Geografia America I Poli Ricerche Complentari

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GEOGRAFIA - I POLI - RICERCHE COMPLEMENTARI

PICCOLO LESSICO

BLIZZARD

Vento molto violento di origine glaciale che soffia sulle zone settentrionali degli Stati Uniti e sul Canada. E' solitamente causa di tempeste di neve. Per estensione con questo termine vengono anche indicati i venti dell'Antartide, che raggiungono i 180 km all'ora.

ESCHIMESI

Popolazione che occupa le coste artiche dell'America, dall'Alaska alla Groenlandia e parte della penisola dei Ciukci in Asia. Fisicamente gli eschimesi presentano caratteri molto singolari che consentono di farne un gruppo razziale a sé stante, eschimese o eschimide, facente parte dei mongolidi. I gruppi orientali sono solitamente di bassa statura, quelli dell'Alaska più alti. Caratteristiche sono le usanze della vita eschimese: d'inverno vivono in capanne affondate nel suolo e, in talune zone, negli igloo, fatti di blocchi di neve; d'estate in tende coniche di pelli; sono dediti alla caccia del caribù e alla pesca; mezzi di trasporto sono la slitta trainata dai cani e sul mare il kayak, tipica imbarcazione fatta di pelli di foca. La vita religiosa si basa su credenze animistiche e riti magici.

ICEBERG

Massa di ghiaccio di notevoli dimensioni che galleggia sul mare andando alla deriva nelle regioni artiche e antartiche. Questi grossi massi, che si sono staccati dai ghiacciai costieri delle regioni polari, emergono dall'acqua marina soltanto per un nono del loro volume, mentre gli altri otto noni rimangono sott'acqua. Gli iceberg - il termine iceberg significa «montagna di ghiaccio» - rappresentano un grave pericolo per le navi che attraversano i mari polari ma spesso anche per quelle che navigano a latitudini abbastanza lontane dai poli. Le masse di ghiaccio, nell'emisfero boreale, raggiungono anche i 40° di latitudine sud e, nell'emisfero australe, possono arrivare oltre il tropico del Capricorno. Il maggior numero di iceberg che vagano nei mari Artici proviene dalla cappa di ghiaccio della Groenlandia e possono avere un'altezza anche di cento metri. Quelli dei mari antartici hanno di solito forma tabulare con pareti a picco alte fino a una quarantina di metri e possono avere un'estensione anche di 3 o 4 chilometri in lunghezza. Esiste un'organizzatissimo «servizio di avvistamento di iceberg».
Trapani Iceberg lungo le coste della Groenlandia

LAPPONIA

Regione dell'Europa settentrionale, che corrisponde al Paese abitato dai Lapponi; ma poiché questi si sono, specie nel passato, spostati verso nord, non ha limiti precisi. Secondo alcuni il confine sarebbe il Circolo Polare, secondo altri coinciderebbe con il limite sud dell'area di diffusione della renna. É divisa tra Svezia, Norvegia, Finlandia e Unione Sovietica; a quest'ultima appartiene solo un lembo orientale. La penisola di Kola, pur essa abitata da Lapponi, non è invece di solito inclusa nella Lapponia. Tutto il Paese è modellato dal glacialismo e scavato da conche, occupate da corone di laghi. Una nota unitaria conferisce alla Lapponia il clima, con lunghi rigidi inverni, brevi estati, modeste precipitazioni. La tundra prevale a nord e ad est, nella parte finlandese si hanno boschi di conifere, a est boschi di betulla. La popolazione totale della Lapponia non supera i 300.000 ab., ma di essi solo poco più di un decimo sono ora Lapponi. La Lapponia ha importanza per le sue foreste, ma ancora più per le risorse del sottosuolo (estesi giacimenti di ferro).
Trapani Villaggio sui fiordi nella Lapponia norvegese Trapani Una donna lappone

PACK

Voce inglese con cui si definisce la distesa dei ghiacci naturali sull'acqua marina, staccatisi dagli orli esterni della banchisa. Si distingue in pack-ice, se periferico recente, e pack-arctic, se costituito da ghiacci vecchi accumulati nei cosiddetti hummocks, ammassi di neve e ghiaccio.

SAMOIEDI

Popolazione di razza mongolica che vive nella zona settentrionale della Russia Europea e della Siberia. E' divisa in due rami: Juraki, a ovest del fiume Jenissei, Tavgi a est. I Samoiedi sono nomadi, cacciatori e pescatori, abitano capanne mobili coperte di pelli di renna, parlano una lingua di tipo ugro-finnico. Dalla fine del XIX secolo la popolazione si è formalmente convertita alla religione ortodossa; tuttavia vengono tuttora conservati gli antichi culti tra cui il più diffuso è lo sciamanesimo.

