GEOGRAFIA - AMERICA DEL NORD E CENTRO - CUBA

PRESENTAZIONE

L'isola di Cuba è la maggiore dell'arcipelago delle Grandi Antille e si trova tra l'Oceano Atlantico, il Mar delle Antille e il golfo del Messico. Dista solo 200 km dalle coste degli Stati Uniti e del Messico, copre una superficie di 110.860 kmq e ha una popolazione di 11.245.000 abitanti, con una densità di 101 abitanti per kmq. La maggioranza della popolazione discende dai colonizzatori spagnoli e, per questo motivo, Cuba è considerata l'isola più bianca delle Antille (i bianchi sono il 70%, contro il 17,3% dei mulatti e il 12,4% dei neri). Lingua nazionale è lo spagnolo; la religione predominante è il Cattolicesimo. Cuba è una Repubblica socialista. Secondo la Costituzione del 1976, modificata nel 1992, il potere legislativo è attribuito all'Assemblea Nazionale del potere popolare (ANPP) composta da 510 membri ed eletta a suffragio diretto per cinque anni; l'ANPP ha il compito di eleggere il Consiglio di Stato (organo del potere esecutivo), il cui presidente è insieme capo dello Stato e del Governo. L'unità monetaria è il peso cubano. La capitale è L'Avana (2.200.400 ab.).

IL TERRITORIO

Il territorio di Cuba, oltre all'omonima isola, comprende anche scogli e isole raggruppati in arcipelaghi minori. Tra questi, l'Isola de la Joventud, situata di fronte alla costa sud-occidentale di Cuba. L'isola di Cuba si estende in lunghezza per circa 1.300 km e ha un territorio prevalentemente pianeggiante, interrotto da modeste ondulazioni. I rilievi montuosi si innalzano solo all'estremità meridionale dell'isola: a Ovest si estende la Sierra de los Órganos; a Est, parallela alla costa, corre la Sierra Maestra, che termina in mare con la fossa Barlett, una depressione profonda 7.240 m. Le numerose e ampie pianure sono attraversate da fiumi che hanno generalmente un breve corso. Il fiume maggiore è il Río Cauto, che nasce dalla Sierra Maestra. Le coste, ricche di lagune, sono piuttosto frastagliate e formano grandi baie soprattutto sul versante meridionale. Il clima, tipicamente tropicale, è caldo-umido, ma è temperato dall'azione del mare e dei nortes, venti freddi che soffiano verso Sud dall'America Settentrionale. Le piogge sono abbondanti da aprile a ottobre. In questi mesi la costa meridionale è spesso investita da violenti cicloni.
Cartina di Cuba

Tratto della strada nei pressi di Ciego de Avila, a Cuba


L'ECONOMIA

L'economia cubana è fortemente dipendente dal commercio estero, in particolare dall'esportazione dello zucchero. L'agricoltura è basata quasi interamente sulla produzione della canna da zucchero, e, nonostante i ripetuti tentativi di creare una rotazione, la quasi totalità dei territori coltivati è adibita alla coltura di questa pianta. Un altro prodotto tradizionale è il tabacco, coltura concentrata nella provincia di Pinar del Rio, anch'essa destinata in gran parte all'esportazione. Nelle zone ricche d'acqua si è sperimentata la coltivazione del riso con risultati sorprendenti, tanto che la produzione ha raggiunto una notevole consistenza. Altri prodotti sono caffè, ananas e agrumi. La seconda fonte di ricchezza del Paese è l'allevamento; in particolare è sviluppato quello bovino. A causa della scarsità di risorse minerarie (con l'eccezione di nichel, cobalto e cromite) e delle fonti di energia, il settore industriale non è molto sviluppato. Le uniche industrie attive sono quelle per la trasformazione dei prodotti agricoli: zuccherifici, distillerie, manifatture di tabacco. La pesca è un'attività che ha ricevuto recentemente grande impulso, grazie alla pescosità del Mar Caraibico, ricco di pesci e di crostacei. Il prodotto viene in parte esportato e in parte utilizzato dall'industria conserviera. Una voce molto importante per l'economia di Cuba è rappresentata dal turismo, che ha registrato un notevole incremento. Il recente alleggerimento dell'embargo USA e le riforme in senso liberista hanno innescato una certa ripresa dell'attività economica cubana. Porti principali: L'Avana, Santiago de Cuba, Cienfuegos, Matanzas. Aeroporti principali: L'Avana, Santiago de Cuba, Varadero, Camagüey, Holguín.

