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Asia e Oceania Australia.

Bandiera del Qatar

La bandiera: rosso scuro, bordò con un'ampia fascia bianca seghettata (nove punti bianchi) sul lato asta; il colore rosso scuro rappresenta il sangue versato nelle guerre del Qatar, bianco sta per la pace; il bordo seghettato a nove punte significa Qatar come il nono membro degli "emirati riconciliati" sulla scia del Qatar-Trattato britannico del 1916. Nota: gli altri otto emirati sono i sette che compongono gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein; secondo alcune fonti, il colore dominante era in precedenza rosso, ma questo si scurì al marrone dopo l'esposizione al sole e la nuova tonalità è stato infine adottato. Inno nazionale del Qatar.

Qatar In Qatar Inn

GEOGRAFIA - ASIA - QATAR

PRESENTAZIONE

Collocato nella parte centro-orientale della penisola arabica, il Qatar è bagnato a Nord, Est e Ovest dalle acque del golfo Arabico, mentre confina a Sud con l'Arabia Saudita e con gli Emirati Arabi Uniti.

Il territorio si estende su una superficie di 11.437 kmq;

la popolazione è di 2.479.995 (2021) abitanti;

la densità è di 45,5 abitanti per kmq.

La popolazione è composta da Arabi (56%), Iraniani (23%) e Pakistani (7%).

La lingua ufficiale è l'arabo, ma molto diffuso è l'inglese.

La religione professata è la musulmana di rito sunnita.

Già protettorato britannico, il Qatar è una Monarchia ereditaria governata dall'emiro assistito da un Consiglio consultivo (la Shura), composto da 30 membri. L'unità monetaria è il riyal del Qatar.

La capitale è Doha (217.000 ab.).

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IL TERRITORIO

Strutturalmente il territorio del Qatar fa parte della sezione orientale del tavolato arabico e si presenta come un uniforme bassopiano calcareo, che lungo la costa occidentale è movimentato da colline e a Sud è coperto di sedimenti sabbiosi.

Non esistono acque superficiali, fatta eccezione per le rare polle sorgive.

Il litorale, basso e compatto, diventa nella sezione centro-occidentale più articolato ed è fronteggiato da numerosi isolotti e formazioni coralline.

Il clima è caratterizzato da scarse precipitazioni e temperature elevate, accompagnate da una forte umidità.

Cartina del Qatar

Cartina del Qatar

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L'ECONOMIA

L'economia del Qatar ha caratteristiche simili a quelle degli altri Paesi del golfo Persico, dove la ricchezza proviene quasi esclusivamente dalla sfruttamento delle risorse petrolifere e dove l'agricoltura e l'industria mantengono ancora strutture arcaiche.

La produzione agricola, nonostante i notevoli investimenti per strappare terra al deserto, è infatti limitata a datteri, cereali, ortaggi e frutta coltivata in serra, insufficienti a coprire il fabbisogno interno.

L'industria, poco sviluppata, si basa sulla raffinazione degli idrocarburi, gas liquido, fertilizzanti e ammoniaca.

Le comunicazioni interne constano di una rete stradale di 1.210 km, le internazionali poggiano sull'aeroporto della capitale e sui porti di Umm Said e di Doha.

CENNI STORICI

Come la vicina isola del Bahrein, anche la penisola del Quatar ebbe fin dall'antichità un importante ruolo nello sviluppo commerciale del golfo Persico. Islamizzato verso il VII secolo, ai tempi del califfato di Baghdad il Paese era autonomo e lo rimase fino al 1076, quando venne conquistato dall'emiro del Bahrein. A partire dal XVI secolo, dopo una breve occupazione portoghese, il Qatar entrò in un periodo di prosperità grazie allo sviluppo della pesca delle perle, che richiamò sul luogo popolazioni provenienti da varie tribù arabe. Il processo di indipendenza del Qatar, avviato nel 1851 dallo sceicco Mohamed e da suo figlio Jassim, si concluse nel 1868 grazie alla mediazione della Gran Bretagna di cui fu protettorato fino all'indipendenza ottenuta nel 1971. La situazione rimase più o meno stabile, con il protettorato inglese e una discreta autonomia fino agli anni Trenta, quando si assistette ad un ribasso del prezzo delle perle, dovuto all'invasione sul mercato internazionale delle perle coltivate giapponesi. Questo fatto costrinse lo sceicco Abdullah a vendere i diritti di prospezione e di sfruttamento dei giacimenti petroliferi dell'intero Paese e delle sue acque territoriali per 400.000 sterline nell'arco di 75 anni. Fu la Anglo American Oil Co. a scoprire il petrolio nel 1939, anche se la produzione iniziò solo dopo la seconda guerra mondiale. Lo sceicco Hamad ibn Alì al-Thani rimpinguò il proprio conto personale con i proventi delle varie rendite petrolifere, ma ancor più si arricchirono le società straniere entrate nell'affare insieme all'Anglo American. Hamad venne presto destituito dalla famiglia che impose quale nuovo sovrano il cugino Khalifa, incaricandolo di «eliminare gli elementi che si opponessero al progresso e alla modernizzazione del Paese». Lo sceicco procedette a ridistribuire il reddito derivante dal petrolio, soppresse le tasse e rese gratuiti per i residenti i servizi sanitari e scolastici.

