Geografia America del Centro Territorio Storia Economia di Haiti.

Google

Spot

Spot

Bandiera di Haiti

La bandiera: due bande orizzontali uguali di blu (in alto) e rosso con un rettangolo bianco centrato recante lo stemma, che contiene una palma affiancata da bandiere e due cannoni sopra un rotolo recante il motto L'UNION FAIT LA FORCE (Union Makes Strength-L'Unione fà la forza); i colori sono presi dal tricolore francese e rappresentano l'unione di neri e mulatti. Inno di Haiti.

b Geografia America

SkyTg24 Video Corriere Il Messaggero Il Fatto Quotidiano Huffington post Ansa Quotidiano Net New York Times Rai News BBC News 3bMeteo

n Ministero degli esteri italiano La Farnesina Viaggiare sicuri U.S. Department of State U. K. Govern

In Haiti Inn

GEOGRAFIA - AMERICA DEL NORD E CENTRO - HAITI

PRESENTAZIONE

Stato dell'America Centrale, Haiti occupa la parte occidentale dell'Isola di Hispaniola, nel Mar delle Antille. Confina a Est con la Repubblica Dominicana; è bagnata a Nord dall'Oceano Atlantico e a Ovest e Sud dal Mar dei Caraibi. Copre una superficie di 27.700 kmq e conta 11.198.240 (2021) abitanti, con una densità di 290 abitanti per kmq. La quasi totalità della popolazione è costituita da neri (94%), cui si affianca una minoranza di mulatti (5%) e di bianchi (1%). Le lingue ufficiali sono il francese e il creolo. Il Cattolicesimo è la religione predominante (69%), ma sono diffusi anche il Protestantesimo (23%) e pratiche vudù. Già colonia francese, Haiti è una Repubblica presidenziale. In base alla Costituzione del 1987, il presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto per cinque anni, nomina il primo ministro. Il Parlamento, cui spetta il potere legislativo, è formato dalla Camera dei deputati (83 membri) e dal Senato (27 membri). L'unità monetaria è il gourde. La capitale è Port-au-Prince (990.558 ab.).

Spot

Spot

IL TERRITORIO

Prevalentemente montuosa, Haiti è caratterizzata dalla presenza di due penisole che si allungano nelle estreme zone settentrionali e meridionali e sono separate dal golfo della Gonâve, dove si trova l'isola omonima. La penisola del Nord è tozza e si protende verso la Sierra Maestra cubana; quella del Sud è più slanciata, si estende verso la dorsale giamaicana ed è sede di monti più elevati. La regione centrale del Paese è costituita da sistemi montuosi intervallati da solchi vallivi quali la pianura dell'Artibonite e il cosiddetto Cul-de-Sac dove si trova il grande bacino lacustre dell'Etang Saumâtre. I fiumi hanno corso breve e regime irregolare; l'unico fiume di una certa importanza è l'Artibonite. Il clima è tropicale, caldo con deboli escursioni termiche. Le precipitazioni sono abbondanti sulla costa settentrionale a causa dell'influsso degli alisei, mentre le regioni meridionali e occidentali sono più asciutte. Sono frequenti i periodi di siccità.

Cartina di Haiti

Cartina di Haiti

Spot

L'ECONOMIA

Haiti è uno dei Paesi più poveri non solo del continente americano, ma del mondo intero. La sua economia è basata essenzialmente sull'agricoltura, l'industria leggera e il commercio. L'agricoltura è la maggior fonte di ricchezza, ma la sua redditività è al di sotto della potenzialità effettiva a causa dell'esasperato frazionamento della proprietà fondiaria e dell'arretratezza delle strutture. La meccanizzazione è minima e la produttività si basa sull'altissima intensità del lavoro umano. Il commercio dei prodotti agricoli è nelle mani delle compagnie straniere che gestiscono le tenute più vaste e fertili. Nell'interno è coltivato il caffè, sulla costa la canna da zucchero, nella penisola di Tiburón cacao, banane e frutti tropicali, sisal e cotone. Il mais e il riso, colture sussistenziali, sono insufficienti al fabbisogno interno. L'industria è poco sviluppata anche se negli ultimi anni il basso costo della manodopera locale ha incentivato la nascita di piccole e medie industrie, sostenute soprattutto dal capitale statunitense. La produzione industriale si orienta principalmente nei settori alimentare (zuccherifici, distillerie), tessile, chimico, del cemento e del tabacco. Scarse anche le risorse minerarie. La bilancia commerciale è deficitaria e il Paese esporta solo generi alimentari, mentre è dipendente dall'estero per carburanti e manufatti industriali. I collegamenti interni sono difficoltosi a causa dell'insufficienza della rete stradale (4.080 km di cui 987 asfaltati). I porti principali sono Port-au-Prince e Cap Haïtien. L'aeroporto internazionale si trova a Port-au-Prince.