CENNI STORICI

Fino al XVI sec. Cuba (il cui nome Cubanacá significa «luogo centrale») era abitata dalle popolazioni agricole dei Tainos e Ciboneyes, oltre ad altri gruppi etnici. Cristoforo Colombo vi sbarcò nel 1492, credendo che si trattasse di un lembo di terraferma. Solo la circumnavigazione del 1509 dimostrò che si trattava di un’isola. Diego Velázquez de Cuellar iniziò la conquista dell'isola nel 1511 e la portò a termine tre anni più tardi con la completa sconfitta degli indigeni. A partire dal XVI sec. i soldati spagnoli usarono Cuba come base per la conquista dei Caraibi, del Messico e dell’America Centrale. L’estrazione dell’oro presente sull’isola iniziò nel 1511, ma durò poco a causa dello sterminio della popolazione locale. Nel XVII sec. le costruzioni navali e la lavorazione del cuoio e del rame rappresentarono un’importante fonte per l’economia. Santiago fu a lungo centro delle maggiori attività, fino a quando, a metà del XVII sec., L’Avana, con il suo importante porto, non prese il sopravvento. La manodopera formata dagli schiavi rappresentava all’inizio del XIX il 77% di tutta la forza lavoro cubana. Prima testimonianza di ribellione di tipo sindacale si ebbe nel 1843, con una cospirazione di schiavi, fallita, ricordata come «la Escalera». Meno di cinquanta anni dopo, nel 1886, il regime schiavista fu abolito. La lotta per l'indipendenza prese avvio nei primi decenni del XIX sec., come nel resto delle colonie spagnole d'America. La Spagna rafforzò la sua presenza militare sull'isola e nel 1818, per neutralizzare la principale motivazione degli indipendentisti, di tipo economico, liberalizzò la politica commerciale, permettendo l’esportazione di zucchero negli Stati Uniti. Nel 1895 scoppiò la seconda guerra di indipendenza, guidata da José Marti, Antonio Maceo e Máximo Gómez. Quando la vittoria dei patrioti sembrava inevitabile, gli USA nel 1898 dichiararono guerra alla Spagna e sbarcarono a Guantánamo. I Nordamericani governarono Cuba dal 1899 al 1902. Proprio nel 1902 entrò in vigore una Costituzione che includeva il cosiddetto «emendamento Platt» con il quale veniva riconosciuto agli Stati Uniti da una parte il diritto di intervenire militarmente nelle questioni cubane e dall’altra di costruire a Guantánamo una base aeronavale (tuttora in funzione). Una rivolta popolare nel 1933 rovesciò il dittatore Machado. Il Governo del nuovo presidente Gran San Martín iniziò una politica fortemente anti-imperialista, interrotta poco dopo a causa delle forti pressioni nordamericane. Fu un periodo di forti confusioni sociali, caratterizzato da corruzione e criminalità, che vide infine emergere la figura del colonnello Fulgencio Batista, appoggiato anche dagli USA. Batista nel 1952 guidò un colpo di Stato, instaurando sull’isola un regime durissimo che costò la vita a ventimila cubani. Un anno dopo Fidel Castro, insieme ad un gruppo di rivoluzionari, iniziò l’insurrezione armata con un fallito assalto alla caserma Moncada di Santiago (26 luglio). Dopo un periodo di prigione e l’esilio in Messico Castro rientrò a Cuba nel dicembre 1956. In poco più di due anni i guerriglieri del movimento «26 luglio», organizzato da Castro, sconfissero il corrotto esercito di Batista. Nel dicembre 1958 il dittatore fuggì da Cuba, mentre i gruppi di guerriglieri, guidati da Ernesto «Che» Guevara e Camilo Cienfuegos, avanguardia dell’esercito ribelle, si avvicinavano a L’Avana. Nel 1961, con l’appoggio dell’aeronautica nordamericana, avvenne alla baia dei Porci un tentativo controrivoluzionario. Dopo appena 72 ore di combattimenti gli invasori furono sconfitti, senza aver ricevuto l’appoggio della popolazione. All’aeroporto di L’Avana, durante i funerali delle vittime dei bombardamenti, Castro annunciò le finalità socialiste della rivoluzione e il conseguente allineamento con l’Unione Sovietica. Nel 1962 gli Stati Uniti ottennero l’espulsione di Cuba dall’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) ed iniziarono l’embargo economico, con la scusa dell’appoggio cubano ai movimenti insurrezionali in America Latina. L’installazione delle rampe di lancio dei missili sovietici con testata nucleare portò nell’ottobre dello stesso anno USA e URSS ad un passo dalla guerra. La promessa statunitense di non invadere l’isola permise un accordo tra le due superpotenze, che decisero una denuclearizzazione bilaterale. Le richieste cubane di porre fine all’embargo e di fissare il ritiro dei soldati nordamericani da Guantánamo non vennero invece accolte. Il Paese venne trasformato secondo i dettami dell'economia socialista, che prevedeva la liquidazione della grande proprietà latifondista e la nazionalizzazione di tutte le grandi aziende industriali, finanziarie e commerciali, dominate dal capitale statunitense. Il Governo si impegnò inoltre in una intensa campagna di alfabetizzazione (nel 1961 le fonti ufficiali parlarono di sconfitta totale dall’analfabetismo) e di assistenza sanitaria. Nel 1965 il precedente organismo politico che racchiudeva le varie organizzazioni che avevano collaborato alla rivoluzione (PURSC) si trasformò in Partito comunista di Cuba (PCC). Negli anni seguenti Cuba cominciò a prestare il suo aiuto ai Governi del Sud del mondo che sentiva vicini ed in particolare nel 1975 inviò contingenti di volontari e militari in Etiopia ed in Angola. Nel 1976 venne approvata, con voto popolare, la nuova Costituzione. Alla fine degli anni Settanta l’elezione del presidente Ronald Reagan riaccese le tensioni tra gli Stati Uniti e Cuba. Un anno dopo i dati ufficiali parlarono di 120 mila Cubani fuggiti verso la Florida. L’amministrazione statunitense ebbe sempre un atteggiamento ambiguo verso l’immigrazione cubana: da un lato incentivava in tutti i modi le fughe dall’isola, dall’altro erano poche le richieste di ingresso legale accettate. Sul piano interno, il Governo perseguì una strategia di sviluppo che cercava il massimo dell’autonomia possibile rispetto ai fattori esterni e ai debiti col mondo socialista. L’economia cominciò ad assumere un ruolo strategico a causa dell’aumento delle spese per la difesa. Il 15% delle importazioni venivano dal mondo capitalista e pertanto Cuba doveva garantirsi una libera circolazione di valuta. Il debito estero contratto con i Paesi non socialisti e le banche ammontava in quegli anni infatti già a tre miliardi di dollari. Nel 1986 il III Congresso del PCC diede il via ad un ulteriore «processo di correzione degli errori e delle tendenze negative», che coincise con i cambiamenti che stavano avvenendo in URSS. Un gruppo di ufficiali delle Forze armate e del ministero dell’Interno nel 1989 furono processati e riconosciuti colpevoli di legami con il traffico di droga. Quattro di loro vennero condannati a morte, tra cui il generale Arnaldo Ochoa, principale capo militare dopo Raúl Castro e potenziale successore di Fidel. Nel 1990 il neopresidente americano Bush intensificò la pressione contro Cuba effettuando delle manovre militari nella base di Guantánamo e nel Mare dei Caraibi e violando inoltre, anche se per un solo giorno, le emissioni televisive locali con la Voce delle Americhe. Quello stesso anno la Namibia raggiunse l’indipendenza e tornarono quindi a Cuba gli ultimi contingenti che si trovavano in Africa per sostenere la fine dell’apartheid. In tutto erano stati coinvolti (tra Angola, Congo, Etiopia) oltre trecentomila soldati, di cui oltre duemila erano morti. Il IV Congresso del PCC nel 1991 decise importanti rinnovamenti tra cui la ratifica dell’unipartitismo, la riforma della Costituzione per eleggere direttamente i membri dell’Assemblea Nazionale e una maggiore libertà in campo religioso. Venne anche sollecitata la creazione di imprese miste, soprattutto con capitali latinoamericani. La fine del Mercato comune dei Paesi socialisti (COMECON) comportò problemi per il rifornimento di alcuni beni di prima necessità. Per far fronte al problema il Governo cubano decise di iniziare rapporti commerciali più intensi con Paesi come la Cina, la Corea del Nord e il Vietnam. Decise inoltre di incrementare il turismo, la ricerca di biotecnologie e di razionare il consumo di combustibili. L’embargo americano costrinse comunque al razionamento, anche di beni di prima necessità come il pane. La scarsità di alimenti obbligò le autorità a mettere in pratica un programma di emergenza, mentre nel 1991 il rappresentante cubano alle Nazioni Unite sollecitò la fine dell’embargo nordamericano. La proposta venne ritirata poco dopo da parte degli stessi Cubani, per via delle pressioni fatte dagli Stati Uniti sulle altre delegazioni. Nel 1993 per la prima volta i deputati dell’Assemblea Nazionale vennero eletti direttamente. Nello stesso anno Castro, in occasione del quarantesimo anniversario dell’attacco alla Moncada, annunciò al Paese la necessità di applicare leggi speciali, vista la difficile situazione. Vennero così legalizzati il lavoro in proprio e il possesso e l’uso della valuta straniera. Nel 1994 si tenne a L’Avana una riunione governativa sull’emigrazione, cui parteciparono anche rappresentanti di emigrati cubani all’estero. Nella capitale ci furono incidenti, causati da coloro che volevano uscire dal Paese ad ogni costo. Cuba decise di smettere di ostacolarli mentre gli Stati Uniti accettarono di cercare una soluzione comune tra i due Paesi per regolarizzarne l’uscita legale. Nel frattempo l’isola entrò a far parte degli Stati dei Caraibi. Grazie alla riduzione dei servizi pubblici e al taglio dei sussidi, nel 1995 si abbassò il deficit fiscale per il terzo anno consecutivo. Nello stesso anno divennero legali nel Paese il possesso della moneta statunitense e la creazione di imprese con capitale al cento per cento straniero. Il Congresso statunitense reagì a queste mosse con la legge Burton-Helms, per colpire le imprese che facevano affari con Cuba servendosi di Paesi terzi, ma la comunità internazionale criticò gli USA sostenendo che il provvedimento violava gli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e del GATT. Nel 1996 l’aviazione cubana abbatté due piccoli aerei di un gruppo di esiliati di Miami che secondo il Governo volevano diffondere proclami antigovernativi. L’incidente provocò nuove polemiche con gli Stati Uniti. Le imprese straniere, nonostante