La Mesopotamia.

La scuola consegue tanto meglio il proprio scopo quanto più pone l'individuo in condizione di fare a meno di essa.
(Ernesto Codignola)

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Dizionario di Storia Antica e Medievale

Storia Antica

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STORIA ANTICA - LA MESOPOTAMIA

LA MEZZALUNA FERTILE

Milleduecento chilometri a nord-est dell'Egitto, si stendeva un'altra zona propizia all'evolversi della civiltà.

Il territorio, noto come Mesopotamia (cioè «terra tra i fiumi»), doveva la sua ricchezza alla presenza di due importanti fiumi: il Tigri e l'Eufrate.

Sui primissimi abitanti di questa regione si hanno scarse notizie.

L'esatta identità dei fondatori della prima città mesopotamica, l'antica Eridu risalente al 5000 a.C., ci è purtroppo sconosciuta; i cocci ritrovati in alcune tombe sembrano indicare delle affinità con le tribù nomadi che abitavano un territorio più a nord (la Siria).

I SUMERI

Verso il 3500 a.C., quando l'Egitto viveva ancora il periodo della fusione tra l'Alto e il Basso Impero, un popolo nomade, i Sumeri, proveniente dall'arido altopiano iranico si stanziò nella fascia di territorio compresa tra il Tigri e l'Eufrate e, convertitosi all'agricoltura, fondò una serie di città-stato governate da assemblee di anziani.

Dalle antiche iscrizioni rinvenute sappiamo che uno dei primi sovrani ebbe il nome di Meselim e regnò intorno alla metà del terzo millennio a.C. Durante il regno di Meselim i Sumeri seppero creare un sistema di irrigazione capace di regolare le acque del Tigri e dell'Eufrate e di rendere così più abbondante e sicuro il raccolto; essi si dedicarono inoltre all'allevamento di bovini e ovini ed inventarono un sistema di scrittura, detto cuneiforme, che fu utilizzato in seguito da tutti i popoli mesopotamici.

Uno dei successori di Meselim fu Gilgamesh che è ricordato come il fondatore della fortezza di Uruk, edificio inespugnabile circondato da mura possenti.

Durante il periodo fra il 2600 e il 2400 a.C. il popolo sumero visse un momento di difficoltà, a causa di una serie di discordie interne che opponevano i nobili ai sacerdoti, desiderosi di rafforzare i rispettivi privilegi di casta e di raggiungere un potere supremo ed indiscusso.

Questi contrasti interni si rivelarono fatali quando il regno sumero si trovò a dover fronteggiare l'invasione da parte del popolo di Akkad.

La mezza luna fertile

La "mezzaluna fertile"

La civiltà sumera

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IL REGNO DI SUMER E DI AKKAD

Gli Akkadi, meglio armati e preparati militarmente, sotto la guida di Sargon I detto «il Conquistatore» sbaragliarono facilmente la falange sumerica e fondarono una nuova capitale: Akkad.

Sotto il regno di Sargon I e, in seguito, di suo nipote Naram Sin, fu instaurato un grande impero semitico che comprendeva tutta la valle dell'Eufrate e, a ovest, si estendeva fino al Mediterraneo.

La civiltà sumerica non scomparve, ma venne trasmessa ai conquistatori i quali, mutando regime di vita, da nomadi divennero sedentari.

Dopo circa 200 anni di dominazione degli Akkadi, i Sumeri riacquistarono energia e prestigio; ma invece di rovesciare i conquistatori, preferirono saggiamente allearsi con essi fondando il potente Regno di Sumer e Akkad.

Dal 2200 sino al 2050 a.C., il Regno di Sumer e Akkad ottenne la supremazia su tutte le terre ad oriente del Mediterraneo, annettendo l'Assiria e alcune zone ad est del fiume Tigri.

Ma, alla morte di Naram-Sin, una tribù di origine semitica proveniente dall'Iran penetrò in Mesopotamia e impose il proprio dominio a Sumeri e Akkadi.

Nonostante i nuovi venuti, chiamati Gutei, avessero portato la prosperità economica nel Paese, vennero sempre considerati degli usurpatori.

Così nel 2050 a.C. sotto la guida di Utkhegal, principe di Uruk, fu condotta una rivolta antigutea che consentì la rinascita del Regno di Sumer e Akkad.

Grazie alla vittoria di Utkhegal, tornò a primeggiare fra tutte l'antica città di Ur e, per meglio garantire un sistema di difesa efficace, furono costruite nuove fortificazioni lungo tutto il perimetro della città.

Durante questo periodo il re Ur-Nammu promulgò il codice di leggi che, giunto sino a noi, costituisce il documento giuridico più antico in assoluto.

