I Poli Artide.

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GEOGRAFIA - I POLI - ARTIDE

PRESENTAZIONE

Con il termine Artide si intendono le terre incluse nel Circolo Polare Artico, ossia le zone più settentrionali dell'Europa, dell'Asia e dell'America e il gruppo delle molte isole sparse nel Mar Glaciale Artico. Le terre polari europee comprendono l'isola di Jan Mayen, le Svalbard o Spitzbergen, la Terra di Francesco Giuseppe e la Novaja Zemlja; le terre polari asiatiche comprendono gli arcipelaghi della Severnaja Zemlja, l'isola della Solitudine, le isole della Nuova Siberia, l'isola di Wrangel; le terre polari americane comprendono la Groenlandia, che appartiene politicamente alla Danimarca, e l'arcipelago artico canadese. Il clima è rigido: le medie annuali sono comprese fra i -10 e i -20°C, con minime di -50°C nella Siberia orientale, dove si registrano le temperature più basse. Tuttavia d'estate, dove non c'è ghiaccio perenne, le temperature superano a volte anche i 20°C. Le stagioni si riducono a due: l'estate con 186 giorni d'insolazione e l'inverno con 179 giorni di buio. La flora è limitata alle latitudini più basse ed è formata da tundre, salici nani, muschi; la fauna è presente con un numero notevole di specie.

Nella tundra prevalgono gli animali da pelliccia e la renna; i carnivori sono rappresentati dall'orso bianco, lupi e volpi polari; nel mare si trovano trichechi, foche, balene, narvali. La popolazione delle regioni artiche non è numerosa: è composta di eschimesi nelle terre artiche americane, le cui risorse sono rappresentate dalla caccia e dalla pesca; di lapponi e samoiedi, nelle terre artiche europee ed asiatiche, che formano gruppi nomadi dediti anche all'allevamento delle renne. Il sottosuolo è ricco di carboni fossili, giacimenti auriferi, criolite, piombo, petrolio e ferro. Lo sviluppo economico è legato a quello delle vie di comunicazione: i fiumi, che possono essere utilizzati durante l'anno per un periodo di tempo molto limitato, non permettono grandi servizi di comunicazione con l'URSS, mentre l'aviazione locale contribuisce enormemente alle comunicazioni fra le zone isolate.

Cartina delle terre artiche

Cartina delle terre artiche

L'isola di Kulusuk in Groenlandia

L'isola di Kulusuk in Groenlandia

Il piccolo porto del villaggio di Kap Dan (Groenlandia)

Il piccolo porto del villaggio di Kap Dan (Groenlandia)

Sole di mezzanotte sul lago Inari, in Finlandia

Sole di mezzanotte sul lago Inari, in Finlandia

Aurora boreale (Fairbanks, Alaska)

Aurora boreale (Fairbanks, Alaska)

