Cerca!

Geografia Europa Territorio Storia Economia dell'Islanda.

b

n

GEOGRAFIA - EUROPA - ISLANDA

PRESENTAZIONE

L'Islanda è, per ampiezza, la seconda isola del continente europeo dopo la Gran Bretagna. Posta nell'Atlantico settentrionale, è sfiorata a Nord dal Circolo Polare Artico ed è divisa dalla Groenlandia dallo Stretto di Danimarca.

Ha un'estensione di 102.819 kmq e una popolazione di 350.734 (2020) abitanti, concentrati per la maggior parte lungo le coste sud-orientali e soprattutto nell'area urbana della capitale.

La densità media è di 3 abitanti per kmq.

La popolazione è costituita in maggioranza da Islandesi (96,5%), con minoranze di Danesi, Svedesi, Polacchi e Tedeschi.

La lingua ufficiale è l'islandese.

La religione più seguita è la protestante (91%): sono presenti minoranze cattoliche.

Dal 1944, quando cessò di far parte della Danimarca, l'Islanda è una Repubblica costituzionale indipendente.

Il potere legislativo spetta al Parlamento (Althing), composto da 63 membri.

Il potere esecutivo è esercitato dal Governo, responsabile di fronte al Parlamento e nominato dal presidente della Repubblica, a sua volta eletto a suffragio universale per quattro anni.

L'unità monetaria è la corona islandese.

La capitale è Reykjavik (113.848 ab.; agglomerato urbano 184.244 ab.).

Cartina dell'Islanda

Cartina dell'Islanda

Paesaggi dell'Islanda

IL TERRITORIO

Coperta per circa un ottavo del territorio da ghiacciai, l'Islanda è prevalentemente montuosa, con elevazioni che raggiungono i 2.000 m circa all'interno.

La restante superficie è occupata da altipiani che digradano progressivamente verso la costa, e si appiattiscono soprattutto nella zona sud-occidentale del Paese.

Terra di formazione relativamente recente, fu originata da intensi fenomeni vulcanici, che si verificano tuttora, provocando l'affioramento di isolotti.

Il vulcanesimo secondario (geyser, solfatare, soffioni, sorgenti calde) è sfruttato per il riscaldamento domestico e delle serre e per ottenere energia elettrica.

L'Islanda è fittamente percorsa da ricchi corsi d'acqua, che la solcano prevalentemente in direzione Nord oppure Sud-Ovest:

il principale è il Thjórsá.

Le coste si presentano alte, frequentemente incise da fiordi, tranne che nella zona sud-occidentale, ove sono invece basse.

Il clima è assai rigido, tuttavia le coste occidentali e meridionali dell'isola risentono dei benefici influssi della Corrente del Golfo.

VEGETAZIONE, FAUNA E AREE PROTETTE

A causa dell'eccessivo diboscamento operato in passato dall'uomo, nonché del pascolo intenso e indiscriminato, che hanno favorito l'impoverimento e l'erosione del terreno, oggi la vegetazione dell'Islanda risulta assai scarsa di essenze arboree. A ciò ha contribuito non poco anche il deterioramento delle condizioni climatiche a partire dal XIII secolo. Sembra, infatti, che ancora nel IX secolo, all'epoca dei primi insediamenti stabili, notevole fosse nell'isola l'estensione di boschi (skógur) di betulle, salici, sorbi, frassini, ontani ecc., come testimoniano i resti di ceppi e di antiche travature. Un'attiva opera di rimboschimento è stata avviata nel corso degli ultimi decenni, soprattutto con l'impianto di pino silvestre (Pinus silvestris), abete rosso (Picea excelsa), larice (Larix europaea). Attualmente le zone rimboschite, composte anche da betulle bianche e nane, da salici e sorbi, la cui altezza raramente supera i 5-6 metri, si incontrano nelle vallate più riparate. Il paesaggio vegetale dell'isola è comunque dominato da prati da foraggio (engi) e da pascoli naturali (hagi), da brughiere (lyng) e tundre (mosi): queste ultime si sviluppano in genere oltre i 500-700 metri d'altitudine con specie tipiche come il lichene d'Islanda (Cetraria islandica). Non mancano inoltre, nelle zone più depresse, torbiere con graminacee e carici né aree palustri che forniscono erbe da foraggio. Anche la fauna terrestre islandese, intensamente cacciata in passato, non è molto ricca di specie: oltre al cane e alla volpe artici, al visone e alla renna (quest'ultima importata nel XVIII secolo), è tipico dell'isola un topo, il Mus islandicus. Le acque dei fiumi sono ricche di salmoni (Salmo salar e Oncorhynchus gorbusca), trote (Salmo trutta e Salmo gairdneri), anguille (Anguilla anguilla), mentre è assai notevole la varietà di uccelli, marini e terrestri, di cui si contano oltre duecento specie: del tutto tipici la strolaga maggiore (Cavia immer), l'oca zamperosee (Anser brachyrinchus), il falaropo beccolargo (Phalaropus fulicarius), il gabbiano glauco (Larus hyperboreus), il quattrocchi d'Islanda (Bucephala islandica), lo stercorario maggiore (Stercorarius skua), la moretta arlecchino (Histrionicus histrionicus). Molto numerosi sono anche gli insetti, con più di 1.100 specie, tra cui le fastidiose zanzare. Attualmente il Náttúruvernd rikisins (Consiglio per la protezione della natura) ha sotto tutela due dei tre Parchi nazionali (Skaftafell e Jökulsárgljúfur; Thingvellir è gestito direttamente dal Parlamento), 35 Riserve naturali, 32 monumenti naturali, 12 altri Parchi naturali e aree di grande rilievo ambientale. Complessivamente, la quota di territorio tutelata ammonta al 9,5% della superficie del Paese.