Spot

Spot

Cartina di Haiti

CENNI STORICI

Gli Arawak (Arauachi) e i Taino furono gli abitanti originari dell'isola di Hispaniola, chiamata da loro Quisqueya, ma le numerose tribù scomparvero quasi totalmente pochi decenni dopo l'arrivo di Cristoforo Colombo. L'isola, attualmente divisa nelle due Repubbliche di Haiti e Dominicana, subì la colonizzazione spagnola, venendo in seguito evangelizzata dai domenicani che le diedero il nome del loro patrono, San Domenico. In base al trattato di Ryswick la Spagna, nel 1697, cedette alla Francia la parte occidentale dell'isola. Il Governo francese diede inizio ad un massiccio sfruttamento economico che si accompagnò all'importazione di ventimila schiavi africani all'anno. Lo zucchero si trasformò nel principale prodotto d'esportazione e Haiti, nel XVIII secolo, divenne il più importante possedimento francese nelle Americhe. Verso il 1789, i bianchi, proprietari delle ricchezze, erano una minoranza costituita da soli 20.000 abitanti, mentre gli schiavi neri erano 480.000. I mulatti e i coloured liberi ammontavano a 60.000. Nel 1791 gli Haitiani, guidati dall'ex schiavo Toussaint l'Ouverture, iniziarono una guerra civile che culminò nel 1803 con la proclamazione della prima Repubblica nera vittoriosa del mondo. Approfittando delle aperture del sistema coloniale francese dopo la Rivoluzione, L'Ouverture era riuscito infatti a fare in modo che nel 1794 la Convenzione Nazionale francese abolisse la schiavitù a Santo Domingo e lo nominasse generale. Dopo il colpo di Stato del 18 brumaio, però, Napoleone Bonaparte inviò una colossale spedizione militare per la riconquista della colonia alla quale L'Ouverture rispose con un'insurrezione generalizzata. Catturato e deportato in Francia, morì nel 1803. Altri, tra cui Jean-Jacques Dessalines, presero in mano la direzione della lotta per l'indipendenza radicalizzando l'eredità di L'Ouverture. Riuscirono a ottenere l'unità di neri e mulatti obbligando le truppe francesi alla capitolazione. Come Napoleone, Dessalines si proclamò Imperatore con il nome di Jacques I. Immediatamente i suoi vecchi alleati Alexandre Pétion e Henri Christophe, iniziarono una cospirazione che si concluse nel 1806 con la morte di Dessalines. Con il trattato di Parigi del 1814 l'Est dell'isola fu restituito agli Spagnoli, mentre la parte occidentale dell'isola divenne terra di rivendicazione da parte di Christophe e Pétion i quali, dopo numerose diatribe, si accordarono per la suddivisione del territorio. Henri Christophe ( che si fece chiamare Henri I) istituì nel Nord una Repubblica che presto si trasformò in Regno mentre nel Sud Alexandre Pétion governò una Repubblica che offrì appoggio in armi e denaro a Simón Bolívar. Jean-Pierre Boyer fu eletto presidente al posto di Pétion nel 1818 e due anni dopo riconquistò il Nord del Paese mettendo fine all'esperienza monarchica di Christophe. Nel 1822 assoggettò anche la parte orientale dell'isola (Santo Domingo), ottenendo una fragile riunificazione, che durò 25 anni. Nel 1844, una rivoluzione condotta dalla popolazione creola di Santo Domingo divise definitivamente l'isola in due stati indipendenti, la Repubblica Dominicana a Est e la Repubblica di Haiti a Ovest. Durante tutto il XIX secolo, gli investitori stranieri trovarono, nonostante le guerre civili, i mezzi per entrare nel mercato haitiano, costruendo porti e ferrovie e acquisendo piantagioni produttive. Lo sfavorevole scambio commerciale portò il Paese a indebitarsi, fino a divenire dipendente dai creditori, principalmente nordamericani. Nel 1915 Haiti fu occupata dai marines nordamericani. Un anno più tardi questi invasero la Repubblica Dominicana, riuscendo in tal modo a controllare l'intera isola. Il Paese fu convertito in una colonia fino al 1934. In quell'anno, il presidente Vincent ottenne il ritiro delle truppe statunitensi, ma non la fine dell'influenza nordamericana sugli affari interni. L'esercito nazionale ebbe un ruolo da protagonista nella vita politica del Paese rovesciando in successione i presidenti E. Lescot (1941-1946), D. Estime (1946-1950) e P. Magloire (1950-1957). Nel 1957, appoggiato dall'esercito nordamericano, François Duvalier assunse la presidenza. Duvalier comprese l'importanza della cultura haitiana di matrice africana, non per riscattarla, ma per rafforzare il proprio potere. Egli si appoggiò a