Geografia Asia Territorio Cenni Storici Economia del Bangladesh.

Bandiera del Bangladesh

La bandiera. Campo verde con un grande disco rosso spostato leggermente al lato sollevatore del centro; il disco rosso rappresenta il sole che sorge e il sacrificio per raggiungere l'indipendenza; il campo verde simboleggia la vegetazione lussureggiante del Bangladesh. Inno del Bangladesh.

b Asia e Oceania

n In Bangladesh Inn

GEOGRAFIA - ASIA - BANGLADESH

PRESENTAZIONE

Posto nell'Asia meridionale, il Bangladesh confina a Nord, Est e Ovest con l'India; a Sud-Est con la Birmania; è bagnato a Sud dall'Oceano Indiano, nel Golfo del Bengala.

Si estende su una superficie di 147.570 kmq con una popolazione di 164.098.818 (2021).

La densità media è tra le più alte del mondo: 913 abitanti per kmq.

Il gruppo etnico dominante è quello dei Bengali (97,7%).

La lingua ufficiale è il bengali; tuttavia anche l'inglese è molto diffuso.

La religione di Stato è la musulmana (88,3%); il resto della popolazione pratica l'Induismo (10,5%) e il Buddhismo (0,6%).

Una esigua minoranza professa il Cristianesimo (0,3%).

Nato dalla scissione dal Pakistan, nel 1971, il Bangladesh è una Repubblica indipendente all'interno del Commonwealth.

In base alla Costituzione del 1972 e ai successivi emendamenti, il Parlamento viene eletto ogni 5 anni, è composto da 300 membri eletti a suffragio universale, a cui si aggiungono 45 seggi destinati alle donne, elette dallo stesso Parlamento.

Il sistema giudiziario si basa sulla Common Law britannica (due gradi di giudizio affidati a una serie di tribunali ordinari e a una Corte suprema) e contempla la pena capitale.

L'unità monetaria è il taka.

La capitale è Dacca (5.644.235 ab.).

Cartina del Bangladesh

IL TERRITORIO

Quasi tutto il territorio del Bangladesh è occupato da pianure uniformi di origine alluvionale.

Modesti rilievi sono presenti solo ai confini nord-orientali, nelle propaggini dell'altopiano di Shilong, e a Sud-Est dove si trovano gli ultimi allineamenti collinari dell'Arakan.

La pianura meridionale, in parte al di sotto dei livelli fluviali, presenta vaste aree paludose ed è soggetta a inondazioni quando i fiumi sono in piena.

A Nord le pianure tendono gradualmente ad elevarsi.

I fiumi principali sono il Gange e il Brahmaputra che scorrono da Nord-Ovest a Nord-Est, unendosi nella zona centrale in un imponente delta.

Le coste sono basse e frastagliate.

Il clima è caratterizzato da un'elevata piovosità, tra le più alte del mondo, determinata dalla vicinanza all'Oceano Indiano del massiccio himalayano e dall'afflusso del monsone umido di Sud-Ovest.

L'estrema concentrazione delle piogge nel periodo di aprile-ottobre determina le piene dei fiumi con effetti catastrofici.

Le temperature sono piuttosto elevate con modeste escursioni termiche stagionali.

Cartina del Bangladesh

L'ECONOMIA

Le strutture produttive sono molto arretrate; l'agricoltura è praticamente la sola attività del Paese ma, ostacolata dall'elevata frammentazione della proprietà fondiaria e dall'irregolare regime idrico, non riesce nemmeno a soddisfare il fabbisogno interno.

Le tormentate vicende politiche del Paese hanno vanificato i tentativi di sviluppo del settore.

Inoltre, l'elevata fertilità del suolo del Bangladesh deve fare i conti con il clima violento e imprevedibile, i cui effetti possono essere devastanti e distruggere il raccolto di un anno intero.

La coltura principale, dopo quella della juta, è quella del riso, praticata con metodi intensivi.

Il patrimonio bovino è abbondante, ma destinato quasi esclusivamente al lavoro agricolo.

In crescita la pesca fluviale.

Dal sottosuolo del Bangladesh si estraggono carbone, petrolio, ma soprattutto gas naturale, utilizzato dalle industrie chimiche per la produzione di fertilizzanti azotati.

Nel settore industriale oltre agli jutifici, sono da segnalare le industrie per la trasformazione di prodotti dell'agricoltura, la tessitura del cotone, la manifattura di tabacco, gli stabilimenti chimici, petrolchimici e siderurgici, della gomma e del vetro e i recenti impianti per la produzione del cemento.

