Geografia Africa Ciad

... trapaninfo.it Tweet

Dizionario A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z Enciclopedia

Geografia Africa Ciad














Geografia Africa - Indice

GEOGRAFIA - AFRICA - CIAD

PRESENTAZIONE


Situato nell'Africa centro-settentrionale, il Ciad confina a Nord con la Libia, a Est col Sudan, a Sud con la Repubblica Centrafricana, a Ovest con il Camerun, la Nigeria e il Niger. Copre una superficie di 1.284.000 kmq ed ha una popolazione di 7.270.000 abitanti, con una densità media di 5,6 abitanti per kmq. Numerosi sono i gruppi etnici: Sara (27%), Arabi (12,3), Mayo-Kebbi (11,5), Kanem-Bornu (9%), Ouaddai (8,7%), Hadjarai (6,7%), Tandjilé (6,5%), Gorane (6,3%), Fulani (2,4%). Lingue ufficiali sono il francese e l'arabo, ma sono diffusi anche i dialetti sudanesi. La religione più diffusa è quella musulmana, seguono i cattolici, i protestanti e gli animisti. Ex colonia francese, è una Repubblica indipendente dal 1960. Il presidente è eletto a suffragio universale per cinque anni; egli nomina il primo ministro, capo del Governo. Il potere legislativo spetta all'Assemblea Nazionale, formata da 125 membri eletti a suffragio universale per quattro anni. L'unità monetaria è il franco CFA. La capitale è N'djamena (530.965 ab.).

IL TERRITORIO


La Repubblica del Ciad è formata da un vastissimo territorio semidesertico; lungo il 13° parallelo scorre una linea che divide il Paese in due zone nettamente distinte: a Nord di essa si estende il deserto, interrotto da rare oasi e ove affiorano a tratti gli uadi (corsi d'acqua temporanei); a Sud si apre la depressione paludosa che circonda il Lago Ciad. Il bassopiano è attorniato da rilievi, fatta eccezione per il versante Ovest. A Nord si erge il massiccio del Tibesti (3.415 m) di natura vulcanica; ad Est quello dell'Ennedi e del Guera, mentre a Sud si elevano gli altopiani dell'Adamaua e dell'Ubanghi. Il fiume principale è lo Chari che, dopo aver raccolto le acque dei vari tributari, tra cui il Logone, si getta nel Lago Ciad. Questo bacino è un antico mare interno. Le regioni settentrionali presentano un clima sahariano, come anche le zone centrali, affette da notevole siccità. Solo nella parte meridionale del Paese, con clima tropicale, si registra una discreta piovosità.
Trapani Cartina del Ciad

L'ECONOMIA


Situato nel cuore dell'Africa, il Ciad non ha accesso al mare; inoltre, ad eccezione della parte meridionale, il territorio è per lo più desertico e colpito da frequenti siccità. La situazione viene ulteriormente aggravata dai combattimenti che si susseguono nel Sud del Paese. Questi fattori determinano una struttura economica molto arretrata e basata sul settore agricolo-pastorale, con una prevalente diffusione della coltura sussistenziale di miglio, manioca, patata, riso, mais e datteri. L'agricoltura è presente solo nelle regioni irrigabili del Sud, lungo i fiumi e presso il Lago Ciad. Fra le colture di piantagione, il cotone e le arachidi hanno un'importanza dominante. Malgrado la siccità, l'allevamento, specie bovino, mantiene un buon livello di rendimento. L'industria, concentrata per la maggior parte nella capitale N'djamena, è poco attiva e si basa sulla produzione alimentare e sul trattamento del cotone. Il Paese non possiede né risorse minerarie, né energia idroelettrica; viene estratti il sale dal Lago Ciad. Nel commercio con l'estero, la Francia ha un ruolo preponderante poiché fornisce idrocarburi, generi alimentari e prodotti industriali, mentre il Ciad esporta solo cotone. In quanto alle comunicazioni interne ed esterne, la difficoltà di trasporti è dovuta alla mancanza di ferrovie; la rete stradale si estende su una lunghezza di 32.700 km di cui 330 asfaltati. Gli aeroporti principali sono: N'djamena e Sarh.

