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Bandiera del Sudafrica

La Bandiera

Due bande orizzontali di uguale larghezza di colore rosso (superiore) e blu separate da una banda verde centrale che si divide in una Y orizzontale, i cui bracci terminano agli angoli del lato sollevatore; la Y abbraccia un triangolo isoscele nero da cui i bracci sono separati da strette bande gialle; le bande rosse e blu sono separate dalla banda verde e dalle sue braccia da strette strisce bianche; i colori della bandiera non hanno alcun simbolismo ufficiale, ma la Y sta per la "convergenza di diversi elementi all'interno della società sudafricana, prendendo la strada davanti in unità"; nero, giallo e verde si trovano sulla bandiera del Congresso Nazionale Africano, mentre rosso, bianco e blu sono i colori nelle bandiere dei Paesi Bassi e del Regno Unito, i cui coloni hanno governato il Sud Africa durante l'era coloniale.

Nota. La bandiera sudafricana è una delle due sole bandiere nazionali per visualizzare sei colori come parte del suo design primario, l'altro è del Sud Sudan. Inno del Sud Africa.

GEOGRAFIA - AFRICA - SUDAFRICA

PRESENTAZIONE

La Repubblica Sudafricana occupa l'estremità meridionale dell'Africa australe ed è bagnata a Ovest dall'Oceano Atlantico e a Sud e a Est dall'Oceano Indiano.

Confina a Nord con lo Zimbabwe e il Botswana;

a Nord-Est col Mozambico;

a Nord-Ovest con la Namibia. All'interno del suo territorio la Repubblica Sudafricana comprende le enclave indipendenti del Lesotho e dello Swaziland.

Lo Stato ha una superficie di 1.219.090 kmq e una popolazione di 56.978.635 (2021) abitanti con una densità media di 38 abitanti per kmq.

Gruppi etnici predominanti:

Bantu (79,4%), bianchi (9,3%), meticci (8,9%) e Asiatici (2,6%).

Le lingue ufficiali sono l'afrikaans, un idioma di origine olandese, diffuso soprattutto tra i bianchi e i meticci, e l'inglese.

Gli indigeni parlano dialetti bantu, anche se tra i gruppi inurbati è in uso l'inglese.

Molto varia è anche la religione:

i bianchi sono in maggioranza protestanti (anglicani, calvinisti, metodisti); in prevalenza cristiani sono anche i Bantu che seguono le diverse Chiese protestanti;

i meticci praticano generalmente culti animistici, mentre gli Asiatici si ripartiscono tra induisti e musulmani.

Il Sudafrica è una Repubblica.

La Costituzione provvisoria del 1993 e la nuova Costituzione entrata in vigore nel 1997 garantiscono la convivenza multirazziale attraverso la piena tutela dei gruppi di minoranza e la suddivisione dello Stato in 9 province, dotate di ampia autonomia.

Il presidente della Repubblica è eletto dall'Assemblea Nazionale ed esercita il potere esecutivo.

Il Parlamento è composto di due Camere:

l'Assemblea Nazionale (400 deputati eletti col sistema proporzionale) e il Consiglio Nazionale delle Province (90 membri designati dalle assemblee provinciali).

I partiti che ottengono almeno il 20% del voto popolare nell'Assemblea Nazionale possono nominare un vicepresidente.

L'unità monetaria è il rand sudafricano.

La capitale legislativa è Città del Capo (987.007 ab.);

la capitale amministrativa, sede del Governo, è Pretoria (692.348 ab.);

la capitale giudiziaria è Bloemfontein (176.525 ab.).

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Costumi della tribù Ndebele, in Sudafrica

Costumi della tribù Ndebele, in Sudafrica

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Danza zulu

Danza zulu

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IL TERRITORIO

Il territorio della Repubblica Sudafricana è formato principalmente da un vasto altopiano centrale (con un'altezza media di 1.200 m) che digrada a Nord, verso il deserto del Kalahari e a Ovest verso la costa atlantica.

A Est e a Sud l'altopiano è invece delimitato da catene montuose generalmente di origine vulcanica che raggiungono la massima altitudine con la catena dei Monti dei Draghi, situata nel versante orientale (Monte Thabana Ntlenyana 3.482 m), mentre a Sud si innalzano i rilievi della Grande Scarpata che sovrastano le pianure lungo la costa.

L'idrografia comprende fiumi piuttosto lunghi, ma di poca portata a causa della scarsità di precipitazioni e della natura del terreno.

I principali sono l'Orange che nasce sui Monti Draghi e sfocia nell'Atlantico con un percorso di 1.860 m;

il Vaal, un affluente dell'Orange; il Limpopo che sfocia nell'Oceano Indiano.

Le coste sono piuttosto lineari e basse a Ovest e a Est mentre a Sud sono alte e dritte tranne che nei pressi del Capo di Buona Speranza, una zona molto ricca di insenature.

