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Geografia Asia Territorio Economia Storia Arabia Saudita Geografia Asia - Indice

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GEOGRAFIA - ASIA - ARABIA SAUDITA

PRESENTAZIONE

L'Arabia Saudita (ufficialmente Regno arabo saudito) occupa una parte notevole della Penisola Arabica (circa l'80%). Confina a Nord con la Giordania e l'Iraq; a Nord-Est con il Kuwait; a Sud-Est con il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti; a Sud con lo Yemen e l'Oman. È bagnata a Nord-Est, nel golfo Persico, dall'Oceano Indiano e a Ovest dal Mar Rosso. L'Arabia Saudita, pur estendendosi su una superficie di 2.149.690 kmq, ha una popolazione di soli 22.673.538 abitanti, con una densità media di 11 ab. per kmq. Il gruppo etnico predominante è quello arabo (88%, di cui Sauditi 74,8% e Yemeniti 3,2%), esistono però anche minoranze di neri, indiani e iraniani. La lingua nazionale è l'arabo. La religione di Stato è quella musulmana di rito sunnita (professata dal 93,3% della popolazione); esistono anche minoranze sciite (3,4%), nonché cristiane (2,9%). Sul territorio saudita sono dislocati dal 1991 basi aeree e presidi militari statunitensi (con circa 6.000 uomini, nel 2002). L'Arabia Saudita, divisa in 14 province, è una Monarchia assoluta. Nel Paese non esistono partiti politici e tutti i poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) appartengono al sovrano, il cui titolo ufficiale è «custode delle sante moschee» (Mecca e Medina). Inoltre non c'è distinzione tra patrimonio della famiglia reale e bilancio dello Stato. Il re nomina ed è assistito nell'azione di governo da un Consiglio consultivo formato da 120 membri, responsabile solo di fronte al sovrano. Nel 2005, per la prima volta, si sono svolte delle elezioni amministrative a livello locale, per la composizione dei consigli municipali. Il diritto di voto è stato accordato ai soli cittadini maschi di età superiore ai 21 anni. L'unità monetaria è il riyal. La capitale è Riyadh (4.087.152 ab.).

 

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IL TERRITORIO

L'Arabia Saudita è quasi completamente costituita da un tavolato. L'unico sistema montuoso di rilievo, l'Hijaz, si snoda in direzione Nord-Sud lungo il bordo occidentale e si eleva, in molti tratti, oltre i 2.000 m. Procedendo verso il Mar Rosso i rilievi digradano rapidamente mentre verso Est si inclinano in vasti tavolati uniformi, interrotti solo da modeste alture e profonde faglie. Questi tavolati sono coperti da sedimentazioni sabbiose nelle zone altimetricamente più depresse. La rete idrografica è pressoché inesistente a causa delle scarsissime precipitazioni; le falde acquifere si trovano soprattutto nella fascia pedemontana. Molti sono però i solchi erosivi (uidian) quasi sempre asciutti, che segnano la superficie del Paese e che in epoche remote erano letti fluviali. Le coste, sia del Mar Rosso sia del golfo Persico, sono poco frastagliate, ma quelle occidentali sono limitate da vere e proprie barriere montuose. Proprio questi orli montuosi e la conformazione tozza della penisola limitano gli influssi marini. Ne consegue un'accentuata aridità con deboli precipitazioni che sono più abbondanti d'inverno lungo la fascia costiera. Alcune regioni rimangono senza piogge anche per anni interi.