due dei suoi elementi fondamentali, primo dei quali il vudù, un sistema di credenze che ha fuso alcuni aspetti del Cattolicesimo con la magia nera di origine popolare africana. L'altro pilastro su cui si appoggiò il regime di Duvalier furono i tonton-macoutes («volontari» della sicurezza nazionale), i quali conferirono al Governo il monopolio del terrore e della violenza fisica e psicologica. Attraverso Duvalier, l'esercito e la borghesia commerciale, legati al Dipartimento di Stato nordamericano, controllarono la vita del Paese per più di trent'anni. Nel 1964, Duvalier, soprannominato Papà Doc, si dichiarò presidente a vita e nel 1971, alla sua morte, suo figlio Jean-Claude Duvalier (Baby Doc) ereditò la presidenza della Repubblica. Intanto a partire dagli anni Sessanta Haiti passò da ricco produttore di zucchero e caffè ad unico Stato latinoamericano tra i 25 Paesi più poveri del mondo. Denunciato ripetutamente per violazione dei diritti umani e logorato da una sempre più forte opposizione interna, nel 1984 il Governo indisse le elezioni. L'astensione raggiunse il 61%. L'opposizione crebbe e si organizzò in partiti e sindacati, mentre il regime diventava un peso per gli stessi USA: nel 1985 furono stimati circa 40.000 omicidi commessi dal regime di Baby Doc. Duvalier fuggì quello stesso anno dal Paese ottenendo asilo provvisorio da parte del Governo francese. Un Consiglio nazionale di Governo, condotto dal generale Henri Namphy, assunse il potere, ma i dirigenti dell'opposizione denunciarono la continuità del regime. I linciaggi di massa ai danni dei tonton-macoutes costrinsero il Consiglio a sciogliere questo corpo repressivo. Nel 1986, il Consiglio nazionale di Governo indisse le elezioni per eleggere un'Assemblea incaricata di redigere una nuova Carta Costituzionale. Votò meno del 10% dei tre milioni di Haitiani ammessi al voto. Questa Carta prevedeva un regime parlamentare, con un presidente il cui mandato avrebbe avuto una durata di cinque anni e un primo ministro nominato dal Parlamento. Le elezioni previste per il 1987 vennero sabotate a poche ore dall'apertura dei seggi da alcuni settori delle Forze Armate e rinviate all'inizio dell'anno successivo. Vinse Leslie Manigat, del partito di Governo, che fu destituito da un colpo di Stato diretto dal generale Namphy due mesi dopo. Due mesi più tardi, però, lo stesso Namphy venne rovesciato da parte di un altro generale, Prosper Avril, eminenza grigia del periodo Duvalier. Avril nel marzo 1990 fu a sua volta spodestato dal generale Gérard Abraham fino alla nomina di un Governo civile provvisorio, condotto dal giudice Ertha Pascal-Trouillot, prima donna ad occupare questa carica ad Haiti. Vennero finalmente indette le elezioni presidenziali per la fine di quell'anno, in cui vinse, con il 67% dei voti e un ampio sostegno da parte della popolazione urbana più povera, il sacerdote Jean-Bertrand Aristide, candidato della coalizione del Fronte nazionale per il cambiamento e la democrazia. Il suo programma si fondava sulla lotta contro la corruzione e il narcotraffico, su un piano di alfabetizzazione e sul progetto del passaggio dalla povertà estrema ad una povertà dignitosa. Pochi mesi più tardi un altro colpo di Stato militare diretto dal generale Raul Cedras rovesciò il Governo. L'Organizzazione degli Stati Americani (OAS) decretò immediatamente l'embargo commerciale, e nel tentativo di evitare l'isolamento internazionale, i golpisti riconobbero la sovranità e le funzioni del Parlamento. Nel 1992 rappresentanti dell'OAS, parlamentari haitiani e il destituito Aristide firmarono a Washington un accordo per ristabilire la democrazia nel Paese, in cui intanto le denunce per omicidi politici assommavano a più di 4.000 mentre erano migliaia le persone che fuggivano per paura della repressione. L'inviato speciale dell'ONU e dell'OAS, Dante Caputo, intraprese un'offensiva diplomatica per ottenere il ritorno di Aristide. Tra l'altro, la proposta prevedeva l'amnistia per i militari implicati nel golpe del 1991 e la messa a punto di un «piano di sviluppo» delineato dalla Banca Mondiale. Il Governo indisse nuove elezioni nel 1993, per sostituire una parte del Parlamento. Meno del 3% degli aventi diritto si recarono alle urne. Quello stesso anno, in giugno, a New York si diede vita a colloqui indiretti tra il generale Cedras e il deposto Aristide. I