Vita Degli Animali Uccelli Ronzatori

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Vita Degli Animali Uccelli Ronzatori

     

VITA DEGLI ANIMALI - UCCELLI - RONZATORI







VITA DEGLI ANIMALI - UCCELLI - RONZATORI

INTRODUZIONE

Tra tutti gli esseri animati, l'Uccello Mosca è il più elegante per le forme e per il colorito; le pietre preziose ed i metalli resi splendenti dall'industre mano dell'uomo non reggono al confronto di questo gioiello della natura. Esso è il capolavoro della creazione, esso fu ricolmo di tutti quei doni che agli altri uccelli furono concessi soltanto in parte. Smeraldi, rubini, topazi scintillano sul suo abito, che non s'insudicia mai, perché esso vive sempre sospeso nell'aria e non tocca terra che per brevissimi istanti. Volando di fiore in fiore, pareggiandoli in freschezza e splendore, ne succhia il nettare».
Con queste parole viene descritto dal conte di Buffin l'Uccello Mosca, e il suo entusiasmo è condiviso da tutti i naturalisti suoi successori, non esclusi i più freddi e severi. Ma un eguale accordo non regna quando si tratta di passare dalle descrizioni poetiche alla collocazione scientifica di questi volatili. Gli Uccelli Mosca, o Ronzatori, come noi li chiameremo, debbono essere considerati come un ordine distinto o possono logicamente essere aggregati ad un ordine diverso? Una cosa ci sembra fuori discussione: i Ronzatori ricordano per uno o per altro aspetto uccelli diversi, ma non appare possibile riunirli o coordinarli con essi. Considerando tutte le loro peculiarità, la somma dei caratteri e l'insieme delle abitudini, difficilmente si troveranno dei volatili che loro somiglino; il loro tipo è assolutamente unico ed isolato. Essi rappresentano, in un certo senso, gli insetti tra gli uccelli: il modo di muoversi, di alimentarsi, tutto l'insieme dei movimenti mostra una indubbia somiglianza con quello di certi insetti ed anzitutto delle farfalle; da fermi sono uccelli, e, quando si muovono, insetti in forma di uccello. I vari tentativi per aggregarli ad ordini diversi si scontrano regolarmente contro qualche particolarità distintiva, che impedisce di fare aderire l'insieme dei loro caratteri a quello dell'ordine in cui si vorrebbe includerli.
La mole dei Ronzatori varia notevolmente; il corpo è generalmente snello, o sembra tale, perché la coda è di solito piuttosto lunga, ma nelle specie a coda tronca si scorge subito che la struttura è abbastanza tarchiata. Il becco ha forma di punteruolo, sottile, acuto, ora dritto ora dolcemente curvo, ora lungo quanto il capo, ora addirittura quanto il corpo intero o ancora di più; è coperto da un sottile involucro, che ha la consistenza del cuoio; l'apice è generalmente dritto e il margine semplice, ma può anche avvenire che la punta sia uncinata e il margine finemente seghettato all'estremità. Le due metà del becco sono profondamente incavate, e la mascella superiore, comprendendo l'inferiore, forma con essa come un tubo, nel quale è collocata la lingua. I piedi sono molto piccoli e graziosissimi: il tarso talvolta è piumato, le dita possono essere del tutto separate oppure alquanto saldate alla base, le unghie sono acutissime ed in certi casi più lunghe delle stesse dita. Le ali sono lunghe, strette e falcate, e comprendono dieci remiganti primarie e sei secondarie; la coda consta sempre di dieci penne che variano gradatamente nella forma. Molte specie hanno coda forcuta; le barbe generalmente sono tutte di uguale lunghezza, ma talvolta diventano brevi verso l'estremità per poi nuovamente allungarsi in forma di disco, ed in altri casi il vessillo è così ristretto che le penne sembrano quasi ridotte al solo stelo con un breve orlo sui lati. Si hanno poi casi in cui le timoniere diventano del tutto rudimentali, somiglianti più a dei pungiglioni che a delle penne, ed altri ancora in cui esse assumono una forma del tutto arrotondata. Il piumaggio, compatto ed abbondante, si presenta generalmente rigido: le piume non ricoprono il corpo in modo uniforme, ma si prolungano in certe parti e lasciano nudo un largo spazio perioculare. Nella struttura interna dei Ronzatori, si può constatare che lo scheletro è costruito molto elegantemente, ed è generalmente pneumatico nelle ossa del tronco. Le vertebre cervicali sono dodici o tredici, otto quelle dorsali e da cinque a sette le caudali; la forchetta è breve, sottile e non unita allo sterno, il quale si allarga progressivamente verso la parte posteriore, rotonda e senza intaccatura. La carena è molto sviluppata e sporgente, il bacino breve e largo, le ossa delle ali hanno la scapola allungata e l'omero, il radio e l'ulna brevissimi, mentre le estremità posteriori sono sempre brevi e molto sottili. La lingua consta di due filamenti saldati assieme alla base, ma non divergenti alla punta, in corrispondenza della quale si allargano invece in una superficie piana e quasi membranosa, munita ai lati di piccoli uncini. I due filamenti si saldano assieme nella parte posteriore, e da questo punto la lingua si fa un po' più grossa e finisce con due angoli lisci e divergenti. I muscoli che la comandano le conferiscono la capacità di estendersi e ritrarsi notevolmente e con grande rapidità.
Intorno ai costumi dei Ronzatori, riuscirebbe difficile indicare tutte le differenze che esistono tra una specie e l'altra: cercheremo di coordinare tutte le cognizioni generali di cui siamo in possesso, ma intanto è forse più utile incominciare con la descrizione di alcune specie. Naturalmente non è possibile soffermarsi su tutte le quattrocento varietà, riunite in più di settanta gruppi o generi, che si contano in quest'ordine: ci fermeremo soltanto sulle principali.

