I Rettili.

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ZOOLOGIA - I RETTILI

INTRODUZIONE

Esteriormente possono avere un aspetto molto allungato oppure corto e tozzo.

Il capo è di norma ben sviluppato, il collo può essere lungo e mobile oppure molto breve.

rettili hanno quattro arti forniti di dita e di artigli, altri solamente due, altri ancora sono apodi.

Sono animali vertebrati con la pelle ricoperta di formazioni cornee chiamate scaglie.

Periodicamente questo strato esterno si stacca e si rinnova. Interessante è la dentatura di certi Ofidi: alcuni denti sono in comunicazione con delle ghiandole velenifere e servono per inoculare il veleno nel corpo della preda.

Hanno scheletro osseo e respirano per mezzo dei polmoni; la circolazione è doppia con parziale mescolanza del sangue venoso con l'arterioso.

Sono ovipari o in alcuni casi ovovivipari. In comune coi pesci e con gli anfibi hanno la temperatura del corpo variabile secondo quella ambientale.

Per questo sono detti animali a sangue freddo o meglio, scientificamente, pecilotermi. In conseguenza di ciò i rettili sono assenti solo nelle regioni più fredde in quanto il freddo rappresenta per loro una barriera insuperabile.

I fattori che determinano la distribuzione delle specie nei vari habitat sono numerosi: uno di questi è l'alimentazione.

Vi sono infatti rettili che si cibano di insetti, rettili con abitudini arboricole e così via.

Una volta ultimato il pasto, cadono in una specie di torpore, quasi un semiletargo dovuto alla lunghissima digestione. Sono animali dotati di scarsa intelligenza e non conoscono alcuna forma di socialità.

Hanno abitudini prevalentemente notturne anche se le lucertole, i serpenti non velenosi e le tartarughe preferiscono muoversi durante il giorno.

Ai primi freddi, i rettili sono soliti interrarsi nel suolo cadendo in letargo.

Questo non avviene se popolano regioni a clima caldo.

Le specie viventi sono ripartite in 5 ordini: Sfenodonti, Sauri, Ofidi, Cheloni, Loricati.

Sono note anche moltissime specie fossili ormai estinte.

Fra gli Sfenodonti ricordiamo solo lo Sphenodon, che presenta caratteri primitivi tra i quali la presenza di un terzo occhio.

Quasi tutti i Sauri o Lucertole hanno il corpo allungato, la coda lunga, quattro arti terminanti con 5 dita; la pelle, rivestita di scaglie, può essere più o meno colorata a seconda del loro habitat.

Si nutrono di insetti, vermi o in alcuni casi di vegetali.

La loro digestione - al contrario dei serpenti - è piuttosto rapida anche se sono soliti ingoiare la preda intera senza masticarla.

Sono animali che necessitano di molto calore e quindi trascorrono parecchio tempo al sole.

Sono vivaci, agili e rapidi nei movimenti.

Nonostante ciò hanno parecchi nemici cui riescono a sfuggire solo grazie alla loro abilità nel mimetizzarsi.

Tra i Sauri ricordiamo il ramarro di colore verde smeraldo e con il ventre giallastro: è un animale molto veloce che trascorre i mesi invernali in letargo.

Assolutamente innocuo, può - come le lucertole - rigenerare la coda in caso di perdita. Ricordiamo poi il geco e il camaleonte.

Quest'ultimo è lento e provvisto di una lingua molto lunga e vischiosa nella parte terminale che gli permette di catturare gli insetti con estrema facilità.

Un'altra caratteristica di questo animale sta nella possibilità di cambiare il colore della pelle con il mutare del colore dell'ambiente.

Gli Ofidi hanno il caratteristico corpo allungato, cilindroide, privo di arti; il muso può essere breve o allungato ed il corpo è ricoperto di squame; strisciano muovendosi sulle estremità delle costole e con l'aiuto delle scaglie vertebrali.

Gli organi interni sono allungati; la bocca può essere dilatata a tal punto da consentire all'animale di ingoiare prede piuttosto voluminose.

