GEOGRAFIA - AFRICA - GAMBIA

PRESENTAZIONE


Il Gambia è un piccolo Stato enclave nel territorio del Senegal. Situato tra il Tropico del Cancro e l'Equatore, si affaccia a Ovest sull'Oceano Atlantico. Ha una superficie 11.295 kmq. Gli abitanti sono 1.268.000 con una densità media di 119 abitanti per kmq. La composizione etnica vede la presenza di tribù mandingo (34%), fula (16,2%), wolof (12,6%), jola (9,2%) e Serahuli (7,7%). La lingua ufficiale è l'inglese, mentre d'uso sono i dialetti wolof, mandinka e fula. La religione dominante è quella musulmana. Ex colonia britannica, il Gambia è una Repubblica. Secondo la Costituzione del 1997, il presidente, eletto a suffragio universale per cinque anni, detiene il potere esecutivo. Egli nomina i membri del Governo, che sono responsabili di fronte a lui e all'Assemblea Nazionale (45 membri eletti, più 4 nominati dal presidente). L'unità monetaria è il dalasi. La capitale è Banjul (42.326).

IL TERRITORIO


Il territorio del Gambia è costituito da una profonda enclave larga circa 50 km e lunga 350 che si incunea lungo le sponde del fiume omonimo nel territorio senegalese. Prevalentemente pianeggiante, ha una vegetazione dominata dalla savana. Il clima è tropicale, mitigato da brezze marine, con abbondanti precipitazioni.
Cartina del Gambia


L'ECONOMIA


L'agricoltura, la principale risorsa del Paese, è costituita prevalentemente da colture di arachidi, per la maggior parte destinate all'esportazione; in espansione sono le colture di riso e miglio, noci di palma, manioca. Le foreste offrono mogano e bambù. La mancanza di risorse minerarie ed energetiche costituisce un grosso ostacolo per lo sviluppo dell'industria, che attualmente si concentra sulla lavorazione delle arachidi.