EUSTEFANI

Sono i più grandi fra gli uccelli mosca: hanno becco lungo o lunghissimo, rettilineo o leggermente ricurvo in alto o in basso, moderatamente acuto verso la punta; i loro piedi sono proporzionati al corpo, le remiganti in alcuni casi lunghissime e strette, in altri più brevi e larghe; la coda è di mediocre lunghezza e festonata nella parte centrale.

COLIBRÌ MAGGIORE (Patagonia gigas)

Grande più o meno quanto il nostro rondone, questo uccello è lungo circa venti centimetri: il suo abito è bruno-pallido con riflessi verdi sulle parti superiori e bruno-rossiccio sulle inferiori, il groppone è grigio-gialliccio, e sulla testa, la parte superiore del petto ed il dorso si notano delle leggere ondulazioni scure. Le remiganti sono bruno-scure e le timoniere ripetono, con l'aggiunta di riflessi verdicci, il medesimo colore.
Il Colibrì Maggiore si trova in quasi tutte le regioni occidentali del Sud-America, e si comporta come uccello migratore nell'estremo sud di quel Continente.
Trapani Colibrì maggiore
Trapani Colibrì al nido

BECCO A SPADA (Docimaster ensifer)

Si distingue da tutte le altre specie per la lunghezza del becco, che pareggia quella del tronco ed è lievemente curvo verso l'alto e alquanto ingrossato presso la punta; le ali sono piuttosto brevi e larghe, la coda è di media lunghezza e sensibilmente forcuta. La sua lunghezza supera i venti centimetri e vi si comprende il becco, che da solo raggiunge i dieci, le singole ali ne misurano quasi otto e la coda sei. Il piumaggio delle parti superiori è verde-metallico, quello del capo color rame, quello dell'addome, della gola e del petto verde-bronzo, verde-chiaro risplendente quello dei lati. Una piccola macchia bianca è situata dietro l'occhio, mentre le penne remiganti sono bruno-porpora, le timoniere bruno-scure con riflessi metallici, il becco bruno-nero, il piede bruno-gialliccio. Le femmine hanno colori meno vivaci nelle parti superiori, e sono macchiate di bianco e di bruno con qualche riflesso metallico sui fianchi e sulle inferiori.
Il Becco a Spada vive nell'Ecuador, ed è soprattutto frequente sulle Ande di Quito.

POLITMI

Le specie di questa famiglia sono piuttosto grosse e di robusta struttura; hanno il becco di mediocre lunghezza, robusto e più o meno ricurvo, il margine della mascella è seghettato presso la punta, il piede si presenta con dita brevi ed unghie lunghe, le ali sono larghe e non molto incurvate, la coda anch'essa ampia e poco più lunga delle ali chiuse.

GRIPO (Grypus naevius)

Lungo circa quindici centimetri, con ali di sette e coda di tre, il Gripo si riconosce per il becco robusto e dritto, lungo due volte il capo e col culmine rilevato alla base, nonché per la coda larga e con le due penne esterne alquanto più brevi delle altre. Nelle parti superiori le piume sono verde-metallico con riflessi color rame, marginate di giallo-ruggine ad eccezione delle copritrici dell'ala: la sommità del capo e la fronte sono bruno-scure; i lati del collo rosso-giallicci, una stretta fascia che scorre lungo la gola, il petto, il ventre e la regione anale grigio-giallicci con le singole piume striate di nero nel senso della lunghezza; al di sopra dell'occhio corre una striscia giallo-ruggine ed un'altra nera attraversa l'occhio stesso, mentre le penne remiganti sono nere e le timoniere verde-metallico con le estremità giallo-ruggine. L'iride è bruno-scura, il becco nero sulla mascella superiore e bianco gialliccio con la punta nera sull'inferiore, il piede, infine, è color carne.
Il Gripo è originario del Brasile, e vive nei boschi delle vallate montane.

BECCO D'AQUILA (Eutoxeres aquila)

Con un'altra specie affine è soprattutto caratterizzato dal becco robusto e piegato a falce e dalla coda coniforme. Ha le parti superiori verde-grigio-lucide, le piume del capo nerastre e marginate, assieme con quelle del groppone, di una tonalità leggermente più chiara; le parti inferiori sono nero-brunicce con macchie giallo-grige sulla gola e bianchicce sul petto le remiganti bruno-porporine e le timoniere verde-scure, sfumate di nero verso la punta e bianche all'estremità. La mascella superiore è nera, e l'inferiore gialliccia fin verso l'apice.
Il Becco d'Aquila vive in Colombia, soprattutto nei dintorni di Bogotà.