LA TERRA DI FUOCO

L'Islanda ha una formazione geologica relativamente recente ed è nata grazie all'accumulo, a partire dall'Era Terziaria, di enormi strati di colate laviche che sono andate a costituire gli altopiani dell'interno, spesso superiori ai 500 m.

L'attività vulcanica modifica ancora oggi la fisionomia del territorio.

Infatti nel 1963 un'intera isola, poi chiamata Suetsey, è affiorata dall'Oceano Atlantico, al largo dell'arcipelago delle Vestmanna, in seguito a un'eruzione durata tre anni.

Nel 1973 si è formato un nuovo vulcano nell'Isola di Heimaey, nello stesso gruppo di isole, nei pressi di un insediamento di circa 5.000 persone.

La popolazione è stata completamente evacuata prima che l'isola venisse sepolta da una fitta coltre di cenere.

Il più noto tra i 200 vulcani d'Islanda (di cui una trentina in attività) è l'Hekla (1.447 m), ed è interessante osservare che alcuni di essi sono completamente sepolti dai ghiacci.

Le loro eruzioni danno luogo a veri e propri disgeli (jokullaup).

I crepacci da cui fuoriesce la lava costituiscono la forma di vulcanesimo più recente.

Una conseguenza dei fenomeni vulcanici è anche l'abbondanza di geyser e di sorgenti calde che hanno una grande importanza non solo economica.

L'Islanda è infatti un Paese freddo, e lo sarebbe ancora di più se il suo clima non fosse mitigato dalla Corrente del Golfo e soprattutto dalle quattordici zone ad altissima temperatura naturale, ricche di sorgenti calde che consentono, tra l'altro, il riscaldamento gratuito delle abitazioni.

I GEYSER

Al pari delle numerosissime (oltre seicento) sorgenti termali disseminate in tutta l'Islanda, i geyser (dalla voce islandese adh geysa, che letteralmente significa "zampillare") sono manifestazioni di origine geotermica e postvulcanica.

Consistono nella fuoriuscita da una spaccatura del terreno, a intervalli più o meno regolari, di un potente getto di acqua surriscaldata e di vapore, che in alcuni casi può raggiungere anche i 70 metri di altezza.

Nel ricadere al suolo, l'acqua provoca, per effetto dell'evaporazione, il formarsi di un deposito siliceo biancastro, di aspetto opalino, costituito da cristalli di geyserite.

In pratica il fenomeno si spiega con il fatto che la spaccatura del terreno, specialmente se molto profonda e ramificata, può riempirsi di acqua derivante dalle falde circostanti.

L'apporto di calore da parte di gas e vapori provenienti da maggiori profondità, unitamente alla pressione dovuta al carico della sovrastante colonna d'acqua, provoca il surriscaldamento di quest'ultima fino al raggiungimento della temperatura di ebollizione, con conseguente trasformazione dell'acqua in vapore e sua violenta fuoriuscita all'esterno.

Quindi il fenomeno si esaurisce per riprendere dopo un intervallo di tempo variabile, necessario perché il condotto si riempia nuovamente di acqua e si riformino le condizioni critiche di pressione e di temperatura.

