Geografia Africa Territorio Economia Storia della Mauritania.

La scuola consegue tanto meglio il proprio scopo quanto più pone l'individuo in condizione di fare a meno di essa.
(Ernesto Codignola)

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Enciclopedia termini lemmi con iniziale a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z

Geografia Africa

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In Mauritania Inn

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Bandiera della Mauritania

La bandiera: verde con una stella gialla a cinque punte tra le corna di una luna crescente gialla rivolta verso l'alto; strisce rosse lungo i bordi superiore e inferiore; la mezzaluna, la stella e il colore verde sono simboli tradizionali dell'Islam; il verde rappresenta anche la speranza di un futuro luminoso; il colore giallo sta per le sabbie del Sahara; il rosso simboleggia il sangue versato nella lotta per l'indipendenza. Inno della Mauritania.

GEOGRAFIA - AFRICA - MAURITANIA

PRESENTAZIONE

Stato dell'Africa nord-occidentale, la Mauritania è compresa tra l'Algeria a Nord, il Mali a Est e Sud, il Senegal a Sud, il Sahara a Nord-Ovest, mentre a Ovest è lambita dall'Oceano Atlantico.

Copre una superficie di 1.030.700 kmq ed ha una popolazione di 4.079.284 (2021) abitanti con una densità media di 3 abitanti per kmq. Il gruppo etnico più diffuso è costituito dai Mauri (81%).

La lingua ufficiale è l'arabo, ma sono parlati il poular, il soninke e il wolof; usato anche il francese.

Il 99,5% della popolazione è di religione musulmana sunnita.

Ex colonia francese, la Mauritania è una Repubblica indipendente dal 1960.

In base alla Costituzione del 1991, sia il presidente della Repubblica sia l'Assemblea Nazionale sono eletti a suffragio diretto con mandato di 6 anni.

L'unità monetaria è l'ouguiya.

La capitale è Nouakchott (735.000 ab.).

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IL TERRITORIO

Il Paese è morfologicamente dominato dall'altopiano desertico del Sahara, ricoperto da sabbia, ciottoli o isolate formazioni collinari.

Le sole zone pianeggianti sono la costa atlantica e la regione a Est del fiume Senegal, unico corso d'acqua della Mauritania. Sono presenti inoltre gli uidian, i brevi corsi d'acqua stagionali.

La costa è bassa e sabbiosa.

Il clima è tropicale arido, influenzato non tanto dall'oceano quanto dai venti: in particolare l'harmattan, vento secco sahariano, che spira d'inverno, e i venti equatoriali di tipo monsonico.

Le precipitazioni sono insufficienti e le temperature elevate, con marcate escursioni termiche.

Il 90% del territorio della Mauritania è desertico e impedisce in tal modo lo sviluppo economico del Paese, soprattutto per quanto riguarda l'agricoltura.

Mappa Mauritania

Cartina della Mauritania

Cartina della Mauritania

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Africa Mauritania

L'ECONOMIA

Il territorio del Paese rende l'attività agricola difficile e insufficiente.

L'unica zona coltivabile è quella lungo il fiume Senegal, che segna il confine con l'omonimo Paese.

L'agricoltura occupa più della metà della popolazione attiva.

La coltura più diffusa, quella del riso, è stata incrementata dal miglioramento dell'irrigazione.

Le colture cerealicole hanno invece subito gravi danni per via della frequente siccità.

Anche l'allevamento è stato colpito dalla siccità, che ha spinto i pastori nomadi verso le città a causa dell'avanzata del deserto.

L'economia del Paese poggia quindi in gran parte sulla pesca, grazie alla grande pescosità delle acque territoriali e ai consistenti aiuti internazionali che permettono continui investimenti nel settore.

Ricchezza importante del Paese è il ferro; di scarsa rilevanza sono invece le estrazioni di rame e fosfati.

Lo sviluppo del settore industriale è fortemente ostacolato dagli impegni militari necessari a fronteggiare la guerriglia nel Paese.

Questa grave situazione ha inoltre rafforzato la dipendenza della Mauritania dalla Francia, da un punto di vista sia economico sia politico.

La Mauritania esporta ferro, prodotti ittici e bestiame, ma importa la quasi totalità di ciò che consuma.

I traffici si svolgono su una rete di comunicazione poco sviluppata, che comprende 704 km di ferrovia e 7.636 km di strade di cui asfaltate 840 km.