CENNI STORICI


Nella regione del Sahel di cui fa parte il Ciad si trovano tracce di insediamenti umani antichissimi: gli archeologi hanno rinvenuto in diverse tombe manufatti datati al 4.900 a.C.. Il suo territorio era un tratto da attraversare obbligatoriamente per le carovane e per i commercianti di schiavi. Tra il XII e il XIX secolo fu teatro di una serie di lotte tra le dinastie arabe del Kanem e dell'Ouadai che tendevano ad assoggettare le tribù sudanesi. Prima dell'arrivo dei colonizzatori, le popolazioni guerriere del Nord avevano assoggettato le popolazioni del Sud. Alla fine del secolo XVIII le popolazioni del Sud furono convertite al Cristianesimo dai missionari europei e questo facilitò in seguito l' alleanza coi colonizzatori per difendersi dalle popolazioni del Nord. La Francia occupò definitivamente il Ciad nel 1920 e dopo una dura repressione anche la parte islamica fu sottomessa. L'agricoltura del Sud, fino ad allora di autosostentamento, venne riconvertita in produzione su larga scala, in particolare di cotone. La distruzione dell'economia tradizionale portò la popolazione alla fame. Quando nel 1960 la Francia concesse l'indipendenza al Ciad, andarono al potere i dirigenti del Sud. Il primo presidente, François Tombalbaye, leader del Partito Progressista Ciadiano (PPT), non riuscì ad unire un Paese le cui frontiere erano state decise in modo arbitrario dai colonizzatori. Il Ciad è infatti situato nella fascia territoriale in cui l'Africa arabizzata entra in contatto con l'Africa nera. I rappresentanti politici della popolazione nera stanziata nel meridione, operavano ben presto un tentativo di neutralizzare la minoranza araba, sopprimendo il partito d'opposizione, il Parti National Africain, arrestandone i principali esponenti. Tuttavia alcuni leader di questo partito riuscivano a rifugiarsi nel Sudan, dando inizio all'attività di guerriglia. Nonostante il massiccio aiuto francese, le truppe regolari ciadiane non riuscivano ad avere ragione della guerriglia condotta dal Fronte di Liberazione Nazionale (FROLINAT). Il FROLINAT, fondato nel 1966, nel 1970 il controllava ormai due terzi del Paese e nel 1972 iniziò l'assedio alla capitale. Tombalbaye morì nel 1975 durante un colpo di Stato appoggiato dalla Francia, che portò al potere il generale Félix Malloum. Goukouni Oueddei, presidente del FROLINAT, era sostenuto dal governo libico di Gheddafi, mentre la Francia appoggiò Hissène Habré. Nel 1977 Parigi inviò tremila soldati con aerei da combattimento, annunciando che le sue truppe in Ciad sarebbero rimaste neutrali nello scontro tra i gruppi armati rivali del FROLINAT. Nel 1979, gli undici principali gruppi si unirono formando un Governo Provvisorio di Unità Nazionale (GUNT). Habré venne nominato ministro della Difesa. La decisione scontentò i Francesi interessati ad una strategia di controllo nei confronti del Maghreb e a difendere nel contempo gli interessi economici in Ciad per via della presenza di giacimenti di uranio e petrolio scoperti negli anni Sessanta. Nel 1980, Habré diede le dimissioni, ruppe l'alleanza e cominciò una guerra civile che vide risultati soprattutto nella parte Sud del Paese. Il GUNT si divise in tre gruppi. Nel maggio 1980, Oueddei alla guida del FAP chiese l'aiuto alla Libia, che rispose inviando duemila soldati. Più di centomila persone fuggirono nei Paesi vicini dopo il bombardamento della capitale da parte di Habré. Nell'autunno del 1980, dopo una fallita mediazione dell' OUA (Organizzazione Africa Unita), l'esercito libico raggiunse la capitale e, a dicembre, Habré fuggì in Camerun. Molti Paesi africani, Francia e Usa diedero inizio ad una campagna internazionale contro l'espansionismo libico in Africa, preoccupati dalle mire politiche di Gheddafi. Nell'aprile 1981 Habré, dal Sudan, cominciò a riorganizzare i suoi seguaci. In luglio, a Nairobi, la OUA decise l'invio di una forza di pace e Oueddei chiese a Gheddafi di ritirare il suo esercito. Dopo la sconfitta di Oueddei da parte delle forze di Habré nel giugno del 1982, nell'ottobre di