Molte specie sono velenose: il veleno è prodotto da ghiandole poste nella testa e viene iniettato con il morso attraverso denti scanalati.

La lingua è lunghissima, sottile e biforcuta; dotata di recettori tattili ed olfattivi, essa informa di quanto avviene nell'ambiente circostante, avvertendo l'animale della presenza di una preda o di un nemico.

Molti serpenti depongono le uova, altri sono ovovivipari cioè incubano le uova all'interno del corpo fino a quando non partoriscono i piccoli.

Gli Ofidi sono diffusi soprattutto nelle zone calde e temperate.

Si nutrono esclusivamente di animali vivi che aggrediscono all'improvviso dopo aver strisciato sul terreno inosservati.

Nemici degli Ofidi sono le volpi, le martore, le puzzole, i rapaci e, soprattutto, le manguste, nemiche naturali dei serpenti cobra.

La famiglia dei Boidi comprende serpenti come i pitoni, i boa e gli anaconda, che non sono velenosi, ma stringono fra le loro spire le prede sì da soffocarle.

Gli appartenenti alla famiglia dei Colubridi hanno le ghiandole del veleno ma il loro morso non è pericoloso perché i denti non sono scanalati.

Tra questi citiamo il biacco, le bisce di terra e di acqua e il cervone.

Pericolosissimi sono invece i Proteroglifi, dotati di un paio di denti lunghi e forti, scanalati e quindi in grado di inoculare il veleno.

Alla famiglia degli Elapidi, appartengono l'aspide di Cleopatra e il serpente dagli occhiali molto diffuso in India.

I Sollenoglifi o Viperidi sono molto pericolosi; i denti del veleno pungono come aghi da iniezione.

Il più noto è la vipera comune solitamente di colore grigio ardesia con macchie nere a zig-zag sul dorso; dall'occhio al collo si estende una striscia giallastra come pure giallastri sono i fianchi; la faccia ventrale è grigia.

Veramente temibili sono i Crotali (o serpenti a sonaglio) così chiamati perché in cima alla coda hanno un organo formato da una serie di anelli cornei mobili che, quando l'animale è in movimento, urtandosi tra di loro provocano un rumore tipico.

In questi animali i denti del veleno, di norma ripiegati lungo il palato, si rizzano pronti a colpire.

Questi denti, molto robusti e lunghi, hanno un canalicolo aperto in punta e un'altra apertura alla base che comunica con il dotto escretore della ghiandola del veleno.

Questa è dotata di un muscolo compressore che nel momento in cui l'animale apre la bocca e attacca, si contrae permettendo al veleno di essere iniettato.

Al gruppo dei Cheloni appartengono le tartarughe: sono rettili dalle forme tozze con quattro arti ben sviluppati e con il tronco ricoperto da una vera e propria corazza.

Da questo duro astuccio osseo sporgono solamente la testa, piuttosto sviluppata, gli arti e la coda.

Sono privi di denti ma dotati di un becco corneo dai margini taglienti.

Sono animali ovipari e possono vivere sia in acqua che in terra.

Per quanto riguarda l'alimentazione vi sono delle specie carnivore ed altre vegetariane.

Carattere comune a tutti i Cheloni è la pigrizia e la lentezza dei movimenti.

A questo ordine appartengono la tartaruga marina, la tartaruga d'acqua dolce e la testuggine di terra.

Un pitone

Pitone

Testuggine gigante delle Seicelle

Testuggine

Per la forma del corpo i Loricati o coccodrilli ricordano i Sauri ma possono raggiungere dimensioni maggiori.

Vivono di solito in acqua, hanno il corpo coperto in parte da placche ossee, rivestite da scaglie cornee.

La testa è grande, il muso allungato e il tronco, appiattito e largo, è dotato di arti brevi e potenti.

La bocca è molto ampia e manca di ghiandole salivari.

La vista, l'olfatto e l'udito sono particolarmente efficienti.

Sono voracissimi e catturano la loro preda afferrandola per il muso o per le zampe; si cibano prevalentemente di uccelli acquatici, mammiferi e pesci.

Possono raggiungere anche gli 8 m di lunghezza.

