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MONDIALE, SECONDA GUERRA
(1939-1945). Conflitto che, a vent'anni di distanza dalla Prima guerra mondiale, coinvolse la maggior parte degli stati del pianeta.

GUERRA LAMPO E DROLE-DE-GUERRE.
Le forze in campo furono da un lato l'alleanza delle potenze nazifasciste (vedi Asse), dall'altra la coalizione tra le potenze democratiche (Usa e Commonwealth) e l'Unione sovietica. Questo tipo di schieramento determinò, in maniera più evidente rispetto alla guerra del 1914-1918, il carattere fortemente ideologico dello scontro. Numerosi storici hanno riletto le vicende del conflitto come guerra dei Trent'anni del XX secolo (1914-1945), causata dal crollo dell'equilibrio mondiale e delle potenze che avevano dominato il mondo dopo la rivoluzione francese. La fine del sistema di equilibrio fu ulteriormente aggravata da due fattori: il trattato di pace di Versailles (1919), che con la durezza delle condizioni poste nei confronti della Germania sconfitta nella Prima guerra mondiale favorì il revanscismo tedesco alimentando il nazionalismo; e la radicalizzazione dello scontro ideologico, che interessò l'intera Europa dopo la vittoria e la stabilizzazione del regime comunista in Urss e il successo delle controrivoluzioni fasciste in Italia e in Germania. La guerra, di cui vi erano stati numerosi e gravi prodromi sia in Europa che in estremo Oriente, iniziò con l'invasione tedesca della Polonia il 1° settembre 1939, alla quale Francia e Inghilterra, legate da un patto di alleanza militare alla Polonia, risposero con la dichiarazione di guerra alla Germania. Dopo aver facilmente sconfitto la Polonia (1°-28 settembre) e averla spartita con l'Urss sulla base del patto di non aggressione tedesco-sovietico (agosto 1939), la Germania tenne il fronte occidentale in una situazione di stallo (drôle de guerre: per i francesi era una "guerra strana"). Il 10 maggio 1940 iniziò l'attacco tedesco a occidente che si concentrò sulle Ardenne, in prossimità di Sedan, aggirando l'imponente linea Maginot e chiudendo in una immensa sacca gli eserciti francese, inglese e belga. Il corpo di spedizione inglese e parte dell'esercito francese furono salvati dall'annientamento a Dunkerque, dove vennero reimbarcati per l'Inghilterra (29 maggio-4 giugno 1940). Il 10 giugno Hitler entrò a Parigi e il 22 a Compiègne concesse l'armistizio alla Francia. L'Italia fascista decise proprio il 10 giugno di entrare in guerra, sicura ormai dell'ineluttabilità della vittoria tedesca. Hitler, falliti i tentativi di giungere a una pace separata con l'Inghilterra, scatenò (10 luglio 1940) una durissima offensiva aerea che doveva anticipare lo sbarco sull'isola (operazione Leone marino). La prima fase del conflitto (la guerra lampo) si chiuse agli inizi di giugno del 1941 con la conquista tedesca di Creta, in appoggio all'Italia che il 28 ottobre 1940 aveva aggredito la Grecia, subendone duri rovesci. L'Asse ebbe così il predominio totale nei Balcani e nell'Europa centrale, mentre l'Italia perdeva i possedimenti in Africa orientale.