le conseguenze della legge Burton-Helms, non smisero di investire nell’isola e così le riforme economiche continuarono. A metà del 1996 la produttività era cresciuta dell’8% rispetto all’anno precedente e il prodotto interno lordo era aumentato del 9,6%. Nel 1997 il leader dei Cubani esiliati a Miami (strenui nemici di Castro), Mas Canosa, morì creando lo scompiglio nell’organizzazione, proprio nell’anno in cui Castro ottenne una importante vittoria politica con l’organizzazione della visita del papa Giovanni Paolo II. In previsione dell'arrivo del pontefice, che aveva condannato l’embargo statunitense, Castro dichiarò giorno festivo il Natale del 1997. La visita, che si svolse nel gennaio 1998, ebbe un’importante eco internazionale e non a caso due anni dopo, nel marzo 2000 la commissione esteri del Congresso statunitense approvò un alleggerimento dell’embargo, riguardante alimenti e medicinali. Ulteriori segnali di distensione tra Cuba e USA si ebbero nel maggio 2000, quando furono rilasciati due noti dissidenti, Martha Beatriz Roque e Felix Bonne, arrestati nel luglio 1997 e condannati a pene tra i tre anni e mezzo e i cinque anni di reclusione per aver pubblicato un libro critico verso il regime castrista. A migliorare le relazioni tra i due Paesi contribuì anche la vicenda del piccolo Elian Gonzales (novembre 1999 - giugno 2000), che, portato in salvo dai guardacoste statunitensi mentre cercava di raggiungere la Florida a bordo di una zattera, venne infine affidato da un tribunale statunitense al padre rimasto a Cuba. Contemporaneamente alla conclusione del «caso Elian», il Congresso degli Stati Uniti approvò l'alleggerimento dell'embargo contro Cuba, consentendo la ripresa delle esportazioni agricole e farmaceutiche verso l'isola. Nel dicembre 2000 Cuba ricevette la visita del presidente russo Vladimir Putin che siglò accordi col Governo dell'isola volti a rinsaldare i legami bilaterali tra Russia e Cuba. Il cambio della guardia alla Casa Bianca e l’insediamento del nuovo presidente George W. Bush (gennaio 2001) determinò un irrigidimento nei rapporti tra USA e Cuba che vide allontanarsi la possibilità di veder cancellato l’embargo. Nell'aprile 2001 la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani, su pressione degli USA, condannò l’Avana determinando in questo modo la sua esclusione dal Vertice delle Americhe (Summit of the Americas), a cui parteciparono i massimi dirigenti di 34 Paesi con l’obiettivo di dar vita a una zona di libero scambio dal Canada al Cile (Québec, 20-22 aprile). Nel corso del 2001 Fidel Castro, dopo aver ricevuto ad aprile la visita del presidente cinese Jiang Zemin, con cui Cuba mantenne un rapporto privilegiato dopo il crollo dell'URSS (Pechino divenne subito un ottimo alleato in funzione anti-USA), Fidel Castro fu in Algeria, Iran (maggio) e Venezuela (agosto) allo scopo di riaffermare la cooperazione tra Cuba e questi Paesi. Dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre contro le Torri Gemelle e il Pentagono, il Governo cubano si disse pronto a fornire agli Stati Uniti aiuti di carattere medico e umanitario. Fidel Castro annunciò anche che avrebbe cooperato alla lotta contro il terrorismo. A novembre l’uragano «Michelle» si abbatté violentemente sull’isola, provocando ingenti danni all’agricoltura, asse portante dell’economia cubana, e lasciando circa 700.000 senzatetto. Dopo l’uragano, gli Stati Uniti offrirono alimenti e medicinali come aiuto umanitario al Governo dell’Avana e quindi, dopo 40 anni, le navi mercantili statunitensi poterono attraccare sull'isola. A gennaio 2002 i prigionieri catturati in Afghanistan nell'ambito dell'operazione «Libertà duratura» e sospettati di far parte di Al-Qaeda furono portati nella base militare di Guantánamo per essere interrogati. Nello stesso mese l'ultima base militare russa a Cuba venne chiusa. In aprile scoppiò una crisi con l'Uruguay, che accusava Cuba di violare i diritti civili dei suoi cittadini. Un mese più tardi l'isola venne inserita dagli Stati Uniti nel gruppo di Stati facenti parti del cosiddetto "Asse del male" perchè accusata di sviluppare armi biologiche. In giugno venne approvato un emendamento alla Costituzione che rendesse il regime socialista permanente e inattaccabile a cui seguì un referendum confermativo fortemente voluto dagli Stati Uniti che speravano che il voto potesse ribaltare le decisioni dell'Assemblea Nazionale. Nel marzo dell'anno successivo Cuba venne accusata dall'opinione pubblica internazionale per la detenzione di 75 dissidenti e l'esecuzione di tre uomini che avevano dirottato un battello nel tentativo di raggiungere gli Stati Uniti. Dopo la formulazione di un'accusa precisa della commissione dei diritti umani dell'ONU circa la presunta violazione cubana dei diritti umani, anche i rapporti con l'Unione Europea vennero minati e ripresi solo dopo un anno e mezzo, grazie alle nuove dichiarazioni di alleggerimento delle restrizioni da parte del Governo castrista. Nel maggio 2005 fu inoltre possibile lo svolgimento di una manifestazione pubblica di dissidenti, la prima dal 1959, anno della Rivoluzione.