Il clima è tropicale sul versante dell'Oceano Indiano caratterizzato da tre stagioni ben differenziate, all'interno è influenzato dall'altitudine e la siccità risulta prolungata.

La regione del Capo ha invece un clima mediterraneo.

Le precipitazioni abbondanti sul versante orientale, esposto agli alisei, sono scarse all'interno e anche sul versante occidentale.

Africa il Sudafrica

Cartina del Sudafrica

Cartina del Sudafrica

I parchi faunistici del Sudafrica

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Bandiera del Sudafrica

L'ECONOMIA

La Repubblica Sudafricana è un Paese ricco per le notevoli risorse minerarie, le ottime possibilità agricole di alcune regioni e lo sviluppo industriale innescato dalla Gran Bretagna a partire dalla seconda guerra mondiale.

L'economia del Paese è in lenta e costante ripresa dopo le instabilità politiche e il passato ostracismo degli altri Paesi nei confronti della sua politica razzista che aveva reso più difficili gli interscambi commerciali e gli investimenti stranieri.

La regione agricola più ricca è il Natal, dove il clima è favorevole alle colture industriali, soprattutto alle piantagioni di canna da zucchero.

La costa orientale e meridionale è propizia alla frutticoltura, alla viticoltura e alla coltura di tabacco e ortaggi;

all'interno, dove il suolo è più arido, primeggiano invece la cerealicoltura (mais, grano e frumento) e la cotonicoltura.

L'allevamento costituisce un settore molto importante, in quanto il 65% della superficie è adatta al pascolo.

I bovini sono diffusi nelle zone orientali più umide, mentre gli ovini vivono sui pascoli occidentali, meno abbondanti.

Da rilevare anche la notevole quantità di pescato proveniente dalle coste Atlantiche del Sudafrica.

L'industria sudafricana è quella più tecnologicamente avanzata del continente, per molti aspetti a livello dei Paesi occidentali.

L'industria di trasformazione si è sviluppata intorno all'estrazione mineraria.

Discretamente avanzati sono il settore automobilistico, chimico e petrolchimico e della gomma.

Inoltre consistente è la produzione del cotone e degli alimentari.

Le risorse minerarie sono abbondanti e diversificate.

Il Sudafrica è uno dei più importanti produttori mondiali di oro, diamanti e carbone;

è ricco inoltre di uranio, titanio, manganese, ferro, fosfati, rame e argento.

Il Sudafrica importa armi, petrolio, veicoli e prodotti industriali, ed esporta essenzialmente materie prime.

Assai significativo è stato l'accordo tra lo Stato e l'Unione europea stipulato l'11 ottobre 1999 con cui si è predisposta la creazione di un'area di libero scambio attiva dal 1° gennaio 2000.

In quel momento storico-economico l'Europa rappresentava infatti il destinatario del 40% delle esportazione di prodotti sudafricani e contribuiva al 33% delle importazioni necessarie al Paese africano.

Molto efficiente è anche la rete di trasporti interni servita da un sistema stradale di 275.971 km (di cui 57.957 km asfaltati) e da una rete ferroviaria di 22.657 km di cui elettrificata 10.660 km.

I porti più attivi sono Richards Bay, Durban, East London, Port Elizabeth, Mossel Bay, Città del Capo, Saldanha Bay. Gli aeroporti principali si trovano a Johannesburg, Durban, East London e Città del Capo.