Cartina dell'Arabia Saudita

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L'ECONOMIA

L'Arabia Saudita è un grande Paese desertico - la sua superficie è sette volte quella dell'Italia - ed è il primo esportatore mondiale di petrolio. I giacimenti di cui dispone costituiscono la quarta parte delle risorse petrolifere mondiali. Il settore petrolifero (tradizionalmente controllato dallo Stato, ma in via di parziale liberalizzazione all'inizio del nuovo millennio) rappresenta circa il 75% delle entrate di bilancio, il 40% del PIL e il 90% delle esportazioni. Il Paese è uno dei membri più influenti dell'OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries, fondata nel 1960). Tuttavia, in anni recenti, l'Arabia Saudita ha sperimentato una significativa contrazione dei proventi petroliferi che, combinata con un elevato tasso di crescita della popolazione (3%), ha determinato un netto calo del reddito medio pro-capite, sceso dai 25.000 dollari annui del 1980 agli 8-10.000 del 2003-06 (con il minimo storico di 7.000 dollari toccato nel 1999). La casa regnante, dalla seconda metà degli anni Novanta, ha pertanto avviato una serie di programmi volti allo sviluppo del settore privato dell'economia, per diminuire la dipendenza del Regno dal petrolio e per poter incrementare le possibilità d'impiego dei sudditi. Altro nodo cruciale dell'economia saudita è la scarsità d'acqua, che presumibilmente obbligherà il Paese a intensificare i propri sforzi per aumentare l'autosufficienza nella produzione di prodotti agricoli. La produzione agricola, infatti, rimane al di sotto del fabbisogno nazionale. Le colture sono limitate alle oasi, dove si producono abbondanti quantità di datteri, banane e limoni. La produzione di cereali è scarsa: il fabbisogno di frumento è circa tre volte quello che viene attualmente prodotto, pur essendo la maggiore coltura del Paese (25% delle terre coltivate). Il settore dell'allevamento è in una condizione analoga: localizzato nelle zone dove è disponibile l'acqua, viene praticato soprattutto dai pastori nomadi con risultati modesti ed è ormai attività in declino. L'attività industriale, quasi inesistente negli anni Settanta, si sta rapidamente sviluppando, soprattutto le industrie di trasformazione del petrolio: raffinerie, oleodotti e impianti per concimi azotati. È in espansione il settore dell'edilizia e dei laminati. Le attività di trasformazione dei prodotti alimentari si svolgono perlopiù nelle tradizionali aziende artigiane. Il commercio con l'estero è dominato dalle esportazioni di petrolio, soprattutto verso Stati Uniti, Giappone e Germania. Si importano generi alimentari e manufatti industriali. Dal 2005, dopo 12 anni di trattative, il Paese è entrato a far parte della WTO (World Trade Organization). Le vie di comunicazione hanno registrato un discreto impulso nell'ultimo decennio, con un'estensione stradale di oltre 156.950 km, di cui 67.900 asfaltati. Ricordiamo la «Transarabica» che unisce Ad Dammam sul golfo Persico a Gidda sul Mar Rosso. La rete ferroviaria è in fase di sviluppo (1.234 km in esercizio). Oltre agli importanti porti petroliferi del golfo Persico, sono stati modernizzati i porti di Gidda e Yenbo. Riyadh, Gidda, Dahran e Medina sono sede dei principali aeroporti internazionali.

