Europa Territorio Storia Economia Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

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Bandiera del UK

La bandiera: campo blu con la croce rossa di San Giorgio (patrono dell'Inghilterra) bordata di bianco sovrapposta alla croce rossa diagonale di San Patrizio (patrono dell'Irlanda), che si sovrappone alla croce bianca diagonale di Sant'Andrea (patrono della Scozia); conosciuta come Union Flag, ma comunemente chiamata Union Jack; il design e i colori (in particolare la Blue Ensign) sono stati la base per un certo numero di altre bandiere, tra cui altri paesi del Commonwealth e i loro stati o province costituenti, e territori britannici d'oltremare. Nota: in uso dal 1745; per tradizione, la canzone serve sia come inno nazionale che reale del Regno Unito; è conosciuta come "God Save the Queen" o "God Save the King", a seconda del genere del monarca regnante; serve anche come inno reale di molte nazioni del Commonwealth.  Inno del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

In the United Kingdom Inn

GEOGRAFIA - EUROPA - REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD

PRESENTAZIONE

La Gran Bretagna, la maggiore isola europea, forma con l'Irlanda del Nord (Ulster) e 5.000 isole minori (escluse le Isole del Canale e l'Isola di Man, entità autonome con lo status di dipendenze della Corona) il Regno Unito. La Gran Bretagna, divisa in Scozia, Galles e Inghilterra, è bagnata a Nord dall'Oceano Atlantico; a Est dal Mare del Nord; a Sud dal Canale della Manica e a Ovest dal Mar d'Irlanda e dal Canale di San Giorgio. Si estende per  242.514 kmq e ha una popolazione di  67.081 Milioni (2020) abitanti con una densità di 246 abitanti per kmq. Gli abitanti del Regno Unito, molto attaccati alle proprie tradizioni e al proprio passato regionale, sono denominati in base alla zona d'origine, per cui si distinguono in Gallesi, Inglesi, Scozzesi e Nordirlandesi. La lingua è l'inglese, affiancato dal gallese e dal gaelico che sopravvivono in zone limitate rispettivamente del Galles e della Scozia. Nell'Ulster, accanto all'uso dell'inglese, si è conservato quello dell'irlandese. La religione predominante è la protestante (anglicani, presbiteriani scozzesi, metodisti), esistono però anche consistenti minoranze cattoliche nel Galles e in Inghilterra. Seguono minoranze di ebrei e musulmani. Il Regno Unito è una Monarchia costituzionale. Il sovrano è il capo dello Stato e nomina il primo ministro; il potere legislativo è affidato al Parlamento, formato dalla Camera dei Comuni (House of Commons) di 646 membri eletti per cinque anni a suffragio universale e dalla Camera dei Lords (House of Lords), 675 membri per diritto ereditario o nomina reale. Il potere esecutivo spetta invece al Governo, nel quale il primo ministro è incaricato di formare il Gabinetto, cui competono le decisioni politiche di maggior rilievo. Caratteristica del sistema giuridico britannico è il fatto che non si fonda su codici scritti bensì su consuetudini tramandate nel corso dei secoli. L'unità monetaria è la sterlina. La capitale è Londra (City of London 8.000 ab.; agglomerato urbano o Grande Londra 7.387.900 abitanti).

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IL TERRITORIO

La Gran Bretagna, divisa nelle tre regioni storiche, comprende, da Nord a Sud, cinque aree geografiche: gli altopiani e i bassopiani scozzesi, la catena dei Monti Pennini, le Midlands e le pianure Sud-orientali. L'altopiano scozzese (Highlands) ha l'aspetto di una regione montuosa spoglia e desolata, ricca di rilievi poco elevati, profonde valli (glens) e laghi lunghi e stretti chiamati Lochs, dei quali i maggiori sono il Loch Lomond e il Loch Ness. Le Highlands si dividono in settentrionali e meridionali o Monti Grampiani (Ben Nevis 1.343 m, la vetta più elevata del Paese). Tra i Grampiani e le Southern Uplands si estende il bassopiano della Scozia (Scottish Lowlands), una piana ondulata, segnata dai fiumi Clyde e Tay, che è la zona più popolata della regione. In Inghilterra la catena dei Monti Pennini si allunga da Nord a Sud in un'area ricca di carbone e di minerali ferrosi, a partire dalle Southern Uplands scozzesi. I Monti Cambrici del Galles e le alture della Cornovaglia a Sud-Ovest possono essere considerati come un prolungamento di questa catena. A Sud-Est rispetto ai Pennini e a Ovest rispetto ai Cambrici si trova una vasta pianura, chiamata Midlands, dove sorgono i maggiori centri industriali inglesi. Le pianure Sud-orientali includono tutta l'area compresa a Sud-Est dei Pennini e delle Midlands. Sono caratterizzate da verdeggianti ondulazioni collinari (downs), aree paludose (fenlands), e sono percorse dai bacini dei fiumi che scorrono intorno alla capitale. In queste zone, oggi estesamente coltivate, avvennero i primi insediamenti delle popolazioni che si stanziarono in Inghilterra. L'Irlanda del Nord è una regione pianeggiante, orlata da dossi poco elevati (800 m), e non possiede fiumi di rilievo. Comprende però il Lough Neagh, il lago più vasto del Regno Unito. La Gran Bretagna non possiede un'estensione sufficiente per accogliere grandi fiumi. I suoi corsi d'acqua, comunque, il Clyde e il Forth a Nord, il Mersey, l'Ouse, il Trent e il Severn al centro, e il Tamigi a Sud, terminano tutti con un ampio estuario che ospita ottimi porti commerciali. In particolare l'Ouse e il Trent, sfociando nel Mare del Nord, formano un profondo estuario chiamato Humber. I fiumi più lunghi sono il Severn (337 km), che si getta nel Mar d'Irlanda formando il Canale di Bristol (lungo 150 km e largo 50), e il Tamigi (335 km) che attraversa Londra. I laghi più estesi, come abbiamo osservato, sono localizzati in Scozia e nell'Irlanda del Nord. Esiste tuttavia una regione nell'Inghilterra Nord-occidentale, il Cumberland, chiamata anche Lake District, in cui sono concentrati numerosi laghetti. Il maggiore è il Lago Widemere che sorge in un'area particolarmente ricca di attrattive turistiche. Le coste sono quasi ovunque articolate con differenziazione a seconda dei tratti. Sull'Oceano Atlantico sono alte, fronteggiate da numerose isole (soprattutto nella parte settentrionale) e ricche di insenature non di rado profonde e scavate nella roccia, tanto da prendere il nome di Lochs. Le insenature maggiori del Mar d'Irlanda sono il Solway Firth e le Baie di Mocambe e di Liverpool. Nel Canale di San Giorgio si apre quella di Cardigan; tra il Galles e la Cornovaglia il Canale di Bristol. La penisola di Cornovaglia, ultima appendice della costa occidentale, ha anch'essa un litorale frastagliato e roccioso. Sulla Manica s'innalzano rupi calcaree alte e scoscese, tra cui le cosiddette «bianche scogliere» di Dover. Sul Mare del Nord la costa è generalmente bassa; in Scozia si trovano le insenature del Firth of Forth, del Firth of Tay e del Moray Firth. Numerose isole circondano la Gran Bretagna, tra le più importanti citiamo le Orcadi e le Shetland a Nord-Est; l'Isola di Wight e le Isole del Canale a Sud nella Manica; le Isole Normanne nei pressi della costa francese; le Scilly a Sud-Ovest; l'Isola di Man e quella di Anglesey a Ovest, e le Ebridi a Nord-Ovest. Il clima è di tipo oceanico, con abbondanti precipitazioni e basse escursioni termiche. Assai frequente è la formazione di nebbie soprattutto nella parte meridionale. Le temperature, grazie all'influsso della Corrente del Golfo, sono più miti rispetto ai Paesi scandinavi che pure si trovano alla stessa latitudine.

Scozia: panorama delle «Highlands»

Cartina del Regno Unito

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Scozia: panorama delle «Highlands»

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L'ECONOMIA

La Gran Bretagna è stata per secoli (fin dal XIV e XV sec.) una grande potenza commerciale ed economica, un enorme Impero coloniale e una nazione guida a livello agricolo e poi industriale. Benché questo Paese sia stato il primo ad attuare una rivoluzione agraria, la sua produzione agricola, per quanto redditizia, non è sufficiente per soddisfare il fabbisogno nazionale. L'agricoltura viene praticata in modo quasi esclusivo nelle regioni del centro e del Sud-Est con livelli molto alti di produttività, grazie all'elevato uso di mezzi meccanici, ma su una superficie nel complesso ristretta. La coltura di cereali (orzo e frumento) costituisce la principale produzione. Seguono le colture di barbabietole da zucchero e di patate. Le colture ortofrutticole sono situate nel Sud-Est e nelle zone costiere. Per quanto riguarda il settore secondario, il declino dell'Impero coloniale e della supremazia sui mari, un'industria  tecnologica ormai superata e bisognosa di investimenti, nonché il forte debito contratto dal Paese durante la Seconda guerra mondiale, condussero la Gran Bretagna alla definitiva perdita del primato economico europeo. Per far fronte a questi problemi, uscì nel 1973 dal suo splendido isolamento ed entrò a far parte della CEE. Per rinnovare l'industria, il Paese adattò la produzione ai nuovi mercati, introdusse l'automazione e operò il concentrare delle imprese, provocando uno squilibrio fra i settori in declino e quelli più avanzati in tecnologia. Avendo perso il predominio nei settori tradizionali, l'industria si rivolse ad altri settori: gli impianti elettronici e l'uso dei computers, gli autoveicoli, l'industria aeronautica e cantieristica, l'industria dei beni di consumo durevoli (elettro - domestici, apparecchi radio e televisori), l'industria alimentare e degli alcolici (whisky e birra), l'industria chimica e tessile. Le maggiori industrie si situarono a Londra, nelle regioni del centro, del Sud-Est e nelle zone costiere. Le ristrutturazioni operate negli anni Ottanta e Novanta del XX secolo hanno orientato la produzione industriale verso settori di avanguardia come l'elettronica, la farmaceutica e l'aerospaziale. Il sottosuolo è ricco di risorse minerarie, di carbone e ferro, ubicate in tutto il Paese. Viene estratto anche il caolino, il piombo e lo stagno. Oltre ai giacimenti minori di gas naturale e di petrolio del territorio, nel 1975 iniziò lo sfruttamento del petrolio scoperto nel Mare del Nord (una produzione tale da far sì che la Gran Bretagna non dipendesse più dalle importazioni di greggio). Elevata è anche la produzione di energia elettrica e nucleare. Due altre attività sono diffuse nel Paese: la produzione di legname e la pesca, in modo particolare favorita da mari poco profondi. Il cuore dell'economia britannica è però oggi rappresentato dal settore terziario e finanziario: sette lavoratori su dieci vi trovano occupazione, mentre Londra, sede delle grandi multinazionali inglesi, è altresì la principale piazza finanziaria del continente, sede della più grande Borsa valori d'Europa e di importantissime borse merci, come quelle dell'oro, del cacao e del caffé. A partire dagli ultimi anni del secolo scorso, il volume di scambi commerciali con l'estero, che era andato indebolendosi, si è ripreso conoscendo momenti di forte crescita sia per quanto riguarda le importazioni, sia per ciò che concerte le esportazioni. La Gran Bretagna intrattiene la maggior parte degli scambi commerciali con un gruppo di ex colonie riunite nel Commonwealth, con i Paesi dell'Unione europea e con gli Stati Uniti, oltre che con la Cina e il Giappone. Importa manufatti, prodotti agroalimentari e materie prime; esporta macchinari, veicoli, petrolio e prodotti chimici. Le vie di comunicazione britanniche sono varie e ben sviluppate, specialmente la rete ferroviaria (una delle più dense del mondo, con i suoi oltre 17.000 km) e la rete interna di fiumi e canali navigabili per il trasporto merci. Quest'ultimo è assicurato anche da una flotta mercantile di circa 1.500 unità presenti su tutte le vie di traffico mondiale. I maggiori porti del Paese sono: Londra, Liverpool, Southampton, Swansea, Bristol, Dover, Cardiff, Newcastle. Importanti sono anche la rete stradale (con quasi 400.000 km di strade e 3.500 di autostrade) e l'aviazione civile (con 76.376.800 passeggeri trasportati nel 2003). Gli aeroporti principali si trovano a Londra, Manchester, Glasgow, Edimburgo e Birmingham.

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Cartina della GB

Focus - Gran Bretagna

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LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Nella seconda metà del XVIII sec. la Gran Bretagna fu scossa da un grandioso processo di trasformazione economica che introdusse innovazioni rivoluzionarie nell'industria, nell'agricoltura e nella vita sociale. Tale processo è chiamato dagli storici dell'economia Rivoluzione industriale e, a partire dagli inizi del XIX sec., si diffuse nel resto d'Europa e negli Stati Uniti. La Rivoluzione industriale, a seguito di quella agraria, venne favorita dall'investimento dei capitali provenienti dallo sviluppo agricolo, dall'introduzione della meccanizzazione e da una manodopera a basso costo. Inoltre il possesso di colonie permise al Paese di effettuare uno scambio vantaggioso, esportando prodotti finiti in cambio di materie prime. La fase decisiva della Rivoluzione industriale iniziò con l'introduzione di una serie di innovazioni tecniche che, utilizzando per la produzione la forza motrice meccanica (prima dell'acqua e poi del vapore), fecero della Gran Bretagna il più potente Paese industriale del mondo. Grazie alle nuove tecnologie, nonché all'invenzione del treno e del telegrafo, il processo produttivo venne del tutto trasformato e trasferito dalla bottega artigiana alla fabbrica, dove era in gran parte affidato alle macchine. Lo sviluppo del processo produttivo ebbe anche notevoli ripercussioni sulla vita sociale. In primo luogo creò la città industriale, in costante espansione per accogliere la nuova manodopera proveniente dalle campagne. In secondo luogo creò la moderna classe dei lavoratori salariati: il proletariato. Le tristi condizioni in cui versavano i lavoratori furono la causa di gravi conflitti sociali che portarono alla formazione di sindacati (Trade Unions). Tali organizzazioni stimolarono, specie nell'età vittoriana, una serie di riforme che, tra l'altro, assicurarono ai lavoratori il diritto di voto e apportarono dei miglioramenti al loro tenore di vita.

UNO STATO FATTO DI STATI

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INGHILTERRA

L'Inghilterra (130.281 kmq di superficie) rappresenta la parte meridionale dell'isola della Gran Bretagna, a cui si aggiungono le isole situate a Sud, compresa l'isola di Wight. Dall'Inghilterra parte il tunnel sottomarino che, attraverso la Manica, la collega alla Francia. La maggior parte del territorio è composta da basse colline, mentre a Nord si trovano alcune aree montuose. Nella parte orientale del Paese vi è una zona pianeggiante le cui paludi sono state bonificate per consentirne la coltivazione. Nei pressi di Norwich, però, la zona delle Fens presenta ancora carattere di palude. Le città più grandi sono Londra, Birmingham, Leeds, Sheffield, Liverpool, e Manchester. In Inghilterra scorrono anche i fiumi più importanti della Gran Bretagna, quali il Tamigi, il Severn, il Trent, l'Humber, lo Yorkshire Ouse, il Tyne, il Mersey, il Dee, l'Avon. L'Inghilterra, con i suoi 49.855.700 abitanti, rappresenta la nazione più popolosa e la più ricca di gruppi etnici del Regno Unito: tale risultato è il frutto delle successive ondate migratorie che da sempre hanno interessato il territorio inglese, a partire dai Celti intorno al 600 a.C. I Romani, con le loro legioni composte da soldati di molte etnie, vi giunsero tra il 50 a.C. e il 300 d.C. Fu quindi la volta, tra il 350 e il 550, di Angli, Sassoni e Iuti; nel periodo 800/900 arrivarono i Vichinghi e i Danesi e, nel 1066, i Normanni; nel 1650/1750 l'Inghilterra aprì i confini ai rifugiati provenienti dall'Europa continentale e agli Ugonotti francesi e, tra il 1880 e il 1940, ai molti Ebrei in fuga dall'antisemitismo e dal Nazismo. Negli anni 1950/85 (circa) arrivarono persone originarie dell'area Caraibica, dell'Africa e dell'Asia, mentre a partire dagli anni Ottanta ci furono ondate di cittadini est europei e rifugiati Curdi. Non mancarono naturalmente immigrazioni dall'Irlanda e dalla Scozia. L'Inghilterra è composta da 9 regioni (Greater London, South East, South West, West Midlands, North West, North East, Yorkshire and the Humber, East Midlands, East of England) a loro volta suddivise, fatta salva l'area della Greater London, in 35 contee (counties) e 6 contee metropolitane (Metropolitan counties). Le 35 contee sono divise in 283 distretti non-urbani (Non-Metropolitan districts). Le 6 aree metropolitane invece, che dal 1986 non hanno più organi amministrativi e consigli di governo, sono divise in 36 distretti metropolitani (Metropolitan districts). Contando anche i 32 distretti londinesi (boroughs) e la città di Londra (City of London, che ha status a parte) si ha un totale di 353 distretti, 354 con l'Isola di Wight.

UK mappa del luogo

GALLES

La penisola del Galles, affacciata sul Mar d'Irlanda, fu anticamente abitata da popolazioni celtiche. Sottoposta alla dominazione romana (secc. I-V d.C.) e cristianizzata, ritornò alle proprie tradizioni con la partenza dei Romani. Rimasto escluso dalla conquista anglosassone dei secc. V-VII, il Galles venne in seguito invaso da popolazioni scandinave (IX sec.). Diviso in piccoli regni, subì l'espansionismo dei Normanni che riuscirono ad assicurarsi alcune marche. Unito alla Corona inglese solo nel 1284, fu completamente integrato al Regno dalla prima metà del XVI sec. Dal 1301 viene attribuito il titolo di principe di Galles all'erede al trono d'Inghilterra. Nel 1997 un referendum popolare ha sancito l'avvio di un processo di autonomia che ha portato, nel 1999, alle prime elezioni dell'Assemblea nazionale gallese. Isolato dalle montagne, il Galles ha sempre mantenuto caratteristiche particolari: proprie tradizioni e una lingua nazionale, il gallese o cimrico, idioma appartenente al gruppo celtico. La superficie del Galles è di 20.732 kmq e accoglie una popolazione di circa 3 milioni di abitanti: questi non si distribuiscono equamente sul territorio ma soprattutto nei distretti ex carboniferi del Sud e nella valle del Glamorgan. La maggior parte della popolazione è di religione cristiana metodista. Fin quasi alla fine del secolo scorso il Galles traeva la propria prosperità economica dallo sfruttamento dei giacimenti carboniferi e ferrosi che, nel XIX sec., ne avevano determinato il rapido sviluppo industriale, fondato sulla siderurgia e sulla metallurgia. A patire dalla metà degli anni Ottanta ci fu poi una ristrutturazione generalizzata che portò a una conversione dell'attività economica con l'introduzione di industrie elettroniche e chimiche e, a partire dalla fine degli anni Novanta, di call-center e centri-servizi internazionali.

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SCOZIA

È la più settentrionale delle tre regioni britanniche e comprende anche le Isole Ebridi, al largo della costa occidentale, e le Isole Orcadi, al largo di quella settentrionale. Ha una popolazione di circa 5 milioni di abitanti e una superficie territoriale di 77.925 kmq. Anticamente abitata da Pitti e Celti, chiamati Caledoni, nel I sec. d.C. fu conquistata dai Romani, che la dotarono di imponenti opere di difesa (Vallo di Adriano e Vallo di Antonino, ove vallo, vallum, significa muro fortificato). Dopo la caduta dell'Impero romano, giunsero in Scozia le popolazioni degli Scoti e degli Angli. Il Paese restò così diviso in svariati regni, mentre si diffondeva il Cristianesimo ad opera di monaci irlandesi, in particolare san Colomba (VI sec.). Al principio dell'XI sec. si raggiunse l'unificazione del Paese, mentre si accentuò la minaccia legata all'espansionismo inglese. La storia medioevale seguì un corso caratterizzato da alterne fasi di dominio inglese e successiva indipendenza scozzese, nelle quali si segnalarono i condottieri William Wallace e Robert I Bruce, divenuti eroi nazionali. Ottenuto il riconoscimento della propria indipendenza nel 1328, la Scozia fu in seguito travagliata da lotte intestine fra i membri dell'aristocrazia. Fu solo con Giacomo IV Stuart (1488-1513) che si instaurò un precario equilibrio politico. Dopo gravi conflitti religiosi e di potere, con Giacomo I si attuò l'unione dinastica delle Corone di Scozia e d'Inghilterra. L'Atto di unione (1707) sancì un'unificazione di fatto che si sarebbe rivelata molto difficile e travagliata, a causa delle differenze di cultura e tradizioni dei due Paesi. Dal 1975 la Scozia è divisa in nove regioni e in 32 aree amministrative. Caratterizzata da un accentuato particolarismo nei confronti del resto della Gran Bretagna, la Scozia, dopo un referendum del 1997, ha perseguito una crescente autonomia, concretizzatasi nel 1999 nelle elezioni di un Parlamento scozzese. La Scozia è inoltre dotata di un proprio ordinamento giuridico, che, a differenza di quello inglese, deriva dal diritto romano, e quindi risulta più simile a quello dei Paesi dell'Unione europea. Anche la Chiesa di Scozia, chiamata presbiteriana, è indipendente da quella d'Inghilterra, detta anglicana. Priva di gerarchie, fu fondata alla metà del XVI sec. sulle dottrine di John Knox, ispirandosi al Calvinismo. La Scozia è una terra poco fertile, flagellata dai venti e svantaggiata da un clima umido che non permette le coltivazioni, mentre l'asperità delle sue montagne rende difficili le comunicazioni (alla fine dell'800 risale la costruzione di una fitta rete di canali navigabili che facilitarono l'importazione delle materie prime per l'industria tessile). Solo un quarto del territorio è coltivato (principalmente a cereali e verdure), ma l'allevamento ovino ha un ruolo importante nelle meno fertili regioni del Nord e sulle isole. Ricca di brughiere, torbe e sterminate greggi, il Paese sembrò risollevarsi dalla cronica sudditanza economica all'Inghilterra grazie alla scoperta di giacimenti petroliferi nel Mare del Nord: tuttavia l'ingente costo di estrazione e le convenzioni internazionali, che attribuiscono la zona di mare al Governo britannico, riportarono ancora una volta la questione nell'orbita inglese. In ogni modo il petrolio ha in parte sopperito alla crisi economica causata dalla chiusura di miniere di carbone e di cantieri navali avvenuta alla fine degli anni Settanta. Gli anni '80 videro la grande espansione della cosiddetta Silicon Glen, tra Glasgow e Edimburgo, dove si insediarono molte grosse aziende operanti nell'informatica e nei settori tecnologici in genere. Edimburgo è il principale centro finanziario scozzese nel quale operano importanti gruppi come la Royal Bank of Scotland (la seconda banca europea), la HBOS e la Standard Life. Glasgow invece, oltre ad essere il principale porto scozzese e il principale centro del Paese per il commercio al dettaglio, è anche il quarto centro industriale del Regno Unito. Altre importanti attività scozzesi sono l'industria tessile, la chimica, la distillazione di whisky, la produzione di birra, la pesca e il turismo.

