Giardinaggio Il Prato.

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Giardinaggio Il Prato

Introduzione Preparazione dell'Area La Pulizia La Livellazione La Vangatura Semina o Trapianto? Trapianto delle Piote Erbose Vantaggi e Svantaggi delle Piote Erbose Il Prato Da Seme La Semina Vantaggi e Svantaggi della Semina Le Principali Essenze da Prato Manutenzione La Tosatura

L'Irrigazione La Concimazione La Rastrellatura La Scarificatura Lavorazioni Particolari L'Aerazione Le Riparazioni Diserbo Le Infestanti più Comuni Diserbo Chimico Le Avversità del Prato Malattie Fungine Muschio, Alghe e Licheni Calendario della Manutenzione Una Alternativa al Prato

BOTANICA - GIARDINAGGIO - IL PRATO

INTRODUZIONE

E' difficile immaginare un giardino, anche piccolo, in cui non vi sia almeno una zona adibita a prato. In realtà un bel tappeto erboso è uno degli obiettivi più difficili da raggiungere per un giardiniere non professionista, in quanto richiede, per l'impianto, lavori preliminari talvolta assai impegnativi e costanti cure di manutenzione. Esistono tuttavia diverse tipi di prato: oltre a quelli perfettamente uniformi e privi di infestanti che ne deturpano la tessitura, vi sono i prati cosiddetti "naturali", più adatti ai giardini di campagna, dove tra l'erba lasciata crescere liberamente compaiono qua è là delle piante da fiore annuali, perenni o bulbose: in questi la manutenzione si riduce notevolmente dato che, ad esempio, le poche tosature vanno eseguite solo dopo le fioriture. Esiste però, tra l'uno e l'altro tipo, una vasta gamma di situazioni intermedie che si determinano in base alle condizioni pedoclimatiche o per intervento diretto del giardiniere.

Comunque il presupposto essenziale per la buona riuscita di un prato consiste fondamentalmente nella scelta del giusto miscuglio di sementi; vi sono, infatti, specie che esigono terreni freschi e ricchi, e altre che si adattano a suoli più aridi; ci sono erbe che tollerano il calpestio e altre, che possono essere tagliate frequentemente. I miscugli di sementi da prato non devono quindi essere impiegati: in commercio, ad esempio, se ne trovano già di pronti, rispondenti ad alcune situazioni specifiche, ma conoscendo a fondo le caratteristiche delle singole specie è sempre possibile preparare personalmente dei miscugli più idonei alle proprie esigenze. Tra le specie da fiore più adatte per essere mescolate ai semi del prato vi sono le seguenti: Primula veris, Bellis perennis, Taraxacum officinale, Achillea millefolium, fiordalisi, margherite, ranuncoli, bucaneve, crochi, fritillarie e giacinti selvatici.

PREPARAZIONE DELL'AREA

Bisogna attendere almeno tre mesi tra l'inizio della preparazione del terreno e la posa delle zolle erbose o la semina. Questo può sembrare un periodo lungo, ma ci sono molti lavori da fare e il terreno deve avere il tempo di assestarsi e stabilizzarsi, prima che la superficie possa assumere l'aspetto definitivo. Essendo l'autunno l'epoca migliore per la semina o la posa delle zolle erbose, i lavori di preparazione dovranno iniziare nella tarda primavera o all'inizio dell'estate, e comprenderanno principalmente la pulizia dell'area, la livellazione, la vangatura e la concimazione.

LA PULIZIA

La prima cosa da fare, soprattutto se ci si trova in un'area di recente costruzione, è provvedere all'eliminazione di eventuali detriti e cumuli di terra di scavo. Quest'ultima, distinguibile da quella di superficie per il colore più chiaro dovuto alla povertà di sostanza organica, è una terra sterile e sarebbe quindi un errore distribuirla sul terreno. Se si procederà poi all'estirpazione dei ceppi dei vecchi alberi eliminando anche i sassi e i resti di eventuali piante non desiderate.