CENNI STORICI


I primi abitanti del Gambia vi arrivarono dal Senegal, attratti dalle coste adatte alla navigazione e al commercio. Nel XV sec. venne conquistato dai Mandingo (o Mandinka), etnia legata all’Impero del Mali, che esercitò la propria autorità sulla valle del Gambia raggiungendo un notevole sviluppo economico e culturale. Nel 1455 arrivarono i navigatori portoghesi e il Gambia divenne per loro la terra da cui esportare i molti metalli preziosi, nonché una prospera enclave sulla via per l’Oriente da loro controllata. Nel 1618 i Portoghesi cedettero i propri diritti commerciali e territoriali all’Impero britannico. A partire dal 1644 il territorio fu utilizzato soprattutto come «fonte» di schiavi e i commercianti inglesi stabilirono alleanze con i principi dell’interno del territorio. Per più di duecento anni Gran Bretagna e Francia, che possedeva il Senegal, si contesero il territorio e nel corso del XVIII sec. le dispute per questioni di confine crebbero d’intensità. Lungo tutto il XIX sec. si ebbero diverse guerre religiose che videro alla fine la completa conquista del Paese da parte dell’Islam. La soppressione della tratta degli schiavi fece perdere importanza economica al Gambia, ma la colonia acquistò importanza strategica, per la sua posizione nel mezzo del Senegal, territorio chiave della dominazione francese nell’Africa subsahariana. Nel 1889 le due potenze coloniali, Inghilterra e Francia, giunsero a un accordo circa i confini, il che garantì la pace nella regione e il riconoscimento formale, da parte delle potenze europee, della sovranità britannica sul territorio del Gambia. Le condizioni del Paese si mantennero immutate per tutta la prima metà del XX sec. Solo nel 1963 il Gambia ottenne dalla Gran Bretagna il riconoscimento di una certa autonomia amministrativa. Due anni più tardi raggiunse l’indipendenza e si unì al Commonwealth britannico. Dopo l’indipendenza, le strutture sociali ed economiche del territorio non cambiarono. L’esportazione continuò a basarsi sulla coltivazione di arachidi, mentre rimasero in vigore le strutture sociali tradizionali. Il medico veterinario Dawda Jawara, fondatore del Partito popolare progressista (PPP), che già nel 1962 aveva vinto le elezioni, ma non aveva esercitato il potere a causa di un voto di sfiducia dell’opposizione, si impose nuovamente nel 1970, quando nel Paese fu proclamata la Repubblica e fu adottato il sistema presidenziale. A causa della scarsa vigilanza alle sue frontiere, il Gambia divenne negli anni Settanta la via d’uscita del contrabbando in Africa occidentale. Attraverso il porto di Banjul, si esporta e s’importa illegalmente buona parte della produzione del Senegal. Nel 1973 il Governo di Dawda Jawara prese in seria considerazione un progetto d’unione con il Senegal. Nel 1981 oppositori musulmani cercarono di rovesciare Jawara, con la volontà di instaurare un regime rivoluzionario islamico. La ribellione fu soffocata da truppe senegalesi che entrarono in Gambia su richiesta del presidente. L’unione con il Senegal fu prevista per il 1982, ma un ulteriore tentativo golpista in Gambia indusse i due Paesi ad accelerare la creazione di una federazione chiamata Senegambia. Intanto una lunga siccità provocò la caduta delle esportazioni dei prodotti agricoli, l’aumento della disoccupazione, l’emigrazione dalle campagne e causò un forte indebitamento con l’estero per finanziare l’importazione di generi alimentari. La federazione di Senegambia fu attiva dal 1982 fino alla fine del 1989. Il trattato assicurò a Dawda Jawara la protezione di fronte a possibili ribellioni interne, e il Senegal esercitò un maggiore controllo sulla fuoriuscita di denaro causata dal contrabbando. I due Stati mantennero la propria individualità e la propria organizzazione interna. Dal 1985 il Gambia cominciò a rimandare la firma dei trattati che consolidavano i legami tra i due Paesi e alla fine del 1989 firmò un patto di mutua difesa con la Nigeria. Questa misura significò, di fatto, la dissoluzione del Senegambia. Nel 1991 Gambia e Senegal fecero un primo passo verso la riconciliazione con la firma di un trattato d’amicizia e di cooperazione. Nel 1993 l’agricoltura e il turismo furono colpiti dalle conseguenze della crisi economica europea. Nel luglio del 1994 un golpe militare depose il presidente Dawda Jawara. Il golpe, condotto da Yayah Jammeh, cominciò con le proteste dei soldati che reclamavano un compenso per la missione di pace compiuta in Liberia. Nel gennaio del 1995 due membri del Consiglio esecutivo provvisorio delle Forze armate furono arrestati, per aver cercato di rimettere il Governo nelle mani dell’autorità civile. La giunta militare ampliò immediatamente i poteri delle forze di sicurezza. Nel 1996 il Governo annunciò nuove elezioni politiche e presidenziali nel corso dell’anno, ma la convocazione fu subito rinviata. Dopo un referendum, fu approvata la nuova Costituzione. Nel settembre dello stesso anno Jammeh divenne il secondo presidente del Gambia e le elezioni sancirono il ritorno a un Governo civile. Nel 1998 il Gambia entrò a far parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in qualità di membro non permanente. Nell’aprile 2000 a Banjul la polizia represse le manifestazioni degli studenti che protestavano per la morte di un loro compagno: dodici i morti. A giugno la polizia arrestò il leader dell’opposizione, Ousainou Darboe, e un’ottantina di suoi sostenitori accusandoli dell’omicidio di un militante del partito al potere. Nell'ottobre 2001 le elezioni presidenziali si conclusero con il successo di Jammeh, che venne quindi confermato nella sua carica. Dopo le elezioni una sessantina di militanti dell’opposizione, che contestava la vittoria di Jammeh, furono arrestati. Nel gennaio 2002 si tennero le consultazioni legislative, boicottate dall'opposizione, nelle quali si impose l'Alleanza per il riorientamento e la ricostruzione (APRC), al potere.

LA CAPITALE


Banjul

(42.326 ab.). Capitale del Gambia, costituente con il suo territorio (12 kmq) la divisione omonima, è situata nell'Isola di Santa Maria sull'estuario del fiume Gambia. Porto attivo per l'esportazione di arachidi, noci e olio di palma, pellami, è altresì il principale centro amministrativo e culturale del Paese, nonché sede di industrie alimentari. Aeroporto internazionale.


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