Il codice di Ur-Nammu si preoccupava unicamente di stabilire i giusti limiti della tassazione dalla quale dipendeva la vita dello Stato.

Dopo questo codice, ne seguì un altro, per opera del re Isin Lipit-Isthar.

Di entrambe queste raccolte, terrà conto più tardi il sovrano babilonese Hammurabi nel curare il suo codice, che ci è giunto integro e sul quale si fonda in gran parte la nostra conoscenza degli usi e costumi dei popoli della Mesopotamia.

La decadenza dell'Impero di Sumer e di Akkad si accentuò nel ventesimo secolo a.C., cioè quando cominciarono a risultare inarrestabili i tentativi di invasione di molti dei popoli confinanti, fra i quali gli Elamiti, gli Amorrei, i Cananei, gli Assiri e i Babilonesi.

Proprio questi ultimi, intorno al 1700 a.C., grazie alla loro superiorità militare, riuscirono a conquistare il predominio sull'intera Mesopotamia.

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LA SCOPERTA DI UR

La città sumera di Ur fu scoperta grazie alla Bibbia, unica fonte che ne attestasse l'esistenza, indicandola come una città della Caldea. Nel 1922 l'inglese Leonard Wooley diede inizio ai lavori di scavo che si protrassero fino al 1934. Il ritrovamento della città fu determinante per la conoscenza della civiltà sumera. Furono rinvenute le mura che fortificavano la città. Inoltre furono riportati alla luce numerosi sepolcri di cui una quindicina appartenenti a principesse e a principi sumeri. In ognuno di essi è conservata una enorme quantità di monili, oggetti d'oro, collane, ed inoltre teste di leone e di toro tutte in oro massiccio. Vi erano pure arpe, vasi di rame, d'argento, di alabastro e lapislazzuli; è stata rinvenuta anche una scacchiera. Assieme alle salme dei nobili, venivano sepolti anche i cortigiani, i servi e gli schiavi perché nella vita ultraterrena tutto potesse continuare nello stesso modo che sulla sterra. Oggi, di tutti gli splendori di questa antichissima città, è rimasto solo un paesino omonimo di poche case nell'Irak, posto fra Bagdad e Bassora.

I BABILONESI

Nella prima metà del II millennio, sulle rovine del Secondo Impero Sumer-akkadico, si affermò la potenza del regno babilonese che raggiunse il massimo splendore quando, verso il 1700 a.C. sotto la guida del re Hammurabi, riuscì a costituirsi in un saldo organismo statale comprendente tutta la regione della Mesopotamia. Durante questo periodo, passato alla storia come il Primo Impero Babilonese, Hammurabi elaborò una raccolta di leggi valide per tutti i sudditi dello Stato. Grazie al Codice di Hammurabi, rinvenuto nel 1901 presso Susa e conservato nel Museo del Louvre a Parigi, ci sono giunte le gesta e i costumi di questo antichissimo popolo. Il Primo Impero Babilonese tuttavia non ebbe lunga vita; alla morte di Hammurabi, lo scosse infatti una grave crisi e neppure gli sforzi del re Nabucodonosor I riuscirono ad arrestarla definitivamente. Dopo una prima incursione hittita, fu il turno degli Elamiti, che poco prima del 1100 a.C. saccheggiarono Babilonia, capitale dello Stato. Infine, dopo il 1100 a.C. irruppero dalle loro sedi dell'Alto Tigri gli Assiri che stabilirono il loro predominio sulla regione, destinato a sopravvivere per 500 anni. Durante il III e il II millennio, la Mesopotamia vide dunque un continuo sovrapporsi di popolazioni diverse, ognuna delle quali rielaborò, arricchì e interpretò la civiltà sumera. La causa dell'instabilità politica di questi popoli, è da attribuire al frazionamento politico, che finiva sempre con il minare i ripetuti tentativi di dar vita ad uno Stato unitario. Il frazionamento politico, visto dagli Egiziani come una sventura, nel mondo mesopotamico fu una realtà da tutti accettata come un dato di fatto.

IL CODICE DI HAMMURABI

Il codice di Hammurabi, rinvenuto a Susa nel 1901 e custodito nel Museo del Louvre di Parigi, racchiude l'ordinamento sociale e le leggi del regno babilonese. Le 3.600 righe della stele, suddivise in 282 paragrafi, trattano dei reati contro la proprietà, del matrimonio, del divorzio, delle adozioni, della regolazione della compra/vendita e dei tassi di interesse sui prestiti. La giustizia si basava sulla legge «del taglione», o sul risarcimento in argento, e veniva applicata differentemente a seconda se la persona offesa era un uomo libero, un subalterno oppure uno schiavo. Per meglio comprendere il sistema giudiziario babilonese, riportiamo qui di seguito un breve paragrafo molto significativo: «Posto che un costruttore a un uomo abbia edificato una casa, ma la sua opera non abbia fatto salda e la casa che edificò sia crollata ed abbia ucciso il padrone della casa, questo costruttore sarà ucciso».