LA LIVELLAZIONE

Non è detto che l'area da destinare a prato debba essere necessariamente pianeggiante; una leggera pendenza infatti, non potrà che favorire il drenaggio del terreno. La livellazione deve invece riguardare lo spianamento di dossi o il riempimento di avvallamenti. Per effettuare questa operazione, però, si deve considerare che la parte del terreno fertile e ricca di sostanza organica è quella superficiale (solitamente a non oltre 20 cm di profondità), e sarebbe quindi un errore togliere la terra superficiale dai punti più elevati per riempire quelli più bassi. Di conseguenza occorre rimuovere ed accantonare il terreno di superficie dei dossi, eliminare il terreno di profondità in eccesso e quindi ridistribuire quello di superficie. Analogamente si deve agire per riempire gli avvallamenti: si sposta il terreno più fertile e si livella con quello di profondità (per esempio con quello in eccesso) con apporti di sabbia. In alcuni casi può rendersi necessario il posizionamento, da parte di una ditta specializzata, di un vero e proprio sistema di drenaggio, che consiste in una serie di tubi interrati ad una profondità di circa 60 cm e disposti a lisca di pesce o a rete a seconda delle esigenze. Questo metodo, essendo piuttosto costoso, viene normalmente usato per campi di calcio o strutture ad uso sportivo.

LA VANGATURA

Questa operazione, che ha la funzione di arare il terreno rendendolo meno compatto migliorandone, quindi, anche la struttura, deve essere eseguita almeno tre mesi prima della semina, facendo attenzione a non portare in superficie la terra sterile del sottosuolo; inoltre è utile, per eliminare le erbe infestanti già nate, i sassi e le radici delle piante perenni, e per far affiorare i semi delle materie delle malerbe non ancora germogliati. Nei terreni compatti, nel corso di questa lavorazione, si provvederà al dissodamento del terreno, agendo con una forca al di sotto della terra smossa con la vangatura. E' buona norma lasciare il terreno lavorato esposto per circa 3 mesi agli agenti atmosferici, che opereranno una disgregazione delle zolle. Gli unici interventi chimici potranno essere quelli contro le infestanti, da attuare con un prodotto dissecante. La superficie del terreno deve essere pareggiata prima della semina o della posa delle zolle erbose. Per fare questa operazione su piccole superfici basterà camminarvi sopra a passi ravvicinati, mentre per quelle più estese si dovrà usare un rullo frangizolle, facendo attenzione che il terreno sia sufficientemente asciutto per non correre il rischio di compattarlo. Terminata questa fase, si può procedere alla rastrellatura, da effettuarsi in diagonale nei due sensi, per eliminare tutto ciò che affiora, come sassi od erbacce. Poi è necessario rassodare ancora la superficie a terreno asciutto passando un rullo nelle due direzioni. Se l'area è poco estesa basterà anche qui camminare a passi ravvicinati spostando il peso sui talloni, oppure usare il dorso di un rastrello sufficientemente pesante. Il terreno è pronto quando, calpestandolo, rimane solo una leggera impronta del piede. Una decina di giorni prima dell'impianto del nuovo prato si attiva la distribuzione di un fertilizzante completo, da interrare con una rastrellatura leggera. A questo punto il terreno risulta pronto per la semina o la posa delle piote, ossia di zolle erbose già formate.

SEMINA O TRAPIANTO?

I due metodi principali per l'impianto di un nuovo prato sono la semina o la posa di piote. Entrambi richiedono una accurata preparazione del terreno per cui la scelta cadrà sull'uno o sull'altro a seconda delle esigenze specifiche e dopo aver valutato i vantaggi e svantaggi delle due soluzioni.