LE CITTÀ

L'Avana

(2.200.400 ab.). Capitale della Repubblica di Cuba, è situata in una piccola insenatura della costa nord-occidentale, sul golfo del Messico. Principale centro economico e culturale del Paese, deve la sua prosperità a un'intensa attività del porto, da cui partono le esportazioni di canna da zucchero, tabacco, frutti tropicali, ortaggi. Fondata nel 1519 da Diego Velázquez, fu attaccata diverse volte da corsari inglesi e francesi. Fu occupata nel 1762 dagli Inglesi e tornò poi nel 1763 alla Spagna. Nel 1902 fu quasi distrutta da un incendio.
L'Avana: la cattedrale barocca

Visita a L’Avana

Visita a L’Avana (english version)

Santiago de Cuba

(443.064 ab.). Capoluogo della provincia omonima (6.170 kmq; 1.042.100 ab.) e porto della costa sud-orientale, è un centro industriale di notevole importanza, nonché sede di fabbriche alimentari, di industrie del tabacco e di stabilimenti metallurgici. La città fu fondata nel 1514 dagli Spagnoli.

PICCOLO LESSICO

Avana

Sono i tipici sigari confezionati con tabacco di produzione cubana. A differenza di altri sigari, nella cui composizione vengono mischiati tabacchi di diversa origine (del Brasile, di Santo Domingo, di Manila, ecc.), gli avana derivano la loro peculiarità dall'utilizzo esclusivo di tabacchi locali.

Baia dei Porci

Dopo la rivoluzione di Fidel Castro, più di 100.000 Cubani lasciarono il Paese e la maggior parte di loro si stabilì in Florida. Gli esuli, con l'appoggio dell'allora presidente degli Stati Uniti J.F. Kennedy e della CIA (Central Intelligence Agency), organizzarono una spedizione militare finalizzata al rovesciamento del Governo di Fidel Castro attraverso l'occupazione dell'isola. Nell'aprile 1961 sbarcarono nella baia dei Porci, situata sulla costa meridionale di Cuba, ma l'intervento delle forze di Castro annientò ogni loro aspirazione: le navi impegnate nello sbarco furono affondate e oltre 1.000 invasori furono catturati e successivamente processati. Il convincimento statunitense secondo cui l'invasione avrebbe avviato una rivolta popolare, si rivelò del tutto infondato. Al contrario, la popolazione cubana partecipò attivamente alla difesa e Castro rafforzò il suo prestigio. La spedizione della baia dei Porci divenne così un importante oggetto di discussione negli Stati Uniti, soprattutto per il diretto coinvolgimento della CIA nella vicenda.