La bilancia commerciale è notevolmente squilibrata a causa delle ingenti importazioni di prodotti industriali e generi alimentari; praticamente inesistenti sono le esportazioni che, fatta eccezione per la juta, si limitano a modesti quantitativi di tè.

Il tessile e l'abbigliamento sono al momento i settori più ricchi, anche se la debole economia del Paese non riesce a soddisfare gli ordini di importazione dalla UE e dal NAFTA.

In alcune zone, grazie agli investimenti esteri, è stata fondata una piccola industria elettronica locale.

Le comunicazioni interne si avvalgono soprattutto delle idrovie (oltre 8.000 km); la rete stradale si estende per 239.226 km (di cui 23.923 asfaltati) e la ferrovia si sviluppa su 2.791 km.

CENNI STORICI

Sebbene di formazione piuttosto recente come Stato, la storia del Bangladesh ebbe origine con l'antico Regno del Banga, già documentato alcune migliaia di anni fa nel poema epico Mohabharata («Grande storia dell'umanità»). Le credenze indù nacquero con l'arrivo degli indoariani tre o quattromila anni fa. Nel secolo XIII i musulmani occuparono il territorio, preparando il terreno ad una serie di dinastie afghane che interruppero i rapporti con il Governo musulmano di Delhi. Con l'occupazione dei Mongoli (XVI sec.) divenne regione autonoma e poi nazione indipendente, anche se costretta a rendere omaggio all'imperatore di Delhi. Nei secc. XVII e XVIII, Portoghesi, Armeni, Francesi e Inglesi, iniziarono a stabilire basi militari e commerciali nel Paese. Il dominio inglese in India cominciò nel Bengala (attuale Bangladesh), quando Robert Clive, capo militare della Compagnia delle Indie Orientali, sconfisse il sovrano del Bengala a Plassey nel 1765; da quel momento le sorti del Bengala furono strettamente legate a quelle dello Stato indiano (Vedi) fino alla sua separazione avvenuta nel 1947. Le regioni a maggioranza musulmana, conosciute come Bengala orientale, fecero parte del Pakistan e le zona a maggioranza indù costituirono l'India. Con la nuova Costituzione del Pakistan del 1956, il Bengala orientale si chiamò Pakistan orientale. La popolazione bengalese, danneggiata per il trasferimento delle risorse della regione al resto del Paese e per la presenza dell'oligarchia militare-burocratica installata nel Pakistan occidentale chiese l'autonomia regionale. Nel 1970 le elezioni furono vinte dalla Lega Awami di Mujibur Rahman, ma i militari pakistani bloccarono i tentativi di dare vita ad un governo autonomo. Seguì lo scoppio di una sanguinosa guerra civile guidata da Mukhti Bacini (esercito di liberazione del Bengala) e ferocemente repressa dal potere centrale; 10 milioni di persone fuggirono in India. Nel 1971, con il sostegno indiano il Paese si rese indipendente dal Pakistan con il nome di Bangladesh (che nella lingua locale significa «terra del popolo che parla bengali»), sotto la guida di Mujibur Rahman, che divenne primo ministro. Nel dicembre 1972 il Bangladesh adottò una Costituzione che prevedeva un regime di democrazia parlamentare. Vennero nazionalizzate le grandi industrie, le banche e le compagnie di assicurazione e il Paese ottenne il riconoscimento internazionale ed entrò nel Commonwealth. Per il partito di Governo (la Lega Awami) e per i suoi inesperti capi, fu impossibile riuscire a risanare un'economia distrutta dalla guerra e da molti problemi; in poco tempo il fervore nazionalista scomparve, cedendo il passo al malcontento generalizzato.

