Geografia Africa Niger

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Geografia Africa Niger














GEOGRAFIA - AFRICA - NIGER

PRESENTAZIONE


Situato nell'Africa occidentale, il Niger confina a Nord con l'Algeria e la Libia; a Est col Ciad; a Sud con la Nigeria e il Benin; a Sud-Ovest con il Burkina e a Ovest con il Mali. Ha una superficie di 1.186.408 kmq e una popolazione di 10.078.000 abitanti con una densità media di 9 abitanti per kmq. Il gruppo etnico dominante è quello Hausa (53,6%). Verso Nord vivono i Fulbé (10%)e nell'area sahariana gruppi di Tuareg (9%): importante anche la presenza di Djerma (21,2%). La religione prevalente è la musulmana (98,7%), ma parte della popolazione pratica anche culti animistici (0,7%). La lingua ufficiale e commerciale è il francese: sono d'uso anche dialetti locali. Già colonia francese, il Niger è indipendente dal 1960 e, in base alla Costituzione del 1996, il potere esecutivo è concentrato nelle mani del presidente della Repubblica, eletto a suffragio universale e che nomina il primo ministro. Il potere legislativo spetta all'Assemblea Nazionale, composta da 83 membri eletti. L'unità monetaria è il franco CFA. La capitale è Niamey (398.000 ab.).

IL TERRITORIO


Il Niger occupa un esteso altopiano semidesertico, nella cui parte centrale e settentrionale si ergono alcuni massicci montuosi con altitudine massima di 2.000 m. Questa zona è delimitata a Nord-Est dalle pendici occidentali del Tibet e a Sud-Est dalle sponde del Lago Ciad. La sezione sud-occidentale del Paese è pianeggiante, solcata, per più di 500 km, dal fiume Niger, navigabile per circa un quinto del suo corso. Esso segna, per breve tratto, il confine con il Benin. Il Paese è interessato da due tipi di clima differenti: a Nord è arido e desertico, a Sud le precipitazioni estive favoriscono una vegetazione steppica (savana), mentre i territori lungo il fiume sono fitti di boscaglie.
Trapani Cartina del Niger
Trapani Villaggio hausa nel Sahel nigerino

L'ECONOMIA


Il Niger è uno dei Paesi più poveri del mondo, il 90% della sua superficie è coperta dal deserto ed il clima desertico al Nord non permette lo sviluppo del settore agricolo, che tuttavia resta d'importanza vitale per la popolazione. Esso è imperniato sulle colture di sussistenza; il Niger è infatti il primo produttore mondiale di miglio per abitante, coltura alla quale si aggiunge un altro cereale povero: il sorgo. I lunghi periodi di siccità, specialmente quello del 1968-74, hanno danneggiato enormemente le colture, compresa quella delle arachidi, destinata all'esportazione. L'allevamento è piuttosto consistente e comprende soprattutto bovini, ovini, caprini e cammelli. Le industrie, di scarsa rilevanza, riguardano essenzialmente la lavorazione delle arachidi e dei prodotti alimentari; vi è inoltre un cementificio. L'attività mineraria si basa principalmente sulla scoperta di giacimenti di uranio e su giacimenti di sale, carbone, fosfati e petrolio, sui quali il Paese punta per una ripresa economica. Per quanto riguarda il commercio estero, l'uranio è il prodotto maggiormente esportato, seguito dal bestiame e dalle arachidi. La rete di comunicazioni è molto poco sviluppata, non esistono ferrovie e la rete stradale si estende per 10.100 km di cui 798 asfaltati. Aeroporti principali: Niamey, Agadez.

