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Geografia Asia Oceania

PRESENTAZIONE - IL TERRITORIO - L'ECONOMIA - IL TIBET

CENNI STORICI - LA VIA DELLA SETA

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Cina

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GEOGRAFIA - ASIA - CINA

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PRESENTAZIONE

Stato dell'Asia orientale ; confina a Nord con la Mongolia e la Russia; a Nord-Est con la Corea del Nord; a Sud con il Vietnam, il Laos, la Birmania, il Bhutan, il Nepal; a Sud e a Sud-Ovest con l'India, a Ovest con il Pakistan, l'Afghanistan, il Tagikistan, il Kirghizistan e il Kazakistan. Bagnata a Est dal Mar Giallo, a Sud-Est dal Mar Cinese orientale, a Sud dal Mar Cinese meridionale, ha una superficie di 9.572.900 kmq e una popolazione che è poco meno di un quarto di quella mondiale (1.296.075.000 ab.). La densità media non è molto elevata (135 ab. per kmq), ma la maggior parte dei Cinesi vive nelle zone pianeggianti e collinari che costituiscono il 15% del territorio complessivo e dove la densità sale a 200 abitanti per kmq. Il 91,6% della popolazione discende dalla razza sinica e appartiene al gruppo Han. All'interno di questa etnia esistono comunque differenze somatiche tra le popolazioni del Nord e quelle del Sud. Nelle aree periferiche del Paese vivono minoranze di razza gialla che costituiscono il 6% della popolazione, che si suddividono in diversi gruppi e sottogruppi. Due sono i gruppi più significativi: quello sino-tibetano, più numeroso, che comprende, tra l'altro, i Tibetani (0,4%), gli Yi (0,6%) e i Tujia (0,6%), e il gruppo altaico di cui fanno parte i Mongoli (0,5%), gli Uiguri dello Xinjiang (0,7%), che rivendicano l'indipendenza della Cina, e altri. Dalla metà del sec. XIX l'intensa emigrazione ha dato vita a molte comunità cinesi nell'Asia sud-orientale, in Europa e in America: questi huaqiao, cioè i Cinesi d'oltremare, sono quasi 50.000.000. La lingua ufficiale della Cina è il cinese, ma nelle diverse province sono in uso numerose lingue e dialetti: il coreano, i dialetti tibetani, il kazaco, l'uiguro e il mongolo. In Cina la religione non ha mai avuto un peso determinante. Nel passato i ceti dominanti seguivano più i canoni dell'etica confuciana che i precetti religiosi, mentre gli strati popolari professavano il culto degli antenati e forme di animismo. Il Buddhismo, in passato la religione dominante, è tuttora molto diffusa, a fianco però di forti percentuali di cattolici e di lamaisti (Tibetani), di musulmani, protestanti, taoisti e confuciani. «Stato unitario purinazionale», il territorio è diviso in 23 provincie, 5 regioni autonome, 4 municipalità e 2 regioni amministrative speciali (dati del 2004). Proclamata l'1-X-1949, la Cina è una Repubblica Popolare. Sulla base della Costituzione del 1982, la Repubblica Popolare Cinese è uno Stato socialista, con un'assoluta prevalenza del Partito comunista (PCC). Organo supremo del potere è un'Assemblea popolare nazionale (ANP), i cui membri sono eletti per un mandato di 5 anni dalle province, dalle regioni autonome e dalle municipalità (direttamente subordinate all'attività centrale) e dalle Forze armate (sottoposte a una Commissione militare centrale, presieduta dal presidente della Repubblica). L'ANP si riunisce di norma una volta all'anno, elegge il presidente della Repubblica, il primo ministro e il Consiglio di Stato, organo cui spetta il potere esecutivo, e ha il compito di approvare il bilancio e di decidere sulla pianificazione dello Stato. A livello locale il potere è esercitato, invece, dalle assemblee popolari locali e dai comitati rivoluzionari. L'unità monetaria è lo yuan renminbi. La capitale è Pechino (7.441.000 ab.; 14.230.000 ab. l'agglomerato urbano).