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CENNI STORICI

Già alla fine del terzo millennio a.C. l'Arabia entrò in contatto con la civiltà occidentale, soprattutto per via del traffico mercantile. Verso il XII sec. a.C. l'addomesticamento del cammello facilitò le traversate del deserto e permise il fiorire di una società nell'Arabia meridionale, attorno allo stato di Saba (Sheba). Nel XIV sec. a.C. anche l'isola di Dimun (Bahrein) nella parte orientale del Paese, fu un importante crocevia commerciale tra la Mesopotamia, l'Arabia meridionale e l'India. Romani e bizantini cominciarono a intessere importanti scambi con i porti settentrionali del Mar Rosso e dell'Arabia fino a quando nel V e VI sec. d.C. le invasioni di etiopi cristiani e la resistenza dei re sasanidi provocarono lo smembramento degli Stati dell'Arabia meridionale. Nel VI sec. la famiglia dei Quraysh, che controllava la sacra enclave della Mecca, concluse una serie di accordi con le tribù del Nord e del Sud per cui le carovane poterono muoversi più liberamente. In qualità di custodi del tempio della Mecca (Ka'ba) i Quraysh erano conosciuti anche come i Vicini protetti di Allah. La Ka'ba, integrando altri culti, divenne il tempio di tutti gli dei, il culto di alcuni dei quali fu forse vincolato ad accordi politici tra la famiglia fedele di Allah e le tribù. Muhammad (Maometto) nacque nel 570 e quando iniziò a predicare la sua fede monoteista in Allah fu inizialmente rifiutato dai Quraysh, diventando capo della confederazione tribale di Medina. Il calendario musulmano inizia dalla hirah (egira), momento in cui Maometto si trasferì a Medina nel 622 d.C. Dopo varie lotte Maometto sbaragliò l'offensiva dei Quraysh e marciò verso la Mecca e dopo averla conquistata nel 630 divenne signore dei suoi luoghi sacri. A partire da quel momento l'Islam fu destinato a svolgere un ruolo fondamentale. I successori di Maometto, riuniti intorno alla bandiera dell'Islam, intrapresero una serie di conquiste per soddisfare al mandato della nuova fede, così come al desiderio di bottini e terre. Tutta l'Arabia fu coinvolta dalle dimensioni di questi spostamenti demografici: l'Islam arabo sostituì l'influenza persiana nel distretto di Bahrein, nel Nord-Est e nello Yemen. Le conquiste giunsero in terre molto lontane, ma il bottino delle incursioni venne riportato nelle due città sante, La Mecca e Medina che si trasformarono in potenti centri di una sofisticata cultura araba. Dopo la morte del Profeta, Omar il secondo califfo guidò la conquista araba che in dieci anni fece propri Siria, Palestina, Egitto e Persia. Gli arabi divennero una casta privilegiata che governò sulle nazioni conquistate. Nell'VIII sec. le frontiere dell'impero arabo si estesero dall'Africa del Nord e dalla Spagna, a Occidente, fino al Pakistan e all'Afghanistan, a Oriente. Quando la capitale fu spostata a Damasco, la Siria divenne il centro culturale, politico ed economico dell'impero. L'impero successivamente si divise, la capitale si spostò a Baghdad e l'arabo divenne la lingua comune delle persone colte, dal Portogallo fino all'India. Per molti secoli pochissimi furono i cambiamenti nella vita araba fuori dalle città: la crescita demografica si indirizzò verso i territori conquistati e le tribù nomadi continuarono a pascolare le loro greggi, quelle sedentarie mantennero le loro attività commerciali e le rivalità tra esse sfociarono spesso in guerre locali. Le province di Higiaz e Asir sul Mar Rosso erano rimaste in possesso agli Ottomani, mentre alla fine del XVIII sec., l'interno, con Riyadh come centro, aveva dato vita all'emirato di Najd (Neged). Un secolo dopo con l'aiuto turco il clan Rachidi tolse il potere ad Abd al-Raman ibn Saud, che fu costretto all'esilio. Nel 1902 suo figlio Abd al-Aziz organizzò una confraternita religioso-militare con la quale invase il Neged. Dodici anni dopo i Sauditi sconfissero i Rachidi e conquistarono la regione di hal-Hasa sul golfo, che era stata sotto il dominio diretto dei Turchi, contro i quali le forze di Saud lottarono durante la prima guerra