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 SiciliaInEuropa Newsletter

Anno III  N°116

09 dicembre 2003

Regione Siciliana – Presidenza –

Ufficio di Collegamento con le Istituzioni dell’Unione europea

IN QUESTO NUMERO:

La Sicilia guida le Regioni nel rilancio della dimensione mediterranea delle nuove politiche d’integrazione e di prossimità dell’UE

 

Elementi delle conclusioni della Conferenza Euromediterranea dei Ministri degli Affari esteri – Napoli, 2-3 dicembre

 

Il documento di conclusione della Conferenza Interistituzionale per il rilancio della dimensione mediterranea “Uniti dal Mediterraneo”

 

Il programma della Conferenza Interistituzionale per il rilancio della dimensione mediterranea “Uniti dal Mediterraneo”

 

Gli altri eventi preparatori

Il documento di conclusione della Conferenza di Ancona

 

Il documento di conclusione della Conferenza di Bari

 

Il documento di conclusione della Conferenza di Palermo

 

Il documento di conclusione della Conferenza di Perugia

 

Appuntamenti ed eventi

 

LA SICILIA GUIDA LE REGIONI NEL RILANCIO DELLA DIMENSIONE MEDITERRANEA DELLE NUOVE POLITICHE D’INTEGRAZIONE E DI PROSSIMITÀ DELL’UE

 

Fra gli obiettivi prioritari della Presidenza italiana dell'Unione Europea figurano la politica euromediterranea e l'accelerazione del relativo processo di integrazione avviato con la "Dichiarazione di Barcellona" del 27-28 novembre 1995. La creazione di uno spazio di pace e d’integrazione economica e sociale nel Mediterraneo è difatti, oggi più che mai, un dovere verso i Paesi Terzi ma anche un interesse prioritario dell’intera comunità europea.

In quest’ottica, è divenuto centrale il ruolo delle Regioni e, tra queste, anche e soprattutto quello della Sicilia, che, non a caso, è stata chiamata dalla Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea e dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni ad organizzare diversi incontri tematici e, infine, un “Grande Evento” di Palermo, aperto alle Regioni degli Stati membri dell'Unione Europea, agli enti territoriali dei Paesi candidati all'adesione e dei Paesi vicini e amici, per concorrere alla definizione comune dei nuovi modelli di sviluppo, del dialogo interculturale, nella prospettiva della creazione di una zona di pace e di stabilità, secondo le linee indicate nella "Dichiarazione di Barcellona".

Il 27-28 novembre erano oltre 400 i delegati presenti in rappresentanza degli Stati membri dell’Unione Europea, dei Paesi candidati all’allargamento e di quelli del bacino del Mediterraneo alla Conferenza Interistituzionale di Palermo per il rilancio della dimensione mediterranea “Uniti dal Mediterraneo”. Si è trattato di un’occasione unica per rafforzare le iniziative volte al dialogo nel Mediterraneo, da cui è fuoriuscita anche una concreta proposta avanzata dal Presidente Cuffaro e condivisa dalle altre Regioni presenti per accelerare il processo di Barcellona: un “piano Marshall” del Mediterraneo, basato su accordi di cooperazione interregionali, che accompagni e consolidi lo sviluppo condiviso dei popoli. (…)

 

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(…Continua dalla prima pagina) Il “Grande Evento” di Palermo è stata l’ultima tappa di un percorso che è giunto al traguardo con la riunione di Napoli dei Ministri degli Affari Esteri euromediterranei (Barcellona VI) nel corso della quale, il 2 e 3 dicembre, una delegazione transnazionale di Presidenti di Regioni, guidata dal Presidente Cuffaro, ha preso parte per la prima volta al tavolo per il rilancio del processo di Barcellona per l’integrazione fra sponda nord e sponda sud.

La Regione Siciliana si fa quindi araldo in Europa del nuovo ruolo delle Regioni, soggetti attivi della nuova "governance", portatrici di istanze più prossime ai cittadini e di consenso democratico, articolazioni funzionali del policentrismo, nelle nuove politiche di integrazione e di prossimità.  

Si tratta di contribuire a dare maggiore rilevanza alle Regioni del Sud europeo: non più aree marginali, ma motori di sviluppo, portatori di conoscenze e valori nei confronti dei Paesi della sponda sud e dei Balcani. La posta in gioco è l’equiparazione della politica euromediterranea e dei relativi finanziamenti a suo sostegno rispetto a quanto ci si prepara a fare verso le nuove frontiere dell’est, Russia compresa. Proprio la capacità di costruire un percorso comune grazie al partenariato interregionale costituisce infatti oggi il mezzo più efficace per affrontare con successo le sfide della globalizzazione economica, delle riforme strutturali, delle migrazioni, della tutela del patrimonio culturale, dello sviluppo sostenibile e, infine, le premesse per una pace stabile e duratura nell’area mediterranea.

 

 

ELEMENTI TRATTI DALLE CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA DELLA VI CONFERENZA EUROMEDITERRANEA DEI MINISTRI DEGLI AFFARI ESTERI – NAPOLI, 2-3 DICEMBRE

 

Cooperazione regionale

I Ministri, prendendo atto delle conclusioni della Conferenza delle regioni Euromediterranee tenuta a Palermo il 27-28 novembre, hanno sottolineato l’importanza della cooperazione tra le regioni Euromediterranee come strumentale a fornire una maggior ampiezza e sostanza al Processo di Barcellona, così come nel portare il partenariato più vicino alle società civili rappresentate dalle Regioni.

Essi hanno preso inoltre atto delle conclusioni della Conferenza di Livorno del 31.10.2003 su iniziativa del Comitato delle Regioni UE. I Ministri hanno inoltre salutato con favore il Forum Euromediterraneo dei Sindaci tenutosi a Venezia il 30.11.2003.

I Ministri hanno espresso la loro soddisfazione per il lancio dei progetti pilota nella cornice del MEDACT per la cooperazione tra le città Euromediterranee, in prospettiva di un esame da farsi al momento opportuno, per istituire un programma regionale che abbia per scopo la cooperazione tra le autorità locali e Euromediterranee nel contesto del MEDA.

 

Fondazione Euromediterranea

I Ministri hanno deciso l’istituzione della Fondazione Euromed  per promuovere il dialogo tra le culture e le civiltà, approvando le modalità contenute nel documento Doc. de Séance n.57/03 rev.2.

La Fondazione dovrebbe divenire un catalizzatore per tutte le iniziative miranti all’incremento del dialogo e alla comprensione comune sulla base dei principi guida per il dialogo tra culture e civiltà fissati nella Conferenza di Creta.

La sua organizzazione, almeno all’inizio dovrebbe assumere la forma di una rete di reti, fornita di una struttura amministrativa leggera, che permetterà un dialogo regolare, in particolare tra cerchie culturali estranee ai canali diplomatici e fora culturali.

I partner rinnovano il loro sostegno al lancio della Fondazione assicurando su base volontaria l’allocazione di risorse finanziarie adeguate all’obiettivo di un suo inizio di successo.

I Ministri hanno preso atto di proposte presentate da alcuni partner relative alla sede della Fondazione e hanno dato istruzioni al Comitato Euromed di proseguire il lavoro in modo da prendere una decisione in materia il prima possibile.

 

FEMIP e Investimenti

I Ministri hanno preso atto con soddisfazione della valutazione positiva del primo anno di attività della linea di credito. Hanno accolto con favore le conclusioni raggiunte il 25 novembre dal Consiglio ECOFIN, in linea con le consultazioni con i paesi beneficiari partner mediterranei delle operazioni FEMIP, per sviluppare questo strumento e rafforzare il FEMIP nell’ambito della BEI.