TRAPIANTO DELLE PIOTE ERBOSE

Il periodo migliore per la posa di piote erbose va da ottobre a febbraio, oppure da marzo ad aprile. Considerando che le piote sono piuttosto costose, sarà opportuno esaminarle bene al momento dell'acquisto per assicurarsi che non siano presenti zone di terra nuda o segni di malattie e che mostrino nella parte inferiore un discreto sviluppo radicale e un adeguato contenuto di sostanza organica. Bisogna inoltre controllare che esse abbiano uno spessore uniforme in modo che attecchiscano allo stesso modo e nel medesimo tempo. Qualche giorno prima della posa delle piote sarà opportuno distribuire un fertilizzante completo, così da stimolare un rapido sviluppo radicale ed un veloce attecchimento. Una volta acquistate, le piote non vanno lasciate accatastate per più di 24 ore, per evitare che l'instaurarsi di un processo di fermentazione le deteriori in modo irreparabile. Se per ragioni atmosferiche o altre cause è impossibile effettuare la posa immediata, si può rimandare il lavoro di un paio di giorni, avendo l'accorgimento di stendere le piote in un luogo ombreggiato e di annaffiare bene per evitare che le radici scoperte si secchino. E' consigliabile iniziare la posa delle zolle da un lato del giardino, collocandole il più possibile vicine l'una all'altra, facendole sporgere leggermente dal bordo e pressandole per farle aderire bene al terreno. Si prosegue in questo modo lungo tutto il lato facendo attenzione che all'estremità della fila ci siano due piote intere. Occorre poi sistemare un'asse sulle zolle già posate, in modo da evitare di calpestarle direttamente, spostando in avanti l'asse man mano che si procede nel lavoro. Terminata la posa delle piote, bisogna effettuare due rullature incrociate su tutta la superficie del prato, distribuire un leggero strato di sabbia in ragione di 1/2 Kg al mq e passare infine una scopa di saggina per risollevare i fili d'erba e far penetrare bene la sabbia fra una zolla e l'altra allo scopo di favorirne la connessione. Poi si devono rifilare i bordi lungo i vialetti o le aiuole tagliando le parti di zolla eccedenti con un badile o con un tagliabordi a mezzaluna, aiutandosi con un asse di legno per eseguire tagli rettilinei più precisi. E' necessario annaffiare quindi abbondantemente con un getto fine, operazione da ripetere 2-3 volte la settimana, facendo attenzione che il prato non soffra di siccità soprattutto nelle prime fasi dell'impianto. Maggior cura deve quindi essere riservata ai tappeti erbosi installati in primavera più soggetti all'essiccamento. La prima tosatura per i prati trapiantati in autunno può essere eseguita la primavera successiva, dopo che l'erba ha già iniziato a vegetare, regolando le lame del tosaerba per un taglio alto. Per le successive ci si deve attenere al normale programma di mantenimento.

VANTAGGI E SVANTAGGI DELLE PIOTE ERBOSE

Vantaggi: è il metodo più veloce e di pronto effetto. In poche settimane il prato avrà già l'aspetto definitivo, per cui si eviteranno tutti i rischi cui è sottoposto il prato da seme in questo periodo. Il lavoro di preparazione del terreno può essere un po' meno accurato. Si hanno meno problemi con le infestanti annuali. La posa delle zolle può anche essere fatta in autunno o inverno, quando in giardino non ci sono molti lavori da fare. Svantaggi: si tratta di un metodo costoso e di più difficile riuscita rispetto alla semina. Le piote si deteriorano velocemente e la loro posa deve avvenire entro 2-3 giorni dall'acquisto, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. Alcune erbe presenti nelle zolle possono essere inadatte per il tipo di terreno o di esposizione del giardino.

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IL PRATO DA SEME

I periodi migliori per l'impianto di un prato mediante semina sono il mese di settembre per l'Italia settentrionale, e quelli di ottobre e novembre per le regioni più calde. La semina comunque può essere rimandata anche alla primavera e precisamente a febbraio-marzo al Sud, a marzo-aprile al Nord. Considerando però che in questa stagione la germinazione è più lenta, dato che la temperatura del terreno è più bassa e che vi sono maggiori rischi di siccità per i semenzai, la cosa migliore rimane lavorare il terreno in primavera e lasciarlo incolto per tutta l'estate; in questo modo si favorisce lo sviluppo delle erbe infestanti, che andranno poi eliminate con successive lavorazioni o con prodotti chimici ad azione dissecante. Anche per la semina, come per il trapianto, è opportuno effettuare una leggera concimazione, che andrà interrata, con una lavorazione superficiale, 1 settimana prima della preparazione finale del letto di semina. Per quanto riguarda le specie da seminare si deve tener presente che non esiste un unico miscuglio adatto a tutti i tipi di terreno, di clima o di esposizione. La cosa migliore, prima di acquistare i semi, sarebbe quella di effettuare l'analisi chimica del terreno per stabilire il pH (grado di acidità o di basicità) e l'analisi granulometrica, per rendersi conto se il suolo sia tendenzialmente argilloso e quindi più umido, o prevalentemente sabbioso con conseguente attitudine ad asciugarsi velocemente. Appurati questi parametri, risulta più facile scegliere le essenze da prato più idonee alla situazione. Normalmente i miscugli da prato contengono diverse specie di erbe tra cui alcune di rapido sviluppo che hanno un pronto effetto, ma che in un secondo tempo deperiscono lasciando spazio a quelle perenni. In generale, comunque, si può affermare che l'agrostide tenue, la festuca rossa e la poa pratense sono erbe da impiegarsi nell'Italia settentrionale e centrale, mentre la zoisia e la gramigna, che resistono molto bene nelle zone aride e soleggiate, sono da consigliarsi per il meridione. Per quanto riguarda, invece, le essenze da utilizzare in zone ombreggiate, si deve tener presente che alcune, come la poa triviale e la festuca rossa, sono più indicate di altre. Comunque la cosa più importante è di effettuare sfalci poco frequenti e ad un'altezza che sfiora i 4 cm.