L'Ordàlia nel codice di Hammurabi e in epoca contemporanea

GLI ASSIRI

Dopo aver sconfitto la popolazione di Mitanni, gli Assiri, guidati dal re Salmanassar I, invasero tutta la Mesopotamia trattando i popoli vinti con inaudita crudeltà: impalando e scorticando i prigionieri e inchiodando sulle mura delle città le teste dei valorosi condottieri avversari caduti in battaglia. Gli Assiri inoltre, dopo aver saccheggiato le città conquistate, deportavano tutti i sopravvissuti rendendoli schiavi. La capitale del regno assiro fu, in un primo tempo, Assur e in seguito Ninive. La politica di espansione imperialistica fu condotta abilmente dal re Tiglatpileser I e in seguito proseguita da Sargon II che sconfisse il regno di Israele. Durante il regno di Assurbanipal (669-625) l'Impero Assiro conquistò anche l'Egitto e, verso oriente, il territorio degli Elamiti. I re assiri vengono tutt'oggi ricordati per la ferocia con cui trattavano le popolazioni sottomesse; da alcuni scritti dell'epoca, risulta che essi erano circondati da un alone di terrore. Il re Assurbanipal, distruttore di Tebe e soprannominato dai Greci Sardanapalo, ci ha lasciato il resoconto dell'invasione della città di Elam: «Io feci cessare la voce degli uomini, il passo del bestiame, le festose grida di gioia... (lì) lasciai che si stabilissero gli asini selvaggi, le gazzelle e ogni sorta di bestie feroci». Eppure è proprio all'amore per la cultura dimostrato da questo re che noi dobbiamo la conoscenza di un lungo periodo storico che altrimenti ci sarebbe quasi sconosciuto. Nello splendido palazzo reale di Ninive infatti, è stata scoperta una grande biblioteca di ventiduemila testi incisi su tavolette d'argilla. Grazie a questi documenti, gli archeologi hanno potuto ricostruire con precisione la storia e le usanze di questo popolo. Ma la politica di deportazione e di sterminio finì ben presto col suscitare una rivolta generale di tutti i popoli confinanti. L'impero degli Assiri conobbe la sua fine nel 612 a.C. quando, alleati con i Medi, i Babilonesi riuscirono ad espugnare e distruggere la capitale Ninive sede del governo assiro. Nacque così il Secondo Impero Babilonese.

IL SECONDO IMPERO BABILONESE

Il crollo dell'Impero Assiro permise la nascita del Secondo Impero Babilonese, che cercò di far rivivere l'antico splendore dell'impero di Hammurabi, rifacendosi al culto del dio Marduk e alle più antiche tradizioni morali e religiose. Il nuovo impero, che durò meno di 100 anni, conobbe il suo momento di massimo splendore al tempo del re Nabucodonosor II (604-562), che ridonò fama alla città di Babilonia e fu l'artefice di una fortunata politica estera che portò all'occupazione nel 587 del regno ebraico di Giuda e alla distruzione della capitale Gerusalemme. Nabucodonosor II, in questa occasione, deportò in massa gli Ebrei nella città di Babilonia, obbligandoli a collaborare alla costruzione di un grande edificio di culto. La Bibbia ci tramanda questo episodio dando all'edificio il nome di «Torre di Babele» e narrando che i Babilonesi tentarono, con la costruzione della torre, di raggiungere il cielo e che il loro orgoglio fu alfine punito da Dio con la confusione delle lingue. Questa versione è chiaramente condizionata dall'odio anti-babilonese coltivato dagli Ebrei. In realtà la Torre di Babele doveva essere una semplice ziqqurat dedicata al dio dei Babilonesi: Marduk. La confusione delle lingue citata dalla Bibbia era probabilmente dovuta alla mescolanza dei diversi popoli deportati e costretti a lavorare come schiavi alla realizzazione dell'opera. Il successore di Nabucodonosor II, re Nabonide, alle prese con il crescente potere della casta sacerdotale, non riuscì a mantenere la stabilità politica. Di questa instabilità interna approfittarono i Persiani che, discesi dall'altopiano iranico sotto la guida del grande re Ciro occuparono, nel 539, Babilonia e la Mesopotamia. Da quel momento in poi la Mesopotamia fu dominio dei Persiani, che qui gettarono le basi di un grande impero, destinato a scontrarsi nel V secolo con la Grecia. Ma al di là delle lotte fratricide, i Sumeri e i Babilonesi sono ricordati per le loro importanti scoperte in campo astronomico. Dalle alte cime delle torri-osservatorio, gli astronomi dell'epoca scrutarono per secoli e secoli la volta stellata del firmamento, registrando scrupolosamente le osservazioni compiute. Essi notarono che il sole compiva nel cielo un giro lungo 180 volte la sua circonferenza e dedussero che altrettanto lungo dovesse essere il tragitto che l'astro percorreva durante la notte. Nel loro fantasioso linguaggio stabilirono che il tragitto diurno compiuto dal sole era composto da 360 passi (in latino gradus: da cui il termine, ancora oggi usato, di «gradi»). Osservarono inoltre che la luna ritornava a splendere nel medesimo modo ogni ventotto giorni, e che questo ciclo si ripeteva dodici volte nel corso dell'anno. Riuscirono inoltre a distinguere ben cinque pianeti che, assieme al sole, ruotavano nel cielo. Essendo inoltre in grado di prevedere le eclissi, fenomeni astronomici che impressionavano profondamente il popolo, i preti-astronomi di Babilonia acquistarono un enorme potere, al pari dei preti egizi che riuscivano a prevedere le piene del Nilo.