mondiale. Alla fine del conflitto, l'Inghilterra, che dominava la regione, si trovò in una difficile posizione, avendo fatto promesse di dominio ad entrambi i contendenti, Abd al-Aziz ibn Saud e Hussein ibn Alì. Quando nel 1924 Hussein si autoproclamò califfo, Abd al-Aziz invase il suo territorio, nonostante l'opposizione inglese nel gennaio del 1926 fu proclamato re dell'Higiaz e sultano del Neged. Nel 1932 tale regno e le sue dipendenze fu formalmente unificato sotto il nome di Arabia Saudita. Nel 1930 intanto il re aveva concesso ad alcune compagnie statunitensi il permesso di condurre attività per la ricerca del petrolio. Alla morte del sovrano, avvenuta nel 1953, suo figlio Saud dilapidò le rendite del regno provenienti dall'Arab-American Oil Company (Aramco), in una sfrenata vita lussuosa. Il Paese fu sull'orlo della bancarotta fino alla deposizione nel 1964 di Saud, sostituito dal fratello Faisal profondamente religioso e austero fino all'ascetismo. Faisal diede un nuovo impulso all'economia e cominciò ad utilizzare parte dei petrodollari in ambiziosi programmi di sviluppo, pur senza alterare la piramide feudale: sotto di lui gli emiri governavano le province appoggiandosi ai capotribù e ai loro eserciti del deserto, mentre le altre fasce della popolazione non avevano alcun ruolo nel Governo. La religiosità di Faisal lo portò a respingere l'Unione Sovietica per via dell'ateismo professato, anche se ebbe comprensione per le iniziative di spirito socialista di Nasser in Egitto e il Partito Baas di Siria e Iran. L'alleanza con gli Stati Uniti andò in crisi per via dell'evidente appoggio che il sovrano cominciò a dare a Israele a partire dalla guerra del 1967. Durante la guerra arabo-israeliana del 1973, Faisal aderì all'embargo petrolifero contro i Paesi che sostenevano Israele: la conseguente diminuzione del carburante fece sì che l'OPEC aumentasse di quattro volte il prezzo del petrolio. Nel 1975 Faisal fu assassinato da un nipote risultato incapace di intendere. Il fratello Khaled, suo successore, era in realtà gravemente ammalato per cui la guida reale del Paese passò nelle mani del fratello minore, il principe ereditario Fahd ibn Abd al-Aziz. Le entrate petrolifere raggiunsero in quegli anni cifre astronomiche per il Sud del mondo: il denaro che entrava era più di quello che si poteva spendere e l'Arabia Saudita accumulò fortune nelle banche occidentali e si trovò più legata alle sorti del mondo capitalista. Padre della modernizzazione del Paese, spesso osteggiata dai musulmani fondamentalisti che la vedevano come un tradimento dei principi del Corano, fu proprio Fahd, che nel 1982 salì ufficialmente al trono dopo la morte del fratello Khaled. Il nuovo re era stato un anno prima l'artefice di un piano di pace in Medio Oriente, che aveva meritato l'approvazione di vari Paesi arabi, dell'Olp e degli Stati Uniti, ma che era affondato di fronte all'opposizione di Israele. Nel settembre 1982 Fahd condannò l'intervento israeliano in Libano, così come quello dell'URSS in Afghanistan, accusando nella stessa occasione l'ayatollah Khomeini del tentativo di destabilizzare il regime con atti di sabotaggio. L'allineamento saudita con le posizioni statunitensi divenne sempre più chiaro, con la fornitura di un sofisticato armamento di guerra e con la costruzione di basi navali a Jubail e Jedda. Il piano quinquennale 1985-90 il sovrano dichiarò l'intenzione di ridistribuire in maniera più ampia le rendite, ma il proposito coincise con i primi segni di difficoltà economica nel regno: nel 1984 si era infatti verificato il primo deficit, a causa della caduta del prezzo del petrolio. Durante la guerra tra Iraq e Iran l'Arabia Saudita appoggiò finanziariamente il primo, temendo l'espansione della rivoluzione islamica iraniana nel Golfo. Nel 1987 una marcia di donne e mutilati di guerra iraniani alla Mecca fu repressa a colpi d'arma da fuoco dalla polizia saudita, con centinaia di morti, con conseguenti rappresaglie contro le ambasciate dell'Arabia Saudita e rapporti ancora più tesi i trai i due Paesi. Dopo l'invasione da