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CENNI STORICI

Testimonianze preistoriche in territorio sudafricano sono fornite dai fossili di australopiteci e dalle tracce su schegge e ciottoli ritrovati nella regione del Transvaal e nel Bophuthatswana, databili a circa 3-2,5 milioni di anni fa. Successivamente, in un periodo coincidente con il Paleolitico medio e superiore dell'Europa, vennero prodotti manufatti litici che attestano diverse tradizioni culturali (cultura di Pietersburg, di Mazelspoort, di Stillbay, di Magosi, ecc.). A tale fase seguì lo sviluppo di civiltà microlitiche (culture di Smithfield e di Wilton), responsabili pure delle numerose e raffinate incisioni e pitture rupestri presenti in molte zone del Sudafrica. In un periodo collocabile al V sec. d.C. sono databili quindi gli spostamenti e la diffusione di gruppi di allevatori e di agricoltori che si propagarono da Nord a Sud, trasmettendo tecniche metallurgiche a genti che ancora producevano manufatti litici. Gli Ottentotti (agricoltori) e i Boscimani (cacciatori), popolazioni autoctone, vennero travolte dall'avanzata Bantu e dall'arrivo dei primi Europei. Dopo esser stato scoperto e doppiato da Bartolomeo Diaz nel 1488, il Capo di Buona Speranza, punta estrema del Sudafrica, passò sotto il controllo portoghese e divenne un passaggio obbligato per i navigatori diretti verso le Indie. I Portoghesi non fecero alcun tentativo di colonizzazione e solo nel 1652, in seguito all'occupazione da parte della Compagnia Olandese delle Indie, si costituì la prima stazione commerciale europea. Qualche decennio più tardi (1688), con l'arrivo di alcune centinaia di protestanti ugonotti fuggiti dalla Francia dopo la revoca dell'Editto di Nantes, la stazione commerciale si trasformò in colonia e sorse Kaapstad (Città del Capo). La penetrazione verso l'interno del Paese prese avvio con i nuovi coloni olandesi, i Boeri (in olandese boeren significa agricoltori), che si spinsero all'interno in cerca di nuovi pascoli. Questa avanzata avvenne a discapito delle popolazioni indigene, costrette a spostarsi in altri territori e ridotte in schiavitù. Nella prima fase dell'espansione europea Ottentotti e Boscimani vennero decimati o assoggettati in condizione servile, mentre solo alla fine del XVIII sec. i coloni s'incontrarono lungo il Fish River con i Bantu, più numerosi e progrediti. Iniziarono così le cosiddette «guerre cafre» (Cafri era la designazione portoghese di quelle popolazioni) condotte dai Boeri, mentre la Compagnia Olandese si manteneva estranea al conflitto. Al termine delle guerre napoleoniche (1814) la colonia del Capo, già occupata militarmente nel 1795 (sino al 1803 e poi ancora dal 1806) dagli Inglesi, fu ceduta ufficialmente dall'Olanda alla Gran Bretagna. Inglesi e Boeri si scontrarono anche per una diversa concezione dei rapporti con le popolazioni indigene: nel 1807 le autorità inglesi ordinarono la soppressione della tratta degli schiavi; nel 1833 fu abolita la schiavitù domestica; nel 1842 promulgata una legge che sanciva l'uguaglianza tra Europei e indigeni. Questa politica inglese (chiamata «politica d'identità») fu fortemente osteggiata dai Boeri i quali, sia per sfuggire all'avanzata inglese, sia per cercare nuove terre, si spostarono ancor più all'interno, fuori dai confini della colonia britannica.

Questo esodo, conosciuto come «trek», iniziò nel 1835 e portò alla costituzione della Repubblica di Natal, che nel 1842 fu assorbita dagli Inglesi, e alla creazione di due nuove unità territoriali, l'Orange e il Transvaal, che nel 1852 e nel 1854 ottennero dall'Inghilterra il riconoscimento della propria indipendenza. In quegli stessi decenni nella tribù zulu dei Nguni si era imposto il genio strategico di Chaka che, divenuto capo della propria gente, iniziò a combattere le popolazioni confinanti. La linea di conquista degli Zulu proseguì sotto Dingaan (1828), fratellastro e assassino di Chaka, che costrinse le altre popolazioni africane a organizzarsi, spostandosi in altri territori o difendendo le proprie terre (si formarono così il Regno dello Swaziland e dei Basuto). I contrasti tra la popolazione inglese e quella boera non cessarono, anzi si acuirono dopo la scoperta di importanti giacimenti auriferi e diamantiferi. L'attrito sfociò in una guerra (guerra dei Boeri) che, iniziata nel 1899, durò per tre anni. Alla fine del conflitto l'alto commissario inglese nell'Africa del Sud, lord W. Waldegrave Selborne, cercò di attuare una riconciliazione con i Boeri mediante un progetto di federazione dei quattro territori (Colonia del Capo, Natal, Orange, Transvaal) e riunì una convenzione a Durban e a Città del Capo perché elaborasse una Costituzione (South African Act) che entrò in vigore il 31 maggio 1910. Fu così costituita la federazione dell'Unione Sudafricana, trasformata in dominion con un forte potere centrale. La competenza dei Governi provinciali era limitata alle questioni scolastiche e sociali. La popolazione africana venne però progressivamente privata dei diritti che aveva ottenuto nelle colonie del Capo e del Natal, tanto che per difenderne le aspirazioni nel 1912 venne istituito l'African National Congress (ANC); non molto diverse erano le condizioni dei meticci e degli Asiatici. Nel corso della prima guerra mondiale, il Sudafrica si affiancò alle posizioni britanniche, nonostante le simpatie di alcune frange estremiste boere per la Germania. Dopo i primi due presidenti boeri L. Botha (1910-19) e J. Smuts (1920-24), che cercarono di attuare una politica equilibrata volta a favorire l'integrazione della popolazione indigena, con il presidente J.B.M. Hertzog, esponente del Partito nazionalista, iniziò la politica segregazionista (apartheid) esplicatasi con l'emanazione di leggi che relegavano la popolazione non europea in aree chiuse, le unità nazionali bantu o bantustans. Indebolitosi il Governo Hertzog (1933) conseguentemente alla crisi economica internazionale, il primo ministro stesso acconsentì all'ingresso di J. Smuts nell'esecutivo e alla fusione tra Partito nazionalista e Partito sudafricano, divenuto nel 1934 United Party, rinunciando alle proprie posizioni anti britanniche in favore di un irrigidimento della politica razziale. Tale stato di cose durò sino all'inizio della seconda guerra mondiale, quando Hertzog si dimise perché contrario all'entrata in guerra contro la Germania. Il Governo venne nuovamente assunto da Smuts (1939), consentendo quindi al Paese di raggiungere un potenziamento industriale e una crescita economica considerevoli. Nelle elezioni del 1948, tuttavia, il Partito nazionalista conquistò nuovamente il potere e la maggioranza dei seggi parlamentari, sotto la guida di D.F. Malan (1948-54) che applicò una politica di rigida segregazione razziale.