I porti principali sono situati a Nouadhibou, Nouakchott, Cansado e Point-Central.

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CENNI STORICI

La parte meridionale di quella che oggi è la Mauritania, fu lo scenario dello sviluppo di una delle più peculiari civiltà africane.

La conquista almoravide prima e le migrazioni fulane poi, amalgamarono e unificarono gran parte della popolazione.

Nel XIV secolo le tribù beni hilal, che avevano invaso l'Africa del Nord tre secoli prima, giunsero in Mauritania e per più di duecento anni si dedicarono a guerre con i Berberi, in un'area che comprendeva anche il Sud dell'Algeria e l'odierno Sahara, mentre la regione meridionale faceva parte dell'impero del Mali.

Nel 1664 le tribù berbere della regione si unirono per affrontare gli Arabi, ma il lungo conflitto che ne risultò terminò trent'anni più tardi con la sconfitta dei Berberi.

Gli Arabi s'imposero come aristocrazia militare, monopolizzando l'esercito e lasciando ai locali il commercio, l'istruzione e le altre attività pacifiche.

Questa rigida stratificazione sociale andò limandosi nel tempo, ma si mantenne tra gli Arabo-berberi da un lato e gli abitanti del Sud (Fulani e Soninke) dall'altro.

I vari emirati sorti al termine del XVII secolo non riuscirono a unificare politicamente il Paese a causa delle rivalità tra loro e dei problemi dinastici.

Nel XIX secolo lo sviluppo mercantile sorto nel frattempo entrò in conflitto con il progetto francese di concentrare il commercio sudanese nel Senegal, per il quale era necessaria l'eliminazione del commercio sahariano.

La conquista della Mauritania, cominciata nel 1858 dal generale Faidherbe, si protrasse fino al XX secolo.

La resistenza opposta inizialmente dagli emirati fu infatti tenace.

Dopo la seconda guerra mondiale il Paese divenne una provincia francese d'oltremare, inviando deputati al Parlamento francese. Dieci anni più tardi ottenne l'autonomia interna e nel 1960 l'indipendenza.

Priva di infrastrutture e di capacità amministrative, la popolazione usava il baratto ed era in gran parte nomade.

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La MIFERMA, impresa internazionale a capitale francese, aveva più potere del Governo del Paese.

Le sue miniere di ferro fornivano l'80% delle esportazioni e davano lavoro al 25% della popolazione.

Il Partito popolare di Mauritania (PPM), presieduto da Moktar Ould Daddah, cominciò lentamente a porre le basi della vera indipendenza nazionale.

Il primo passo fu nel 1965 l'uscita dall'OCAM (Organizzazione comune africana e malgascia), attraverso la quale la Francia manteneva la sua tutela sulle ex colonie.

Nel 1966 fu creata la SOMITEX, la società per il monopolio dell'importazione di prodotti di consumo, e cominciò a essere rivalutata la cultura araba.

La banca arabo-mauritana ottenne il monopolio delle operazioni con l'estero e per la prima volta fu emessa moneta mauritana.

Nel 1974 il Paese entrò a far parte della Lega Araba e fu annunciata la nazionalizzazione delle miniere di ferro.

Nel 1975 la Mauritania si associò al Marocco, mossa dal suo interesse ad annettere parte del Sahara Occidentale.

Con l'appoggio logistico e militare dei francesi, tremila soldati mauritani e diecimila marocchini occuparono l'ex Sahara spagnolo.

La Mauritania cominciò a essere colpita da violente rappresaglie da parte del Fronte Polisario e fu anche occupata dalle truppe marocchine alleate, cosa che creò un generale sentimento di scontento popolare viste anche le molte affinità dei soldati marocchini con i nemici sahariani.

L'opposizione condannò l'intervento del Governo contro l'indipendenza del Sahara e avvennero manifestazioni e scontri con la polizia.

Dal 1978 al 1984 furono attuati cinque colpi di Stato, oltre a un tentativo di arabizzare l'intero Paese, misconoscendo le altre popolazioni residenti nel Sud del territorio.

Nel 1979 il Governo dovette desistere da questo tentativo e rinunciare alla rivendicazioni sul Sahara, con la firma di un accordo di pace con il Fronte Polisario.

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Con l'appoggio di alcuni ufficiali di sinistra il Governo abolì finalmente la schiavitù, ancora legale nel Paese.