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IL TERRITORIO

Per la diversità delle caratteristiche fisiche e climatiche il territorio della Cina viene solitamente diviso in due parti principali: la Cina orientale, e la Cina occidentale o Cina esterna. La Cina orientale, attraversata da grandi fiumi, costituisce la parte fertile del Paese ed è anche quella più densamente popolata. Questo territorio comprende due grandi regioni: la Cina del Nord-Est, dove si trovano la distesa fertile intorno al Fiume Giallo (Huang He) e la pianura della Manciuria; la Cina meridionale formata da zone fertili e ricche d'acqua per la presenza dei due fiumi maggiori, il Fiume Azzurro (Yangtze Kiang) e il Si Kiang. Se il litorale della Cina del Nord-Est si presenta basso ed uniforme, ad eccezione della penisola dello Shantung e del Liaotung, quello della Cina meridionale è molto inciso ed alto, tranne che in corrispondenza dello sbocco dei fiumi. Anche i climi sono molto differenziati: nella Cina del Nord-Est prevale un clima continentale, con inverni freddi e asciutti ed estati torride, poco piovose; il clima della Cina meridionale è decisamente caldo e umido, con abbondanti piogge monsoniche in estate e tifoni in autunno, che colpiscono le zone costiere. La Cina occidentale è composta da tre grandi regioni: Tibet, Sinkiang e Mongolia interna. Il Tibet è un vastissimo altopiano situato a oltre 4.000 m di altezza, ed è delimitato a Sud dalla catena dell'Himalaya che esclude ogni influenza monsonica, determinando nella zona un clima freddo e arido. Gli altipiani del Sinkiang e della Mongolia interna sono meno elevati del Tibet, ma ugualmente aridi e aspri. Il Sinkiang è formato da due ampie depressioni: quella del Tarim, attraversata dal fiume omonimo, e più a Nord quella della Zungaria che fu nei secoli passati la porta d'accesso alla Cina dall'occidente, da cui passava anche la «via della seta». L'altopiano della Mongolia interna si estende ad Est del Sinkiang e presenta a Nord un vasto deserto sabbioso (Deserto dei Gobi) e steppe, e a Sud praterie e colture. Ad Est questa regione termina con i Monti del Grande Khingan. Il clima della Cina occidentale, lontana dalla costa, è inospitale. La rete idrografica della Cina è sviluppata soprattutto nei territori orientali e la disposizione del suolo, che si abbassa da Ovest ad Est, fa sì che tutti i fiumi di questa zona sfocino nel Pacifico. I più importanti da Nord a Sud sono: l'Amur, che segna per un lungo tratto il confine tra la Cina (Manciuria) e la Russia; l'Huang He (Fiume Giallo), che attraversa un altopiano ricoperto dal «loss», polvere gialla che il vento strappa ai deserti. Ha regime irregolare ed è soggetto a piene devastatrici; lo Yangtze Kiang (Fiume Azzurro), navigabile per lungo tratto, la grande via fluviale della Cina. Ha regime costante ed è anch'esso soggetto a piene, ma non rovinose come quelle dello Huang He. Il Si Kiang, quarto fiume della Cina, è anch'esso navigabile. Nelle regioni occidentali della Cina i rari corsi d'acqua formati dallo scioglimento delle nevi, sono inghiottiti dalla sabbia o consumati dall'evaporazione. L'unico fiume di una certa consistenza è il Tarim, che attraversa il Sinkiang da Ovest ad Est per oltre 1.000 km e si perde poi nel deserto del Lob Nor. I laghi sono numerosi nella parte orientale e nell'altopiano del Tibet.

