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GEOGRAFIA - EUROPA - SAN MARINO

PRESENTAZIONE

Lo Stato di San Marino costituisce un'enclave dell'Italia, posta tra l'Emilia Romagna e le Marche. Ha una superficie di 61,19 kmq e una popolazione di  34.232 ( 2020 )  abitanti, con una densità di 477 abitanti per kmq. La popolazione residente è di origine italiana. Lingua ufficiale è l'italiano. La religione è la cattolica. San Marino, il più antico Stato libero d'Europa (indipendente dal X sec.), è una Repubblica, in cui il potere legislativo spetta al Consiglio grande e generale. Questo organo è composto da 60 membri eletti ogni cinque anni a suffragio universale (dal 1964 hanno acquisito diritto di voto anche le donne). Il potere esecutivo è esercitato dal Congresso di Stato (Governo), composto da dieci membri e presieduto da due capitani reggenti (eletti ogni sei mesi fra i membri del Consiglio grande e generale), che svolgono anche la funzione di capi di Stato. Dal 1° gennaio 2002 moneta ufficiale è l'euro. La capitale è San Marino (2.822 ab.).

IL TERRITORIO

A forma di quadrilatero irregolare, la Repubblica di San Marino è compresa tra la valle della Marecchia a Nord e del Conca a Sud. Ha rilievo prevalentemente collinare, che culmina nel Monte Titano (738 m) o Rupe di San Marino. Questo ha una conformazione asimmetrica, con pendii rocciosi, a strapiombo sul lato orientale (dove il dislivello raggiunge quasi i 200 m), e meno ripidi a Sud-Ovest, ove è situata la capitale. Il monte termina con tre rocche dette penne, costruite su tre spuntoni calcarei dall'aspetto alquanto pittoresco. Il territorio è attraversato da alcuni torrenti che scendono dalla Rupe di San Marino: l'Ausa, il Marano, che si getta nell'Adriatico, e il San Marino, affluente della Marecchia. Il clima è temperato. Situato infatti a pochi km in linea d'aria dall'Adriatico, San Marino gode del benefico influsso delle brezze marine.

Repubblica di San Marino

Cartina di San Marino

Cartina di San Marino

L'ECONOMIA

La limitata estensione territoriale della Repubblica di San Marino è sfruttata principalmente per la coltura di cereali e di viti, oltre che per l'allevamento del bestiame. Essendo l'attività turistica la risorsa economica più importante, la produzione artigianale si è sviluppata in funzione di tale settore (ceramiche, souvenir). Al turismo negli ultimi anni si è affiancata anche una discreta attività del terziario, stimolata da alcune società italiane che per motivi fiscali hanno stabilito la loro sede nel Paese. Tradizionale è infine l'emissione di francobolli pregiati, molto ricercati dai collezionisti di tutto il mondo. Le vie di comunicazione consistono in una rete di strade che unisce i vari villaggi col capoluogo e questo con Rimini. Una funicolare collega il capoluogo con Borgo Maggiore.

CENNI STORICI

Secondo la tradizione, un tagliapietre dalmata di nome Marino e alcuni suoi compagni, provenienti dall'Isola di Arbe (Rab), si sarebbero rifugiati alle pendici del Monte Titano per sfuggire alle persecuzioni dell'imperatore Diocleziano. La presenza umana sul monte sanmarinese è comunque testimoniata già nel periodo neolitico, nell'Età del Bronzo e nel periodo villanoviano. Il primo documento attestante l'indipendenza del piccolo Stato è il cosiddetto Placito feretrano dell'885, emanato dal papa, che affermò l'autonomia, dai vescovi e dai signori circostanti, del primitivo cenobio. Nonostante l'indipendenza, l'insediamento dovette resistere alle pretese territoriali dei Malaspina, dei Montefeltro e dello stesso Stato Pontificio. Nel X sec., il monastero originario fu fortificato per difenderlo dalle scorrerie di Ungari, Saraceni e Normanni e furono costruite alcune fortificazioni sul Titano. Un diploma di Berengario del 951 sancì l'indipendenza di San Marino che, durante la lotta per le investiture, divenne comune con propri statuti e consoli indipendenti, accrescendo al contempo i propri territori. Durante le lotte tra i Malatesta, signori di Rimini, e i Montefeltro, San Marino fu sempre alleata di questi ultimi, e poi dei Della Rovere. Al primitivo territorio s'aggiunse la rocca di Pennarossa, acquisita nel 1140 dai conti di Carpegna e, trent'anni dopo, il castello di Casole, ceduto dai monaci di San Gregorio in Conca. L'ultimo ampliamento territoriale avvenne nel 1462, allorché papa Pio II concesse al comune i castelli di Serravalle, Fiorentino, Faetano e Montegiardino, per ripagare l'aiuto ricevuto da San Marino nella guerra contro Sigismondo Malatesta. Dichiaratasi ufficialmente Repubblica, Cesare Borgia la occupò per breve tempo, nel 1503, con l'aiuto dei duchi di Urbino, ma ne fu cacciato alla morte di Alessandro VI. Altri attacchi furono condotti da Pier Luigi Farnese, il 4 giugno 1544, e nel 1549 da Leonardo Pio, signore della vicina Verucchio; nello stesso 1549, papa Paolo III ne riconobbe la sovranità. Nel 1556, Guidobaldo II della Rovere, duca di Urbino, la salvò dalle mire di papa Paolo IV. Nei secc. XVI-XVII vi fu una certa decadenza, la quale rafforzò il potere dell'aristocrazia locale, determinando la formazione di un Gran Consiglio di 45 membri, tutti nobili.