due firmarono un patto che assicurava il ritorno del presidente e l'amnistia per i capi golpisti. Ad Haiti cominciò invece una nuova escalation di violenza, per impedire il compimento degli accordi. In ottobre, una nave da guerra statunitense si appostò di fronte alle coste della capitale e Clinton ordinò il ritorno delle navi alla base militare statunitense di Guantánamo, a Cuba. Il Consiglio di Sicurezza impose nuovamente il blocco navale. La violenza era in costante aumento: secondo un rapporto dell'ONU, 426 sostenitori di Aristide furono assassinati tra il maggio del 1993 e il febbraio del 1994. Aristide definì la politica d'interdizione del Governo Clinton «un muro di Berlino galleggiante». Aristide ritornò ad Haiti il 15 ottobre di quell'anno, dopo l'esilio dei capi golpisti e l'occupazione del Paese da parte di una forza multinazionale diretta dai nordamericani. I margini di manovra del presidente erano scarsi, poiché le finanze pubbliche di Port-au-Prince dipendevano in grande misura dai fondi stranieri. Nel 1995, un contingente dell'ONU sostituì la forza multinazionale. In novembre, René Préval, un politico vicino ad Aristide, vinse le elezioni con l'88% dei voti. Nel 1996, anno in cui entrò in carica il nuovo presidente, l'80% della popolazione viveva sotto la soglia di povertà. I sequestri e gli omicidi non cessarono e, allo stesso tempo, si ebbero rivolte popolari, represse con estrema violenza. Nel 1997, le truppe delle forze di pace furono sostituite da un corpo di polizia civile, costituito da 300 membri, che riceveva ordini dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU. In novembre, una bomba esplose di fronte a una scuola, uccidendo una donna e ferendo 14 persone, tra cui 4 bambini in età scolare. Nel gennaio 1999 Préval sciolse il Parlamento assumendo tutti i poteri in vista delle elezioni legislative del 2000. Ancora prima che la data di queste venisse decisa, ad inizio anno si verificarono nel Paese numerosi incidenti e attentati, anche mortali, contro uomini politici e giornalisti. In maggio, al primo turno elettorale, l'affluenza alle urne, secondo gli osservatori internazionali, fu superiore al 60% (contro il 5% delle elezioni del 1997, annullate per brogli). Il partito Famiglia Lavalas dell'ex presidente Aristide si proclamò vincitore, ma i principali partiti di opposizione definirono illegittime le elezioni annunciando il boicottaggio del secondo turno. Al secondo turno elettorale le opposizioni non parteciparono, denunciando nuovi brogli. Il partito dell'ex presidente Aristide consolidò allora il suo successo. Nel novembre 2000 si tennero le elezioni presidenziali che sancirono la vittoria di Aristide, aspramente contestata dall'opposizione. Appena dopo le elezioni, iniziò una pesante campagna politica, economica e mediatica contro di lui e contro i membri del suo partito: false accuse di brogli elettorali, usate come scusa per attuare il blocco degli aiuti finanziari promessi anche ad opera dell'Unione europea, campagne mediatiche su presunte violazioni dei diritti umani, con denunce da parte di organizzazioni non governative finanziate da Washington, ampio sostegno finanziario all'opposizione. Aristide fece fronte alle pressioni statunitensi avviando relazioni commerciali con Taiwan e con l'India. Il 29 febbraio 2004 un colpo di Stato organizzato dagli Stati Uniti, con l'appoggio della Francia e del Canada, ma con responsabilità pesanti anche dell'Unione europea, abbatté il Governo democraticamente eletto di Aristide e avviò una serie interminabile di violenze e massacri, che Haiti non vedeva dal colpo di Stato del 1991. Accusato dai suoi oppositori di aver instaurato una dittatura, Aristide venne sequestrato da militari statunitensi e inviato in esilio nella Repubblica Centrafricana. Haiti fu occupata dai marines e dagli eserciti francese e canadese; il 1° giugno 2004 giunse la forza multinazionale ONU, guidata dal Brasile. Dopo il colpo di Stato, Washington instaurò un Governo fantoccio, retto ad interim dal presidente della Corte di Cassazione Boniface Alexandre e dal premier Gerard Latortue. Nel febbraio 2006 si tennero le elezioni presidenziali, che furono vinte al primo turno con il 51% dei voti dal favoritissimo candidato René Préval, già presidente di Haiti dal 1996 al 2000, uomo di sinistra esponente del partito Lespwa (speranza).

