GEOGRAFIA - AFRICA - COMORE

PRESENTAZIONE


Le Comore costituiscono un arcipelago di tre isole (Anjouan, Grande Comore e Mwali), situate nell'Oceano Indiano, nella parte settentrionale del Canale di Mozambico tra il Madagascar e la costa africana. Hanno una superficie di 1.862 kmq e una popolazione di 658.000 abitanti con una densità media di 303,2 abitanti per kmq. La popolazione è costituita da Arabi meticciati, Africani, Malgasci e Asiatici. Lingue ufficiali sono il francese e l'arabo, ma sono in uso anche dialetti bantu e swahili. La religione predominante è la musulmana. Le Comore costituiscono una repubblica indipendente dal 1975. La nuova Costituzione approvata con un referendum nel 1996 ha rafforzato i poteri del presidente della Repubblica (eletto per sei anni); l'Assemblea federale è formata da 43 membri, eletti per cinque anni. L'unità monetaria è il franco CFA. La capitale è Moroni (30.000 ab.).

IL TERRITORIO


L'arcipelago, di origine vulcanica, è costituito da tre isole maggiori: Grande Comore, Anjouan, Mwali. Sull'isola Grande Comore sorge il vulcano tuttora attivo di Karthala (2.361 m). Il clima è tropicale umido, caratterizzato da abbondanti piogge causate dal monsone indiano.
Cartina delle Comore


L'ECONOMIA


L'economia del Paese è basata prevalentemente sull'agricoltura, praticata con mezzi e sistemi primitivi. Prodotti principali sono riso, manioca, mais e patate dolci. Destinate all'esportazione sono le colture di vaniglia, chiodi di garofano e ylang-ylang (una pianta da profumo). Le risorse minerarie e le industrie sono inesistenti. Il turismo è in via di sviluppo. I porti principali si trovano a Fomboni, Mutsamudu e Moroni, che ospita anche l'aeroporto principale.