UCCELLI DEL SOLE

Abbastanza simili ai precedenti, gli uccelli di questa famiglia se ne distaccano per il becco grande, lungo, debole e leggermente curvo, per i piedi piccoli ed eleganti con i tarsi parzialmente piumati e le dita provviste di grandi unghie, e per la coda lunga e graduata, con le penne centrali molto più estese delle altre.

EREMITA (Phaëthornis superciliosus)

E' uno dei ronzatori di maggior mole, poiché misura in lunghezza circa diciotto centimetri, ne ha sei di ala e sette di coda. Il colore fondamentale delle parti superiori è il verde-metallico, mentre le inferiori sono grigio-rossicce; le piume del dorso sono marginate di giallo-rossiccio, una duplice striatura giallo-ruggine corre sopra e sotto l'occhio, le remiganti sono brune con sfumature violette e le timoniere verde-metallico al di sopra, grigiastre al di sotto, nere presso la punta, giallo-ruggine su di un margine che la precede e bianche sulla punta vera e propria. La mascella superiore è nera, l'inferiore giallastra fino alla metà, ed i piedi sono di color carne. Le femmine si distinguono per avere la coda più breve e non coniforme, ed inoltre per la colorazione più pallida.
Diffuso nel Brasile settentrionale e nella Guiana, l'Eremita preferisce soprattutto le regioni aperte e cosparse di cespugli.

COLIBRl' MONTANI

Questi uccelli si distinguono innanzitutto per la singolare conformazione dell'ala, nella quale le penne remiganti sono dotate di steli molto larghi. Il becco è di media lunghezza, alto, forte e non seghettato alla punta, la coda è breve e quasi tronca, e l'abito è luccicante e splendente.

COLIBRÌ DEL CHIMBORAZO (Oreotrochilus chimborazo)

Di struttura robusta, con becco lungo, sottile e dolcemente ricurvo, ali di media lunghezza, ma robuste, coda non troppo lunga, larga e con le penne puntute, piedi robusti e provvisti di piumini nella parte superiore, il Colibrì del Chimborazo misura in lunghezza poco meno di dodici centimetri e ne ha cinque di coda. I due sessi, come avviene normalmente in quasi tutte le specie di questa famiglia, sono molto diversi nel colorito del piumaggio. Il maschio è azzurro-violetto lucido sul capo e sulla gola, bruno-olivastro nelle parti superiori e bianco con i fianchi anch'essi olivastri sulle inferiori; nel mezzo della gola presenta una macchia allungata triangolare verde-lucida separata dalle parti inferiori da una fascia nero-vellutata, le remiganti sono bruno-porpora, le timoniere centrali verde-scure e le altre nero-verdicce sul lato esterno e bianche sull'interno; i piedi ed il becco sono neri. Le femmine sono verde-oliva nelle parti superiori, bruno-oliva con ondulazioni più chiare sulle inferiori; il petto è bianco con le singole piume macchiate di olivastro all'apice le timoniere centrali sono verde-scure, le altre bruno-verdicce con la metà basilare bianca, e le tre estreme hanno in più una macchia bianca all'estremità interna.
Il nome di questi uccelli viene dal luogo in cui essi sono più frequenti; vivono, infatti, sul Chimborazo ad una altezza di circa quattromila metri, e sono rappresentati da specie affini sulle alte vette delle Ande.

CAMPILOTTERO DI DELATTRE (Campylopterus delattrei)

Diffuso nel Messico e nell'America centrale, questo uccello è fondamentalmente colorato di azzurro-violetto cupo, ed ha la sommità del capo nero-azzurro-scura; le copritrici delle ali, il dorso ed il groppone sono verdi, le remiganti bruno-porporine, le timoniere nero acciaio - le tre estreme di ciascun lato bianche nella metà verso la punta - il ventre è bianco-grigiastro ed il sottocoda nero-acciaio con riflessi verdicci. Le femmine hanno il capo bruno-bronzo, il resto delle parti superiori verde-lucido con riflessi dorati, uno spazio sulla gola ed i lati del petto azzurro-verdicci e le altre parti inferiori grige con riflessi verdi.

PLATISTILOTTERO ROSSICCIO (Platypsilopterus rufus)

Misura in lunghezza circa tredici centimetri e ne ha diciotto di apertura alare; superiormente colorato di verde bronzo, ha le parti inferiori giallo-brunicce, le timoniere centrali che ripetono il primo colore e le altre il secondo con una macchia nera in prossimità della punta. Vive nel Guatemala.

IPOFANIE

TOPAZIO (Topaza pella)

Il Topazio può rivaleggiare per la bellezza dei suoi colori con tutti gli altri uccelli mosca. Il maschio ha la sommità del capo e una fascia che circonda la gola di color nero-velluto, il dorso rosso-rame con riflessi dorati, le copritrici della coda verdi, la gola d'oro e cangiante dal verde smeraldo al giallo topazio, a seconda delle incidenze della luce; le remiganti primarie sono bruno-rosse, le secondarie color ruggine, le timoniere centrali verdi, le due successive, più lunghe delle altre di ben sette centimetri, bruno-castane e le esterne bruno-rossicce. La femmina è verde con la gola rossiccia, ed ha una colorazione generale molto meno appariscente di quella del compagno. La lunghezza del Topazio, comprese le timoniere più lunghe, supera i venti centimetri.
Originario della Guiana, il nostro uccello vive preferibilmente sulle rive dei fiumi dove le ombre sono più fitte, ed è rappresentato da un'altra specie molto somigliante lungo il corso superiore del Rio delle Amazzoni.