LA SEMINA

Acquistato il miscuglio, si deve scegliere un giorno senza vento, e disporre di un terreno secco in superficie ma piuttosto umido appena sotto di essa. Bisogna quindi rastrellare leggermente per sminuzzare la superficie e poi procedere alla semina, calcolando circa 20-30 g di semi per mq. Per una distribuzione più uniforme converrà effettuare una semina in modo incrociato e cioè dividere in due parti la quantità di seme da distribuire, spargendo la prima metà longitudinalmente rispetto al giardino e la rimanente in senso trasversale. Un altro sistema è quello di dividere l'area da seminare in parcelle parallele di 1 m di larghezza, delimitando la prima con una corda e 4 paletti; la semina avverrà quindi settore per settore, spostando man mano le cordicelle e distribuendo l'esatta quantità di seme per ogni parcella. Al termine di questa operazione sarà opportuno rastrellare delicatamente la superficie per ricoprire leggermente i semi, facendo attenzione a non interrarli troppo per non limitarne la germinazione o renderne irregolare la distribuzione. E' importante evitare, invece, la rullatura poiché in questa fase potrebbe risultare dannosa. Se nella zona sono presenti molti uccelli, c'è il pericolo che essi rimuovano la terra, sia per nutrirsi dei semi, sia per fare i loro bagni di sabbia; in questo caso è consigliabile usare come spaventapasseri delle strisce di stagnola o dei nastri di colore nero tesi a 10 cm dal suolo, oppure coprire il seminato con delle frasche prive di foglie. E' bene ricordarsi, quando ci si sposta sul seminato per fare questi lavori, di non calpestarlo direttamente, ma di usare un'asse di legno per distribuire il peso su una superficie maggiore. I germogli saranno visibili dopo 1-2 settimane dalla semina autunnale, o 2-3 dopo quella primaverile. Se al momento della germinazione non ha ancora piovuto, si deve provvedere ad irrigare. Questa operazione deve essere compiuta molto delicatamente e con un irrigatore piuttosto fine, per evitare di scalzare i semenzali dal terreno. Quando l'erba avrà raggiunto 5-7 cm di altezza, è opportuno passare un rullo leggero sia per riassestare la superficie, che si sarà sollevata con la germinazione dei semi, sia per stimolare l'erba ad emettere nuovi germogli. Dopo pochi giorni, quando l'erba si sarà sollevata di nuovo, si può effettuare il primo taglio, che deve asportare solo 1/3 dell'altezza dell'erba. Le lame della macchina devono essere molto affilate per operare un taglio netto ed evitare sfilacciamenti. Se si possiede un tosaerba con rullo anteriore, questo andrà sollevato per evitare un ulteriore schiacciamento dell'erba, che prima del taglio deve sempre rimanere sollevata. Anche se il terreno dopo pochi mesi avrà già assunto l'aspetto di un prato formato, si dovrà fare in modo di non calpestarlo eccessivamente o di non gravarlo con mezzi pesanti fino a circa 1 anno dalla semina. Nei primi mesi, poi, bisogna fare attenzione che non si verifichino delle malattie, in caso contrario queste devono essere curate immediatamente così come devono essere eliminate le erbe infestanti man mano che compaiono. Il prato, poi, andrà innaffiato, sempre con cura, ogni qualvolta sarà necessario.

VANTAGGI E SVANTAGGI DELLA SEMINA

Vantaggi: la semina è il metodo più economico. I semi non si deteriorano, si possono quindi attendere le condizioni atmosferiche ideali. Si può scegliere un miscuglio che contenga erbe adatte sia alle specifiche condizioni del terreno, sia al tipo di esposizione o di destinazione del prato. Svantaggi: la preparazione del letto di semina e l'eliminazione delle infestanti devono essere molto accurate. I prati ottenuti da seme impiegano molto tempo, almeno 9-12 mesi, prima di stabilizzarsi. La semina cade sempre in periodi in cui ci sono molti altri lavori da fare in giardino. Prima che le erbe attecchiscano e colonizzino il terreno, sono soggette a molti rischi, quali malattie, danni o morie dovute al mal tempo o ad animali; può anche accadere che alcune infestanti nate da semi portati dal vento o dagli uccelli prendano il sopravvento soffocando i giovani semenzali.