Alla fine del 1974, in una situazione di crisi economica, di carestia e di diffusione del terrorismo, il Governo dichiarò lo stato di emergenza, sospese i diritti costituzionali e trasformò la Repubblica parlamentare in una Repubblica presidenziale a partito unico (Partito Bakshal, composto dalla Lega Awami e dai comunisti filosovietici). Vennero chiusi anche i giornali, ad eccezione di 4 quotidiani nazionali, e una nuova legge sulla stampa proibì qualunque opposizione. Nel 1975 un colpo di stato militare depose e uccise il presidente Mujibur Rahman e instaurò un regime autoritario che impose la legge islamica, sotto il generale Zia Rahman. Un nuovo colpo di stato nel 1981, ripetuto nel 1982, portò al potere il generale Mohamed Ershad, il quale nel 1985 fondò il Partito Jatiya, che vinse le elezioni grazie a evidenti brogli, denunciati dall'opposizione. Di fronte alla protesta, Ershad sciolse il Parlamento; le elezioni successive, nel 1988, vennero boicottate dai principali partiti a anche dall'elettorato. Sotto la spinta popolare il presidente fu costretto a indire libere elezioni nel 1991; la Lega Awami e il Partito nazionalista del Bangladesh (BNP) presentarono come primo candidato una donna. Begun Khaleda Zia, del Partito nazionalista, eletta primo ministro il 2 marzo 1991, annunciò di voler lavorare per un regime parlamentare e cinque mesi dopo il suo successo elettorale, con il voto unanime dei due partiti maggioritari venne adottata questa nuova forma di governo al posto del presidenzialismo; il ruolo del presidente fu ridotto alle funzioni di cerimoniale. La riforma venne approvata a metà agosto in un clima di tensione aggravato dall'atteggiamento del presidente Shabhabuddin Ahmed che minacciò le dimissioni se non si fosse cambiato il sistema. L'ex presidente Ershad fu condannato a dieci anni di carcere duro perché riconosciuto colpevole di possesso illegale di armi e ricchezze eccessive e fu privato del diritto di sedere in Parlamento. Il Paese mantenne una forte dipendenza dall'aiuto internazionale, con il 95% dei programmi di sviluppo finanziati da Paesi esteri, principalmente da Stati Uniti, Giappone, Banca asiatica di sviluppo (ADB) e Banca Mondiale, che nel 1991 gli prestarono 2,3 miliardi di dollari. In questo modo, il 95% del bilancio del Paese veniva assorbito dal debito estero. Tra le varie misure per risanare l'economia, nel dicembre 1991 lo Stato dichiarò guerra al contrabbando, commercio che coinvolgeva importanti istituzioni finanziarie, nuovi ricchi, politici e ufficiali corrotti. Nel 1994 il Governo di Khaleda Zia fu messo in difficoltà dall'effetto combinato della protesta politica con quella a sfondo religioso attuata dai fondamentalisti islamici, i quali si scagliarono con estrema violenza contro la scrittrice Taslima Nasreen, colpevole di aver mosso critiche nei confronti del tradizionalismo musulmano e del testo stesso del Corano e di aver chiesto maggiori diritti per le donne.