COLIBRÌ COI CIUFFI (Aithurus polytmus)

Con il becco breve, robusto e ad apice incurvato, ali lunghe e strette, coda breve e leggermente forcuta, la cui seconda penna esterna supera di ben quindici centimetri le altre, il Colibrì coi Ciuffi è lungo venticinque centimetri, ne ha sette di ala e quasi venti di coda. Il maschio, che si distingue anche per due ciuffi piuttosto lunghi, posti nella regione auricolare, è colorato di nero-velluto scuro sulla sommità del capo, di verde sulle altre parti superiori, e di verde-smeraldo luccicante nelle parti inferiori, con l'eccezione del ventre e delle copritrici della coda che sono nero-azzurri. Nero-porpora è il colore delle penne remiganti, mentre le timoniere sono nero-cupe, con la radice verde; l'iride è bruno-scura, il piede bruno ed il becco rosso-corallo con la punta nera. Le femmine sono verde-metallico nelle parti superiori e bianche, con macchie verdi sui lati, nelle inferiori; le loro dimensioni sono poi sensibilmente ridotte rispetto a quelle dei compagni, e raggiungono in lunghezza dieci-dodici centimetri appena. La patria degli uccelli di questa specie è la Giamaica.

MANGO (Lampornis mango)

Il genere cui appartiene questo uccello è caratterizzato dal becco piuttosto lungo, piatto e sensibilmente ricurvo, dalle ali snelle e dalla coda breve e tondeggiante. Lungo circa dodici centimetri, con ali di sette-otto, coda di tre ed apertura alare di quasi venti, il Mango presenta un piumaggio colorato di verde metallico con riflessi di rame sulle parti superiori, mentre la gola, la parte anteriore del collo, il petto e l'alto dell'addome sono nero-velluto con i margini delle penne azzurro-acciaio, ed il resto dell'addome è verde metallico. Le penne remiganti sono nero-grige con riflessi violetti, le due timoniere centrali riprendono il color verde metallico nella parte superiore, mentre l'inferiore è rosso-violetto-porporina con lucenti margini azzurro-acciaio. Il becco ed il piede sono neri. Le differenze fra i sessi sono date dalla colorazione più chiara delle parti superiori delle femmine, le quali, inoltre, nelle inferiori sono bianche e striate di nero nel senso della lunghezza. Il Mango vive principalmente nel Brasile, ma non manca nel Paraguay, nella Guiana e nelle Antille; lo si incontra talvolta perfino in Florida, nell'America settentrionale.

COLIBRÌ DORATO (Chrysolampis moschita)

Considerato da tutti gli ornitologi il più bello fra tutti i colibrì del Brasile, il Colibrì Dorato misura in lunghezza circa dieci centimetri, ne ha dodici di apertura alare, cinque di ala e tre di coda. Tra i suoi caratteri morfologici vanno segnalati: il becco, più lungo del capo e leggermente curvo e depresso, le ali strette, la coda larga e rotonda, le dita lunghe fornite di unghie brevi, aguzze e ben incurvate. Il suo abito è bruno sulla sommità del capo, rosso-rubino sulla gola e rosso, con magnifici riflessi dorati, sulla parte anteriore del collo; le ali hanno iridescenze violette, e la coda è rosso-castana con le singole penne marginate di nero. Questa colorazione, caratteristica dei maschi, subisce delle variazioni nelle femmine e nei giovani, entrambi coperti di un piumaggio verde-metallico nelle parti superiori e grigio nelle inferiori: invariati restano invece il becco ed i piedi, tinti di nero in ambo i sessi ed in ogni età.
La patria di questi uccelli è localizzata nelle regioni orientali del continente Sudamericano: qui essi possono essere considerati la specie più comune e numerosa.

SUCCIAFIORI

Di forme robuste e piuttosto tozze, i Succiafiori ricordano la famiglia precedente anche per la lunghezza della coda, che non è mai superiore a quella delle ali chiuse; hanno becco forte e non intaccato alla punta.

BACIAFIORI (Eliotrix auriculatas)

Il Baciafiori è il prototipo di un genere caratterizzato dal becco dritto ed aguzzo, con la base larga e piatta e la punta lunga e sottile, da piedi deboli, lunghi ed eleganti, coda allungata, graduata nei maschi e tondeggiante nelle femmine. Il Baciafiori maschio, che ha la coda molto lunga con le timoniere laterali notevolmente accorciate rispetto alle altre, misura quasi quindici centimetri di lunghezza complessiva, e di questi solo tre fanno parte della coda: breve, larga, con le penne tutte di uguali proporzioni, essa costituisce il dato differenziante più preciso tra i due sessi.
Per quanto riguarda il piumaggio di questi uccelli, esso si presenta colorato di verde-metallico con riflessi dorati sul dorso e sulla gola, nero-grigio con sfumature violette sulle ali, bianchissimo nelle parti inferiori e nelle tre timoniere esterne, mentre quelle centrali sono verdi con riflessi azzurri; sotto ciascun occhio è possibile notare una striatura nero-vellutata, che si allarga posteriormente e termina in un margine azzurro-acciaio.
Il Baciafiori vive in Brasile, ma non è gran che numeroso: a quanto pare, lo si incontra soprattutto nelle foreste della costa orientale, fino a Rio de Janeiro. Una specie affine vive nella Guiana, ed altre in alcune zone dell'America del Sud.