In seguito alle ripetute condanne dell'Onu e alle critiche dei Paesi del Commonwealth, il Partito nazionalista organizzò nel 1961 un referendum con il quale fu decisa la proclamazione della Repubblica e l'uscita dal Commonwealth. L'Unione Sudafricana si trasformò in Repubblica Sudafricana, ossia in uno Stato indipendente dalla Gran Bretagna. In seguito, la politica dell'apartheid si inasprì, ma crebbe anche la forza delle organizzazioni nere e il prestigio di uomini come Gatsha Buthelezi, capo dello Stato zulu Kwazulu, e Kaiser Matanzima, primo ministro del Transkei, riconosciuti dalla popolazione di colore come dei capi nazionali. Fu avviato dal Governo sudafricano un dialogo con i rappresentanti delle comunità nere, ma i tentativi di accordo fallirono perché la volontà di predominio da parte dei bianchi era ancora radicata. I Governi seguenti proseguirono nella linea tracciata da Malan, accentuando in alcuni casi la politica segregazionista: i Governi J. Strijdom (1954-58), H.F. Verwoerd (1958-66), B.J. Vorster (1966-68) non mutarono la situazione interna, mentre ogni opposizione venne stroncata. Nel 1960 furono infatti banditi i partiti antirazzisti (ANC e il PAC, il Pan African Congress sorto da una scissione del primo nel 1959) e nel 1963 il leader nero Nelson Mandela fu condannato all'ergastolo. In seguito ai rapporti negativi del comitato creato dall'ONU per seguire l'evoluzione della politica razziale del Governo sudafricano, l'Assemblea delle Nazioni Unite chiese più volte la rottura delle relazioni diplomatiche con il Sudafrica e il boicottaggio dei suoi prodotti, provvedimenti raramente osservati. Dopo l'assassinio di S. Biko, dirigente del Movimento della Coscienza nera, e la messa al bando delle organizzazioni antirazziste, le potenze occidentali votarono all'ONU a favore dell'embargo delle armi alla Repubblica Sudafricana. Nel 1978 Pieter Botha divenne primo ministro e si trovò ad affrontare una situazione tesa sia sul piano interno sia su quello internazionale. Egli allora aprì alla possibilità di una serie di piccole riforme. Nel 1982 Botha promosse una modifica costituzionale che decretava la decentralizzazione regionale, rafforzava i poteri del presidente della Repubblica e mirava all'integrazione dei meticci e degli Indiani nel sistema parlamentare, ma incentivava anche l'opera di ghettizzazione della popolazione di colore. La riforma suscitò numerose agitazioni. Nel settembre 1984 Botha assumeva la carica di presidente della Repubblica con mandato fino al 1989. Nello stesso 1984 venne varata una nuova Costituzione che introduceva un Parlamento tricamerale, in rappresentanza delle componenti razziali del Sudafrica, e che aboliva la carica di primo ministro, attribuendo tutti i poteri al presidente della Repubblica. Contro questa Costituzione si moltiplicarono le proteste: quella dei neri faceva riferimento a due leader di tendenze opposte: il vescovo D. Tutu, che invocava una politica di non violenza (nel 1985 gli veniva conferito il premio Nobel per la pace), e N. Mandela, in carcere da vent'anni, che invocava la violenza come risposta all'analogo atteggiamento dei bianchi. Un momento di grande tensione si ebbe nell'ottobre 1985 quando il poeta nero B. Moloise fu impiccato nel carcere di Pretoria, nonostante le richieste di grazia avanzate da Amnesty International e da altri Paesi del mondo.

