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DALAI LAMA
Prima autorità del lamaismo. Dopo le profonde innovazioni nelle pratiche del buddhismo tibetano apportate alla fine del XIV secolo dal lamaismo, da cui ebbe origine la "Chiesa gialla", l'organizzazione spirituale e temporale del Tibet si basò su due figure principali: il dalai lama (in tibetano gyamtso), ritenuto una reincarnazione del bodhisattva Avalokitesvara (vedi buddhismo), con sede a Lhasa, e il panchen lama con sede a Xigaze. L'autorità temporale del dalai lama si estese progressivamente sino a diventare assoluta nel Tibet alla metà del XVII secolo. Con la riforma della sovranità cinese sul Tibet nella prima metà del Settecento, i successivi dalai lama cercarono di far leva sulla crescente influenza britannica ai confini per una maggiore autonomia del paese, mentre i panchen lama tendevano ad allinearsi alla Cina. In seguito all'espulsione della guarnigione cinese da Lhasa, avvenuta nel 1911 con l'appoggio britannico, i rapporti fra le due autorità divennero assai tesi e nel 1923 il panchen lama fu costretto all'esilio in Cina. Le posizioni si invertirono dopo la riconquista cinese del Tibet nel 1951. Nel 1959, a seguito della fallita insurrezione anticinese, fu il dalai lama a rifugiarsi in India, dove la sua presenza fu causa, da allora, di persistenti frizioni tra l'India e la Cina.
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