quell'anno Oueddei costituì in esilio un Governo Provvisorio di Salvezza Nazionale. Il Paese fu diviso un'altra volta in due: il Nord controllato da un Consiglio di Liberazione Nazionale con l'appoggio della Libia, il Sud controllato da Habré e dalle truppe francesi. Il ritorno al potere di Habré, trovò il Paese in rovina: la capitale N'Djamena contava 40.000 abitanti; la metà delle piccole e medie imprese erano chiuse; duemila pozzi e le cisterne d'acqua erano stati distrutti; non esistevano quasi più infrastrutture sanitarie e scuole. L'arrivo di una forte siccità diede il via a proteste popolari e alla rivolta dei contadini del Sud. La repressione obbligò venticinquemila persone a rifugiarsi nella Repubblica Centrafricana. Nel 1987 le truppe fedeli al presidente Habré conseguivano una serie di notevoli successi militari nel Nord del Paese, distruggendovi la più importante base libica. Nel 1989 il ministro della Difesa Idriss Deby tentava un colpo di Stato, il cui fallimento lo obbligava a fuggire nel Sudan. Qui, con l'aiuto della Libia, organizzava un esercito e nel 1990 ritornava in Ciad, rovesciando il Governo di Habré. Durante il Governo del deposto presidente, negli anni '80, si calcola in 50.000 il numero degli uccisi e degli scomparsi. Nel 1993 Déby inaugurò una conferenza nazionale per «democratizzare» il Ciad, con la partecipazione di quaranta partiti d'opposizione, venti organizzazioni e sei gruppi armati ribelli. Adoum Maurice El-Bongo, fu designato presidente della conferenza, che elesse Fidèle Moungar alla carica di primo ministro nel periodo di transizione. Nel marzo 1995, l'Alto Consiglio di Transizione rimandò di dodici mesi le elezioni. Allo stesso tempo, giudicò del tutto inadeguate le misure prese dal Governo per limitare gli effetti della svalutazione del franco CFA. Nelle elezioni presidenziali avvenute nel 1996. Déby risultò eletto presidente con il 69% dei voti. Fu un anno di «riconciliazione» e Déby firmò un'intesa con le Forze Armate del Sud per instaurare una repubblica federale, arrivando alla sospensione dei combattimenti. Durante il 1997 la situazione si mantenne tesa. Il Sud del Ciad fu al centro di una polemica internazionale quando la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale si oppose alla realizzazione di un progetto che prevedeva lo scavo di trecento pozzi per l'estrazione del petrolio e per trasportare il greggio attraverso il Camerun fino all'Oceano Atlantico. Nel 2000 La Banca mondiale concesse un prestito di 350 milioni di dollari ai governi del Ciad e del Camerun, e al consorzio Exxon-Chevron-Petronas per la realizzazione del progetto. Nello stesso anno i ribelli del MDJT (Movimento per la democrazia e la giustizia in Ciad), fondato nel 1998 da Youssouf Togoimi, consolidarono le loro posizioni nella regione del Tibesti, dove già in precedenza avevano conquistato Yebbi-Bou e dove tennero sotto assedio la piazzaforte militare di Bardai. Sono aumentati nel Paese negli ultimi anni i casi di meningite, un'epidemia difficile da controllare a causa della mancanza di vaccini e medicinali. Nel maggio 2001 si tennero le elezioni presidenziali, terminate con la vittoria del presidente uscente Idriss Déby, che si assicurò il suo terzo mandato consecutivo (l'ultimo consentito dalla Costituzione). Lo sfidante, Ngarledjy Yoringar, accusò Déby di massicci brogli. Nel frattempo, gli interessi sul petrolio catalizzarono nel Paese enormi conflitti tra Nord e Sud, tra le etnie, ma anche tra agricoltori e allevatori, per il controllo delle aree di futura estrazione. Nel gennaio 2002 il Governo e i ribelli dell'MDJT, grazie alla mediazione della Libia, siglarono un accordo di pace, ponendo fine a tre anni di guerra civile. L'accordo prevedeva un immediato cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri, l'integrazione dei ribelli nell'esercito nazionale e incarichi governativi ai leader del movimento. Le elezioni parlamentari previste per aprile furono precedute dall'assassinio di Mahamat Gueti, leader del Partito africano democratico all'opposizione.