Ai problemi dell'apartheid si aggiungevano gli attriti tra le diverse etnie nere, soprattutto nella provincia del Natal dove gli Zulu si scontravano con i Pondo per questioni territoriali. Sul piano internazionale l'isolamento del Paese, imposto dalle potenze occidentali, continuava ad essere sostanzialmente formale, a causa degli stretti vincoli economici tra l'Occidente e il Sudafrica e dell'importanza strategica delle vitali rotte del Capo. Il cambiamento sopraggiunse nel 1989, con la sostituzione di P. Botha con F. De Klerk nella carica di presidente. De Klerk fece liberare (1990) Nelson Mandela, mentre nei due anni seguenti vennero abrogate tutte le basi legislative dell'apartheid. I Paesi occidentali sospesero le sanzioni e l'African National Congress abbandonò la lotta armata. Nel settembre 1991 il Governo, l'ANC e il partito Inkhata Zulu firmarono la pace. Malgrado ciò permanevano violenza e disordini: nel 1994 si tennero le prime elezioni multirazziali con la netta vittoria dell'ANC che conquistò oltre il 60% dei suffragi. A distanza di un mese il leader nero Mandela venne eletto presidente della Repubblica e organizzò un Governo di unità nazionale, composto da tutte le formazioni che avevano raggiunto il 5% dei voti. Nel 1997 venne poi varata una nuova Costituzione, mentre le elezioni legislative del 1999 confermavano la forza schiacciante dell'African National Congress ma anche la presenza del Partito democratico di Tony Leon, difensore degli interessi della comunità bianca. Nel giugno dello stesso anno, dopo l'elezione del nuovo presidente Thabo Mbeki, Mandela annunciò il proprio ritiro dalla vita politica. Nel dicembre 2000 si tennero le elezioni amministrative, rappresentanti una svolta significativa per la gestione razionale del territorio (la nuova demarcazione avrebbe ridotto significativamente il numero di municipalità) e lo sviluppo locale dell'economia e delle infrastrutture. Politicamente le elezioni amministrative vennero vinte dall'Anc a conferma dell'accettazione a tutti i livelli dei programmi del Governo. A questo riguardo, creazione di posti di lavoro, sviluppo e formazione di manodopera specializzata, sviluppo dell'imprenditoria locale, sostegno alle esportazioni, creazione di un clima favorevole agli investimenti internazionali continuavano ad essere gli obiettivi strategici dell'esecutivo. Nel 2001, però, la popolarità dell'esecutivo guidato dall'African National Congress (Anc) e comprendente un'alleanza con la partecipazione del Cosatu (Confederazione dei sindacati del Sudafrica) e del Sacp (il Partito comunista sudafricano), subì un forte calo, così come quella del presidente Mbeki. La società sudafricana infatti stava attraversando un momento di profonda crisi, con il tasso di disoccupazione superiore al 30% (i dati ufficiali si fermavano al 25%), la povertà, soprattutto tra i neri, in costante crescita e la criminalità in netto aumento. Inoltre, come nel vicino Zimbabwe, si registrò l'esplosione della questione della redistribuzione delle terre, con solo il 2% della terra redistribuita dal 1994. La popolarità del presidente venne inoltre notevolmente danneggiata dalle modalità con cui affrontò la questione dell'Aids.

Di fronte alla gravità dell'epidemia (in Sudafrica vi erano quasi cinque milioni persone affette dal virus dell'Hiv), il presidente aveva messo in dubbio l'esistenza di un rapporto diretto fra il virus dell'Hiv e l'Aids preferendo sottolineare invece l'importanza di altri fattori nella diffusione della malattia, primo fra tutti la povertà.

In giugno, in visita ufficiale negli Stati Uniti, Mbeki non aveva presenziato la conferenza sull'Aids che si stava tenendo all'Onu e si era rifiutato di assicurare la libera distribuzione alle donne portatrici dell'Hiv o affette dall'Aids dei farmaci antiretrovirali che avrebbero abbattuto le possibilità di trasmettere il virus ai bambini (tuttavia nel successivo dicembre una sentenza dell'Alta corte di Pretoria avrebbe decretato che il nevirapine, il farmaco antiretrovirale, avrebbe dovuto essere somministrato a tutte le donne sieropositive incinte).

A questo proposito, però, in aprile, una serie di compagnie farmaceutiche che avevano intentato una causa nei confronti dello Stato sudafricano perché sospendesse l'importazione di farmaci generici contro l'HIV avevano deciso, dopo la forte mobilitazione internazionale a loro sfavore, di interrompere ogni tentativo di blocco e risarcimento, permettendo così alla popolazione sudafricana di accedere in modo più rapido e sistematico alle cure per la grave malattia.

Nel settembre 2001 Durban ospitò la Conferenza internazionale dell'Onu sul razzismo, avente l'ambizioso obiettivo di trovare una soluzione ai problemi del razzismo e della xenofobia.

I risultati però, visto anche l'abbandono di Usa e Israele, furono deludenti.