Suonatore scozzese di cornamusa con il tipico kilt

Il castello di Inverness, nella Scozia nord-orientale

Suonatore scozzese di cornamusa con il tipico kilt

Il castello di Inverness, nella Scozia nord-orientale

IRLANDA DEL NORD

L'Irlanda del Nord (Ulster), storicamente la zona più sviluppata dell'isola, fu definita come entità politica in seguito alla legge sull'Irlanda del 1920, emendata nel 1922. Tale disposizione le concedeva l'autonomia, pur all'interno del Regno Unito. Nel 1922-23 si verificarono gravi attentati terroristici a causa della guerra civile che infuriava nella vicina Repubblica d'Irlanda. I confini tra i due territori furono fissati nel 1925. Tuttavia in seguito alla nuova guerriglia, in corso dal 1969 tra protestanti unionisti, cattolici indipendentisti e repubblicani, l'autonomia venne sospesa e l'amministrazione della regione fu affidata direttamente a Londra. Nel 1995 venne proposta una riforma istituzionale che concesse alla regione più autonomia e il diritto all'autogoverno. Pur tra molte difficoltà, le trattative tra Unionisti e Repubblicani, iniziate nel 1997, si conclusero nel 1998 con un accordo di pace (detto "del Venerdì Santo") grazie al quale fu possibile procedere alla costituzione di un'assemblea regionale (Northern Ireland Assembly), la cui attività venne però sospesa nell'ottobre 2002. Questa problematica porzione di Regno Unito ha una popolazione di circa 1.700.000 abitanti e una superficie di 13.576 kmq. Capoluogo del Nord Irlanda è Belfast, che sorge vicino all'estuario del fiume Lagan e conta una popolazione urbana di circa 300.000 abitanti. Città modernissima e vivace, caratterizzata dai suoi tanti murales a sfondo politico-sociale, ospita un grande porto e vi convergono tutte le linee industriali e commerciali dell'Irlanda; le sue fabbriche di cordami e le manifatture di tabacchi sono tra le maggiori del Regno Unito. Importante anche la produzione di lino, la cantieristica navale, l'industria aeronautica e quella delle armi.

CENNI STORICI

Testimonianze dei primi insediamenti umani sono riferibili al Paleolitico e si collocano nelle attuali regioni dell'Essex e del Suffolk; a partire dal 4.000 a.C. iniziarono a svilupparsi le prime civiltà agricole cui seguirono (III millennio a.C.) le società guerriere del Wessex (Stonehenge), sopravvissute sino all'avvento di popolazioni celtiche, i Bretoni (secc. IX-VIII a.C.), che iniziarono a lavorare il ferro (V sec. a.C.) e a commerciare con Fenici e Greci. Dopo lo sbarco di Giulio Cesare nel 55-54 a.C., la conquista romana venne portata a termine dall'imperatore Claudio nel 43-48 d.C. I Romani si spinsero fino ai confini dell'attuale Scozia (Vallo di Adriano, 122-27), ma, caduto l'Impero, il territorio fu progressivamente invaso dalle popolazioni degli Angli, dei Sassoni e degli Juti che, provenienti dall'Europa centro-settentrionale, si stanziarono nella parte Sud-orientale dell'isola, scacciando i primitivi abitanti verso il Galles, la Cornovaglia e il Cumberland. Nel VII sec. il Paese venne cristianizzato, subendo successivamente una nuova invasione, quella dei Danesi (IX sec.), che occuparono la regione orientale dell'Inghilterra. Nell'XI sec. (1066) giunsero i Normanni, guidati da Guglielmo il Conquistatore, che imposero la propria egemonia sull'isola: provenienti dal Nord della Francia, essi sconfissero i Sassoni, introdussero il sistema feudale e importarono usi e costumi francesi, dando impulso alla formazione di una lingua nazionale. Con Enrico II (1154-89) iniziò la dinastia dei Plantageneti: con questo sovrano il Paese acquistò una maggiore stabilità politica, nonché il territorio della vicina Irlanda (1169-72), di cui Enrico ottenne il riconoscimento da papa Adriano IV, reprimendo tuttavia le resistenze dell'aristocrazia e delle autonomie ecclesiastiche (assassinio di Thomas Becket, 1170). Il prestigio conquistato da re Riccardo Cuor di Leone (1189-99) si sgretolò durante il Regno del successore, Giovanni Senza Terra (1199-1216), quando l'Inghilterra perse i territori francesi nella battaglia di Bouvines, combattuta contro Filippo II Augusto (1214). Nel 1215 re Giovanni concesse ai sudditi la Magna Charta che ammetteva, accanto all'autorità regia, anche quella dei baroni. Il successore di Enrico II, Enrico III (1216-72), riconobbe con l'istituzione del Parlamento di Londra (1265) i diritti dei feudatari minori e della borghesia, mentre Edoardo I (1272-1307) approvò il sistema bicamerale. Il Parlamento, esprimendo gli interessi anche della piccola nobiltà e della borghesia, permise di giungere al consolidamento di una salda Monarchia. I frequenti conflitti dinastici, le aspirazioni della Corona britannica al trono francese, la rivalità commerciale fra queste due Nazioni in territorio fiammingo, l'appoggio offerto dalla Francia alla Scozia nelle lotte contro l'Inghilterra determinarono lo scoppio della guerra dei Cent'anni (1337-1453), che culminò con la sconfitta dell'Inghilterra e la perdita dei suoi possedimenti sul continente. Le sconfitte militari sminuirono ulteriormente il prestigio della Corona inglese, che sul fronte interno dovette affrontare la peste del 1348-49, le rivolte servili del 1381 di Wat Tyler e il movimento antipapista dei Lollardi di John Wycliffe. La disputa dinastica fra i Lancaster e gli York, sviluppatasi nel periodo successivo alla guerra dei Cent'anni, sfociò nella guerra delle Due Rose (1455-85), che ebbe termine con l'ascesa al trono dei Tudor (1485). Enrico VII (1485-1509) pose fine alle contese feudali, rafforzando la Monarchia; il successore Enrico VIII (1509-47) fu invece responsabile della rottura con la Chiesa di Roma (Atto di supremazia, 1534), di cui confiscò tutti i beni e i monasteri, istituendo la Chiesa anglicana. Dopo il tentativo di restaurazione cattolica attuato da Maria I (1553-58), l'Inghilterra acquistò grandezza e prosperità con Elisabetta I (1558-1603) che portò le flotte inglesi a tessere rapporti con la Russia, le Indie orientali, l'Oriente e che sconfisse l'Invencible Armada degli Spagnoli (1588), arrivando a controllare le rotte atlantiche e le colonie del Nord America. L'unione della Corona di Scozia e di quella d'Inghilterra, con la salita al trono di Giacomo I Stuart (1603-25), significò per la Scozia la fine della propria indipendenza. L'intolleranza religiosa manifestata da Carlo I (1625-49), figlio e successore di Giacomo I, provocò lo scoppio di una rivolta in Scozia, sostenuta dalla Svezia (Covenant scozzese, 1638), mentre lo scontento aumentò anche in Inghilterra. Il re convocò allora il Parlamento (1640) che, scioltosi (Short Parliament) e ricostituitosi (Long Parliament, 1640-53), dichiarò guerra alla Monarchia (1642), sotto il comando di Oliver Cromwell, che sconfisse le forze della Corona. Nel 1649 il Parlamento condannò a morte Carlo I e istituì la Repubblica (Commonwealth), guidata dallo stesso Cromwell e trasformatasi ben presto in un regime dittatoriale. Eliminati i sostenitori monarchici e le minoranze favorevoli all'indipendenza, come i calvinisti scozzesi, Cromwell sciolse il Parlamento e si fece nominare Lord protettore (1653). Nel 1651, intanto, con il I° Atto di navigazione, venivano poste le basi del futuro sviluppo marittimo del Regno, fondato anche sull'esclusione dei Paesi terzi dal commercio tra madre patria e colonie, alle quali si aggiunse la Giamaica sottratta agli Spagnoli nel 1655. Dopo la morte di Cromwell (1658) e l'effimero Governo del figlio, la salita al trono di Carlo II nel 1660 rappresentò la restaurazione della Monarchia Stuart; il sovrano diede un nuovo impulso alla colonizzazione dell'America settentrionale e si preoccupò di intensificare i rapporti commerciali con America, Estremo Oriente e Paesi del Mediterraneo. La sconfitta contro le Province Unite (1667 e 1674) e la crisi economica indussero il sovrano a chiedere soccorso alla Francia; nel 1679 venne poi approvato l'Habeas Corpus Act, legge che garantiva l'inviolabilità personale e i diritti del cittadino. La politica assolutista attuata da Giacomo II (1685-88) e la sua aperta professione di fede cattolica si scontrarono con il Parlamento protestante; tali contrasti sfociarono nella cosiddetta Gloriosa Rivoluzione: il re fu costretto a trovare rifugio in Francia, mentre i protestanti chiamarono sul trono l'olandese Guglielmo d'Orange, genero di Giacomo II, che divenne re nel 1689 con il nome di Guglielmo III, giurando di rispettare la Dichiarazione dei diritti che imponeva precisi limiti all'autorità del sovrano e che sanciva la supremazia del Parlamento. La reazione dei partigiani della dinastia Stuart fu piuttosto tiepida, tanto che lo stesso Giacomo II, sbarcato in Irlanda, venne sconfitto in breve tempo dopo la battaglia della Boyne (1690). I dissidi religiosi e civili si placarono sotto il Regno di Anna (1702-14), durante il quale venne promulgato l'Atto di unione (1707) che unificò Scozia e Inghilterra, istituendo il Regno Unito di Gran Bretagna. Si consolidò il sistema parlamentare sotto i due schieramenti dei Tories, espressione dell'aristocrazia fondiaria e dell'imprenditoria, e dei Whigs di formazione liberale. Lo Stato intervenne nella guerra di Successione spagnola (1704), in seguito alla quale ottenne (Trattato di Utrecht del 1713) i territori di Minorca, Gibilterra e Nuova Scozia. Durante il Regno degli Hannover (Giorgio I, II e III, 1714-1821) e dei relativi primi ministri (Robert Walpole e i due William Pitt) si ampliarono i poteri del Parlamento e le rivalità coloniali con la Francia portarono alla conquista del Canada francese (Pace di Parigi, 1763) e di altre colonie. La crescente pressione fiscale provocò tuttavia l'insurrezione delle tredici colonie britanniche Nord-americane, che culminò con la proclamazione dell'indipendenza (1776) e con la Costituzione degli Stati Uniti d'America (1783). Dal 1793 il Paese entrò nella Iª coalizione, sconfiggendo Napoleone nella Battaglia di Trafalgar (1805) e a Waterloo (1815), mentre continuava l'espansione nel Mediterraneo, in Asia e in Africa. Dalla fine del XVIII sec. aveva intanto preso avvio un grandioso processo economico e sociale destinato a cambiare il volto non solo del Regno Unito, ma di tutto il mondo occidentale: ebbe luogo infatti in Inghilterra la Rivoluzione industriale, che portò la Gran Bretagna a diventare la prima potenza economica del mondo, anche grazie a una serie di nuove norme liberoscambiste (quali l'Anti-Corn Law, 1846), la riforma elettorale del 1832, la legge sulle fabbriche del 1833 e la nascita del movimento Cartista, conseguente alla Carta del popolo (1838). Il movimento Cartista avanzò una serie di rivendicazioni, di natura sia politica (suffragio universale, voto segreto, riforma delle circoscrizioni elettorali), sia sociale (salari più alti e condizioni di lavoro migliori). Dopo alcuni imponenti scioperi e manifestazioni, la forza propulsiva del movimento andò comunque esaurendosi. L'introduzione delle macchine nel ciclo produttivo mutò i metodi di lavoro e i laboratori artigianali furono sostituiti dalle fabbriche. Successivamente, i cambiamenti toccarono anche l'industria mineraria e quella metallurgica; con l'invenzione della macchina a vapore, l'uso del carbone combustibile e la sostituzione del legno dapprima con il ferro e quindi con l'acciaio, si giunse a un processo generalizzato di meccanizzazione del lavoro. La crescita demografica, l'aumento della domanda di derrate e manufatti, il miglioramento dei mezzi di trasporto, l'accumulo di capitali, l'espansione del commercio, la creazione di un vasto impero coloniale, i progressi scientifici e l'ascesa della borghesia furono i tratti caratterizzanti dell'epoca. La Rivoluzione industriale provocò d'altra parte bassi salari, malsane condizioni di lavoro per i proletari, scarsità di alloggi nelle città, precarietà dell'occupazione, sfruttamento di donne e bambini nei processi produttivi: tutto ciò generò uno scontento diffuso nella popolazione, spesso sfociato in azioni di protesta violenta. In una prima fase si trattò di agitazioni spontanee, come nel caso dei cosiddetti luddisti (che praticavano la distruzione dei macchinari); mentre in un secondo momento nacquero dei sindacati operai organizzati (Trade Unions). Sotto il lungo Regno della regina Vittoria (1837-1901) si inaugurò l'era dell'Imperialismo, contrassegnata sul piano esterno dalla massima espansione e sfruttamento dei possedimenti coloniali. In politica interna, invece, si avviarono numerose riforme sociali. Il Governo, sotto la guida di personalità della ricca borghesia come Robert Peel (1841-46), William Gladstone (1868-74) e Benjamin Disraeli (1874-80), diede un forte impulso all'imperialismo britannico, estendendo i confini dell'Impero in Asia (Ceylon, Estremo Oriente e India ), in Africa (Egitto, Kenya, Sudan, Rhodesia, Sudafrica), in America centrale (Trinidad e Tobago) e in Nuova Zelanda, tanto che nel 1876 la regina Vittoria venne proclamata imperatrice delle Indie. Proprio in quegli anni, l'industria inglese cominciò a risentire della concorrenza di Stati Uniti e Germania; nel 1906 venne inoltre fondato il Partito laburista ed elaborata la politica del welfare state (assistenza pensionistica, sussidi per la salute e la disoccupazione) sotto il Governo di David Lloyd George (1906-10). Dopo l'Intesa con la Francia (1904), divenuta Triplice Intesa con l'adesione della Russia, in Gran Bretagna nacque un forte movimento anti-germanico, determinante per lo scoppio del primo conflitto mondiale. Nel 1914 un fronte di belligeranti si componeva tra i Paesi dell'Europa centrale (Austria, Ungheria e Germania; cui si unirono, in un secondo momento, Turchia e Bulgaria), mentre dall'altra parte si ritrovavano alleati Francia, Gran Bretagna, Russia, Serbia e Belgio, cui si aggiunsero poi Italia, Portogallo, Grecia, Stati Uniti, Romania e Giappone. Nonostante la Gran Bretagna fosse uscita vittoriosa dalla guerra, ne fu comunque indebolita: ottenne i mandati sulla Palestina e la Transgiordania, oltre al controllo sulle colonie tedesche dell'Africa, ma sul fronte interno dovette fare i conti con la lotta per l'indipendenza dell'Irlanda, iniziata nel 1916 con l'insurrezione scoppiata a Dublino il lunedì di Pasqua. Dopo anni di repressione e guerra, nel 1921 Londra si piegò alla nascita del nuovo Stato libero d'Irlanda (dove ben presto scoppiò una guerra civile fra moderati e radicali); sei contee della regione Nord-occidentale (Ulster), a maggioranza protestante, rimasero però sotto il controllo britannico, con Belfast come capitale. Con la spaccatura dell'Irlanda lo Stato britannico assunse la nuova (e attuale) denominazione di Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Il periodo di crisi economica seguito alla prima guerra mondiale ravvivò le proteste operaie, la cui massima espressione fu lo sciopero generale del 1926. Il Governo conservatore dichiarò illegale lo sciopero, ma non fu comunque in grado di prendere le opportune misure per rivitalizzare l'industria inglese, superata progressivamente da quella statunitense. Furono queste le premesse per il trionfo laburista alle elezioni del 1929. Nel 1931 lo Statuto di Westminster con il Commonwealth of Nations dichiarò paritetici i rapporti tra Gran Bretagna e suoi dominions: nel 1936 venne riconosciuta l'indipendenza dell'Egitto, mentre in Sudan fu creato un Governo anglo-egiziano. Il 3 settembre del 1939, due giorni dopo l'invasione tedesca della Polonia, la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania, entrando nella seconda guerra mondiale sotto il Governo di Winston Churchill (1940-45). Anche se la Gran Bretagna fu tra i Paesi vincitori del conflitto, la guerra sottolineò il declino dell'Impero britannico, consacrando al contrario la supremazia degli Stati Uniti in campo economico, finanziario, tecnologico e militare. Nel 1945 Churchill, leader dei conservatori, fu sconfitto dal laburista Clement Attlee (1945-51) che avviò un programma di nazionalizzazioni e di riforme sociali. Tra i Paesi fondatori dell'ONU, la Gran Bretagna entrò nella NATO al momento della sua fondazione (1949), ma la crisi finanziaria del Paese aprì la via ai conservatori (1951). Questi, pur non annullando le riforme laburiste, rinnovarono l'impulso all'iniziativa privata. Nel 1947, intanto, India e Pakistan avevano conquistato l'indipendenza, pur restando nell'ambito del Commonwealth. Nel decennio successivo, la maggioranza delle colonie d'oltremare seguirono l'esempio dei due Paesi asiatici. Nel 1956 la crisi di Suez dimostrò in modo tangibile il tramonto dell'Impero, concludendosi solo quando l'ONU deliberò il ritiro delle truppe franco-inglesi che avevano occupato il canale. Nel 1964, dopo anni di governo conservatore (1951-64) le elezioni diedero la vittoria ai laburisti di Harold Wilson che dovette affrontare problemi molto delicati, fra cui la dichiarazione d'indipendenza da parte della Rhodesia del Sud (l'attuale Zimbabwe) e la rottura delle relazioni diplomatiche con nove Paesi africani. Nel 1967, dopo essersi visto rifiutare l'ingresso nel Mercato comune europeo e di fronte a una grave crisi economica e a una crescita allarmante del tasso di disoccupazione, il Governo di Londra ritirò le proprie truppe dallo Yemen del Sud e abbandonò tutte le proprie basi a Est di Suez, con l'eccezione di Hong Kong. A partire dal 1968-69 i contrasti nell'Irlanda del Nord provocarono violenti disordini fra cattolici e protestanti; Londra assunse quindi il controllo diretto dell'Ulster, con l'invio stabile di truppe nel tentativo di ristabilire l'ordine. Nell'agosto del 1971 il primo ministro nordirlandese Brian Faulkner riaprì i campi di internamento e ristabilì la prassi delle retate per gli individui sospetti. I moti di protesta generati da questi provvedimenti furono stroncati da un tragico bilancio di sangue: il 30 gennaio del 1972, nella città di Londonderry (Derry per i repubblicani), le truppe inglesi aprirono il fuoco sui partecipanti a una manifestazione indetta dai cattolici per protestare contro le misure repressive varate dal Governo nordirlandese: tredici furono le persone uccise e decine quelle ferite. L'Esercito repubblicano irlandese (IRA) rispose a questa strage con una serie di sanguinosi attentati. Intanto, nel 1970, il Governo inglese aveva continuato la sua opera di riassestamento economico svalutando la sterlina e portando la Gran Bretagna a far parte della CEE (gennaio 1973). Il Governo conservatore di Edward Heath dovette affrontare tre grandi scioperi indetti in aziende statali con un ruolo chiave nell'economia inglese (porti, miniere di carbone, trasporti ferroviari). Nel 1974 Heath si dimise, mentre i laburisti si apprestavano a vincere le imminenti elezioni. L'entrata nella Comunità europea coincise con l'inizio di una crisi economica (1974-78) che si aggravò negli anni seguenti, portando alla nuova vittoria elettorale dei conservatori (1979) e alla nomina di Margaret Thatcher alla guida del Governo. Il nuovo primo ministro avviò una severa politica di risanamento economico, smantellando lo stato sociale fondato sulle riforme laburiste e sostenendo a livello internazionale una politica di estrema fermezza nella vittoriosa guerra delle Falkland, combattuta contro l'Argentina (1982), nonché nella questione irlandese.