Oltre che in Islanda (dove una delle località più famose per tali fenomeni naturali è l'omonima Geysir, con il suo celeberrimo Strokkur, ossia "mastello di burro"), regioni ricche di geyser si trovano anche in Nuova Zelanda e negli Stati Uniti. L'acqua e il vapore di molti geyser islandesi sono oggi captati per usi civili, agricoli e industriali.

L'ECONOMIA

L'economia islandese è tutt'oggi basata principalmente sulla pesca, sulla cantieristica navale e sull'industria della lavorazione e conservazione del pesce, attività alle quali si dedica gran parte della popolazione.

La grande pescosità dei mari che circondano l'isola (dovuta allo scambio tra la Corrente del Golfo e le fredde acque dell'Atlantico settentrionale, che a sua volta determina una forte ossigenazione e la formazione di una ricca fauna planctonica di cui si alimentano i grandi banchi di merluzzi e di aringhe) ha consentito al Paese di occupare il primo posto nel mondo per quantità di pesce pescato pro-capite.

Aringhe e merluzzi costituiscono la parte più importante della produzione, mentre il numero di balene catturate negli anni (anche per via delle norme di salvaguardia nel frattempo introdotte) è considerevolmente diminuito.

Il pesce, fresco, congelato, affumicato o seccato, rappresenta gran parte delle esportazioni, cui si aggiungono anche vari sottoprodotti, quali la farina e l'olio di pesce.

L'agricoltura ha poco rilievo a causa della scarsità di terreni coltivabili e del clima inadatto, e consta perlopiù di raccolti di patate e barbabietole.

Più rilevante è invece l'allevamento (ovini, bovini, suini, cavalli e animali da pelliccia) praticato con tecniche moderne.

Il sottosuolo dell'isola è povero, non mancano però le risorse idroelettriche e geotermiche che hanno permesso lo sviluppo di cementifici, industrie tessili e calzaturifici, nonché di un efficiente sistema di riscaldamento degli edifici.

Di rilievo anche le produzioni di alluminio, fertilizzanti e ferrosilicati.

Sviluppata e moderna la rete stradale interna (13.000 km), mentre inesistente è quella ferroviaria.

La marina mercantile dispone complessivamente di circa 300 navi (per una stazza lorda di oltre 193.000 tonnellate).

Reykjavik vanta l'aeroporto e il porto principali del Paese.

Nella capitale è molto sviluppato il settore dei servizi, nonché vi si sono localizzate industrie legate all'alta tecnologia e alla biotecnologia.

L'attività turistica è in rapida crescita in Islanda, con i maggiori flussi di visitatori che provengono da Germania, Usa e Danimarca.

LA GUERRA DEL MERLUZZO

L'unico settore veramente favorito dalla posizione geografica dell'Islanda è rappresentato dalla pesca, soprattutto quella relativa ad aringhe e merluzzi. Tuttavia la sua pratica indiscriminata da parte delle flotte pescherecce internazionali causò un notevole impoverimento del patrimonio ittico, portando l'Islanda ad adottare seri provvedimenti in linea con la propria vocazione ecologica. I contrasti iniziarono nel 1958 e le tensioni sfociarono nell'estensione da parte islandese del limite delle proprie acque territoriali. Il provvedimento, che innescò la cosiddetta «guerra del merluzzo», comportò la rivendicazione da parte dell'Islanda della porzione di oceano che si estende fino a 370 km dal litorale. La misura suscitò scalpore, conducendo a una rottura dei rapporti diplomatici con la Gran Bretagna, seguita da un precario accordo (1973). Nel novembre 1975, scaduto tale accordo, si aprì una nuova fase della guerra, caratterizzata da gravi incidenti tra i pescherecci britannici e le pattuglie della guardia costiera islandese. Il 1° giugno 1976 venne ratificato a Oslo un accordo provvisorio tra i due Paesi, che ristabilì le relazioni diplomatiche e tacitò i contrasti. Infine nel 1980 un ulteriore accordo affidò all'Islanda il controllo totale delle acque intorno all'Isola di Jan Mayen.