In questo contesto, essi hanno affermato che un rafforzamento della FEMIP rafforzerà lo strumento con un numero di iniziative a sostegno del settore privato ed in particolare con a) uno speciale pacchetto per allargare le operazioni risk-sharing, b) il miglioramento del dialogo sulle riforme strutturali, c) l’istituzione di un fondo garanzia che permetterà ad altri donatori di aggiungere su base volontaria contributi al budget comunitario. I Ministri hanno inoltre notato che l’incorporazione di una sussidiaria della BEI destinata ai paesi partner mediterranei sarà pienamente stabilita nel Dicembre 2006, sulla base della valutazione dei risultati della linea di credito rafforzata e prendendo in considerazione i risultati delle consultazioni del Processo di Barcellona. Con grande soddisfazione essi hanno infine preso atto del fatto che il Consiglio ha deciso di trasferire un margine di surplus del mandato esterno ai paesi Mediterranei.

 

Assemblea Parlamentare Euromediterranea

I Ministri hanno accolto con favore la creazione di un’Assemblea Parlamentare Euromediterranea e hanno concordato di inserire questo nuovo organismo, con un ruolo consultivo, nel contesto del Processo di Barcellona. Hanno espresso la convinzione che tale atto fornirà al Processo di Barcellona una maggiore visibilità e trasparenza, avvicinando così il Partenariato agli interessi e alle aspettative dei cittadini e dell’opinione pubblica nella regione.

In questo quadro, i Ministri hanno rilevato che l’Assemblea approfondirà il Processo di Barcellona, assicurando complementarità con le istituzioni esistenti del partenariato.

 

 

 

IL DOCUMENTO DI CONCLUSIONE DELLA CONFERENZA INTERISTITUZIONALE PER IL

RILANCIO DELLA DIMENSIONE MEDITERRANEA “UNITI DAL MEDITERRANEO”

 

CONFERENZA INTERISTITUZIONALE PER IL RILANCIO DELLA DIMENSIONE MEDITERRANEA

PALERMO, 27 –28 novembre 2003

 

« UNITI DAL MEDITERRANEO »

Il contributo delle Regioni alla integrazione economica, sociale, culturale ed umana

 

Documento di conclusione

 

I rappresentanti delle Regioni e delle autorità territoriali del Partenariato euromediterraneo, riuniti nella Conferenza Interistituzionale Euromediterranea di Palermo il 27 e 28 novembre 2003, esprimono la loro forte volontà di partecipare alla realizzazione del Processo di Barcellona, contribuendo in maniera attiva e costruttiva al suo rilancio nella prospettiva dell’ “Europa allargata”. I partecipanti ritengono che la Riunione interministeriale di Napoli del 2-3 dicembre 2003 debba essere l’occasione per affermare il ruolo delle Regioni e delle autorità territoriali euromediterranee nell’attuazione del Processo di Barcellona.

 

Al fine di approfondire le caratteristiche e le potenzialità di tale ruolo sono state organizzate quattro Conferenze interregionali preparatorie:

-          “Il Partenariato interregionale nella politica di prossimità: il Mediterraneo ed i Balcani”, organizzata dalla Regione Marche ad Ancona dal 17 al 18 ottobre;

-          “Politiche migratorie e partenariato interregionale”, organizzata dalla Regione Puglia a Bari dal 23 al 24 ottobre;

-          “Partenariato interregionale e patrimonio culturale mediterraneo” organizzata dalla Regione Sicilia a Palermo il 14-15 novembre;

-           “La collaborazione fra gli Enti locali come fattore di stabilizzazione nella prospettiva del processo di pace”, organizzata dalla Regione Umbria a Perugia il 19 novembre.

L’ultima manifestazione è costituita dalla riunione interistituzionale di Palermo, del 27-28 novembre 2003, momento conclusivo e di sintesi di questo complesso itinerario.

Le conclusioni di tali Conferenze fanno parte integrante di questo documento.

I rappresentanti delle Regioni e delle autorità territoriali del Partenariato euromediterraneo: 

preso atto che la CE ha indicato che la politica dell’ “Europa allargata” e della “Prossimità” darà nuovo impulso al raggiungimento degli obiettivi della Dichiarazione di Barcellona,

considerano che la nuova politica sosterrà gli sforzi dei partner mediterranei per assicurare coesione sociale e territoriale, dinamica economica e per ottenere sostanziali progressi nella realizzazione delle riforme necessarie per acquisire i benefici del libero scambio;

prendono inoltre atto che la previsione dei nuovi programmi di prossimità apre la strada all’ integrazione tra i programmi esterni della UE e i programmi della politica di coesione, come è stato discusso nella Riunione ministeriale informale UE sulla Politica di Coesione tenuta il 20 ottobre u.s. a Roma;

esprimono l’esigenza che rispetto all’urgenza del rilancio del processo di Barcellona, il nuovo conte sto costituito dalla politica dell’ “Europa allargata” e della “Prossimità” debba aprire lo spazio all’applicazione del principio di sussidiarietà ed al partenariato territoriale;

ritengono di avere competenze istituzionali ed operative e di potere fornire un contributo insostituibile in grado di completare il quadro di attuazione del Partenariato Euromediterraneo, per il pieno successo delle politiche di integrazione.

 

I rappresentanti delle Regioni e delle autorità territoriali del Partenariato euromediterraneo, in relazione al programma di prossimità:

·         considerato che nel quadro della “ Europa allargata” il Mediterraneo rappresenta nel suo insieme la “frontiera meridionale” dell’UE;

·         affermano la necessità che, nella gestione degli strumenti finanziari dell’UE,  tale “frontiera marittima” sia considerata del tutto equivalente a quelle terrestri;

·         sono convinti che il Mediterraneo debba essere considerato in tutta la sua estensione “Area di integrazione multiculturale” con caratteristiche di ampiezza e flessibilità tali da consentire rapporti transfrontalieri multilaterali e pluridirezionali;

·         rilevano che l’attuazione della strategia della “prossimità” nel conte sto del partenariato euromediterraneo implica un nuovo ruolo attivo ed indispensabile degli enti territoriali direttamente coinvolti nelle azioni individuate dai “programmi di prossimità”;

·         ritengono che la forma di attuazione che corrisponde più adeguatamente agli obiettivi della strategia della “prossimità” ed al ruolo delle regioni e degli organismi di governo locale sia quello del partenariato interregionale e territoriale;

·         chiedono che con riferimento alla Comunicazione della Commissione “Preparare il terreno per un nuovo strumento di prossimità”, n. 393 del 1 luglio 2003, i concetti e principi  relativi alla partecipazione degli attori locali, essenziali per la piena efficacia della politica della ”Europa allargata” e del Processo di Barcellona, vengano integralmente rispettati nella definizione degli strumenti operativi.

 

I rappresentanti delle Regioni e delle autorità territoriali del Partenariato euromediterraneo  propongono  alla Conferenza Euromediterranea di Napoli:

 

·       di accogliere la richiesta del Comitato delle Regioni in merito alla partecipazione ed alla più  stretta associazione degli enti locali e regionali al Processo di Barcellona, in quanto soggetti privilegiati per la realizzazione di uno spazio di pace, stabilità e progresso nel bacino del Mediterraneo, attraverso la creazione di un organismo di rappresentanza regionale e locale all’interno del quadro istituzionale euromediterraneo;

·       di riconoscere al Mediterraneo, nella programmazione dei mezzi finanziari assegnati alla politica di prossimità, una quota proporzionale al suo peso demografico rispetto all’insieme dei paesi esterni alla UE e corrispondente alla sua importanza nella strategia del dialogo interculturale;

·       di orientare le nuove procedure di programmazione e gestione dei programmi di “prossimità” in modo da garantire l’ effettiva sussidiarietà attraverso la valorizzazione delle competenze delle Regioni e degli Organismi di governo locale, privilegiando lo strumento del partenariato territoriale;

·       di operare in direzione di una radicale semplificazione delle procedure di programmazione e di attuazione dei “programmi di prossimità” anche in vista del nuovo strumento da attuare dal 2006;

·       di articolare il livello di programmazione e di attuazione dei programmi di prossimità in direzioni tematiche e transfrontaliere, creando appositi comitati di programma, con la partecipazione paritetica di rappresentanti locali e nazionali dei Paesi interessati, in attuazione di quanto proposto dalla citata Comunicazione 2003/393;

·       di avviare immediatamente la programmazione di prossimità nel Mediterraneo, al livello dei Piani nazionali d’azione, con un organo di indirizzo che veda coinvolti la CE, i Partner del Processo di Barcellona e la rappresentanza degli organismi di governo territoriale nelle forme corrispondenti agli ordinamenti ed alle decisioni degli Stati, realizzando altresì, a tal fine, il collegamento normativo ed operativo di tutti gli strumenti finanziari coinvolti (MEDA, INTERREG …).

