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Bandiera dell'Oman

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La bandiera: tre bande orizzontali di bianco (in alto), rosso e verde di uguale larghezza con una banda larga, verticale, rossa sul lato sollevatore; l'emblema nazionale (un pugnale di Hanjar nella sua guaina sovrapposto a due spade incrociate in foderi) in bianco è centrato vicino alla parte superiore della banda verticale; bianco rappresenta la pace e la prosperità, rosso ricorda le battaglie contro gli invasori stranieri, e il verde simboleggia la Jebel al Akhdar (Green Mountains) e la fertilità. Inno dell'Oman.

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Enciclopedia termini lemmi con iniziale a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z

Geografia Asia Oceania

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In Oman Inn

GEOGRAFIA - ASIA - OMAN

PRESENTAZIONE

Collocato nella parte sud-orientale della Penisola Arabica, l'Oman confina a Nord-Ovest con gli Emirati Arabi Uniti, a Sud-Ovest con lo Yemen e a Ovest con l'Arabia Saudita; si affaccia a Nord-Est sul golfo di Oman e a Est sul Mare Arabico, a Sud sull'Oceano Indiano. Si estende su una superficie di 309.500 kmq e ha una popolazione di 3.694.755 (2021) abitanti con una densità di 11,2 abitanti per kmq. La popolazione è formata per il 73% da Arabi, con minoranze di Indiani, Iraniani e Africani. La lingua nazionale è l'arabo, la religione professata è la musulmana sunnita. L'Oman è una Monarchia assoluta. Il sultano è il capo del Governo e, insieme ad alcuni organi consultivi, detiene ogni potere. Non ci sono partiti politici. L'unità monetaria è il rial Omani. La capitale è Mascate (100.000 ab.).

IL TERRITORIO

La regione nord-orientale del Paese è occupata dal massiccio dell'Akhdar che discende bruscamente in una breve pianura costiera. Formato perlopiù da calcari di colore scuro, sovrapposti a rocce, esso si estende a forma di arco per oltre 600 km, elevandosi, nella zona centrale del Paese, nel massiccio del Gebel Sham (3.017 m). A Occidente la montagna cede il posto all'altopiano interno, alle cui pendici, lungo la distesa sabbiosa del deserto del Rub'al-Khali, si estende una zona di oasi. Non esistono corsi d'acqua perenni; durante i periodi piovosi si formano torrenti stagionali lungo i versanti montuosi. Il clima è tropicale e arido, con temperature generalmente molto elevate (valori medi intorno ai 20-30° C); scarse sono le precipitazioni salvo che sulle coste, interessate dai venti monsonici.

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Cartina dell'Oman

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Cartina dell'Oman

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L'ECONOMIA

Paese semidesertico, l'Oman conserva parte della sua antica importanza grazie alla favorevole posizione geografica allo sbocco del golfo Persico. L'industria petrolifera, sviluppatasi dalla fine degli anni Sessanta (1967), ha permesso la costruzione di significative infrastrutture, anche se i giacimenti sono monopolio della compagnia nazionale. Importante è anche la produzione di gas naturale e il settore minerario che contribuisce al prodotto interno lordo per il 50%. L'agricoltura è assai arretrata per la scarsità di territorio coltivato e per l'inadeguatezza dei mezzi di irrigazione; essa fornisce: datteri, banane, agrumi, cereali poveri (sorgo, miglio, orzo), cotone e canna da zucchero. La pesca, risorsa primaria, è in difficoltà per l'impoverimento delle acque territoriali. L'industria si limita a piccoli stabilimenti tessili, chimici e a cementifici. La posizione strategica dell'Oman, punto di connessione tra il mondo indiano, quello arabo e quello africano, ha sempre favorito gli scambi commerciali, che oggi sono intensificati dall'esportazione di combustibile. Il maggior porto petrolifero è Mina al Fahal; altri porti: Matrah e Mascate. Aeroporti internazionali: Seeb e Salalah. L'Oman possiede una rete viaria piuttosto limitata: la rete stradale ammonta a soli 26.350 km; inesistenti le ferrovie.

