su 24 hanno anche chiare affiliazioni politiche: il governo filo-ucraino Channel 5 e Pryamyi sono legati al presidente Petro Poroshenko; 24 è di proprietà di politici dell'opposizione, ma non filo-russi; UA: Suspilne è una stazione televisiva pubblica sotto l'ombrello della National Public Broadcasting Company of Ukraine; mentre è spesso elogiato dagli esperti dei media per la copertura equilibrata, è in ritardo nella popolarità; La radio ucraina, istituzionalmente legata a UA: Suspilne, è una delle uniche due reti radio nazionali, con l'altra che è la Radio NV di proprietà privata. (2021)

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Militare e sicurezza

Forze militari e di sicurezza

Forze armate dell'Ucraina (Zbroyni Syly Ukrayiny, ZSU): Forze di terra (Sukhoputni Viys'ka), Forze navali (Viys'kovo-Mors'ki Syly, VMS), Forze aeree (Povitryani Syly, PS), Forze d'assalto aereo (Desantno-shturmovi Viyska, DShV), Forze speciali ucraine (UASOF), Forze di difesa territoriale (Riserve); Ministero degli Affari Interni: Guardia Nazionale dell'Ucraina, Servizio di Guardia di Frontiera statale dell'Ucraina (include la Guardia di frontiera marittima). (2021)

Punti di forza del personale militare e dei servizi di sicurezza

Circa 200.000 soldati attivi (150.000 Esercito, tra cui circa 25.000 Forze d'Assalto Aviotrasportate/Aeree; 12.000 Marina; 40.000 Aeronautica); circa 50.000 Membri della Guardia Nazionale. (2021)

All'inizio del 2022, il governo ucraino ha annunciato l'intenzione di aggiungere 100.000 persone alle forze armate in tre anni.

Inventari e acquisizioni di attrezzature militari

L'esercito ucraino è equipaggiato principalmente con vecchi sistemi d'arma russi e sovietici; dal 2010, ha importato quantità limitate di armi da diversi paesi europei, così come dal Canada, dagli Stati Uniti e dagli Emirati Arabi Uniti; L'Ucraina ha un'ampia industria della difesa in grado di costruire sistemi terrestri dell'era sovietica e mantenere e aggiornare gli aerei da combattimento dell'era sovietica, nonché i sistemi missilistici e di difesa aerea. (2021)

Schieramenti militari

250 Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO). (ottobre 2021)

Nota. L'Ucraina contribuisce con circa 500 soldati alla brigata militare congiunta di Lituania, Polonia e Ucraina (Litpolukrbrig), istituita nel 2014; la brigata ha sede in Polonia ed è composta da uno staff internazionale, tre battaglioni e unità specializzate.

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Età e obbligo del servizio militare

Coscrizione abolita nel 2012, ma reintrodotta nel 2014; 20-27 anni per il servizio militare obbligatorio; l'obbligo di servizio di leva è di 12 mesi. (2021)

Note. All'inizio del 2022, il governo ucraino ha annunciato l'intenzione di eliminare gradualmente il servizio militare obbligatorio per un periodo di 3 anni; l'esercito ucraino ha un mix di coscritti (14.000 arruolati nel 2021) e soldati professionisti su contratto; per legge, i coscritti non possono servire in prima linea, ma hanno l'opportunità di firmare contratti a breve o lungo termine alla scadenza dei loro termini di servizio; le donne possono fare volontariato e hanno prestato servizio nelle forze armate ucraine dal 1993; a partire dal 2021, le donne costituivano circa il 15-20% dei militari; alla fine del 2021, il governo ucraino ha iniziato a richiedere alle donne tra i 18 ei 60 anni che sono idonee al servizio militare e lavorano in una vasta gamma di professioni di registrarsi presso le forze armate ucraine.

Questioni transnazionali

Controversie internazionali

Il trattato di delimitazione dei confini del 1997 con la Bielorussia rimane non ratificato a causa delle richieste finanziarie irrisolte, dello stallo della demarcazione e della riduzione della sicurezza delle frontiere; la delimitazione del confine terrestre con la Russia è completa e la demarcazione è iniziata nel 2012; la disputa sul confine tra Russia e Ucraina attraverso lo stretto di Kerch e il Mar d'Azov è sospesa a causa dell'occupazione della Crimea da parte della Russia; L'Ucraina e la Moldavia hanno firmato un accordo che delimita ufficialmente il loro confine nel 1999, ma il confine non è stato delimitato a causa delle difficoltà della Moldavia con la regione separatista della Transnistria; Moldavia e Ucraina gestiscono posti doganali congiunti per monitorare il transito di persone e merci attraverso la regione moldava della Transnistria, che rimane sotto gli auspici di una missione di mantenimento della pace incaricata dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa composta da truppe moldave, transnistriane, russe e ucraine; la CIG si è pronunciata in gran parte a favore della Romania nella sua disputa presentata nel 2004 sulla delimitazione del confine marittimo dell'isola Zmiyinyy/Serpilor (Serpente) amministrata dall'Ucraina e sul confine marittimo del Mar Nero; La Romania si oppone alla riapertura da parte dell'Ucraina di un canale di navigazione dal confine del Danubio attraverso l'Ucraina fino al Mar Nero