SUCCIAFIORI ABBRUNATO (Florisuga atra)

Distinto, con altri affini, dai precedenti, per il becco forte e dritto, più alto che largo e dolcemente tondeggiante alla punta, per i piedi robusti ed i tarsi piumati e provvisti di unghie piuttosto curve, per le ali lunghe e strette e per la coda leggermente forcuta, il Succiafiori Abbrunato misura in lunghezza poco più di dieci centimetri, ne ha tre di coda e quasi sette di apertura d'ali. Le sue piume sono generalmente colorate di nero-velluto, con l'eccezione delle remiganti, nero-grige, delle copritrici dell'ala nero-metallico-opache, e delle timoniere: tra quest'ultime bisogna distinguere le centrali, di tinta nera con riflessi azzurro-violetti, dalle esterne, che son bianche e marginate di nero al termine. Le femmine sono contraddistinte da una colorazione complessivamente meno pura; inoltre, le guance e talvolta i lati della testa sono rosso-ruggine e le piume del dorso hanno margini giallo-rossicci. Il becco e i piedi sono nerissimi. D'indole timidissima, e molto agile nei movimenti, il Succiafiori Abbrunato è una delle specie più comuni del Brasile, e vive di preferenza sulle pendici collinose.

TROCHILI

Gli uccelli di questa famiglia possono considerarsi come il tipo vero e proprio dell'ordine dei ronzatori, e tra essi, come vedremo, si annovera infatti il Colibrì propriamente detto. I loro caratteri, nel senso più generale, sono dati da un becco di media lunghezza, non intaccato e dritto, da ali strette e foggiate a falce e da piume diversamente colorate secondo i sessi.

COLIBRÌ (Trochilus colibris)

Ali lunghe e strette, coda leggermente forcuta, becco dritto, foggiato a lesina e di media lunghezza, piedi corti con tarsi sottili: queste le principali caratteristiche somatiche del Colibrì propriamente detto, un uccellino lungo più di otto centimetri con un'apertura alare di dieci.
Il colorito del suo abito è verde-dorato sulle parti superiori e nelle due penne timoniere centrali; il petto, i lati del collo e la gola sono color carminio e sparsi di piccole macchie nere, il resto delle parti inferiori è bianco-grigiastro mescolato al verde, le remiganti e le timoniere esterne sono bruno-violette. Nelle femmine tutte le parti inferiori sono bianche, ed una macchia dello stesso colore abbellisce l'apice delle timoniere esterne; come i compagni, esse hanno gli occhi bruno-scuri, il becco ed i piedi neri.
L'area di diffusione di questi uccelli comprende tutte le parti orientali degli Stati Uniti e del Canadà, fino alla penisola del Labrador.

AMETISTA (Calliphlox amethystina)

I caratteri del genere cui appartiene l'Ametista vanno ricercati nel becco sottile, acuto, alquanto ingrossato in prossimità della punta e lungo più del capo, nelle ali brevi e piccine e nella coda a piume strette, forcuta nei maschi e dritta nelle femmine. Questa specie, lunga quasi dieci centimetri, ne ha circa altrettanti di apertura alare, mentre la coda raggiunge i tre centimetri negli individui di sesso maschile ed è inferiore ai due centimetri nelle femmine.
Anche riguardo ai colori del piumaggio i maschi si distinguono dalle compagne: i primi sono color verde-metallico con leggeri riflessi dorati nelle parti superiori, rosso-ametista sulle guance, la gola e la parte anteriore del collo; una fascia candida divide questo colore dal nericcio del petto e del ventre, mentre sulle ali predomina il bruno-grigio con qualche riflesso violetto, presente anche sulle tre timoniere esterne; le centrali sono invece verde metallico, e le copritrici inferiori della coda grigio-chiare con i margini bianchi. Le femmine, cui si accostano anche gli individui giovani, hanno di colore bianco la gola e la coda, che, come sappiamo, non è forcuta, ma ottusa, ed è marginata di giallo-ruggine all'estremità.
L'Ametista abita le regioni pianeggianti dell'interno del Brasile, e vi è molto frequente.

LUCIFERO DI MULSANT (Calothorax mulsanti)

Ad individuare gli uccelli di questa e di alcune specie affini vale soprattutto la particolare struttura della coda del maschio: di forma forcuta, essa è fornita di penne timoniere strette e rigide, tra le quali le più lunghe sono naturalmente quelle esterne; in alcuni casi queste si presentano foggiate come d'ordinario, in altri invece si riducono a lunghi steli quasi privi di barbe.
Indigeno della Colombia e della Bolivia, il Lucifero di Mulsant ha le parti superiori ed i fianchi colorati di verde scuro, mentre sul ventre, le redini, la parte inferiore del collo ed il ventre si diffonde una colorazione bianca; il mezzo del petto è segnato da una striatura dello stesso colore, la gola è di uno scintillante rosso-violetto. Il piumaggio delle femmine si differenzia per la tonalità più chiara delle parti superiori, è bianco sulle inferiori e bruno-rossiccio sui fianchi e sul sottocoda; i lati del collo sono inoltre segnati da una striatura verde-oliva scura, la coda è bruno-pallida e listata di nero in prossimità degli apici.

