Geografia Medio Oriente Territorio Storia Economia del Libano.

b

Asia Oceania Libano Catena Montuosa Libano

n In Lebanon Inn

GEOGRAFIA - ASIA - LIBANO

PRESENTAZIONE

Il Libano confina a Nord ed a Est con la Siria, a Sud con Israele e a Ovest è bagnato dal Mar Mediterraneo. Occupa una superficie di 10.400 kmq e ha una popolazione di 5.261.372 (2021) abitanti concentrati soprattutto lungo la fascia costiera e con una densità molto alta (357 ab. per kmq). La popolazione è nella quasi totalità araba (84,5%); vi sono anche minoranze di Armeni (6,8%) e di Curdi (6,1%). Nel Paese sono presenti inoltre 500.000 profughi palestinesi e un milione di lavoratori siriani. La lingua ufficiale è l'arabo, sono parlati anche il francese e l'inglese; il 6% della popolazione parla l'armeno. Si professano la religione musulmana (sciiti 34,1%, sunniti 21,2%, drusi 7%) e cristiana (maroniti 23,4%, ortodossi 11,2%). Il Libano è una Repubblica. In base alla Costituzione del 1926 (modificata più volte) e al Patto nazionale, il presidente della Repubblica, in carica per 6 anni, deve essere cristiano-maronita; egli condivide il potere esecutivo col Consiglio dei ministri, presieduto da un musulmano sunnita. Il potere legislativo spetta all'Assemblea nazionale composta da 128 membri per metà musulmani e per metà cristiani, eletti per 4 anni; la presidenza dell'Assemblea nazionale spetta a un musulmano sciita. Amministrativamente è diviso in sei province. L'unità monetaria è la lira libanese. La capitale è Beirut (1.792.000 ab.).

IL TERRITORIO

Il Libano è attraversato da Nord a Sud dalla catena parallela del Libano e dell'Antilibano. Il primo sistema orografico è notevolmente elevato e corre parallelamente alla costa mediterranea verso cui degrada con ampi terrazzi. I monti dell'Antilibano, che segnano il confine con la Siria, sono invece molto alti e costituiscono un sistema montuoso più discontinuo. Il principale fiume del Libano è il Litani, lungo 140 km, che scorre nella depressione valliva di El-Beqaa. Le coste, lambite dal Mar Mediterraneo, sono alte e interrotte ogni tanto da brevi spiagge sabbiose. Il clima mediterraneo della fascia costiera, con estati calde e secche e inverni miti e piovosi è sostituito nelle zone interne da quello di tipo continentale.

Cartina del Libano

Cartina del Libano

L'ECONOMIA

L'economia libanese ebbe una crescita straordinaria fino all'avvento della guerra civile che tormentò il Paese per anni. Il terziario, il settore di maggiore sviluppo del Libano, rappresentò fino al 1977 il 70% del prodotto nazionale lordo. Un gran numero di banche sorte negli anni Settanta furono il rifugio di capitali provenienti in maggior parte dalle zone petrolifere arabe. Ma la guerra, il crollo della moneta e l'interruzione delle rimesse dei Palestinesi e dei Libanesi dall'estero provocarono una fuga degli imprenditori stranieri e libanesi, e, il conseguente crollo del terziario.

Il pesante indebitamento e lo scarso afflusso di investimenti esteri limitano la ripresa economica del Paese, che soffre di una grave crisi occupazionale. Le principali colture sono quelle cerealicole (frumento, orzo, mais) frutticole (vite) e oleifere (olivo, arachidi). Tuttavia, la natura accidentata del terreno, il clima secco e le scarse riserve idriche consentono rese molto basse. La progressiva riduzione delle foreste ha provocato la scomparsa dei cedri, un tempo vanto del Libano. Le risorse minerarie sono scarse, mentre notevole importanza rivestono gli impianti di raffinazione del petrolio (Tripoli, Saida) che proviene dall'Arabia Saudita e dall'Iraq. L'industria libanese, pur essendo abbastanza articolata (tessile, agro-alimentare, del legno), ha una struttura ancora artigianale.

