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Bandiera della Moldavia

La bandiera: tre bande verticali uguali di blu prussiano (lato di sollevamento), giallo cromo e rosso vermiglio; emblema al centro della bandiera è di un'aquila romana di oro scuro (marrone) delineato in nero con un becco rosso e artigli che portano una croce gialla nel becco e un ramo verde di ulivo nei suoi artigli destri e uno scettro giallo nei suoi artigli sinistri; sul suo petto è uno scudo diviso orizzontalmente rosso su blu con una testa stilizzata uro (aurochs), stella, rosa e mezzaluna tutto in nero-delineato giallo; sulla base dello schema di colori della bandiera della Romania - con cui la Moldavia condivide una storia e cultura - ma la banda blu della Moldavia è più leggera; il rovescio della bandiera mostra un'immagine specchiata dello stemma. Nota: una delle tre sole bandiere nazionali che differiscono sul dritto e sul rovescio - le altre sono Paraguay e Arabia Saudita. Inno della Moldavia.

GEOGRAFIA - EUROPA - MOLDAVIA

PRESENTAZIONE

La Moldavia confina a Nord, a Est e a Sud con l'Ucraina, a Ovest con la Romania.

Si estende per 33.843 kmq e la popolazione ammonta a 3.323.875 (2021) abitanti, con una densità di 118 abitanti per kmq.

Il gruppo etnico di maggioranza è quello dei Moldavi (76,1%); sono presenti anche Ucraini (8,4%), Russi (5,8%), Gagauzi (4,4%), Romeni (2,1%), Bulgari (1,9%), altri (1,3%).

La lingua ufficiale è il moldavo; sono diffusi anche il russo e l'ucraino.

La religione maggiormente praticata è quella ortodossa (44,4%).

Già Repubblica federata nell'ambito dell'URSS, e proclamatasi indipendente nel 1991, la Moldavia è una Repubblica.

Secondo la Costituzione, approvata nel 1994, il presidente della Repubblica, eletto a suffragio diretto, rimane in carica per cinque anni, mentre il Parlamento, composto da 101 membri eletti a suffragio universale, è rinnovato ogni quattro anni.

L'unità monetaria è il leu moldavo.

La capitale è Kisinëv (647.513 ab.).

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IL TERRITORIO

Il Paese è compreso per la maggior parte fra i fiumi Prut e Dnestr ed è costituito da un susseguirsi di bacini pianeggianti attraversati da numerosi corsi d'acqua, tributari dei due fiumi maggiori o del vicino Danubio. Il sistema orografico è rappresentato unicamente da una serie di modesti rilevi collinari nel Nord e nel centro del Paese. La grande presenza di acqua tempera il clima continentale e modella il paesaggio, dando vita a grandi steppe erbose che predominano sulle foreste di latifoglie. La maggior parte del territorio è comunque destinata all'agricoltura.

Cartina della Moldavia

Cartina della Moldova

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Mappa della Moldavia

L'ECONOMIA

L'agricoltura è molto fiorente e occupa una parte importante dell'economia moldava. Si coltivano largamente la vite, i cereali, la barbabietola da zucchero e il tabacco. Caratteristiche sono le colture di alberi da frutta, girasoli ed essenze odorose (lavanda, menta, salvia e rose). Sviluppato è anche l'allevamento di bovini, ovini e suini. L'industria è occupata in larga parte nella trasformazione dei prodotti agricoli e nelle attività forestali (industria tessile, conciaria, dell'abbigliamento e del legno). Sono presenti però anche industrie meccaniche e dei laterizi. Importante anche la produzione di energia elettrica. La rete viaria interna è ben sviluppata, mentre i collegamenti con l'estero sono affidati perlopiù alla rete ferroviaria. A Kisinëv si trova l'aeroporto principale del Paese. Sviluppata è anche la navigazione interna, specie sul Dnestr.