 

I rappresentanti delle Regioni e delle autorità territoriali del Partenariato euromediterraneo, infine, decidono di istituire un Gruppo di Contatto tra gli organi di governo territoriale mediterranei, per promuovere, seguire e verificare l’attuazione delle politiche euromediterranee e delle politiche di prossimità, in relazione al ruolo delle Regioni e degli organismi di rappresentanza locale, anche allo scopo di facilitare il raccordo con i governi e gli organismi intergovernativi e comunitari del Processo di Barcellona. Nel Gruppo di Contatto sarà assicurato un ruolo paritetico alle autorità territoriali di tutti i Partner euromediterranei.

Il Gruppo di Contatto potrà articolarsi per aree tematiche, in relazione alle specificità degli ambiti transfrontalieri o settoriali, come è stato proposto dalle Conferenze interregionali sino ad oggi realizzate, anche allo scopo di facilitare la costituzione dei Comitati Paritetici di programmazione previsti nell’ambito del Programma di Prossimità .

Il Gruppo di Contatto si adopererà per la creazione dell’organismo di rappresentanza richiesto dal Comitato delle Regioni.

 

 

IL PROGRAMMA DELLA CONFERENZA INTERISTITUZIONALE PER IL RILANCIO

DELLA DIMENSIONE MEDITERRANEA “UNITI DAL MEDITERRANEO”

 

 

Il programma della Conferenza Interistituzionale per il rilancio della dimensione mediterranea “Uniti dal Mediterraneo” ha previsto:

 

Giovedì, 27 novembre 2003 - 9.00-9.30 - Registrazione - Presiede: Enzo Ghigo, Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni italiane - 9.30-9.50 Saluti di apertura - Diego Cammarata, Sindaco di Palermo - Guido Lo Porto, Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana - 9.50-10.15 Presentazione degli Obiettivi della Conferenza - Salvatore Cuffaro, Presidente della Regione Siciliana - 10.15-11.00 Il Mediterraneo visto dalle Istituzioni Europee – Roberto Antonione, Sottosegretario di Stato, Ministero italiano degli Affari Esteri, Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea – Messaggio di Romano Prodi, Presidente Commissione Europea – Raffaele Lombardo, Membro della Commissione per il Maghreb, Parlamento Europeo  - 11.15-12.00 L’Europa e l'anello dei Paesi vicini ed amici dopo l'allargamento - Per le Regioni dei Paesi vicini del Mediterraneo: Mohamed Jegham, Ambasciatore della Tunisia in Italia - Per le Regioni dei Paesi Europei del Mediterraneo: Athanasio Karountzos, Segretario Generale di Creta -  Per le Regioni centro-europee: Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia -  I Paesi mediterranei in via di adesione: Cipro e Malta – 12.00-12.30 - L’iniziativa transnazionale delle Regioni e l'integrazione degli strumenti di partenariato - CRPM, CCRE, ARFE e COPPEM - 12.30-13.00 Intervento della Commissione Europea - Ebsen Poulsen, Responsabile INTERREG - 14.30-15.00 - Le Donne nell'integrazione euromediterranea: Stefania Prestigiacomo, Ministro italiano per le Pari Opportunità – Souad Chater, Esperta sulla condizione della donna nel Maghreb, Tunisia - 15.00-16.30 - Quale contributo dalle Regioni per il rilancio della dimensione mediterranea? - Tavola rotonda fra i Presidenti, diretta dal Ministro italiano per gli Affari Regionali, Enrico La LoggiaVito D’Ambrosio, Presidente della Regione Marche,  Joakim Limona i Balcells, Segretario Generale agli Affari Europei della Regione Catalogna, Mohamed Jegham, Ambasciatore della Tunisia in Italia, Michele Cimino, Assessore ai Beni Culturali, Regione Siciliana - 16.45-18.15 Primo Gruppo Tematico – Partenariato politico e di sicurezza - Presiede Antonio D’Alì, Sottosegretario all’Interno del Governo italiano -  La regionalizzazione nei Paesi mediterranei: Michel Quevit, Università di Lovanio - Le Regioni nel Trattato costituzionale dell’Unione europea: Scott Tavish, Ministero delle Finanze della Scozia - Cooperazione e Integrazione: Maurizio Oliviero, Università di Perugia - Amine Benaissa, Agenzia ETA, Algeri - Discussione - 16.45-18.15 - Secondo Gruppo Tematico - Partenariato economico e finanziario - Presiede Joakim Limona i Balcells, Segretario Generale agli Affari Europei della regione Catalogna -  Il ruolo del sistema bancario nell’integrazione e nello sviluppo dell’area mediterranea: Matteo Arpe, Amministratore Delegato Capitalia - I servizi alle imprese: Ashraf Abd El Aal Mahmoud, Rappresentante della General Authority for Investment and Free Zones, Egitto -  La ricerca nell’integrazione mediterranea: Ezio Andreta, Direttore Commissione Europea, DG Ricerca - Le grandi infrastrutture nello sviluppo e nell’integrazione euromediterranea: Pietro Ciucci, Amministratore Delegato della Società Stretto di Messina - Ruolo dell’alta formazione per una nuova cultura d’impresa: Alberto Ribera, IESE di Barcellona – Laura Raimondo, MEF Dipartimento per le Politiche di Coesione e Sviluppo – Stefania Buzzoni, MEF Dipartimento del Tesoro - Discussione - 16.45-18.15 - Terzo Gruppo Tematico – Partenariato sociale, culturale ed umano - Presiede Martha Simantoni, Segretario Generale della Regione Sud Egeo -  Rinnovare la lettura culturale dello sviluppo: Leonardo Urbani, Università degli Studi di Palermo - Compatibilità e consonanza delle culture mediterranee: André Raymond, Università di Parigi – Emanuel Ferrer, Università di Pamplona -  Fouad Allam, Università di Trieste  - Discussione - 18.15 - Sintesi del lavoro dei Gruppi Tematici e riunione Gruppo di Contatto per la Dichiarazione finale.

 

Venerdì, 28 novembre 2003 -  Presiede: Rocco Buttiglione, Ministro italiano per le Politiche Comunitarie - 9.30-9.45 -Apertura dei lavori - Saluto - Francesco Musotto, Presidente della Provincia di Palermo e Parlamentare Europeo - 9.45-10.00 -  Comitato delle Regioni: Ramon Luis Valcarcel Siso, I Vice Presidente della Commissione RELEX, Presidente de la Comunidad de Murcia - 10.00-10.15 - Presentazione del Preambolo della Dichiarazione Finale -  Portavoce del Gruppo di contatto: Francesco Attaguile, Regione Siciliana - 10.15-11.00 - Sintesi dei lavori dei Gruppi Tematici - Relatori dei Gruppi tematici:  Maurizio Oliviero, Università di Perugia -  Philippe Cichowlaz, CRPM -  Leonardo Urbani, Università degli Studi di Palermo - 11.00-11.15 - La VI Conferenza Euromediterranea dei Ministri degli Affari Esteri del 2 e 3 Dicembre:  Riccardo Sessa, Direttore Generale Mediterraneo e Medio Oriente del Ministero degli Affari Esteri italiano - 11.30-12.15 - Conclusioni - Salvatore Cuffaro, Presidente della Regione Siciliana – Rocco Buttiglione, Presidenza Italiana del Consiglio UE, Ministro italiano per le Politiche Comunitarie - 12.15 - Conferenza stampa, chiusura dei lavori.