CENNI STORICI


Già a partire dal V secolo le isole erano abitate da una delle ultime ondate migratorie indonesiane. Rimasero tuttavia separate dal continente fino al XII secolo, quando vi si stabilirono i commercianti musulmani provenienti da Kilua. Questi costruirono i porti e riprodussero in piccolo il tipo di civiltà della costa. Fino al XVI secolo godettero della prosperità della regione, fino a quando l’arcipelago fu nuovamente scoperto dal navigatore inglese Lancaster nel 1591.I successivi attacchi portoghesi, inoltre, ne ridussero la ricchezza commerciale. Quando il sultano di Oman espulse i Portoghesi da tutta l’area, le isole entrarono nella sfera d’influenza di Zanzibar. La tratta degli schiavi portò nello stesso periodo ad un incremento della popolazione di origine bantu. Nel XIX secolo le pressioni europee divennero più forti e culminarono con l’occupazione da parte della Francia nel 1843. Per via della sua posizione strategica e per la gran varietà di spezie, la dominazione coloniale si estese a tutto l’arcipelago. L'arcipelago fu dichiarato protettorato francese nel 1886 e costituito in colonia nel 1898, fatta eccezione per l'isola di Mayotte che mantenne lo statuto di protettorato sino al 1912. Nel 1914 le Comore furono costituite in provincia dipendente dal governatore generale del Madagascar e sotto l'autorità di un vice governatore residente a Dzaoudzi nell'isola Mayotte. Durante la seconda guerra mondiale, forze britanniche occuparono l'arcipelago presidiato dalle truppe fedeli al Governo di Vichy. Nell'ambito del riassetto coloniale francese, nel 1946 l'arcipelago fu separato dal Madagascar e ottenne lo status di territorio francese d'oltremare, che comportava l'autonomia amministrativa e finanziaria nonché l'invio di un rappresentante all'Assemblea nazionale di Parigi, al Consiglio della Repubblica e all'Assemblea dell'Unione francese. Il Movimento di Liberazione Nazionale Comorano (MOLINACO), insieme al Partito Socialista (Pasoco), formò il Fronte Nazionale Unito (FNU), con il compito di fare pressione sul Governo francese. Nel 1974 venne organizzato un referendum in cui 154.182 votanti approvarono l’indipendenza e solo 8.854 furono contrari. I favorevoli a mantenere il dominio coloniale si concentrano nell’isola di Mayotte (63% dei votanti) dove la Francia ha una importante base aeronavale. Ahmed Abdallah, primo ministro del semiautonomo Governo locale e principale esportatore di riso dell’arcipelago, proclamò l’indipendenza delle Comore nel luglio 1975, pur senza illudersi sulla ratifica del risultato del referendum da parte dei Francesi. Parigi non si oppose all’ingresso delle Comore nelle Nazioni Unite, tuttavia pose il veto al Consiglio di Sicurezza quando si trattò di reincorporare Mayotte nell’arcipelago. A meno di un mese dalla proclamazione dell’indipendenza, nel 1975, un piccolo gruppo di aderenti al FNU si impadronì del palazzo del Governo di Moroni e nominò come presidente il suo leader, il socialista Ali Soilih, al posto di Ahmed Abdallah. I Francesi mandarono in missione a Mayotte una guarnigione militare con tre navi da guerra e diecimila soldati: uno ogni tre abitanti. Da Parigi, Ahmed Adballah finanziò un gruppo di mercenari che nel maggio 1978 sbarcò nella Grande Comore e depose Ali Soilih, ucciso dopo tre giorni. La presenza di un mercenario già tristemente famoso in Benin, il francese Bob Denard, alla guida dell’operazione provocò una forte reazione internazionale, al punto che le Comore vennero espulse dalla riunione dei ministri dell’OUA. Nel 1989 un colpo di stato guidato da Denard (diventato un personaggio chiave nella vita politica dell’arcipelago) venne realizzato da un gruppo di trenta mercenari francesi e belgi. Il presidente Ahmed Abdallah venne deposto e morì durante gli scontri. Dopo il colpo di stato, il Governo francese sospese tutti gli aiuti economici alle isole e cominciò dei negoziati per liberare l’arcipelago dalla presenza dei mercenari guidati da Denard. Nell’agosto 1991 la Corte Suprema della Repubblica decretò la destituzione del presidente Said Mohamed Yohar, accusandolo di gravi negligenze. Alla fine del 1991 dopo il fallimento del tentativo di destituire il presidente, i partiti politici e Yohar strinsero un patto di riconciliazione nazionale. Si formò un nuovo Governo guidato da Mohamed Taki Abdulkarim, dirigente dell’Unione Nazionale per la Democrazia delle Comore. Le prime elezioni politiche si tennero nel 1992 e l’opposizione ottenne 25 seggi contro i 17 del partito di Governo. Nel giugno 1993 fu nominato primo ministro Ahmed Ben Cheik Attoumane, ma meno di un anno e mezzo dopo venne costretto a lasciare il suo incarico a causa delle proteste generali. Nel settembre Denard tentò un nuovo colpo di stato, però lui e i suoi seguaci dovettero arrendersi davanti ai soldati francesi arrivati dall’isola di Mayotte pochi giorni dopo. Il presidente venne immediatamente liberato. Nel mese di ottobre dello stesso anno il primo ministro Caabi el-Yachourtu Mohamed approfittò di un malessere di Yohar e si proclamò «presidente ad interim». Nel 1996 si svolsero le elezioni che diedero la vittoria a Taki, dell’Unione Nazionale per la Democrazia nelle Comore (UNDC). Un mese dopo, Taki sciolse l’Assemblea Nazionale e riconvocò le elezioni: l’UNDC ottenne 36 seggi su 43 in un voto boicottato dall’opposizione. La nuova Costituzione del 1996 incluse la creazione di un Consiglio per controllare la conformità del diritto con la legge islamica e la reintroduzione della pena di morte. Nell’agosto 1997 un movimento separatista guidato da Abdallah Ibrahim chiese l’indipendenza dell’isola di Anjouan, in cui vive la metà della popolazione dell’arcipelago. Gli interventi dell’esercito provocarono decine di morti nei mesi successivi. Nel marzo 1998 oltre il 99% dei cittadini di Anjouan votarono a favore della secessione in un referendum. Anche l’Isola di Mwali proclamò l’indipendenza, aprendo una situazione di forte instabilità nell'arcipelago, a cui cercò di far fronte l'Organizzazione dell’unità Africana. Nel 1999 un colpo di Stato portò al potere il colonnello Azali Assoumani, che si proclamò presidente delle Comore. Nel 2000 gli abitanti dell’isola di Anjouan respinsero a grande maggioranza il progetto di autonomia nell’ambito della federazione delle Comore, confermando la scelta secessionista del 1998. Nello stesso anno un golpe, organizzato, secondo l’esercito, dai due figli dell’ex presidente Ahmed Abdallah, ucciso nel 1989, fallì nella capitale, causando però l’arresto di molte persone. Nel novembre il presidente Assoumani destituì il primo ministro Bianrifi Tarmidi sostituendolo con il giovane Ahmada Madi «Bolero», il quale fece notevoli progressi nelle trattative con i separatisti di Anjouan. Nel frattempo il lavoro diplomatico dell’Organizzazione per l’unità africana sfociò il 17 febbraio 2001 in un accordo che prevedeva la nascita di una «Nouvel Ensemble Comorien» (NEC), fondata sul rispetto dell’unità, dell’integrità territoriale e della sovranità delle Comore, la quale dovrebbe rispondere adeguatamente alla necessità di una spartizione del potere tra l’unione e le isole: le questioni attinenti la sovranità dello Stato (religione, nazionalità, la moneta, le relazioni internazionali, la difesa) e i simboli nazionali (bandiera, inno nazionale, ecc.) sarebbero rimasti di pertinenza esclusiva della NEC. A pochi giorni dal referendum con cui i Comoriani erano chiamati a esprimersi per approvare la nuova Costituzione, un nuovo tentativo di golpe, durato solo poche ore, venne sventato sull’Isola di Mwali (dicembre). Nell'aprile 2002 il colonnello Mohamed Bacar fu eletto alla guida di Anjouan e Mohamed Said Fazul di Mwali. In aprile Grande Comore approvò la Costituzione, che venne poi sottoscritta anche da Anjouan e Mwali. Il 21 maggio 2002 Abdou Soulé Elbak vinse il secondo turno delle elezioni presidenziali di Grande Comore.

LA CAPITALE


Moroni

(30.000 ab.). Capitale della Repubblica delle Comore. Mercato agricolo (vaniglia, cacao, caffè). Riserve di petrolio. Aeroporto.


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