parte dell'Iraq del Kuwait nel 1990, l'Arabia Saudita fu lo scenario del grande spiegamento militare della coalizione internazionale capeggiata dagli Stati Uniti. Alla fine di questo conflitto che causò la perdita di molte vite umane e un disastro ambientale di dimensioni enormi, l'Arabia Saudita ha speso circa 14 miliardi di dollari in armi americane. Nel 1992 Fahd confermò suo fratello Abdullah ibn Abd al-Aziz come erede al trono. Le crescenti disuguaglianze sociali aggravarono le tensioni anche tra i sauditi, considerati privilegiati rispetto ai milioni di lavoratori stranieri che vivono nel Paese. Verso la fine del 1995 la malattia di Fahd si aggravò mentre le ostilità di parte della popolazione verso gli Stati Uniti, esplose con un attentato nel 1996 alla base militare americana di El Khobar. Nel 1997 la tensione tra America e Iraq compromise l'alleanza con gli Stati Uniti, per via dell'esasperazione della popolazione araba della regione. Nel 1998 l'aumento delle spese militari e il calo delle esportazioni hanno prodotto un grave deficit, che ha costretto il governo a ridurre i servizi sociali, a ridurre i privilegi dei più di 7.000 nobili e nel contempo sono state abbandonate le politiche economiche che negavano l'accesso di capitali e imprese straniere. In questa direzione venne approvata nel 2000 una nuova legge che consentì a privati e imprese stranieri di assumere il controllo, anche totale di progetti industriali sauditi, compresi quelli relativi al petrolio. Nell'aprile dello stesso anno si verificarono aspri scontri a Najran tra la comunità sciita locale e la polizia, dopo che questa aveva imposto la chiusura di una moschea sciita. Il 12 giugno 2000 venne raggiunto l'accordo con lo Yemen per la ridefinizione dei confini tra i due stati, chiudendo una controversia che andava avanti dal 1930. Nel marzo 2001 alcuni lavoratori inglesi furono arrestati a Riyadh dopo una serie di scontri in cui persero la vita un cittadino americano e uno britannico. In dicembre, a conferma della condanna del terrorismo da parte dell'Arabia Saudita, patria di Osama Bin Laden (ritenuto il responsabile degli attentati alle Torri gemelle e al Pentagono dell'11 settembre), re Fahd volle sottolineare con fermezza l'impegno del suo Paese contro il terrorismo, proibito dall'Islam. Attacchi kamikaze, tuttavia, per lo più riconducibili ad Al-Qaeda, insanguinarono la capitale e altre zone del Paese (compresi alcuni siti petrolchimici) nel corso del 2003 e del 2004, provocando decine di morti. Nel luglio 2004 venne istituita una Forza di sicurezza islamica incaricata espressamente di scovare e neutralizzare le cellule terroristiche. Contemporaneamente, cresceva nel Regno la domanda di riforme politiche e di una maggiore libertà d'espressione, a partire da una petizione in tal senso sottoscritta, nel settembre 2003, da oltre 300 intellettuali sauditi, uomini e donne. Il mese successivo Riyadh ospitò la prima conferenza sui diritti dell'uomo: nell'occasione venne dato l'annuncio che entro un anno si sarebbero tenute le elezioni di 14 concili municipali, le prime consultazioni nel Paese dal 1932. In novembre il re acconsentì ad ampliare i poteri del Consiglio consultivo, permettendo ai suoi membri di proporre leggi senza il permesso preventivo del sovrano. Tra aprile e febbraio del 2005 si svolsero effettivamente le promesse elezioni amministrative: ad esse poterono partecipare solo i cittadini maschi di età superiore ai 21 anni; nella capitale si affermarono gli esponenti dell'Islam moderato. Il 1° agosto 2005 la corte reale annunciò la morte di re Fahd, gli succedeva il fratello, il principe ereditario Abdullah. Nel gennaio 2006 oltre 360 pellegrini rimasero uccisi nella calca durante un rituale religioso alla Mecca, mentre altri 70 persero la vita nel crollo di un ostello della città santa (il pellegrinaggio alla Mecca - pilastro della fede islamica denominato Haji - aveva già causato in passato numerosi morti per incidenti simili: nel 2004 ci furono 250 vittime, 270 nel 1994, con esiti meno tragici nel 2003, nel 2001 e nel 1998).