LOFORNITI

I Loforniti sono tra gli uccelli più riccamente adorni dell'ordine dei ronzatori: piume di foggia singolare ed elegante abbelliscono il loro capo e la loro coda, il becco è svelto, tondo ed aguzzo, i piedi piccoli, le dita brevi e le unghie lunghe.
L'abito è variopinto e ben disegnato soprattutto nei maschi, mentre le femmine mancano di solito dei ciuffi del capo.

CEFALOLEPE DI DELANDE (Cephalolepis delandei)

Lungo circa otto centimetri, con ali di cinque e coda di due e mezzo, il Cefalolepe di Delande è soprattutto caratterizzato, come alcuni altri affini, dal ciuffo che adorna il capo del maschio: esso è formato da piume di un vivace color verde-chiaro, prolungate a partire dalla fronte e culminanti, all'apice, in un'unica piuma lunga quasi cinque centimetri. Il color verde metallico opaco è distribuito sul piumaggio del dorso e sulle due timoniere centrali, i lati del capo sono di un verde più scuro che con l'età si viene progressivamente sfumando verso l'azzurro-acciaio, e le parti inferiori sono grigiastre; la gola, il petto ed il centro del ventre sono occupati da una macchia azzurra, mentre le remiganti sono bruno-nericce con leggeri riflessi violetti e le timoniere laterali ed estreme nericce ed orlate di bianco. Con il piede nero ed il becco bruno-nero al pari dei maschi, femmine e giovani sono privi del ciuffo del capo e della macchia azzurra sul ventre.
Diffusa quasi esclusivamente nelle regioni meridionali del Brasile, questa specie, a quanto pare, si tiene senza eccezioni ai margini o nel folto dei boschi, ed evita di mostrarsi nei luoghi aperti e nelle piantagioni dell'uomo.

LOFORNE ADORNO (Lophornis ornata)

Sarebbe difficile stabilire quale sia la specie più bella nel gruppo dei loforni: questi incantevoli e singolarissimi uccelli, oltre ad essere forniti, com'è consueto nell'ordine e nella famiglia alla quale appartengono, di un abito vivacemente colorato, presentano la caratteristica di un bellissimo collare formato di piume di diversa lunghezza, strette ed eccellentemente disegnate. Tipico del maschio, il collare può essere mosso e spiegato a volontà, e ad esso si accompagna un ciuffo di piume multicolori collocato sull'estrema sommità del capo.
Il Loforne Adorno vive nella Guiana ed è colorato di verde-bronzo sul corpo, di rosso-bruniccio sul ciuffo, e di bianco su una fascia che attraversa il groppone nel senso della larghezza; il collare è bruno-rosso con macchie verdi e luccicanti all'apice delle piume, ed il becco è circondato da una fascia colorata di verde splendente. Le penne remiganti sono bruno-porporine, le timoniere rosso-bruno-scure: il becco è rosso-carne con la punta scura. Quanto alle femmine, oltre ad avere l'intera colorazione tenuta su toni più pallidi e sbiaditi, mancano completamente del collare, del ciuffo e della striscia verde splendente intorno al becco.

COLIBRÌ DELLA REGINA (Bellatrix reginae)

Con il collare meno sviluppato e, per converso, un ciuffo più abbondante, il Colibrì della Regina è molto simile alla specie appena descritta per quanto concerne il colorito del piumaggio e la sua distribuzione. Il suo capo è di colore metallico, il groppone segnato da una fascia bianca la coda bruna, le remiganti bruno-porpora ed il collare verde smeraldo, con le singole piume sfumate verso il rossiccio piume lunghe e strette di color rosso-ruggine, con una macchia verde-scura alla punta, compongono il ciuffo. La patria di questi uccelli è la Colombia.

ELIATTINO CORNUTO (Heliactinus cornutus)

Distinto dagli affini soprattutto per l'aspetto della sua coda, anche il maschio di questa specie è provvisto di ciuffo sul capo, ed ha inoltre due piccoli gruppi di piume prolungate al di sopra degli occhi. Misura in lunghezza circa dodici centimetri, le sue ali, prese singolarmente, arrivano ai cinque, e la coda ai sei; colorato generalmente di verde metallico, ha il capo azzurro-acciaio, ed i ciuffi esternamente violetti e poi variamente sfumati verso il verde, il giallo, il rosso e l'arancio. Una vellutata tinteggiatura nera si spande sulla gola, sulla parte anteriore del collo e sulle guance, in contrasto con il bianco della metà superiore del petto, del centro del ventre, del sottocoda e delle timoniere laterali; le remiganti sono grige e il becco è nero. Le femmine si fanno riconoscere, oltre che per l'assenza dei ciuffi, per avere la gola colorata di giallo-ruggine e le timoniere esterne segnate da una fascia trasversale nera nella parte centrale.
Anch'essa originaria dell'America meridionale, questa specie è soprattutto diffusa nelle aperte pianure dello stato di Minas Geraìs, nel Brasile.

LESBIE

Il carattere più saliente dei ronzatori che fanno parte di questa famiglia è dato dalla coda profondamente forcuta, e di solito molto lunga.