CENNI STORICI

L'Islanda, completamente sconosciuta agli antichi, venne scoperta nell'VIII sec. d.C. da monaci irlandesi. In seguito fu popolata dai Vichinghi che, dall'870, vi si insediarono a più riprese, dando all'isola un ordinamento repubblicano, il più antico d'Europa. Repubblica indipendente tra il 930 e il 1263, con il Trattato del 1263 l'Islanda fu sottomessa al Regno di Norvegia, dopo l'approvazione (1262) da parte del Parlamento locale (Althing). Dal 1381, l'Islanda e la Norvegia divennero possedimento della Danimarca, rimanendo sotto la sovranità danese anche successivamente al riconoscimento dell'autonomia norvegese (Trattato di Kiel, 1814). Nel XV sec. una pestilenza decimò i due terzi della popolazione, mentre nei secc. XVII e XVIII le eruzioni vulcaniche causarono gravissimi danni. Dall'Ottocento iniziò invece un periodo di grande espansione economica: nel 1843 fu infatti riconvocato l'Althing (eliminato nel 1798) e a partire dal 1874 la Danimarca concesse all'Islanda una certa indipendenza che divenne però effettiva solo nel 1918, quando il Paese divenne Stato associato alla Corona danese. Dopo la prima guerra mondiale, una nuova legislazione agraria e l'introduzione di macchinari moderni permisero di rivitalizzare l'agricoltura locale. A partire dal 1920, l'industria ittica e dei suoi derivati crebbe in modo rilevante e una rete stradale interna e la marina costiera facilitarono le comunicazioni in tutta l'isola. Durante la seconda guerra mondiale l'Islanda venne occupata dalle forze alleate per la sua particolare posizione strategica, mentre nel 1944 un referendum popolare sancì la completa scissione dalla Danimarca e la proclamazione della Repubblica. Nel 1949 il Paese aderì alla NATO, ospitando un'importante base aerea degli USA (presso Keflavik); il 16 marzo 1952, la Nazione fu tra i fondatori del Consiglio nordico, organismo consultivo interparlamentare destinato a favorire le relazioni tra Norvegia, Finlandia, Danimarca e la stessa Islanda. Vista l'importanza della pesca per l'economia nazionale e il timore che pescherecci stranieri sfruttassero tale risorsa nelle acque circostanti l'isola, nel 1964 Reykjavik estese la propria sovranità a 12 miglia nautiche, divenute 50 nel 1972. Ciò provocò seri scontri con il Regno Unito, conosciuti come la «guerra del merluzzo», ai quali si pose fine con un trattato del 1973; nell'ottobre del 1975, tuttavia, l'Islanda annunciò l'estensione delle proprie acque territoriali a 200 miglia, adducendo motivazioni di tutela ambientale e d'interesse economico.

Lo scadere del trattato del 1973 tra Islanda e Gran Bretagna e l'impossibilità di arrivare a un nuovo accordo portò a una nuova e più dura fase della «guerra del merluzzo»: nel febbraio del 1976, l'Islanda interruppe momentaneamente i rapporti diplomatici con il Regno Unito, prima volta tra due Paesi membri del Patto atlantico. In giugno entrambi gli Stati arrivarono a un accordo, ratificato ad Oslo, e, in dicembre, i pescherecci inglesi si ritirarono dalle acque islandesi. La crisi economica caratterizzò la vita interna di questo Paese nei primi anni Ottanta; l'unica risorsa, l'industria ittica, dovette infatti affrontare sia una diminuzione dei prezzi sui mercati esteri, sia un calo di produzione dovuto all'impoverimento delle zone sfruttate. In questo contesto economico, l'inflazione raggiunse cifre astronomiche. Nel 1980, una candidata indipendente, Vigdis Finnbogadottir, contraria alla presenza delle basi militari statunitensi sull'isola, fu appoggiata dalle sinistre, vincendo le elezioni presidenziali e divenendo la prima donna capo di Stato d'Islanda; nel 1983 entrò in vigore un rigoroso piano di austerità economica con l'obiettivo di ridurre l'inflazione. Nel maggio del 1985, il Parlamento approvò una risoluzione che dichiarava l'Islanda «zona denuclearizzata» e proibiva l'ingresso di armi atomiche nel Paese. Il clima di instabilità politica portò alle elezioni anticipate nell'aprile del 1983, dalle quali nacque un Governo di centro-destra formato da conservatori e progressisti con a capo il progressista Steingrimur Hermannsson. Alle elezioni del 1986 una nuova formazione (Partito del cittadino) ottenne un buon successo, così come altre nuove formazioni (Alleanza delle donne) a scapito dei grandi partiti tradizionali. Il nuovo Governo varò in campo economico una politica di austerità che ridusse l'inflazione dall'80 al 20%, realizzando un tasso di crescita del prodotto nazionale lordo del 6,3%. Ma in seguito ad un nuovo aggravarsi della situazione economica, nel luglio 1987 si verificò una nuova crisi di Governo, dalla quale nacque un nuovo cartello di centro-sinistra formato da progressisti agrari, socialdemocratici e socialisti popolari con a capo Hermannsson. Nel giugno del 1988, Finnbogadottir fu rieletta alla presidenza per il suo terzo mandato, con il sostegno dei principali partiti e con una maggioranza superiore al 90% dell'elettorato. Nel settembre dello stesso anno, Hermannsson assunse la carica di primo ministro, alla guida di una coalizione di centrosinistra, formata da SPD e Alleanza popolare. Il nuovo Governo si impegnò nell'adozione di un piano di austerità per l'economia islandese; in seguito alle elezioni del 1991 si formò un Governo di coalizione tra il Partito dell'indipendenza e il Partito popolare con a capo David Oddsson. L'anno successivo venne rieletta presidente della Repubblica Finnbogadottir, in carica dal 1980.