 

Gli altri eventi preparatori

 

 

IL DOCUMENTO DI CONCLUSIONE DELLA CONFERENZA DI ANCONA

 

 

Dichiarazione della Conferenza di Ancona

Governi sub-nazionali, partenariati territoriali

e politica di prossimità

Unione Europea-Balcani-Mediterraneo

 

Ancona, 18 ottobre 2003

 

 

La decisione di allargare l’Unione europea da 15 a 25 Paesi membri (dicembre 2002), oltre che quantitativamente rilevante (uno spazio di 450 milioni di abitanti e 11 trilioni di euro di Pil), è qualitativamente diversa da quelle precedenti. Tale decisione indica l’accresciuta volontà dell’Unione di investire il potere di cui dispone nella creazione di una vasta zona di pace e di stabilità ed evidenzia una flessibilità nuova riguardo i suoi criteri generali.

 

Come segnala la Commissione: “L’accesso di nuovi stati-membri rafforzerà l’interesse dell’Unione nel migliorare i rapporti con i nuovi vicini. Per tutto il prossimo decennio e anche più oltre, la capacità dell’Unione di fornire sicurezza, stabilità e sviluppo sostenibile ai suoi cittadini non sarà più distinguibile dalla collaborazione stretta con i suoi vicini”. Lo sforzo deve essere quello di proporre un più alto grado di inclusione e andare nella direzione di rendere largamente indistinta la differenza con il binario dell’integrazione.

 

La costruzione e l’articolazione della politica di prossimità collocano, in termini nuovi, l’azione di cooperazione internazionale dell’UE. Il tradizionale paradigma della cooperazione allo sviluppo, concepito come l’azione esterna che contribuisce alla riduzione della povertà e allo sviluppo endogeno dei paesi cooperanti, deve essere mutuato dall’imperativo di costruire uno spazio comune – di sicurezza, di stabilità e di sviluppo sostenibile - fra paesi dell’UE e paesi partner, nel quale è difficile e meno significativo adoperare una distinzione netta fra azione esterna e interna.

 

L’approccio vettoriale tipico della cooperazione allo sviluppo tradizionale deve essere così sostituito da un approccio circolare, fondato sull’intensità degli scambi materiali e immateriali, la reciprocità degli interessi e degli obiettivi e il co-sviluppo.

 

Un mutamento di questa portata nell’azione di cooperazione dell’Unione europea richiede, così come è stato indicato dalla Commissione, una profonda revisione degli strumenti esterni e interni, e un livello molto più alto di armonizzazione e coordinamento fra di essi. E implica anche il concorso e la partecipazione attiva dei vari livelli istituzionali, in particolare dei governi sub-nazionali, e degli attori della società civile.

 

Due modalità della cooperazione europea manifestano una speciale vocazione per la politica di prossimità: la cooperazione decentrata e la cooperazione transfrontaliera. Ne discende però l’esigenza di unificare queste esperienze in un nuovo concetto, quello dei partenariati territoriali, inteso come l’insieme dei rapporti fra comunità locali che costruiscono uno spazio comune, il cui perno di coordinamento sono i governi sub-nazionali.

 

 

I partenariati territoriali non sono una forma di cooperazione governo-governo ad un livello istituzionale più basso e le autonomie locali non sono piccoli ministeri degli esteri, ma sono una modalità di cooperazione dal basso, più strutturata e sistemica che la cooperazione non-governativa e la cooperazione orizzontale fra enti omologhi. I partenariati territoriali sono ancora in una fase di costruzione e richiedono di essere riempiti di contenuti e di strumenti operativi. La sua enunciazione non è che un primo, ma importante passo per diventare impegno e realtà concreta.

 

Il ruolo dei governi sub-nazionali nella formulazione e nell’esecuzione delle politiche dell’Unione Europea appare fondamentalmente squilibrato fra il suo versante interno ed esterno. Mentre all’interno dell’UE le regioni e gli enti locali partecipano attivamente alle diverse fasi di elaborazione e attuazione delle politiche comunitarie di integrazione, contribuendo in questo modo a realizzare una forma compiuta di sussidiarietà verticale e orizzontale, sull’azione esterna dell’Unione la partecipazione delle autonomie locali è estremamente ridotta e poco significativa.

 

E’ dunque molto importante che la Commissione abbia delineato l’armonizzazione dei diversi strumenti della politica di prossimità. Ciò lascia intravedere una maggiore integrazione tra politica estera e interna dell’Unione e l’apertura ad un ruolo più attivo dei governi sub-nazionali e degli attori del territorio.

 

Nel quadro degli obiettivi indicati dalla Commissione la Conferenza Internazionale di Ancona su “Partenariato interregionale nella politica di prossimità: il Mediterraneo ed i Balcani”, dopo due giorni di dibattito, intende avanzare alcune proposte relative ai partenariati territoriali che assumono una grande rilevanza per la politica degli Stati membri dell’UE, ove restano ancora da fare passi in avanti al fine di un maggiore coordinamento tra le sempre più numerose azioni di cooperazione delle regioni e la politica estera dei governi nazionali verso i paesi di prossimità, così come tra le diverse normative e strutture gestionali della cooperazione allo sviluppo.

 


 

DICHIARAZIONE DI ANCONA

 

 

  • Riconoscimento politico del concetto dei partenariati territoriali, quali forme fondamentali della politica di prossimità, e quindi del ruolo dei governi sub-nazionali e degli attori del territorio nella definizione e attuazione della politica di prossimità, esplicitandolo in modo chiaro nei documenti di policy e nei relativi strumenti e programmi. In particolare, i governi sub-nazionali accolgono con favore la proposta della Commissione di istituire uno strumento di prossimità e sono interessati a collaborare alla sua definizione operativa.

 

  • I governi sub-nazionali dovrebbero partecipare all’elaborazione dei programmi Paese in modo da poter coordinare le azioni di cooperazione dei partenariati territoriali con le politiche dei governi nazionali e rendere concretamente efficaci i programmi di prossimità. Ad esempio, il Segretariato dell’Adriatico potrebbe costituire lo strumento per favorire il confronto e il coordinamento delle politiche e degli strumenti comunitari, bilaterali e multilaterali, offrendo una sede certa e continua di relazione e contatto ai diversi soggetti dell’area.

 

  • I governi sub-nazionali dovrebbero svolgere un importante ruolo nella programmazione delle azioni di cooperazione realizzate attraverso i partenariati territoriali, e potrebbero partecipare alle negoziazioni dei programmi nazionali con i governi centrali dei paesi vicini, proponendo e verificando la possibilità di integrare le azioni dei partenariati territoriali con le politiche per lo sviluppo e l’integrazione. A tal fine le Regioni nelle loro varie realtà nazionali si impegnano a potenziare, ove ciò si rendesse necessario per la riuscita delle azioni di partenariato, le strutture organizzative già esistenti al fine di garantire un reale coordinamento tra le amministrazioni implicate a vario titolo nei partenariati di prossimità.

 

  • I governi sub-nazionali si impegnano a coinvolgere i vari attori della società civile nella diffusione e crescita dei partenariati territoriali, secondo il principio della sussidiarietà orizzontale.

 

  • I governi sub-nazionali dovrebbero disporre di un’informazione aggiornata e puntuale nelle aree di intervento, da parte delle delegazioni dell’UE, allo scopo di modulare le loro attività di cooperazione (numero e tipo di iniziative in atto in uno stesso territorio).

 

  • Va inoltre considerata la necessità di coordinare o complementare i programmi di prossimità con i programmi di cooperazione orizzontali della Commissione europea già esistenti, come nel caso della linea relativa alla cooperazione con i paesi terzi sulle migrazioni, della linea relativa alla cooperazione decentrata, e delle diverse linee riguardanti la democrazia, i diritti umani, e relative in generale alla cooperazione tra i soggetti delle società civili.

 

  • In questo quadro debbono essere inserite le proposte a livello tematico (sviluppo economico locale, reti infrastrutturali, governance democratica, flussi migratori, legalità e sicurezza cittadina, sviluppo sostenibile) emerse da questa Conferenza di Ancona.