Spot

Spot

LE CITTÀ

Port-au-Prince

(990.558 ab.). Capitale di Haiti e capoluogo del dipartimento dell'Ovest (4.827 kmq; 3.093.699 ab.), è situata nel golfo di Gonâve, nella parte occidentale dell'isola. L'attività principale è il commercio, che gravita intorno al porto nel quale confluiscono la maggior parte delle importazioni ed esportazioni del Paese. Scarsamente produttiva è l'attività industriale ivi praticata in tabacchifici, concerie, cotonifici. Fondata dai Francesi nel 1749 con il nome di Hôpital, è diventata capitale dello Stato nel 1804 e ha assunto il nome attuale nel 1811. È caratterizzata da un'atmosfera magica nella quale trovano egualmente spazio religiosità e superstizione. Gli abitanti credono nel Dio cristiano ma anche nei culti dei loro antenati.

Port-au-Prince: veduta da Piazza della Cattedrale verso la baia

Port-au-Prince: veduta da Piazza della Cattedrale verso la baia

Spot

Spot

Cap-Haitien

(113.555 ab.). Città di Haiti, capoluogo del dipartimento del Nord (2.106 kmq; 773.546 ab.). Città situata sulla costa settentrionale, a 142 km dalla capitale, si trova in una vasta pianura coltivata. Il suo porto è tra i più attivi del Paese.

Spot

Gonaïves

(63.690 ab.). Città di Haiti, capoluogo del dipartimento di Artibonite (4.984 kmq; 1.070.397 ab.). È un'isola a sé, situata nella baia omonima a 120 km di distanza da Port-au-Prince.