Nell'ottobre del 1983 il Governo di Londra ritirò le proprie truppe dal Belize; l'anno seguente, sulla base di un accordo firmato ai tempi della prima guerra dell'oppio (1842), la Gran Bretagna cedette alla Cina la sovranità su Hong Kong, che sarebbe ritornata a far parte dello Stato asiatico dal dicembre del 1997. Durante il Governo della signora Thatcher il sindacalismo visse un momento di indebolimento, determinato da una diminuzione degli iscritti nelle industrie tradizionali, ormai in declino. Nonostante le polemiche e le asprezze del suo programma, la Thatcher fu riconfermata nelle elezioni del 1983 e del 1987; i Governi Thatcher ridussero la spesa pubblica e avviarono una drastica privatizzazione delle aziende pubbliche, procedendo inoltre alla chiusura degli impianti siderurgici obsoleti e delle miniere non più redditizie. Nel 1989, dopo anni positivi, la situazione economica iniziò di nuovo a peggiorare, anche per l'introduzione di una legge locale (la poll tax, un'imposta che avrebbero dovuto pagare tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali, indipendentemente dall'entità dei propri redditi) che scatenò l'opposizione popolare. Nel novembre del 1990 Margaret Thatcher, dopo aver lasciato la guida del Partito conservatore, venne posta in minoranza all'interno del proprio schieramento e sostituita da John Major, riconfermato nella carica nelle elezioni dell'aprile 1992. Dopo il voto negativo della Camera dei Comuni nel 1992, il Governo ottenne l'approvazione parlamentare al Trattato di Maastricht nel luglio 1993, mentre dal 1994 fu avviato un processo di distensione in Irlanda del Nord, che consentì l'apertura di trattative tra il Governo di Londra e i nazionalisti dell'Ulster. Nel 1995 Major annunciò la sostituzione della poll tax, promovendo l'adozione di misure previdenziali, anche se continuò la strada tracciata dalla Thatcher. Il Governo riuscì a diminuire l'inflazione (dal 10% del 1990 al 3,8% del 1991) e a far calare i tassi d'interesse (dal 15% al 9,5%), tuttavia l'attività economica subì una battuta d'arresto, con una diminuzione nella produzione industriale, la crisi delle piccole imprese e con l'aumento del tasso di disoccupazione. La situazione economica del 1995 non produsse un aumento di popolarità per il Governo di Major. I laburisti intanto, guidati da Tony Blair dal luglio dell'anno precedente, continuavano nel loro processo interno di «modernizzazione», eliminando altresì dalle basi teoriche dello storico partito dei lavoratori l'intento di procedere verso la «proprietà collettiva dei mezzi di produzione, distribuzione e scambio». Le successive vittorie in elezioni locali ottenute nel corso del 1996 rappresentarono la premessa per il trionfo riportato a livello nazionale alle elezioni del maggio del 1997, a seguito delle quali Blair divenne primo ministro. Sotto il suo Governo si compì un passo decisivo nella risoluzione della questione nordirlandese: con l'impegno decisivo dei Governi inglese e irlandese, e con la mediazione statunitense, si giunse nel 1998 ai cosiddetti Accordi di Pasqua, che sancirono l'autodeterminazione dell'Irlanda del Nord, pur sotto la sovranità del Regno Unito. Secondo quanto previsto dagli accordi, l'Irlanda del Nord si sarebbe dotata di una propria assemblea legislativa eletta direttamente dal popolo, allo stesso modo del Galles e della Scozia. Contemporaneamente, un referendum indetto nella Repubblica d'Irlanda mise termine, con il favore del 95% dei votanti, alle rivendicazioni territoriali avanzate da questo Paese sul Nord dell'isola, lasciando inoltre la possibilità agli abitanti dell'Ulster di decidere in merito al futuro della provincia. Il 2 dicembre 1999 si insediò così a Belfast il primo Governo autonomo misto composto da cinque ministri cattolici e altrettanti ministri protestanti. Per quanto riguarda la Gran Bretagna nel suo complesso, nonostante la crescita economica e il contenimento della disoccupazione al di sotto della media europea, il Governo laburista rinviò a data da destinarsi l'adesione del Paese all'Unione economica e monetaria europea, da approvarsi con referendum popolare (ancora nel 2006 la moneta ufficiale del Regno Unito era la sterlina e non l'euro). Nei primi mesi del 2001, anno delle elezioni, non poche difficoltà minacciarono la sicurezza di Blair. Dopo l'encefalopatia spongiforme bovina (Bse, malattia della "mucca pazza"), in Gran Bretagna arrivava l'afta epizootica: le due emergenze misero in discussione l'industrializzazione del settore agricolo, oltre a mettere in ginocchio l'agricoltura britannica e il settore zootecnico. Vennero abbattuti migliaia di capi di bestiame in tutto il Paese per impedire la diffusione dell'epidemia. Per lo stesso motivo furono sospese le corse dei cavalli, l'esercito venne mobilitato per organizzare l'eliminazione dei capi, i trasporti di animali vennero bloccati e le persone venute a contatto con potenziali focolai di afta furono sottoposte a disinfezione. Le zone colpite subirono pesanti conseguenze economiche, sia per l'impatto diretto sulla produzione, sia per quello indiretto sul turismo. In febbraio poi un grave incidente ferroviario nel Nord dell'Inghilterra riportava al centro del dibattito la questione delle ferrovie britanniche, la privatizzazione delle quali aveva portato con sé un netto peggioramento degli standard di sicurezza e la moltiplicazione dei disastri ferroviari. Di fronte a tutti questi problemi, e soprattutto all'aggravarsi della crisi dell'afta e alle polemiche che questa aveva suscitato - le associazioni dei consumatori avevano puntato il dito contro le sovvenzioni date dal Governo a quegli agricoltori che avevano convertito i loro campi a coltivazioni geneticamente modificate, invece di investire in un'agricoltura e in allevamenti più sicuri -, Blair decideva, dopo molte incertezze, il rinvio di un mese delle elezioni, spostate al 7 giugno. Nel loro nuovo manifesto elettorale, i laburisti ripresero molti degli impegni assunti quattro anni prima - maggiori investimenti nella sanità e nella scuola, aumento del numero dei poliziotti per garantire maggior sicurezza e miglioramento del sistema dei trasporti - facendo proprie alcune tematiche conservatrici. Da parte loro i conservatori, anziché presentare un programma convincente, si limitarono ad attaccare il Governo su questioni quali economia, ordine pubblico, immigrazione. Le consultazioni terminarono con la vittoria di Blair che, pur perdendo alcuni seggi rispetto alle elezioni del 1997, riuscì a conservare la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni (413 seggi su 646). I conservatori di William Hague (166 seggi) subirono la seconda pesante sconfitta consecutiva e Hague decise di dimettersi. Dato rilevante delle consultazioni fu anche la bassa affluenza alle urne: 60% degli aventi diritto (la più bassa dal 1918), con la maggior parte degli astenuti di marca laburista. Per i partiti politici nordirlandesi, lo Sinn Féin divenne a Westminster il primo partito nazionalista, superando il moderato Socialdemocratic and Labour Party (Sdlp), mentre Gerry Adams, leader dello Sinn Féin, venne rieletto con una maggioranza schiacciante a West Belfast insieme a Martin McGuinness. Sconfitta invece per l'Ulster Unionist Party di David Trimble, primo ministro dell'Assemblea per l'Irlanda del Nord, che perse voti a favore del Democratic Unionist Party dell'intransigente reverendo Jan Paisley, contrario all'accordo di pace. Sul piano delle relazioni internazionali, Blair mantenne e rafforzò il ruolo di stretto collaboratore degli USA, nonostante il cambio al vertice della Casa Bianca. Ciò apparve chiaro non solo in occasione di nuovi raid contro l'Iraq (16 febbraio, aspramente criticati dalla sinistra laburista), ma soprattutto dopo l'attacco terroristico alle Twin Towers di New York (11 settembre 2001) e la decisione comune di invadere l'Afghanistan. Non poche polemiche, inoltre, suscitò la nuova legge antiterrorismo presentata dal neo ministro degli Interni David Blunkett, nell'ambito del rafforzamento delle misure di sicurezza messo in atto per scongiurare nuovi attentati. Nel 2002 si tennero le elezioni amministrative locali che videro la vittoria dei laburisti, che comunque persero molti favori, e l'importante risultato dell'estrema destra rappresentata dal British National Party, che ottenne la più alta percentuale dei consensi dalla fine degli anni Settanta. Durante l'anno si rafforzarono i rapporti con gli Stati Uniti specie nei confronti dell'Iraq, accusato di detenere armi di distruzione di massa. Questa alleanza divenne di tipo bellico nel marzo 2003, quando venne deciso, dopo il netto rifiuto da parte di Saddam Hussein di lasciare il potere, di dare inizio alla campagna militare congiunta denominata Shock and awe ("scuoti e sgomenta", tradotta in italiano con la quasi equivalente espressione "colpisci e terrorizza"). Il 20 marzo venne così bombardata la città di Baghdad. La politica estera di Blair scatenò una serie di reazioni negative all'interno del suo partito che si tradussero in dimissioni eccellenti, tra cui quella di Robin Cook, ministro delle Relazioni con il Parlamento. Le truppe britanniche operarono prevalentemente nel Sud dell'Iraq e il 4 aprile portarono a compimento, dopo diversi giorni d'assedio e di aspra battaglia, la presa di Bassora, seconda città del Paese. Nel maggio 2003 ci fu la fine ufficiale delle ostilità: non per questo cessarono le polemiche riguardanti la partecipazione britannica e soprattutto la reale opportunità del conflitto. In agosto venne trovato morto lo scienziato David Kelly, consigliere militare governativo, implicato in una questione riguardante una serie di rivelazioni televisive nelle quali veniva messa in dubbio la validità del rapporto contenente le prove che Saddam fosse in possesso di armi di distruzione di massa. Nonostante la sua morte fosse da imputare a suicidio, essa diede adito a maggiori perplessità della popolazione nei riguardi dell'operato del suo primo ministro, la cui popolarità andò via via scemando. Alla fine di novembre, in Irlanda del Nord si tennero le elezioni per il rinnovo dell'Assemblea nazionale sospesa da 13 mesi. Il risultato delle urne premiò i partiti più radicali dei due schieramenti protestante e cattolico, nelle figure, rispettivamente, del Partito democratico unionista (DUP), guidato dal reverendo Ian Paisley, e dello Sinn Féin di Gerry Adams. Nel marzo 2005 il Governo Blair varò la nuova legge antiterrorismo, comprendente provvedimenti più duri e rapidi per i cittadini sospettati di terrorismo. In campo economico il premier raggiunse ottimi risultati - riduzione della disoccupazione, della povertà e investimenti nei servizi pubblici - e ciò gli permise di ottenere un ulteriore vittoria laburista (la prima "tripletta" nella storia del partito) in occasione delle elezioni legislative del 5 maggio 2005. Nonostante la vittoria, il premier, fortemente criticato per l'intervento in Iraq e per la politica interna (politica sull'immigrazione, riforma costituzionale, processo di pace in Irlanda del Nord, lotta contro il crimine e il terrorismo) vide una perdita di voti per il suo partito pari a meno 66 seggi in Parlamento rispetto alle elezioni del 2001: contemporaneamente, Tories e liberaldemocratici guadagnarono spazio sulla scena politica. I risultati nell'Ulster, inoltre, decretarono l'ulteriore sconfitta dell'UUP (e il conseguente ritiro dalla politica del suo leader David Trimble, già premio nobel per la pace nel 1998) e registrarono una nuova, costante avanzata del DUP, dello Sinn Féin, dei socialdemocratici e dei laburisti. Il 1° luglio 2005 il Regno Unito assunse la presidenza dell'Unione europea. Il 7 luglio Londra fu sconvolta da quattro attentati terroristici, rivendicati dalle brigate Abu Hafs al Masri, un gruppo legato ad Al Qaeda. Le esplosioni provocarono oltre 50 vittime accertate e centinaia di feriti. A due settimane di distanza (21 luglio), alcune deflagrazioni di minori entità riacutizzarono la tensione nella capitale britannica, facendo tornare l'incubo terrorismo.

Uno dei luoghi degli attentati terroristici che hanno colpito Londra il 7 luglio 2005

Uno dei luoghi degli attentati terroristici che hanno colpito Londra il 7 luglio 2005

La paura si ripresentò in dicembre quando un deposito di carburante a Buncefield, alle porte di Londra, venne devastato da tre forti esplosioni che provocarono il ferimento di 43 persone: dopo accurate indagini venne però avvalorata l'ipotesi dell'incidente. Agli inizi del mese, intanto, era stato approvato il Civil Partnership Act, il provvedimento di legge che introduceva i matrimoni omosessuali. A fine mese un altro provvedimento legislativo, valido per l'Inghilterra e il Galles, permise le adozioni per le coppie gay e di fatto. Nel febbraio 2006 il Parlamento approvò due leggi fortemente volute dal premier nell'ambito delle strategie di lotta al terrorismo: la reintroduzione della carta d'identità, documento abolito nel 1952, e l'introduzione del reato di "esaltazione di terrorismo". Agli inizi di settembre Blair annunciò di voler lasciare a breve la leadership del partito laburista e, nell'arco di un anno, la guida del Governo.

Un primo piano di Tony Blair

Un primo piano di Tony Blair

LA DEMOCRAZIA IN GRAN BRETAGNA

Le radici del sistema democratico britannico, tra i più antichi e consolidati d'Europa, affondano in un passato piuttosto remoto. Possiamo infatti affermare che l'attuale sistema democratico-parlamentare nacque con la concessione da parte di re Giovanni Senza Terra della Magna Charta Libertatum (grande carta delle libertà, 1215). La Magna Charta, primo esempio di Costituzione scritta, limitava i poteri del sovrano nei confronti dei signori feudali e della Chiesa, istituendo, sia pure in embrione, il Parlamento. Nei secoli seguenti la democrazia continuò lentamente a svilupparsi e il potere del Parlamento si consolidò in maniera particolare dal XVII sec. quando due successive rivoluzioni ne fecero l'organo effettivo di Governo. In questo secolo si vennero anche a formare i raggruppamenti destinati col tempo a originare i partiti politici. Infatti, in una fase di contrasti tra il re e il Parlamento, si delinearono chiaramente due fazioni; da una parte i sostenitori del Parlamento (Whigs), dall'altra coloro che chiedevano la conservazione dell'assolutismo monarchico (Tories). Nel corso del XIX sec. i termini di Whigs e Tories assunsero un diverso significato, passando a designare, nel primo caso, i liberali, nel secondo i conservatori. Alla fine dell'Ottocento si formò tuttavia un nuovo schieramento politico in rappresentanza dei sindacati dei lavoratori, il Partito laburista (Labour Party). Fu così che in Parlamento, col declino del Partito liberale, si formò la nuova contrapposizione bipolare fra conservatori e laburisti. I due partiti si alternano infatti al Governo sulla base della rappresentanza ottenuta in Parlamento. Il partito che consegue la maggioranza dei seggi forma il Governo (il cui primo ministro viene formalmente designato dalla Corona britannica), mentre l'altro passa all'opposizione, assumendo una funzione di critica e di stimolo, riconosciuta e tutelata per legge.

L'ARTE NEL REGNO UNITO

Gli inizi

Molti i monumenti preistorici presenti in Inghilterra. Quelli più importanti si trovano nelle regioni Sud-occidentali, ove si distingue il grandioso e affascinante circolo di pietre di Stonehenge (III-II millennio a.C.), riferibile al tardo Neolitico. Significativi anche i reperti risalenti all'età del Bronzo (1800-550 a.C.) e del Ferro (550-43 a.C.): tra questi ricordiamo la tipologia di tombe circolari "barrow" e i castelli circolari, il più importante dei quali è il Maiden Castle nel Dorset.

Dopo l'arrivo dei Romani

All'epoca dell'assoggettamento all'Impero romano, e nel periodo immediatamente successivo, anche l'arte denunciò una mescolanza celtico-romana negli esempi rimasti di raffinati argenti, vetri e capolavori scultorei. La testimonianza più visibile della presenza di Roma sull'isola è rappresentata dal poderoso Vallo di Adriano (122-135 d.C.), lungo 117 km, alto 4,5 m e difeso da fortini, eretto tra la Britannia e la Caledonia, un confine particolarmente inquieto. L'architettura romana ebbe modo di esprimersi anche in eleganti edifici religiosi e civili e nelle numerose ville patrizie sparse sul territorio. La stessa Londra prosperò in questo periodo, ma sono molto scarse le testimonianze monumentali della Londinium romana, a parte il tempio del dio Mitra, trovato in Queen Victoria Street, e i ruderi delle mura circondariali poste nei pressi della Trinity House. Sant'Agostino di Canterbury (VI-VII secolo) portò sull'isola la nuova religione cristiana. Iniziò allora con i Sassoni una splendida stagione artistica a partire dai monasteri - grandi centri di cultura - che nell'VIII secolo produssero preziosi testi miniati, tra cui il celebre Lindisfarne Gospel Book. La produzione artistica registrò una battuta d'arresto nel IX secolo, dopo l'invasione dei Danesi. Solo con Alfredo il Grande ci fu una ripresa dell'interesse per le arti. In quell'epoca si sviluppò il nucleo abitativo che sarebbe diventato caratteristico della cultura e della società anglosassoni, ovvero il "village", composto dai "cottage" dei contadini, dal "manor" (o "manor house") del feudatario e dalla chiesa.

L'arrivo dei Normanni

All'arrivo dei Normanni (1066), provenienti da Normandia e Bretagna, le grandi chiese anglosassoni di impronta celtico-romana e carolingia vennero distrutte e successivamente ricostruite in uno stile proprio, denominato normanno, direttamente derivato dal romanico continentale in quel periodo in voga in Europa. Esempi di questo stile si possono trovare nella ricostruzione dell'abbazia di Westminster, nella costruzione della cappella di St. John all'interno della Torre di Londra e nell'edificazione delle imponenti cattedrali di Durham, Winchester e Ely. Molto elevate, dalla pianta complessa e dall'aspetto imponente caratterizzato da forme squadrate e massicce, le edificazioni romanico-normanne sono generalmente prive di sculture e presentano scarse decorazioni. Con il XII secolo e il regno di Enrico I lo stile cambiò, facendosi più slanciato e ornato, ingentilito da decorazioni geometriche. All'epoca vennero edificati anche poderosi castelli in pietra con funzione di fortezza e al tempo stesso di residenza per il Lord normanno, il signore feudale incaricato del controllo del territorio. Contemporaneamente si svilupparono importanti scuole di miniatura, dalle quali uscirono sontuosi codici come i quattro volumi della celebre Bibbia della cattedrale di Winchester.

Il gotico: variazioni sul tema

Nella seconda metà del XII secolo, dal Nord della Francia arrivò l'arte gotica, destinata a conoscere in Inghilterra sviluppi importanti e duraturi e a protrarsi, con opportune varianti, fino ai primi decenni del XVII secolo. La prima costruzione pienamente gotica è da considerarsi il coro della cattedrale di Canterbury, iniziato dal francese Guillaume de Sens nel 1175. Tre furono le fasi del gotico inglese: il gotico primitivo (Early English, 1175-1280), il gotico ornato (Decorated, 1280-1380) e il gotico perpendicolare (Perpendicular, 1380-1500), che avrebbe avuto successive evoluzioni fino alle epoche Tudor, elisabettiana e giacobiana (1600-1620). Il gotico primitivo, semplice e puro, caratterizzato da elementi decorativi delicati, trovò modo di esprimersi nelle cattedrali di Salisbury e di Lincoln, nella parte del coro di Temple Church a Londra e nella cattedrale di Wells. Il gotico ornato, ricco di elementi decorativi, soprattutto di carattere naturalistico, con archi fortemente acuti, nervature nei pilastri e nelle volte che determinano sottili effetti chiaroscurali, sculture minuziose e volte a ventaglio ("fan vault") spicca nelle cattedrali di Gloucester (navata centrale) ed Exeter. Il gotico perpendicolare, severo e pur ricco di complicati intrecci nei costoloni delle volte a ventaglio, ha invece sviluppo slanciato verso l'alto: tra gli esempi più spettacolari ricordiamo i chiostri di Gloucester e le cappelle del King's College a Cambridge e di St. George a Windsor, oltre, già agli inizi del Quattrocento, alle navate delle cattedrali di Canterbury e di Winchester. In quegli anni anche i castelli addolcirono il loro carattere militare, mentre le sculture risentirono di un forte influsso francese e la pittura si caricò dei modi e delle forme tipiche del gotico internazionale.

Le epoche Tudor e Stuart

Con i regnanti della famiglia Tudor (1485-1603), nell'epoca della Riforma e della soppressione dei monasteri, emerse in Inghilterra una classe di nuovi possidenti per i quali vennero ideate le "country houses", imponenti residenze squadrate, cinte da giardini e con serie di finestre che formavano un vasto reticolato rettangolare. Nella fase elisabettiana si avvertirono le prime influenze italiane, che si ritrovano negli esempi dati da Burghley House (1560), nel Northamptonshire, che risentiva anche del classicismo francese, e da Longleat House (1580), nei pressi di Bath, di influenza rinascimentale italiana. In pittura la figura più importante fu quella di Hans Holbein il Giovane, pittore e incisore tedesco che lavorò per oltre un decennio alla corte di Enrico VII come celebrato ritrattista. Con Carlo I la Corte si arricchì della presenza del fiammingo Van Dyck, mentre la capitale di quella di Rubens, autore dei pannelli per il soffitto della Banqueting House, edificata nel 1619 da Inigo Jones e divenuta esempio di stile classicista successivamente definito "palladianesimo", che avrebbe trovato ulteriore sviluppo nel secolo successivo. Dopo il grande incendio che nel 1666 devastò Londra, della maggior parte della ricostruzione si occupò Christopher Wren, architetto che sarebbe divenuto famoso per la sua abilità nel fondere classicismo e novità barocche, dando luogo a uno stile composito con esiti particolarmente felici nella cattedrale di St. Paul e nell'ospedale di Greenwich, oggi Royal Naval College.

L'età georgiana

Giorgio I di Hannover fu il primo di una serie di sovrani per i quali importantissime erano le arti, che decisero di accogliere ampiamente a corte. Fu un'epoca di grande reazione al barocco e di un'affermazione notevole di un gusto molto raffinato per i giardini paesaggistici asimmetrici. Nel periodo georgiano (1711-1830) si susseguirono tre stili: il palladiano, il neoclassico e infine il Regency. Il palladianesimo, caratterizzato da grazia e lineare pulizia, a imitazione dell'architettura del Palladio, venne espresso da esponenti importanti quali Lord Burlington, Colin Campbell e William Kent, i quali, fino alla seconda metà del secolo, avrebbero influenzato tutta l'architettura britannica, dalle ville di campagna agli edifici urbani. Nel 1760 due nuovi architetti fecero capolino sulla scena inglese, Sir William Chambers e lo scozzese Robert Adam, quest'ultimo destinato a diventare un innovatore, con i suoi lavori che operavano un connubio tra neoclassico e rococò e che furono basilari per la riorganizzazione urbanistica di una città come Edimburgo. Nel Settecento grandi artisti si dimostrarono anche i mobilieri inglesi, tra i quali ricordiamo, oltre allo stesso Adam, Thomas Chippendale, Happlewhite e Sheraton. In perfetto stile Regency, che nacque con gli architetti John Nash e John Soane e che prende nome dalla reggenza (1811-20) di Giorgio, principe del Galles, futuro Giorgio IV, furono risistemate le città di Bath e di Buxton, dove ancora oggi sono presenti i primi esempi di "terraces", costruzioni standardizzate di case a schiera estremamente raffinate, anche nella loro versione a mezzaluna o "crescents" (a Bath è la famosa Royal Crescent). Particolare e imponente fu l'architettura eclettica di Nash, che eresse a Brighton lo stravagante Royal Pavillion e a Londra progettò Trafalgar Square, nonché iniziò la costruzione di Buckingham Palace e stese la prima pianificazione urbanistica della città che vide un'arteria privilegiata in Regent Street. In epoca georgiana toccò il suo apice l'arte inglese del giardinaggio: la creazione del giardino paesaggistico diventò un'importante occupazione dell'aristocrazia. Caratterizzata da asimmetrie, che comprendevano prati ondulati, gruppi d'alberi e laghetti, ebbe i suoi maestri in personaggi quali William Kent e Lancelot "Capability" Brown. In questo periodo un grande fascino venne esercitato dall'Italia, per il collezionismo dei primitivi italiani, e molti artisti veneti andarono in Inghilterra, dove esercitarono una profonda influenza, il più importante dei quali fu il Canaletto, determinante per la nascente scuola paesaggistica inglese. Il gusto per il collezionismo diede impulso al mercato dell'arte con l'apertura delle case d'asta Sotheby's (1744) e Christie's (1766). La pittura trovò alcuni tra i massimi esponenti dell'arte inglese, dal corrosivo William Hogarth, ritrattista arguto e capace, a Joshua Reynolds, fondatore nel 1768 della Royal Academy, al ritrattista e paesaggista Thomas Gainsborough, all'animalista George Stubbs, ai prolifici ed eclettici John Constable e William Turner, anche raffinati pittori ad acquerello. Tra i pittori specificamente romantici ricordiamo il ritrattista Thomas Lawrence, lo svizzero inglesizzato Füssli e il visionario William Blake, illustratore della Bibbia e della Divina Commedia.

L'arte vittoriana

Durante il regno della regina Vittoria (1837-1901) l'architettura abbandonò il palladianesimo e si volse all'indietro per un ritorno sia al classico di ispirazione greco-romana sia al gotico, quest'ultimo teorizzato dal critico John Ruskin. Solo alla fine del secolo XIX ricomparve uno stile finalmente libero dall'imitazione di forme architettoniche storiche. Anche l'arte del "gardening" subì un'importante variazione, riscoprendo il gusto per il disegno all'italiana, con l'uso sapiente dei fiori e delle gradazioni cromatiche. La pittura, inizialmente concentrata sull'acquarello, conobbe, intorno alla metà del secolo, una nuova, innovatrice stagione con il gruppo dei preraffaelliti che, contrari all'accademismo e al convenzionalismo vittoriano, recuperarono l'arte primitiva italiana caricandola di significati e di sfumature proprie. Tra i maggiori rappresentanti del movimento ricordiamo, oltre al capostipite Dante Gabriele Rossetti, Holman Hunt, John Everett Millais, Edward Burne-Jones e Ford Madox Brown. Le nuove scoperte scientifiche favorirono anche in Inghilterra la nascita della fotografia con Fox Talbot, autore di affascinanti immagini di paesaggi e di nature morte, mentre emerse per il ritratto fotografico la sensibilità di Julia Margaret Cameron. Le arti decorative subirono il forte impulso innovatore del movimento Arts and Crafts fondato da William Morris, che riaffermò l'importanza dell'artigianato in opposizione alla banale produzione seriale offerta dall'industria.