In dicembre l'Alta Corte decise la somministrazione obbligatoria di farmaci anti HIV alle donne gravide per prevenire la trasmissione del virus ai bambini.

Una manovra di prevenzione ulteriore venne messa a punto nel luglio 2002 quando la Corte Costituzionale decise di fornire di farmaci adeguati tutti gli ospedali pubblici contrariamente a quanto deciso in precedenza dal Governo che riteneva la manovra sanitaria troppo onerosa.

Nel novembre 2003 lo stesso Governo si impegnò a creare centri di distribuzione di medicinali anti HIV e di prevenzione in tutto il Paese.

Nell'aprile 2004 l'African National Congress vinse le elezioni generali portando alla riconferma di Thabo Mbeki alla guida del Paese.

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LA SEGREGAZIONE RAZZIALE

Il termine apartheid indica il regime di segregazione razziale e di limitazione dei diritti politici e civili attuato, fino all'anno 1993, dal Governo sudafricano ai danni delle popolazioni africane e delle minoranze asiatiche.

L'apartheid, che trova le sue basi giuridiche nel Native Land Act del 1913, ha determinato la formazione di una particolare struttura sociale fondata sulla superiorità dell'uomo bianco.

La popolazione nera fu da allora segregata in riserve, chiamate bantustans e dislocate nelle aree rurali in cui risiedevano i principali gruppi bantu.

La prima di queste unità nazionali con Parlamento e Consiglio dei ministri propri fu il Transkei che ottenne l'autonomia nel 1963.

Lo scopo della creazione dei bantustans era quello di relegare la popolazione nera all'esterno delle città, ma le esigenze dell'industrializzazione e la necessità di sfruttare manodopera a basso costo provocarono l'afflusso di una percentuale piuttosto elevata di neri nei principali centri urbani.

Durante il periodo in cui vigeva tale stato di cose, i neri risiedevano in quartieri separati, provvisti di tutti i servizi essenziali, in modo da non aver bisogno di recarsi nelle aree riservate ai bianchi se non per motivi di lavoro.

Grandi concentrazioni di popolazione nera si trovavano anche nei pressi dei giacimenti, dove le società minerarie costruivano appositi quartieri prefabbricati.

La più grande black town (città nera) era Soweto, cioè South West Town, l'immenso sobborgo di Johannesburg dove vivevano in condizioni precarie circa 1.500.000 neri.

La discriminazione tra la popolazione bianca e la nera, che non aveva diritto di voto, veniva mantenuta anche nelle scuole, nei locali pubblici e sui mezzi di trasporto.

Erano inoltre proibiti i matrimoni misti.

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LE CITTÀ

Città del Capo

(987.007 ab.). Capitale legislativa della Repubblica Sudafricana e capoluogo della provincia del Capo Occidentale (129.370 kmq; 4.645.600 ab.). Sorge sulla sponda meridionale della Table Bay, alle falde settentrionali del Table Mountain. I quartieri degli affari si accentrano alle spalle del porto, il più attivo del Paese. Grande centro di raccolta della lana e di frutta, vini e cereali, conta numerose industrie alimentari, tessili, meccaniche e cantieri navali. La città deve la propria prosperità allo sfruttamento dei vicini giacimenti auriferi e diamantiferi. È sede universitaria e una delle più belle e moderne città dello Stato. Fondata nel 1652 come base olandese sulla via delle Indie, fu disputata tra Inglesi e Olandesi. Entrò nell'Impero britannico nel 1806, riacquistando la propria indipendenza nel 1919.

Johannesburg

(752.349 ab.). Città della Repubblica Sudafricana e capoluogo della provincia di Gauteng (17.010 kmq; 9.018.000 ab.); situata nel Transvaal, a 1.700 m sul mare, è un centro industriale, minerario, aurifero e finanziario, oltre ad essere la città più densamente popolata del Paese. Sviluppatasi come centro aurifero dopo la scoperta di importanti giacimenti nel 1886, è oggi una metropoli che ricorda le grandi città degli Stati Uniti. La sua importanza è ulteriormente aumentata dopo la scoperta di giacimenti di uranio nei suoi dintorni. Possiede un'università e l'osservatorio astronomico. Il territorio urbanizzato è diviso in zone destinate alle diverse categorie sociali: i quartieri europei e le sedi delle società minerarie sono concentrati nel centro, mentre la popolazione indigena risiede nei quartieri-dormitorio della periferia.

Pretoria

(692.348ab.). Capitale amministrativa della Repubblica Sudafricana, fu fondata nel 1855 da M. W. Pretorius. Nel 1881 la Convenzione di Pretoria sancì la sovranità inglese sul Transvaal e l'autogoverno dei Boeri. Nel 1910 la città divenne capitale dell'Unione Sudafricana. Costruita secondo criteri moderni, con ampi viali, grandi edifici e giardini estesissimi, Pretoria è sede di un'università e centro di comunicazione ferroviaria e stradale. Essa deve il suo sviluppo alla funzione politico-amministrativa e in seguito alla scoperta di giacimenti di ferro, diamanti e platino; è inoltre un centro dotato di industrie siderurgiche, meccaniche, chimiche, conciarie, delle calzature, del tabacco.