Abitano le rive e le acque dei fiumi, dei laghi e delle paludi riuniti in gruppi piuttosto consistenti; la loro attività si svolge prevalentemente durante le ore crepuscolari e notturne.

Ottimi nuotatori, si servono esclusivamente della coda; abbastanza spesso si recano sulla terraferma al solo scopo di riscaldarsi ai raggi del sole; al minimo allarme interrompono il loro riposo e tornano immediatamente in acqua.

Loricati sono il coccodrillo comune, il gaviale, il caimano o alligatore dal muso corto e arrotondato.

CAIMANO DAGLI OCCHIALI

Classe: Rettili - Ordine: Loricati (o Coccodrilli)

Il caimano può raggiungere una lunghezza di circa 2,60 metri.

La testa ed il muso sono piuttosto allungati.

Le dita degli arti anteriori e posteriori sono unite alla base da una membrana.

Il suo habitat preferito è costituito dalle rive dei fiumi, dei laghi e degli stagni purché le loro acque siano tranquille e le correnti moderate.

Nelle ore più calde si riposa tra la vegetazione, pronto a tuffarsi in acqua solo se minacciato o per fame. Quando è in acqua si dedica alla caccia rimanendo immobile in attesa della preda.

Si ciba di pesci, anfibi, mammiferi, molluschi, rettili.

Nonostante il suo atteggiamento pigro e sonnolento è un veloce nuotatore.

Esemplare di caimano (Caiman crocodylus)

Caimano

CAMALEONTE

Classe: Rettili - Ordine: Sauri

Dal punto di vista anatomico i camaleonti hanno le seguenti caratteristiche principali: l'evidente sproporzione tra la lunghezza e l'altezza dell'animale; la testa, di forma triangolare; gli occhi enormi e molto sporgenti, provvisti di una specie di coperchio al cui centro si apre una piccola fessura rotonda e completamente mobile.

La lingua, vermiforme, è lunghissima e al termine si allarga in una sorta di clava.

Le zampe sono molto lunghe ed esili e gli impediscono di spostarsi con una certa velocità.

La coda è straordinariamente prensile; la pelle, contrariamente agli altri Sauri, è sprovvista di squame ma è ricoperta di granulazioni: aderisce alla muscolatura soltanto dorsalmente ed è soggetta a muta due o tre volte l'anno.

La caratteristica di maggiore interesse comunque è data dai mutamenti di colore, dovuti a fattori emotivi e a variazioni della temperatura ambientale.

I camaleonti vivono generalmente nelle foreste umide a vegetazione fitta necessitando di temperature e di un grado di umidità piuttosto elevati.

Animali diurni, al sopraggiungere della notte si assopiscono fino ad immobilizzarsi.

Trascorrono la loro vita sugli alberi dove vi siano fiori, frutti e lattice. Scendono sul terreno solo per deporre le uova o per trasferirsi da un albero all'altro.

Hanno un'indole piuttosto scontrosa, sono poco socievoli soprattutto nei confronti degli appartenenti alla stessa specie.

Si nutrono preferibilmente di lepidotteri, larve, bruchi, ragni e mosche che afferrano con la lingua, proiettata dalla bocca con velocità fulminea a ghermire la preda al momento opportuno.

Per bere si servono delle gocce di rugiada e di pioggia rimaste sulle foglie degli alberi.

Al sopraggiungere dell'inverno si rifugiano in un luogo sicuro e cadono in una sorta di letargo.

Maschio di camaleonte

Camaleonte

COCCODRILLO

Classe: Rettili - Ordine: Coccodrilli (o Loricati)

I coccodrilli appartengono a uno dei più antichi gruppi zoologici: essi hanno resistito ai profondi mutamenti avvenuti nel corso dei millenni.

Oggi purtroppo sono seriamente minacciati di estinzione.

La loro pelle è infatti molto ricercata ed essi non vivono sicuri nemmeno nei parchi nazionali e nelle riserve.

I coccodrilli veri e propri hanno testa larga ma poco allungata e si possono trovare in Africa, Asia e Sud America; gli alligatori e i caimani sono più piccoli, hanno una testa più allungata e, quando tengono la bocca chiusa, non mettono in evidenza il quarto dente inferiore.