L'ingresso dell'Islanda nell'Unione europea fu approvato dall'Althing il 1° gennaio 1993. Nelle elezioni parlamentari dell'8 aprile 1995, il Partito dell'indipendenza si aggiudicò 25 dei 63 seggi e fu costretto a stringere un'alleanza con il Partito progressista per raggiungere la maggioranza nell'Althing. L'Alleanza popolare e l'Alleanza delle donne videro ridotta la propria rappresentanza, mentre un nuovo partito, il Movimento popolare, conquistò 4 seggi. Nel 1995 l'economia islandese subì un'impennata, dopo la lenta crescita degli anni precedenti. Dopo aver governato il Paese per 16 anni, la presidente V. Finnbogadottir non si candidò alle elezioni del 29 giugno 1996, che vennero vinte da Olafur Ragnar Grímsson, ex ministro delle Finanze e membro dell'Alleanza popolare. Nel 1997 l'economia proseguì la sua crescita, favorita principalmente dall'espansione dei consumi interni, mentre le esportazioni aumentarono del 3% in rapporto all'anno precedente. Gran parte degli investimenti furono destinati alla produzione di alluminio il cui sfruttamento venne intensificato da molte società straniere, soprattutto svizzere, statunitensi e norvegesi. Nonostante i buoni risultati conseguiti dal Governo Oddsson (contenimento della disoccupazione e del tasso di inflazione), nelle elezioni amministrative del 1998 il Partito dell'indipendenza perse dopo 70 anni il controllo del comune di Reykjavik, sconfitto da una coalizione di sinistra. Nel maggio 1999 si svolsero le elezioni legislative che terminarono con la riconferma della coalizione tra il Partito dell'indipendenza del primo ministro Oddsson e il Partito del progresso (ex Partito contadino). Nel giugno 2000 il presidente della Repubblica Grímsson venne automaticamente riconfermato alla carica fino al 2004 per mancanza di altri candidati allo scadere del mandato. Nel mese di luglio 2001, all'assemblea annuale della Commissione baleniera internazionale, l'Islanda si unì a Giappone e Norvegia sul fronte degli Stati intenzionati a riprendere la caccia alla balena, scatenando non poche polemiche durante i lavori della Commissione. Le elezioni legislative del maggio 2003 decretarono la vittoria, seppur con uno stretto margine di vantaggio, del conservatore Partito dell'indipendenza del primo ministro Oddsson, che fu riconfermato per la quarta volta nella carica. Ma nel settembre 2004, dopo 13 anni di premierato, Oddsson rassegnò le dimissioni a favore del suo ministro degli Esteri Halldór Ásgrímsson. In giugno, intanto, era stato eletto per un terzo mandato il presidente della Repubblica Grímsson. Nel giugno 2006 la sconfitta elettorale amministrativa subita dal Partito progressista indusse il premier Ásgrímsson a dimettersi e a ritirarsi dalla ribalta politica. Gli successe Geir H. Haarde.