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Durban

(669.242ab.).

Città della Repubblica Sudafricana, nel territorio del Natal;

sorge nella Natal Bay, sull'Oceano Indiano.

Il suo porto è lo sbocco naturale del distretto minerario e industriale del Witwatersrand nel Transvaal.

Base navale per la caccia alle balene.

Industrie alimentari, chimiche, meccaniche.

Fondata nel 1824, ebbe dapprima il nome di Port Natal.

PICCOLO LESSICO

Afrikaans

Dialetto originario delle popolazioni olandesi sbarcate in Sudafrica. Oggi, insieme all'inglese, è una lingua ufficiale. La popolazione bianca che parla questa lingua è chiamata afrikaner.

Bwana

Significa signore. Il suo corrispettivo femminile è «mama» che indica la donna fertile ed è usato come complimento anche nei confronti di donne anziane.

Memjab

È attribuito ad un personaggio femminile molto importante e significa «donna che non appartiene alla nostra popolazione».

Parco Nazionale Kruger

Nato nel 1898, è uno dei più affascinanti parchi naturali del Sudafrica e il secondo al mondo, dopo quello di Yellowstone, per anzianità. Con una superficie di circa 19.000 kmq e 2.400 km di strade interne, il parco sorge a 400 km da Johannesburg ed ospita un'enorme varietà faunistica. Vi si accede in auto, e vi si possono ammirare territori incontaminati popolati da elefanti, antilopi, zebre, giraffe, ippopotami e da tutti gli animali che caratterizzano la fauna sudafricana.

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PERSONAGGI CELEBRI

Louis Botha

Militare e uomo politico sudafricano (Greytown, Natal 1862 - Pretoria 1919). Fu comandante in capo delle forze boere nella sfortunata guerra contro la Gran Bretagna e, nel 1907, quando l'Inghilterra concesse al Transvaal un Governo autonomo, divenne primo ministro. L'impegno di lealtà, preso tre anni dopo, come primo ministro dell'Unione Sudafricana, sotto controllo del Governo inglese, fu da lui nobilmente mantenuto durante la prima guerra mondiale (1914-18). Respinto il tentativo della Germania di indurre i Boeri alla rivolta, fu con gli Alleati e, preso il comando delle forze boere, in pochi mesi costrinse alla resa le truppe tedesche dell'Africa sud-occidentale.

Frederik Willem De Klerk

Uomo politico sudafricano (n. Johannesburg 1936). Cresciuto nel Sudafrica dell'apartheid, militò nel Partito nazionale per il quale fu eletto deputato nel 1972. Nel 1978 gli fu affidato il primo dei sei incarichi ministeriali che svolse fino a quando, nel 1989, subentrò a Peter W. Botha dapprima alla presidenza del Partito nazionale, in seguito alla guida dello Stato. La presidenza di De Klerk si distinse per l'avvio di numerose riforme mirate a eliminare gradualmente il regime segregazionista e di discriminazione razziale, sia per le pressioni interne della popolazione di colore, sia per le pressioni internazionali, di carattere politico (sospensione dei rapporti diplomatici, esclusione dalle competizioni sportive) ed economico (sanzioni ed embargo). Uno dei primi atti di De Klerk in questo senso fu la liberazione di N. Mandela (1990) e il riconoscimento di numerosi movimenti di opposizione: African National Congress, United Democratic Front (interno all'ANC), Partito comunista. Seguirono la liberazione di tutti i detenuti politici, la sospensione delle condanne a morte, la possibilità di rientro in patria per gli esuli. Il programma di riforme e di democratizzazione in vista di una politica multirazziale fu in realtà assai lento e controverso. Nel 1990 De Klerk abrogò una legge significativa nel sistema segregazionista, aprendo il Partito nazionalista, stabilmente al potere dal 1948, ai cittadini di tutte le razze. Seguì l'abrogazione delle leggi relative alla separazione residenziale in base alla razza, al divieto per la popolazione di colore di possedere terre agricole, all'obbligo di registrazione anagrafica in base al colore della pelle. Pur se contestato dall'ANC, che temeva il prolungarsi del periodo di transizione verso una democrazia compiuta, nel 1992 De Klerk indisse un referendum rivolto alla popolazione bianca per decidere fra l'instaurazione di un sistema multirazziale e la continuità della politica segregazionista: la prima ipotesi, appoggiata personalmente da De Klerk, ottenne il 68,7% dei consensi. Attraverso continui incontri e trattative con il presidente dell'ANC N. Mandela, insieme al quale fu insignito nel 1992 del premio internazionale della pace dell'Unesco e nel 1993 del premio Nobel per la pace, De Klerk raggiunse un piano di intesa per una transizione senza traumi alla democrazia. Le prime elezioni multirazziali a suffragio universale furono fissate per l'aprile 1994 e portarono alla vittoria dell'ANC e all'elezione di Mandela a presidente della Repubblica in sostituzione di De Klerk, che rimase tuttavia a capo del suo partito, il secondo del Paese con il 22,1% dei suffragi. Nel 2004 De Klerk decise di abbandonare il suo partito e si dedicò a cause umanitarie con l'associazione da lui stesso fondata.

