Geografia America del Nord e Centro Territorio Storia Economia della Giamaica.

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Bandiera della Giamaica

La bandiera: croce diagonale gialla divide la bandiera in quattro triangoli - verde (superiore e inferiore) e nero (lato di sollevamento e lato di volo); verde rappresenta la speranza, la vegetazione, e l'agricoltura, nero riflette le difficoltà superate e da affrontare, e il giallo ricorda il sole dorato e le risorse naturali dell'isola. Inno della Giamaica.

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GEOGRAFIA - AMERICA DEL NORD E CENTRO - GIAMAICA

PRESENTAZIONE People and Society

Situata nell'arcipelago delle Grandi Antille, l'Isola di Giamaica si trova nel Mar dei Caraibi, a Sud di Cuba.

Copre una superficie di 10.991 kmq e ha una popolazione di 2.816.602 (2021) abitanti, con una densità di 233 abitanti per kmq.

Gli abitanti sono per lo più neri (74,7%) e meticci (12,8%), discendenti degli schiavi africani; esistono inoltre minoranze di Indiani (1,3%), bianchi e Cinesi (0,2%).

Lingua ufficiale è l'inglese. La religione maggiormente praticata è quella protestante (5,6%).

Già colonia britannica, la Giamaica è uno Stato indipendente associato al Commonwealth dal 1962.

Il capo dello Stato è il sovrano del Regno Unito, rappresentato da un governatore generale, cui spetta formalmente il potere esecutivo.

Quest'ultimo è di fatto esercitato dal Gabinetto dei ministri, guidato dal primo ministro, responsabile di fronte al Parlamento.

Il Parlamento, cui spetta il potere legislativo, è formato da una Camera dei Rappresentanti di 60 membri, eletti a suffragio universale per cinque anni, e da un Senato di 21 membri, nominati dal governatore generale, 13 dei quali su indicazione del primo ministro e otto del leader dell'opposizione. L'unità monetaria è il dollaro giamaicano.

La capitale è Kingston (110.000 ab.)

IL TERRITORIO Geography

Il territorio della Giamaica è prevalentemente montuoso e dominato da un altopiano (800 m). La massima elevazione è raggiunta dal Blue Mountain Peak (2.256 m), posto nella parte orientale. I corsi d'acqua sono brevi e impetuosi. Le coste settentrionali si presentano alte e compatte in quanto i rilievi interni si estendono fino quasi sul mare; a Sud, invece, digradano in piccole pianure costiere. Il caldo clima tropicale concentra le precipitazioni nei periodi maggio-giugno e settembre-novembre. I versanti esposti agli alisei sono caratterizzati da forte umidità, mentre le pianure meridionali sono piuttosto aride.

Cartina della Giamaica

Cartina della Giamaica

Montego Bay, in Giamaica

Montego Bay, in Giamaica

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L'ECONOMIA Economy

Sfruttando le ingenti risorse minerarie (notevoli i giacimenti di bauxite, di cui la Giamaica è uno dei massimi produttori mondiali), la Giamaica è riuscita a lanciare stabilmente il settore industriale che si è così affiancato alle tradizionali attività agricolo-monoculturali. L'economia del Paese si è quindi ripresa dalla recessione causata dalla parziale nazionalizzazione delle attività minerarie e metallurgiche che, negli anni Settanta, aveva causato la fuga di capitali stranieri e il boicottaggio da parte delle multinazionali. Accanto alle coltivazioni di sussistenza (mais, patate), insufficienti al fabbisogno nazionale, vi sono vaste piantagioni che producono principalmente canna da zucchero, da cui si ricava, oltre allo zucchero, un rhum pregiato. Si producono inoltre cacao, caffè, banane, tabacco. Nel settore secondario, oltre alla produzione del rhum, ricordiamo le industrie chimiche e tessili, i cementifici e una raffineria di petrolio. In forte espansione è pure l'industria turistica, rappresentante una voce importante del prodotto nazionale della Giamaica. La rete stradale ha un discreto sviluppo (16.435 km, di cui 4.766 asfaltati); le ferrovie (208 km) attraversano l'intera isola. Porti principali: Kingston, Montego Bay, Port Antonio. Aeroporti principali: Kingston, Montego Bay.

CENNI STORICI Background

Abitata originariamente da genti aruache e scoperta da Cristoforo Colombo nel 1494, la Giamaica venne in un primo tempo denominata Santiago, divenendo una delle basi spagnole per la conquista dell'America. Priva di metalli preziosi, fu per qualche tempo trascurata dalla Spagna, sebbene l'azione colonizzatrice dei pochi Europei ebbe come risultato la quasi totale estinzione degli indigeni. Successivamente il suo territorio fu affidato ai grandi latifondisti che lo misero a coltura servendosi di schiavi africani. Nel 1655 l'isola venne occupata dagli Inglesi che ne fecero una base d'appoggio nella guerra contro la Spagna, avviando la coltivazione di piantagioni di canna da zucchero che in breve divenne, assieme al commercio di schiavi, la principale attività della Giamaica. Sino ai primi anni dell'Ottocento la guerriglia condotta dalle zone interne e più impervie dell'isola da parte di schiavi ribelli (i maroons) contro gli Inglesi aveva sconvolto il territorio; la situazione cambiò nel 1807 quando venne abolito il commercio degli schiavi: questi ultimi, la maggioranza della popolazione allora presente in Giamaica, ottenuta l'emancipazione (1834-38) emigrarono verso le zone interne, fondando villaggi e piccole proprietà contadine, realtà che misero in crisi il sistema economico dello Stato, imperniato sui ricavi provenienti dalle piantagioni di canna. Effetti di tale situazione sfociarono nella rivolta (1865) della regione di Morant, violentemente repressa dalle autorità britanniche. Nel 1866 la Giamaica venne proclamata colonia della Corona e assisté contemporaneamente a una nuova fase di espansione economica, legata alla coltura della banana lungo le zone della costa e alla sua esportazione.