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LE CITTÀ

Riyadh

(4.087.152 ab.). Capitale dell'Arabia Saudita, situata in una fertile oasi della regione del Neged, sorge nel centro della penisola arabica. Divenuta la capitale del Regno Saudita nel 1824, con la dinastia dei Re Sauditi, che provenivano appunto dalla regione del Neged, la città ha conosciuto in questi ultimi anni un notevole sviluppo. Grandi edifici modernissimi, affacciati su ampie strade e raggruppati in quartieri di tipo occidentale, contrastano con la zona vecchia della città. Anche il palazzo reale è stato costruito nello stile delle costruzioni occidentali.

Panorama di Riyadh

Gidda

(2.800.000 ab.). Città dell'Arabia Saudita sulle coste del Mar Rosso a poca distanza dalla Mecca. È il più importante scalo marittimo del Paese, soprattutto perché ogni anno, in occasione del pellegrinaggio nella città santa, vi sbarcano centinaia di migliaia di pellegrini. Recentemente imponenti opere hanno assicurato il rifornimento idrico, che per la scarsezza di acque, era sempre stato uno dei principali problemi della regione.

Case tipiche a Gidda

La Mecca

(1.294.000 ab.). Centro religioso del mondo islamico, è la città santa dei musulmani. La Mecca è proibita a chiunque non professi la religione musulmana. Nella grande moschea dentro la Kaaba, vi è la pietra nera, presso cui si recano ogni anno, in pellegrinaggio, per venerarla, circa un milione di musulmani.

Moschea di El Koaha a La Mecca

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LA CITTÀ SANTA DELL'ISLAM

La Mecca, la città santa dell'Islam, attira ogni anno numerosi pellegrini da ogni parte del mondo. Un tempo il pellegrinaggio era certo un'impresa più ardua di quanto non sia oggi, agevolato com'è dalla rete di comunicazioni, dai rifornimenti d'acqua e dai ripari contro il sole rovente. La Mecca sorge al centro della «zona proibita», il cui accesso è consentito solo ai musulmani. Una volta entrati in quest'area, i pellegrini si fermano a pregare e indossano una tunica bianca di cotone senza cuciture, simbolo di uguaglianza. Essi si dirigono poi verso la Grande Moschea che sorge al centro della città. La moschea è circondata da mura massicce e da alti minareti, dai quali viene continuamente lanciato l'appello alla preghiera. Nell'interno vi è collocata la Kaaba, un edificio di forma cubica, rivestito da un drappo di seta nera con iscrizioni ricamate in oro e in argento. I musulmani le attribuiscono una particolare venerazione perché convinti che le sue fondamenta siano state poste da Abramo. Nell'angolo Nord della Kaaba, è fissata una pietra di lava o di basalto, chiamata «Pietra Nera», che secondo la tradizione sarebbe stata donata ad Abramo dall'arcangelo Gabriele. I pellegrini entrano nel santuario a piedi scalzi e privi di qualsiasi ornamento, recitano le preghiere girando lentamente per sette volte intorno alla Kaaba. Dopo aver bevuto l'acqua del vicino pozzo di Zamzam, compiono altri sette giri intorno alla Grande Moschea in ricordo della corsa di Agar, moglie di Abramo, alla disperata ricerca di acqua nel deserto.

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PICCOLO LESSICO

Beduini

Nome derivante dall'arabo badw «abitante del deserto». In contrapposizione ai sedentari delle aree coltivate e delle città, conducono vita nomade, spostandosi nel deserto sul dorso dei dromedari. La loro struttura sociale prevede una suddivisione in tribù di rigida impostazione patriarcale. La loro vita economica è basata sull'allevamento, integrato da scambi periodici con le popolazioni sedentarie e dallo sfruttamento di una casta di artigiani considerata socialmente inferiore e pertanto esclusa dalle unioni. L'islamismo è diffuso fra tutti i beduini, ma sono sopravvissuti anche credenze e riti ancestrali a sfondo magico.