Il Novecento e gli albori del nuovo Millennio

Dal punto di vista architettonico gli inizi del XX secolo furono caratterizzati dall'affermazione del Modern Style di cui fu esponente di spicco lo scozzese Charles Rennie Mackintosh (Art School di Glasgow). Furono anche gli anni dell'eclettico Aston Webb, autore a Londra della facciata est di Buckingham Palace e di quella su Cromwell Road del Victoria and Albert Museum. Subito successive le affermazioni di Owen Williams (autore della sede del Daily Express, del 1931) e dell'architettura funzionale di Gilbert Giles Scott (la Battersea Power Station e il Waterloo Bridge). Alla metà degli anni Trenta in Gran Bretagna arrivarono grandi architetti europei in fuga dal nazismo, tra cui Gropius, Maxwell Fry, Holden e Lubetkin, soprattutto noto per i lavori allo zoo di Londra. Dopo un intervallo dettato dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, tra il 1945 e il 1960 vi fu un forte incremento dell'edilizia civile le cui realizzazioni risentirono molto dei dettami di architetti quali Le Corbuisier, Mies van der Rohe e Wright: vennero ricostruite città come Coventry e Birmingham e sorsero centri autonomi coordinati, le "New Towns". Se alla fine degli anni Cinquanta si sviluppò la corrente di forte rottura con il razionalismo chiamata "brutalismo", rappresentata da Stirling e Smithsons, in anni più recenti l'architettura si sarebbe dedicata a progetti di riqualificazione di città in crisi, come Glasgow, Liverpool, Leeds e Cardiff, e a una risistemazione in chiave post-moderna della capitale, rimessa a nuovo in occasione del passaggio di millennio. Dal punto di vista pittorico, l'unico movimento d'avanguardia del primo Novecento fu il vorticismo, sorto tra il 1914 e il 1915, introdotto dal pittore Wyndham Lewis sulla scorta del futurismo italiano. Dagli anni Trenta in poi tanti artisti - dagli scultori Henry Moore, Barbara Hepworth e Reg Butler, ai pittori astrattisti Ben Nicholson e Victor Pasmore a quelli di tendenza naturalistica, o romantica o simbolica come Graham Sutherland, John Piper e Lucian Freud - fecero rifiorire l'arte britannica. L'irlandese trasferitosi a Londra Francis Bacon, violentemente espressionistico, emerse come il più grande pittore britannico del secolo, mentre Richard Hamilton lanciò la Pop Art già nel 1957. Straordinariamente ricco, il panorama dell'arte contemporanea britannica vide affermarsi la corrente della Body Art, avviata dal duo Gilbert & George, la parentesi concettuale del gruppo Art & Language e ancora esperienze di grande interesse come quelle degli scultori Tony Cragg e Ann Whiteread e quelle, sconcertanti, di Damien Hirst, che raggiunse la notorietà grazie alle sue installazioni composte da cadaveri di animali sotto formaldeide. Tra le nuove installazioni museali dedicate all'arte contemporanea, sorte negli ultimi anni in tutto il Regno Unito, ricordiamo le londinesi Tate Modern, nei locali di una vecchia centrale termoelettrica sul South Bank, e Saatchi Art Gallery, nei pressi del Westminster Bridge, sostenuta dall'omonima agenzia pubblicitaria; le nuove Tate Gallery nei docks di Liverpool e a St. Ives, in Cornovaglia; l'Henry Moore Institute, centro internazionale per lo studio della scultura, con sede a Leeds; la Gas Hall di Birmingham, trasformata in galleria per esposizioni d'arte; il Baltic Centre for Contemporary Art di Newcastle, una sorta di grande casa aperta a tutti i giovani artisti.

LA CAPITALE

Londra

(7.387.900 ab.). Capitale del Regno Unito e capoluogo dell'Inghilterra (130.281 kmq; 49.855.700 ab.), Londra è una delle maggiori metropoli mondiali, nonché la terza piazza borsistica al mondo dopo New York e Tokyo; il suo agglomerato urbano è costituito da due nuclei concentrici: la City of London e i 32 distretti urbani che insieme formano la contea della Grande Londra (per una seperficie totale di 1.572 kmq).

Uno sguardo d'insieme

Posta lungo il Tamigi, a circa 60 km dallo sbocco del fiume nel Mare del Nord, la città si sviluppò grazie alle attività mercantili. Fondata nel 43 d.C., in seguito alla conquista romana di Claudio, fu successivamente invasa dai Normanni (1066). Già nell'XI sec. assunse una fisionomia urbanistica di rilievo, in virtù delle grandi opere di edilizia militare e religiosa. Il ritmo prodigioso di accrescimento economico e demografico conosciuto nel 1500 e nella prima metà del Seicento fu improvvisamente frenato dall'epidemia di peste del 1665 e dal grande incendio del 1666. Nel XIX sec. la città ebbe la massima espansione urbanistica, commerciale e industriale, inglobando anche i villaggi limitrofi che ne diventarono i sobborghi. Nel 1836 fu aperta la prima stazione ferroviaria e nel 1863 il primo tratto di metropolitana. La City, intanto, andava sempre più svuotandosi di residenti assumendo il carattere di centro delle attività impiegatizie e finanziarie, mentre la popolazione si decentrava nei comuni limitrofi. Il Tamigi divide Londra in due parti, ma lo sviluppo si è concentrato in particolare sulla riva sinistra; il centro urbano della capitale è ripartibile in tre grandi zone ben caratterizzate: la City, nucleo storico, ove sorse la Londinium dei Romani, oggi rappresentante il centro degli affari (attività bancarie, finanziarie, assicurative e uffici di società industriali e commerciali); la zona di Westminster e Whitehall, nucleo politico, amministrativo e religioso; e il West End con i quartieri commerciali e dei divertimenti. Nella City si trovano Lombard Street, la via dei banchieri, la Banca d'Inghilterra, la vecchia borsa (Royal Exchange) e la residenza del sindaco (Mansion House). A Westminster si eleva la celeberrima abbazia omonima, luogo di incoronazione e sepoltura dei reali inglesi, all'interno della quale si trovano le lapidi dei maggiori personaggi della vita culturale britannica. Emblema di Westminster è il vasto Palazzo del Parlamento con il famoso Big Ben (o Torre dell'orologio); nelle vicinanze sorgono il Palazzo reale attuale (Buckingham Palace) e quello antico, tuttora ufficiale residenza dei reali britannici (St. James's Palace). Tra i due edifici si estende il parco di St. James che, insieme ad altre aree verdi della città (Kensington Gardens, Hyde Park, Regent's Park), costituisce uno dei polmoni della grande metropoli. Altri punti di interesse sono Fleet Street, l'arteria della stampa e dell'editoria, il tribunale e il quartiere dove si concentrano gli studi degli avvocati. La Torre di Londra, antica prigione e ora sede del Tesoro della Corona, sovrasta il Bacino di Londra, su cui si eleva il Tower Bridge, ponte levatoio del 1894. La zona commerciale si snoda lungo le arterie di Oxford Street, Regent Street e Knightsbridge. Completano il quadro di Londra i quartieri dell'East End e della zona meridionale, abitati da molti immigrati e profughi. Escluso il cuore finaziario della City, l'attività economica di Londra è basata sull'industria dell'accoglienza (alberghi, ristoranti, negozi, locali alla moda) e sui traffici portuali, con questi ultimi che soddisfano le esigenze non solo dell'agglomerato urbano, ma anche di buona parte del territorio nazionale. Inoltre, attraverso il porto passa circa la metà delle esportazioni effettuate dal Paese. Collegate al grande scalo di Londra sono numerose attività collaterali come le industrie di trasformazione e lavorazione dei prodotti importati nonché cantieri e officine per la manutenzione navale. In questa zona sorgono anche centrali termoelettriche, cementifici, fabbriche di materiale edilizio e di veicoli. Infine Londra offre un ampio mercato artigianale del cuoio, dell'abbigliamento, del legno e del mobile. Nell'ambito dei preparativi per i festeggiamenti del nuovo millennio, la fisionomia della città si è arricchita di edifici e di costruzioni di nuova concezione, riportando Londra a posizioni culturali di notevole impatto.

Londra: Carnaby Street

I tipici autobus londinesi

Scorcio del Tamigi a Londra

Londra: Carnaby Street

I tipici autobus londinesi

Scorcio del Tamigi a Londra

Strutture architettoniche avveniristiche nella City di Londra

Londra: panoramica sulle bellezze artistiche della città

I principali luoghi d'interesse londinesi

Trafalgar Square

Trafalgar Square è la piazza più grande della capitale inglese. Dedicata al ricordo della Battaglia di Trafalgar (1805), durante la quale la Royal Navy dell'ammiraglio Nelson sconfisse le flotte unite di Francia e Spagna, durante le guerre napoleoniche, venne progettata sull'area occupata dalle stalle reali da John Nash nell'ambito dei lavori di riqualificazione della zona commissionati dal principe reggente e futuro re Giorgio IV. L'assetto definitivo, con la colonna di Nelson, le fontane e le maestose facciate dei palazzi circostanti (uno dei quali accoglie la National Gallery, mentre un altro è sede dell'Ambasciata Sudafricana), venne realizzato dall'architetto Charles Barry (1845). La piazza è stata sempre sede privilegiata di manifestazioni politiche.

Downing Street

Downing Street è situata lungo la Whitehall, nel centro di Londra, non molto lontano dal palazzo di Westminster, dove ha sede il Parlamento, e da Trafalgar Square. Confina con la Horse Guards Parade e con St. James's Park. Venne intitolata a Sir George Downing, un soldato e diplomatico che prestò servizio sotto il governo di Oliver Cromwell e sotto il regno di Carlo II d'Inghilterra. Tradizionalmente al numero 10 della via vive il primo ministro britannico, mentre al numero 11 è l'abitazione del Cancelliere dello Scacchiere: la tradizione, tuttavia, è stata rotta dal premier Tony Blair che, nel 1997, insediatosi a capo del Governo, volle abitare nella più grande residenza al numero 11 per far fronte ai problemi di spazio posti dalla sua numerosa famiglia. Dall'altro lato della strada, durante il XIX secolo, venne realizzata l'imponente struttura che ospita il Foreign Office, il ministero degli Esteri del Regno Unito. Nel 1989 Downing Street, un tempo via di passaggio, venne chiusa da ambo i lati da grandi cancelli d'acciaio per difendere il primo ministro, all'epoca Margaret Thatcher, da attacchi terroristici, in particolare da parte dell'IRA.

The Houses of Parliament

Le Houses of Parliament, dette anche Palazzo di Westminster, sono il luogo dove hanno sede le due Camere del Parlamento del Regno Unito (la Camera dei Lord e la Camera dei Comuni). L'edificio si trova sulla riva settentrionale del Tamigi, nella City of Westminster, nella zona in cui hanno sede anche gli altri edifici governativi di Whitehall. La parte più antica del palazzo ancora esistente, Westminster Hall, risale al 1097. La finalità originaria era quella di residenza reale, ma nessun monarca vi ha più vissuto dal XVI secolo. La maggior parte della struttura attuale risale al XIX secolo, quando il palazzo fu ricostruito dopo essere stato quasi interamente distrutto da un incendio nel 1834. Gli architetti incaricati della ricostruzione furono Sir Charles Barry e Augustus Welby Pugin, e il palazzo è oggi un esempio di revival gotico. Una delle attrazioni più famose è la sua Torre dell'orologio (la St. Stephen's Tower), che ospita il cosiddetto Big Ben (ossia la gigantesca campana maggiore). Nel palazzo vi sono più di 1.000 stanze, delle quali le più importanti sono le due Camere del Parlamento; non mancano stanze di comitati, biblioteche, camere da pranzo, corridoi (lobbies), bar e palestre. Molto importante dal punto di vista strategico nel Medioevo, poiché collocato sulle rive del Tamigi, il palazzo venne originariamente costruito da Edoardo il Confessore, che volle fare erigere la sua residenza a Thorney Island (come si chiamava allora il luogo posto poco a occidente della città di Londra), all'incirca nella stesa epoca in cui fu costruita l'Abbazia di Westminster (fra il 1045 e il 1050). Successivamente le stanze vennero abitate anche da William the Conqueror, il conquistatore normanno arrivato sul suolo inglese nel 1066. Nel 1295 vi si riunì il primo Parlamento ufficiale d'Inghilterra, inaugurando una tradizione poi mantenuta nei secoli. Contemporaneamente il palazzo rimase residenza principale del monarca fino a quando un incendio non lo distrusse nel 1529. Nell'anno successivo, Enrico VIII acquisì il Palazzo di York dal cardinale Thomas Wolsey (un potente ministro che aveva perso i favori del re): rinominandolo Palazzo di Whitehall, il sovrano lo adibì a sua principale residenza. Così Westminster, sebbene rimanesse ufficialmente il palazzo reale, era ora usato solo dal Parlamento e come tribunale. Le cerimonie di Stato importanti, come la cerimonia di apertura del Parlamento, si tenevano nella Painted Chamber (stanza dipinta). La Camera dei Lord si riuniva abitualmente nella White Chamber (stanza bianca). La Camera dei Comuni non disponeva invece di una stanza propria; i dibattiti a volte erano tenuti nella Chapter House dell'Abbazia di Westminster. I Comuni acquisirono una dimora permanente nel palazzo, la cappella di Santo Stefano, solo dopo che il Chantries Act del 1547 (all'interno della Riforma Protestante) dissolse l'ordine religioso dei canonici di Santo Stefano (oltre ad altre istituzioni ecclesiastiche). Dopo l'incendio e la riedificazione del XIX secolo, il Palazzo di Westminster continuò a funzionare normalmente fino al 1941, quando la Camera dei Comuni fu distrutta dalle bombe tedesche nel corso della seconda guerra mondiale. Sir Giles Gilbert Scott fu allora scelto come architetto per l'opera di ricostruzione e decise di preservare le caratteristiche essenziali del progetto ottocentesco di Sir Charles Barry. I lavori della Camera dei Comuni furono terminati nel 1950.

Il Big Ben a Londra

Il Big Ben a Londra

Westminster Abbey

L'abbazia di Westminster (il cui nome completo è Collegiate Church of Saint Peter in Westminster), in stile gotico tradizionale, si trova a Ovest delle Houses of Parliament. Fu chiamata così per distinguerla da quella di St. Mary of the Graces situata a Est e perciò detta anche Eastminster. Costruita tra il 1045 e il 1050 per volere di Edoardo il Confessore e consacrata il 28 dicembre del 1065, subì gravi danni durante un incendio nel 1298 e fu ricostruita in stile gotico-francese fra il 1245 e il 1517. Il soffitto a volta è del 1506, la facciata neogotica invece è stata aggiunta nel XVIII secolo e comprende i due campanili alti 68 metri, costruiti nello stesso periodo. Westminster è la Chiesa in cui dal 1066 si svolgono tutte le incoronazioni dei reali d'Inghilterra e dove sono sepolti parte dei sovrani fino al 1760. Lunga 156 metri e larga 34 metri, ospita la navata gotica più lunga della Gran Bretagna. Tra le attrattive di rilievo dell'abbazia ricordiamo il monumento di William Pitt il Giovane, il Poets' Corner, all'interno del quale sono visibili le tombe o le commemorazioni funebri di alcuni dei più grandi letterati e poeti inglesi (fra cui Shakespeare, Browning, Chaucer, Dickens e Kipling), e le Royal Chapels, delle quali la principale è quella dedicata a Enrico VII, a tre navate con corona di cappelle minori. Nella chiesa è conservata anche la sedia di re Edoardo (King Edward's chair o St. Edward's chair), il trono sul quale si siedono i sovrani nell'ambito della loro incoronazione.

Londra: l'abbazia di Westminster

Londra: l'abbazia di Westminster

Covent Garden

Covent Garden, uno dei luoghi più indicati per passeggiare e fare acquisti nel cuore di Londra, prende il nome dal fatto che nel Medioevo ospitava il giardino del Convento benedettino di St. Peter of Westminster. Storicamente fu la prima piazza del Paese a venire espressamente progettata e fu costruita nel 1630 dall'architetto più importante dell'epoca, Inigo Jones, che si ispirò al Palladio e a Place de Vosges a Parigi, su commissione dei conti di Bedford. Nel 1670 divenne la sede del mercato di fiori e verdura più importante di Londra. Nel XVIII secolo tutto il quartiere era conosciuto per i numerosi locali equivoci e locande, come la Rose Tavern in Russel Street. Nel 1974 il mercato dei fiori venne spostato a Nine Elms e nel 1980 il complesso fu restaurato e riaperto al pubblico poco dopo, trasformato nella bella zona elegante di oggi con negozi, ristoranti, cafè e pub, che ogni settimana ospita un mercato di antiquariato e artigianato, e dove si esibiscono ogni giorno artisti di strada. Tre sono le zone del mercato odierno: l'Apple Market, all'interno dell'edificio più antico; l'Opera House Market a sinistra e infine il Jubilee Hall Market, all'angolo estremo della piazza. I primi due sono specializzati in oggetti d'artigianato, il terzo in vestiti. Tra gli edifici che si affacciano su Covent Garden vi sono il London Transport Museum, situato nello stabile che prima ospitava il mercato dei fiori, e la Royal Opera House, uno dei più importanti teatri d'Opera del mondo, che ospita le due compagnie stabili della Royal Opera Company e del Royal Ballet.

Piccadilly Circus

La piazza di Piccadilly Circus fu costruita nel 1819 per collegare, attraverso un incrocio circolare, Regent Street e l'affollata via di traffico di Piccadilly. Già all'epoca queste vie erano infatti intasate da migliaia di persone che vi si riversavano per visitare i tanti negozi esistenti nella zona. Il nome ha origine in quello di un particolare tipo di colletto a punta, il "pickadill", il maggior produttore del quale, il sarto Robert Baker, nel 1626 aveva fatto costruire una casa, chiamata Pickadilly Hall, sul luogo ove poi sorse la piazza. Il 10 marzo 1906 fu aperta la stazione metropolitana di Piccadilly Circus sulla Bekerloo line, pochi mesi dopo fu aperta anche sulla omonima Piccadilly line. La prima inserzione pubblicitaria luminosa, da allora elemento tipico della piazza, risale al 1910. Per commemorare il famoso filantropo Anthony Ashley Cooper, settimo conte di Shaftesbury, nel 1893 era stata eretta la Shaftesbury Memorial Fuontain, caratterizzata dalla statua dell'"Angelo della Carità Cristiana", universalmente conosciuto però col nome di Eros. La fontana si trova oggi in una posizione diversa da quella originaria, visto che venne spostata durante i lavori di ammodernamento della piazza durati dal dopoguerra fino alla fine degli anni Ottanta del secolo passato.

Buckingham Palace

Buckingham Palace rappresenta l'ultima, in ordine di tempo, delle residenze reali britanniche. Costruito nel 1703 dal duca di Buckingham, venne acquisito da re Giorgio III nel 1762 come regalo per la diciassettenne regina Carlotta, con St. James's Palace che restava la residenza del sovrano. Con re Giorgio IV e con il suo architetto John Nash venne usata la pietra di Bath per rifarne la facciata, poi a sua volta ricoperta da quella neoclassica ideata da Edward Blore per la regina Vittoria. Fu proprio la regina Vittoria nel 1837 ad optare per Buckingham Palace quale residenza londinese della famiglia reale e per finanziarne la sistemazione vendette il Royal Pavilion di Brighton. Giorgio V, nel 1913, incaricò Aston Webb di dare al palazzo il suo assetto definitivo. Con le sue 600 stanze e i 16 ettari di parco, il palazzo rappresenta uno dei luoghi più importanti di Londra. I monarchi si affacciano dal balcone centrale della facciata in occasione di particolari ricorrenze festive, e quando la regina è a palazzo, sul pennone sventola l'insegna reale. Il palazzo è sempre stato chiuso al pubblico, ma nel 1993 è stato aperto per finanziare la ricostruzione del Castello di Windsor, danneggiato da un incendio. Attualmente l'apertura avviene soltanto in estate e soltanto per alcune stanze. Ogni giorno, d'inverno a giorni alternati, sul piazzale antistante Buckingham Palace si svolge una delle cerimonie più conosciute al mondo: il cambio della Guardia reale.

Buckingham Palace

Il cambio della Guardia a Buckingham Palace

Buckingham Palace

Il cambio della Guardia a Buckingham Palace

Royal Albert Hall

La Royal Albert Hall (o, per esteso, Royal Albert Hall of Arts and Sciences), la famosa sala da concerti londinese, venne inaugurata il 29 marzo del 1871. Dedicata al principe consorte della regina Vittoria, il principe Albert, si trova nel quartiere di South Kensington, in un'area nota anche come Albertopolis, ove sorge anche un altro edificio eretto in onore del principe, l'Albert Memorial. Nella Albert Hall è custodito il più grande organo a canne del Regno Unito. L'edificio, progettato da Francis Fowke e H.Y. Darracott Scott, è a pianta ovale, ispirato agli antichi anfiteatri e può contenere 8.000 persone.

Notting Hill

Notting Hill è un quartiere residenziale londinese, appartenente al Municipio di Chelsea and Kensington. Si estende da Notting Hill Gate, dove è situata l'omonima stazione della metropolitana (Central, Circle e District Lines della cosiddetta Tube), fino a Portobello Road. Vi si trovano numerosi negozi di musica, antiquariato e abiti d'epoca, nonché locali e ristoranti etnici. In estate il quartiere ospita inoltre il Notting Hill Carnival, una manifestazione di piazza animata dalle centinaia di immigrati caraibici che qui hanno creato un proprio vasto insediamento. Portobello Road ospita invece ogni sabato, dall'alba alle 17 circa, il mercato più famoso di Londra, la cui tradizione risale al 1836, allorché, dopo la costruzione nelle vicinanze di un ippodromo, i contadini presero l'abitudine di recarvisi per vendere erbe e cavalli.

St. Paul's Cathedral

La Cattedrale di Saint Paul è uno dei capolavori post-rinascimentali europei. Dedicata al santo patrono della città, è la sede del vescovo di Londra, il luogo di culto adibito alla celebrazione degli eventi più importanti del Regno. Nelle sue forme attuali fu realizzata su progetto di Christopher Wren dopo il grande incendio del 1666, divenendo ben presto simbolo del nuovo classicismo inglese (sullo stesso sito, in precedenza, vi erano sorte ben altre quattro chiese, a partire dalla prima in legno risalente al VII sec. distrutta da un incendio). La pianta a croce latina (lunga 170 m. e larga 75 m. al transetto) è una reinterpretazione delle chiese classiche romane, sebbene di impianto longitudinale più consono alle esigenze di culto anglicane. La cupola, alta 111 metri e con un diametro di 48 metri, è tra le più maestose che esistano. Formalmente si rifà al San Pietro in Montorio del Bramante (modello poi riutilizzato dallo stesso maestro italiano per il progetto della cupola della Basilica di San Pietro in Vaticano), sebbene la realizzazione abbia poi optato per soluzioni (cupola a calotta separata) più prettamente tardo-rinascimentali e barocche. Per la sua classica semplicità sarà il riferimento di alcune delle maggiori opere neoclassiche successive, da Sainte Genevieve di Soufflout a Parigi (1757), alla cupola della Casa Bianca di Washington. Le influenze barocche si esprimono al meglio nelle guglie delle torri Ovest dei campanili, nella facciata principale (chiaro il riferimento al progetto non realizzato del Bernini) e in elementi illusionistici come le nicchie a falsa prospettiva delle finestre e il piano superiore falso nei prospetti laterali, destinato a nascondere i contrafforti della facciata. Quanto alla stessa facciata, essa si rifà al progetto di Della Porta per la Chiesa del Gesù a Roma (1568), come ben rappresentato dal portico a doppio ordine di colonne binate coronate dal timpano triangolare. La cripta della chiesa è la più grande d'Europa: qui è custodito il tesoro della cattedrale e vi si trovano le tombe di famosi pittori e dell'ammiraglio Nelson.