LE CITTÀ


N'djamena

(530.965 ab.). Capitale del Ciad e capoluogo della prefettura di Chari-Baguirmi (82.910 kmq;1.251.906 ab.), fu chiamata Fort Lamy fino al 1973. Venne fondata dai Francesi nel 1900 alla confluenza del fiume Chari col Logone. Modesto mercato agricolo del bestiame e del pesce essiccato fino alla seconda guerra mondiale, divenne, durante tale conflitto, una base aerea degli Alleati, a causa della sua posizione strategica. Dopo la proclamazione dell'indipendenza del Ciad, la città assunse le attuali funzioni politiche e amministrative, divenendo un importantissimo scalo aereo nei collegamenti tra l'Europa e l'Africa meridionale. Le sue attività economiche, ancora limitate alla lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli, riflettono il basso livello di sviluppo del Paese.
Trapani Il palazzo del governo a N'Djamena

Moundou

(282.103 ab.). Città del Ciad, capoluogo della prefettura del Logone Occidental (8.695 kmq; 455.489 ab.), si estende sulla riva occidentale del fiume Logone. È sede vescovile cattolica ed importante centro commerciale; vi si pratica la sgranatura del cotone.

Abéché

(187.936 ab.). Città del Ciad, capoluogo della prefettura dell'Ouaddaï (76.240 kmq; 543.900 ab.), è situata presso l'incrocio di piste carovaniere ed è collegata a Fort Lamy e ad Am-Timan per mezzo di una pista carrozzabile. Antica rocca militare e centro religioso, fu un tempo importante centro commerciale; attività notevole è oggi quella dell'allevamento.


Chad

Documenti Slide

Documenti Yumpu

Accuweather Chad Meteo

Earth Quake Live - Terremoti

Cnt Rm Ingv Centro Nazionale Terremoti

eXTReMe Tracker

Shiny Stat

free counters

GBM W3C

Ai sensi dell'art. 5 della legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla protezione del diritto d'autore, i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche, italiane o straniere, non sono coperti da diritti d'autore. Il copyright, ove indicato, si riferisce all'elaborazione e alla forma di presentazione dei testi stessi. L'inserimento di dati personali, commerciali, collegamenti (link) a domini o pagine web personali, nel contesto delle Yellow Pages Trapaninfo.it (TpsGuide), deve essere liberamente richiesto dai rispettivi proprietari. In questa pagina, oltre ai link autorizzati, vengono inseriti solo gli indirizzi dei siti, recensiti dal WebMaster, dei quali i proprietari non hanno richiesto l'inserimento in trapaninfo.it. Il WebMaster, in osservanza delle leggi inerenti i diritti d'autore e le norme che regolano la proprietà industriale ed intellettuale, non effettua collegamenti in surface deep o frame link ai siti recensiti, senza la dovuta autorizzazione. Il webmaster, proprietario e gestore dello spazio web nel quale viene mostrata questa URL, non è responsabile dei siti collegati in questa pagina. Le immagini, le foto e i logos mostrati appartengono ai legittimi proprietari. La legge sulla privacy, la legge sui diritti d'autore, le regole del Galateo della Rete (Netiquette), le norme a protezione della proprietà industriale ed intellettuale, limitano il contenuto delle Yellow Pages Trapaninfo.it Portale Provider Web Brochure e Silloge del web inerente Trapani e la sua provincia, ai soli dati di utenti che ne hanno liberamente richiesto l'inserimento. Chiunque, vanti diritti o rileva che le anzidette regole siano state violate, può contattare il WebMaster. Note legali trapaninfo.it contiene collegamenti a siti controllati da soggetti diversi i siti ai quali ci si può collegare non sono sotto il controllo di trapaninfo.it che non è responsabile dei loro contenuti. trapaninfo.it

Check google pagerank for trapaninfo.it