Spot

Spot

PICCOLO LESSICO

Coumbite

Musica tradizionale haitiana di origine antica, riconducibile al ritmo del lavoro nei campi comuni che, in passato, era scandito dal suono del tamburo.

Spot

Haiti

Nome derivante da una parola indiana significante «altopiano»: gran parte della superficie dello Stato, infatti, è ricoperta da montagne.

Spot

Hispaniola

Isola del Mar delle Antille, sulla quale si trovano le due Repubbliche di Haiti e Dominicana. Scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492, divenne la prima colonia europea nel Nuovo Mondo. Il navigatore genovese vi trovò la gomma, che riportò in campioni in Europa.

Spot

Lingue creole

Gli idiomi creoli sono diffusi presso quelle popolazioni che, per una serie di vicende, hanno perso il loro primitivo linguaggio senza peraltro acquisirne completamente un altro. Esistono molti tipi di lingue creole, derivate rispettivamente dal francese (Martinica, Haiti, Réunion e Guadalupa), dallo spagnolo, dall'olandese e dal portoghese, in diverse aree geografiche. Nelle isole caribiche tali linguaggi si svilupparono tra gli schiavi negri deportati e venuti a contatto con le lingue europee. Le lingue creole presentano un'estrema semplicità dal punto di vista della struttura grammaticale, mentre, sul piano lessicale, sono costituite da vocaboli di derivazione quasi esclusivamente europea, seppure profondamente trasformati nella fonetica. Numerose lingue creole, in particolare quella di Haiti, possiedono anche una letteratura.

Mardi gras

Voce francese: martedì grasso. Una delle più importanti festività dell'isola di Haiti, si celebra ogni anno pochi giorni prima dell'o della Quaresima. Durante i esteggiamenti, gli Haitiani, e specialmente i cosiddetti «re del Mardi Gras», che svolgono un'importante funzione rituale, indossano costumi dai colori vivaci si esibiscono in canti, danze e sfilate. Nel Mardi Gras un ruolo insostituibile è giocato dalla musica indigena, nata dalla fusione dei ritmi africani con la musica spagnola e con quelle tipiche delle Antille. Tra i più importanti autori di musica haitiana si ricorda Ludovic Lamtoth, chiamato lo «Chopin nero», è celebre appunto per le sue Scene del Carnevale.

Tonton-macoutes

Nome con cui sono designati i membri della famigerata polizia politica privata di François Duvalier. I tontons-macoutes svolsero un ruolo di primo piano nel reprimere gli oppositori del regime del dittatore, soffocando crudelmente ogni tentativo di rivolta.

Vudù o vodù

Il termine vudù equivale, in alcune lingue africane, a parole quali «dio», «spirito», o designa comunque un oggetto dotato di poteri magici. Esso indica anche una pratica cultuale caratteristica dei neri delle Antille e specialmente seguita nell'isola di Haiti dai discendenti dei Guineani che, al tempo della tratta dei negri, vi furono deportati. Il culto del vudù è una mescolanza dell'Animismo praticato dagli Africani col Cattolicesimo inculcato negli schiavi dai missionari spagnoli e portoghesi. La Madonna e i Santi venerati nella religione cattolica assumono i caratteri degli spiriti, cioè delle anime che, secondo i popoli primitivi, esisterebbero nelle cose. Tipici lo spirito della fertilità, quello degli antenati, della pioggia, del fuoco e così via. Il rito seguito dai vuduisti ricalca quello cattolico. Tra le varie forme di vudù praticate nelle Antille si distinguono: il vudù orgiastico, i cui riti vengono praticati di notte al chiaro di luna; il vudù mistico, consistente nell'adorazione della Madonna, trasformata però in Madre Erzulia, la dea dell'amore, e del Sabato, o Barone Sabato, che simboleggia, invece, la morte; il vudù simbolico, che trasforma gli oggetti di culto cattolico in idoli pagani soggetti a pratiche di magia. Spesso sono presenti formule di magia nera quali la trasformazione di un defunto in un «morto vivente» chiamato zombi, una sorta di vampiro che svolge la funzione di servo della strega o dello stregone.