Tower of London

La Tower of London è la più bella fortezza medievale d'Inghilterra. Iniziata dal conquistatore normanno Guglielmo I sul Tamigi (a guardia del porto di Londra) tra il 1066 e il 1087 come sfoggio di potenza e simbolo di conquista, venne completata da Edoardo I tra il 1272 e il 1307. La parte più antica, la White Tower, in pietra, costruita all'interno delle mura romane era un'eccellente torre di difesa: è alta 27 metri, con mura spesse 4 metri e stanze per i soldati, servitori e nobili, nonché una cappella e una prigione. Enrico III (1216-72) volle edificare il muraglione interno e costruì il fossato, la chiusa e lo zoo reale. Edoardo I completò il muro interno, costruì quello esterno, alcune torri e il Traitor's Gate, spostando infine qui da Westminster i gioielli della corona (ancora oggi custoditi nella Jewel House, sono la principale attrazione della Torre) e la Zecca reale (che vi sarebbe rimasta fino al 1811). Stefano I (1135-54) fu il primo re che visse nella Torre, Giacomo I (1603-25) l'ultimo. Nel 1215 i baroni inglesi si impadronirono della Torre per costringere re Giovanni ad apporre la sua firma alla Magna Charta. Dal 1485 la Torre di Londra è sorvegliata da uno speciale corpo di guardia, chiamato Yeoman Wardens o "Beefeaters", che oggi fungono altresì da guide turistiche. Nel tempo l'edificio è stato anche polveriera, osservatorio astronomico e prigione: per detenuti di famiglie nobili inizialmente (dalle mogli di Enrico VIII a Thomas More), per detenuti importanti poi; l'ultimo a esservi rinchiuso fu il gerarca nazista Rudolf Hesse nel 1941.

Tower Bridge

Il Tower Bridge è il ponte sul Tamigi che si stende tra le due rive del fiume, a pochi passi dalla Torre di Londra. Terminato nel 1894, divenne subito uno dei simboli della capitale britannica. Le sue torri, con le guglie e le passerelle di collegamento, sostengono il meccanismo che solleva il ponte durante il passaggio di grandi navi e in occasioni speciali. Il ponte ospita un museo (The Tower Bridge Exhibition) che ne illustra la storia attraverso percorsi interattivi: tra i cimeli messi in mostra, il motore a vapore che costituì la fonte di energia del meccanismo di sollevamento fino al 1976, quando il sistema venne elettrificato. Il passaggio pedonale aereo venne riaperto al pubblico negli anni Ottanta dopo la sua totale copertura (in precedenza era stato chiuso perché meta di numerosi aspiranti suicidi). Quando fu eretto, il ponte era alto 40 m e largo 60: per raggiungere la cima delle torri è necessario percorrere circa 300 gradini.

Il Tower Bridge sul Tamigi, a Londra

Il Tower Bridge sul Tamigi, a Londra

Shakespeare's Globe

Il Globe Theatre, distrutto dal grande incendio del 1666, fu il teatro di Londra dove recitò la compagnia di William Shakespeare. La sua struttura in legno circolare poteva contenere fino a 3.000 persone e il prezzo d'ingresso era, nell'età elisabettiana, di un penny per i posti in piedi (al centro del teatro e a ridosso del palco) e di due penny per i posti a sedere nelle tre gallerie circolari. Dato che la struttura era all'aperto, anche per motivi legati alla luce del sole, era presente una tettoia per riparare in caso di pioggia i costosissimi costumi degli attori (con questi ultimi che erano esclusivamente di sesso maschile, dato che fino al 1660 era vietato alle donne comparire sulla scena). Il palcoscenico si protendeva letteralmente verso il pubblico e gli spettacoli avevano luogo di giorno, sebbene a volte si facesse uso di torce. Nel 1996-97, con una grande operazione politico-culturale, il teatro è stato ricostruito sul sito originario, utilizzando per quanto possibile i materiali edilizi di un tempo (dalla quercia, alle canne di Norfolk, fino alla paglia per il tetto). Come tradizione, gli spettacoli che vi si tengono hanno orari legati alla luce naturale del giorno.

Greenwich

Greenwich è un gradevole sobborgo a Sud della città di Londra, universalmente noto per essere la località per la quale nell'Ottocento fu convenuto di far passare il meridiano avente longitudine 0, vale a dire il meridiano fondamentale o, appunto, meridiano di Greenwich. Greenwich è altresì sede di un celebre osservatorio astronomico. Luogo di nascita di Enrico VIII, Elisabetta I e Maria Tudor, è ricco di storia e di aneddoti legati alla casa reale. Circa 6 km a valle della Torre di Londra, questo villaggio venne utilizzato dalla nobiltà per sfuggire alle continue epidemie di peste. Il palazzo reale Tudor di Placentia sorgeva sulla riva del fiume dove oggi si trova il Royal Naval College. Accanto si trovavano i cantieri navali di Deptford e Woolwich, dove furono costruite molte delle navi per la gloriosa marina Tudor. Oggi è possibile ammirare un esempio della grande abilità cantieristica britannica nel Cutty Sark, un veliero "China clipper" dal 1954 ancorato nel bacino di carenaggio di Greenwich, come monumento ai marinai britannici della marina mercantile dell'età della vela.

Kew Gardens

Questo magnifico complesso di serre e giardini (o Royal Botanic Gardens), che ospita più di 50.000 specie di piante, il più grande erbario del mondo e numerosi edifici di pregio architettonico, si trova nel piccolo sobborgo di Kew, a Sud-Est della City di Londra. Già giardini della Kew House creata da Lord Capel di Tewkesbury nel XVII sec., essi vennero successivamente ampliati dalla principessa Augusta, vedova di Federico di Hannover, principe di Galles, per il quale Sir William Chambers costruì parecchie nuove strutture, tra le quali attualmente rimane la pagoda cinese del 1761. I giardini vennero poi arricchiti da Giorgio III. La struttura originaria della Kew House venne demolita nel 1802. Nel 1781 Giorgio III aveva commissionato la Dutch House come nursery per i rampolli reali: l'edificio, in mattoni, è presente tuttora ed è noto come Kew Palace. Nel 1840 i giardini vennero ufficialmetne dichiarati orto botanico nazionale e iniziarono a ingrandirsi per arrivare ai 130 ettari attuali. Dal 2003, i Kew Gardens figurano nella lista UNESCO dei Patrimoni dell'Umanità.

I grandi musei

British Museum

Uno dei più importanti musei di storia delle civiltà del mondo, il British Museum venne fondato nel 1753 e la sua prima sede fu la seicentesca Montagu House, aperta al pubblico il 15 gennaio 1759. L'edificio era stato acquistato dal Governo britannico per accogliere l'imponente collezione naturalistica del medico e scienziato Sir Hans Sloane. Nel secolo successivo, con il progressivo aumentare delle collezioni, fu indispensabile ripensare gli spazi del museo. Il primo ampliamento avvenne tra il 1823 e il 1847, cui seguirono altre modifiche fino alla più recente che ha riguardato la grande corte centrale, la Queen Elizabeth II's New Great Court: essa è un grande cortile quadrato, che ha le dimensioni di una piazza al centro del museo, coperta da una grandiosa cupola di vetro progettata dallo studio di Norman Foster e inaugurata nel dicembre del 2000. Al centro della New Great Court si entra nella sala di lettura (un tempo annessa alla British Library, ora trasferita presso la stazione di St. Pancras), la stessa in cui Marx scrisse "Il Capitale", ora completamente ristrutturata e dotata di database su computer a disposizione del pubblico. Eccettuato un breve periodo nel 1972, l'ingresso al British Museum è sempre stato gratuito. Tra i tesori ivi custoditi ricordiamo fregi e sculture del Partenone (gli Elgin Marbles), il vaso di Portland (datato tra il I secolo a.C. e il I d.C.), mummie egizie, la famosissima Stele di Rosetta (le cui iscrizioni trilingue - geroglifici, egiziano demotico e greco - permisero di decifrare per la prima volta la scrittura geroglifica), le colossali statue assire di tori alati provenienti dal palazzo reale di Saragon a Khorsabad (fine VIII sec. a.C.) ed i manufatti del cosiddetto Tesoro di Sutton Hoo (nave anglosassone del VII sec. d.C.).

National Gallery

È una delle più importanti pinacoteche del mondo, soprattutto per le collezioni d'arte italiana, fiamminga, francese e inglese. Il museo originario venne fondato nel 1824 su idea di sir Joshua Reynolds, il cui progetto poté essere attuato con l'acquisto di alcune opere della collezione privata di John Angerstein, una delle più ricche di Londra, che comprendeva dipinti di Tiziano, Rubens, Rembrandt. Nel 1838 fu inaugurata la sede della National Gallery situata in Trafalgar Square e costituita da un edificio neorinascimentale progettato da William Wilkins. Nel giro di pochi anni la galleria assunse un'importanza decisiva grazie a donazioni, lasciti (tra i più significativi quelli delle collezioni Lane 1915 e Mond 1924), acquisti e grazie all'istituzione del Fondo per le collezioni artistiche nazionali che impedisce la vendita all'estero delle opere. Il museo, ingrandito nel 1869 e in seguito più volte rimodernato, venne ampliato e arricchito in occasione dei lavori per il nuovo Millennio voluti dall'amministrazione Blair. La pittura italiana è ampiamente rappresentata con opere dei maggiori artisti quali il Masaccio (La Madonna col bambino in trono e quattro angeli), Paolo Uccello (La Battaglia di san Romano), Piero della Francesca (La Natività e Il battesimo di Cristo), Botticelli (Venere e Marte), Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Tiziano (Bacco e Arianna e Noli me tangere), Canaletto, Leonardo (seconda versione di La Vergine delle Rocce); Raffaello, Giorgione, Tintoretto, Caravaggio. Numerosi sono anche i capolavori degli artisti fiamminghi (Van Eyck, Pieter Bruegel, Pieter Paul Rubens, Van Dyck), olandesi (Rembrandt, Van der Velde), francesi (Renoir, Cézanne, Manet) e spagnoli (Goya, el Greco, Velázquez). Rappresentativa è anche la collezione dei principali pittori inglesi con quadri di Constable, Turner, Gainsborough e Blake. Nelle immediate vicinanze si trova inoltre la sede della National Portrait Gallery, dedicata alla ritrattistica.

Tate Britain e Tate Modern

La Tate Gallery di Londra venne creata nel 1890 grazie a una donazione allo Stato di opere d'arte da parte di Sir Henri Tate, con lo scopo di istituire un museo d'arte moderna. Inaugurata nel 1897, venne collocata all'interno di un edificio neoclassico progettato da Sidney R.J. Smith, nella zona di Pimlico. Con il susseguirsi degli anni la collezione crebbe notevolmente e alla fine del XX secolo si decise di dividerne il patrimonio in diversi musei: la Clore Gallery, la Tate Britain e la Tate Modern. La Clore Gallery, inaugurata nel 1987 dalla regina Elisabetta, è situata in un edificio adiacente l'originale Tate Gallery, progettato da James Sterling: in essa sono contenute tutte le opere del pittore inglese William Turner. La Tate Britain, nei locali originari della Tate Gallery a Millbank, ospita una vasta collezione di arte inglese dal Settecento all'epoca contemporanea. Tra le opere più rappresentative quelle di John Constable, William Hogarth, Joshua Reynolds. La Tate Modern infine, inaugurata nel 2000, ha sede in una ex centrale elettrica dimessa a Bankside, trasformata in spazio espositivo dalla geniale riconversione operata dagli architetti svizzeri Jacques Herzog e Pierre De Meuron. Al suo interno sono raccolti (e suddivisi secondo quattro grandi aree tematiche: Storia-Memoria-Società; Paesaggio-Materia-Ambiente; Nudo-Azione-Corpo; Natura morta-Oggetto-Vita reale) lavori di Umberto Boccioni, Pierre Bonnard, Georges Braque, Marc Chagall, Salvador Dalí, Giorgio De Chirico, Fernand Léger, Paul Klee, René Magritte, Joan Miró, Amedeo Modigliani, Piet Mondrian, Pablo Picasso, Jackson Pollock, Andy Warhol, ecc. Inoltre, una sezione della Tate Modern è dedicata a mostre temporanee, ivi allestite costantemente.

Natural History Museum

Il Natural History Museum è composto da circa 70 milioni di reperti raccolti in varie collezioni, le più importanti delle quali sono quelle dedicate alla botanica, all'entomologia, alla mineralogia, alla paleontologia e alla zoologia. Molto famosa è poi la sezione dedicata ai dinosauri, composta da ricostruzioni e scheletri, tra cui quello del gigantesco diplodocus, posto nella grande sala che funge da entrata. La collezione originale faceva parte del patrimonio del British Museum, ma nel 1864 venne indetta una gara d'appalto per la costruzione di una sede museale specifica per la storia naturale. Dopo vari passaggi, il progetto, inizialmente formulato da Francis Fowke, venne portato a termine da Alfred Waterhouse e il Natural History Museum fu aperto nel 1883. La struttura ricorda quella di una cattedrale gotica, un tempio dedicato alla scienza e alla natura. Le decorazioni in terracotta (opera della Gibbs and Canning Ltd di Tamworth, famosissima e prestigiosa fabbrica di terrecotte vittoriana) presenti in facciata e all'interno richiamano elementi naturali (piante, fossili e animali). Nel 1963 il museo si staccò anche amministrativamente dal British Museum diventando autonomo. Nel 1986 assorbì l'adiacente Museo Geologico.

Science Museum

Il nucleo centrale del Museo della Scienza venne fondato nel 1857 unendo la collezione proveniente dalla Royal Society of Arts e alcuni reperti che avevano fatto mostra di sé durante la Great Exhibition del 1851 al Crystal Palace di Hyde Park. Inizialmente, insieme al Victoria and Albert Museum, faceva parte del South Kensington Museum, da cui entrambi si separarono nel 1858. Nel 1885 la sezione artistica divenne il V&A, mentre la sezione scientifica diede vita al Science Museum. Oggi il museo raccoglie 300.000 pezzi, tra cui rari esempi di ingegneria protoindustriale, oltre a prototipi e ricostruzioni di macchine e veicoli spaziali. Le aree di interesse si raggruppano in settori specifici, dislocati nelle diverse sezioni del museo. Le più importanti sono quelle dedicate all'energia, allo spazio, al volo, oltre a quella in cui è presente una sorta di percorso cronologico dedicato all'evoluzione tecnico-scientifica verso il mondo nuovo.

Victoria and Albert Museum

Durante l'Esposizione Universale del 1851, nelle sale del Crystal Palace di Hyde Park, venne realizzato un utile di 186.000 sterline che venne affidato a una commissione presieduta dal principe Alberto, consorte della regina Vittoria, perché lo amministrasse. Proprio Alberto decise di creare una nuova "città universitaria" in South Kensington, composta da una serie di musei destinati all'industria, alle scienze, al commercio e all'arte, insieme a nuove sale da concerto e nuovi college. Venne allora acquistata un'area che venne chiamata "Albertopolis", ma la grandiosità del progetto ne permise solamente una parziale realizzazione. Per primo venne istituito il Museum of Manufactures, inaugurato nel 1852 con i pezzi più spettacolari tra quelli messi in mostra all'Esposizione Universale. Ribattezzato Museum of Ornamental Art, nel 1857 venne trasferito nell'attuale sede del Victoria and Albert Museum in South Kensington. Nonostante l'aggiunta di altre gallerie e il distacco, nel 1885, della sezione scientifica destinata a divenire il Science Museum, si presentò ben presto l'esigenza di un edificio più grande. Il progetto di un nuovo museo venne affidato a Sir Aston Webb (1849-1930): i lavori durarono dieci anni, tra il 1899 e il 1909, e la nuova sede museale venne intitolata proprio alla regina Vittoria e al principe Alberto. La collezione del museo spazia dalla scultura alla pittura, alla fotografia, alla storia del costume. Inoltre al museo è affidata l'amministrazione di altre realtà espositive: il Wellington Museum, l'Osterley House, la Ham House, il museo teatrale di Covent Garden e il Bethnal Green Museum of Childhood.

I grandi parchi

St. James's Park

St. James's Park è il più antico dei Royal Parks di Londra. Un tempo area paludosa, nel XIII secolo divenne sede di un lebbrosario religioso. Nel 1532 Enrico VIII fece chiudere tutti i monasteri, svendendone i terreni; quello del lebbrosario lo acquistò per sé, trasformandolo in un parco per cervi e costruendovi un palazzo (l'odierno St. James's Palace). Quando Elisabetta I salì al trono volle utilizzare il palazzo e il parco circostante per feste e spettacoli di ogni genere. Il suo successore, Giacomo I, lavorò per drenare meglio il terreno e per garantire al palazzo i dovuti rifornimenti idrici. Con Carlo II il parco venne ridisegnato secondo dettami di stile e gusto raffinati, piantumato e aperto al pubblico. Ancora oggi è uno dei parchi più amati dai Londinesi, a breve distanza da Buckingham Palace e costeggiato dal Mall, il grande viale d'onore che unisce il palazzo reale a Trafalgar Square.

Green Park

Con 40 acri di ampiezza, Green Park funge da verde via di collegamento tra St. James's Park e Hyde Park. Un tempo area di caccia e luogo deputato per i duelli, nel 1668 venne fatto recintare da Carlo II (che lo chiamò Upper St.James's Park) e scelto per erigervi alcune costruzioni, tra cui un tempio dedicato alla Pace (Hugh Temple of Peace, eretto in occasione della fine della guerra di secessione austriaca) ed uno alla Concordia (Temple of Concord, eretto in occasione del centenario della dinastia degli Hannover), che però vennero distrutti in due incendi successivi tra il XVIII e il XIX secolo. Anche le altre costruzioni (Ranger's Lodge, il casino di caccia; Queen's Library, la biblioteca; Queen's Basin, un lago artificiale utilizzato come riserva d'acqua; Tyburn Pool) vennero demolite nel 1855. Il parco assunse la sua denominazione attuale nel 1746.

Hyde Park

Con i suoi 350 acri, Hyde Park è il polmone verde più ampio di Londra. Acquistato da Enrico VIII dai monaci di Westminster nel 1536, quando, dopo la riforma anglicana, i terreni monastici furono svenduti prima di essere confiscati, il parco venne adibito a riserva di caccia al daino. Giacomo I aprì parzialmente l'area, consentendone l'accesso ai visitatori. Con Carlo I il parco cambiò la sua fisionomia. Nel 1665 ospitò centinaia di cittadini che vi si rifugiarono in fuga dalla peste. Alla fine del XVII secolo Guglielmo III trasferì la sede reale a Kensington Palace: la via che attraversava il parco, buia e impervia, venne allora trasformata e chiamata Route du Roi (strada del re), poi storpiata in Rotten Row. Ancora oggi esistente, la Rotten Row è affiancata da una pista di sabbia adibita al passaggio dei cavalli. Con Carolina, moglie di Giorgio II, si ebbe un'ulteriore modifica dell'aspetto del parco, con la creazione della Serpentine, un lago artificiale di circa 11 ettari. Oltre che luogo deputato per passeggiate e momenti di relax, Hyde Park venne utilizzato più volte per manifestazioni e spettacoli. Nel 1851 venne scelto come sede della Great Exhibition, la grande mostra espositiva che voleva essere un omaggio all'arte e alla tecnica, svoltasi nel maestoso Crystal Palace, appositamente costruito per l'occasione.

Kensington Gardens

Con 260 acri di ampiezza, Kensington Gardens rappresenta la continuazione a Ovest di Hyde Park. Originariamente rappresentava la tenuta circostante Kensington Palace, la residenza scelta da Guglielmo III e da sua moglie per i loro soggiorni londinesi. La stessa regina Vittoria vi nacque e visse, prima di decidere di spostarsi a Buckingham Palace. Tra le tante attrazioni presenti nei giardini, ricordiamo i Giardini all'italiana, l'Albert Memorial, la statua in bronzo raffigurante Peter Pan e il parco giochi dedicato alla memoria della Principessa Diana, che visse all'interno di Kensington Palace.

Regent's Park

Anche Regent's Park, come tanti altri parchi cittadini, venne acquisito da Enrico VIII per farne riserva di caccia, qualità che mantenne fino al 1646. Successivamente John Nash, amico personale del principe reggente, per il quale ridisegnò in stile neoclassico buona parte della città, ne cambiò la fisionomia e successivamente il nome (originariamente si chiamava Marylebone Park). Assunse allora forma circolare, circondato da case a schiera, ville (di 56 pianificate ne vennero costruite solo 8) e abbellito da un lago e da un canale. Al suo interno trovarono sede molte organizzazioni, tra cui la Zoological Society, la Royal Botanic Society e lo Zoo di Londra.

INGHILTERRA: LE CITTÀ

Birmingham

(1.017.500 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo della contea di West Midlands (902 kmq; 2.578.400 ab.). Seconda città inglese per numero di abitanti, è centro metallurgico d'importanza mondiale. Gli impianti metallurgici e meccanici offrono una produzione assai differenziata (materiale ferroviario, aeronautico, motori d'automobili e armi). Fiorenti anche le industrie tessili, chimiche, dolciarie, della gomma, del vetro ed i birrifici. Famosa la lavorazione dei gioielli che, da artigianale, si è ora organizzata su scala industriale. Birmingham, fondata nell'XI sec., conobbe una discreta espansione soltanto dopo la Rivoluzione industriale, con i primi stabilimenti meccanici e con l'industria tessile; nel XIX sec. l'industria chimica e lo sfruttamento dei ricchi bacini carboniferi della zona ne determinarono l'esplosione industriale ed economica. La città è di aspetto moderno e si estende su tre contee, costituenti, insieme ai sobborghi industriali che le gravitano attorno, una vastissima conurbazione. Sede di università, ospita accademie e musei.

Leeds

(725.000 ab.). Città del Regno Unito, nel West Yorkshire, situata sul versante orientale dei Monti Pennini, sul fiume Aire. È uno dei principali centri inglesi dell'industria della lana. Da meno di un secolo a questo settore tradizionale si sono aggiunte l'industria metallurgica e quella delle macchine pesanti (locomotive, aeroplani); fioriscono inoltre gli stabilimenti tradizionali del vetro e della ceramica. Notevole è infine l'industria editoriale. Molta importanza ha la città come nodo di comunicazioni sia fluviali, sia ferroviarie. Dal 1904 è sede universitaria. Piccolo centro agricolo all'epoca della conquista normanna (1066), ebbe una prima carta dei diritti nel 1207 dai Paganel, suoi feudatari; nel XVI sec. fu attivo mercato laniero. Leeds ottenne le prerogative di City nel 1893. Non ha monumenti di grande interesse: il più notevole è la chiesa di San Giovanni (1634). Nei pressi di Leeds si trovano le rovine di Kirkstall Abbey, fondazione cistercense del XII sec.