CENNI STORICI

Già centro della civiltà fenicia, il territorio libanese, passò attraverso varie dominazioni tra cui quelle assira, egiziana, persiana, babilonese e greca. Dal 64 a.C. al 636 d.C. fece parte della provincia romana e quindi bizantina di Siria. Nel 636 venne infine conquistato dagli arabi. Dal 1099 al 1289 i latini del Regno di Gerusalemme e della contea di Tripoli dominarono il litorale fino alla sua conquista da parte dei mamelucchi d'Egitto. Nel 1516 il Libano venne annesso all'impero ottomano. Dal 1593 al 1840 gli emiri drusi unificarono la montagna libanese cercando di ottenerne l'autonomia. Nel 1861 alla fine dei periodi di scontri tra drusi e maroniti la Francia ottenne la creazione della provincia del Monte Libano dotata di una certa autonomia. Nel 1920 alla fine del primo conflitto mondiale in seguito alla caduta dell'Impero Ottomano, la Francia ottenne dalla Società delle Nazioni il mandato sul Libano, che durò fino al 1943, quando venne conseguita l'indipendenza del Paese. Il «patto nazionale» istituì un sistema politico confessionale nel quale il potere venne suddiviso tra i maroniti, i dunniti, gli sciiti, i greci ortodossi, i drusi e i greci cattolici. Membro fondatore della Lega Araba, godette di un periodo di relativo benessere e mantenne una posizione filo-occidentale, fortemente voluta del presidente Chamoun (1952-58).

Nel 1958 i nazionalisti arabi favorevoli a Nasser avviarono una guerra civile che fu interrotta dall'intervento americano. Dal 1958 al 1970 la Repubblica fu presidiata da F. Chehab e quindi da C. Hélou. La fase di benessere si chiuse bruscamente nel 1967, a seguito del conflitto arabo-israeliano e della conseguente immigrazione palestinese. Nel 1975 i contrasti tra le componenti etnico-religiose del Libano sfociarono in una sanguinosa guerra civile, aperta alle ingerenze straniere e in particolare della Siria che nel 1976 occupò la parte orientale del Paese. La situazione interna venne esasperata dai contrasti tra i cristiani-maroniti e le fazioni musulmane (sciiti, sunniti, drusi) che, costituendo la maggioranza della popolazione, aspiravano ad accrescere la propria influenza politica. Dopo due anni di scontri la creazione di una forza multinazionale unificò il Libano e diede un po' di tregua. Nel 1982, dopo l'invasione delle truppe israeliane, che nel giro di una settimana occuparono Beirut, si registrò un ulteriore inasprimento del conflitto. Allo sgombero dei combattenti palestinesi asserragliati nella capitale, seguì infatti l'assassinio del presidente cristiano e filo-israeliano Bechir Gemayel, il cui posto venne preso dal fratello Amin l'anno successivo. Nel 1984 il neopresidente annullò il trattato di pace con Israele, stipulato nel 1983, e richiese l'intervento della Siria nel tentativo di ristabilire la pace. Dopo il ritiro delle truppe israeliane, si accesero però nuove rivalità tra i musulmani, senza che i siriani riuscissero a impedirlo. I combattimenti continuarono anche nel 1986, mentre gli inviti alla tregua caddero regolarmente nel vuoto. Nel 1987 le violenze toccarono il culmine con l'assassinio del primo ministro Rashid Karameh.

L'anno seguente, allo scadere del mandato di Amin Gemayel, il Paese si ritrovò con due Governi: quello legale, presieduto dal musulmano Selim el-Hoss, e un Governo di soli cristiani nominato da Gemayel poco prima di dimettersi, con a capo Michel Aoun. Nel 1989, però, i parlamentari libanesi si incontrarono a Taif, in Arabia Saudita, e stipularono un nuovo patto per la ripartizione dei poteri fra cristiani e musulmani. Venne eletto presidente della Repubblica René Moawad, che fu assassinato poco dopo in un attentato. Il nuovo presidente Elias Hrawi, per mezzo delle truppe siriane sconfisse nel 1990 il generale Michel Aoun comandante della fazione cristiana, mettendo così fine alla guerra civile. Nel 1991 l'autorità di Hrawi si estese anche nel Sud del Paese, sino ad allora occupato dai Palestinesi, ma il Libano si trovò ad essere in realtà un protettorato siriano. La guerra civile si spostò allora nella parte meridionale del Paese dove il Governo procedette alla riconquista dei territori occupati dai palestinesi dell'Olp; dopo lunghi giorni di scontri sanguinosi si giunse a un accordo che prevedeva il ritiro degli armamenti da parte dei palestinesi e la garanzia del rispetto dei diritti di 350.000 profughi da parte del Governo libanese. Il completamento del recupero di tutti i territori libanesi occupati avvenne dapprima in maniera cruenta con raid militari e terroristici voluti dal Governo.