LESBIA DALLA CODA A RACCHETTA (Loddigesia mirabilis)

In questa specie le due timoniere esterne sono molto lunghe e prive di barbe fin verso l'apice: a partire da questo punto, le barbe si allungano notevolmente e formano una specie di racchetta, quella appunto da cui l'uccello prende nome. Il becco è breve e quasi perfettamente dritto, i piedi piccoli e coperti di un soffice ed abbondante piumino. Lunga intorno ai quattordici centimetri, con ali di poco superiori ai quattro e coda che raggiunge i dieci, la Lesbia dalla Coda a Racchetta è colorata di verde sulle parti superiori, sul ventre, sui fianchi e sulle copritrici inferiori della coda; il petto ed il collo sono di un verde splendente, le remiganti bruno-porpora, la coda è bruna e le racchette delle timoniere sono nere con riflessi verdicci. Le femmine si distinguono soprattutto per essere prive della particolare struttura della coda: questa, per esse, si compone di penne timoniere, che hanno tutte all'incirca la medesima lunghezza, e sono tutte macchiettate di bianco verso gli apici.
Nel resto del corpo, si distingue il verde metallico delle parti superiori, il bianco macchiato di verdiccio sull'addome ed il colore generalmente bruniccio delle copritrici del sottocoda.

SAFFO (Lesbia sparganura)

Il carattere più spiccato degli uccelli di questa specie è dato dalla particolare conformazione della coda, le cui timoniere esterne sono cinque volte più lunghe delle centrali, e fornite di barbe che conservano la medesima lunghezza per tutto lo stelo. Il piumaggio è di color rosso scarlatto nelle parti superiori, con le piume del capo verde metallico; le parti inferiori sono dello stesso colore, più chiaro e splendente sulla gola, e si sfumano verso il bianco sull'addome. Le remiganti sono bruno-porpora, le timoniere bruno-splendenti alla base e rosso-arancio fin verso la punta, che è quasi nera. Le femmine sono colorate superiormente di verde e macchiate di grigio nelle parti inferiori, e la loro coda è più breve con colorazione generale rosso-chiara. La Saffo è indigena della Bolivia.

MICRORANFI

Questi uccelli si riconoscono per il becco molto breve e dritto, ed hanno inoltre ali piuttosto larghe e di media lunghezza, coda generalmente lunga e più o meno profondamente forcuta, ed ornamenti di diverso tipo sul capo e sulla gola.

MICRORANFO BARBUTO (Ramphomicron heteropogon)

Soltanto le piume della gola appaiono allungate in questa specie di ronzatori: il becco è breve e dritto, la coda larga e profondamente forcuta. Il piumaggio si colora di verdiccio metallico sulle parti superiori, di verde cupo luccicante sulla sommità del capo, di bruno-porpora sulle remiganti, di bruno-bronzo sulla coda e di biancastro sull'addome; le piume prolungate della gola sono verde metallico nella parte centrale e sfumate verso l'arancio sui lati e nella parte inferiore. Il Microranfo Barbuto vive nella Colombia.

COLIBRÌ DALL'ELMO (Oxypogon lindeni)