 

  • Si accoglie con favore la proposta della Commissione di avviare nel 2004-2006 dei programmi di prossimità, di operare per migliorare il coordinamento tra i vari strumenti di cooperazione con gli Stati confinanti e l’indicazione preliminare di uno stanziamento di 955 Meuro. Si propone, tuttavia, di accelerare questo percorso e aumentare significativamente gli importi provenienti da CARDS e MEDA.

 

  • Per quanto riguarda la proposta di istituire a partire dal 2007 un nuovo strumento finanziario di prossimità, si rileva la necessità di bilanciare la distribuzione geografica degli aiuti comunitari. In particolare, si auspica un forte incremento degli impegni finanziari europei verso i partner del Mediterraneo e dei Balcani, in modo da ridurre lo squilibrio rispetto ai nuovi paesi di adesione ed evitare la creazione di nuove divisioni ai confini dell’Unione. Si propone inoltre di rafforzare il ruolo nella politica di prossimità della cooperazione transnazionale delle Regioni, superando le attuali limitazioni geografiche e puntando a sostenere i partenariati territoriali già formatisi spontaneamente.

 

  • Si raccomanda alla Commissione europea di proseguire in maniera più decisa sulla strada di una semplificazione delle procedure che, nell'ottica di una vera sussidiarietà e in linea con il principio del partenariato, produca una precisa differenziazione dei ruoli tra la Commissione (determinazione dei principi generali e supporto tecnico per attuarli) e gli Stati membri nelle loro diverse articolazioni (programmazione e gestione dei fondi).

 

  • Sulla base dei risultati della fase iniziale di FEMIP, si sostiene la proposta della Presidenza italiana di trasformare il FEMIP in affiliata della BEI dedicata ai Paesi del Bacino Mediterraneo, e in prospettiva si ritiene necessaria l’istituzione della Banca per il Mediterraneo, in modo da rilanciare con forza il partenariato Euromediterraneo.

 

 

 

IL DOCUMENTO DI CONCLUSIONE DELLA CONFERENZA DI BARI

 

“Partenariato interregionale e politiche migratorie”

Bari, 23 e 24 ottobre 2003

 

 

DICHIARAZIONE FINALE

 

 

I partecipanti alla Conferenza di Bari “Partenariato interregionale e politiche migratorie”, rappresentanti di autorità e amministrazioni locali, regionali e nazionali, organizzazioni europee e non governative :

 

·            Ringraziano vivamente la Regione Puglia per l’organizzazione della Conferenza ed esprimono, in particolare, la loro gratitudine alle autorità regionali per la calorosa accoglienza che è stata loro riservata;

 

·            Avendo confrontato le proprie rispettive esperienze ed idee e proposto soluzioni, per una migliore gestione dei fenomeni migratori e per la promozione del partenariato interregionale, anche con riferimento ai risultati della Conferenza di Ancona “Partenariato Interregionale e Programmi di Priorità nel Mediterraneo e Balcani” [1];

 

·            Prendendo atto delle risultanze dei lavori delle tre Commissioni, istituite in seno alla Conferenza[2];

 

·            Rilevato come le politiche europee per l’immigrazione si siano sostanzialmente tradotte finora in misure di “contrasto” più che in azioni di coordinamento per la gestione ed integrazione dei flussi migratori;

 

·            Rilevato, inoltre, come l’approccio integrato introdotto dal Consiglio Europeo di Tampere resti ancora, largamente, da attuare;

 

·            Considerato che la concezione dello spazio di prossimità prospettata dai documenti diramati dalla Commissione Europea “Wider Europe”, quale spazio favorevole alla progressiva liberalizzazione della circolazione delle persone, è essenziale ai fini dello sviluppo comune;

 

 

Propongono alla Presidenza Italiana dell’Unione Europea e alle Delegazioni partecipanti alla Conferenza preparatoria di Palermo, quale contributo alla Conferenza Euromediterranea[3] di Napoli, le seguenti raccomandazioni:

 

 

·            Affrontare le tematiche riguardanti i fenomeni migratori in un’ottica di difesa dei valori della solidarietà, dei diritti umani, dello sviluppo partecipato e della sicurezza.

 

·            Promuovere la creazione di un grande spazio euromediterraneo (allargato ai Paesi del Vicino e Medio Oriente e dei Balcani), quale spazio di pace, di diritti, di sicurezza e di prosperità, nel quale assicurare relazioni economiche e finanziarie più forti ed equilibrate.

 

·            Rafforzare la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, accrescendo il ruolo dei governi sub-nazionali e delle autonomie locali nella promozione e gestione delle politiche di integrazione sociale degli immigrati.

 

·            Promuovere l’inclusione nella legislazione dell’Unione di norme comuni per il riconoscimento dei diritti politici e di cittadinanza degli immigrati;

 

·            Promuovere lo sviluppo dei partenariati locali, quale strumento di integrazione e di regolazione dei flussi, considerando i circuiti migratori come fattore di connessione e valorizzazione dei processi di sviluppo locale, anche valorizzando il ruolo dei migranti e delle loro associazioni;

 

·            Promuovere un’iniziativa rivolta ad assicurare maggiori disponibilità finanziarie al Bilancio dell’Unione da finalizzare alle politiche di integrazione dei flussi migratori, per lo sviluppo dello spazio euromediterraneo;

 

·            Favorire il rafforzamento infrastrutturale dello spazio euromediterraneo riservando ad esso adeguate risorse, con particolare riguardo all’estensione delle grandi reti materiali ed immateriali di comunicazione e collegamento e alla costituzione della “Banca Euromediterranea”.

 

Auspicano

 

·            L’inclusione nel progetto di Costituzione Europea di un più ampio riconoscimento dei diritti degli immigrati;

 

 

Chiedono

 

·            La previsione  di specifici programmi dedicati alle politiche regionali di partenariato volte a promuovere l’inclusione sociale e culturale e la regolazione delle migrazioni in un quadro di co-sviluppo delle aree di provenienza e di destinazione, anche attraverso la costituzione di un osservatorio europeo sui flussi migratori;

 

·            L’inserimento dell’obiettivo di valorizzazione delle migrazioni nel quadro degli strumenti di prossimità e coesione dell’Unione Europea;

 

·            L’introduzione di adattamenti normativi e/o procedurali che favoriscano la mobilità secondo le forme concertate nell’ambito dei partenariati interregionali e/o trasfrontalieri;

 

·            La costituzione di specifici strumenti finanziari da parte delle istituzioni europee e degli stati membri per rafforzare le ricadute in termini di sviluppo locale delle rimesse dei migranti;

 

 

Si impegnano

 

·             A dare continuità al dialogo partenariale e alla collaborazione interistituzionale avviati con la presente conferenza sui temi dell’immigrazione, anche allo scopo di favorire l’adesione alle tematiche e alle proposte formulate;

 

·            Ad adottare metodologie di programmazione che evitino gli effetti di depauperamento del capitale umano nelle aree di provenienza, nella logica dello sviluppo integrato dello spazio Mediterraneo.

 

 

Danno mandato

 

·            Al Presidente della Regione Puglia di trasmettere la presente “Dichiarazione di Bari”[4] alla conferenza di Palermo e al Presidente dell’Unione Europea e di promuoverne la più ampia diffusione presso le istituzioni internazionali, europee e nazionali.

 

Bari, 24 ottobre 2003

 

 

IL DOCUMENTO DI CONCLUSIONE DELLA CONFERENZA DI PALERMO

 

 

Patrimonio culturale e partenariato interregionale Euromediterraneo

Conferenza  promossa dalla Regione Siciliana per il rafforzamento del dialogo attraverso ricerca, formazione e sviluppo locale

Palermo, Palazzo dei Normanni
14-16 novembre 2003

Dichiarazione di Palermo

Più di 130 partecipanti provenienti da  paesi Europei, Mediterranei e Balcanici si sono incontrati a Palermo per confrontare idee ed analisi sul tema patrimonio culturale nell’ambito delle relazioni euro-mediterranee. A conclusione dei 4 gruppi di lavoro, i partecipanti concordano con la seguente dichiarazione:

La Regione  euro-mediterranea è caratterizzata da un eccezionale patrimonio storico, culturale e ambientale che rappresenta un potenziale elemento unificante di comprensione reciproca nei rapporti di partenariato.