PICCOLO LESSICO

CARATTERI CUNEIFORMI

Genere di scrittura usato dai popoli assiro-babilonesi, probabilmente derivante, attraverso un processo di semplificazione e trasformazione, dalla scrittura lineare babilonese e dalla scrittura geroglifica egiziana. Nelle epoche più antiche ogni segno indicava un elemento preciso o lo strumento usato per compiere determinate funzioni (ideogramma): ad esempio per il concetto di «camminare» veniva disegnato un piede. In seguito, tramite successive modificazioni, la scrittura mesopotamica fu in grado di esprimere variazioni sintattiche e, quindi, alle caratteristiche ideografiche vennero aggiunte strutture fonetiche, legate cioè all'espressione dei suoni. Tali caratteri venivano incisi dagli scribi su pietra da destra verso sinistra con strumenti che potevano anche tracciare linee curve. A partire dal 1700 a.C. la direzione della scrittura mutò verso.

I GIARDINI PENSILI DI BABILONIA

Nabucodonosor in occasione del suo matrimonio, volle abbellire ulteriormente la capitale facendo costruire dei giardini, che i Greci considerarono una delle sette meraviglie del mondo. Costruiti su una serie di terrazze degradanti sorrette da archi, i giardini accoglievano fiori, erbe e alberi da frutto. Un sistema idraulico formato da serbatoi, macchine, vasche e pozzi, provvedeva all'irrigazione dei terrazzi.

IL DILUVIO UNIVERSALE

Del diluvio universale, oltre ad averne un racconto nella Bibbia e nella letteratura babilonese risalente a 4000 anni fa, hanno dato ulteriore conferma gli scavi archeologici fatti per riportare alla luce la città di Ur. Infatti gli archeologi si resero conto che la Mesopotamia, nell'età della pietra, era stata completamente sommersa dal mare, che arrivò fino alle pendici del monte Ararat dove ancora si ricercano i resti dell'arca di Noè. I resti di animali marini ritrovati a considerevole profondità fra le sabbie e le argille della Mesopotamia, distanti dal mare centinaia di chilometri provano che l'alluvione si è realmente verificata.

MESOPOTAMIA

Letteralmente significa «terra tra i fiumi». La regione, bassa e arida, beneficia delle piene periodiche dei due corsi d'acqua che l'attraversano i quali, verso la fine dell'estate, si gonfiano e straripano a causa dello scioglimento delle nevi delle zone montagnose dell'Asia Minore dalle quali nascono.

TIGRI E EUFRATE

La Bassa Mesopotamia era la zona dei delta del Tigri e dell'Eufrate, vicina al mare.

Lì c'erano lagune, paludi e isolotti; fitti canneti, erbe alte e palme da dattero coprivano il suolo.

Ma l'accumulo dei detriti nel corso dei secoli ha fatto avanzare la linea di costa per cui oggi il mare non è più così all'interno come lo era un tempo.

I due fiumi si congiungono ad Al Qurna formando un unico corso d'acqua chiamato Shatt-al-Arab, che significa «fiume degli Arabi».

IL CALENDARIO BABILONESE

Gli astronomi di Babilonia stilarono un calendario che calcolava un anno composto da 354 giorni.