URSS E USA TRASCINATI NEL CONFLITTO. A metà del 1941 il conflitto si ampliò. La Germania, ripudiato il trattato di non aggressione, e nella speranza di convincere la Gran Bretagna a trattare la pace per unirsi contro il comune nemico bolscevico, invase l'Unione sovietica (22 giugno: operazione Barbarossa) e il Giappone, già impossessatosi di Manciuria e Cina, attaccò proditoriamente la base Usa di Pearl Harbor nelle Hawaii (7 dicembre), coinvolgendo gli Stati Uniti nel conflitto. Anche questa fase della guerra (fino alla metà del 1942) fu contrassegnata dalle vittorie dell'Asse, con il predominio giapponese nel Pacifico e la travolgente avanzata tedesca in Unione sovietica. L'inversione di tendenza avvenne nella seconda parte dell'anno con la vittoria americana nella battaglia delle Midway (4-5 giugno) che ristabilì l'equilibrio delle forze nel Pacifico, la sconfitta delle truppe tedesche e italiane nella battaglia di el-Alamein (24 ottobre-4 novembre) che consentì lo sbarco delle truppe anglo-americane nel Maghreb (7 novembre) e soprattutto con la controffensiva sovietica e la capitolazione delle truppe tedesche a Stalingrado (novembre 1942-febbraio 1943). Il 1943 fu quindi il primo anno di guerra in cui le forze dell'Asse si trovarono costrette ormai sulla difensiva sia per la reazione degli alleati che per lo sviluppo della resistenza popolare in tutti i paesi occupati. L'Italia fascista crollò e gli anglo-americani sbarcarono in Sicilia (10 luglio) e a Salerno (9 settembre). Il 25 luglio Mussolini venne arrestato e dopo l'armistizio di Cassibile l'Italia si trovò divisa in due: nel sud, occupato dagli anglo-americani, il governo monarchico divenne cobelligerante con gli alleati; nel nord, occupato dai tedeschi, si installò un governo fantoccio fascista (vedi Repubblica sociale italiana) diretto ancora da Mussolini, nel frattempo liberato dai tedeschi, e contro il quale si sviluppò l'azione della Resistenza. Nel 1944, mentre l'offensiva sovietica ricacciava i tedeschi dal proprio territorio, venne aperto un nuovo fronte occidentale con lo sbarco alleato in Normandia (6 giugno), preludio alla liberazione della Francia (agosto). Nel Pacifico dal giugno del 1943 era iniziata la controffensiva statunitense e sul continente quella della Resistenza nei paesi occupati dal Giappone. Dopo accaniti combattimenti e bombardamenti a tappeto sulle città tedesche e giapponesi, nella primavera del 1945 la Germania crollò, i sovietici occuparono Berlino e fu firmato l'armistizio (8 maggio). Qualche mese dopo anche il Giappone capitolava (2 settembre) dopo il bombardamento atomico su Hiroshima e Nagasaki.

LA PIÚ TERRIBILE GUERRA DELLA STORIA. Questo conflitto mondiale fu combattuto in maniera completamente differente dalle precedenti guerre, compresa quella del 1914-1918. Dal punto di vista strettamente militare, le innovazioni tecniche permisero un impressionante aumento della capacità distruttiva delle armi. L'introduzione massiccia dell'uso dei carri armati, raggruppati in grosse formazioni e utilizzati come masse d'urto per rapide penetrazioni nel territorio nemico, fece della Seconda guerra mondiale un conflitto di movimento e di grandi spostamenti di truppe. Nel campo della guerra navale un'analoga innovazione fu determinata dall'introduzione delle portaerei che rimpiazzarono il ruolo centrale degli incrociatori e delle corazzate. L'utilizzo massiccio dell'aviazione non fu determinante solamente nel teatro marittimo: i bombardamenti a tappeto, diretti non solo su obiettivi militari, divennero una delle caratteristiche della guerra. Questa strategia, sperimentata nella guerra civile spagnola (vedi Guernica), fu adottata in maniera massiccia dapprima dalle forze dell'Asse e in seguito anche dagli alleati. Il coinvolgimento dell'intera popolazione nelle vicende belliche segnò così un'ulteriore novità rispetto alle precedenti guerre, rendendo labile il concetto di fronte militare; d'altronde il carattere stesso di guerra ideologica facilitò la fine della distinzione classica tra combattenti e civili. Da un lato la brutalità nazista contro le popolazioni inermi (il genocidio degli ebrei, la strage degli zingari, degli omosessuali, nonché degli oppositori politici), dall'altro lo sviluppo di forme di guerriglia partigiana nei territori occupati dai nazisti sono i due aspetti più evidenti del carattere onnipervasivo assunto dal conflitto (vedi guerra totale). L'ultima dimostrazione del carattere terribilmente distruttivo assunto dalla guerra e dell'impossibilità di distinguere tra militari e civili fu il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, deciso dal governo statunitense per accelerare la conclusione del conflitto nel Pacifico (6 e 9 agosto 1945) ma forse anche come prova di forza in vista di nuove tensioni internazionali per il dopoguerra (vedi guerra fredda). La guerra si concluse con circa 50 milioni di morti, dei quali quasi il 50% fra la popolazione civile, e con un nuovo scenario mondiale dominato dalle due superpotenze: Usa e Urss.

M. Grispigni


W. Churchill, La Seconda guerra mondiale, Mondadori, Milano 1948; A.J.P. Taylor, Le origini della Seconda guerra mondiale, Laterza, Bari 1961; A. Hillgrüber, Storia della Seconda guerra mondiale, Laterza, Bari 1987; L'Italia nella Seconda guerra mondiale e nella Resistenza, a c. di F. Ferratini Tosi, G. Grassi, M. Legnani, Angeli, Milano 1988; P. Fussell, Tempo di guerra. Psicologia, emozioni e cultura nella Seconda guerra mondiale, Mondadori, Milano 1991.
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