Barbudos

Soprannome attribuito ai guerriglieri che combatterono con Fidel Castro sulla Sierra Maestra contro il regime dittatoriale di Fulgencio Batista verso la fine degli anni Cinquanta. I barbudos («barbuti») vennero così denominati per la loro abitudine a mantenere barbe incolte, a imitazione del loro leader carismatico.

Combattimenti di galli

Di antichissime origini asiatiche, è molto popolare a Cuba e nell'America Latina, mentre è considerato illegale negli Stati Uniti, in Canada e in numerosi altri Paesi. I galli da combattimento sono allevati appositamente per raggiungere un buon grado di preparazione fisica, velocità di movimenti e coraggio. Hanno piume colorate e lunghi speroni sulle zampe, che, generalmente asportati dagli allevatori, sono sostituiti con particolari speroni in acciaio o ottone. Il combattimento si svolge in una piccola arena recintata e gli spettatori sono invitati a scommettere sul loro combattente preferito. All'inizio della gara i galli vengono tenuti a breve distanza, uno di fronte all'altro; quando raggiungono la massima eccitazione è concesso loro il combattimento, che si conclude soltanto con la morte di uno dei due avversari.

Rumba

Tipico ballo popolare cubano. Ispirata ad alcune danze africane, la rumba ha dato origine, a sua volta, a nuovi ritmi, tipici delle danze creole (habanera, danzón, sanduguíta), generalmente accompagnate dai tamburi. Come il cha cha cha, la rumba è un ballo diffuso in tutto il mondo.

Zafra

Termine usato per indicare la raccolta di canna da zucchero a Cuba. Per questa operazione esistono tecniche particolari, volte a consentire il massimo utilizzo del tessuto zuccherino e la crescita regolare della nuova pianta in vista del successivo raccolto. Per questa ragione, l'abilità dei raccoglitori consiste nel tagliare il fusto della canna ad una altezza compresa tra i 5 e i 10 cm dal terreno, servendosi di un apposito coltello detto machete. Il fusto viene poi macinato in frantoi e, attraverso l'essiccazione del liquido prodotto, si ottengono i cristalli dello zucchero. Lo stesso procedimento di macinazione e una particolare fermentazione del liquido ottenuto permettono di ottenere il famoso liquore rum.

PERSONAGGI CELEBRI

Fidel Castro

Uomo politico e rivoluzionario cubano (n. Lemita Manacas 1927). Di famiglia benestante, divenne popolare in gioventù come avvocato dei poveri. Nel 1953 tentò la prima rivolta armata (assalto alla caserma Moncada, 26 luglio) contro la dittatura del generale Batista, che lo fece arrestare e condannare a 15 anni di reclusione. Amnistiato e fuggito all'estero (1955), Castro andò in Messico, dove raccolse e addestrò un manipolo di circa ottanta guerriglieri, tra cui suo fratello Raul e «Che» Guevara, che, partiti alla volta di Cuba, nel dicembre 1956 diedero inizio alla guerriglia nella Sierra Maestra. In questo periodo di guerriglia Castro affermò la sua autorità, destinata a durare nel tempo, che faceva leva sulle sue doti di leadership e sul suo carisma, fino alla costruzione di un mito. Il 1° gennaio 1959 entrò trionfalmente a L'Avana, già liberata dai ribelli al comando di «Che» Guevara e Camilo Cienfuegos: Batista fuggiva e la rivoluzione vittoriosa s'insediava a Cuba, trovando giganteschi problemi politici ed economici da risolvere. Castro li affrontò con inesausta energia morale, coadiuvato dal fratello Raul e dalla leggendaria figura del medico-poeta argentino Ernesto «Che» Guevara. La riforma agraria, varata nel maggio 1959, con l'esproprio di numerose terre di proprietà statunitense, fece crescere la tensione tra Cuba e gli USA, sfociata in aperto conflitto nel marzo 1961. Un mese dopo un manipolo di esuli cubani, appoggiati dalla CIA, tentavano uno sbarco controrivoluzionario nell'isola, risoltosi in totale fallimento. Il 1° maggio 1961 Cuba, per tutta risposta, venne proclamata Repubblica socialista, sollecitando l'appoggio ufficiale dell'Unione Sovietica e di tutto il campo socialista mondiale. Con lo scoppio del conflitto cino-sovietico, iniziò per Castro una difficile politica di equidistanza, risoltasi nel 1966, alla Conferenza Tricontinentale dell'Avana, con un appoggio alle tesi dell'URSS, reso probabilmente necessario dall'aiuto economico di cui Cuba, isolata nel continente americano, non poteva fare a meno. Nel dicembre 1975 Castro venne rieletto primo segretario al I Congresso del PCC; nel 1976 fu nominato presidente del Consiglio di Stato, carica istituita dalla nuova Costituzione del febbraio dello stesso anno, che prevedeva l'unificazione delle cariche di capo dello Stato e del Governo. Nella seconda metà degli anni Settanta, oltre ad aver guidato l'intervento militare in Africa del suo Paese, approfondì i legami politici ed economici con l'URSS, entrando a far parte del COMECON. Nel 1979 venne nominato presidente per un triennio del movimento dei Paesi non allineati, di cui, nell'agosto dello stesso anno, indisse il VI vertice a L'Avana. Nel 1980, dopo aver tagliato i rapporti con la Cina, venne rieletto primo segretario al II (1980) e al III Congresso del PCC (1985). Dopo il 1989, in seguito alla crisi centro-americana e al crollo del blocco sovietico, il regime di Castro mostrò le prime difficoltà che il leader cercò di affrontare con una maggiore apertura nei confronti degli altri Paesi latino-americani e con l'orgogliosa riaffermazione di alcuni principi tipici della rivoluzione cubana. Non mancarono aperture verso l'esterno: il momento più importante di questo nuovo corso di cose fu la visita nell'isola di papa Giovanni Paolo II nel gennaio del 1998. Ciò nonostante si verificarono, negli anni seguenti, nuovi inasprimenti del regime nei confronti dei dissidenti.