LE CITTÀ

Reykjavik

(113.848 ab.; agglomerato urbano 184.244 ab.). Capitale della Repubblica d'Islanda, si affaccia sulla baia di Flaxafói, sulla costa sud-occidentale dell'isola. Fondata nel IX secolo d.C., rappresentò il primo nucleo abitato del Paese. Modesto villaggio di pescatori fino a un secolo fa, si è rapidamente sviluppata dopo il 1918, anno della sua proclamazione a capitale del neonato Regno islandese. L'evoluzione fu sollecitata dalla posizione geograficamente ed economicamente favorevole (clima mite, presenza di un porto libero da ghiacci, vicinanza alle zone fertili e coltivate). La città accentra un terzo della popolazione e rappresenta il nucleo politico, amministrativo e culturale (con musei, teatri e università) del Paese, oltre a ospitare compagnie di navigazione aerea e marittima, industrie alimentari (lavorazione e inscatolamento del pesce), meccaniche, cantieristiche, tessili e dell'alta tecnologia. Il progresso economico ha mutato l'antica fisionomia di Reykjavik, dotandola di una struttura urbana razionale e ampia, che è venuta a sostituire le vecchie abitazioni in legno. La città è un attivissimo porto commerciale, nonché scalo per le linee di navigazione verso l'America settentrionale. Rappresenta inoltre un porto internazionale sulla rotta transpolare per l'Alaska. STORIA. Il navigatore vichingo di origine norvegese Ingólfur Arnarson, tra i primi colonizzatori dell'Islanda, è considerato il fondatore di Reykjavik (nell'873 d.C.). Vuole la leggenda che stabilì qui la sua residenza secondo un rituale vichingo, che consisteva nel gettare i pali portanti della sua precedente casa nel mare e vedere dove si arenavano. Chiamò il nuovo villaggio Reykjavik (ossia "Baia fumante"), per via delle sorgenti di acqua bollente e vapore presenti nell'area. Scavi archeologici hanno poi confermato che vichinghi norvegesi e immigranti celtici si stabilirono qui nel nono secolo d.C. Tuttavia, almeno fino alla metà del XVIII sec., il centro abitato era formato solo da alcune fattorie e modeste case di pescatori e aveva un'importanza trascurabile, a tal punto che ancora nel 1786, allorché il re Cristiano VII di Danimarca concesse alla città la "patente municipale" insieme a particolari diritti commerciali, essa contava circa 200 abitanti. A questo periodo risalgono le prime industrie cittadine, a cominciare dagli opifici per la trasformazione della lana, ai primi cantieri navali, fino ai primi centri per la lavorazione del pesce; alla fine del secolo vennero trasferiti a Reykjavik anche la sede vescovile e l'importante scuola di latino di Skálholt. La città stava dunque assumendo una nuova fisionomia.

Nell'Ottocento cittadini facoltosi e viaggiatori islandesi portarono sull'isola l'idea dell'identità nazionale e un nuovo desiderio di indipendenza (dalla Danimarca), sentimenti ampiamente diffusi alla metà del secolo nell'Europa continentale. Reykjavik divenne così il centro intellettuale del Paese e da quando, nel 1845, l'Althing (il Parlamento) fu ivi trasferito (sebbene ancora senza alcun vero potere, ma soltanto con funzioni consultive subordinate alla Corona danese), il risorgimento nazionale dell'Islanda si accompagnò alla crescita della città, che da allora venne considerata la capitale del Paese (lo divenne ufficialmente nel 1918, allorché l'Islanda ottenne una prima forma di autonomia in qualità di nuovo Regno associato alla Corona danese). Nel 1911 vi era stata fondata l'Università d'Islanda, nel 1920 la città contava già 17.000 abitanti e fino agli Trenta prosperò grazie soprattutto alla redditizia produzione dello stoccafisso e all'export di prodotti ittici in generale. A questa fase seguí una depressione (esemplarmente raccontata nei romanzi del premio Nobel Halldór Laxness); la ripresa avvenne durante la seconda guerra mondiale (l'isola riforniva di prodotti alimentari del mare gli alleati), con l'occupazione inglese prima e poi americana. Questi ultimi finanziarono, tra le altre cose, la costruzione del grande aeroporto cittadino di Keflavík, ottenendo in cambio il diritto di stabilire nelle sue vicinanze una propria base militare permanente. Vennero cosí a crearsi nuove opportunità di lavoro che generarono un migrazione interna dalle campagne verso la capitale, fenomeno che perdura tuttora. Il 17 giugno 1944 fu proclamata la Repubblica d'Islanda e Reykjavík divenne la capitale del nuovo Stato indipendente, con sede del Governo e del primo ministro, mentre la sede del presidente della Repubblica (che ha funzioni rappresentative) si stabilì inizialmente a Bessastaðir, un sobborgo di Reykjavík. A partire dal decennio 1950-60 si può parlare di un vero boom della capitale, con un tenore di vita medio e una consitenza demografica che si accrebbero vistosamente (dai 56.000 ab. del 1950 la città passò agli oltre 82.000 del 1970). Reykjavík divenne famosa a livello internazionale nel 1973 quando ospitò la finale del campionato mondiale di scacchi tra Bobby Fischer e Boris Spasskij e poi grazie al vertice del 1986 tra i capi di Stato statunitense (Ronald Reagan) e sovietico (Michail Gorbaciov). Dagli anni Novanta la città riveste un ruolo importante nell'ambito dei settori tecnologici e della ricerca accademica, ed è stata percorsa da un ampio rinnovamento edilizio e architettonico. Nel 2000 è stata altresì una delle prime Capitali europee della Cultura.