Cartina della Cina

La Stone Forest nella provincia del Sichuan

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L'ECONOMIA

Per secoli l'economia cinese si è basata sull'agricoltura, mentre l'industria era molto arretrata e controllata dalle potenze straniere. Dopo la rivoluzione del 1949, le autorità comuniste, attraverso una serie di piani quinquennali, hanno cercato di dotare la Cina di una forte struttura industriale in grado di soddisfare i bisogni del Paese e di aprire nuovi sbocchi all'agricoltura. L'economia cinese si è sviluppata rapidamente grazie alla politica di liberalizzazione attuata da Deng Xiaoping, che ha attribuito una maggiore autonomia alle imprese, favorito la concorrenza e incentivato gli investimenti stranieri. Oggi l'agricoltura occupa più del 65% della popolazione cinese e solo un decimo del territorio nazionale è destinato alle coltivazioni. Il problema fondamentale dell'agricoltura cinese è stato, per molto tempo, la necessità di raggiungere l'autosufficienza alimentare. Tale obiettivo è stato raggiunto solo grazie alla politica di trasformazione e rinnovamento avviata da Mao Tse-Tung, fondata su imponenti opere di bonifica e irrigazione, sulla eliminazione del latifondo e sull'organizzazione dei contadini in cooperative e in comuni popolari. La raccolta record di cereali del 1984 ha costituito una conferma dei successi ottenuti. Il rendimento dei terreni è stato elevato grazie all'utilizzo di sementi selezionate, all'impiego di concimi chimici e di nuovi macchinari su vasta scala. Le colture principali della Cina sono costituite dai cereali (riso e frumento) che rappresentano la base dell'alimentazione. Le più grandi risaie si concentrano nel Sichuan e nella regione centrale dei laghi. Abbondanti sono i raccolti di granoturco e frumento nelle terre asciutte del Nord; di patate, di patate dolci, di manioca, di soia nella Manciuria, di sesamo, girasoli, ricino, tung (nel Sichuan) e arachidi. Per quanto riguarda le piante industriali, la Cina è tra i primi produttori mondiali di cotone e di ramié. Altre fibre tessili coltivate sono la iuta, il kenaf, la canapa, il lino e il sisal. Diffusissima la coltura del tè - nella vallata del medio Chang Jiang e nelle province costiere di Zhejiang e Fujian - e quella della canna da zucchero. Anche l'allevamento ha un peso notevole: la Cina è infatti ai primi posti nell'allevamento dei suini, di volatili e di animali da cortile. Ridotto, invece, l'allevamento di bovini da carne e da latte. Sugli altipiani vengono allevate capre e pecore, in Tibet gli yak. In molte zone è diffusa la bachicoltura, che dà vita ad una cospicua produzione di seta. La pesca, infine, è molto importante per l'alimentazione locale. Grazie ad un razionale sfruttamento delle materie prime, anche l'industria pesante ha accresciuto la produzione. La Cina possiede infatti carbone, petrolio e gas naturali che garantiscono l'autosufficienza energetica. Si estrae anche uranio e, tra i minerali, ferro, manganese, nichel e tungsteno. Gran parte dell'energia prodotta deriva da centrali termiche. Importanti pure gli impianti idrici: oltre a quelli già esistenti di Gezhouba, di Baishan, di Ankang, di Gongzui e altri, sono in lavorazione due nuove grandi dighe: quella delle Tre Gole, sul Chang Jiang e quella di Xiaolangdi, sullo Huang He. Il processo di industrializzazione è iniziato dalla fine degli anni Quaranta, grazie all'aiuto sovietico. Inizialmente il settore che si è maggiormente sviluppato è stato quello dell'industria pesante. In seguito sono state create un gran numero di piccole e medie aziende nei vari settori, diffuse in tutto il territorio. Durante la metà degli anni Settanta, il Governo cinese, per incrementare la produzione, ha avviato una politica di modernizzazione attraverso alcune riforme. È stato ad esempio conferito ai vari direttori delle aziende il potere di reinvestire una parte degli utili per migliorare le strutture esistenti; sono poi stati facilitati gli investimenti internazionali. Oggi nelle aree costiere meridionali dominano le industrie leggere (tessile, abbigliamento, agricolo-alimentare, elettronica di consumo e avanzata, elettrodomestica, farmaceutica, ecc.), la cui produzione viene destinata in parte ai mercati internazionali. In progressiva evoluzione è la siderurgia, con centri in Manciuria e sul medio Chang Jiang, così pure molto attiva è la metallurgia dell'alluminio, del piombo e del nichel. Rapida espansione ha avuto la chimica di base (impianti petrolchimici, produzione di fibre tessili artificiali, gomma sintetica, materie plastiche) e cospicua è la produzione del cemento. Sviluppati pure i settori della meccanica e dell'elettromeccanica, articolati in un vasto spettro di produzioni: materiale elettrico, macchinari per l'industria automobilistica, ferroviaria, tessile, macchinari agricoli, biciclette, macchine per cucire, televisori, apparecchi fotografici e apparecchi radio. Particolarmente fiorente l'industria tessile, specie quella cotoniera, laniera e della seta che, oltre alle aree tradizionali della regione di Shanghai, si svolge in nuove zone, corrispondenti alle regioni in cui queste colture sono maggiormente sviluppate. Tra le industrie alimentari occupano un posto importante la brillatura del riso e la molitura del grano. Seguono quella oleifera e quelle dello zucchero, della birra e del tabacco. Tipicamente cinese è l'industria del vetro, della porcellana, della lacca, degli avori e dei tappeti e quella degli ombrelli di carta. Lo sviluppo dell'industria ha favorito i rapporti internazionali: gli scambi, un tempo indirizzati verso la sola Russia e i Paesi socialisti, nel corso degli anni Settanta si sono sviluppati soprattutto con il Giappone, gli Stati Uniti e i Paesi europei. Nel decennio successivo si sono estesi anche all'Africa, al Medio Oriente e all'Australia. La Cina è tra i dieci maggiori esportatori del mondo: tra le principali esportazioni si segnalano i prodotti tessili, i prodotti alimentari e il pesce. E ancora: minerali, metalli, veicoli, macchinari, prodotti chimici, calzature. La Cina sta tentando di rivoluzionare il sistema delle comunicazioni, fondato sulle idrovie, soprattutto nelle zone centrali e meridionali, e sul trasporto animale nelle pianure meridionali e nelle steppe occidentali. La rete ferroviaria è stata ampliata attraverso la costruzione di nuovi tronchi che collegano le regioni dell'Ovest, del Sud-Ovest e del Nord-Ovest. Le funzioni di banca centrale sono svolte dalla Banca Popolare di Cina; in seguito alle riforme operate in seno al sistema finanziario nel 1994, sono state istituite diverse banche commerciali. Le comunicazioni si svolgono principalmente per via d'acqua - i principali fiumi navigabili sono il Chang Jiang, lo Zhu Jiang e lo Heilong Jiang - e per via ferroviaria: le linee maggiori sono la Pechino - Canton, la Tianjin - Shanghai, la Pechino - Lanzhou - Urumqüi e la Transmanciuriana. Infine, la rete stradale (1.765.222 km) raggiunge anche le zone più impervie e in tutta la Cina circolano 300 milioni di biciclette (su un totale mondiale di 800 milioni). I principali aeroporti sono: Pechino, Shanghai, Chengdu, Xiamen, Canton e Shenyang.