Rifugiati e sfollati interni

Sfollati interni: 1.461.700 (violenza separatista sponsorizzata dalla Russia in Crimea e Ucraina orientale). (2021)

Apolidi: 35.875 (metà anno 2021); nota: ai cittadini dell'ex Unione Sovietica che risiedevano permanentemente in Ucraina è stata concessa la cittadinanza dopo l'indipendenza dell'Ucraina nel 1991, ma alcuni hanno perso questa finestra di opportunità; le persone che arrivano dopo il 1991, i tatari di Crimea, i coreani etnici, le persone con passaporto sovietico scaduto e le persone senza documenti hanno difficoltà ad acquisire la cittadinanza ucraina; dopo la caduta dell'Unione Sovietica nel 1989, migliaia di tatari di Crimea e i loro discendenti deportati dall'Ucraina sotto il regime di STALIN tornarono in patria, alcuni apolidi e altri con la cittadinanza dell'Uzbekistan o di altre ex repubbliche sovietiche; un accordo bilaterale del 1998 tra Ucraina e Uzbekistan ha semplificato il processo di rinuncia alla cittadinanza uzbeka e di ottenimento della cittadinanza ucraina.

Droghe illecite

Un paese di transito per il traffico illecito di droga nell'Unione europea grazie alla sua posizione tra diverse importanti rotte di traffico verso l'Europa occidentale, porti sul Mar Nero e sul Mar d'Azov, estese rotte fluviali e porose frontiere settentrionali e orientali; La cocaina sudamericana si muove attraverso i porti marittimi e gli aeroporti ucraini; laboratori di anfetamine e metanfetamine riforniscono il mercato locale.

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Foto dell'Ucraina

Capo Kazantyp è un promontorio prominente sulla penisola di Kerch, che definisce la costa meridionale del Mar d'Azov e l'estensione orientale della penisola di Crimea. A causa della sua latitudine relativamente bassa (45° N) la Crimea è stata la calda destinazione di vacanza per generazioni di ucraini e russi. Le città nella zona di Kazantyp-Lenine, Shcholkine-offrono attrazioni turistiche che vanno dal birdwatching alle spiagge e ai festival musicali. Questa fotografia dettagliata dell'astronauta è stata scattata dalla Stazione Spaziale Internazionale quando si trovava a 400 km (250 miglia) a nord-est, ma a causa dell'obiettivo lungo (800 mm) utilizzato, la foto include modelli di campo dettagliati e blocchi di città. I campi verdi e marroni mostrano un'intensa attività agricola nella zona e gli stagni salati sono visibili all'estremità occidentale del lago aktashskoye poco profondo al centro dell'immagine. La distanza dalla punta del Capo alla più grande città locale, Lenine è di soli 20 km (12 miglia). Shcholkine è una nuova città costruita nel 1978 per ospitare i lavoratori della centrale nucleare della Crimea. L'impianto parzialmente completato è stato ispezionato in seguito al disastro di Chernobyl del 1986 e si è trovato in un sito soggetto a terremoti. L'ulteriore costruzione fu terminata e le attrezzature da costruzione e le strutture già costruite furono abbandonate sul posto. Oggi, Shcholkine è una destinazione turistica sempre più popolare. Immagine gentilmente concessa dalla NASA.

Capo Kazantyp

Dall'Ucraina continentale, la penisola di Crimea si estende verso sud, delimitata a ovest dal Mar Nero e ad est dal Mar d'Azov. Che si estende attraverso la penisola è una rete di insenature poco profonde e paludose che si estendono su circa 2.600 km quadrati (1.000 miglia quadrate). Questa rete di lagune è conosciuta come Syvash (anche Sivash o Sivas). Durante i mesi estivi, le acque paludose riscaldate emanano odori sgradevoli, conferendo alla regione i soprannomi di "Mare marcio" o "Mare putrido". Questa immagine satellitare a colori naturali mostra le acque poco profonde e la variegata composizione chimica delle lagune di Syvash che contribuiscono ai loro colori ultraterreni di pesca, senape, verde lime, blu, blu-verde, beige e marrone. Spessi strati di limo rivestono i fondali delle paludi poco profonde, che sono abbastanza ricche di sali minerali da fornire un impianto chimico locale. Intorno alle zone paludose ci sono per lo più campi agricoli. Le aree urbanizzate appaiono lungo le rive del Mar Nero e le autostrade curvano e zigzagano attraverso la penisola. Al di fuori delle paludi, la terra in questa zona è generalmente una pianura pianeggiante di steppa arida. Nei mesi più freddi, le gelate si alternano a disgeli e le nebbie sono frequenti. Foto per gentile concessione della NASA.

La penisola di Crimea

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Dizionario di matematica iniziale: a b c d e f g i k l m n o p q r s t u v z

Sito ufficiale del Presidente dell'Ucraina

Agenzie di stampa russa Tass Ria Novosti Inosmi Interfax Regnum

European Convention on Human Rights coe.int

Una breve storia della corruzione in Ucraina: l'era Kuchma Eurasianet

Notizie di Ucraina Nuova Europa ANSA.it

Ucraina, diretta. Putin ordina il grande attacco, ma Kiev resiste: non si passa leggo.it

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