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Luogo dell'Oman

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CENNI STORICI

Secondo reperti archeologici risalenti al III millenio a.C. l'Oman era uno dei più importanti nodi commerciali per le città mesopotamiche. I naviganti provenienti dai suoi porti divennero i dominatori dell'Oceano Indiano e assunsero nel VII secolo un importante ruolo nella diffusione dell'Islam. Il dominio dei califfi arabi rimase nominale fino al 690, quando Abd Al-Malik decise di renderlo effettivo, cercando di contenere l'espansione di sette religiose dissidenti. L'opera di controllo finì con rafforzare la cosiddetta ‘eresia' shariyita, e intorno al 751 gli omaniti elessero un proprio imam, che da guida spirituale andò trasformandosi con il tempo in vero e proprio monarca. La fortunata posizione per le navigazioni lo rese obiettivo di successive invasioni da parte dei califfi di Baghdad, dei persiani, dei mongoli e delle tribù dell'Arabia centrale, che vennero però respinte. I portoghesi invece, giunti nel 1507 conquistarono in breve tempo il controllo dello stretto di Hormuz e dominarono la regione per 150 anni, facendo languire gli scambi commerciali nel golfo. Nel 1630 l'imanato riuscì a liberarsi dai portoghesi e avviò nel contempo una politica espansionistica che lo portò a conquistare alcuni insediamenti portoghesi in Africa. L'attuale dinastia (Al Bu Sa'id) si insediò nel 1741, trasformando la denominazione del regno da quella di imanato a quella di sultanato. A partire dal 1798 il sultanato di Mascate e Oman pur senza perdere la propria indipendenza, accettò una sorta di semi-protettorato britannico durato fino al 1971. La prima mossa degli inglesi fu di ottenere la separazione tra la parte africana e quella asiatica del sultanato. Nel 1913 nell'entroterra scoppiò una grande rivolta secessionista animata dall'integralismo ibadita, che fu sedata solo nel 1920, con la divisione del Paese in due stati distinti: il sultanato di Mascate e l'imanato di Oman. Estremamente povero, con meno dell'1% della terra coltivabile e diviso in maniera artificiale dalle forze coloniali, Mascate tra il 1932 e il 1970 subì la dittatura del sultano Saif ibn Taimur, che si oppose fanaticamente a qualsiasi influenza straniera anche nel campo dell'istruzione e della salute, cedendo peraltro il controllo pressoché totale dei giacimenti petroliferi del Paese alla Royal Dutch Shell. L'iman Ghaleb ibn Alì, eletto nel 1954 si oppose a questo provvedimento e proclamò l'indipendenza del Paese, invocandone l'affiliazione alla Lega Araba. Il movimento nazionalista venne represso nel 1955 dalle forze britanniche che riunificarono il Paese sotto il nome di Sultanato Unito di Mascate e Oman. Alla fine degli anni Sessanta i britannici si ritirarono dal golfo proprio mentre Taimur veniva destituito dal figlio Qabus. Le speranze di un cambio di direzione al potere rimasero deluse: dallo strapotere britannico si passò a quello statunitense, interessato al Paese per via del petrolio scoperto nel 1964. Grazie all'aiuto statunitense il sultano diede vita ad un esercito mercenario e quando quest'ultimo si rivelò insufficiente per vincere il Fronte popolare di liberazione del golfo, non esitò ad accordarsi con lo scià dell'Iran Reza Palhavi, chiedendo l'intervento delle truppe iraniane nel conflitto. Alla caduta dello scià, le truppe iraniane rimaste presenti sul territorio, nonostante la ritirata della guerriglia, furono sostituite da quelle egiziane. Qabus decise negli stessi anni di concedere agli Stati Uniti l'installazione di ben tre basi aeree sul territorio, mentre i due terzi del bilancio statale vennero destinati a spese militari. Nel 1980 il fronte Popolare di liberazione dell'Oman abbandonò la lotta armata per dare vita ad una vasta coalizione democratica. Durante la guerra Iran-Iraq la presenza statunitense nel territorio dell'Oman venne incrementata fino a disporvi diecimila soldati. Nel giugno 1989 la Petrolium Develpment Oman annunciò la scoperta del giacimento di gas naturale più importante degli ultimi vent'anni. Durante la crisi del golfo (1990-91) si schierò a fianco della coalizione anti-irachena. E nel 1991 fu uno dei firmatari dell'accordo con gli Stati Uniti sul mantenimento della sicurezza nella regione. Durante lo stesso anno il Governo annunciò l'inizio del processo di democratizzazione, che includeva anche la formazione di un Parlamento eletto direttamente dai cittadini, mentre le prospettive dell'esaurimento delle riserve petrolifere convinse il sultano a promuovere una diversificazione dell'economia. Nel 1995 di fronte al deficit pubblico più volte denunciato dalla Banca Mondiale, il sultano decise una serie di privatizzazioni e di misure speciali per favorire gli investimenti stranieri. Nel gennaio 1997 l'Oman divenne uno dei primi Paesi arabi a stabilire relazioni diplomatiche e commerciali con Israele. All'inizio del 1998 l'Oman insieme agli altri membri del CCG, prese in considerazione la possibilità di svincolare il dollaro dalla propria moneta, al fine di prevenire eventuali perdite nelle entrate derivanti dalla vendita del petrolio. A conferma del cammino intrapreso dal Governo omanita verso un processo di maggior democratizzazione nel Paese, fu introdotta una nuova legge a favore della libertà di stampa, mentre le elezioni per il Majlis al-Choura (Consiglio consultivo composto da 83 membri) del 14 settembre 2000 si svolsero per la prima volta a suffragio universale diretto. Nell'ottobre 2000 l'Oman venne ammesso nel WTO (Organizzazione mondiale del commercio). l sultanato fu molto critico, dopo lo scoppio della seconda Intifada (settembre 2000), nei confronti di Israele, accusata da Mascate di «terrorismo di Stato», e condannò aspramente i bombardamenti angloamericani contro l'Iraq (febbraio, aprile 2001). Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 il premier britannico Tony Blair si recò in Oman nel corso di una visita di tre giorni in Medio Oriente con l'obiettivo di estendere l'appoggio del Mondo arabo alla coalizione antiterroristica, rassicurando sul fatto che l'operazione «Libertà duratura» avesse per obiettivo la lotta al terrorismo, e non all'Islam (9 ottobre).

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LA CAPITALE

Mascate

(51.969 ab.). Capitale del sultanato di Oman, sul golfo di Oman. Attivo porto e centro commerciale (datteri, grano, uva secca). Conquistata nel 1508 dai portoghesi, questi ne fecero una base per la loro flotta. Espugnata nel 1650 dagli arabi, alla fine del XVIII sec. divenne capitale dell'Oman. Raggiunse il suo massimo splendore nella prima metà del XIX sec., quale mercato di schiavi e di armi. La città vecchia con le tipiche case arabe è dominata da due fortini portoghesi del XVI sec. e circondata da una muraglia. Mascate ha però subito profondi cambiamenti per via del processo di modernizzazione promosso dall'attuale sovrano.

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Veduta di Mascate

Veduta di Mascate

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