Ristabilendo il legame tra le differenti identità culturali, indebolito nel tempo, si contribuisce ad un processo di pace che attiva condizioni di sviluppo basate sul “fare insieme”, sulla progettazione condivisa e sul confronto scientifico.

E’ perciò necessario proporre soluzioni innovative, che tengano conto della nuova geo-politica della Regione, per rafforzare il ruolo delle istituzioni locali nella gestione comune del patrimonio e per conservare, valorizzare e fruire correttamente i molteplici “paesaggi  culturali” che tracciano legami indissolubili tra il patrimonio e il territorio.

Questa dichiarazione vuole attirare l’attenzione delle Istituzioni Europee sulla necessità di rafforzare la dimensione culturale nei programmi comunitari regionali ed interregionali. In particolare, i partecipanti constatano che la Regione  Mediterranea è oggi al centro di cambiamenti strategici radicali, che interessano da un lato l’Europa e i suoi partner del Sud, dall’altro la stessa Unione con l’allargamento a Sud ed Est e che l’attuale contesto geopolitico è oggi favorevole ad una riorganizzazione dei rapporti tra le parti su basi maggiormente simmetriche.

Su queste basi ed arricchiti dalle precedenti esperienze di cooperazione tra Regioni, Enti Locali, Città, Università, Istituti di Ricerca pubblici e privati, fondazioni, imprese e società civile, i partecipanti affermano la loro volontà di consolidare e sviluppare su basi nuove il Partenariato Euromediterraneo con iniziative di partenariato interregionale e territoriale, a completamento delle attuali relazioni bilaterali e mutibilaterali.

In questo contesto, il partenariato nel settore del patrimonio culturale occupa un ruolo privilegiato, ma non sufficientemente utilizzato, per facilitare la conoscenza della storia comune ed attraverso questa, facilitare il dialogo e la reciproca comprensione. E’ quindi necessario che il settore del patrimonio culturale sia considerato come una delle priorità del nuovo Strumento di Prossimità parte integrante della strategia della “Europa allargata”.

Per raggiungere questo obiettivo di priorità é importante che i partecipanti si possano incontrare in forma regolare per elaborare e sviluppare in forma di collaborazione partenariale e di pariteticità di autorità e responsabilità nuovi programmi corrispondenti a bisogni congiuntamente identificati dai parners come prioritari.

La dichiarazione di Palermo vuole avviare un ciclo virtuoso di attività che permetta il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

1. Sviluppare politiche  e modelli di programmazione integrata che rafforzino il ruolo delle istituzioni locali nella gestione del territorio. Questo anche attraverso la promozione delle relazioni tra   gli attori pubblici e privati;

2. Proporre un nuovo concetto di gestione dei paesaggi culturali che coniughi la conservazione del patrimonio tangibile ed intangibile e lo sviluppo locale;

3. Condividere le esistenti conoscenze e le “buone pratiche” relative alla prevenzione tramite lo sviluppo di sistemi gestionali innovativi e di nuovi progetti di partenariato con l’obiettivo di stabilire  una forte integrazione tra servizi culturali e turistici di qualità;

4. Sviluppare la gestione e la promozione del  patrimonio culturale sfruttando le opportunità offerte dalla Società dell’Informazione e dalla rete (web-based culture)  al fine di promuovere un turismo di qualità, la diffusione della ricerca e dell’offerta formativa;

5. Integrare l’approccio centrato sul restauro con una nuova strategia basata sulla prevenzione e manutenzione programmata e sviluppare modelli di gestione delle emergenze causate da calamità naturali e non in termini di: piani specifici di protezione e di trasporto provvisorio, campagne di mitigazione del rischio, interventi di restauro ad alto valore simbolico;

6. Contribuire con azioni formative mirate a  rafforzare le competenze  di tutti gli attori coinvolti nel ciclo della conservazione programmata con riferimento ai compiti del restauratore e del manutentore;

7. Promuovere  percorsi formativi a livello secondario e universitario sui temi della storia comune e degli studi classici. Tali percorsi prevederanno anche programmi di mobilità e di scambio per esperti e studenti e lo sviluppo di libri di testo basati su metodologie condivise;

8. Identificare strategie di informazione e comunicazione diretta al grande pubblico per la più ampia conoscenza del patrimonio. Tutto ciò anche grazie all’organizzazione di visite  nella Regione in occasione di grandi eventi culturali da sviluppare;

I Partecipanti ravvisano la necessità di costituire un Gruppo di Contatto nel settore del Patrimonio Culturale formato dalle Istituzioni nazionali responsabili, dalle Regioni e dalle autorità territoriali locali al fine di identificare e promuovere programmi di partenariato nel contesto Euromediterraneo e nel Programma di Prossimità.

La Regione Siciliana per il tramite del suo Centro Regionale del Restauro, propone di assicurarne il seguito e di trasmettere la Dichiarazione di Palermo alle Istituzioni Europee per attivare i prossimi incontri tematici.

Le raccomandazioni dei 4 gruppi di lavoro relativi a: Ricerca, Formazione, Conoscenza ed Educazione, Patrimonio Culturale e sviluppo locale, sono parte integrante della Dichiarazione di Palermo.

 

 

IL DOCUMENTO DI CONCLUSIONE DELLA CONFERENZA DI PERUGIA

 

 

CONFERENZA EUROMEDITERRANEA

 

LE RELAZIONI E LA COOPERAZIONE TRA LE ISTITUZIONI LOCALI DELL’AREA EUROMEDITERRANEA COME FATTORE DI STABILIZZAZIONE NEL PROCESSO DI PACE

 

Noi, sindaci e rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali dell’area Euromediterranea, membri di Parlamenti, rappresentanti di Governi nazionali, Università e Organizzazioni non governative, ci siamo incontrati il 18 e 19 novembre 2003 a Perugia, in Italia, per discutere della cooperazione tra istituzioni locali dell’area Euromediterranea, e del loro ruolo nel processo di pace.

Desideriamo esprimere i nostri più vivi ringraziamenti e apprezzamenti alla Regione Umbria per l’ospitalità e l’ organizzazione di questo appuntamento così importante.

Esprimiamo inoltre il nostro cordoglio al popolo italiano in questa giornata di lutto nazionale, per le vittime di Nassiriya.

 

Abbiamo affrontato la questione delle relazioni tra le istituzioni locali nell’area e il loro ruolo nella costruzione della pace, della sicurezza e della benessere all’interno delle nostre comunità attraverso la collaborazione diretta tra i popoli e le città.

Abbiamo discusso inoltre della preoccupante situazione in Medio Oriente ed abbiamo maturato e convenuto quanto segue:

 

1)     I sindaci, le istituzioni locali e i popoli di Israele e Palestina hanno sofferto e continuano a soffrire a causa della spirale di violenza e del mancato rispetto dei diritti umani .

2)     I sindaci della Palestina e di Israele hanno la determinazione e le capacità di promuovere attivamente la pace, la sicurezza e il benessere nella regione.

3)     I sindaci di Israele e Palestina sono stati impegnati per più di un anno in incontri e discussioni ospitate dal sindaco de L’ Aia  e dall’Associazione delle municipalità olandesi (VNG), dal sindaco di Atene e dalla Unione Centrale delle Autorità locali della Grecia e dal sindaco di Roma, occasioni durante le quali hanno raggiunto intese comuni.

4)     Le regioni e le autonomie locali sono le istituzioni più vicine ai cittadini e quindi le più consapevoli delle loro preoccupazioni e  dei loro  bisogni .

5)     I partecipanti alla Conferenza sono seriamente preoccupati per la perdita di vite umane, delle proprietà ed opportunità economiche, causata dalla spirale della violenza.