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Cartina della Giamaica

Grandi piantagioni vennero acquistate da compagnie statunitensi, tanto che negli anni Trenta del Novecento l'esportazione di banane rappresentava ben il 40% delle esportazioni complessive dell'isola e gli Stati Uniti divennero il primo referente economico della Giamaica. La crisi di quegli anni ebbe tuttavia forti contraccolpi sull'isola che iniziava allora a reclamare la propria indipendenza e a raccogliersi attorno alle personalità carismatiche di Alexander Bustamante e Norman Manley, i quali andarono a costituire le due coalizioni politiche del Paese: il Jamaica Labour Party (JLP), populista e poi conservatore, e il People's National Party (PNP), nazionalista e progressista. Dal 1944 la Gran Bretagna concesse ampi margini di autonomia, con la creazione di una Camera bassa eletta a suffragio universale, seguita dalla creazione della Federazione delle Indie occidentali (1952-68) e dal conseguimento dell'indipendenza all'interno del Commonwealth, proclamata il 6 agosto 1962. Dopo tale data, la Giamaica si legò con vincoli neocoloniali alla Gran Bretagna e agli USA. Pur avendo predisposto una vasta riforma agraria, il Jamaica Labour Party (al Governo nel periodo 1944-55 e ancora dal 1962) non provvide a realizzarla per l'enorme costo che essa comportava. In base alla nuova Costituzione, entrata in vigore nello stesso giorno dell'indipendenza, Bustamane divenne primo ministro, carica che conservò sino al 1967 quando si ritirò dalla scena politica sostituito da Hugh Shearer. L'economia giamaicana degli anni Sessanta diede nuovamente grande impulso alla coltivazione di canna da zucchero, che divenne prima coltura da esportazione, alla scoperta di giacimenti di bauxite e all'industria turistica. La dipendenza dalle importazioni estere, soprattutto per i prodotti primari, e la presenza di capitali stranieri, particolarmente nordamericani, legati a un alto tasso di disoccupazione, rappresentarono tuttavia un forte ostacolo allo sviluppo nazionale. Ciò contribuì a creare malcontento tra la popolazione che, nelle elezioni del 1972, si schierò compatta con il PNP, guidato da Michael Manley, figlio di Norman. Il nuovo Governo adottò una politica di nazionalizzazioni e si avvicinò ai Paesi del Terzo mondo, riallacciando i contatti con Cuba. Le elezioni del 1976 confermarono il PNP, anche se le consultazioni del 1980 riportarono al potere il JLP di Edward Seaga. Il nuovo Governo diede una svolta filo-statunitense alla politica estera (rottura delle relazioni diplomatiche con Cuba nel 1981, partecipazione all'invasione di Grenada nel 1983), varò un programma di privatizzazioni e di incentivi agli investitori stranieri, attuò forti tagli alla spesa pubblica. Nonostante tali misure, la crisi mondiale degli anni Ottanta si ripercosse duramente anche sull'economia giamaicana, determinando il crollo delle esportazioni, un forte aumento del debito estero e la diminuzione del reddito pro capite.

Giamaica America Centrale

Il malcontento della popolazione, anche in seguito al regime di austerità e alla mancanza di posti di lavoro, sfociò in fenomeni di violenza e di criminalità diffusa. Le elezioni del 1989, ritardate rispetto al consueto programma della legislatura, registrarono la netta vittoria del PNP e del suo leader M. Manley. Quest'ultimo mantenne sostanzialmente invariati i punti del programma riguardanti l'austerità economica e la politica di privatizzazione iniziata da Seaga; ribadì l'alleanza con gli Stati Uniti e cercò di riallacciare i rapporti diplomatici con Cuba. Nel 1992 Manley rinunciò alla carica di primo ministro per motivi di salute, venendo sostituito da Percival Patterson. Confermato nell'incarico di Governo nelle elezioni presidenziali del 1993, vinte a larga maggioranza dal PNP, Patterson si impegnò a proseguire la politica del predecessore. Risultato nuovamente vincente nelle elezioni del 1998, il PNP si riconfermò alla guida del Paese. Contemporaneamente si assistette alla recrudescenza dei disordini scatenati dal costante aumento dei prezzi del carburante. Nel luglio 2001 solo l'intervento militare riuscì a ristabilire l'ordine pubblico a Kingston dove tre giorni di protesta avevano provocato la morte di 27 persone. Nel gennaio 2002 le autorità giamaicane resero noto che nel corso del 2001 furono più di 1.100 le persone assassinate sull'isola.

LA CAPITALE Capital

Kingston

(110.000 ab.). Capitale della Giamaica, forma, con il suo territorio (22 kmq), l'omonima divisione amministrativa; situata presso la costa meridionale dell'isola, sulle pendici della Blue Mountain, venne fondata nel 1693, dopo la distruzione di Port Royal, l'antica capitale, devastata dal terremoto.

Divenne ben presto il principale centro commerciale della Giamaica e ne fu proclamata capitale nel 1872.

Nel 1907 venne distrutta da un terremoto e fu poi completamente ricostruita.

Importante centro industriale, amministrativo e culturale, è dotata di moderne strutture portuali.

Ospita un'importante raffineria di petrolio.

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