Haidallah fu destituito nel 1984 da Maaouiya Ould Sid'Ahmed Taya, colonnello e capo di stato maggiore dell'esercito.

Quest'ultimo riconobbe ufficialmente la Repubblica Araba Sahariana Democratica e iniziò la regolarizzazione delle attività commerciali in un Paese dove solo il 50% delle imprese aveva una contabilità registrata.

Nel 1985 il Fondo Monetario Internazionale autorizzò un prestito di dodici milioni di dollari, all'interno di un programma economico di aggiustamento strutturale con condizioni molto dure per la Mauritania, colpita da un processo di desertificazione e da un pesante deficit alimentare.

Nel 1987 iniziò una serie d'incidenti tra contadini e allevatori nella zona di frontiera del fiume Senegal.

Nel 1989 la situazione di aggravò e alcuni senegalesi, di ritorno dalla Mauritania, denunciarono uccisioni e mutilazioni di loro compatrioti e ciò suscitò la reazione di gruppi radicali che assassinarono mercanti mauritani e saccheggiarono i loro negozi.

Gli scontri sulla frontiera con il Senegal provocarono centinaia di vittime in entrambi gli schieramenti e terminarono con la rottura dei rapporti diplomatici da parte senegalese nell'agosto del 1989.

Nel 1991 venne approvato un referendum per il riconoscimento del multipartitismo e l'instaurazione di un Governo democratico.

Nonostante la riforma costituzionale, cominciò un periodo di grande agitazione sociale, con scioperi ai quali partecipò gran parte della popolazione.

Maaouiya Ould Sid'Ahmed Taya mantenne la presidenza nelle prime elezioni multipartitiche nel 1992, che l'opposizione e numerosi osservatori internazionali considerarono truccate.

Nello stesso anno la Mauritania ristabilì i rapporti diplomatici con Mali e Senegal.

Ciò permise di riprendere i negoziati per la soluzione delle rivendicazioni di confine e per cercare di risolvere la situazione dei rifugiati mauritani nei due Paesi confinanti.

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Nonostante i pochi risultati sul piano economico e le continue proteste dell'opposizione, nel 1994 i partiti di Governo trionfarono nelle elezioni amministrative, anche queste considerate truccate dai rappresentanti dell'opposizione.

Nel 1995 migliaia di manifestanti sconvolsero Nouakchott, bruciarono automobili e saccheggiarono negozi, in seguito all'aumento dei prezzi.

I creditori della Mauritania accettarono di rinegoziare il debito pubblico, che fu parzialmente cancellato.

Nel 1996, un accordo con l'Unione Europea permise alla Mauritania di accedere a quote fisse di credito per cinque anni, in cambio della concessione di permessi di pesca nelle sue acque.

Nel dicembre del 1997, il presidente Taya fu rieletto con quasi il 90% dei voti.

Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani chiesero, nell'aprile del 1998, che si mettesse fine alla schiavitù.

Nel settembre 1999 il premio internazionale per i diritti umani di Norimberga venne assegnato a Fatimata M'Baye, la prima donna avvocato del Paese, più volte arrestata per aver criticato l'atteggiamento tollerante del Governo nei confronti della schiavitù che continuava a colpire il 40% circa della popolazione, in particolare nelle aree rurali.

Nel 2000, per premiare le riforme economiche attuate dal Governo, il Fondo Monetario Internazionale ridusse notevolmente il debito estero del Paese.

Nell'ottobre 2001 si tennero le elezioni per il rinnovo dell'Assemblea nazionale, precedute da una campagna elettorale caratterizzata dal restringimento degli spazi lasciati all'opposizione i cui esponenti, insieme ai rappresentanti che si battono per i diritti umani, furono sottoposti a pesanti limitazioni della loro attività, quando non incarcerati.

Le consultazioni terminarono con la vittoria del Partito repubblicano democratico e sociale del presidente Taya che ottenne la maggioranza dei seggi.

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LA CAPITALE

Nouakchott

(735.000 ab.). Capitale della Mauritania, forma, con il suo territorio (1.000 kmq) l'omonimo distretto.

Situata sulla costa atlantica, la città era in origine un nodo carovaniero; fu ricostruita completamente a partire dal 1957, divenendo capitale e sede vescovile cattolica.

Deve il suo costante sviluppo alle sue funzioni politiche, amministrative e religiose.

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