Questo calendario, molto simile al nostro, presenta una particolarità: infatti, ogni tre anni, la stagione era sfasata di circa un mese.

Da ciò la necessità di inserire periodicamente un mese per colmare il distacco tra l'anno civile e quello astronomico reale.

I Babilonesi così, ogni tre anni circa, prevedevano un anno composto da tredici mesi.

ZIGGURAT O ZIQQURAT

Edificio religioso delle antiche civiltà mesopotamiche, consistente in una tipica torre a più piani.

Probabilmente all'inizio era solo un posto di vedetta per controllare campi e canali, oppure un rifugio in caso di alluvioni, ma col tempo divenne il centro religioso delle città della Mesopotamia, il simbolo del potere dei sacerdoti.

Ogni città importante, infatti, possedeva una propria ziggurat con gli angoli orientati sui quattro punti cardinali e, sull'ultima terrazza, la «sala d'attesa», destinata alle apparizioni della divinità.

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PERSONAGGI CELEBRI

ASSURBANIPAL

Fu l'ultimo re degli Assiri.

Durante il suo regno Assurbanipal portò allo splendore la civiltà assira e conquistò l'Egitto avanzando sino a Tebe.

Nella sua reggia aprì una ricca biblioteca dotata di 22.000 testi; tutti potevano frequentarla e studiare i sacri testi.

Dopo la sua morte (625 a.C.) i popoli soggetti al dominio assiro si coalizzarono e rovesciarono il governo.

HAMMURABI

(1792-1750 circa a.C.). Sesto principe della cosiddetta I dinastia, fondatore dell'impero babilonese. Lottò circa 28 anni prima di sottomettere definitivamente al suo potere tutta la regione di Sumer e di Akkad.

Fu anche un intelligente amministratore, come si può rilevare dalla corrispondenza d'argomento amministrativo che ebbe con i suoi governatori.

Lo Stato non solo fu rinsaldato politicamente, ma, mentre il dominio militare si estendeva fino alla Siria, una forte azione unificatrice veniva esercitata su tutte le forme della vita sociale e religiosa.

Inoltre Hammurabi riordinò e perfezionò la vita economica dando incremento, con un sistematico scavo di canali, alla regolamentazione della rete idrica del paese e sviluppando così l'agricoltura.

Promulgò, infine, un Codice in cui fuse il diritto sumerico con le tradizioni giuridiche dei popoli semitici.

La I dinastia babilonese si estinse poco dopo Hammurabi, ma l'opera di questo sovrano diede un carattere peculiare all'impero di Babilonia.

NABUCODONOSOR II

Fu il famoso re del Secondo Impero Babilonese e il nuovo fondatore della città di Babilonia.

Sconfisse gli Egizi, gli Ebrei e i Fenici e, per meglio controllare le regioni più orientali, sposò la figlia di Ciassarre, re dei Medi. Durante il suo regno (604-562) Babilonia fu circondata da mura alte 80 metri dotate di 100 porte bronzee e abbellita da magnifici palazzi.

RIASSUNTO CRONOLOGICO

ca. 5000 a.C.: Fondazione della città di Eridu.

ca. 3500-2350: Dominio sumero nella Bassa Mesopotamia.

ca. 2350-2150: Regno degli Accadi. Capitale: Accad. Il re Sargon I conquista Mesopotamia, Elam, parte dell'Asia minore e della Siria.

ca. 2050-1950: Rinascita del regno sumero nella Bassa Mesopotamia.

ca. 1800-1375: Antico regno assiro nell'alta valle del Tigri. Capitale: Assur.

ca. 1792-1530: Antico regno babilonese con capitale Babilonia. Sotto Hammurabi (1792-1750) massima espansione babilonese e riunificazione della Mesopotamia.

ca. 1531: Gli Hittiti saccheggiano Babilonia e impongono un tributo.

ca. 1375-1047: Medio regno Assiro. Capitale: Assur.

ca. 1112-1074: Massima espansione assira. Babilonia diventa uno stato vassallo degli Assiri.

883-612: Impero assiro. Capitali: Kalakh e Ninive. Massima estensione sotto Asarhaddon (680-669).

614-612: Medi e Babilonesi distruggono Ninive. Crollo dell'impero assiro.

625-539: Nuovo regno babilonese o caldeo. Capitale: Babilonia.

605-562: Nabucodonosor II rifonda Babilonia, conquista la Fenicia, distrugge Gerusalemme (587) e deporta gli Ebrei a Babilonia.

539-331: Dominio persiano. La Mesopotamia passa sotto l'impero persiano.

331: Alessandro Magno conquista la Persia.

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