In seguito però si giunse alla stipulazione di un accordo scaturito da un'importante Conferenza per la Pace organizzata a Madrid nel 1991 alla quale parteciparono sia la delegazione araba sia quella israeliana, per la prima volta dopo anni di lotta. Nonostante dalla Conferenza fossero emersi segnali incoraggianti la guerra non ebbe termine tanto che nel 1994 il Libano venne ancora scosso da numerosi attentati terroristici e divenne teatro di scontri tra israeliani e palestinesi. Nel 1998-99 gli scontri armati e gli attentati coinvolsero gli hezbollah filoariani, la milizia filoisraliana dell'esercito del Libano del Sud (ELS) e quella filosiriana di Amal, mentre l'aviazione di Israele lanciò numerosi attacchi aerei . In particolare, la contesa si concentrò intorno al villaggio di Arnoun, nella fascia di sicurezza al confine con Israele, annesso di fatto dagli israeliani nel 1999. L'evento del 2000 fu il ritiro israeliano dalla fascia di sicurezza del Libano meridionale, sotto occupazione dal 1982. Le operazioni di smobilitazione completate in maggio furono precedute da numerosi scontri armati ed attentati che coinvolsero le milizie sciite filoiraniane hezbollah, l'esercito del Libano Sud e l'aviazione di Israele. In seguito, nella regione arrivò un nuovo contingente dell'UNIFIL (la forza di pace dell'ONU) con il compito di sorvegliare i confini tra il Libano e Israele e di aiutare il Governo di Beirut a riprendere il controllo del territorio. Nello stesso anno Hariri tornò a governare dopo aver vinto le elezioni, sostituendo Selim Hoss. Il ritiro israeliano dalla fascia di sicurezza nel Libano meridionale (sotto il controllo degli Hezbollah), lasciò aperta la questione delle Fattorie Sheeba, una zona occupata da Israele nel 1967 e ancora presidiata dalle forze israeliane, che Hezbollah rivendicava come parte integrante del territorio libanese (nonostante le vecchie carte geografiche considerassero le Fattorie parte del territorio siriano).

Il 14 aprile 2001 l'Hezbollah libanese lanciò un attacco contro le Fattorie Sheeba, provocando la morte di un soldato israeliano. La risposta di Israele non si fece attendere e gli aerei israeliani bombardarono il Libano meridionale. La tensione crebbe ulteriormente quando, due giorni dopo, Israele, per la prima volta dal 1996, lanciò un attacco contro le postazioni siriane in Libano, uccidendo tre soldati siriani. I palestinesi a loro volta risposero sparando colpi di mortaio contro Sderot, città israeliana nel deserto del Neghev, a cinque chilometri dalla Striscia di Gaza. Damasco criticò duramente l'attacco condotto dall'esercito di Tel Aviv e, per contrastare la minaccia israeliana, iniziò i preparativi per un parziale ridispiegamento delle proprie truppe in Libano (14 giugno). La tensione nella regione rimase alta. Il 1° luglio, i caccia israeliani bombardarono una postazione radar siriana nella valle della Bekaa, nel Libano orientale. Poche ore prima guerriglieri libanesi dell'Hezbollah avevano attaccato una postazione israeliana al confine tra Libano, Siria e Israele. Dopo gli attentati dell'11 settembre contro il World Trade Center e il Pentagono la tensione nella regione aumentò ulteriormente. Nel gennaio 2002 Elie Hobeika, una figura chiave nei massacri dei rifugiati palestinesi del 1982, fu ucciso in un attentato poco dopo aver rivelato di avere prove visive e documenti che mettevano in dubbio la versione che le autorità israeliane avevano dato dell'accaduto. Nel settembre 2004 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottò una risoluzione in base alla quale le truppe straniere avrebbero dovuto lasciare il Libano.