CENNI STORICI


Resti fossili rinvenuti nella regione corrispondente all'attuale Niger confermano si tratti di un'area abitata fin dalla preistoria. In seguito ospitò diverse popolazioni nomadi, prima di subire, fra il XV secolo a.C. e il V d.C., l'influenza dell'impero Nok, nigeriano. A partire dal VII secolo la zona occidentale divenne parte dell'Impero di Shongai, di origine berbera, mentre tra il XIV e il XIX secolo l'area orientale fece parte dell'Impero del Kanem-Bornu, fondato dai Kanuri nell'VIII secolo. L'area meridionale invece aveva visto il sorgere degli Stati degli Haussa, sottomessi nel XIX secolo dai Fulani. A partire dal XIX secolo i Francesi avviarono un processo di colonizzazione, arrivando a controllare in vario modo i diversi Regni della regione. Il Niger divenne ufficialmente colonia francese nel 1922. Prima conseguenza fu la sostituzione dell'agricoltura di sussistenza con quella intensiva di arachidi e del cotone, prodotti destinati all'esportazione: la scarsità di derrate alimentari diventò per gli abitanti un problema endemico. Il Niger vide la nascita di un proprio movimento indipendente negli anni Cinquanta, il cui indiscusso leader fu Hamami Diori. Nel 1960 divenne uno Stato indipendente, ritrovandosi come eredità il primo posto tra i Paesi più poveri dell'Africa occidentale francese. Alle prime elezioni svoltesi dall'indipendenza, venne eletto presidente lo stesso Hamami Diori, candidato del Partito Progressista, che ebbe la meglio sul movimento Sawala di Djibo Bakari. Il nuovo Governo conservò profondi legami di natura economica e politica con la Francia, dimostrando inoltre una estrema intolleranza fino al punto di mettere fuori legge il movimento Sawala, costringendo all'esilio il suo leader Bakari. Il Governo venne ben presto accusato di corruzione e di repressioni inaccettabili nei confronti della sempre crescente opposizione politica. Nell'aprile 1974 un colpo di Stato militare rovesciò il presidente Diori. Un Comitato militare supremo prese il potere, nominando nuovo presidente il tenente colonnello Seyni Kuntche. I primi provvedimenti del Governo furono la tabella dei prezzi dei prodotti agricoli, l'aumento degli stipendi, la lotta al nepotismo, la pianificazione dei servizi educativi e sanitari. Venne firmato il decreto di espulsione per Djibo Bakari, che aveva fatto rientro in Niger per appoggiare il regime, e furono stipulati accordi bilaterali con la Francia. L'economia del Niger durante gli anni Settanta visse un boom economico grazie al rialzo del prezzo dell'uranio, di cui il paese africano era un importante produttore. Questo minerale costituiva il 90% delle esportazioni nel 1980, anno in cui ebbe fine il cosiddetto «miracolo» economico: il debito estero, che nel 1977 ammontava a 207 milioni, nel 1983 sfiorò i 1.000 milioni. Il presidente Kuntche fu obbligato a varare un programma di revisione sotto la supervisione del FMI, ma il recupero fu ulteriormente rallentato dall'aggravarsi fra il 1984 e il 1985 della siccità che aveva colpito il Sahel. Molte anche le difficoltà sul fronte interno, con un tentativo di golpe nel 1983 e una ripresa della guerriglia da parte dei Tuareg, che avevano dato inizio a un movimento insurrezionale nelle regioni settentrionali. La chiusura delle frontiere con la Nigeria, avvenuta fra l'aprile del 1984 e il marzo del 1986, acuì ulteriormente la crisi economica, impedendo la circolazione del bestiame e il transito dei camion carichi di derrate alimentari. Nel 1985 il prezzo dell'uranio scese di altri quattro punti, mentre si verificò un deficit di 400.000 tonnellate di cereali. Il debito estero continuava a salire richiedendo una liquidità sempre maggiore. Mentre il Governo cercava nuove soluzioni politiche, nel 1986 il generale Kuntche fu colpito da emorragia cerebrale, morendo in un ospedale militare parigino undici mesi più tardi. Il Comitato militare supremo designò quale suo successore il colonnello Ali Saïbou. Fra i primi provvedimenti decisi da Saïbou, vi fu la nomina di dieci nuovi ministri e l'annuncio di un'amnistia che rese possibile il rientro in Niger degli esuli, fra cui Djibo Bakari e Hamami Diori, che sarebbe morto poco dopo, nel 1989. Nel 1988 nacque il partito unico Movimento nazionale per la società in sviluppo (MNSD), mentre un Consiglio nazionale per lo sviluppo (CND) si accingeva a emanare una nuova Costituzione, che fu sottoposta al giudizio della popolazione attraverso un referendum, per essere infine approvata nel 1989. Nello stesso anno, Saïbou venne eletto presidente della Repubblica nel corso delle prime elezioni svoltesi nel Paese dall'indipendenza. La siccità abbattutasi sulla zona del Sahel indusse il Governo a prestare un'attenzione speciale al problema della popolazione agricola e il 32% del bilancio statale venne quindi destinato allo sviluppo di apposite politiche. Saïbou poté beneficiare, all'inizio della sua presidenza, di una breve congiuntura economica favorevole. In politica interna Saïbou tentò di coniugare il proprio progetto di un partito con la promessa di un reale processo di democratizzazione. Nonostante questi propositi, l'opposizione politica continuò a rivendicare, oltre ad aumenti salariali e miglioramenti sociali, un sistema politico multipartitico. I