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Nelson Mandela

Uomo politico sudafricano (n. Umtata, Transkei 1918). Figlio di un capotribù, dopo la laurea in Giurisprudenza entrò in politica diventando uno dei leader dell'ANC (African National Congress). Dopo la messa fuorilegge del partito, Mandela diresse dalla clandestinità l'opposizione al regime segregazionista di Pretoria e fondò nel 1961 il movimento militarista Umkhonto Wesitzwe. Nel 1963 venne arrestato con l'accusa di complotto e condannato all'ergastolo. La lunga prigionia non intaccò il prestigio e l'influenza di Mandela; al contrario il suo ascendente e potere carismatico ne furono ulteriormente accresciuti. Nel 1985 il presidente sudafricano P.W. Botha propose a Mandela la libertà in cambio della rinuncia alla lotta armata, ma il leader sudafricano rifiutò l'offerta scegliendo di rimanere in prigione. Dopo 27 anni di prigionia, Mandela venne infine liberato nel febbraio 1990. Ripresa attivamente la vita politica, dopo alcuni incontri con il leader sudafricano De Klerk annunciò la sospensione della lotta armata; nel 1991 venne nominato presidente dell'ANC. Il 9 maggio 1994 l'Assemblea nazionale composta da 400 deputati, appartenenti per la prima volta a tutte le razze presenti nel territorio del Sudafrica, elesse Mandela presidente della Repubblica. La nomina a capo dello Stato del leader nero, che il regime dell'apartheid aveva condannato all'ergastolo, rappresentò il segno tangibile della volontà del Paese di promuovere pace e riconciliazione per costruire un nuovo ordine. Dopo l'elezione, nel 1999, del nuovo presidente della Repubblica Thabo Mbeki, Mandela si ritirò dalla scena politica per dedicarsi a progetti di carattere umanitario.

Desmond Tutu

Vescovo sudafricano (n. Klerksdorp 1931). Figlio di un maestro, venne educato in scuole per soli neri. Ordinato prete, si laureò in Teologia in Gran Bretagna nel 1961. Tornato in Sudafrica, rifiutò i privilegi accordatigli dal regime segregazionista, scegliendo di andare a vivere nel ghetto nero di Soweto. Nel 1976, allo scoppio dei sanguinosi disordini nel ghetto stesso, venne allontanato e trasferito in qualità di vescovo nel piccolo Regno di Lesotho. Tornato a Johannesburg due anni più tardi, fu nominato segretario generale del Consiglio delle Chiese sudafricane, un organismo che raggruppava circa 13 milioni di fedeli. Nel 1980 subì l'arresto, con altri 51 religiosi, a causa del suo impegno nella lotta contro la segregazione razziale. Simbolo dell'opposizione all'apartheid, nel 1985 ricevette il premio Nobel per la pace. Nel 1986 si incontrò con il premier Botha per discutere del difficile momento attraversato dal Paese dopo la proclamazione dello stato d'assedio.

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ALTRI CENTRI

Bloemfontein

(176.525 ab.).

Capitale giudiziaria della Repubblica Sudafricana e capoluogo della provincia di Stato Libero (129.480 kmq; 2.953.100 ab.), nell'Orange, la città è situata presso ricchissime miniere di diamanti.

Port Elizabeth

(1.005.779 ab.).

Città della Repubblica Sudafricana, nella provincia del Capo Orientale, è situata nella baia di Algoa, sull'Oceano Indiano.

Fondata dagli Inglesi nel 1820, è il principale porto orientale della provincia.

La sua economia è legata alle attività portuali (esportazione di lana, pelli, prodotti agricoli), alle industrie meccaniche, della gomma, chimiche, alimentari e vetrarie. Sviluppato è inoltre il turismo, attratto dalle spiagge della baia di Algoa.

TERRITORI ESTERNI DEL SUDAFRICA

Isole Marion e Principe Edoardo

(310 kmq).

Arcipelago dell'Oceano Indiano formato dalle due isole omonime e annesso al Sudafrica nel 1948.

L'Isola Marion è posta a 1.920 km a Sud-Est di Città del Capo.

 

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