Geografia Africa Malawi

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Geografia Africa - Indice

GEOGRAFIA - AFRICA - MALAWI

PRESENTAZIONE


Il Malawi occupa una striscia di terreno lungo la costa occidentale del Lago Niassa (o Malawi) e confina a Nord e a Est con la Tanzania, a Est, a Sud e a Sud-Ovest col Mozambico e a Ovest con lo Zambia. Copre una superficie di 118.484 kmq, e ha una popolazione di 10.640.000 abitanti con una densità media di 87 abitanti per kmq. Il Paese è abitato prevalentemente da Maravi (58%), Lomwe (18%), Yao (13%) e Ngoni (7%). Le lingue ufficiali sono l'inglese e il chichewa. Sebbene parte della popolazione pratichi culti animistici (10%), la maggioranza si divide tra seguaci della fede musulmana (20%) e professanti fedi cristiane (cattolici, 18%; protestanti, 21%). Già protettorato britannico col nome di Nyasaland, il Malawi acquistò progressiva autonomia fino a raggiungere il completo autogoverno nel 1964. In base alla Costituzione provvisoria del 1994, il presidente della Repubblica, che è capo del Governo, è eletto a suffragio diretto ogni 5 anni, al pari dell'Assemblea nazionale (formata da 192 deputati). L'unità monetaria è il kwacha del Malawi. La capitale è Lilongwe (395.500 ab.).

IL TERRITORIO


Il territorio, allungato in senso longitudinale, occupa parte dell'altopiano sudafricano, è in prevalenza montuoso ed è limitato a Est dal Lago Niassa. La catena più elevata è il massiccio del Mulanje (3.000 m), di natura vulcanica, che sorge nell'area meridionale del Paese. I fiumi sono piuttosto brevi e sfociano tutti nel Lago Niassa, oppure sono affluenti dello Shire, emissario del lago. Il clima, temperato nelle alte aree occidentali, è più caldo ed umido in quelle basse, digradanti verso il lago; le piogge sono concentrate soprattutto tra novembre e dicembre. La savana domina sugli altipiani; lungo i fiumi tributari del Niassa prevale la foresta.
Trapani Cartina del Malawi

L'ECONOMIA


La principale risorsa economica del Paese rimane l'agricoltura, benché piuttosto arretrata. I prodotti principali sono tabacco, cotone, tè, arachidi, mais, sorgo, riso, canna da zucchero, banane e caffè. Dalle foreste si ricavano legni pregiati (mogano, teak, cedro). L'attività industriale è piuttosto modesta e limitata alla manifattura del tabacco, alla lavorazione dello zucchero, alla produzione della birra, oltre a qualche cementificio e ad alcune industrie tessili.