Guevara, Ernesto detto «Che»

Medico e rivoluzionario argentino naturalizzato cubano (Rosario, Argentina 1928 - Las Higueras, Bolivia 1967). Ernesto Guevara de la Serna detto il «Che», braccio destro di Fidel Castro nella lotta contro Fulgencio Batista, rimane uno dei rivoluzionari più famosi del nostro tempo, anche a molti anni dalla sua morte e nonostante il fatto che la sua figura sia pressoché sconosciuta alle giovani generazioni. Ernesto Guevara era nato nel 1928 a Rosario in Argentina da una famiglia benestante e, dopo essersi laureato in Medicina nel 1949, aveva intrapreso un viaggio in motocicletta che lo aveva portato a contatto con la triste realtà dei contadini dell'intera America Latina. Trasferitosi in Guatemala nella prima metà degli anni Cinquanta, il «Che» aveva appoggiato con fermezza il tentativo operato dal Governo del colonnello Jacobo Arbenz per contrastare l'influenza del potente trust bananiero statunitense, la United Fruit Co. Dopo la caduta di Arbenz, rovesciato da un colpo di Stato organizzato dalla CIA (1954), Guevara si rifugiò in Messico, dove l'incontro con Fidel Castro avrebbe avuto un'influenza decisiva sulla sua vita, determinandone i futuri sviluppi. Castro e Guevara, entrambi idealisti e desiderosi di combattere la dittatura di Batista, passarono all'azione nel dicembre del 1956, organizzando quella che Castro definì pomposamente «l'invasione di Cuba». Si trattò in realtà di una modesta spedizione composta da 82 uomini di cui solo 12, una volta raggiunta l'isola, riuscirono a sottrarsi alla morte nel primo scontro con i sostenitori di Batista. I sopravvissuti guidati da Castro e Guevara, raggiunsero la Sierra Maestra, organizzando, grazie all'appoggio dei contadini, una vera e propria forza combattente che nei tre anni successivi avrebbe abbattuto Batista, proclamando la Repubblica socialista. Dopo l'instaurazione del Socialismo, Guevara assunse la cittadinanza cubana e prese parte attiva nella vita politica, occupando tra l'altro la carica di ministro dell'Industria (1961-65). La partecipazione alla vita politica si concluse nel 1965; l'intervento del «Che» al seminario di Algeri sulla pianificazione della lotta contro l'imperialismo (in cui pronunciò accuse durissime all'URSS, qualificandola come complice dello sfruttamento imperialistico) rappresentò il suo ultimo atto pubblico. Dopo il rientro a Cuba, Guevara scomparve per parecchi mesi, finché non giunse dalla Bolivia, l'8 ottobre 1967, la notizia della sua morte. Il «Che» si era infatti recato in incognito in quel Paese nel tentativo di innescare un processo rivoluzionario, che avrebbe dovuto poi estendersi all'intera America Latina. Il progetto era però fallito; Guevara, caduto nelle mani dei suoi nemici, fu passato per le armi e il suo cadavere veniva venne mostrato ai fotografi come un trofeo di caccia.