Rivolta principalmente alla Siria, che da anni esercita una sorta di protettorato sul Paese dei Cedri, venne ignorata da Damasco, che anzi annunciò un altro ridispiegamento delle proprie truppe nello Stato confinante. Nello stesso mese il premier Rafik Hariri, contrariato dalla duplice decisione del Parlamento libanese di respingere la risoluzione dell'ONU e di prorogare di tre anni il mandato del presidente Emile Lahoud, rassegnò le proprie dimissioni, sostituito da Omar Karami, filo-siriano. Il 14 febbraio 2005 Hariri, insieme ad altre 14 persone, venne ucciso da un'autobomba a Beirut. Dell'attentato fu accusata la Siria. In un clima sempre più arroventato, non soltanto l'opposizione interna, ma anche diversi Governi stranieri (su tutti Stati Uniti e Francia) reclamarono il ritiro dal Libano del contingente siriano, che cominciò di fatto in marzo per concludersi a fine aprile. Le accese proteste anti-siriane seguite all'assassinio di Hariri provocarono inoltre la caduta del Governo di Karami, il quale, incaricato nuovamente dal presidente di formare un nuovo Esecutivo, ad aprile, constatandone l'impossibilità, rassegnò definitivamente le dimissioni da primo ministro. Gli successe Najib Mikati. Nei mesi seguenti, in piena crisi di Governo, si susseguirono attentati e dimostrazioni a favore e contro la Siria. In un clima di forte tensione a giugno si tennero le consultazioni parlamentari, che decretarono la vittoria dell'alleanza anti-siriana guidata da Saad al-Hariri, figlio di Rafik. Il nuovo Parlamento nominò primo ministro Fouad Siniora che a luglio incontrò il presidente siriano Aassad al fine normalizzare le relazioni tra i due Paesi. Nel febbraio 2006 l'ambasciata danese di Beirut venne data alle fiamme in segno di protesta contro le vignette satiriche anti-islamiche pubblicate da un giornale di Copenaghen.

BEIRUT, LA CITTÀ DELL'ODIO

Beirut, un tempo la città più esotica e più florida del Medio Oriente, si trasformò profondamente a partire dagli anni Settanta del XX secolo. La sanguinosa guerra civile, che travagliò il Libano nel 1975, la distrusse nelle sue parti più ricche: il centro e la zona dei grandi alberghi. L'economia fiorente per i traffici commerciali e finanziari, alimentati dai ricchi petrolieri, ne rimase completamente sconvolta. Nel 1982, in seguito alla guerra israeliano-palestinese, la belle Beirut, come enfaticamente la chiamavano i suoi abitanti, fu coinvolta in uno dei più atroci conflitti della nostra epoca. L'assedio della città, preceduto da una serie di massicci bombardamenti, iniziò il 13 giugno e toccò il culmine tra il 2 e il 6 agosto, provocando centinaia di morti anche tra la popolazione civile. Dopo lo sgombero dei palestinesi, favorito dalla forza multinazionale di pace, le truppe israeliane occuparono gran parte della capitale e non si opposero alle stragi efferate perpetrate nei campi palestinesi di Sabra e Chatila dai falangisti loro alleati. L'esercito libanese riprese il possesso di Beirut solo nel maggio del 1983. Da quel momento, la città ridivenne un'enorme trincea, teatro degli scontri, pressoché quotidiani, tra le diverse fazioni: sciiti, drusi, cristiano-maroniti e palestinesi. Le parti in lotta si affrontarono dalle rispettive zone di occupazione (la Beirut Ovest musulmana e la Beirut Est cristiana), separate da una zona franca, la cosiddetta «linea verde». Dopo il ritiro delle truppe israeliane dal Libano (1985), al calvario della tormentata città si aggiunse un altro capitolo: nel 1987, in un ennesimo tentativo di pacificazione, le truppe siriane ne occuparono il settore occidentale. Dalla fine del 1990 Beirut fu riunificata sotto il controllo dell'esercito libanese appoggiato dalle forze siriane.