ARTE.

Il centro storico della città è ricco di musei ed edifici interessanti, fra cui spicca il Museo Nazionale, all'interno del quale sono conservati oggetti sacri e oggetti risalenti al periodo della colonizzazione (a partire dai secc. IX-X). Interessante la sua sezione etnografica, comprendente ricostruzioni d'ambiente, strumenti musicali e orologi, modelli di imbarcazioni, utensili da pesca e attrezzi del mondo contadino. Accanto al museo si trova l'Istituto Arni Magnusson, che ospita una notevole raccolta di manoscritti medievali. In via Lækjargata sorge lo Stjórnarráðið (Palazzo del Governo), con gli uffici del presidente della Repubblica e del primo ministro. Il palazzo è uno dei più antichi della capitale: fu costruito nel 1756 ed era originariamente utilizzato come prigione. Sulla collina di fianco al palazzo, l'Arnarhóll, svetta la statua del mitico fondatore della città, Ingólfur Arnarson. Lungo la Hverfisgata sorge la Casa della Cultura (Þjóðmenninggarhúsið), che ospita mostre temporanee sulla cultura nazionale e vichinga. A fianco vi sono il Teatro Nazionale e gli Archivi Nazionali. Ad Est del lago Tjörn, in via Skàlholtsstigur, si trova la Galleria Nazionale d'Islanda. La mostra permanente è alquanto limitata e solo alcune delle oltre 5.000 opere d'arte del museo vengono esposte (in quanto gran parte dello spazio disponibile è dedicato a mostre temporanee di artisti nazionali); tra le opere conservate vi sono dipinti di Ásgrímur Jónsson e Jóhannes Sveinsson Kjarval. Tra gli altri musei di Reykjavík, ricordiamo il Museo di Scultura Asmundur Sveinsson e il Museo Folcloristico. La parte nuova della città ospita monumenti costruiti recentemente, tra cui l'imponente Basilica di Hallgrimskirkja edificata verso la fine degli anni Quaranta e terminata nel 1974. Dalla torre della chiesa, alta 75 metri, si gode un splendido panorama. Molti sono anche i giardini botanici, i parchi ricreativi e le piscine geotermiche, sia all'aperto sia al chiuso, vera attrazione della città. La capitale islandese vanta inoltre un'intensa vita culturale, imperniata sulle stagioni artistiche del Teatro Nazionale, del Teatro dell'Opera, del Teatro Municipale e dell'Orchestra Sinfonica Islandese, nonché sui suoi due principali festival, il Reykjavík Art Festival (rassegna di teatro, musica e danza) e il Jazz Festival, e sull'annuale, seguitissimo torneo internazionale di scacchi (Reykjavík-urskákmótidh).

Veduta di Reykjavik

Veduta di Reykjavik

Akureyri

(16.475 ab.). Città dell'Islanda, capoluogo del distretto Nordurland eystra (22.368 kmq; 26.893 ab.). È la maggiore città del Nord del Paese, posta sulla costa settentrionale, all'estremità del fiordo di Eyja. Le alte montagne che la circondano riparano il porto dai venti. Centro agricolo, è altresì sede di cinque musei con ampi settori dedicati all'antico folclore e alle scienze naturali. La città è ricca di vecchi edifici, quali la prima stamperia (del 1849), la sede dell'Ordine Nazionale dei Templari (metà del XIX sec.) e la residenza del governatore danese (1795).

Panorama di Akureyri

Panorama di Akureyri

Hafnarfjördur

(22.000 ab.). Cittadina dell'Islanda, posta nelle vicinanze di Reykjavik, 15 km a Sud dalla capitale, è un grande centro peschereccio. Il nome, che significa "fiordo delle balene", le deriva dalla pesca d'alto mare dell'enorme cetaceo, che costituiva l'attività principale del Paese.

PICCOLO LESSICO

Althing

Termine con il quale si indica il Parlamento islandese, noto anche come Assemblea degli uomini liberi. Fondato nel 903 dai primi abitatori dell'isola, i Vichinghi, l'Althing è probabilmente il più antico Parlamento del mondo.