Sono abituati a condurre vita anfibia; hanno zampe tozze e palmate che aiutano l'animale nei suoi spostamenti sia marini che terrestri.

Occhi, narici e orecchie sono posti nella parte superiore della testa, permettendo così all'animale in acqua di controllare quanto succede all'intorno emergendo appena appena con questa parte del corpo.

Il coccodrillo ha denti molto forti. Afferra la sua vittima, e se si tratta di un animale terrestre la trascina sott'acqua annegandola prima e poi inghiottendola.

Durante le immersioni il coccodrillo riesce, grazie a due valvole poste nei condotti nasali, ad impedire l'ingresso dell'acqua nei polmoni.

I coccodrilli si riproducono deponendo le uova in nidi veri e propri costruiti per questo scopo o nascondendole sotto la sabbia.

Durante la cova queste uova sono soggette agli attacchi di nemici come i varani, le manguste e a volte le iene.

Durante i periodi di siccità questi animali migrano alla ricerca dell'acqua oppure si nascondono nel fango cadendo in una specie di letargo in attesa delle piogge.

Coccodrillo del Nilo

Coccodrillo

GAVIALE

Classe: Rettili - Ordine: Loricati (o Coccodrilli)

Ciò che contraddistingue un gaviale da un coccodrillo è la tipica forma della testa che si assottiglia di colpo all'altezza degli occhi per continuare in un muso molto allungato e sottile.

Gli occhi sono assai prominenti.

Caratteristica è anche la dentatura: sulla mascella si contano circa 50 denti, mentre sulla mandibola ve ne sono all'incirca 55.

Tanto le dita degli arti anteriori quanto quelle degli arti posteriori sono in parte collegate da una membrana.

Al contrario dei coccodrilli e degli alligatori, il gaviale si sposta piuttosto raramente sulla terraferma.

Preferisce rimanere in acqua dove si sazia del suo alimento principale: i pesci.

A tale proposito è facile comprendere come l'allungamento del muso faciliti la cattura della preda.

Oltre che nel Gange, vive anche nei fiumi Indo e Brahmaputra.

GECO

Classe: Rettili - Ordine: Sauri

E' piccolo, ha il corpo appiattito e i piedi con cinque dita muniti di organi adesivi con cui può, senza alcun problema, arrampicarsi sui muri e correre sui soffitti.

Comune anche in Italia, è assolutamente innocuo.

Un geco della specie Tarantola

Geco tarantola

IGUANA DELLE GALAPAGOS

eClasse: Rettili - Ordine: Sauri

La tipica iguana di terra è rappresentata da due specie che vivono sulle isole Galapagos.

Lunghe anche più di un metro, hanno la pelle rivestita di piccole scaglie rotondeggianti.

Dalla nuca si diparte una cresta dorsale dotata di robuste spine.

Vivono nelle zone con vegetazione abbondante e con terreno morbido che garantisce loro la possibilità di scavare delle tane in cui rifugiarsi in caso di pericolo o per passarvi la notte.

Si nutrono dei frutti del cactus e di germogli.

Un esemplare di iguana

Iguana

ORBETTINO

Classe: Rettili - Ordine: Sauri

Dal punto di vista morfologico è simile ai serpenti: il tronco è cilindrico e non è provvisto di arti.

In compenso, l'occhio è munito di una palpebra mobile e la coda, se troncata, può ricrescere come nelle lucertole, ma molto lentamente.

Predilige la vita notturna, si nutre di piccoli insetti come lombrichi, bruchi e lumache che inghiotte lentamente, in quanto ha una bocca che non si può dilatare; dotato di scarsa capacità visiva, si avvale delle papille della lingua per catturare la preda anche in assoluta mancanza di luce.

Ha il corpo rivestito di squame uguali di forma rotonda, disposte trasversalmente sul dorso e sul ventre, obliquamente sui fianchi.

Durante il periodo invernale cade in letargo in tane che si scava da solo. In queste tane può convivere anche con altri rettili.