grandi scioperi e le manifestazioni indetti nel 1990 vennero però duramente repressi dalla polizia. Nello stesso anno la produzione agricola calò di più del 70%, mentre le risorse della terra ormai erano quasi esaurite per via del terreno non più fertile per la mancanza di fosforo e azoto. Il Governo approvò il piano di aggiustamento impostogli dalla Banca Mondiale e dal FMI che lo costrinse a congelare per due anni il salario degli impiegati statali. Lavoratori e studenti risposero a questa misura del Governo con nuovi scioperi e manifestazioni. Il presidente promise allora, per placare gli animi, di avviare il processo di democratizzazione e di multipartitismo. Dopo quattro mesi di lavoro la Conferenza nazionale decise di dare vita a un Governo di transizione guidato dal primo ministro, Amadou Cheffou. Il disastro economico, e la conseguente crisi sociale, erano anche causati dalla fine del boom dell'uranio, il cui prezzo era passato da 30.000 franchi al chilo del 1989 ai 19.000 del 1991. All'inizio del 1992 i guerriglieri tuareg ripresero intanto le loro rivendicazioni, mentre la nuova Costituzione venne approvata attraverso un referendum in cui riscosse il 90% dei favori. Nel febbraio del 1993, le elezioni politiche videro la sconfitta del partito di governo e Mahamane Ousmane divenne il primo presidente del Niger democraticamente eletto. Gli sforzi negoziali per pervenire a un accordo che favorisse la fine della rivolta dei Tuareg nel Nord del Paese proseguirono per tutto il 1993 fino al raggiungimento di un accordo un anno dopo fra il Governo e il principale gruppo di guerriglieri, il Coordinamento per la resistenza armata: l'autorità centrale concesse l'autonomia a un'area del Paese che venne riservata a 750.000 Tuareg. Il Governo arrestò nello stesso anno, dopo altre proteste studentesche, 91 membri dell'opposizione. Nel frattempo il primo ministro Mahamadou Issoufou rassegnò le dimissioni, privando il Governo della maggioranza assoluta in Parlamento. Nel gennaio 1995 una coalizione di forze dell'opposizione uscì vittoriosa dalle elezioni parlamentari, revocando subito la fiducia al primo ministro, Boubacar Cissé Amadou, e sostituendolo con Hama Amadou. La tensione fra il nuovo Governo e il presidente fu sempre più evidente. Nel gennaio del 1996 un colpo di Stato militare provocò la caduta del presidente, che venne sostituito da un Consiglio di salvezza nazionale presieduto dal colonnello Ibrahim Barré Maïnassara, che nominò primo ministro Boukary Adji. Maïnassara fu eletto poco dopo presidente con il 52% dei voti. Il nuovo «uomo forte» del Niger sciolse la Commissione elettorale nazionale indipendente, provocando così la reazione dei più importanti partiti dell'opposizione. Nell'ottobre 1997, Ali Sabo, coordinatore delle attività del Fronte per la restaurazione e la difesa della democrazia, che raggruppava otto partiti dell'opposizione, venne arrestato con l'accusa di aver effettuato dichiarazioni ostili a Maïnassara. All'inizio del 1998 Maïnassara ordinò l'incarceramento di altri numerosi esponenti di primo piano dell'opposizione, ritenendoli colpevoli di una presunta cospirazione ai suoi danni. Il MNSD respinse tale accusa, definendola una manovra per distrarre l'opinione pubblica dall'incapacità dimostrata dal Governo di risolvere i gravi problemi del Paese, primi fra tutti la fame e la criminalità. Nel 1999 Maïnassara, venne ucciso dalle sue guardie del corpo durante un sollevamento militare in seguito al quale fu riformata la Costituzione e si tennero le elezioni presidenziali e legislative che videro l'insediamento alla presidenza di Tandja Mamadou, del MNSD. Il ritorno formale alla democrazia riaprì il flusso degli aiuti dall'estero, in particolare dalla Francia. Nel 2000 il Niger e il Benin trovarono una soluzione al problema dei confini sul tratto dell'isola Lete, sul fiume Niger. I due Paesi, insieme al Burkina Faso, decisero inoltre di potenziare il parco naturale «W Park», situato nell'area di confine tra i tre Stati. Il parco, considerato dall'UNESCO di valore universale eccezionale, era sorto nel 1954 e successivamente era stato praticamente abbandonato. Sono aumentati nello stesso anno i casi di meningite: le vittime, in meno di sei mesi, sono state quasi 600, più del doppio rispetto a tutto il 1999, portando il numero dei malati a oltre 13.000. Nel gennaio e marzo 2001 dodici partiti dell'opposizione riuniti nel Coordinamento delle forze democratiche (CFD), presieduto da Mahamadou Issoufou del Partito nigerino per la democrazia e il socialismo (PNDS), presentarono due mozioni di censura contro il Governo, alimentando nel Paese forti movimenti di protesta.

LA CAPITALE


Niamey

(398.265 ab.). Capitale del Niger, posta sulla sponda sinistra del fiume omonimo, forma con il suo territorio (670 kmq) il dipartimento omonimo. È un centro politico, amministrativo e commerciale, dotato di un aeroporto internazionale e molto deve alla sua posizione situata al centro della rete di trasporti stradali che collegano il Paese a Benin, Burkina Faso e Mali. Importante mercato di pelli e bestiame, ebbe origine da una serie di villaggi agricoli che si espansero e si unirono dopo la conquista dell'indipendenza.


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