José Marti

Rivoluzionario e poeta cubano (L'Avana 1853 - Dos Rös 1895). Appartenente a una famiglia spagnola, nel 1869, a soli sedici anni, fu imprigionato per la sua attività politica e giornalistica, condotta sulle pagine della rivista satirica «El Diablo Cojuelo», da lui stesso fondata. Processato nel 1870, fu condannato a sei anni di lavori forzati, ma alcuni mesi più tardi la pena gli fu commutata nella deportazione in Spagna. Studiò a Saragozza e a Madrid, laureandosi nel 1874 in Filosofia, Lettere e Legge. Nel 1875 si trasferì in Messico dove lavorò come giornalista e fu successivamente in Guatemala. Ritornato a Cuba nel 1878, fu di nuovo esiliato in Spagna per aver pubblicato opuscoli che denunciavano il sistema carcerario e attaccavano il Governo spagnolo per non aver concesso l'indipendenza a Cuba. Nel 1880 si stabilì a New York dove si impegnò per dar vita a un movimento nazionalista tra gli esuli cubani. Nel 1890 costituì una lega da cui sorse due anni dopo il Partito rivoluzionario cubano, che stabilì stretti rapporti con nazionalisti portoricani. Nei tre anni successivi, in collaborazione col generale Máximo Gómez, preparò attivamente la rivolta e nel 1895 pubblicò un manifesto che incitava il popolo cubano alle armi. Sbarcò a Cuba in aprile con poche forze e il mese seguente fu ucciso in una scaramuccia, lasciando a Gómez il compito di continuare la campagna rivoluzionaria, conclusasi poi con la sottomissione di Cuba agli Stati Uniti. Massimo teorico del movimento rivoluzionario cubano, pur non enunciando una dottrina specificamente socialista, si fece assertore di un nazionalismo radicale, basato sul concetto di eguaglianza razziale e sociale che lo ricollega agli sviluppi successivi del Socialismo e del Comunismo nell'America Latina. Riconobbe inoltre la necessità di fondare un movimento rivoluzionario soprattutto tra le classi lavoratrici e in particolare tra i lavoratori delle piantagioni, rifiutando decisamente il programma degli autonomisti che intendevano liberare l'isola dal colonialismo spagnolo accettando il protettorato degli Stati Uniti. Fu tenacissimo oppositore del colonialismo e scrisse contro il capitalismo statunitense, soprattutto nei suoi aspetti imperialistici.

ALTRI CENTRI

Camagüey

(308.288 ab.). Città di Cuba e capoluogo della provincia omonima (15.990 kmq; 786.400 ab.), è l'antica Porto Principe, situata al centro di una conca di coltura di canna da zucchero; il suo porto si trova a Nuevitas, distante 75 km. È una zona di allevamento al cui sviluppo ha contribuito non poco il contrabbando con le Antille inglesi e olandesi. Essa fu fondata nei pressi di un centro denominato Cuba e fu anche obiettivo di incursioni piratesche; H.J. Morgan la conquistò nel 1668.

Guantánamo

(209.269 ab.). Città di Cuba e capoluogo della provincia omonima (6.186 kmq; 510.300 ab.), è un attivo centro commerciale a pochi chilometri da Santiago. Importante è il suo mercato di canna da zucchero. Nel 1898, durante la guerra contro la Spagna, fu presa dagli Statunitensi che ne fecero una base navale, conservata anche quando nell'isola si insediò Fidel Castro, che è attualmente rivendicata dal Governo cubano.

Holguín

(262.100 ab.). Città di Cuba e capoluogo della provincia omonima (9.300 kmq; 1.027.800 ab.), è situata a 105 km a Nord-Ovest di Santiago de Cuba. È un centro commerciale della zona agricola nord-orientale e dista qualche chilometro dalla costa settentrionale dove si trova il suo porto, Gibara, dal quale esporta legname, bestiame, mais e soprattutto tabacco.

Santa Clara

(210.568 ab.). Città di Cuba e capoluogo della provincia di Villa Clara (8.662 kmq; 818.200 ab.), è un importante nodo ferroviario 260 km a Sud-Est dell'Avana. Le sue comunicazioni sia con i porti del Mar Caraibico, sia con quelli della costa settentrionale sono facilitate dalla sua posizione geografica.
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