E' ovoviviparo.

RAMARRO

Classe: Rettili - Ordine: Sauri E' conosciuto da tutti per i colori smaglianti (verde, giallo e azzurro).

E` contraddistinto da un capo grosso e robusto e dal tronco agile; il muso è arrotondato, gli arti sono ben sviluppati e le dita sono munite di unghie piuttosto appuntite.

Diffuso un po' ovunque, predilige la boscaglia, le brughiere, i prati e le rive dei corsi d'acqua.

E` un animale solitario che trascorre la notte nelle tane abbandonate dai roditori; durante la giornata trascorre parecchio tempo a scaldarsi ai raggi del sole.

Molto vivace ed avido, si nutre di lepidotteri, vermi, molluschi, anche se non disdegna le bacche.

E` soggetto al letargo invernale che va da ottobre a marzo.

Si può addomesticare con facilità.

Ramarro o Lucertola verde

Ramarro

SERPENTI VELENOSI

Classe: Rettili - Ordine: Squamati - Sottordine: Ofidi

I serpenti velenosi possono aver due tipi di denti e in base ad essi si dividono in Solenoglifi e Proteroglifi.

I primi hanno denti provvisti di un canale, i secondi di un solco.

Vivono in ogni continente e possono essere anche ovovivipari.

Si suddividono poi in sottofamiglie: quella degli Elapini dal corpo cilindrico e quella degli Idrofini dal corpo compresso.

A quest'ultimo gruppo appartengono moltissime specie.

Il genere Naja conta forse il maggior numero di rappresentanti.

Tra questi il cobra dagli occhiali e il cobra reale.

Il cobra dagli occhiali detto Naja naja è quello solitamente usato dagli incantatori di serpenti in India per i loro spettacoli.

E` chiamato anche cobra dal cappello.

E` in grado infatti di allargare le prime otto costole e tendere la pelle del collo ottenendo così l'aspetto di un cappello; su questo cappello vi è un disegno, che sembra raffigurare vecchi occhiali a «pince nez».

Può raggiungere i due metri di lunghezza.

Si ciba preferibilmente di roditori, di rane e occasionalmente anche di pesci.

Vive in luoghi aridi e rocciosi dove riesce facilmente a nascondersi.

Affine al cobra è il Bungarus che non è in grado però di gonfiare il collo.

Il Naja haje o cobra sputatore vive in Africa ed è capace, se irritato, di spruzzare il veleno a distanza.

Vi è poi il Crotalus conosciuto anche come serpente a sonagli diffuso in tutto il mondo tranne in Europa, Africa ed Australia.

Due cobra della specie Naja naja

Cobra

TARTARUGA MARINA

Classe: Rettili - Ordine: Testuggini (o Cheloni) Diffusa nei mari delle zone a clima temperato e tropicale, la tartaruga marina è un animale atto al nuoto con zampe modificate per questo scopo. La parte superiore del corpo è coperta da una corazza detta anche scudo e inferiormente da un piastrone. Si tratta di specie quasi esclusivamente carnivore. Depongono le uova nella sabbia di spiagge poco frequentate dopo aver scavato una buca molto profonda. Dopo la deposizione, la buca viene ricoperta e le tartarughe adulte riprendono il loro cammino in acqua. Venute alla luce, le piccole tartarughe devono immediatamente lottare per sopravvivere: il breve tragitto che devono compiere sulla spiaggia prima di raggiungere il mare serba innumerevoli pericoli. Infatti gli uccelli sono sempre pronti a farne razzia. Le tartarughe sono oggetto di caccia non solo per la loro carne, ma soprattutto per la corazza usata per la fabbricazione di oggetti vari. Tra le tartarughe ricordiamo la Chelonia mydas di grandi dimensioni, erbivora e frequentatrice di spiagge anche nei periodi in cui non si riproduce; la Caretta caretta detta anche tartaruga testa di legno; la Dermachelys coriacea, la più grande tartaruga marina vivente dal momento che può raggiungere i due metri di lunghezza e i 500 o più chili di peso. E` abbastanza rara, si nutre di pesci, molluschi, crostacei e raramente si avvicina alla terra se non per riprodursi.