LE PRINCIPALI ESSENZE DA PRATO

Le caratteristiche principali richieste da un'essenza di prato sono la resistenza alla siccità, al calpestio, alle malattie e a una bassa tosatura, oltre a un colore verde uniforme tutto l'anno. Le specie che meglio rispondono a questi requisiti e che vengono quindi normalmente impiegate per la costituzione di tappeti erbosi appartengono alla famiglia delle graminacee. Qui di seguito facciamo un breve accenno alle principali specie utilizzate nei nostri climi:

- Agrostidi

Sono le erbe da prato più fini e che meglio tollerano una tosatura bassa. Per la loro attitudine a produrre rizomi e stoloni, colonizzano il prato formando un fitto tappeto che non lascia posto alle infestanti. Si adattano bene ad ogni tipo di suolo. L'Agrostis tenuis è lento a stabilirsi, ma con una tosatura regolare forma un tappeto fine e fitto; predilige suoli tendenzialmente acidi, umidi e fertili. L'Agrostis palustris è una graminacea strisciante che forma un tappeto erboso molto uniforme. Predilige un clima temperato e fresco e un terreno tendenzialmente acido.

- Festuche

Sono graminacee resistenti al calpestio che si adattano a diverse condizioni di umidità, siccità o basse temperature. Hanno difficoltà a crescere in suoli troppo pesanti. La Festuca rubra commutata resiste molto bene alle basse temperature e rientra quindi, insieme agli agrostidi, nei miscugli per prati più fini. La Festuca rubra rubra forma sottili rizomi striscianti ed è molto resistente al calpestio. La Festuca ovina non produce rizomi e viene impiegata soprattutto nei miscugli per terreni sabbiosi e per stabilizzare i suoli.

- Poe

La Poa pratensis o erba fienarola è una graminacea strisciante che forma dei sottili rizomi. E' lenta a stabilizzarsi, ma quando è matura si allarga velocemente producendo un prato molto resistente al calpestio e alla siccità. Non tollera tagli troppo bassi e resiste bene in diversi tipi di terreno a eccezione di quelli troppo umidi, pesanti o acidi. La Poa trivialis è una graminacea cespitosa che forma dei corti stoloni striscianti che possono venire danneggiati dalla tosatura, che non deve essere inferiore ai 2 cm. E' più veloce a stabilizzarsi della P. Pratensis, ma è meno resistente al calpestio. Cresce bene nei terreni umidi e ricchi, ma viene spesso usata anche in quelli pesanti ed ombreggiati. La Poa annua è una graminacea che spesso si comporta da infestante annuale o di breve durata. Viene impiegata per i tappeti erbosi soggetti a frequente calpestio e si propaga spontaneamente per seme.

- Zoisie

Sono piante striscianti molto indicate per i climi aridi, poco esigenti, che sopportano un certo ombreggiamento e si adattano anche a terreni piuttosto pesanti. L'importanza delle zoisie nei miscugli è data dal fatto che permettono di ottenere un prato verde tutto l'anno; esse, infatti, sono attive durante l'estate, mentre poe e festuche mantengono il colore in inverno. La Zoisia japonica è la specie più comune e la più resistente agli inverni rigidi, non richiede tagli troppo frequenti perché cresce lentamente e contrasta molto bene le erbe infestanti formando lunghi stoloni striscianti sul terreno. La Zoysia tenuifolia ha foglie più sottili della precedente, resiste meno al freddo e va tosata ad un'altezza di 1,5 cm.

- Loietti

Il Lolium perenne (loietto inglese) rientra in molti miscugli da prato, sopporta bene il calpestio, resiste in suoli pesanti e si stabilizza velocemente. Non è usato per i tappeti erbosi più fini perché cresce velocemente, e non sopporta tagli inferiori ai 2 cm. Attualmente sono state selezionate varietà a crescita più lenta, più folte e maggiormente tolleranti le basse tosature. A causa della sua rapida crescita e della forte resistenza al calpestio, viene spesso impiegato per risemina nelle rigenerazioni di prati rovinati o degradati e per tappeti erbosi ad uso sportivo. Il Lolium multiflorum è una specie annuale e viene usata solo per tappeti erbosi provvisori. Spesso la si ritrova come infestante.