Kaaba o Kaba

Edificio di pietra grigia, collocato nel mezzo del recinto sacro della Mecca: ha forma di cubo e al suo interno si trovano tre colonne di legno, a sostegno del tetto. Nell'angolo orientale, a 1,50 m da terra, è fissata una pietra nera di lava o basalto, di circa 30 cm di diametro. I muri della Kaaba sono rivestiti di un drappo di broccato nero, con iscrizioni ricamate in argento ed oro. Edificio di culto pagano prima dell'Islam, vi erano venerati molti altri idoli e feticci. Nell'anno 2 dall'ègira, inizio dell'era musulmana, Maometto adattò la venerazione della Kaaba all'Islam: con la conquista della Mecca (anno 8), la purificò dagli idoli e feticci, ad eccezione della pietra nera.

Masrabiyya

Grate in legno traforato che chiudono le finestre e i balconi delle case arabe allo scopo di proteggere la privacy degli abitanti mantenendo la necessaria aerazione degli ambienti.

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Moschea

Chiamata in arabo masgid, è il tempio del culto islamico, la cui più solenne espressione è la preghiera comune di ogni venerdì, recitata nella moschea principale del villaggio o della città. In origine il tempio non era destinato esclusivamente ad atti di culto, ma anche per discutere e deliberare su ogni problema riguardante la vita pubblica della comunità, proprio come in epoca preislamica avveniva nei maglis, che erano una specie di parlamento. Dal punto di vista architettonico, la moschea sembra sia stata ispirata dalla casa di Maometto a Medina dove il profeta radunava i neofiti per le istanze liturgiche, politico-religiose e sociali. Differente la tesi proposta nel 1966 dall'archeologo e storico d'arte Ugo Monneret de Villard, nella sua Introduzione allo studio dell'archeologia islamica: «la moschea è nata come un pensamento architettonico di cui i presupposti erano le condizioni pratiche e le richieste liturgiche alle quali l'edificio doveva soddisfare».

Ramadan

(dalla radice araba ramadha: ardere, essere ardente). Nono mese del calendario musulmano, corrispondente al marzo del calendario gregoriano. Durante questo periodo, dall'alba al tramonto, il Corano prescrive il più rigoroso digiuno e la rinunzia a tutti i piaceri; al tramonto del sole, cessa la penitenza. Costituisce una specie di quaresima.

Sunniti

Nome della maggior parte dei seguaci dell'islamismo. I Sunniti, fin dal I secolo dell'ègira, rappresentano l'ortodossia, di contro a Sciiti e Ibaditi, in quanto veri seguaci della sunna, l'insieme cioè dei detti di Maometto e delle tradizioni musulmane.

Wahhabita

Movimento rigorista musulmano, sviluppatosi nel Neged (Arabia centrale) durante il XVIII secolo e tuttora attivo. Esso bandisce tutto ciò che non è coerente con i principi dell'islamismo o che vi è stato introdotto successivamente. Di qui l'abolizione del culto dei santi e della tomba di Maometto.

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PERSONAGGI CELEBRI

Ibn Saud

Re dell'Arabia Saudita (Riyadh 1867 - Taif 1953). Sconfitti gli Ibn Rashid, emiri dello Shammar, riuscì (1902) a recuperare gli aviti territori del Najd. Nel 1926 si fece proclamare re del Hijaz e sultano del Najd. Il titolo definitivo da lui assunto (1932) fu quello di re del Regno Arabo Saudiano. Le sue fortunate campagne militari, la sua opera di restaurazione religiosa e insieme di modernizzazione dei suoi Stati (con il rinvenimento di ricchi giacimenti di petrolio), l'abile politica estera che gli assicurò l'indipendenza di fronte alla stessa Inghilterra, gli procurarono grande prestigio in tutto il mondo arabo.