CENNI STORICI


Il Regno di Kitwara, all’interno del territorio dell’attuale Malawi, faceva parte dell’insieme di Stati legati alla produzione aurifera e retti dal Monomotapa, re dello Zimbabwe. Il decadimento di questo centro di potere permise ai Chewa di ampliare il proprio territorio, ma verso il 1835 l’espansione zulu spinse fino alle rive del lago Malawi gli Ngoni-nwande, causando sessant’anni di guerre tra gli Ngoni e i Chewa, alleati con gli Yao. Il Paese, che fu esplorato da Livingstone nel 1859, subì un tentativo di occupazione portoghese nel 1890, fallito a causa degli interessi inglesi nella zona. La Gran Bretagna voleva infatti occupare il territorio per via del progetto di unire il Sudafrica all’Egitto attraverso una catena di colonie. Nel 1891, gli Inglesi stabilirono un protettorato sul territorio che passò a chiamarsi Nyasaland. Gli Inglesi volevano costituire una federazione centroafricana composta da Malawi, Zambia e Rhodesia sulla base di similitudini climatiche ed etniche. Politicamente ciò avrebbe significato l’estensione a tutta la federazione del dominio della maggioranza bianca razzista stabilitasi nella Rhodesia del Sud. Il Malawi Congress Party (MCP) scelse l’indipendenza presentando Hastings Kamuzu Banda come leader nazionale. Nel 1964, al conseguimento dell’indipendenza, Banda cominciò ad esercitare un potere autocratico sul MCP e sul Paese. Il presidente allacciò stretti rapporti con i regimi razzisti del Sudafrica e della Rhodesia e con l’amministrazione coloniale portoghese del Mozambico. Nel 1975, l’indipendenza ottenuta da quest’ultimo Paese cambiò il panorama politico di Banda, che aveva collaborato attivamente con i portoghesi alla repressione del FRELIMO. Nel 1978 si svolsero le prime elezioni in diciassette anni. Tutti i candidati dovevano appartenere al MCP e superare un esame di inglese, tramite il quale si arrivò ad escludere il 90% della popolazione. Nel 1980, la situazione economica e diplomatica del Malawi si modificò con l’ottenuta indipendenza dello Zimbabwe. Banda perse il contatto diretto con il Sudafrica con il quale il Malawi manteneva stretti rapporti economici. A livello interno, l’indipendenza dei Paesi vicini rafforzò la Lega socialista del Malawi (LESOMA), un partito favorevole alla rottura dei legami economici e politici con il Sudafrica e alla democratizzazione del Paese. Acquistò forza politica anche il Movimento per la libertà del Malawi (MAFREMO), diretto da Orton Chirwa. Nel 1983, sia Chirwa sia Attati Mpakati, il leader della LESOMA, furono condannati a morte, accusati di cospirazione. Mpakati fu assassinato da agenti sudafricani poco dopo, mentre stava effettuando una visita ad Harare. Chirwa e sua moglie furono sequestrati in Zambia dove vivevano in esilio, e rinchiusi in una prigione di Blantyre. Banda creò una polizia segreta, denominata Special Branch. Il presidente a vita controllava personalmente l’economia del Paese, poiché era proprietario del 33% delle imprese. Nel 1988 Amnesty International denunciò l’arresto di illustri accademici e scrittori per motivi politici, tra cui Jack Mapanje, il poeta più importante del Paese. Nel 1989 gli Usa annunciarono invece la cancellazione di quaranta milioni di dollari del debito estero. Nel 1990 e 1991, catastrofi naturali aggravarono la scarsità di generi alimentari della popolazione rurale rappresentante circa il 90% del totale. L’avviata privatizzazione del mercato del mais avvantaggiò in realtà solamente pochi produttori. Nel 1991 gli Stati Uniti riaffermarono il loro totale appoggio al regime di Banda, proprio nel momento in cui aumentavano le violazioni dei diritti umani. Nel 1992, per la prima volta anche la Chiesa cattolica criticò la situazione dei diritti umani e reclamò la libertà politica in una lettera pastorale. Uno dei leader dell’opposizione, Chafuka Chihana, dell’Alleanza per la Democrazia, fu catturato mentre cercava di ritornare nel Paese, nell’aprile del 1992. Solo un’intensa campagna internazionale impedì la sua fucilazione. Nello stesso anno una brutale repressione contro uno sciopero generale provocò una quarantina di morti e un centinaio di feriti. In reazione a questi fatti, la Banca Mondiale congelò parte degli aiuti finanziari. Il Congresso del Malawi, il partito di governo e l’unico a concorrere alle elezioni generali, ottenne 144 deputati nell’Assemblea nazionale. Alla fine del 1992, trapelò la notizia della morte per tortura di Orton Chirwa, del Movimento per la liberazione del Malawi (MAFREMO), in prigione dal 1983. Per contenere l’indignazione popolare, Banda annunciò un referendum sul multipartitismo. Nel 1993, il Comitato degli Affari Pubblici costrinse Banda a fissare il referendum per scegliere tra il sistema a partito unico e un sistema multipartitico. Circa due terzi dei votanti si pronunciarono a favore del cambiamento. Banda rifiutò di dimettersi, ma promise elezioni presidenziali per il 1994. Il 17 maggio 1994, quattro milioni di cittadini si recarono alle urne per eleggere il nuovo presidente e i membri del Parlamento, nelle prime elezioni multipartitiche dall’indipendenza del Paese. Il leader dell’oppositore Bakili Mukizi fu eletto presidente. Banda, il cui partito aveva conquistato solamente 55 seggi, decise di abbandonare l’attività politica. Durante lo stesso anno il Malawi subì le conseguenze di una grave siccità, che provocò scarsità di generi alimentari. Insieme ad undici nazioni dell’Africa meridionale, nel 1996, il Malawi partecipò ai colloqui per la formazione di un’area di libero commercio. Nel 1997, gli USA iniziarono gli addestramenti per le truppe del Malawi in vista della creazione di una «forza di pace» africana. La stagione secca, che colpì ancora in quell’anno vaste regioni africane, prosciugò quasi completamente il fiume Shire, uno dei principali corsi fluviali del Paese. Nel 1998, si stimò che le riserve d’acqua sotterranee della regione avrebbero impiegato circa 1.400 anni a riformarsi di nuovo. Il presidente Muluzi, rieletto nel 1999, nel 2000 destituì l’intero Governo e assunse ad interim la gestione di tutti i ministeri. Questo, secondo il premier, per cercare di frenare la corruzione dilagante nella pubblica amministrazione. Le elezioni suppletive che si sarebbero dovute svolgere nell'aprile 2001 furono rinviate a data da destinarsi dalla Commissione elettorale a causa delle violenze scoppiate tra sostenitori del presidente Muluzi e dell’opposizione guidata da Gwanda Chakuamba, leader del MCP.

LA CAPITALE


Lilongwe

(395.500 ab.). Capitale del Malawi, è posta sulla dorsale che occupa la parte occidentale del Paese, a 1.067 m s/m., lungo il fiume omonimo, tributario del Malawi. È altresì capoluogo dell’omonimo distretto (6.159 kmq; 1.119.7000 ab.) e della regione Centrale (35.592 kmq; 3.409.600 ab.). Mercato di un'area agricolo-allevatrice (tabacco, arachidi, cereali; ricchi pascoli per il bestiame bovino), ha subito una crescita accelerata, dal punto di vista sia demografico che topografico. Le attività industriali si limitano a stabilimenti tessili, alimentari e manifatture di tabacco. Importante nodo di comunicazioni stradali, con aeroporto.


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