CENNI STORICI

La Moldavia costituisce una regione storica della Romania, i cui territori orientali furono in passato sotto il dominio russo. La regione approssimativamente coincidente con la Moldavia indipendente fu abitata sin dal Paleolitico. In tempi storici (secc. II-III d.C.), i Romani estesero la loro influenza sulla parte meridionale del Paese, mentre a Nord continuarono a permanere le popolazioni dei Daci, degli Sciti e dei Geti. Con il declino e la caduta dell'Impero romano, la Moldavia divenne terra di transito verso occidente dei barbari e subì numerose devastazioni. Particolarmente gravi furono quelle degli Unni (375-453), degli Avari e Bulgari (secc. VI-IX) e dei Magiari (sec. X). Dopo il IX sec. fu devastata da popoli turchi e mongoli sino a quando, nei secc. XII e XIV, i Valacchi arrivarono nel Paese e fondarono piccoli Stati, tributari dell'Ungheria. Unificatisi in un solo Principato nel 1359, i Moldavi estesero il loro dominio sino al Mar Nero e al fiume Dnestr, prima di diventare vassalli della Polonia nel 1387. Nella seconda metà del XIV sec., i Moldavi si liberarono dalla dominazione ungherese e dai khan tatari e allo stesso tempo ampliarono il proprio territorio. All'inizio del XV sec. la Moldavia era delimitata a occidente dal fiume Dnestr, a Sud dal Mar Nero e dal Danubio e a oriente dai Carpazi. Il piccolo Principato si trovò nell'orbita di Stati più grandi: Ungheria, Polonia, gran Principato di Lituania, Turchia e khanato di Crimea. Il Principato di Moldavia ottenne i principali successi politici ed economici durante il Regno di Alessandro il Buono (1400-32) e di Stefano III il Grande (1457-1504). In questo periodo, la Moldavia si scontrò con l'Ungheria, la Polonia e il khanato di Crimea, anche se il maggiore pericolo fu costituito dall'espansionismo della Turchia a cui la Moldavia già pagava un tributo. Nel 1475 l'esercito turco invase la Moldavia: inizialmente colpito da una pesante sconfitta nella Battaglia di Vaslui, nel 1484 l'esercito ottomano strappò alla Moldavia i territori che circondavano le fortezze di Kilia e Belgorod. Al principio del XVI sec., la Moldavia perse la propria indipendenza e riconobbe il potere del sultano turco, ma conservò una considerevole autonomia all'interno dell'Impero ottomano. La Moldavia fu costretta ad allearsi con le grandi potenze che si opposero alla Turchia; nel 1711 l'esercito moldavo si unì alle forze dello zar russo Pietro il Grande, alleandosi poi con Ungheria, Austria e Polonia. Durante le guerre russo-turche in territorio moldavo (1735-39, 1768-74, 1787-91), numerosi volontari moldavi combatterono nell'esercito russo contro i Turchi. La dominazione turca in Bucovina durò fino al 1775, quando questa fu annessa all'Impero austriaco; la Bessarabia fu sotto il potere turco fino al 1812 e il resto del Principato di Moldavia fino al 1878. Nel 1812, infatti, la Pace di Bucarest pose fine al dominio turco, ma assegnò il territorio della futura Moldavia indipendente (Bessarabia) alla Russia, che lo detenne sino alla fine della prima guerra mondiale. All'inizio, la Bessarabia ebbe un regime autonomo all'interno della Russia e Kisinëv divenne la capitale della regione. Dal 1873 tuttavia la Bessarabia fu trasformata in una provincia russa.

Nel periodo delle guerre russo-turche del 1828-29, 1877-78 e durante la guerra di Crimea (1853-56), in cui la Russia fu opposta a Turchia, Francia e Gran Bretagna, la Bessarabia costituì l'avamposto dell'esercito russo. Secondo la Pace di Parigi (1856), parte della Bessarabia meridionale vicina al Danubio e al Mar Nero fu annessa al Principato di Moldavia, il quale (1859) si unì alla Valacchia, formando lo Stato della Romania. Nel 1878, in base al Trattato di Berlino, questo territorio fu restituito alla Russia. Il 2 dicembre 1917 fu proclamata la Repubblica popolare moldava e le truppe rumene entrarono in Bessarabia, destituendo il potere sovietico locale. Tra il dicembre 1917 e il gennaio 1918 quest'ultimo fu ristabilito in Moldavia; in dicembre la Bessarabia venne annessa alla Romania e, a fine gennaio, fu proclamata l'indipendenza della Repubblica moldava. Tra il 1920 e il 1940 il territorio dell'attuale Moldavia fu diviso in due parti uguali: la Bessarabia fu attribuita al Regno rumeno e la riva sinistra del Dnestr all'URSS. Il 12 ottobre 1924 fu costituita la Repubblica autonoma moldava, in Ucraina, con capitale Balta, in seguito, dal 1929, Tiraspol'. Durante la seconda guerra mondiale, il 28 giugno 1940, il Governo sovietico impose un ultimatum alla Romania, così che la Bessarabia fu nuovamente annessa all'Unione Sovietica; il 2 agosto, all'interno dell'Unione Sovietica, fu fondata la Repubblica federata moldava, risultato dell'unione tra la parte centrale della Bessarabia e la Repubblica autonoma di Moldavia. Le zone settentrionali e meridionali della Bessarabia insieme alla zona orientale della Repubblica autonoma di Moldavia rimasero in territorio ucraino. Con l'invasione (giugno del 1941) delle truppe naziste in territorio sovietico, la Romania, alleandosi con Hitler, recuperò l'intera Bessarabia, fino al Dnestr e a Odessa. Tre anni più tardi l'Armata Rossa recuperò la Bessarabia e la Bucovina settentrionale e ne fecero la Repubblica socialista sovietica di Moldavia. Solo alla fine degli anni Ottanta, con il divampare dei particolarismi nazionali in tutta l'URSS, la Moldavia sovietica dichiarò prima la propria sovranità (1990) e poi l'indipendenza (1991), entrando quindi nella Comunità di Stati indipendenti (CSI). Nel contempo, si acuirono le tendenze separatiste del Dnestr, abitato da un gran numero di Russi, e della Gagauzia. La legge proclamò il moldavo lingua ufficiale nei contesti politico, economico, sociale e culturale, lasciando l'utilizzo del russo solo ai mezzi di comunicazione. Nel settembre 1991, un mese dopo la dichiarazione d'indipendenza della Moldavia, si autoproclamarono le Repubbliche di Dnestr e Gagauzia, che si opponevano all'indipendenza della Moldavia e alla sua annessione alla Romania. Dopo il fallito colpo di Stato contro Michail Gorbaciov a Mosca, nell'agosto del 1991, il Governo moldavo arrestò i leader dei movimenti separatisti locali e in dicembre, furono indette le prime elezioni presidenziali, nelle quali fu eletto Mircea Snegur. Il 2 marzo 1992 la Moldavia fu ammessa come nuovo membro dell'ONU; il 16 dello stesso mese, di fronte all'impossibilità di giungere a un accordo di pace e al proseguimento dei combattimenti nel Dnestr, il presidente M. Snegur dichiarò lo stato d'emergenza e ordinò di reprimere le forze di opposizione operanti nella regione.