Considerata blasfema, la scrittrice fu costretta a lasciare il Paese. Nel corso del 1994 i 154 parlamentari di opposizione al Governo boicottarono le attività del potere legislativo e Sheik Hasina, leader della Lega Awami, guidò alcune manifestazioni di contadini con la richiesta di elezioni sotto un'amministrazione neutrale. Il 15 febbraio 1996 le donne votarono per la prima volta nella storia del Bangladesh. Il primo ministro Khaleda Zia mantenne il suo incarico, ma le elezioni realizzate sotto la supervisione dell'esercito vennero considerate fasulle. Alla paralisi del Paese promossa dalla Lega Awami, seguirono scontri tra la polizia e gli oppositori; la violenza non cessò con la caduta, il 30 marzo, di Zia. Il 23 giugno l'ex capo della Corte Suprema di Giustizia, Mohammed Habibur Rahman, che guidò il Governo neutrale prima delle nuove elezioni, affidò l'incarico di primo ministro alla signora Hasina Wajed della Lega Awami, che nella tornata elettorale del 12-19 giugno ottenne la maggioranza relativa. Le opposizioni di destra contestarono i risultati e mobilitarono il Paese con una serie di scioperi. Nel luglio del 1997 il Governo raggiunse un accordo di pacificazione con i ribelli Shanti Bahini, che dal 1973 si battevano per l'autonomia dei Chittagong Hill Tracts (tre distretti al confine con India e Myanmar, un'area fertile di oltre 13.000 kmq popolata da circa un milione di individui di fede buddhista). La situazione politica interna, caratterizzata da divisione dei partiti, boicottaggi del Parlamento e rivalità personali, fu nuovamente segnata da tensioni nel febbraio 2000, con l'approvazione della nuova legge sulla sicurezza pubblica, che attribuì maggiori poteri alla polizia e creò tribunali speciali per i terroristi e per i «nemici dello Stato». Nell'aprile 2001, durante gli scioperi per spingere il Governo a rassegnare le dimissioni, una bomba uccise sette persone. Ai primi di giugno un attentato nella chiesa cattolica di Baniarchar, il primo mai commesso nel Paese contro un luogo di culto cattolico, provocò la morte di dieci persone. A luglio Hasina si dimise dal suo incarico; le elezioni vennero fissate per ottobre. La campagna elettorale fu caratterizzata da continue violenze. Alla vigilia del confronto elettorale il Paese era immerso in un vero e proprio clima di guerra, con oltre 330 persone morte in tre mesi. La situazione si era aggravata dopo l'attacco terroristico alle Torri gemelle e al Pentagono, dal momento che due dei tre partiti della coalizione d'opposizione guidata da Begum Khaleda Zia erano gruppi integralisti islamici che simpatizzavano per i taliban e in alcune zone della capitale i manifesti di Osama bin Laden erano apparsi accanto a quelli dei candidati al Parlamento. Le consultazioni (1° ottobre) segnarono una svolta integralista nel Bangladesh, con la vittoria schiacciante della coalizione di opposizione guidata da Khaleda Zia che ottenne 134 dei 183 seggi contro i 34 della Lega Awami. Nel marzo 2002 il Governo, a fronte della crescente rabbia pubblica per l'escalation di violenza contro le donne, introdusse una legge che rendeva gli attacchi con acido punibili con la pena di morte. Nel giugno 2002 il presidente Chowdhury fu costretto alle dimissioni dopo le accuse da parte del partito al Governo di agire contro l'interesse del Paese. Nel successivo mese di settembre venne sostituito da Iajuddin Ahmed. Continuarono intanto i tanti incidenti provocati dall'incuria nei confronti delle infrastrutture e dei mezzi di trasporto, che videro episodi di particolare gravità nell'affondamento di un traghetto in cui persero la vita 500 persone (maggio 2002), e di un altro, in cui le vittime furono 140 (febbraio 2005). Altrettanto numerosi gli attentati, il più grave dei quali, dal punto di vista politico, nel gennaio 2005, quando Shah A.M.S. Kibria, esponente di spicco della Lega Awami, all'opposizione, venne ucciso. La sua morte scatenò una serie di scioperi e un anno di boicottaggio parlamentare da parte degli membri del suo partito. Intanto, nel maggio 2004, un emendamento costituzionale aveva riservato 45 seggi parlamentari alle donne. Nell'estate dello stesso anno potenti alluvioni avevano provocato la morte di un migliaio di persone e la creazione di milioni di senzatetto.

Cartina del Bangladesh

SOVRAPPOPOLAZIONE E POVERTÀ

Il Bangladesh è situato in un'area fortemente influenzata dal clima monsonico: ogni sei mesi, uragani o maremoti provocano, con l'improvviso aumento della portata dei fiumi che scendono dalla catena dell'Himalaya, distruzioni gravissime e inondazioni delle terre coltivate, causando lunghi periodi di carestie e di epidemie. Una delle più gravi sciagure fu dovuta all'alluvione del 1974 che, dopo il maremoto del 1970, peggiorò ulteriormente la situazione del Paese (circa un milione di vittime). Altre alluvioni colpirono il Bangladesh tra il 1997 e il 1998 e ancora nel 2004. Parallelamente alle calamità naturali, grave problema è la spropositata densità della popolazione (860 ab. per kmq), tra le più alte del mondo e con un'elevata percentuale di giovani; la vita media è di soli 57 anni. L'incremento demografico segue ritmi elevatissimi (1,9% annuo), anche se i piani di controllo delle nascite hanno contribuito a ridurre il tasso di crescita di oltre il 20% negli ultimi 15 anni. Il 61,9% della popolazione è analfabeta; l'istruzione, nonostante le promesse di maggiori investimenti da parte dei Governi, è stata poco considerata e le 7 università sono spesso luogo di scoppi di violenza di origine politica. Il reddito pro capite è tra i più bassi del mondo e il Governo si trova costantemente impegnato a raggiungere l'autosufficienza alimentare. Negli anni Ottanta fu varata una riforma agraria, i cui cardini si fondavano sulla centralizzazione della pubblica amministrazione per dotare tutti i 65.000 villaggi del Paese di un ufficio governativo allo scopo di facilitare la distribuzione dei finanziamenti ai contadini, impegnati nell'obiettivo dei tre raccolti annui. Ma alla fine degli anni Novanta la sopravvivenza di gran parte della popolazione continuò a dipendere dagli aiuti internazionali gestiti dal Fondo Monetario e dalla Banca Mondiale. Sebbene oltre la metà della popolazione locale, urbana e rurale, fosse sotto la soglia di povertà, dall'inizio degli anni Novanta ci fu un miglioramento delle condizioni di vita. Il settore tessile, fornendo una fonte indipendente di ricavi, fu alla base dell'emancipazione delle donne, che cominciarono a rientrare nelle statistiche ufficiali sull'occupazione e divennero i principali clienti delle maggiori banche rurali.