- Cynodon dactylon

E' una graminacea stolonifera che si espande rapidamente e forma un tappeto denso ed uniforme. Si adatta a molti tipi di clima ed è indicata anche per le zone meridionali più siccitose. In fatto di terreno non ha particolari esigenze, riuscendo a vegetare anche in quelli salini. Per ottenere un bel tappeto erboso, è comunque necessario concimarla abbondantemente con un fertilizzante ricco di azoto.

MANUTENZIONE

E' bene sottolineare che scopo della manutenzione non è attuare una serie di rimedi per risolvere situazioni di emergenza, ma piuttosto di effettuare delle lavorazioni al fine di prevenire i problemi e gli inconvenienti che possono colpire il tappeto erboso. Per mantenere il prato in buone condizioni si debbono eseguire lavori periodici, durante il corso dell'anno; altre pratiche si rendono, invece, necessarie solo in determinate circostanze.

LA TOSATURA

E' il lavoro più importante e ha lo scopo di dare al prato un aspetto ordinato e di stimolare l'emissione di nuovi germogli per aumentare la densità dell'erba e impedire così lo sviluppo di muschio e infestanti. Le tosature vanno effettuate nell'arco di tempo che va da marzo a ottobre. La frequenza dei tagli è strettamente legata alla velocità di crescita dell'erba, la quale va tosata appena supera l'altezza raccomandata di 1 cm. Per questo motivo può succedere che nelle regioni a clima mite siano opportuni 1-2 sfalci anche durante l'inverno. Come norma generale, si rendono necessari fino a 2 tagli alla settimana quando in estate l'erba cresce vigorosamente, e 1 taglio ogni 7-10 giorni in primavera, in autunno o durante periodi siccitosi. Tagliare meno frequentemente di una volta la settimana, quando l'erba è in piena crescita, significa perdere una grande quantità di foglie con il taglio successivo, riducendo il vigore del prato e lasciando spazio a muschio e infestanti. L'altezza del taglio dipende principalmente dal tipo di prato, ossia dalle erbe che lo compongono e dal periodo dell'anno. I tappeti erbosi molto fini, con prevalenza di agrostidi, vanno tosati ad una altezza di 0,5-1 cm nei periodi di maggior sviluppo vegetativo, aumentando l'altezza del taglio di 1/2 cm quando, nei periodi più freddi, la crescita è rallentata. I prati da giardino più rustici vanno invece tagliati ad un'altezza maggiore, compresa tra 1-2,5 cm, in primavera-estate, a seconda delle essenze preponderanti, per aumentare poi l'altezza di taglio di 0,5 cm in autunno. Quando, per una qualsiasi ragione, non si è potuto tosare il prato e l'erba è cresciuta troppo, è opportuno inizialmente aumentare l'altezza di taglio, abbassandola poi gradualmente con gli sfalci successivi, fino ad ottenere l'altezza desiderata. Normalmente è meglio non lasciare l'erba falciata sul prato perché contiene semi e parti riproduttive di infestanti; inoltre nei periodi umidi tende a formare uno strato che impedisce l'aerazione del terreno e stimola l'attività dei lombrichi e le malattie fungine. Esistono comunque dei periodi, come quelli molto siccitosi, in cui l'erba lasciata sul posto aiuta il prato a mantenere l'umidità. Come procedere alla tosatura. Per prima cosa, occorre scegliere una giornata in cui l'erba sia asciutta ed il terreno sufficientemente compatto da non rimanere danneggiato dal passaggio del tosaerba. Quindi, si deve pulire la superficie del prato da sassi, legnetti e tutto ciò che potrebbe danneggiare il tosaerba; una spazzolatura con una scopa di saggina può essere utile per sollevare i fili d'erba ed asciugarli da eventuale rugiada. Poi bisogna affilare le lame del tosaerba e regolarle alla giusta altezza. Una volta stabilito il punto da cui iniziare e la direzione da tenere, è necessario procedere sempre in avanti per ottenere un taglio regolare e per non rischiare di danneggiare la macchina. Infine, vanno rifilati i contorni del prato con un forbicione a manici lunghi o con tagliabordi.

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