Il villaggio di Angmagssalik, in Groenlandia

Il villaggio di Angmagssalik, in Groenlandia

Colonia di foche, mammiferi marini della fauna polare

Colonia di foche, mammiferi marini della fauna polare

Artico e Antartico

Fauna e flora dell'Artico e dell'Antartico

Vita delle popolazioni del Polo Nord

CENNI STORICI

Le esplorazioni dell'Artide ebbero inizio per rispondere a due esigenze: trovare una strada dall'Atlantico al Pacifico lungo le coste delle terre artiche asiatiche (passaggio di nord-est) o delle terre artiche americane (passaggio di nord-ovest). Molti furono i tentativi per la ricerca del passaggio di nord-est: sir Hugh Willoughby si spinse fino al Mar Bianco negli anni 1553-1554; nel 1586 Willen Barents scoprì l'isola degli Orsi e le Spitzbergen; Vitus Bering, via terra, raggiunse la penisola dei Ciukci nel 1725; finalmente nel 1878-79 Adolf Nordenskjold effettuò il passaggio dello stretto di Bering. Per la ricerca del passaggio di nord-ovest, ricordiamo i viaggi di John Davis (1585), Henry Hudson (1609) e William Baffin (1616); nel 1789 Alexander Mackenzie esplorò il bacino del fiume omonimo; negli anni 1850-54 Robert J. McClure effettuò il passaggio dello stretto di Bering da ovest. Negli ultimi anni dell'800 i tentativi si diressero verso il raggiungimento del Polo: ricordiamo le spedizioni di Fridtjof Nansen nel 1895 e del capitano Cagni nel 1900, che si spinsero oltre l'86° latitudine nord; nel 1909 Robert E. Peary raggiunse per primo il Polo; nel 1983 l'italiano Ambrogio Fogar tentò invano di emularne l'impresa, servendosi di una slitta. Il primo a sorvolare il Polo fu Roald Amundsen, col dirigibile Norge, comandato da Umberto Nobile, nel 1926; nel 1958 il sommergibile a propulsione nucleare americano Nautilus compì la prima traversata per via sottomarina dell'Artico e nel 1959 entrò in servizio il rompighiaccio atomico sovietico Lenin. Durante la seconda guerra mondiale la regione artica ebbe molta importanza per i rifornimenti bellici anglo-americani all'URSS. Dopo il 1945 queste regioni furono considerate importanti sia dagli Americani sia dai Sovietici come via più breve di collegamento tra le coste americane e quelle euro-asiatiche. In seguito agli accordi del Patto Atlantico è stato completato il sistema difensivo artico con l'allestimento di linee radar; sono pure stati installati equipaggiamenti speciali d'ogni genere per ovviare alle difficoltà dovute al clima molto rigido.

Spot

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L'IMPRESA DI UMBERTO NOBILE

Nella nuova epoca delle ricognizioni aeree dei Poli, Umberto Nobile (Avellino 1885 - Roma 1978) fu uno dei pionieri più coraggiosi ed importanti. Egli ideò e fece attuare un tipo di dirigibile atto a sorvolare il polo, che lo rese famoso non solo per la sua abilità di pilota, ma anche per il suo ingegno di progettista. Egli compì la sua coraggiosa impresa per ben due volte, la prima nel 1926 e la seconda nel 1928. I preparativi per la prima impresa iniziarono nel 1924 e si protrassero per due anni; delle diciassette persone che parteciparono al volo, solo undici riuscirono a sorvolare il Polo.
Dei 10.000 km di volo, oltre 3.500 furono percorsi sopra i ghiacci. Complessivamente la trasvolata del Mar Glaciale Artico, dalla Kings Bay a Teller in Alaska, ebbe una durata di 69 ore e 50 minuti. Nobile volle ritentare l'impresa due anni dopo con un altro dirigibile cui diede il nome «Italia». Anche questa volta il dirigibile sorvolò il Polo Nord. Ciò che distingueva la nuova impresa dalla precedente era l'inversione della rotta che si volgeva all'esplorazione di una zona della calotta polare ancora sconosciuta. Ma questo viaggio fu senza ritorno per l'«Italia». Il dirigibile fu investito da violentissimi venti contrari ed ulteriormente ostacolato da impenetrabili cortine di nebbia e banchi di ghiaccio. A soli 180 km di distanza dalla base, l'«Italia» andò a schiantarsi contro i ghiacci. Nove uomini sopravvissero (tra questi era anche Nobile, ferito in modo piuttosto grave), gli altri sei perirono. I nove superstiti attesero l'arrivo dei soccorsi, cercando disperatamente di resistere grazie alle scorte, a una radio portatile e alla famosa «tenda rossa». L'S.O.S. intercettato ad Arcangelo diede il via alla spedizione di soccorso che doveva trarre in salvo il pilota e quanti erano rimasti dell'equipaggio. Durante questo periodo, morirono i due piloti dell'«Italia» e Roald Amundsen, partito per cercare Nobile e i suoi compagni. Così l'impresa di Nobile rimase per sempre offuscata dal ricordo delle gravi perdite subite.

Artic Ocean

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Cartina delle terre artiche

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