LE CITTÀ

Dacca

(5.644.235 ab.). Capitale del Bangladesh e capoluogo dell'omonima divisione (31.119 kmq; 40.592.431 ab.), è situata sul fiume Burhi, uno dei rami del delta del Brahmaputra, 12 km a Nord di Narayanganj, suo porto sul golfo del Bengala. Dacca è il maggior polo industriale del Paese (industrie tessili, alimentari, chimiche, del vetro, del legno, cantieri navali). Centro culturale, la città mostra le diverse fasi della sua storia e del suo sviluppo: islamica, coloniale e moderna. Sotto il dominio inglese (dal 1765) Dacca perse la sua importanza a favore di Calcutta, fino a quando divenne capitale del Bengala orientale all'inizio del XX sec. Nel 1947, con la spartizione della colonia britannica in Unione indiana e Pakistan, divenne capitale della provincia orientale di quest'ultimo e dal 1971 del Bangladesh. Tra le numerose testimonianze del periodo in cui era capitale dei Moghul (XVII sec.), notevoli sono la moschea Bahra Katra e il forte Lal Bagh. Della dominazione britannica si conservano alcuni edifici di tipo coloniale con influenze di stile islamico, ad esempio il palazzo Curzon, attualmente sede dell'università.

Dacca: il quartiere di Kamalapur

Dacca: il quartiere di Kamalapur

Dacca: una via della zona moderna

Dacca: una via della zona moderna

Chittagong

(2.199.590 ab.). Città del Bangladesh, capoluogo della divisione omonima (33.771 kmq; 25.187.313 ab.), la città sorge sulla riva destra del fiume Kharnaphuli. Principale porto del Paese e importante centro industriale e commerciale, la sua tradizione commerciale risale al X sec., quando la città era conosciuta dai navigatori arabi; divenne in seguito uno dei maggiori scali del commercio coloniale. Oggi costituisce un centro di esportazione di tè, cotone e manufatti di juta.

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The world, economia Tasso di crescita del Pil Tasso di inflazione (prezzi al consumo)  Pil in termini reali (parità del potere d'acquisto) Pil (tasso di cambio ufficiale) Pil reale procapite Risparmio nazionale lordo Pil per settore di origine Pil per uso finale Facilità di fare business Prodotti agricoli Industrie Tasso di crescita della produzione industriale Forza lavoro Forza lavoro per professione Tasso di disoccupazione Popolazione al disotto della soglia di povertà Reddito famiglie o consumi per quota Bilancio Imposte e altre entrate Avanzo o disavanzo di bilancio Debito pubblico Anno fiscale Bilancia dei pagamenti correnti Esportazioni nei Paesi materie prime Importazione nei Paesi di materie prime Riserve di valuta estera e di oro Debito estero Disponibilità di energia elettrica (Elettrificazione) Produzione di energia elettrica Consumo di energia elettrica Energia elettrica esportazione Importazione capacità di generarla dai fossili dal nucleare da impianti idroelettrici da fonti rinnovabili Produzione di petrolio, esportazione, importazione, riserve, produzione di prodotti petroliferi, consumo di prodotti raffinati del petrolio, esportazione, importazione Produzione di gas naturale, consumo, esportazione, importazione, riserve Emissione di biossido di carbonio dovute al consumo di energia elettrica Comunicazioni, telefonia fissa, mobile Sistema di telecomunicazioni Mezzi di trasmissione, radio comunicazione mass media Internet Codice della nazione, utenti, abbonati alla banda larga Trasporto aereo nazionale, prefisso di registrazione aeromobili civili, aeroporti, con piste asfaltate, e non asfaltate Eliporti Condutture Ferrovie Autostrade Strade Vie navigabili Marina mercantile Porti e terminal

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