PERSONAGGI CELEBRI

WILLEM BARENTS

(Isola di Terschelling, 1550 - Mar di Kara, 1597). Uomo assai deciso, conosciuto in Olanda come esperto cartografo, aveva una naturale propensione all'avventura. Barents spese tutta la sua vita nella ricerca di un passaggio fra il Mare Glaciale Artico e l'Oceano Pacifico, passaggio che avrebbe permesso una rapida comunicazione di natura commerciale, fra i due mondi. Nel 1594 egli si vide affidare il comando della prima spedizione, ma questo tentativo non riuscì. Infatti l'esploratore, giunto con due navi all'altezza del Capo di Ghiaccio, all'estremo nord dell'isola russa di Novaja Zemlja, dovette retrocedere respinto dai ghiacchi che gli impedivano il passaggio. Uguale sorte toccò a un nuovo tentativo, compiuto da Barents l'anno seguente, anche se questa volta l'esploratore volle costeggiare l'isola di Novaja Zemlja a sud: le sette navi che componevano la sua flotta furono nuovamente respinte dai ghiacci e Barents non poté far altro che invertire la rotta. Finalmente nel 1596 un'impresa commerciale olandese volle investire nuovi fondi in questa spedizione e affidò naturalmente il comando a Barents, che già conosceva in modo approfondito questi luoghi inospitali. Partito dunque nel maggio dello stesso anno, l'esploratore olandese giunse nel mare di Groenlandia dove scoprì l'Isola degli Orsi, proseguendo poi verso nord-est. Dopo una settimana di navigazione avvistò un gruppo di isole costituite da aspre e scoscese montagne, e battezzò questo piccolo arcipelago con il nome di «Spitzbergen». Grazie a questo lungo giro, poté evitare l'ostacolo costituito dall'isola di Novaja Zemlja ed entrare direttamente nel Mar di Kara. Purtroppo il veliero di Barents fu improvvisamente attorniato dai ghiacci e non poté più avanzare né retrocedere. Barents si trovò così nella necessità di svernare tra i ghiacci. Con l'arrivo della primavera, quando la salvezza pareva a portata di mano, l'esploratore si accorse che i ghiacci avevano gravemente danneggiato la nave, impossibilitata ormai a riprendere il viaggio. La decisione di affrontare il mare aperto con le scialuppe di salvataggio fu fatale per Barents, che morì il 20 giugno 1597.

RICHARD EVELYN BYRD

(Winchester 1888 - Boston 1957). Eccezionale figura di esploratore moderno, la sua vita fu tutta dedicata alla scoperta dell'Antartide. Divenne famoso per aver raggiunto e sorvolato il Polo Nord, con tale sua meritoria impresa ebbe immediati riconoscimenti quali la nomina ad ammiraglio e una continua e vasta assistenza tecnica per esplorare in modo sistematico l'Antartide, ciò che egli fece nel corso di cinque spedizioni. Nel 1930 egli scoprì la «Terra di Byrd», una inesplorata zona dell'Antartide e qui venne posta la base permanente di «Little America», in funzione tutt'oggi. Da essa Byrd, con un volo di diciannove ore, raggiunse il Polo Sud il 29 novembre 1929. Tre anni dopo, nel corso della seconda spedizione, l'esploratore americano si propone di svernare, in una piccola capanna di legno sulla banchisa polare antartica, detta di Ross. Nel 1939 la terza spedizione, dedicata ai rilevamenti geografici della zona antartica compresa tra il mare di Weddel ed il Mare di Ross, ebbe tra gli altri risultati anche quello di permettere la costruzione di un grande osservatorio meteorologico sull'altopiano a sud del mare di Weddel. L'attività esplorativa di Byrd venne successivamente ostacolata dallo scoppio della seconda guerra mondiale: ma il dopoguerra segnò una sua ancor più vigorosa ripresa. Ed infatti nel 1946 venne da lui organizzata la quarta spedizione antartica. Dieci anni più tardi, in occasione dell'anno Geofisico Internazionale, si ebbe la quinta spedizione che riuscì non solo a raggiungere il Polo Sud, ma anche a stabilirvi una importante stazione scientifica permanente.