Edda

Corpo dell'antica epopea tradizionale islandese. Il titolo deriva da odhr, poema, e in islandese designa l'arte poetica. Con questo titolo, tra il 1222 e il 1231, apparve un Trattato di Snorri Sturluson. È la Edda Snorra o Edda in prosa o Edda recente, che non va confusa con quella poetica, storicamente anteriore, ma scoperta più avanti. Quest'ultima è una raccolta di 29 carmi scritti in antico nordico, che costituiscono una testimonianza unica della cultura scandinava precristiana.

Geyser

Parola che deriva dalla località islandese di Geysir, dove è situato uno dei più conosciuti geyser islandesi. I geyser sono sorgenti termali con attività intermittente, che emettono vapori e acqua bollente, ricchi di sostanze minerali. Il più importante è quello di Haukudalur che raggiunge l'altezza di 75 m e ha una temperatura di circa 75° C.

Joklar

I ghiacciai (joklar nella lingua locale) coprono più dell'11% della superficie totale dell'Islanda. Il più esteso è il Vatnajokull che, posto nella zona sud-orientale dell'isola, si estende su una superficie di 8.400 kmq e ha uno spessore di 1.000 m. Se si escludono la Groenlandia e l'Antartide, è il più grande del mondo. Altro famoso ghiacciaio è lo Snaefellsjokull, descritto dallo scrittore francese Jules Verne nel suo romanzo Viaggio al centro della Terra.

Son e dottir

In Islanda non esistono veri e propri cognomi, si usano perciò delle desinenze che significano figlio di (son) e figlia di (dottir), che vengono aggiunte al nome di battesimo del padre. Ciò spiega il fatto che padri e figli abbiano cognomi differenti.

PERSONAGGI CELEBRI

Erik il Rosso

Navigatore norvegese (940-1010). Fuggito dalla sua terra dopo essersi reso colpevole di un omicidio, si rifugiò in Islanda, da cui venne poi bandito dopo qualche anno per un altro omicidio. Si diresse allora verso occidente incuriosito dai racconti di pescatori islandesi su alcune isole sconosciute. Nel 983 sbarcò sulla costa meridionale della Groenlandia che esplorò per tre anni, ritornando poi in Islanda nel 988 allo scopo di cercare dei coloni da condurre nelle terre da lui scoperte. Fondò così il primo insediamento (almeno un centinaio di persone) sulla costa sud-occidentale della Groenlandia, a Brattahild.

Ingólfur Arnarson

(Norvegia-Islanda, IX sec). È conosciuto come il primo colonizzatore norvegese permanente dell'Islanda, nonché fondatore di Reykjavík. Si tramanda che nell'874 Ingólfur costruì la sua abitazione nell'area della futura capitale d'Islanda, e questo segnò l'inizio dell'età della colonizzazione scandinava (movimento di immigrazione e occupazione delle terre detto Landnám) che durò circa una sessantina d'anni.

Leifur Eriksson

Navigatore islandese (Islanda 970 - Groenlandia 1021). Figlio di Erik il Rosso, fu un leggendario navigatore che, secondo le saghe nordiche, avrebbe raggiunto verso l'anno 1000, circa 500 anni prima di Colombo, le coste dell'America del Nord. I tentativi di verificare l'attendibilità della leggenda non hanno avuto successo.

Vigdis Finnbogadottir

Donna politica islandese (n. Reykjavik 1930). Divenne il candidato delle sinistre islandesi per la sua opposizione alla presenza delle truppe americane nella base NATO di Keflavik. Vinse le elezioni nel 1980 e fu eletta presidente dell'Islanda, divenendo così la prima donna capo di Stato eletta dal popolo. Rimase al potere fino al 1992, anno in cui si ritirò continuando però il suo impegno politico. Dal 1996 presiede il Council of Women World Leaders presso la John F. Kennedy School of Government all'università di Harvard.

ALTRI CENTRI

Isafjördur

(4.134 ab.). Città dell'Islanda, capoluogo del distretto di Vestfirdir (9.470 kmq; 7.700 ab.), situato sulla costa occidentale del Paese, in una insenatura secondaria dell'omonimo fiordo. È a breve distanza dal Circolo Polare Artico.

Keflavik

(7.305 ab.). Centro dell'Islanda sud-occidentale, posta nella baia di Flaxafói, a 50 km circa dalla capitale. Fondata nel XVI sec., possiede un grande aeroporto internazionale, costruito durante la seconda guerra mondiale. Vi risiede l'Alto comando delle forze USA in Islanda.

Iceland

Google

C

p

i

l

e

f

w

gbm w3c

^up^

Web Trapanese eXTReMe Tracker

TP Comuni

Copyright (c) 2002 -   trapaninfo.it home disclaim

w

WhatsApp-Chat

Ultima modifica :