Liverpool

(544.800 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo della contea di Merseyside (645 kmq; 1.364.200 ab.). È il secondo porto inglese, situato nell'Inghilterra occidentale, sulla riva del fiume Mersey, nel punto ove esso sfocia con un vasto estuario nel Mar d'Irlanda. Il cotone è uno dei principali articoli d'importazione di Liverpool; sono importati in forte quantità anche il legname e i prodotti alimentari (grano, carni, zucchero, frutta), la lana australiana e argentina, i prodotti tropicali e l'olio di palma, che alimenta industrie chimiche e saponifici. Sono inoltre presenti industrie navali, del vetro, di cordami, di sacchi e opifici elettro-metallurgici. Tradizionali le lavorazioni e le decorazioni impresse a smalto su ceramica. Nel 1207 Giovanni Senza Terra scelse la zona di Liverpool come base per la sua impresa d'Irlanda, istituendovi un villaggio cui furono concessi i diritti di borgo franco marittimo; gli abitanti dei paesi limitrofi furono invitati a stabilirvisi. Nel 1229 i mercanti di Liverpool ottennero da Enrico II il privilegio di costituirvi la propria gilda. Considerata una dipendenza di Chester, Liverpool acquistò piena autonomia solo verso la fine del XVI sec., iniziando a svilupparsi rapidamente dopo la restaurazione degli Stuart (1660), in conseguenza dei progressi industriali del Lancashire, del commercio con l'Africa occidentale e con le colonie americane e del lucroso commercio degli schiavi. La fortuna commerciale di Liverpool ebbe inizio infatti con i traffici coloniali e successivamente, nel XVIII sec., con l'enorme sviluppo dell'industria cotoniera, che fecero di questo porto uno dei maggiori empori di cotone grezzo di tutta l'Europa. Il centro è dominato dalla St. George's Hall, opera principale di H.L. Helmes, uno degli edifici neoclassici più belli d'Inghilterra. Altri notevoli edifici sono: la Dogana, pure in stile neoclassico, l'antico ospedale Blue-Coat (1717), il palazzo municipale, ricostruito nel 1975, la vastissima cattedrale anglicana neo-gotica, iniziata nel 1904 e, risalente al 1933, la cattedrale cattolica in stile classico. La Walker Art Gallery contiene le raccolte di pitture di antichi maestri donate da G. Roscoe. Il Free Public Museum ha collezioni di antichità e un'importante serie di avori. Liverpool è altresì la città d'origine dei famosissimi Beatles.

Liverpool: St. George's Hall e Wallker Art Gallery

Liverpool: St. George's Hall e Wallker Art Gallery

Sheffield

(528.500 ab.). Città del Regno Unito, nel South Yorkshire, sorge ai piedi dei Monti Pennini, in una regione ricchissima di carbone. Fino agli anni Ottanta del XX sec. era il centro principale delle industrie metallurgiche inglesi. Vi fiorivano inoltre fabbriche chimiche, alimentari, vetrarie. Il settore di punta tuttavia rimaneva quello dell'acciaio e della coltelleria, oggi in declino a causa della forte concorrenza estera. La città è sede di università; tra i monumenti degni di nota: la cattedrale di San Pietro e Paolo (secc. XIV-XV), la galleria d'arte Graves con dipinti francesi e italiani e la Cutlers' Hall, palazzo classico del 1332, sede storica della corporazione dei fabbricanti di coltelli.

Manchester

(448.604 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo della contea denominata Greater Manchester (1.276 kmq; 2.531.000 ab.). Sorge nell'Inghilterra Nord-occidentale, sul fiume Irwell, a 50 km a Nord-Est di Liverpool. Posta in una delle più popolose regioni del Paese, al punto di convergenza di importanti linee ferroviarie ed aeree, di strade e vie d'acqua, in comunicazione diretta col mare tramite un canale navigabile, è uno degli empori di traffici più vivaci della Gran Bretagna. Grande centro della filatura e tessitura del cotone, oltre che della lana, del lino, della canapa e delle fibre artificiali. A tali attività si affiancano industrie metallurgiche, siderurgiche, meccaniche (macchine tessili), chimiche (coloranti, saponi), della gomma, della carta. Il nucleo più antico della città conserva alcuni edifici di interesse storico, quali la cattedrale gotica (XV sec.) e il Chetham's Hospital. Centro culturale di primaria importanza, è sede di università, gallerie d'arte, istituti scientifici e biblioteche. Numerosi centri periferici sono stati assorbiti in un'unica grande conurbazione che conta circa 2,5 milioni di abitanti. Antico centro fortificato romano (Mancunium), divenne nel VII sec. residenza dei sovrani sassoni del Wessex. Dopo la conquista normanna del 1066, si liberò dal giogo feudale nel 1301, mentre già si avviava a divenire la più importante città del Lancashire, grazie allo sviluppo dell'industria laniera e di quella tessile. Nel XIX sec. Manchester divenne il centro del movimento liberale inglese, che ebbe il suo organo nel giornale «Manchester Guardian». Collegata a quest'ultimo era la Scuola di Manchester, la più nota delle scuole di pensiero liberoscambiste, ispirata e diretta da Adam Smith. Nel 1831 entrò in funzione a Manchester la prima ferrovia per passeggeri, la tratta Manchester-Liverpool.

Bristol

(391.500 ab.). Città del Regno Unito, situata nell'Avonshire, alla confluenza del fiume Avon col Severn. È sempre stata un importante centro commerciale. Verso il Mille, una colonia sassone si stabilì al punto di confluenza dei due fiumi e già nel 1066 la città aveva raggiunto una discreta importanza. Da Bristol partirono Giovanni e Sebastiano Caboto per i viaggi di esplorazione (1497-98) del Nuovo Mondo scoperto da Cristoforo Colombo. Le industrie più diffuse sono quelle del vetro, del vasellame, del sapone e della lavorazione delle pelli. Importante è anche il settore dell'alta tecnologia. Inoltre vi sorgono fabbriche aeronautiche, chimiche e cantieri navali. Sede di una prestigiosa università, subì gravi danni durante la Seconda guerra mondiale, ma conserva tuttora pregevoli monumenti quali la chiesa St. Mary Redcliffe (1325-75), la cappella gotica di San Marco (XIII sec.), la Cattedrale, fondata nel 1298, e il Royal Theatre in stile georgiano.

Leicester

(283.900 ab.). Città del Regno Unito, nel Leicestershire. Situata sulle rive del fiume Soar, ospita industrie conciarie, chimiche, della gomma, metallurgiche, tessili, dell'abbigliamento. Anticamente fu fortezza dei Britanni, divenne poi la romana Ratae Coritanorum che assunse una certa importanza in epoca sassone e poi sotto i Normanni che la fortificarono. Sede di università e di gallerie d'arte, vanta una chiesa, St. Nicholas, le cui navate furono costruite dagli Anglosassoni nell'VIII sec. Della dominazione romana resta invece il Jewry Wall, un muro di 23 m di lunghezza, forse l'antica facciata di un complesso termale risalente al II sec. d.C.

Nottingham

(274.000 ab.). Città del Regno Unito, nel Nottinghamshire, sorge sul fiume Trent. Grande centro industriale, cominciò a svilupparsi in seguito all'invenzione di macchinari per il confezionamento delle calze. Importante per i maglifici, ha inoltre industrie conciarie, delle calzature, di materiale elettrico, di biciclette, manifatture di tabacchi e saponifici. Sede universitaria, fu una delle prime località a essere fondate dai Danesi (IX sec.), divenendo residenza del re del Wessex e di Mercia, Etelstano il Glorioso (924-39). Il Castello fatto erigere da Guglielmo il Conquistatore, costruzione che venne demolita per ordine di Cromwell nel 1644 e poco dopo riedificata, oggi custodisce una bella galleria d'arte e un museo. Ben viva nella memoria della città resta la leggenda medievale di Robin Hood e del suo acerrimo rivale, lo Sceriffo di Nottingham. Di notevole interesse la chiesa gotica di St. Mary (XV sec.).

Stoke-on-Trent

(238.000 ab.). Città del Regno Unito, nello Staffordshire, nell'Inghilterra centrale, sul fiume Trent. Centro minerario (carbone) e industriale (ceramiche, laterizi, prodotti farmaceutici). Le sei località che la costituiscono vengono chiamate The Potteries perché sede di produzione delle celebri ceramiche di Wedgwood, così chiamate dal nome del ceramista inglese Josiah Wedgwood, che nella seconda metà del XVIII sec. impiantò qui le prime manifatture di terraglie color avorio con motivi a rilievo oppure con decorazioni applicate.

Wolverhampton

(236.500 ab.). Città del Regno Unito, nello Staffordshire, sorge a Nord-Ovest dell'agglomerato urbano di Birmingham. Posta al centro di un importante bacino carbonifero, ha industrie metallurgiche, siderurgiche e meccaniche. Chiesa gotica di St. Peter (XV sec.), galleria d'arte e museo.

GALLES: LE CITTÀ

Cardiff

(315.100 ab.). Città del Regno Unito, capitale del Galles (20.732 kmq; 2.938.000 ab.). Situata alla foce del fiume Taff, nella regione di Glamorgan, la città sorge nel luogo ove si ergeva un antico Castrum romano, poi trasformato in castello dai Normanni agli inizi del XII sec. Nel 1535 ebbe per la prima volta il diritto di mandare propri rappresentanti ai Comuni e nel 1905 fu elevata al rango di City. Modesto villaggio fino alla metà del XIX sec., in seguito, rapidamente sviluppatasi, divenne il maggior porto della zona mineraria del Galles. Possiede il primato mondiale per l'esportazione del carbone, con imponenti installazioni portuali, ed è collegata con i più importanti porti del mondo. Notevoli sono le industrie metallurgiche, le raffinerie e i cantieri navali; negli ultimi anni sono cresciuti anche l'industria elettronica e il settore turistico. Monumenti pregevoli sono: il castello dei Marchesi di Bute, del quale restano le mura, e una torre del XII sec.; il palazzo del Tribunale, quello municipale, l'Università e il National Museum, che conserva reperti preistorici, sculture locali e pitture moderne.

Swansea

(224.600 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo della contea di West Glamorgan. Situata nel Galles meridionale, è una moderna città industriale (metallurgia e raffinerie e, negli ultimi anni, industrie high-tech), dotata di un attivo porto commerciale nella baia omonima aperta sul canale di Bristol. È sede universitaria. Fu fondata dai Normanni nel 1099, ma, a parte le vestigia del Castello eretto nel XIV sec. dal vescovo di Gower, non conserva monumenti antichi. La bellezza delle campagne circostanti e la penisola di Gower ne fanno una meta turistica e balneare di particolare richiamo.

SCOZIA: LE CITTÀ

Edimburgo

(448.400 ab.). Città del Regno Unito, capitale della Scozia (77.925 kmq; 5.067.000 ab.) e capoluogo della regione di Lothian, sorge presso la costa meridionale del Firth of Forth, ai piedi e sui primi pendii delle colline del Pentland. La fondazione della città, risalente al VII sec., è attribuita al mitico re Edwin del Northumberland. Il ruolo di prima città della Scozia le venne conferito nel 1437; entrando poi in un periodo di decadenza tra il XVII e il XVIII sec. Dal XIX sec. il suo grande sviluppo economico la pose ai primi posti tra i grandi centri manifatturieri della Gran Bretagna (industrie della birra e del whisky, della concia, cartarie, chimico-farmaceutiche, meccaniche, della gomma, tipografiche, editoriali). Oggi il settore di punta è quello terziario (servizi, finanza e turismo), che occupa la metà della forza lavoro della città. Il suo nucleo più antico sorge sul fianco orientale e ai piedi di un'altura coronata da un imponente castello. Edimburgo, sede del Parlamento scozzese dal 1999, è considerata una delle più belle città della Gran Bretagna, nonché una delle più prestigiose nel campo artistico e culturale. Vanta splendidi edifici civili e religiosi, tra i quali: il Palazzo Reale (secc. XVI-XVII), l'abbazia di Holyrood (XVII sec.) e il castello omonimo; la cattedrale di St. Giles (fondata nel 1120 e riedificata nei secc. XIV e XV), l'università, vari musei e gallerie d'arte. L'evento tradizionalmente di più alto rilievo culturale è l'Edinburgh International Festival, che dal 1947 ospita grandi opere teatrali e concerti di musica classica.

Edimburgo: Il parco cittadino

Scorcio di Edimburgo

Edimburgo: Il parco cittadino

Scorcio di Edimburgo

Glasgow

(577.000 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo della regione scozzese di Strathclyde. Situata sulle rive del fiume Clyde, a 35 km dal suo ampio estuario (Firth of Clyde), è per numero di abitanti la più grande città della Scozia. Il fiume l'attraversa e ne costituisce una basilare via di comunicazione, che storicamente ha favorito il commercio e l'industria delle costruzioni navali. I traffici commerciali, fiorenti già nel Medioevo, s'intensificarono nel XVIII sec., quando (in seguito all'Unificazione di Scozia e Inghilterra) la città divenne uno dei principali centri di importazione e di esportazione di merci con le colonie americane. Il successivo sfruttamento dei giacimenti carboniferi della zona diede impulso all'industrializzazione che ancor oggi riguarda soprattutto l'industria pesante. La città possiede tuttavia anche stabilimenti chimici, tessili, alimentari, del vetro, della carta e concerie. Sede universitaria, Glasgow ha un aspetto prevalentemente moderno; tra i monumenti si ricordano la Borsa (XIX sec.) e il Palazzo del Commercio (XVIII sec.). Unica grande costruzione di valore artistico è la Cattedrale (secc. VII-XV) in stile gotico. I cantieri navali, anche se in misura decisamente minore rispetto all'inizio del XX secolo, formano ancora la base produttiva dell'industria cittadina. Glasgow è però anche il principale centro scozzese per il commercio al dettaglio, oltre che uno dei primi venti centri finanziari europei e sede di società multinazionali.

Aberdeen

(206.600 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo della regione sozzese di Grampian. Sorge sulla costa del Mare del Nord. È un notevole porto peschereccio (aringhe, merluzzi), presso la foce del Dee; importante l'industria tessile che produce lana, canapa, iuta; è altresì sede di cantieri navali e di industrie meccaniche e chimiche. Divenne un centro di una certa importanza solo quando fu scelta come residenza reale scozzese, con Guglielmo il Leone (metà del XII sec.). Si sviluppò dall'unione di due nuclei, uno situato sul fiume Don, uno sul fiume Dee. Tra i monumenti si segnalano la Cattedrale (secc. XIV-XVI), la cappella dell'università del King's College e la Galleria d'Arte. È detta la città di granito, in virtù delle pietre usate per la sua costruzione.

Dundee

(143.090 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo della regione di Tayside, nella Scozia orientale, è un porto commerciale e peschereccio. Possiede industrie tessili (era uno dei maggiori centri del mondo per la lavorazione della iuta), metallurgiche, meccaniche, navali, petrolifere. Antica colonia dei Pitti, si oppose a lungo alla conquista inglese. Fu tra le prime città scozzesi ad accogliere la Riforma protestante. Sede universitaria, tra i monumenti si segnalano la Torre di St. Mary (XV sec.), il complesso formato dalle tre chiese parrocchiali, il castello di Dudhope e la Cattedrale.

Inverness

(41.200 ab.). Città del Regno Unito, disposta sulle rive del fiume Ness, è la città più a Nord della Scozia e viene considerata la porta delle Highlands. Essendo posta alla confluenza di vie marittime e terrestri ha avuto storicamente influenze di popolazioni diverse: Pitti, Vichinghi, Inglesi e clan scozzesi. I suoi edifici sono relativamente recenti (risalenti per lo più al XIX sec.), costruiti sulle rovine delle epoche più burrascose fatte di guerre e rivalità secolari. Lo stesso Inverness Castle, il monumento più noto della città (ora adibito a palazzo di Giustizia), fu costruito tra il 1834 e il 1847. Nelle adiacenze del Castello si trova l'Inverness Mueseum and Art Gallery, con collezioni permanenti sulla storia delle Highlands e mostre temporanee d'arte. Località di grande richiamo, facilmente raggiungibili dalla città, sono il Loch Ness, lago noto in tutto il mondo per le leggende legate al mostro che lo abiterebbe, e il campo di battaglia di Culloden, dove nel 1746 i giacobiti di Bonnie Prince Charlie furono sconfitti dall'esercito inglese guidato dal duca di Cumberland.

IRLANDA DEL NORD: LE CITTÀ

Belfast

(271.600 ab.). Città del Regno Unito, capitale dell'Irlanda del Nord (13.576 kmq; 1.702.600 ab.), sorge sulle rive del fiume Lagan, nella provincia dell'Ulster. È città modernissima e sede di un'importante università, nonché di un grande porto, con numerosi cantieri navali, e vi convergono tutte le linee industriali e commerciali dell'Irlanda; le sue fabbriche di cordami e le manifatture di tabacchi sono state a lungo le maggiori della Gran Bretagna. Vi sono inoltre industrie meccaniche, alimentari e dell'abbigliamento (tradizionale la lavorazione del lino). Conquistata dai Normanni nel 1177, si sviluppò soltanto nel XVII sec., con l'arrivo degli Ugonotti francesi e con l'espandersi dei commerci e dell'industria, specie quella manifatturiera. In questo senso fu determinante, nel XIX sec., la volontà politica di Londra di favorire lo sviluppo della più grande città irlandese del Nord, di maggioranza protestante e più fedele alla Corona, rispetto alla ribelle Dublino. Lo scontro politico-religioso che ne derivò è ancora oggi vivo, all'interno della stessa Belfast, nella cruda rivalità tra il quartiere lealista di Shankill e quello cattolico di Falss Road. La città moderna è sorta in seguito a varie opere di bonifica del Belfast Lough. Il nucleo antico presenta alcune costruzioni su palafitte, come il vecchio Municipio. Tra gli edifici degni di nota ricordiamo: la settecentesca Linen Hall Library, la più antica biblioteca di Belfast, la City Hall in stile rinascimentale, la Cattedrale in stile neoromanico e la Queen's University (1846-49). L'area urbana ha recentemente inglobato alcuni comuni limitrofi, creando una conurbazione che si estende per 30 km. Recentissima la città satellite di Craigavon.

Belfast: il castello

Belfast: il castello

Belfast e dintorni

Belfast e dintorni (english version)

Derry

(106.500 ab.). Città del Regno Unito, è la seconda per popolazione dell'Irlanda del Nord. Detta per molto tempo anche Londonderry (a sottolineare l'influenza inglese e protestante ivi esercitata sin dal XVII sec.), si trova sulla riva sinistra del fiume Foyle, a ridosso del confine Nord-occidentale con la Repubblica d'Irlanda. Fondata nel 546 d.C. come centro monastico, si sviluppò nel Medioevo come potente piazzaforte cinta da mura. Importante centro industriale, base navale e militare, è stata a lungo la città più a rischio dell'Ulster, teatro nel 1972 del cosiddetto Bloody Sunday (domenica di sangue), in cui 14 dimostranti cattolici vennero uccisi dalle forze dell'ordine britanniche. Oggi la convivenza fra protestanti e cattolici è molto più pacifica che in passato. Le mura bastionate costruite tra il 1613 e il 1618, ancora oggi in gran parte visibili, costituiscono un insieme di notevole pregio. Al loro interno vi è la città vecchia, con "The Diamond", la piazza quadrata vero cuore della città, e la Cattedrale di San Colomba eretta nello stile gotico tipico dei "planters" (i coloni britannici) fra il 1628 e il 1633, con torre a guglia del 1802.

UN'ISOLA CIRCONDATA DA ARCIPELAGHI

Scilly

L'arcipelago di Scilly (15,7 kmq) affiora dalle acque dell'Atlantico, una cinquantina di chilometri a Sud-Ovest della Cornovaglia, cui è legato fin dal 1337. Abitato da poco più di 2.000 persone, la maggior parte delle quali vivono sull'isola maggiore di St. Mary's, è composto da 5 isole (St. Mary's, Tresco, St. Martin's, St. Agnes e Bryher), una quarantina di isolotti minori e circa 150 scogli. Già conosciuto dai Fenici, l'arcipelago è tradizionalmente identificato con il paese di "Lyonesse", cioè il territorio in cui si svolgono le vicende descritte nella saga dei cavalieri della Tavola Rotonda. Nel XIX secolo, grazie alla mitezza del clima, inziò la coltivazione intensiva di fiori (narcisi, gigli e rose), ancora oggi voce importante dell'economia insulare. Tuttavia, le maggiori entrate sono ora garantite dal turismo, attirato dalle bellissime spiagge di sabbia e dalla varietà dei paesaggi. Il capoluogo dell'arcipelago è Hugh Town, situato sull'istmo sabbioso di St. Mary's, compreso tra il corpo principale dell'isola e il promontorio detto "Garrison", fortificato nel XVIII secolo. I servizi marittimi e aerei da e per la Cornovaglia fanno capo a Hugh Town. La seconda isola dell'arcipelago è Tresco, situata un miglio marino a Nord-Ovest di St. Mary's. La sua attrazione principale sono gli Abbey Gardens, giardini che raccolgono numerose specie di piante mediterranee, tropicali e subtropicali impossibili a trovarsi nel resto dell'Inghilterra. Numerosi, inoltre, i siti preistorici sparsi sulle isole, nonché i relitti di navi giacenti sui fondali marini.

Channel Islands

Le Isole del Canale (nel Canale della Manica), chiamate anche isole Normanne (data la vicinanza, geografica e storica, con la Normandia), sono divise dalla costa francese del Contentin da uno stretto braccio di mare. In esse vivono circa 150.000 abitanti. Le cinque isole principali dell'arcipelago sono Jersey, Guernsey, Alderney, Sark ed Herm. Le numerose bellezze naturali e il clima mite le rendono un apprezzato luogo di villeggiatura. Oltre al turismo, l'economia locale è attualmente basata sull'alta finanza, per via di un sistema fiscale particolarmente favorevole. Tra Ottocento e Novecento, invece, la risorsa principale è sempre stata la pesca, e l'intreccio dei famosi maglioni "jersey" e "guernsey" serviva per identificare i pescatori vittime di naufragi. Victor Hugo passò molti anni in esilio su Guernsey e non a caso, oltre a scrivervi il capolavoro I miserabili (Les misérables), vi ambientò I lavoratori del mare (Les travailleurs de la mer). Originariamente appartenenti alle terre francesi possedute dal duca di Normandia, le isole entrarono nella sfera d'influenza inglese allorché, nel 1066, Guglielmo il Conquistatore invase e conquistò l'Inghilterra, divenendone il monarca; furono poi ufficialmente annesse alla Corona da Enrico II nel 1154 e rimasero fedeli agli inglesi anche quando, nel 1204, il ducato di Normandia entrò a far parte del Regno francese. La Francia tentò di riprendersele ancora nel 1781, ma senza successo. Durante la seconda guerra mondiale l'arcipelago fu occupato dai tedeschi per ben cinque anni (1940-45). Oggi le Isole del Canale sono dipendenza diretta della Corona d'Inghilterra, benché non facciano parte del Regno Unito. La capitale dell'arcipelago è St. Peter Port (16.500 ab.), sulla costa orientale dell'isola di Guernsey.

Isola di Man

Anche questa grande isola del mare d'Irlanda (588 kmq; 77.000 ab.), come le Isole del Canale, non dipende dal Regno Unito, ma direttamente dalla Corona e ha leggi e valuta proprie (sebbene la moneta britannica abbia corso regolare). La conformazione interna dell'isola è piuttosto montagnosa (la vetta più alta, 620 m, è quella del monte Snaefell), mentre le coste, lunghe più di 100 miglia, sono basse e sabbiose. La risorsa economica principale è rappresentata dal turismo. Caratteristica curiosa dell'isola è la presenza del cosiddetto "Manx cat", unica specie di gatto senza coda, gelosamente protetto. La cittadina di Douglas (25.327 ab.) è il capoluogo dell'isola. Gli altri centri sono Ramsey, il pittoresco porto di pesca di Castletown (già antica capitale fortificata dell'isola di Man) e le località balneari di Peel, sulla costa occidentale, e di Laxey.

