Indice Italia Geografia Territorio Aspetto Fisico Popolazione Società Economia Italia nel Tempo Clima

... trapaninfo.it Tweet

Dizionario A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z Enciclopedia

Indice Italia Geografia Territorio Aspetto Fisico Popolazione Società Economia Italia nel Tempo Clima

Italia Il Territorio e l'Aspetto Fisico Italia la Popolazione e la Società Italia l'Economia L'Italia nel Tempo Italia Il Clima Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle D'Aosta Veneto

All together, we can do a better world. World goes where we like and wish He goes. It's up to all of us.

ITALIA Itinerario turistico Viaggio in Italia Parte 1 - Parte 2 - Parte 3 - Parte 4 - Parte 5 - Parte 6

Glossario

Geografìa di Eratòstene Geografia Geogràfica italiana, Società Geògrafo, Canale del Géographie de Paris, Société de

Fenici Fenicia Eròdoto Alessandro Magno Ellenismo Eratòstene Islanda Polo, Marco Milione, Il Magellano, Ferdinando Magellano, Stretto di Horn, Capo














Indice Italia Geografia Territorio Aspetto Fisico Popolazione Società Economia Italia nel Tempo Clima

Geografia d'Italia

Italia Il Territorio e l'Aspetto Fisico Italia la Popolazione e la Società Italia l'Economia L'Italia nel Tempo Italia Il Clima Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle D'Aosta Veneto Eremo di San Gerolamo, nei pressi di Lecco Panoramica su Punta Spartivento a Bellagio Il Castello Sforzesco Il Castello Visconteo di Pavia Il porto di Genova La Piazza Ducale di Vigevano Lo stadio Giuseppe Meazza, noto come San Siro Piazza Duca d'Aosta e della Stazione Centrale di Milano Milano Piazza del Duomo, Galleria Vittorio Emanuele II e Piazza della Scala Piazza del Carmine a Pavia e dell'omonima chiesa Veduta di Bergamo e la Piazza Vecchia della città alta Villa Manzoni, alla periferia di Lecco Visita ad alcune sezioni del museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci Esplorazione della sezione interna del Battistero di San Giovanni a Firenze La duecentesca Vera da pozzo a cubo scantonato posta al centro del chiostro dell'ex Convento di San Francesco a Conegliano, Treviso Il Castello Sforzesco di Milano La macchina sportiva Lamborghini Diablo Moto Ducati 640 La nave Amerigo Vespucci, varata il 22 febbraio 1931 Alfa Romeo 2300 da competizione Ferrari F250 Ferrari F40 Fiat 500 Auto Lancia Aurelia B24 Spider Moto Guzzi California 1100i del 1996 Moto Guzzi Falcone allestita per il corpo dei Carabinieri Moto Guzzi V7 Special 750 Piaggio Vespa 50 Modello di antica nave romana trireme Pistola semi-automatica in dotazione alle forze di polizia italiane Il Battistero di San Giovanni a Firenze