LE CITTÀ

Beirut

(1.792.000 ab.). Capitale del Libano, si trova alle falde del Monte Libano, nella baia di San Giorgio. La città, dotata di un notevole porto, è divisa in un quartiere vecchio che conserva le caratteristiche di centro costiero orientale con strade ripide, abitazioni basse, mercati aperti, botteghe artigiane, piccoli negozi e un quartiere europeo. Vi sono molti istituti di cultura tra i quali l'università americana (fondata nel 1863), l'università di San Giuseppe (fondata nel 1875) e il Museo archeologico. Vi è anche una grande moschea. La città è di origini antichissime, forse anteriori all'epoca fenicia. Dal 1975 al 1990 è stata teatro di una guerra civile tra musulmani e cristiani maroniti, subendo gravissime distruzioni nel 1982 in seguito all'invasione israeliana.

I quartieri moderni di Beirut danneggiati dalla guerra civile

Tripoli

(240.000 ab.). Città del Libano, capoluogo del Libano Nord (1.958 kmq; 364.935 ab.). Porto sul mare di Levante, forma un unico agglomerato urbano con El Mina. Industrie della raffinazione di oli minerali, chimiche, tessili, alimentari. Fondata verso l'VIII secolo a.C., fiorì in epoca ellenistica e romana. Occupata dagli Arabi nel 638 e conquistata dai Crociati nel 1109, fu distrutta nel 1289 dal sultano Qalawun. Ricostruita, appartenne poi ai Mamelucchi d'Egitto e ai Turchi. Chiamata in epoca romana Tripoli di Siria, conserva numerose vestigia del suo passato tra cui la Grande Moschea (1294), la moschea di tailan (XIV sec.) e il castello (VII-XVI sec.).

Saida

(150.000 ab.). Città del Libano, capoluogo della provincia del Libano Sud (2.046 kmq; 249.945 ab.). È l'antica Sidone, posta fra Es Sur (l'antica Tiro) e Beirut. Agrumi, banane, albicocche. Concerie. Raffinerie di petrolio. Conserva una serie di sarcofagi di Sidone, alcuni dei quali con coperchio imitante la figura umana distesa, altri, della prima metà ellenistica, istoriati molto finemente. La città è rimasta quasi completamente distrutta durante l'invasione israeliana del 1982.

I quartieri moderni di Beirut danneggiati dalla guerra civile

PICCOLO LESSICO

Amal

Termine arabo che significa «speranza» e col quale viene denominata una formazione militare sciita libanese. Amal venne istituita nel 1982 allorché Israele invase il Libano con lo scopo dichiarato di combattere i palestinesi dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Nel giro di pochi mesi l'azione israeliana si risolse nel tentativo di imporre l'egemonia dei cristiani nel Libano. In questo clima, Amal si fece portavoce dei diritti della componente sciita, difendendoli con le armi e ricorrendo ad atti terroristici, dirottamenti aerei e massacri.

Drusi

Membri di una setta esoterica islamica, nata in Egitto nell'XI sec. Godono di autonomia politica e amministrativa, a seguito delle conquiste fatte durante la dominazione ottomana. Il nome deriva da al-Darazi, colui che condusse i drusi in Libano. Gli elementi fondamentali della setta sono la credenza in un unico dio, nella divinità di al-Hakim e nella metempsicosi. I drusi, benché perseguitati dall'ortodossia islamica, si diffusero dalla Siria in Mesopotamia, in Persia e in India. Oggi sopravvivono in Siria, in Israele e nel Libano, dove per lungo tempo esercitarono una grande influenza politica e religiosa. Ad essi si attribuirono le stragi dei cristiani negli anni 1845-60 che costrinsero gli europei a un intervento armato nel Libano. Essi lottarono tenacemente contro i francesi, ai quali venne affidato il mandato sul Libano dopo la prima guerra mondiale. Si arresero soltanto nel 1927.