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La sua iniziativa più illuminante fu la sovvenzione e la promozione di attività produttive alternative a quella petrolifera: venne incentivata la pesca, accelerato il processo di industrializzazione, costruite fabbriche. Gran parte delle eccedenze finanziarie vennero investite all'estero e venne prospettato che nel 1980 le entrate provenienti da questa esportazione di capitali avrebbero superato quelle provenienti dal petrolio. Per disporre uno strumento di controllo nel 1972 venne creata un'azienda petrolifera statale, la Qatar Petroleum Producing Authority (QPPA). Nel febbraio 1977 venne portato a termine l'esproprio delle società petrolifere straniere. L'espansione economica rese necessario l'immigrazione di tecnici e lavoratori stranieri (europei e statunitensi, ma anche iraniani e pakistani) che giunsero ad essere ben presto il 60% della popolazione. Per evitare che la cultura locale subisse stravolgimenti radicali, il Governo favorì sempre più l'immigrazione araba, in particolare iraniana, il che ha fatto si che il Qatar sia diventato il Paese della regione del golfo ad avere meno conflitti con l'Iran. Con il Bahrein, il Kuwait, l'Oman, gli Emirati Arabi e l'Arabia Saudita dal 1981 ha iniziato a far parte del Consiglio di cooperazione del golfo, l'ente che coordina le attività politico economiche nella regione. Nel 1982, adeguandosi alle indicazioni dell'OPEC, il Qatar ridusse del 25% la propria produzione petrolifera e il Paese dimostrò di avere le infrastrutture per affrontare la sfida conseguente a questa decisione. Nell'aprile 1986 scoppiò un conflitto con il vicino Bahrein per il controllo dell'isola artificiale di Fasht ad-Dibal, che giunse a soluzione grazie al Consiglio di cooperazione. Durante la guerra del golfo gli incendi dei pozzi petroliferi nel Kuwait ed in Arabia saudita generarono enormi nuvole di fumo nel cielo del Qatar: l'inquinamento provocò in tutta la regione il fenomeno delle piogge acide e sconvolgimenti climatici, aumentando altresì il rischi di tumori negli abitanti delle zone colpite. Nel settembre 1991 ebbe inizio lo sfruttamento di un immenso giacimento di gas naturale, ubicato al largo delle coste del Qatar, da parte di alcune società private straniere, mentre nel dicembre dello stesso anno una petizione all'emiro sollecitò lo svolgimento di elezioni libere, la concessione di una Costituzione scritta e un ampliamento delle libertà personali e politiche. Questo gesto provocò l'incarcerazione di molti cittadini firmatari. Sempre sul finire del 1991 si riacuirono i conflitti con il Bharein per il possesso di alcuni isolotti il cui sottosuolo era ricco di petrolio: la tensione crescente indusse l'Arabia Saudita ad intervenire nel conflitto. Durante il 1993 il ribasso del prezzo del petrolio causò il ribasso di quasi il 20% delle entrate fiscali in un Paese che aveva comunque un reddito pro capite di 28.000 dollari annui.

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Nel 1995 il principe ereditario Hamad ibn Khalifa al-Thani detronizzò il padre, diventando emiro del Qatar.

Nel giro di due anni i conflitti territoriali vennero risolti e nel 1997 si propose parte attiva nel processo di pace, rispetto al conflitto israeliano, offrendo la propria capitale Doha quale sede della Conferenza economica del Medio Oriente e dell'Africa del Nord.

Nel 1998 il Paese accettò di buon grado l'ulteriore riduzione della produzione petrolifera, mentre nell'aprile dello stesso anno l'emiro firmò con la Russia un accordo di cooperazione militare che contemplava la possibilità di un interscambio di tecnici e l'attuazione di speciali progetti per l'addestramento militare.

Nel 2000 si chiuse con una condanna all'ergastolo il processo contro l'ex ministro dell'economia e capo della polizia Hamad bin Jassem Hamad al-Thani, cugino dell'emiro in carica, accusato di aver organizzato nel 1996 un colpo di stato ai danni dello stesso emiro.

Nello stesso anno si interruppero i lavori della Commissione bilaterale creata nel 1999 per risolvere l'annosa questione dei confini con il Bahrein.

Nel marzo 2000 Doha accettò la decisione della Corte internazionale che assegnava al Bahrein la sovranità sulle Isole Hawar, potenzialmente ricche di petrolio. Sempre nel 2000 il Qatar entrò a far parte del WTO.

Nel corso del 2001 si registrarono tensioni con gli Stati Uniti per la posizione presa da Doha sull'embargo contro l'Iraq e per le iniziative diplomatiche e commerciali lanciate dall'emirato in favore di Baghdad.

Dopo gli attentati dell'11 settembre contro il World Trade Center e contro il Pentagono, la televisione del Qatar al-Jazeera (unica emittente al mondo ad avere un corrispondente accettato a Kabul) diffuse per prima immagini di Osama bin Laden.

I proclami dello sceicco saudita incitanti alla jihad mandati in onda da al-Jeezira crearono ulteriori tensioni con gli USA, che accusarono la televisione qatariota di essersi trasformata in una piattaforma per Osama bin Laden.

A novembre, mentre il Qatar si stava apprestando ad ospitare il vertice del WTO, una sparatoria davanti alla base aerea di Udeid mise in allarme le forze di sicurezza: un uomo, cittadino qatariota, aprì il fuoco contro la base aerea (utilizzata anche da velivoli militari statunitensi) e fu ucciso da una delle guardie.

Qatar Map

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Qatar nella penisola arabica

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LA CAPITALE

Doha

(392.384 ab.). Capitale del Qatar, situata sulla costa orientale della penisola omonima. Porto commerciale e peschereccio nel golfo Persico. È collegata con una strada all'Arabia Saudita e con un oleodotto ai pozzi petroliferi di Dukhan e alla raffineria di Umm Said.

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