Spot

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Orcadi

Le Isole Orcadi (in inglese Orkney Islands) costituiscono una delle 32 regioni unitarie (unitary authorities) della Scozia. Sono composte da 67 isole, delle quali solo una ventina abitate, e occupano complessivamente un'area di 975 kmq. Il canale (spesso agitato) del Pentland Firth le separa dalla costa della contea di Highland, nel Nord della Scozia. L'isola principale dell'arcipelago è Mainland (Pomona), caratterizzata da verdi pascoli, piccoli laghi e improvvise scogliere; l'isola possiede inoltre una serie di siti archeologici preistorici, tutelati dall'Unesco quale Patrimonio dell'Umanità. La capitale amministrativa delle Orcadi è Kirkwall e si trova su Mainland. Kirkwall ha circa 7.000 abitanti, un porto rilevante e la bella Cattedrale di San Magnus, uno dei più importanti edifici religiosi scozzesi, risalente al XII sec. d.C. La seconda città delle Orcadi è Stromness, sulla costa occidentale di Mainland, con 2.000 abitanti circa. Il terzo insediamento è St. Margaret's Hope sull'isola di South Ronalsday. Sebbene gli alberi siano praticamente assenti, sulle Orcadi si pratica sia l'allevamento sia l'agricoltura, grazie al benefico effetto della Corrente del Golfo. Per lungo tempo isolato, l'arcipelago ha avuto un nuovo impulso economico a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, grazie alla scoperta di giacimenti petroliferi nelle acque vicine.

Shetland

Le Isole Shetland costituiscono una delle 32 regioni unitarie scozzesi. Sono un gruppo di 100 isole (delle quali solo 15 abitate) situate a Nord delle Isole Orcadi, più vicine alla Norvegia che alla Scozia. Con una superficie complessiva di 1.466 kmq esse contribuiscono a separare l'Oceano Atlantico (a Ovest) dal Mare del Nord (a Est). Morfologicamente sono caratterizzate da rilievi vari e accidentati, modellati da erosione glaciale, e da coste frastagliate con profondi fiordi. Tradizionalmente l'economia dell'arcipelago si è sempre basata sull'agricoltura, sulla pesca e sull'allevamento, in particolare di pecore dalla pregiatissima lana. A partire dagli anni Settanta del XX secolo, tuttavia, lo sfruttamento dei vicini giacimenti di petrolio scoperti nel Mare del Nord ha modificato l'economia e la fisionomia delle isole. Il capoluogo amministrativo delle Shetland è Lerwick (7.400 ab.), bella cittadina di case in pietra grigia, con un vivace porto turistico e commerciale, situata sull'isola maggiore di Mainland. Lo Shetland Mueseum di Lerwick racconta la storia delle isole, con reperti che vanno dalla preistoria alla dominazione norvegese, iniziata nel IX secolo d.C. e protrattasi per circa 500 anni (finché, nel 1472, la proprietà delle Shetland, insieme a quella delle Orcadi, passò alla Corona di Scozia). A Sumburgh Head, la punta meridionale dell'isola di Mainland, sorge il Jarlshof Preistoric and Norse Settlement, grande sito archeologico con abitazioni dell'età del Bronzo e del Ferro, costruzioni vichinghe, edifici medievali e un palazzo del XVI secolo. L'arcipelago ospita anche numerose specie di uccelli marini, come le splendide colonie di pulcinelle di mare dell'isola di Unst (sulla quale, tra l'altro, si trova il faro di Muckle Flugga, il punto più settentrionale della Gran Bretagna).

PICCOLO LESSICO

Albione

(dal latino albus: bianco). È il più antico nome, storicamente documentato, attribuito alla Gran Bretagna. L'appellativo trova giustificazione nel biancore delle alte coste a falesia che caratterizzano il litorale meridionale dell'isola.

Clan

Voce scozzese: discendenza. In origine, il membro più anziano, detto patriarca. Gli succedeva di diritto il figlio primogenito; da qui il significato del prefisso Mac (figlio di) che contraddistingue i cognomi di origine scozzese. Col tempo il clan si ampliò, accogliendo al proprio interno tutti coloro che riconoscevano l'autorità di un medesimo capo. Questo tipo di organizzazione sociale, favorita dalla dispersione delle popolazioni celtiche sul territorio, condusse alla formazione di un sistema tribale, basato su un forte senso della lealtà e del rispetto delle leggi. Le frequenti lotte fra i clan costituirono motivo di preoccupazione per i regnanti. Il declino del clan come organizzazione effettiva iniziò alla fine del Settecento, ma ne rimase vivo lo spirito, tanto da avviare, nell'Ottocento, la formazione di clan societies (associazioni di clan), che radunarono i membri di uno stesso clan. La tradizione sopravvive ai giorni nostri.

Commonwealth

La parola descrive complessivamente l'unione delle Nazioni, un tempo colonie dell'Impero britannico. I Paesi membri del Commonwealth sono Stati indipendenti e si autogovernano. Non esistono leggi scritte, un Parlamento o un capo, anche se la regina Elisabetta II è designata quale capo del Commonwealth ed è ancora riconosciuta capo dello Stato da molti Paesi. Gli Stati appartenenti al Commonwealth sono legati alla Gran Bretagna da interessi economici e finanziari. I 53 Paesi membri sono: Regno Unito, Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Bangladesh, Barbados, Belize, Botswana, Brunei, Camerun, Canada, Cipro, Dominica, Gambia, Ghana, Giamaica, Grenada, Guyana, India, Kenya, Kiribati, Lesotho, Malawi, Malaysia, Maldive, Malta, Maurizio, Mozambico, Namibia, Nigeria, Nuova Zelanda, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Salomone, Samoa, Seicelle, Sierra Leone, Singaporee, Sri Lanka, Sudafrica, Swaziland, Tanzania, Tonga, Trinidad e Tobago, Uganda, Vanuatu, Zambia, Zimbabwe; membri speciali (che non hanno diritto di partecipazione alle Conferenze dei Primi Ministri) sono Nauru e Tuvalu.

Firth

Termine con il quale è indicata un tipo di insenatura stretta e profonda, tipicamente scozzese, originata da una valle glaciale in seguito invasa dalle acque marine.

Glen

Voce scozzese: valle. Si tratta di una depressione, di forma allungata e stretta, modellata dall'azione dei ghiacciai e spesso invasa dalle acque a formare un Loch (lago).

Green belt

Locuzione inglese: cintura verde. Con questo nome si designa la fascia di boschi e terreni agricoli che, dalla fine degli anni Trenta, circonda la città di Londra. Questa zona, che ha una larghezza media di 8 km, risponde alle molteplici esigenze create dall'espansione vertiginosa e incessante della metropoli londinese. La «green belt» rappresenta un polmone per la depurazione dell'aria inquinata dallo smog cittadino e dalle esalazioni delle industrie, frena lo sviluppo urbano e inoltre costituisce uno spazio per attività ricreative (vi sorgono infatti attrezzature sportive, giardini, ecc.).

Highlander

Voce inglese: abitante delle Alte Terre, le Highlands, appunto, che sono rilievi tondeggianti situati nella zona più settentrionale della Scozia. Gli abitanti delle Highlands sono di origine celtica e mantengono gelosamente una propria lingua e proprie tradizioni, caratterizzate da un acceso particolarismo e da una filosofia di vita carica di elementi fantastici e irrazionali, opposta al pragmatismo inglese.

Loch

Voce scozzese usata per indicare un lago. Sono molto numerosi in Scozia e sono originati da una valle glaciale. I laghi scozzesi sono tutti lunghi e stretti: i principali sono Loch Lomond e Loch Ness, a cui è associata la celeberrima leggenda secondo la quale nelle sue caverne subacquee e insondabili si celerebbe un terrificante e gigantesco mostro preistorico.

Lowlander

È l'abitante delle Basse Terre (Lowlands), situate tra i Monti Grampiani, a Nord, e le Southern Uplands a Sud. Sono pianure lievemente ondulate, ricche di bacini carboniferi che accentrano la maggioranza della popolazione scozzese. Sorgono qui le due città principali della Scozia: Glasgow ed Edimburgo. Gli abitanti di questa zona si distinguono nettamente dagli Highlander, essendo più anglicizzati per mentalità e stile di vita.

New Towns

Voce inglese: città nuove. Sorte a più riprese negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta al di là della cintura verde, la green belt, vengono chiamate anche città-giardino e sono state accuratamente pianificate e realizzate a misura d'uomo. Distano una cinquantina di chilometri dal centro: esse rappresentano la fitta area metropolitana di Londra.

Pub

Locale pubblico (da public house: letteralmente edificio pubblico) simile al bar, ma caratterizzato da un ambiente più raccolto e spesso arricchito da arredi antichi. Infatti la maggioranza di questi locali, vere istituzioni nazionali, risale al 1700. Tradizionale luogo di ritrovo e di conversazione, talora ospita gruppi musicali e iniziative culturali. Vi si servono alcolici e pasti rapidi.

Spot

Spot

Scisma anglicano

L'evento più significativo del Regno di Enrico VIII (1509-47) fu il definitivo distacco dalla Chiesa cattolica romana e la creazione della Chiesa anglicana. La rottura fu determinata dall'opposizione papale al divorzio di Enrico da Caterina d'Aragona, accusata di non aver generato un erede maschio. Opponendosi all'autorità papale e sposando Anna Bolena, Enrico sancì l'abolizione dell'autorità pontificia nel Paese e si proclamò capo supremo della Chiesa d'Inghilterra con l'Atto di supremazia del 1534. La nuova religione anglicana manteneva, nel ritualismo, cerimonie e paramenti del Cattolicesimo, mentre dal punto di vista teologico abbracciava la dottrina dei riformatori protestanti, specie di Calvino. La Bibbia era accolta come unica regola della fede; si accettavano la dottrina della predestinazione e l'eucarestia come atto simbolico. Fu adottato come testo ufficiale Il libro della preghiera comune (1559), oltre ai Trentanove articoli di fede anglicana. La gerarchia si strutturò attorno ai vescovi, nominati dal re. Tuttavia, dopo la rivolta delle colonie in America, la Chiesa locale divenne episcopale rifiutando la dipendenza dalla Corona inglese. L'Anglicanesimo è oggi organizzato in diocesi sottoposte all'autorità dell'arcivescovo di Canterbury.

Shire

Significa contea e come suffisso caratterizza la maggioranza dei nomi di contea dell'Inghilterra e del Galles. Per esempio, Bedfordshire significa contea di Bedford.

Tamigi

Il nome deriva dal latino Tamesis. È il più lungo fiume del Paese (330 km). Attraversa il settore meridionale dell'Inghilterra percorrendolo da Ovest a Est. Nasce infatti dal versante orientale dei Costwold Hills, nel Gloucester. All'origine è costituito da quattro rami (Tamigi, Coln, Churn e Leach). A Leachlade il fiume entra in pianura e inizia un percorso molto sinuoso in direzione Est. Lungo il suo corso, riceve dal bacino di Oxford il Chervell e bagna la città di Oxford. Attraversa la stretta gola di Goring e penetra quindi presso Reading nel bacino di Londra; bagna Windsor e Staines e si snoda lungo il grande agglomerato urbano della capitale. A circa trenta chilometri dal centro di Londra, si apre in un lungo estuario a forma di imbuto e sfocia nel Mare del Nord. L'estuario rappresenta una delle più importanti vie d'acqua per i traffici e le comunicazioni.

Tartan

Tessuto a disegni e colori differenti secondo le caratteristiche di ciascun clan, di cui costituisce l'elemento distintivo.

Whisky

Termine derivato dell'antica lingua gaelica: acqua di vite. Si ottiene da mosti fermentati di grano, di avena e di orzo (dal quale deriva il termine «pure malt» che significa di puro malto). Alimenta una fiorente industria in costante espansione. Benché prodotto a livello nazionale, soltanto il whisky della Scozia del Nord detiene il primato di qualità in virtù dell'acqua torbosa che gli conferisce un sapore inimitabile. Anche la distillazione, ottenuta mediante la combustione della torba, ne accresce i pregi. Mentre gli Highlands producono il meglio del «malt», il resto della Scozia produce i «blended» (miscugli). Centro maggiore per l'imbottigliamento è Glasgow.

PERSONAGGI CELEBRI

Tony Blair

Uomo politico britannico (n. Edimburgo 1944). Laureatosi in Giurisprudenza a Oxford, iniziò la sua carriera politica in Parlamento nel 1983, ricoprendo altresì differenti ruoli in diversi Governi-ombra. Leader del Partito laburista, fu nominato premier una prima volta nel 1997, imponendosi all'attenzione internazionale come il più giovane primo ministro inglese del XX secolo. Il Governo da lui presieduto intese rilanciare l'economia, garantendo allo stato sociale quei servizi contro cui l'amministrazione precedente si era accanita per pareggiare i bilanci (sanità e scuola). Sul fronte interno Blair diede notevole impulso al dialogo sulla questione dell'Irlanda del Nord. Dopo un secondo incarico alla guida del Gabinetto britannico nel 2001, ne ottenne un terzo consecutivo nel 2005. Fu tuttavia al centro di aspre polemiche in materia di politica estera, in particolare dopo l'appoggio incondizionato fornito dal Governo Blair all'alleato nordamericano in occasione della campagna militare in Afghanistan e sopratutto, dal 2003, di quella in Iraq.

Un primo piano di Tony Blair

Un primo piano di Tony Blair

Sir Winston Churchill

Uomo politico inglese (Blenheim Palace, Oxford 1874 - Londra 1965). Originario dell'Oxfordshire, compì studi militari. Partecipò alla guerra anglo-boera in Africa e in seguito entrò in politica, militando nel Partito conservatore, ove si segnalò per la rigidissima linea antilaburista. Nemico accanito di Adolf Hitler, temendo il minaccioso riarmo tedesco, organizzò nel 1939 il blocco navale contro la Germania, cercando nell'URSS un alleato e incontrandosi a Terranova (agosto del 1941) con il presidente degli Stati Uniti Roosevelt. Fu l'ispiratore della Carta atlantica, un primo tentativo di formulare nuovi obiettivi di pace e di resistenza alle forze di aggressione dell'Asse (così era definito il patto di alleanza fra Germania, Italia e Giappone). Alcuni mesi dopo gli Stati Uniti entrarono in guerra a fianco dell'Inghilterra. Da quel momento la storia della guerra viene a coincidere in gran parte con la storia degli incontri Churchill-Roosevelt, ai quali più tardi si aggiunse Stalin. Da tali incontri scaturirono la direzione politica e la condotta strategica degli alleati. Nel novembre 1943 si ebbe il primo incontro a tre, Churchill, Roosevelt e Stalin, a Teheran, in cui venne deciso il totale annientamento del Nazismo e del militarismo germanico, e furono concertati i piani di un triplice attacco da Est, Ovest e Sud in Europa. Un incontro avvenuto nel febbraio 1945 a Yalta, in Crimea, stabilì che ognuna delle tre potenze avrebbe occupato una diversa zona della Germania, e la Francia una quarta. Inoltre le tre potenze s'impegnavano, con la Dichiarazione sull'Europa liberata, a costituire Governi provvisori e democratici nei Paesi liberati dell'Europa. Come capo del Governo durante la guerra fredda fu fautore di una politica estera utile, ma nel 1955 dovette ritirarsi per motivi di salute. Autore di numerosi e pregevoli volumi storici, vinse il Nobel per la letteratura nel 1953.

Winston Churchill, con Roosevelt e Stalin alla Conferenza di Yalta

Winston Churchill, con Roosevelt e Stalin alla Conferenza di Yalta

Oliver Cromwell

Uomo politico inglese (Huntingdon 1599 - Londra 1658). Fu capo dell'opposizione puritana sotto il Regno di Carlo I (1625-49); quando il sovrano decise di sciogliere il Parlamento e di governare da solo, i puritani, una setta religiosa che cercava di "purificare" alcuni elementi della religione protestante inglese e di moralizzare i costumi, si riunirono sotto l'autorità di Cromwell e portarono il conflitto tra Monarchica e Parlamento a momenti drammatici. Nel 1642, ritiratosi il re nello Yorkshire, scoppiò una guerra civile durata sei anni e conclusasi con la cattura del sovrano da parte del Parlamento, e con drastiche e autoritarie modifiche nell'assetto governativo. Infatti Cromwell, pur proclamando la Repubblica (Commonwealth), ridusse il Parlamento a soli 36 deputati, soppresse la Monarchia e la Camera alta e fece decapitare il re (1649). Durante la dittatura di Cromwell l'Inghilterra accrebbe la propria potenza militare e politica, nonché economica, soprattutto in seguito alla vittoriosa guerra condotta contro la potenza commerciale dell'Olanda (1652-54); nello stesso periodo l'Inghilterra fu anche costretta ad adottare il rigido stile di vita puritano, improntato ad un'austera moralità. Molte festività furono soppresse, si punì ogni forma di lusso, si chiusero i teatri, si abolirono gli spettacoli, le danze e ogni tipo di intrattenimento, ritenuti manifestazioni del peccato. Infine i puritani distrussero immagini religiose e dipinti, considerandoli espressioni di idolatria. Tali disposizioni, fortemente avversate dalla popolazione, prepararono il terreno per il ritorno della Monarchia, che si verificò nel 1660 con il richiamo dall'esilio del figlio di Carlo I, Carlo II.

Elisabetta I

Regina inglese (Greenwich 1533 - Richmond 1603). Figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, succedette sul trono inglese alla sorella Mary, cattolica, e regnò dal 1558 al 1603. Nata da un'unione ritenuta illegittima dalla Chiesa cattolica romana, Elisabetta, intelligente e scaltra, si adoperò per fare dell'Inghilterra un Paese protestante. Diede perciò inizio a una lunga serie di persecuzioni contro i cattolici, imprigionò e fece uccidere la cugina Mary Stuart, cattolica, e intraprese una vittoriosa guerra contro Filippo di Spagna, il difensore del Cattolicesimo europeo. Mentre l'Inghilterra guadagnava prestigio grazie alla vittoria sulla Spagna, Elisabetta diede impulso all'esplorazione di terre nuove e lontane favorendo i viaggi per mare dei famosi Francis Drake, John Hawkins e Walter Raleigh. Il commercio venne così esteso alle nuove colonie conquistate in America e in Oriente. L'espansione economica e politica, la fioritura delle arti e la potenza cui il Paese assurse, vennero designati sotto il nome di Età elisabettiana, periodo di massimo splendore della storia e della cultura inglese.

Elisabetta II

Regina del Regno Unito (n. Londra 1926). Attuale regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, è figlia primogenita di Giorgio VI e della regina madre Elisabetta. Incoronata nel 1952, sposò nel 1947 Filippo di Mountbatten, divenuto in seguito duca di Edimburgo, dal quale ebbe quattro figli: Carlo, principe di Galles (1948), Anna (1950), Andrea (1960), Edoardo (1964). Conservò sempre una linea di non ingerenza nel sistema dei partiti. Attraverso numerosi viaggi consolidò i rapporti tra il Regno e i Paesi membri del Commonwealth. Figura carismatica e tradizionale, la regina ha una funzione puramente rappresentativa.

La regina Elisabetta con Carlo Azeglio Ciampi in visita in Italia nel 2000

Un'immagine di Lady Diana Spencer

La regina Elisabetta con Carlo Azeglio Ciampi in visita in Italia nel 2000

Lady Diana Spencer

Nobile inglese (Sandringham 1961 - Parigi 1997). Appartenente a un'illustre famiglia della contea di Northampton, sposò nel 1981 il principe Carlo di Galles, da cui divorziò nel 1996. Dal matrimonio nacquero due figli: William (n. 1982) e Harry (n. 1984). Il suo fascino e il suo stile di vita, estraneo all'austerità tipica della Monarchia inglese, la resero cara al popolo. Morì in un incidente d'auto.

Un'immagine di Lady Diana Spencer

Margaret Thatcher

Donna politica inglese (n. Grantham, Lincolnshire 1925). Conseguita la laurea in Chimica a Oxford, si iscrisse successivamente alla facoltà di Giurisprudenza, orientandosi verso la professione legale e la carriera politica nelle file del Partito conservatore. Eletta ai Comuni nel 1959, fu ministro dell'Educazione (1970-74) nel Gabinetto di Edward Heath e nel 1975 assunse la leadership del Partito. Con la vittoria elettorale dei conservatori nel 1979, ottenne l'incarico di primo ministro. La sua politica rigorosamente liberista, attraverso la quale si proponeva una riduzione della presenza dello Stato nell'economia, un incremento delle privatizzazioni, un programma di smantellamento dello Stato assistenziale e di tagli alla spesa pubblica, favorì una ripresa dell'economia e portò a una riduzione del tasso di inflazione. Tuttavia, la popolarità della Thatcher fu offuscata dall'aumento della disoccupazione e dall'atteggiamento intransigente del primo ministro nei confronti dei sindacati. Nei confronti del grave problema dell'Ulster, la Thatcher mantenne un atteggiamento rigido, scatenando ondate di protesta nella regione. Molte polemiche suscitò il programma finanziario inaugurato negli anni 1988-89. Coerente nell'appoggio da sempre accordato agli imprenditori, il primo ministro inglese varò una misura finanziaria (poll tax) tendente a colpire soprattutto la classe dei lavoratori dipendenti. Sul piano della politica estera la Thatcher, pur dichiarandosi sostenitrice di una cultura europea, fece proprio un atteggiamento di chiusura rispetto al progetto di unificazione comunitaria. Il suo atteggiamento di isolamento rispetto alla CEE fece nascere contrasti all'interno del suo stesso Partito, aggravati dal ripresentarsi di problemi economico-sociali nel Paese. Nel 1990 la Thatcher rassegnò le dimissioni dal Governo.

Margaret Thatcher il giorno del suo 80° compleanno

Una storica immagine dei Beatles

Rolling Stones° compleanno

Margaret Thatcher il giorno del suo 80° compleanno

The Beatles

Complesso musicale inglese. Composto da George Harrison (Liverpool 1943 - Los Angeles 2001, chitarra solista), John Lennon (Liverpool 1940 - New York 1980, chitarra ritmica), Paul McCartney (n. Liverpool 1942, chitarra basso) e Ringo Starr (n. Liverpool 1940, batteria), il gruppo ottenne il primo immediato successo nel 1962 con il brano "Please please me". Affermatosi definitivamente con brani di straordinaria orecchiabilità (She loves me, All you need is love, Lady Madonna, Obladì-Obladà, Michelle, Help, Revolution), il complesso dei Beatles diventò un vero e proprio fenomeno di massa, simbolo e mito degli anni Sessanta. Il gruppo si sciolse nel 1970.

Una storica immagine dei Beatles

The Rolling Stones

Complesso pop-rock inglese. Fondato nel 1963 da Mick Jagger (voce, armonica e chitarra), Keith Richard (chitarra e voce), Bill Wyman (basso), Charlie Watts (batteria) e Brian Jones (chitarra e voce), sostituito dopo la sua morte (1969) da Mick Taylor e, nel 1974, da Ron Wood. Negli anni Sessanta il gruppo fu considerato il principale rivale dei Beatles, dai quali si differenziò per una maggiore tendenza al ritmo e alla provocazione. Nel 1991 Wyman lasciò la band. Fra i maggiori successi dei Rolling Stone ricordiamo: Satisfaction, Lady Jane, Let's Spend the Night together, Brown Sugar, Let It Bleed.