JAMES COOK

(Marton, 1728 - Hawaii, 1779). Sin da giovanissimo si arruolò in marina come volontario. Uomo di mare dunque, ma anche scienziato attento e preciso, Cook raggiunse in breve grande popolarità in Inghilterra per i suoi meriti nel campo degli studi cartografici e astronomici e nel 1768, venne incaricato dalla Società Reale di Londra di compiere una spedizione scientifica nell'isola di Tahiti, nell'Oceano Pacifico. Nel corso di tre anni egli scoprì ed esplorò le isole Tuamotu e le isole Tubuai nel Pacifico meridionale. Avvistò quindi la costa orientale dell'Australia e vi sbarcò: ebbe qui modo di scoprire una razza indigena che mai nessuno prima di lui aveva visto. Egli prese poi possesso, a nome dell'Inghilterra, della Nuova Zelanda ed intuì il grande futuro che questa grande isola, posta nel mezzo del Pacifico, avrebbe potuto avere grazie alla mitezza del clima e alla fertilità del terreno. Determinante fu anche la sua scoperta dell'Australia: il rapporto che egli fece di queste regioni all'Ammiragliato, convinse l'Inghilterra a colonizzare il continente, inviandovi, come era allora costume, un primo contingente di carcerati. Tornato in patria nel 1771 con una messe di notizie geografiche e scientifiche di svariata natura, Cook ripartì l'anno seguente per nuove esplorazioni: fu il primo uomo a mettere piede sulla banchisa polare artica e scoprì le Sandwich Australi. Esplorò poi l'isola di Pasqua, e quindi le isole Figi, l'arcipelago delle Nuove Ebridi e la Nuova Caledonia e dimostrò che non esistevano le altre terre, di cui si supponeva l'esistenza, fra Australia e Antartide. Tornato in patria nel 1775, ne ripartì l'anno seguente per cercare il passaggio marittimo settentrionale fra il Pacifico e l'Atlantico, dopo che Magellano aveva scoperto quello meridionale. Il nuovo viaggio, intrapreso con l'entusiasmo di sempre, doveva però purtroppo riuscire fatale all'esploratore. Salpato nel 1776, Cook toccò le Hawaii, allora ancora sconosciute, e proseguì verso nord, costeggiò le terre occidentali degli Stati Uniti e raggiunse infine l'Alaska, dove si dovette fermare per la presenza di una barriera di ghiacci. Tornato alle isole Hawaii per passarvi l'inverno, venne attaccato ed ucciso dagli indigeni.

FRIDTJOF NANSEN

(Store Froen, 1861 - Lysaker, 1930). Laureato in scienze naturali e specializzato in zoologia, il norvegese Fridtjof Nansen sperimentò un nuovo metodo di navigazione, che consisteva nel lasciarsi trascinare con la nave dai ghiacci galleggianti del Mare Glaciale Artico, abbandonandosi così alla deriva. Quando nel 1890 rivelò alla Società Geografica Norvegese la sua intenzione di attuare questo progetto, fu sostenuto da calorosi incoraggiamenti. Per poter affrontare le asperità dei ghiacci, l'esploratore norvegese non esitò a progettare anche un'apposita nave, particolarmente robusta, che sapesse opporre un'adeguata resistenza a qualunque impatto. La nuova imbarcazione venne chiamata «Fram». La grande e coraggiosa avventura di Fridtjof Nansen ebbe inizio il 23 giugno 1893 e, non appena giunta a nord-est del Capo Celjuskin, il 25 settembre, il gelo strinse nella sua morsa la «Fram». Nansen rimase così per ben diciotto mesi in balìa del lento spostarsi dei lastroni di ghiaccio tra cui la sua nave era incastrata.
In seguito Nansen fu alla testa di una spedizione esplorativa della zona di mare compresa tra la Norvegia e l'arcipelago delle Svalbard, dedicandosi a importanti rilievi oceanografici dei fondali. Si occupò inoltre di politica, divenendo ambasciatore per la Norvegia a Londra, e successivamente si prodigò per la creazione della Società delle Nazioni. Fermamente ostile alla guerra, nel 1922 gli venne conferito il premio Nobel per la Pace.

ROBERT FALCON SCOTT

(Devonport, 1868 - Polo Sud, 1912). Imbarcatosi giovanissimo, Robert Scott divenne in breve uno dei più apprezzati ufficiali della marina inglese per la sua tenacia e il suo ardimento. Nel 1901, a soli 31 anni d'età, gli venne affidato il comando di una nave con l'incarico di esplorare il Continente Antartico. Egli penetrò con un piccolo equipaggio nel Mare di Ross, esplorando oltre duemila km di coste irte di ghiacci. Ma la nave su cui si trovava venne intrappolata nei ghiacci e Scott, con il suo equipaggio, dovette abbandonarla e scendere sulla banchisa: qui, servendosi di slitte trainate da cani, si addentrò fra i ghiacci per oltre mille chilometri. Dopo tre anni durante i quali Scott scoprì lo Stretto di McMurdo, una spedizione di soccorso riuscì ad aprirsi un varco fra i ghiacci facendo ricorso alla dinamite e Scott venne tratto in salvo insieme ai pochi superstiti del suo equipaggio. Sei anni dopo Scott, con l'intenzione di raggiungere il Polo Sud, partì dalla Nuova Zelanda e il 24 novembre 1911 sbarcò sulla banchisa con un gruppo di uomini dirigendosi immediatamente verso l'obiettivo. Per quasi due mesi essi marciarono sul ghiaccio in condizioni proibitive ed eccezionali anche per quelle terre. Il 16 gennaio del 1912 giunsero in vista del Polo Sud e videro che una bandiera era piantata in quel punto: infatti la spedizione del norvegese Amundsen li aveva preceduti. Stremati nel fisico e abbattuti nel morale, Scott e i quattro uomini che erano con lui si apprestarono a tornare al campo-base. Durante la marcia di ritorno però i quattro uomini dell'equipaggio morirono e la stessa sorte toccò a Scott, che si spense in una tenda improvvisata, impossibilitato dalle bufere di neve a raggiungere il campo-base. Qualche mese dopo una spedizione trovò sulla banchisa la tenda con la salma dell'esploratore e il suo diario, documento unico nel suo genere.

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