Maronita

Nome con cui si indicano i membri della comunità cattolica, abitanti la regione del Libano e dipendenti dal patriarcato di Antiochia. I maroniti traggono il loro nome da San Marone (inizi V secolo), anacoreta sulla cui tomba Apamea, presso l'Oronte, era sorto un monastero, divenuto centro di vita religiosa. Presto i maroniti (fine VII secolo), iniziarono le migrazioni verso il Libano, la Mesopotamia e, più tardi, verso Cipro. La comunità più importante era quella del Libano, che aumentò notevolmente nel XI secolo. I maroniti godettero sempre, sia sotto i califfi, sia sotto i sultani musulmani, di un'autonomia civile e religiosa. Nel 1860 parecchi maroniti caddero nelle stragi di cristiani compiute dai drusi. Durante la prima guerra mondiale avvennero altre persecuzioni da parte dei Turchi. I maroniti parlano oggi l'arabo; la loro antica lingua siriaca (aramaica), restata nella liturgia, è pronunciata nella forma meno genuina, detta occidentale o maronita. Il rito maronita è in sostanza quello di Antiochia, comune ai monofisiti, modificato lungo i secoli sotto l'influenza delle controversie religiose.

PERSONAGGI CELEBRI

Amin Gemayel

Uomo politico libanese (n. Bikfaya 1942). Figlio di Pierre, divenne, dopo aver conseguito la laurea in Legge, direttore del quotidiano conservatore Le Reveil e quindi parlamentare nel 1970.

Dopo l'assassinio del fratello Bechir (1982), venne nominato presidente della Repubblica.

Alla sua elezione contribuì l'appoggio israeliano, tuttavia Gemayel si spostò in seguito sulle posizioni della Siria, riuscendo ad ottenere dal presidente Assad il ritorno delle truppe siriane a Beirut nel 1985.

La svolta politica causò però una serie di contrasti nel Governo e tra i gruppi politico-religiosi.

I conflitti scoppiati nella capitale e nel Paese nel corso degli anni seguenti dimostrarono l'impotenza di Gemayel e ne ridimensionarono le velleità di fungere da mediatore tra le fazioni in lotta.

ALTRI CENTRI

Baalbek

(18.000 ab.). Città del Libano, posta ad occidente della catena dell'Antilibano.

La popolazione è formata da musulmani e cristiani. Nell'oasi nella quale sorge, si coltiva frutta e si alleva bestiame, da cui si ricavano prodotti che vengono mandati a Beirut.

Anticamente in questa città furono costruiti vari templi in onore degli dei venerati dalle popolazioni che successivamente la dominarono (Fenici, Greci che la chiamarono Heliopolis, Romani).

Oggi di queste costruzioni rimangono solo alcune rovine, un tempio, dedicato a Venere, che è stato restaurato e le colonne del tempio di Giove Eliopolitano.

Il tempio di Bacco a Baalbek

Il tempio di Bacco a Baalbek

Tiro

Città della Fenicia fondata nel XIV secolo a.C. e salita a importanza egemonica sulle altre città della regione. Nel VI secolo a.C. passò sotto la dominazione babilonese, poi sotto quella persiana; Alessandro Magno la conquistò nel 332 e la rese città libera; fu poi annessa all'Impero romano (64 a.C.). In seguito venne occupata dai Bizantini e nel 1292 i Musulmani la distrussero.

Il Mondo - The world:

Guida ai profili di tutti i paesi del Mondo

The World, Bandiere

Simboli nazionali

The World, introduzione - Presentazione

The world, luoghi

Coordinate geografiche

Mappe di riferimento

Aree Confini

Superficie dei paesi del mondo a confronto

Linee costiere

Mari territoriali

Clima

Topografia

Elevazioni

Risorse naturali

Uso della terra

Terre irrigate

Distribuzione della popolazione

Popolazione nei paesi del mondo a confronto

Pericoli naturali

Problemi ambientali odierni

Ambiente, accordi internazionali

Note geografiche

The world, la popolazione

Nazionalità

Gruppi etnici

Lingue

Religioni

La struttura dell'età e il loro rapporto di dipendenza

Età media

Età media a confronto nei vari paesi del mondo

Incremento della popolazione

Tasso di crescita a confronto nel mondo

Nascite

Natalità a confronto nei paesi del mondo

Mortalità

Mortalità a confronto nel mondo

Migrazioni

Tasso della migrazione nei paesi del mondo

Urbanizzazione

Aree con maggiore popolazione

Percentuale per sesso

Mortalità in maternità

Tasso di mortalità della donna durante il parto nel mondo

Mortalità infantile

Mortalità infantile a confronto nei paesi del mondo

Aspettativa di vita alla nascita

Aspettativa di vita alla nascita a confronto nel mondo

Fertilità

Tasso di prevalenza della contraccezione

Sorgenti di acqua potabile

The World, densità dei medici

Disponibilità di letti negli ospedali

Strutture igienico sanitarie

Rapporto HIV adulti

Tasso di prevalenza negli adulti HIV/AIDS a confronto nel mondo

Rapporto HIV e AIDS adulti

Persone con HIV

Persone con HIV e AIDS

Persone affette da HIV/AIDS nel mondo

Morti di HIV

Morti di HIV e AIDS

Morti di HIV/AIDS nel mondo

Malattie infettive

Obesità

Tasso di obesità adulti nel mondo

Bambini di età inferiore a 5 anni, sottopeso

Bambini di età inferiore a 5 anni sottopeso nel mondo

The World, spese per l'istruzione

Alfabetizzazione

Speranza di vita nella scuola

Disoccupazione

Disoccupazione nei paesi del mondo

Le Nazioni del Mondo

The World, tipi di governo

Le Capitali del mondo

Amministrazioni del territorio

Le nazioni che hanno avuto l'Indipendenza

Festività nazionali

Le Costituzioni degli Stati del Mondo

Sistemi legali

Partecipazione a organizzazioni di giustizia internazionale

Acquisizione della nazionalità

The world, Suffragio

Potere esecutivo legislativo giudiziario

Partiti e leader

Partecipazione ad organizzazioni internazionali

The world, inni nazionali

The world, economia Tasso di crescita del Pil Tasso di inflazione (prezzi al consumo)  Pil in termini reali (parità del potere d'acquisto) Pil (tasso di cambio ufficiale) Pil reale procapite Risparmio nazionale lordo Pil per settore di origine Pil per uso finale Facilità di fare business Prodotti agricoli Industrie Tasso di crescita della produzione industriale Forza lavoro Forza lavoro per professione Tasso di disoccupazione Popolazione al disotto della soglia di povertà Reddito famiglie o consumi per quota Bilancio Imposte e altre entrate Avanzo o disavanzo di bilancio Debito pubblico Anno fiscale Bilancia dei pagamenti correnti Esportazioni nei Paesi materie prime Importazione nei Paesi di materie prime Riserve di valuta estera e di oro Debito estero Disponibilità di energia elettrica (Elettrificazione) Produzione di energia elettrica Consumo di energia elettrica Energia elettrica esportazione Importazione capacità di generarla dai fossili dal nucleare da impianti idroelettrici da fonti rinnovabili Produzione di petrolio, esportazione, importazione, riserve, produzione di prodotti petroliferi, consumo di prodotti raffinati del petrolio, esportazione, importazione Produzione di gas naturale, consumo, esportazione, importazione, riserve Emissione di biossido di carbonio dovute al consumo di energia elettrica Comunicazioni, telefonia fissa, mobile Sistema di telecomunicazioni Mezzi di trasmissione, radio comunicazione mass media Internet Codice della nazione, utenti, abbonati alla banda larga Trasporto aereo nazionale, prefisso di registrazione aeromobili civili, aeroporti, con piste asfaltate, e non asfaltate Eliporti Condutture Ferrovie Autostrade Strade Vie navigabili Marina mercantile Porti e terminal

The world, gruppi terroristici e organizzazioni Controversie internazionali Rifugiati e sfollati interni Tratta di esseri umani Sostanze stupefacenti, droghe illegali

The world, forze militari e di sicurezza, personale, inventario attrezzature, servizio militare obblighi e età, note.

The world, definizioni e note e abbreviazioni.

da The world factbook

Google

C

p

i

l

eMail_to_trapaninfo.it

f

w

gbm w3c

^up^

Web Trapanese eXTReMe Tracker

TP Comuni

Copyright (c) 2002 -   trapaninfo.it home disclaim

w

WhatsApp-Chat

Ultima modifica :