6)     Siamo convinti che il solo modo di fermare la spirale della violenza sia quello di mettere fine all’occupazione e agli attentati contro la popolazione civile, e istituire, attraverso i negoziati, uno Stato Palestinese che, in buona vicinanza con lo Stato d’Israele, garantisca sicurezza, indipendenza, libertà e  rispetto dei diritti umani per entrambi.    

7)     Crediamo che i sindaci e i membri delle autorità locali di Israele e della Palestina debbano premere sui propri governi nazionali, affinché mettano fine ad ogni azione unilaterale che possa impedire il processo di pace.

8)     Riconosciamo che, nonostante gli sforzi, le relazioni e la cooperazione tra i sindaci israeliani e palestinesi, queste relazioni sono insufficienti e poco efficaci a causa dell’assenza di un contesto politico favorevole.

9)     Per questo, i sindaci della Palestina e di Israele fanno appello ai sindaci della regione Euromediterranea e del resto del mondo, all’Unione Europea, così come alle associazioni nazionali e mondiali dei poteri locali, affinché sostengano e promuovano questi rapporti.

10) I presenti sostengono la Carta sull’ Institutional Building  nell’area Euromediterranea

11) Gli enti locali della Palestina e di Israele, attraverso le loro associazioni nazionali

(APLA e ULAI) elaboreranno un programma di cooperazione da presentare agli enti locali della regione Euromediterranea, all’ Unione Europea e ai Governi Nazionali, al fine di ottenere il loro sostegno.

 

     Carta Institutional Building

 

Molteplici esperienze hanno evidenziato come lo sviluppo dei sistemi istituzionali locali e regionali e l’intensificazione delle relazioni tra di essi, rappresentino un rilevante patrimonio ed un fattore di stabilità negli stessi rapporti tra Stati.

La definizione di programmi atti a favorire lo sviluppo della rete istituzionale locale nell’area Euromediterranea,  può costituire un importante contributo culturale, economico e sociale, anche al fine della ripresa di un percorso di pace in un area teatro di una sanguinosa spirale di violenza.

La prima bozza di proposta per un programma di Institutional Building nasce dalla riflessione di un Comitato tecnico e scientifico[5]che si compone di personalità del mondo universitario, delle organizzazioni non governative e della società civile, provenienti dai Paesi Euromediterranei.

L’elaborazione definitiva della Carta sarà prodotta, sulla base della presente traccia predisposta dal Comitato in questi ultimi mesi, dall’apposito gruppo di lavoro nel corso della sessione tecnica del 18 novembre a cui prenderanno parte, oltre ai membri del Comitato, i rappresentanti dei singoli Paesi coinvolti.

 

  1. Preambolo

La presente proposta riconosce quali presupposti della Carta di Institutional Building i seguenti punti:

 

a)     Le relazioni tra istituzioni locali contribuiscono alla creazione di condizioni di pace e di sicurezza;

b)     La rete tra istituzioni locali, in quanto forma di dialogo più diretto tra popoli, facilita le relazioni tra gli Stati;

c)     La cooperazione favorisce e consolida i rapporti tra comunità locali, contribuendo ad attenuare le condizioni di disagio sociale ed i ritardi di sviluppo;

d)     Gli interventi di Institutional Building concorrono a rendere effettivo quel sistema politico istituzionale democratico da considerarsi determinante per il percorso di pace in Medio Oriente.

e)     La garanzia di uguali diritti e di pari opportunità per tutti i cittadini e le cittadine senza distinzioni di sesso, etnia e religione, è indispensabile alla crescita e al buon funzionamento sia delle istituzioni democratiche locali che della cooperazione Euromediterranea.

 

  1. I destinatari

 

I destinatari principali della Carta sono le Unità di Governo Locale dei Paesi mediterranei, compresi Comuni, Consigli di Villaggio e Borghi.

 

  1. Gli obbiettivi

 

L’obiettivo generale è il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione attraverso il ripristino della funzionalità dei servizi essenziali erogabili dalle Unità di Governo Locale. A tal fine ci si propone di concorrere alla ricostruzione istituzionale o alla riforma dell’organizzazione amministrativa delle Municipalità per consentire, in ultima fase, di contrastare l'ulteriore deterioramento della qualità e della copertura dei servizi pubblici essenziali attraverso il ripristino e l'incremento dell'erogazione dei medesimi alle comunità, danneggiate dal recente conflitto.

In particolare il Programma mira al conseguimento dei seguenti risultati:

a)     Elaborazione di un complesso progetto di riforme amministrative delle Municipalità al fine di realizzare un meccanismo istituzionale capace di gestire le attività di sostegno che saranno intraprese;

b)     Ripristino e riforma dei servizi di base locali e realizzazione di una rete di cooperazione fra le Unità di Governo Locale nell’area euromediterranea;

c)     Creazione di opportunità di lavoro immediato per lavoratori disoccupati in seguito al conflitto ed occasione per la creazione di nuove figure professionali compatibili con la riforma del tessuto amministrativo delle Unità di Governo Locale.

 

  1. Le riforme amministrative delle Municipalità

 

Il Programma si propone di sviluppare interventi di assistenza legale per le riforme amministrative e di supporto nella formazione dei livelli amministrativi delle Unità di Governo Locale.

Il primo livello di intervento, assolutamente indispensabile al fine della realizzazione del Programma, prevede all’elaborazione della proposta di un articolato sistema normativo che svolga la funzione di riferimento per le Municipalità su alcuni settori fondamentali:

a)     Legislazione elettorale;

b)     Organizzazione amministrativa;

c)     Servizi pubblici essenziali;

d)     Sistemi di controllo e verifica;

e)     Disciplina dei meccanismi di responsabilità amministrativa;

f)       Disciplina delle risorse umane;

g)     Disciplina di un sistema finanziario e di contabilità

 

Tali settori ovviamente costituiscono dei grandi moduli di sotto-settori a loro volta scomponibili per materia per la cui individuazione non si può prescindere dalla indispensabile collaborazione con le Autorità Istituzionali. L’esigenza di questo intervento tecnico-istituzionale è stata espressa in più occasioni da vari referenti istituzionali in loco che costantemente lamentano l’assenza di un’attività di assistenza istituzionale primaria.

 

Il Comitato tecnico scientifico ha operato per il rafforzamento delle collaborazioni tra le Università, proprio al fine di fornire un’assistenza tecnico-legislativa permanente. 

Questo livello di intervento costituisce un investimento in risorse umane immediato.

Il secondo livello di intervento si caratterizza per due elementi centrali: l’emergenza e la ragionevole possibilità di realizzazione tra il breve ed il medio periodo.

 

Il Programma mira ad interventi istituzionali immediati nei seguenti settori:

a)     realizzazione di sistemi in rete di banche dati informatizzate, che riguarda tutta una serie di profili amministrativi, di difficile distruzione e di decentrabile consultazione. Una sorta di ufficio amministrativo virtuale attraverso un sistema di network tra le Unità di Governo Locale che richiede formazione all’estero ed in loco e crea profili occupazionali extrasettoriali con possibilità di auto-formazione;

b)     realizzazione immediata di un modello di piano regolatore generale per le Municipalità, sia per i profili della ricostruzione, sia per quelli della tutela di eventuali beni di valore storico-culturale, sia per motivi di impatto ambientale;

c)     realizzazione immediata di strutture di analisi fisico-ambientali per il grave problema delle acque inquinate  e di strutture e tecniche di smaltimento dei rifiuti solidi.

 

5.  Il supporto nella formazione dei livelli amministrativi delle Unità di Governo Locale.

 

Il Programma di Institutional Building trova la sua sintesi naturale nell’indispensabile attività di supporto nella formazione dei livelli amministrativi delle Unità di Governo Locale. Il raggiungimento di tutti gli obbiettivi dipendono necessariamente dalla formazione adeguata delle risorse umane impegnate nel governo delle Unità di Governo Locale. Tali risorse richiedono una formazione ed un addestramento, alle tematiche che coinvolgono le finalità fin qui indicate. Si tratta, pertanto, di dare vita ad una vera e propria “scuola di formazione amministrativa”.