Faisal ibn Abd al-Aziz

Re dell'Arabia Saudita (Riyadh 1905 circa - 1975). Ricevuta una rigida educazione coranica da istitutori privati, nel 1931, dopo che il padre ebbe consolidato la struttura del Regno, Faisal venne nominato ministro degli Esteri, funzione che gli permise frequenti viaggi in Europa e negli Stati Uniti. Alla morte del padre (1953), venne chiamato a succedergli uno dei due fratelli maggiori di Faisal, Saud che dovette però molto presto rivelarsi assolutamente inadatto all'incarico, portando l'Arabia Saudita ad uno stato di grave crisi economica. Solo nel 1964 gli anziani della famiglia riuscirono a convincere Saud a rassegnare le dimissioni e Faisal a succedergli. Dopo dieci anni di Regno, durante i quali ebbe modo di consolidare la propria immagine di cauto e rigoroso amministratore delle risorse nazionali, specialmente durante la crisi energetica del 1973-74, il sovrano venne improvvisamente assassinato da un nipote nel marzo 1975.

Fahd ibn Abd al-Aziz

Re dell'Arabia Saudita (Riyadh 1923 - 2005). Nel 1975 venne nominato dal fratello Khalid, salito al trono alla morte di re Faisal, principe ereditario e vice-primo ministro. Alla morte del fratello nel 1982, divenne re e assunse contemporaneamente la carica di primo ministro. Negli anni Ottanta collaborò all'elaborazione del piano di sicurezza per il Libano e tentò di riappacificare le diverse fazioni palestinesi dell'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina). Nel 1990 non esitò a chiamare in aiuto dell'Arabia Saudita, contro l'espansionismo iracheno, truppe statunitensi e di altri Paesi arabi. Nel 1996, gravemente malato, affidò il ruolo di reggente al principe ereditario Abdullah bin-Abd-al-Aziz. Quest'ultimo divenne il nuovo sovrano dell'Arabia Saudita allorché re Fahd morì il 1° agosto 2005.

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ALTRI CENTRI

Medina

(918.889 ab.). Città dell'Arabia Saudita, situata in mezzo ad una fertile oasi della regione dell'Hijaz, è la «città di Maometto», fondatore della religione islamica e grande Profeta. La storia narra infatti che egli partì da La Mecca, quando gli abitanti gli dimostrarono la loro ostilità, per rifugiarsi a Medina nel 622, dove tuttora è conservata e venerata la sua tomba - si calcola un'affluenza media annuale di mezzo milione di visitatori musulmani. Medina è anche notevole centro agricolo.

La Grande moschea del Profeta a Medina

Taif

(521.000 ab.). Città dell'Arabia Saudita, situata nella regione dell'Hijaz a 1.630 m s/m., circa 70 km a Sud-Est di La Mecca. La città sorge sulle pendici sud-occidentali del monte Ghaswan. Per il suo clima mite (temperatura media annua: 22 °C con punte invernali di 14,5 °C e estive di 26,5 °C), è stata scelta come residenza estiva della corte reale. Costruita come una fortezza posta a difesa de La Mecca, è circondata da una possente cerchia di mura protette da un profondo fossato; nella parte più elevata sorge un grande castello che, nei mesi più caldi, funge da reggia. Nella città è attivissimo l'artigianato del cuoio e, nella campagna circostante, lungo i pendii del Gebel Ghaswan, vengono coltivati alberi da frutta e vigne che producono un'ottima uva. A Taif, nel 1934 veniva sottoscritto il trattato di pace fra Arabia Saudita e Yemen che, dopo la sua sconfitta, doveva cedere al Regno arabo l'Asir e il Nagran, spostando molto più a Sud i propri confini e cioè sulla linea Maidi-Mikhlaf.

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