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Nel giugno del 1992 gli scontri tra il Governo locale filo-russo di Pridnestrovie, nel bacino del Dnestr, e l'esercito della Moldavia diventarono più intensi.

Pridnestrovie di fatto riuscì a mantenere la propria indipendenza e il Governo moldavo rinunciò all'uso della forza per porre fine al conflitto.

Intanto, le forze politiche si divisero tra i fautori dell'unificazione con la Romania e coloro che insistevano sulla sovranità e sull'indipendenza dello Stato moldavo.

Nelle elezioni parlamentari, i partiti indipendentisti ottennero un'ampia maggioranza e confermarono il primo ministro in carica Andrei Sangheli.

Nell'agosto del 1994 entrò in vigore la nuova Costituzione, che proclamò lo Stato indipendente e democratico di Moldavia.

Due mesi più tardi fu firmato un accordo con Mosca per dare il via al ritiro delle truppe russe; quello stesso anno la Moldavia aderì al programma NATO "Partnership for peace" finalizzato al mantenimento della pace nel mondo.

Nel 1995, Kisinëv accelerò il programma delle privatizzazioni e facilitò l'ingresso dei capitali stranieri.

Il presidente M. Snegur non riuscì però a trovare maggiori adesioni alla sua politica e, nelle elezioni del novembre 1996, fu sconfitto da Petru Lucinschi.

Quest'ultimo proseguì sulla via delle riforme economiche, ma la vittoria dei comunisti nelle elezioni parlamentari del marzo 1998 fu interpretata come un segno di rifiuto verso il Governo del presidente.

Nel 2000 il Parlamento avrebbe dovuto scegliere un successore al presidente Lucinschi, ma gravi dissidi ne impedirono l'elezione: il Parlamento venne allora sciolto e furono indette elezioni anticipate per il mese di febbraio 2001.

Nell'occasione oltre il 50% dei consensi andarono al Partito comunista di Vladimir Voronin che, due mesi più tardi, venne eletto presidente.

Le elezioni parlamentari del marzo 2005 confermarono il Partito comunista di Voronin primo partito della Moldavia con il 56% dei consensi.

Moldavia location

LE CITTÀ

Kisinëv

(716.530 ab.). Capitale della Moldavia, sorge al centro di ricche campagne sulle sponde del fiume Byk, un affluente del Dnestr.

È un tradizionale mercato agricolo, oltre che sede di industrie alimentari (distillerie, aziende vinicole, fabbriche di conserve e mattatoi) che trasformano i prodotti agricoli della regione.

L'industria meccanica produce macchine agricole, mentre altre industrie si occupano della lavorazione del legname, del tabacco, del cuoio e di tessuti.

Attiva e fiorente sin dalla metà del XV sec., Kisinëv attraversò un periodo di decadenza durante la dominazione turca (1555-1812) e risorse quando passò, con la Bessarabia, alla Russia.

Ceduta alla Romania alla fine della prima guerra mondiale, la città fu annessa dall'Unione Sovietica nel 1940.

Occupata da Tedeschi e Rumeni fra il 1940 e il 1944, Kisinëv subì gravi distruzioni prima di tornare all'URSS come capitale della Repubblica socialista di Moldavia.

Quando nel 1991 tale Repubblica divenne indipendente, la città ne seguì le sorti.

Kisinëv è anche sede di un'università e di un'accademia delle scienze.

Tiraspol'

(185.000 ab.). Città della Moldavia sud-orientale, lungo la riva sinistra del Dnestr. Ha stabilimenti meccanici, elettrotecnici e alimentari.

Fondata nel 1793, nel 1992 venne proclamata capitale della Repubblica indipendente di Transdnestria, regione abitata da una maggioranza russa e che gode di un regime di autonomia speciale all'interno della Moldavia.

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