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IL TIBET

Il Tibet è una regione storico-geografica dell'Asia centrale, politicamente appartenente in quasi tutta la sua totalità alla Repubblica Popolare Cinese; le zone che non fanno parte della Cina, appartengono all'India. Ricopre una superficie di 1.200.000 kmq su cui si contano solo 2.300.000 abitanti circa, meno di 2 abitanti per ogni kmq. Ciò è dovuto principalmente alle condizioni del territorio, caratterizzato da un vastissimo altopiano alto tra i 4.000 e i 6.000 m., piuttosto arido e circoscritto da imponenti catene montuose quali quella del Karakorum e del Himalaia a sud, e quella del Kunlun a nord.

In questa zona mancano quasi del tutto corsi d'acqua, mentre nelle valli strette e profonde scorrono alcuni dei principali fiumi asiatici, quali l'Indo, il Brahmaputra, il Huang He, il Mekong e il Saluen. Anche i laghi sono numerosi e in prevalenza salati, come ad esempio il Qinghai Hu, il Nam Co e il Siling Co.

Il clima del Tibet è tipicamente continentale, con forti escursioni termiche giornaliere e stagionali, e scarse precipitazioni. A causa delle condizioni atmosferiche e territoriali, la vegetazione è poverissima e le poche piante esistenti appartengono a specie mongoliche e himalaiane o ad altri generi tipici delle regioni della steppa. La fauna invece è più varia: si possono incontrare scimmie e irbis (leopardi delle nevi), pecore, capre selvatiche e yak (bue tibetano). Gli abitanti del Tibet si possono distinguere in nomadi e sedentari. I primi si muovono nella zona dell'altopiano e vivono di pastorizia. L'allevamento di ovini, caprini e yak è anche una risorsa di sviluppo per le aziende artigianali di tessuti e oggetti di cuoio. I sedentari invece abitano in piccoli villaggi o nelle città più sviluppate a sud della regione, in prossimità delle valli solcate dai fiumi, nelle quali l'influsso del monsone estivo rende l'ambiente tiepido e umido, adatto alla coltivazione di alberi da frutto (meli, peschi, noci ecc.) e ortaggi.

Nonostante le condizioni sfavorevoli del territorio, l'agricoltura è comunque molto diffusa nella regione del Tibet, dove crescono anche cereali (orzo, avena, frumento e grano saraceno) e legumi (riso di montagna). Le lingue parlate in Tibet sono il tibetano e il cinese, mentre la religione più professata è il Buddismo, del quale esistono diverse forme come il Lamaismo e il Tantrismo.

Presentazione del Tibet

Presentazione del Tibet (english version)

L'invasione del Tibet da parte della Cina

L'invasione del Tibet da parte della Cina (english version)

CHINA Population: 1,384,688,986

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