I RETTILI NELLA PREISTORIA

I rettili viventi non sono che i pochi superstiti di una classe rappresentata da moltissime specie appartenenti a diversi ordini vissute in epoche ormai trascorse. I resti fossili forniscono testimonianze sicure. I rettili comparvero nel carbonifero, si svilupparono nel permico, nel triassico e nel giurassico, raggiungendo il loro apogeo nel cretacico. Gli Ittiosauri vivevano in acque marine: pisciformi, avevano pinne e muso allungato. Erano vivipari. I Saurotterigi avevano collo lungo, tronco forte e vivevano anch'essi in mare. I Dinosauri sono caratteristici dell'era mesozoica; alcune specie raggiunsero i 40 metri di lunghezza. Avevano stazione bipede e potevano toccare i 4-5 metri di altezza. Erbivori, avevano una coda robusta in grado di sostenere il peso del corpo; gli arti posteriori erano ben sviluppati e adatti alla corsa. Nel cretacico (circa 70 milioni di anni or sono) questi rettili furono senz'altro i dominatori della Terra. Oltre a Ittiosauri e Dinosauri, il periodo tra il Giurassico e il Cretaceo conobbe la presenza degli Pterosauri o rettili volanti, simili a enormi pipistrelli caratterizzati da un'ampia apertura alare. Da questi cenni si può dedurre come i rettili abbiano dominato la scena del mondo proprio come oggi accade ai mammiferi. Dopo il cretacico, all'inizio del periodo cenozoico, incominciò il loro declino.

UN PICCOLO PTEROSAURO

Dell'ordine degli Pterosauri, lo Pterodattilo visse nel Giurassico in prossimità delle sponde dei bacini d'acqua. Questo rettile volante di piccola stazza, era caratterizzato da una apertura alare di 3-4 metri e da un'ossatura molto leggera, data dalla cavità delle ossa. Aveva il cranio piccolo (misurava circa 6 cm), il collo allungato, un becco lungo e appuntito, tanti piccoli denti, un corpo minuto e una coda piuttosto corta. Dotato di un cervello abbastanza esteso e di un'ottima vista, poteva scorgere le prede in volo e catturarle agilmente anche grazie ad artigli ben affilati, posti sulle zampe. Le ali costituite da una sottile ma dura membrana, erano ricoperte da una sorta di peluria che faceva assomigliare questi animali a enormi pipistrelli. Lo Pterodattilo era carnivoro e si cibava principalmente di pesce. Fossili ben conservati sono stati trovati in Francia, Inghilterra, Germania e Tanzania (Africa). Ritenuto inizialmente un animale marino, nel 1809, dimostrata la sua natura volatile, venne battezzato dallo studioso naturalista Georges Cuvier con il nome di Pterodactyle (da ptero, "ala" e dactyle, "dito"), termine in seguito latinizzato (Pterodactylus).

Modello tridimensionale di Pterodattilo

Classificazione dei Rettili

OrdineGenere tipico Nome comune
SfenodontiHatteria
SaurLacertaLucertola
OfidiViperaVipera
CheloniCheloneTartaruga
LoricatiCrocodilusCoccodrillo
Ittiosauri (fossili) 
Saurotterigi (fossili)  
Mosasauri (fossili) 
Dinosauri (fossili)   
Pterosauri (fossili)
Teromorfi (fossili)

LO SCHELETRO NEI RETTILI

Nello scheletro dei Sauri, dei Cheloni e dei Coccodrilli si ha uno sviluppo pressoché normale degli arti anteriori e posteriori; questi mancano completamente negli Ofidi, nei quali la colonna vertebrale è composta da un grandissimo numero di vertebre. La mandibola permette un'ampia apertura della bocca. Nei Coccodrilli, ma soprattutto nei Cheloni, si sviluppano ossa dermali sotto le scaglie e gli scudi cornei che ricoprono il corpo formando così uno scheletro esterno che nelle tartarughe è saldato con quello interno venendo a determinare lo scudo dorsale.

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