I Rolling Stones

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ALTRI CENTRI

Bath

(78.700 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo del distretto di Bath and North East Somerset (346 kmq; 170.900 ab.). La città, distesa sulle rive dell'Avon, ha legato le proprie fortune all'attività termale sin dall'epoca romana. Il suo assetto urbanistico odierno è in prevalenza settecentesco e neoclassico, dovuto all'opera di architetti quali John Wood e figlio, Thomas Baldwin e John Adam. Con le sue splendide Terme romane, la gotica Abbey Church, i suoi giardini e musei (fra cui il Jane Austen Centre, dedicato alla scrittrice che qui visse tra il 1801 e il 1806), nel 1987 la località è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.

Brighton

(192.500 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo del distretto di Brighton and Hove (83 kmq; 251.500 ab.). Situata sulla costa Sud dell'Inghilterra, rimase a lungo un piccolo villaggio di pescatori finché, sul finire del XVIII sec., divenne meta ambita fuori Londra del famigerato principe reggente, futuro Giorgio IV, che diede il nome al particolare stile architettonico Regency, tipico di Brighton. Tutt'oggi rinomata stazione balneare, è al tempo stesso un centro cosmopolita e culturalmente vivace, sede dell'Università del Sussex e dell'Università di Brighton, nonché di scuole d'arte e di medicina alternativa. Il sontuoso Royal Pavilion, trasformato dall'architetto John Nash (tra il 1815 e il 1823) in un palazzo in stile orientale unico nel suo genere, con cupole a cipolla, minareti, pinnacoli all'indiana e cuspidi, è divenuto il simbolo della città.

Cambridge

(90.440 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo del Cambridgeshire (3.046 kmq; 571.900 ab.). Sorge in pianura, sulla destra del fiume Cam. La città deve la notorietà alla sua famosa università, fondata nel XIII sec., che caratterizza tutta la vita cittadina. Cambridge è sede di molte istituzioni culturali, connesse all'università. I college più famosi, lungo il Cam, sono il Trinity (1546), il King's (1441), con una bellissima cappella tardo-gotica (1446-1515), e il Queen's (1446). Fondata dai Romani, crebbe intorno al castello ricostruitovi dai Normanni nel 1068. Nel 1224 vi si stabilirono i Francescani, qualche decennio più tardi Domenicani, Carmelitani e Agostiniani; questi ultimivi organizzarono l'insegnamento universitario. L'Università di Cambridge divenne il centro della cultura umanistica in Inghilterra; fu poi la più sollecita ad accogliere la riforma luterana; durante la guerra civile la città universitaria fu occupata dalle truppe di Cromwell che ne cacciarono i dissidenti. Dopo l'istituzione (1663) della prima cattedra di Matematica, tenuta da Newton tra il 1669 e il 1702, l'università acquistò un prevalente indirizzo scientifico; nel 1882 venne riorganizzata in base a un nuovo ordinamento, l'University of Oxford and Cambridge Act. La chiesa più antica è quella di San Benedetto che conserva una torre del periodo sassone. Notevole quella del Santo Sepolcro, una delle quattro chiese medioevali a pianta circolare esistenti in Inghilterra; mentre Santa Maria la Grande (1478-1608) presenta forme del gotico tardivo. Importante, infine, il Fitzwilliam Museum, ricco di dipinti, sculture, ceramiche e collezioni di monete.

Canterbury

(43.700 ab.). Città del Regno Unito, nel Kent, situata in una bella valle sullo Stour. Canterbury è centro commerciale per i prodotti agricoli della piana circostante e ospita industrie alimentari, concerie e stabilimenti di materiale edilizio. Superba la sua cattedrale gotica, eretta nel XII sec. Nel 596 vi fu fondato da sant'Agostino il seggio episcopale. È sede dell'arcivescovo anglicano primate d'Inghilterra. Dopo l'assassinio dell'arcivescovo Thomas Becket nella cattedrale (1170), durante il Medioevo Canterbury divenne meta di pellegrinaggi. Il centro che rappresenta il nucleo più antico della città conserva le mura medioevali e un torrione del XII sec.

Coventry

(300.844 ab.). Città del Regno Unito, nel Warwickshire, è il maggiore centro manifatturiero dell'Inghilterra. Vi sono inoltre industrie pesanti e arsenali. Città fondata nel 1043, conserva la notevole chiesa di St. Mary, in stile gotico, costruita nel 1340-42: all'interno si trova la Hall, con soffitto intagliato del XIV sec., preziose vetrate e arazzi. Di particolare arditezza architettonica la cattedrale di St. Michael (secc. XIII-XV), ricostruita dopo la guerra, che ne aveva risparmiate soltanto le mura perimetrali e la torre.

Derby

(223.200 ab.). Città del Regno Unito, nel Derbyshire, 100 km a Sud-Est di Manchester, sorge sul fiume Derwent. Importante centro industriale nel ramo tessile, conciario, meccanico (automobili Rolls-Royce), delle porcellane. Conserva notevoli monumenti religiosi. Già colonia romana, ebbe grande impulso nel XVIII sec. con il sorgere dell'industria serica e delle porcellane.

Exeter

(111.300 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo della contea di Devon. Analogamente ad altri centri del Sud-Ovest dell'Inghilterra, la città, sorta intorno al 50 d.C. come colonia romana, prosperò a lungo grazie alla lavorazione della lana, esportata attraverso il porto realizzato nell'estuario del fiume Exe, canalizzato nel XVI secolo. Oggi è un vivace centro turistico e culturale, sede di una rinomata università. Con tassi di criminalità e di inquinamento minimi, e con ottimi servizi, Exter è stata eletta a più riprese prima città inglese per qualità della vita. La facciata della sua maestosa Cattedrale (1114-1380) è un capolavoro del gotico ornato. Nonostante i bombardamenti tedeschi del 1942, il centro storico conserva antiche case in arenaria rossa e vie pittoresche; notevoli anche le vecchie mura di cinta e i resti del castello normanno di Rougemont.

Norwich

(121.550 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo della contea di Norfolk, nell'Inghilterra Sud-orientale. Situata sulle sponde del fiume Wensum, Norwich è il principale centro della East-Anglia fin dal 1094, quando vi fu insediata la sede vescovile. Proprio le guglie e le torri delle numerose chiese cittadine documentano la prosperità goduta dalla città a partire dal XIV secolo, allorché l'arrivo dei tessitori fiamminghi ne fece il polo commerciale della regione. Attivo porto fluviale, è anche un importante nodo ferroviario. Vi hanno sede industrie elettromeccaniche, tessili, del cuoio, alimentari. Il centro della città originaria sorge all'interno di un'ansa del Wensum, in prossimità del quale fu costruita, a partire dal 1096, la Cattedrale romanica (notevoli il coro intagliato del XV sec. e il chiostro del XIV sec., l'unico a due piani in Gran Bretagna). La chiesa di St. Peter Mancroft (1430-55), imponente costruzione gotica, possiede un grandioso battistero e vetrate medievali, prodotti localmente. Il Castello normanno, eretto su un'altura artificiale nel XII sec., ospita ora un museo e una ricca pinacoteca.

Oxford

(134.248 ab.). Città del Regno, capoluogo dell'Oxfordshire (2.605 kmq; 615.200 ab.), sorge sul Tamigi. Ha avuto negli ultimi decenni un notevole sviluppo nel settore secondario: macchine industriali e agricole, battelli, veicoli. Fiorente l'industria tipografica. Antico insediamento sassone cristianizzato nell'VIII sec., si affermò come centro strategico, religioso e commerciale intorno a un'abbazia agostiniana e a un castello. La sua università, uno dei più antichi centri del sapere del mondo, ebbe il primo riconoscimento nel 1214. Accanto all'università, sorsero ben presto i college, che oggi ammontano a più di 20. Annessa all'università è la biblioteca Bodleiana fondata nel 1602 da Thomas Bodley, che possiede importanti codici e una pregevole serie di editiones principes di autori greci e latini. I celebri college, prevalentemente in stile gotico, i giardini e i parchi, le chiese di San Michele (XI sec.) e di Santa Maria (XIII sec.), la Christ Church (XII sec.), fanno di Oxford uno dei centri più pittoreschi e artisticamente più ricchi d'Inghilterra, meta di un forte afflusso turistico.

Plymouth

(257.500 ab.). Città del Regno Unito, nel Devonshire, è situata sulla costa nord-orientale della baia omonima, sul canale della Manica. Dotata di un grande porto, ha un'economia basata sul commercio marittimo e sulle attività manifatturiere della grande area urbana, che comprende i centri di Stonehouse e di Devonport. Industrie cantieristiche, alimentari, elettromeccaniche, conserviere, del pesce, dei liquori. Fu qui fondata la famosa fabbrica di porcellana Cookworthy (1770) in seguito trasferita a Bristol. È inoltre sede di un'università e di una base navale militare. Fu gravemente danneggiata nel corso del secondo conflitto mondiale.

Southampton

(213.500 ab.). Città del Regno Unito, nell'Hampshire, alla foce del fiume Itchen. Importante porto commerciale e sede di industrie alimentari, della gomma, metallurgiche, delle costruzioni navali, aeree, ferroviarie e chimiche. Aeroporto. Sorge sul luogo di un piccolo centro (Clausentium) abitato già in epoca romana, presso il quale i Sassoni fondarono il villaggio di Hantune. La città si sviluppò nel Medioevo come attivo porto militare e mercantile, ma la crescente importanza assunta da Londra diede inizio a un periodo di decadenza che durò fino alla metà del XIX sec. Di notevole interesse il nucleo medioevale dell'abitato che conserva antichi edifici pubblici e privati.

Stratford

(120.650 ab.). Città del Regno unito, nel Warwickshire, situata sulle sponde del fiume Avon. Città natale di William Shakespeare, è visitata ogni anno da quattro milioni di turisti. Ma oltre alla casa del grande poeta (Shakespeare'Birthplace, costituita da due edifici cinquecenteschi a graticcio), alla sua tomba custodita nella chiesa gotica di Holy Trinity e all'imponente Royal Shakespeare Theatre, a lui dedicato, la città ospita altri luoghi d'interesse: dalle numerose chiese, al museo Teddy Bear, ai Bancroft Gardens, alla Nash House, che ospita un piccolo mueseo di storia cittadina.

York

(183.100 ab.). Città del Regno Unito, capoluogo della contea del North Yorkshire, lungo il fiume Ouse. Nata in epoca romana come capitale della provincia anglicana del Nord, York fu uno dei centri più importanti del Paese fino a tutto il Medioevo. Oppose una feroce, quanto inutile, resistenza all'introduzione della Riforma e alla rivoluzione di Cromwell. Più volte il Parlamento inglese ebbe sede a York e spesso vi risiedettero i re d'Inhilterra. Dopo un lungo periodo di declino, la precoce vocazione turistica della città l'ha preservata nel suo aspetto pittoresco e romantico. La gotica Cattedrale di St. Peter è uno tra i monumenti più solenni e imponenti di tutta la Gran Bretagna. Eretta sul luogo dove in origine sorgeva una piccola cappella del 627 d.C. (realizzata per il battesimo di Edwin, re di Northumbria), in essa vi si distinguono chiaramente tre periodi architettonici: gotico primitivo (1220-60, transetto); gotico ornato (1280-1350, navate e Chapter House); gotico perpendicolare (1361-1472, coro e torri). Subì poi negli anni numerosi lavori di rifacimento. Tra i luoghi degni di nota ricordiamo anche: la cerchia delle mura medievali, i Museum Gardens, che accolgono le rovine della duecentesca St. Mary's Abbey, la contemporanea Clifford's Tower, la chiesa romanico-gotica di All Saints, che conserva bellissime vetrate istoriate del XV sec., e la serie dei musei cittadini (Yorkshire Museum, City Art Gallery, Jorvik Viking Centre, Castle Museum e National Railway Museum).

DIPENDENZE DELLA CORONA BRITANNICA

Isole del Canale o Normanne

(195 kmq; 151.000 ab.). Arcipelago posto nel Canale della Manica, fra la penisola francese del Cotentin, a Est, e quella della Bretagna, a Sud Ovest. È formato dalle Isole Jersey, Guernsey, Alderney, Herm, Sark e altre minori. Capoluogo: Saint Peter Port (16.500 ab.). Lingua: inglese e francese.

Isola di Man

(588 kmq; 77.000 ab.). Isola del Mare d'Irlanda. Capoluogo: Douglas (25.347 ab.). Dipendenza della Corona britannica, ha istituzioni legislative proprie; successivamente alla riforma del 1990 la carica di governatore generale, rappresentante della Corona, venne sostituita da quella di presidente del Parlamento (Tynwald). Lingua: inglese.

TERRITORI ESTERNI DEL REGNO UNITO

Anguilla

(96 kmq; 13.000 ab.). Nord America. Isola delle Piccole Antille a Nord dell'isola di Saint Martin. Comprende anche l'isolotto di Sombrero e alcuni isolotti minori. Capoluogo: The Valley (1.200 ab.). Già possedimento britannico, nel 1967 divenne Stato associato al Regno Unito, insieme alle Isole di St. Kitts e Nevis. Dal 1980 le sue istituzioni sono direttamente dipendenti dal Regno Unito. Moneta: dollaro dei Caribi orientali. Lingua: inglese (ufficiale). La maggioranza della popolazione professa la religione protestante. Vi si trovano coltivazioni di cotone e canna da zucchero.

Bermuda

(53,5 kmq; 65.000 ab.). Nord America. Arcipelago dell'Oceano Atlantico settentrionale, a Nord-Est delle Antille. Comprende circa 360 isole e isolotti corallini, di cui solo una ventina abitate. La maggiore è Gran Bermuda (39 kmq). Il capoluogo è Hamilton (1.500 ab.), sull'Isola di Gran Bermuda. Colonia britannica, Bermuda è dotata di un'Assemblea legislativa formata da 40 membri. Moneta: il dollaro delle Bermuda. Lingua: ufficiale è l'inglese. La maggioranza della popolazione professa la religione protestante. Il commercio si svolge con gli Stati Uniti e il Canada ed è formato soprattutto da prodotti agricoli (orticoli e floreali), largamente coltivati grazie al clima particolarmente favorevole che rende il terreno fertilissimo. Vi prospera anche il tabacco, il caffè, il banano, ecc. Scoperte nel 1515 da J. Bermúdez, nel 1684 vennero acquistate del Regno Unito; durante la seconda guerra mondiale (1940) il Regno Unito vi cedette in affitto agli USA (per 99 anni) le proprie basi aeree e navali. Sull'Isola di St. George sorge una base navale, di importanza strategica, specialmente dopo l'apertura del canale di Panamá.

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Cayman

(262 kmq; 42.000 ab.). Nord America. Arcipelago situato a Nord-Ovest della Giamaica e a Sud di Cuba; comprende le tre Isole di Grand Cayman, Little Cayman e Cayman Brac. Il capoluogo è Georgetown (21.000 ab.), sull'Isola di Grand Cayman. Scoperto nel 1503 da Cristoforo Colombo, l'arcipelago fu poi ceduto dalla Spagna agli Inglesi (1670). Già dipendenza della Giamaica, Cayman è colonia britannica dal 1959. Moneta: dollaro delle Isole Cayman. Lingua: ufficiale è l'inglese. La maggioranza della popolazione professa la religione cristiana. Le risorse economiche sono costituite dal turismo e dalla pesca.

Georgia del Sud e Sandwich Australi

(4.263 kmq; non esiste una popolazione stabile). Antartide. La prima è un'isola dell'Oceano Atlantico Meridionale occupata da una catena montuosa culminante nel monte Paget (2.934 m) e interamente ricoperta da ghiacci. Le seconde sono un gruppo di isole vulcaniche dell'Oceano Atlantico meridionale, a Sud-Ovest della Georgia del Sud. Scoperte da Cook nel 1775, vennero colonizzate da un gruppo di pescatori britannici e statunitensi a partire dal 1788. Nel 1832 divennero colonia britannica insieme alle isole Falkland. Nel 1985 si trasformarono da dipendenza a territorio britannico.

Gibilterra

(6,5 kmq; 29.000 ab.). Europa. Promontorio della costa meridionale della Penisola Iberica, proteso nel Mar Mediterraneo. Lo stretto omonimo pone in comunicazione il bacino del Mediterraneo con l'Oceano Atlantico e separa l'Europa dall'Africa (Marocco). Territorio esterno del Regno Unito, in cui la Corona britannica è rappresentata da un governatore, mentre all'Assemblea legislativa spetta la ratifica dell'operato del Governo. Moneta: sterlina di Gibilterra. Lingua: inglese (ufficiale) e spagnolo. Religione: maggioranza di cattolici. Il territorio è formato da un massiccio calcareo dai pendii scoscesi lungo il versante settentrionale e orientale. L'economia si basa su industrie alimentari, tessili e cantieristiche; significativo anche il settore turistico. Gibilterra fu occupata militarmente nel 1704 e ceduta ufficialmente dalla Spagna al Regno Unito nel 1714, in seguito al Trattato di Utrecht. Dal 1963 lo Stato spagnolo cercò di ottenerne la sovranità mediate trattative in sede ONU, anche se un referendum del 1967 approvò la dipendenza coloniale di Gibilterra dalla Gran Bretagna. Nel 2000 Spagna e Gran Bretagna stipularono un accordo amministrativo per allargare agli abitanti di Gibilterra il trattamento di cui godono i cittadini dell'Unione europea.

Isole Falkland (o Malvine)

(12.173 kmq; 3.000 ab.). Sud America. Arcipelago composto da due isole principali (Falkland Occidentale e Falkland Orientale) e da circa 100 isolotti, situati nell'Oceano Atlantico sud-occidentale. Il capoluogo è Stanley (1.981 ab.). L'arcipelago è una colonia britannica rivendicata dall'Argentina. Moneta: la lira sterlina. La lingua ufficiale è l'inglese. La maggioranza della popolazione professa la religione protestante. Attività principali sono costituite dall'allevamento (ovini) e dalla pesca. Importante è la produzione di lana.

Isole Vergini britanniche

(153 kmq; 22.000 ab.). Nord America. Settore nord-orientale delle Isole Vergini, nelle Piccole Antille. Comprendono circa 40 isole, di cui le principali sono Tortola, Virgin Gorda, Anegada. Il capoluogo è Road Town (8.000 ab.). Colonia britannica dotata di ampio autogoverno, le isole sono dirette da un Consiglio esecutivo di sei membri e un Consiglio legislativo di nove membri. Moneta: è il dollaro USA. Lingua: ufficiale è l'inglese; è diffuso anche il creolo-inglese. La maggioranza della popolazione professa la religione protestante. Le risorse economiche riguardano l'agricoltura (canna da zucchero), la pesca e il turismo.

Montserrat

(98 kmq; 5.000 ab.). Nord America. Isola delle Piccole Antille nel gruppo delle Isole Sottovento (Leeward Islands). Il capoluogo storico è Plymouth (3.500 ab.). Capoluogo ad interim è Brades. Montserrat è colonia britannica dal 1967. Moneta: il dollaro dei Caribi orientali. Lingua: ufficiale è l'inglese; è diffuso anche il creolo-inglese. La maggioranza della popolazione professa la religione protestante. L'isola presenta alcuni rilievi tra i quali domina il vulcano La Soufrière che tocca i 914 m s/m. Il clima, dolce e gradevole, temperato dalle acque dell'Atlantico, consente lo sviluppo di fitte foreste. Il territorio, in rapporto alle varie altitudini, è coltivato a canna da zucchero, cotone, aranci, limoni, pompelmi. Scoperta da Cristoforo Colombo nel 1493, nel XVII sec. fu colonizzata dagli Inglesi che la contesero a lungo ai Francesi, passando definitivamente all'Inghilterra nel 1782. Entrata a far parte della Caribbean Free Trade Area, decise, nel gennaio 1967, di ritornare colonia britannica.

Pitcairn e dipendenze

(37,5 kmq; 46 ab.). Oceania. Isola dell'Oceano Pacifico centro-settentrionale, a Sud-Est di Tahiti. Comprende l'Isola di Pitcairn e gli atolli disabitati di Ducie (1,43 kmq), Oeno (0,41 kmq) e Henderson (31,07 kmq). Il centro principale è Adamstown. Colonia britannica, Pitcairn fu scoperta da Carteret nel 1767, e colonizzata nel 1790 dai nove marinai ammutinati del Bounty, con un gruppo di 18 Tahitiani.

Sant'Elena e dipendenze

(122 kmq; 6.000 ab.). Africa. Isola vulcanica dell'Atlantico centro-meridionale, a 1.900 km circa dalla costa africana. Il capoluogo è Jamestown (1.500 ab.). Colonia britannica dal 1834, è amministrata da un proprio governatore. Lingua: ufficiale è l'inglese. La maggioranza della popolazione professa la religione protestante. Quasi completamente priva di vegetazione arborea, vi si pratica l'agricoltura (patate, ortaggi, lino), l'allevamento e la pesca. Scoperta nel 1502 dai Portoghesi, l'isola fu poi occupata dagli Inglesi (1659) e amministrata dalla Compagnia delle Indie Orientali; dal 1834 divenne colonia autonoma britannica. A Longwood, nell'interno dell'isola, risiedette e morì Napoleone, qui esiliato dagli Inglesi dopo la disfatta di Waterloo. Dipendono da Sant'Elena l'Isola di Ascension (88 kmq; 1.117 ab.), posta nell'Oceano Atlantico fra il Brasile e la Repubblica di Angola, e Tristan da Cunha (104 kmq; 300 ab.), con gli isolotti disabitati di Inaccessible (10 kmq), Nightingale (2 kmq) e Gough (93 kmq).

Territorio antartico britannico

(388.500 kmq). Antartide. Territorio dell'Antartide, formato dall'insieme di terre artiche comprese tra il parallelo di 60° di latitudine Sud e i meridiani di 20° e 80° di longitudine Ovest, dalle Orcadi australi (622 kmq; arcipelago dell'Oceano Atlantico), dalla Penisola antartica e dalle Shetland australi (4.622 kmq, arcipelago posto tra la Terra del Fuoco e la Penisola antartica).

Territorio britannico dell'Oceano Indiano

(46 kmq; non esiste una popolazione stabile). Asia. Colonia britannica costituita nel novembre 1965 e comprendente, tra le altre, le Isole Chagos dell'Oceano Indiano, dette anche Oil Islands. L'isola principale dell'arcipelago è Diego Garcia (27 kmq); altre isole sono Pero Banhos, le Salomon Islands, Three Brothers, le Six Islands e le Egmont Islands. Produzione tipica dell'arcipelago è il cocco, dal quale si estrae olio e copra. Sull'Isola di Diego Garcia ha sede una base militare britannica e americana.

Turks e Caicos

(430 kmq; 21.000 ab.). Nord America. Gruppo di due piccoli arcipelaghi situati nell'Oceano Atlantico occidentale, a Sud-Est delle Isole Bahama, al largo di Cuba e di Haiti. Le Turks comprendono una trentina di isole, di cui solo sei sono abitate; le maggiori sono Grand Turk e Salt Cay. Il gruppo delle Caicos è costituito da sei isole e 16 isolotti; le isole maggiori sono North Caicos, South Caicos, Middle Caicos, East Caicos, Providenciales, West Caicos. Il capoluogo è Cockburn Town (2.500 ab.), sull'Isola di Grand Turk. Già dipendenze della Giamaica, Turks e Caicos sono colonie britanniche con autonomia interna. Moneta: dollaro USA. Lingua: ufficiale è l'inglese. La maggioranza della popolazione professa la religione protestante. Le risorse economiche sono date dall'agricoltura (coltivazioni di mais, cotone, sisal, frutta, ortaggi), dalle grandi saline (salmarino) e dalla pesca.

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