Il coordinamento e la realizzazione della fase formativa richiede la collaborazione di una serie di soggetti che rispondono ai criteri della politicità (istituzioni locali e nazionali) e della scientificità (Università e centri di ricerca).

 

 Le Regioni italiane e l’ANCI hanno operato per il rispetto di detti criteri: da un lato hanno intensificato i rapporti istituzionali con la Autorità locali, dall’altro, ha favorito importanti occasioni di collaborazione tra le Università dell’area Euromediterranea.

Il Programma è giunto alla definizione di un concreto piano  specifico di supporto per la formazione e l’addestramento dei livelli amministrativi delle Unità di Governo Locale. (Allegato A)

 

 

6. Adempimenti finanziari

 

Il Programma è gestito congiuntamente da tutti i soggetti promotori ed è sostenuto con le risorse specificamente individuate e già destinate dalla Banca Mondiale, UE, Governo Italiano, Regioni, ANCI.

E’ prevista l’ipotesi di ulteriori soggetti sostenitori, quali i Paesi arabi cooperanti.

 

Allegato A

 

Si sviluppa in cicli di nove mesi divisi, ciascuno, in tre fasi:

La prima fase, della durata di tre mesi, prevede la formazione teorica delle tematiche secondo lo schema esemplificato nei moduli che seguono:

M. 1

Le fonti della municipalità

 

La gerarchia delle fonti; gli statuti; i regolamenti di organizzazione e sulle funzioni

M. 2

Il funzionamento della municipalità

Principi di organizzazione interna; modelli di governance; il rapporto tra politica ed amministrazione

M. 3

Il funzionamento degli organi politici

Gli uffici di staff; le delibere e le loro verbalizzazioni; pubblicazione e conservazione delle delibere

M. 4

Il personale e i mezzi

Rapporto d’ufficio e di servizio; il reclutamento; la gestione del rapporto di lavoro; i contratti d’evidenza pubblica: le varie procedure di gara ; l’esecuzione

M. 5

Bilancio e procedimenti di spesa

Bilancio di cassa e di competenza; contabilità economica; la procedura contabile

 

Essa sarà svolta in Italia e sarà coordinata dal Comitato tecnico scientifico.

 

La seconda fase, di addestramento, prevede la dislocazione dei soggetti in formazione presso uffici delle diverse sedi amministrative delle Regioni e dell’ANCI, dove saranno affidati a tutor per aree di competenza e svolgeranno per tre mesi stage operativi.

La terza, della durata di tre mesi, prevede l’applicazione nell’Unità di Governo Locale di origine della formazione e dell’esperienza acquisita. Durante questi tre mesi i formati saranno seguiti da un tutor messo a disposizione dalle Regioni e dall’ANCI direttamente in loco.

Nel corso dei diversi cicli di formazione saranno selezionati i soggetti con la migliore predisposizione all’attività di formazione affinché possano a loro volta, nel periodo di cinque anni, costituire un autonomo centro di formazione in qualità di formanti.

 

 

 

Conferenza Euromediterranea, Perugia

 

 

q     Si è positivamente preso atto dell’accordo sul contenuto del programma dell’Institutional Building, il quale è caratterizzato da una proposta operativa tra il Governo Italiano e L’Unione Europea;

 

q     Si è positivamente preso atto dell’accordo raggiunto sulla dichiarazione dei principi riguardanti il ruolo delle Istituzioni locali nel dare avvio ad un nuovo processo di pace e stabilizzazione nell’area Euromediterranea, partendo dal Medio Oriente;

 

 

Quindi:

 

q     Si è deciso di essere garanti del percorso di verifica e di supporto all’accordo approvato e si è deciso di convocare un altro incontro nei prossimi otto mesi.

 

 

Appuntamenti ed eventi

 

 

 

      

 

SiciliaInEuropa

 

Newsletter a cura dell’Ufficio di collegamento con le Istituzioni dell’Unione Europea della Presidenza della Regione Siciliana  Bruxelles

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Realizzata da:

Francesco Attaguile (Responsabile)

 

Giuseppe Anzaldi

Gianpaolo Simone

Luigi Lo Piparo

Matilde Modica

 

Conferenza europea sulla tassazione delle imprese

Data: 5-6 dicembre 2003

Luogo: Roma

Tema: Economia e Finanza

 

Riunione dei Ministri degli Esteri dell'Unione Europea sulla CIG
Data: 8 dicembre 2003

Luogo: Bruxelles

Tema: Affari Generali e Relazioni Esterne

 

Comitato speciale Agricoltura
Data: 8 dicembre 2003

Luogo: Bruxelles

Tema: Agricoltura e Pesca

Foro UE-Balcani occidentali: riunione dei Ministri degli Esteri
Data: 9 dicembre 2003

Luogo: Bruxelles

Tema: Affari Generali e Relazioni Esterne

 

Giornata della Concorrenza
Data: 9 dicembre 2003

Luogo: Roma

Tema: Competitività (Mercato Interno, Industria e Ricerca)

 

CSIFA (Comitato strategico sull'immigrazione, le frontiere e l'asilo)
Data: 9-10 dicembre 2003

Luogo: Bruxelles

Tema: Giustizia e Affari Interni

 

Euro Nano Forum 2003

Data: 9-12 dicembre 2003

Luogo: Trieste

Tema: Istruzione, Gioventù e Cultura

 

Conferenza Europea sulle politiche del lavoro e l'emersione: dalla segmentazione all'integrazione dei mercati del lavoro
Data: 11-12 dicembre 2003

Luogo: Catania
Tema: Occupazione, Politica Sociale, Salute e Consumatori

 

Vertice dei Capi di Stato e di Governo dell'Unione europea sulla CIG
Data: 12-13 dicembre 2003

Luogo: Bruxelles
Tema: Affari Generali e Relazioni Esterne

 

Prima Conferenza degli Assessori/Ministri alla sanità delle regioni europee
Data: 15-20 dicembre 2003
Luogo: Venezia
Tema: Occupazione, Politica Sociale, Salute e Consumatori

 

Comitato speciale Agricoltura
Data: lunedì 15 dicembre 2003

Luogo: Bruxelles
Tema: Agricoltura e Pesca

 

Il Presidente del Consiglio Berlusconi, assistito dal Ministro degli Affari esteri Frattini, riferisce al Parlamento europeo sugli esiti del Consiglio europeo e della CIG e traccia il bilancio del semestre di Presidenza italiana
Data: martedì 16 dicembre 2003
Luogo: Strasburgo
Tema: Affari Generali e Relazioni Esterne

 

Consiglio Agricoltura e Pesca
Data: 17-19 dicembre 2003

Luogo: Bruxelles
Tema: Agricoltura e Pesca

 

Comitato speciale Agricoltura
Data: lunedì 22 dicembre 2003

Luogo: Bruxelles
Tema: Agricoltura e Pesca

[1] 17 e 18 ottobre 2003

 

[2] Le tre commissioni hanno sviluppato i seguenti temi “Accoglienza e integrazione degli immigrati nelle regioni dell’Unione Europea”; “Flussi migratori e politiche di sviluppo integrato nei Balcani”; “Flussi migratori e politiche di sviluppo integrato nel Mediterraneo”.

 

[3] Gia programmata per il 2/3 dicembre 2003

[4] La presente Dichiarazione è stata adottata all’unanimità dalle Delegazioni dei seguenti Paesi: Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia e Montenegro, Albania, Macedonia, Bulgaria, Romania, Turchia, Tunisia, Siria, Marocco, Libano, Giordania, Egitto, Israele, Territori Palestinesi, Algeria e Malta.

 

[5] Il Comitato si è costituito in Italia circa due anni fa in occasione della Conferenza internazionale sul costituzionalismo in Medio Oriente, tenutasi a Perugia. Esso si compone dei maggiori esperti della materia provenienti dall’ Italia, Francia, Germania, Spagna, Israele, Palestina, Giordania, Egitto, Marocco, Tunisia, Libano, Algeria ed è coordinato dal Prof. Maurizio Oliviero.

Cava di Cusa