Lo Stato della Chiesa tentò due volte, nel 1739 con il cardinale Giulio Alberoni e nel 1768 con il cardinale Valenti, di impadronirsi della Repubblica. Solo il primo tentativo riuscì, per cento giorni; la successiva decisione di Clemente XII di ritirare le truppe pontificie, nel febbraio del 1740, segnò il definitivo riconoscimento della libera sovranità sammarinese, ufficializzata successivamente anche dal Congresso di Vienna (1815). Nel corso del XIX sec., la Repubblica concesse asilo politico a numerosi patrioti italiani e molti Sammarinesi parteciparono come volontari alle guerre del Risorgimento: nel 1849, infatti, alla caduta della Repubblica Romana, San Marino ospitò Garibaldi e un gruppo di fedelissimi. Nel 1851, per avere accolto alcuni deputati della Costituente romana, San Marino fu invasa dalle truppe austro-pontificie e, due anni dopo, solo l'intervento di Napoleone III riuscì ad impedirne l'annessione allo Stato della Chiesa. Il contributo dei Sammarinesi al Risorgimento italiano valse alla Repubblica la firma, nel 1862, di un trattato di protezione e di unione doganale con il nuovo Stato italiano, comprendente convenzioni postali poi estese ai servizi telegrafici e telefonici. Dalla fine del XIX sec., San Marino seguì le vicende del Regno d'Italia: il Fascismo riuscì ad affermarsi introducendo nel Consiglio, accanto all'elezione, la pratica della cooptazione. Divenuta rifugio di migliaia di profughi, nell'ultima fase della seconda guerra mondiale, la Repubblica fu bombardata duramente il 26 giugno 1944 e patì altri danni dalle truppe tedesche in ritirata. Nel dopoguerra, dopo un periodo di occupazione alleata, vennero indette libere elezioni e ristabilite le istituzioni democratiche. Nel 1957 il passaggio all'opposizione di sei consiglieri di sinistra e lo scioglimento del Consiglio da parte dei capitani reggenti provocò una grave crisi istituzionale e la creazione a Rimini di un Governo provvisorio formato da democristiani e socialdemocratici, subito riconosciuto dall'Italia che bloccò le frontiere. Le nuove elezioni, tenutesi nel 1959, diedero la maggioranza a democristiani e socialdemocratici indipendenti. In seguito, il Governo fu esercitato dalla Democrazia cristiana sammarinese, fino al 1978, quando le sinistre tornarono al potere. Dal 1988 San Marino fa parte del Consiglio d'Europa e nel marzo del 1992 fu ammessa all'ONU e al Fondo monetario internazionale. Il Partito comunista nei primi anni Novanta mutò la propria denominazione in quella di Partito democratico progressista; nelle elezioni del 1998 la maggioranza passò ai democratici cristiani che, con i democratico progressisti, costituirono il nuovo Governo. Le elezioni politiche del 2001, invece, diedero vita a una nuova coalizione governativa formata dal Partito democratico cristiano sammarinese (Pdcs) e dal Partito socialista sammarinese (Pss).

LA CAPITALE

San Marino

(2.822 ab.). Capitale della Repubblica di San Marino, arroccata sul Monte Titano, conserva tutt'oggi un aspetto medioevale con resti ben visibili di tre cinte murarie concentriche. La cittadina è formata da piccole case in pietra, unite l'una all'altra da vie ripide, piazzette e scalinate, talvolta scavate nella viva roccia. Gli edifici ufficiali sono di scarso valore artistico, assai più interessanti sono le torri, o penne, dei secc. XI e XIII (Rocca, Cesta, Montale). La chiesa di San Francesco, costruita nel XIV sec., conserva pitture gotiche e rinascimentali. A San Marino si svolgono ogni anno alcune tipiche manifestazioni: la cerimonia d'investitura dei nuovi capitani in costumi del Cinquecento, il palio dei balestrieri e il Festival teatrale dei popoli.

San Marino: il palazzo del Governo

San Marino: il palazzo del Governo

San Marino

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