E' distinto dalla presenza di un ciuffo ad un elmo sul capo, da ali larghe e da coda tronca in linea retta. Lungo intorno ai quattordici centimetri, le sue ali ne misurano circa otto e la coda poco più di cinque. Le parti superiori e le inferiori sono uniformemente sfumate verso il color bronzo, i lati del capo ed una macchia sulla fronte sono neri, le piume allungate della gola e del ciuffo, assieme ai lati del collo, sono bianche, e le timoniere brune con gli steli bianchi. Uccello montano, il Colibrì dall'Elmo vive a notevoli altezze sui monti della Sierra Nevada de Merida, in Colombia.
Dopo aver rapidamente descritto alcune delle specie più note tra le numerosissime che fanno parte dell'ordine dei ronzatori, ci resta di parlare dei loro caratteri generali e delle loro abitudini di vita.
Gli Uccelli Mosca appartengono esclusivamente all'America e sono tra i volatili più caratteristici di quel continente. Per il passato si riteneva che essi non si trovassero all'infuori della zona torrida, ma si trattava di un'opinione evidentemente errata, poiché ora sappiamo che essi vivono in tutta l'America, purché vi siano delle regioni ricche d'alberi: né si diffondono soltanto nel senso della latitudine, poiché è possibile trovarli ad altitudini molto diverse. Nella catena delle Ande si portano fin quasi al limite delle nevi perpetue, e sovente i naturalisti che si sono spinti fino alle cime battute dalle tempeste e coperte di neve, hanno avuto la sorpresa di trovare nidificati questi uccelli, apparentemente deboli, in luoghi dove non si sarebbero aspettati di trovare se non i condor e gli avvoltoi.
Si può dire in generale che ogni regione, addirittura ogni distretto, abbiano le loro specie proprie, legate a zone molto circoscritte dalla presenza di piante e fiori determinati; i rapporti dei ronzatori con il mondo vegetale sono infatti strettissimi, e i fiori che offrono l'alimento a certe specie non sono mai visitati dalle altre, che a loro volta mostrano delle decise predilezioni in direzione diversa. Naturalmente, questo non esclude che alcune specie siano di facile contentatura: quelle, per esempio, che vivono nell'America del Nord, traggono profitto da almeno una metà delle piante che crescono in quelle regioni.
Intorno al nutrimento degli Uccelli Mosca si sono diffuse e sono state generalmente accettate nel tempo opinioni completamente errate. Vedendoli introdurre il lungo becco nelle corolle dei fiori, e ritenendo che la lingua fosse di forma tubolare e destinata a succhiare gli umori zuccherini, si pensava che essi vivessero del nettare dei fiori. Gli studi compiuti hanno invece permesso di accertare che il loro alimento è costituito dagli insetti, cercati e catturati appunto all'interno delle corolle, ma anche inseguiti e sorpresi al volo. Piccoli coleotteri, ragni, mosche ed altri insetti costituiscono la parte essenziale della dieta del ronzatore, nel cui stomaco è possibile rinvenire anche tracce di nettare, inghiottito dall'uccello mentre con la lingua esplora l'interno dei fiori.
Le abitudini giornaliere variano, naturalmente, con il variare dei luoghi, delle specie di fiori da cui viene tratto principalmente l'alimento e dalle circostanze esterne. Quasi tutti sono uccelli diurni, ma ve ne sono parecchi che cacciano soltanto nelle ore del mattino e della sera, rifugiandosi nel fitto delle piante quando il sole è alto e la temperatura troppo elevata. Impaziente ed incostante, l'Uccello Mosca è in continuo movimento, e possiede inoltre un carattere litigiosissimo e tutt'altro che disposto a stabilire con i propri simili dei rapporti di buon vicinato. E' difficile che due individui della stessa specie possano visitare pacificamente e contemporaneamente lo stesso cespuglio: specialmente i maschi, quando hanno preso possesso di un albero, non tollerano alcun vicino, e sono capaci di assalire e cacciare anche uccelli dieci volte più grossi di loro. Verso l'uomo invece si mostrano molto confidenti, gli volano intorno e si lasciano contemplare senza manifestare il minimo timore.
Il tempo della nidificazione varia molto a seconda dei luoghi: le specie che migrano si riproducono di solito in primavera, quelle dell'America centrale nel periodo della fioritura, e vi sono poi certe specie che non nidificano in epoche determinate. L'amore e la gelosia accrescono naturalmente la vivacità e lo spirito battagliero dei maschi: si sviluppano allora combattimenti ferocissimi, che non hanno termine se non con la completa sconfitta di uno dei rivali. Lo spettacolo delle coppie che si corteggiano a vicenda è, secondo quanto è stato osservato, dei più curiosi e piacevoli: il maschio rizza le piume della gola, saltella intorno alla compagna offrendole le prede che va estraendo dai fiori, e adopera le ali come un ventaglio quando le si avvicina. Dopo che l'unione si è consolidata, il coraggio e la gentilezza del maschio sembrano moltiplicarsi: esso non teme di sfidare gli uccelli più grandi di lui, li insegue con le ali ronzanti e fa poi ritorno al fianco della sua compagna: le tenere attenzioni che le dimostra, la costanza e la fedeltà con cui la protegge, il valore che spiega per difenderla durante la cova, sono tali da apparire incredibili a chi non abbia avuto l'opportunità di osservarli da vicino.
Tutti i nidi degli Uccelli Mosca, qualunque ne sia la specie, sono di forma simile, e si distinguono soltanto per la scelta dei materiali impiegati e per alcune particolarità nella disposizione: le differenze sono di carattere puramente locale, ossia dipendenti dalla natura dei materiali che si trovano nei diversi luoghi in cui vivono, e dalle variazioni della vegetazione. In generale si può dire che hanno per base una sostanza soffice, e che vi sono intessute sostanze vegetali solide, secche e tenere specialmente licheni e squame di felci.
Ordinariamente sono collocati sulle biforcazioni dei rami orizzontali, oppure tra le fronde fortemente piegate ad arco delle alte felci che crescono sui fianchi aridi dei monti: in questo caso l'uccello li assicura congiungendo tra loro le foglie estreme in prossimità della punta, cosicché il nido appare come racchiuso in una tasca verde. La covata, che si ripete di solito due volte l'anno, comprende due sole uova bianchicce e lunghe, molto grosse in rapporto alla mole degli uccelli: a quanto sembra, la femmina ha l'esclusivo ufficio di provvedere all'incubazione ed all'allevamento dei piccoli, i quali vengono alla luce nudi, ciechi e così deboli che a mala pena possono aprire il becco per ricevere il cibo. Essi vengono curati per lungo tempo anche dopo aver imparato a volare.
I nemici che gli Uccelli Mosca devono seriamente temere non sono molti, se si fa eccezione per l'uomo. La sveltezza dei movimenti consente loro di sottrarsi abbastanza agevolmente agli attacchi dei rapaci e dei mammiferi carnivori, i quali hanno qualche probabilità di successo quando si indirizzano contro i nidiacei. Del resto, una prova inconfutabile della facilità con cui i nostri uccelli si sottraggono alle insidie è data dal fatto che, nonostante la scarsa riproduzione, essi appaiono sempre in sciami molto voluminosi.
Numerose ed accurate relazioni descrivono il comportamento degli Uccelli Mosca in condizioni di schiavitù. Da esse si deduce che essi mostrano un buon grado di adattamento alla novità della condizione di vita, e che sono in grado di durare abbastanza a lungo, avendone buona cura, mantenendo tutti i più importanti tratti caratteristici della loro natura in stato di libertà.
   

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