Spot

Spot

PERSONAGGI CELEBRI

François Duvalier detto Papà Doc

Uomo politico haitiano (Port-au-Prince 1907-1971). Medico di professione, fu ministro del Lavoro prima di diventare, nel 1957, presidente della Repubblica, presentandosi come portavoce delle istanze della grande maggioranza della popolazione negra contro il predominio politico ed economico della minoranza mulatta. Fattosi proclamare presidente a vita nel 1964, il «papà Doc» dei contadini poveri, anziché far leva sul proprio immenso ascendente per sottrarre le masse al loro primitivismo culturale, si servì di esse per instaurare un regime ferocemente dispotico, esercitando il proprio potere dittatoriale con metodi di governo e di repressione barbarici, che implicavano il ricorso alla suggestione e al vudù. Fu autore di varie opere di argomento medico, sociologico e politico, tra cui: Mémoire sur la mortalité haïtienne, La civilisation negro-africaine et le problème haitien. Il figlio, Jean Claude (n. Port-au-Prince 1951), detto Baby Doc, gli succedette alla morte, continuando, di fatto, il regime paterno di tirannia.

Toussaint l'Ouverture

Pseudonimo del generale haitiano Pierre-Dominique Toussaint-Bréda (Santo Domingo 1743 - Joux 1803). Figlio di schiavi negri, rimase egli stesso in schiavitù fino all'età di cinquant'anni. Haiti era, in quell'epoca, una colonia della Francia e alla notizia della Rivoluzione francese scoppiarono rivolte in tutta l'isola. Una grande rivolta di schiavi ebbe luogo nel 1791 e Toussaint ne divenne presto il capo. Fu allora che egli ricevette dal governatore francese di Haiti il soprannome di L'Ouverture («l'apertura»), in riferimento alla sua abilità nell'irrompere tra le linee nemiche, scompaginandole. Nel 1793 la Convenzione Nazionale francese proclamò l'abolizione della schiavitù; così Toussaint si alleò ai Francesi per combattere gli Inglesi e gli Spagnoli che aspiravano a conquistare l'isola. Nel 1799 scoppiò la guerra civile tra i neri e i mulatti; Toussaint, come leader dei negri, divenne, al termine del conflitto, signore incontrastato di Haiti che godette in quel momento di un periodo di grande prosperità. Tuttavia, nel 1802, Napoleone, dopo aver firmato la Pace di Amiens, decise di riprendere possesso della ex-colonia e inviò una spedizione contro Toussaint che, catturato dal generale Leclerc, fu deportato in Francia.

Spot

Spot

ALTRI CENTRI

Jacmel

(14.317 ab.). Città di Haiti e capoluogo del dipartimento di Sud-Est (2.023 kmq; 449.585 ab.). È situata a 44 km dalla capitale, su una baia semicircolare tra il capo Maréchaux e il capo Jacmel. Miniere di rame e di ferro si trovano nelle sue vicinanze.

Jérémie

(26.803 ab.). Città di Haiti e capoluogo del dipartimento di Grande Anse (3.310 kmq; 603.894 ab.). Sorge sul golfo di Gonaïves, a Sud-Ovest del Paese, a 200 km a Ovest della capitale. Dal suo porto si esportano cacao, caffè, banane, canna da zucchero.

Port-de-Paix

(27.100 ab.). Città di Haiti e capoluogo del dipartimento di Nord-Ovest (2.176 kmq; 445.080 ab.). Cristoforo Colombo sbarcò nelle sue vicinanze l'8 dicembre 1492. È situata sul canale dell'Isola della Tortuga, di fronte all'isola omonima e a 170 km a Nord-Ovest della capitale.

Spot

Haiti

Spot

CpileMail_to_trapaninfo.itfw

gbm w3c ^up^

Web Trapanese eXTReMe Tracker

TP Comuni

Copyright (c) 2002 -   trapaninfo.it home disclaim

w

WhatsApp-Chat

Ultima modifica :