Il Duomo di Modena secondo il progetto di Lanfranco con sovrapposizione virtuale dello stato attuale dell'edificio La Basilica Palladiana a piazza dei Signori a Vicenza, progettata da Andrea Palladio su una preesistente costruzione gotica Angolo dell'isola veneziana di Burano, su Fondamenta Pescheria, nei pressi di Calle Broetta Angolo dell'isola veneziana di Burano, su Fondamenta Pescheria, nei pressi di Calle Pittona o Pistorìa Angolo dell'isola veneziana di Burano, su Fondamenta del Pizzo, nei pressi di Calle Pope Nel corso dei secoli il castello estense a Ferrara Piazza del Campo a Siena San Gimignano: piazza del Duomo, il palazzo del Podestà e le torri del Salvucci Valdagno (Vicenza): Piazza San Clemente, su cui si affaccia l'omonima chiesa parrocchiale Valdagno (Vicenza): la Piazza del Comune, ove ha sede il municipio della cittadina veneta Valdagno (Vicenza): la corte interna del settecentesco Palazzo Festari, caratterizzata da un portico, chiamato Galleria dei Nani, formato da una sequenza di nove archi ribassati su pilastri di pietra scheggiata Castello estense di Ferrara: veduta della "via Coperta" dal rivellino sud Duomo di Modena: veduta del lato delle absidi Duomo di Modena: veduta del lato sud Castello di Federico II a Castel del Monte Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena Abbazia Cistercense di San Galgano, nei pressi di Massa Marittima Abbazia cistercense di Fossanova, nel comune di Priverno, Latina Veduta della navata centrale Abbazia di Sant'Antimo, nei pressi di Montalcino, Siena Abbazia di Sant'Antimo, nei pressi di Montalcino: deambulatorio absidale Esterno dell'abbazia cistercense di San Galgano, nei pressi di Massa Marittima Interno del Battistero Neoniano, a Ravenna Interno del Battistero degli Ariani, a Ravenna Interno del Duomo di Modena: veduta da sotto l'ambone Interno del battistero di San Giovanni a Firenze Interno del mausoleo di Galla Placidia, a Ravenna Interni del teatro civico di Schio, in provincia di Vicenza Interno della Basilica di San Petronio, a Bologna.Veduta della navata centrale Interno della Basilica di San Petronio, a Bologna. Veduta della parte occidentale Interno della Basilica di San Vitale, a Ravenna Interno della Basilica di Sant'Apollinare in Classe, a Ravenna Interno della Cappella di Sant'Andrea, a Ravenna L'interno della Domus Aurea a Roma Interni della centrale del Malnisio, a Montereale Valcellina, Pordenone Aula degli Atti Accademici all'interno dell'Università Ca' Foscari a Venezia, restaurata dell'architetto veneziano Carlo Scarpa Un cortile di una casa-torre medievale a San Gimignano Sezione interattiva del castello di Federico II a Castel del Monte Schema dell'attività vulcanica Bergamo: scorci della città alta Capri, gioiello naturale della Campania Catania: scorci della città siciliana Catania: scorci della città siciliana in lingua inglese I cavalieri d'Italia dell'oasi naturalistica di Orbetello Il camoscio del Parco Nazionale d'Abruzzo Il giuramento e il discorso di insediamento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Il museo della Scienza e della Tecnologia di Bagnoli Il sito archeologico di Pompei La bellezza selvaggia del massiccio della Maiella La sala del fuoco di un alchimista, ricostruita in quella che fu probabilmente la sua abitazione, a Tambre d'Alpago, presso Belluno L'Etna, il più alto vulcano d'Europa L'imponente cono vulcanico del Vesuvio Milano: Piazza Mercanti e al Castello Sforzesco Napoli: suggestiva panoramica notturna della città Padova: l'arte di Giotto nella Cappella degli Scrovegni Ricostruzione dell'eruzione del Vesuvio e della distruzione di Pompei Interno della Cappella dei Notai, nel Palazzo del Mercato Vecchio a Verona Ricostruzione del ponte mobile di barche approntato ogni anno a Venezia in occasione della festa del Redentore per congiungere la Basilica del Redentore alle zattere Ricostruzione di una tavola imbandita in un castello medioevale Paesaggio siciliano, uno dei più suggestivi del Mediterraneo Scorci panoramici dell'arcipelago delle Eolie Scorci panoramici di Padova Silvio Berlusconi interviene a un'assemblea della Confindustria Taormina Taormina con guida in lingua inglese I Tassi Il Tasso nel loro habitat naturale Verona: scorci artistici della città Viaggio tra i gioielli artistici di Roma I tesori artistici più famosi di Venezia Viaggio tra le bellezze del capoluogo campano Le meraviglie paesaggistiche e artistiche di Acireale Le meraviglie paesaggistiche e artistiche di Acireale in inglese Le viscere del Rio Terà de San Polo, a Venezia Il Duomo di Milano Le cave sotterranee di Napoli Ricostruzione della chiesa di San Lorenzo a Venezia Tra i tesori artistici di Firenze Palazzo della Vecchia Borsa di Trieste Le sale della Galleria degli Uffizi a Firenze Il problema dell'immigrazione clandestina in Europa

Italia Geografia Battistero di San Giovanni a Firenze Vera da pozzo chiostro dell'ex Convento San Francesco Conegliano Treviso Castello Sforzesco Milano Lamborghini Diablo Moto Ducati 640 Nave Amerigo Vespucci Alfa Romeo 2300 Ferrari F250 Ferrari F40 Fiat 500 Lancia Aurelia B24 Spider Guzzi California 1100i Guzzi Falcone Guzzi V7 Special 750 Piaggio Vespa 50 Nave romana trireme Pistola Beretta semi-automatica Battistero di San Giovanni a Firenze Duomo Modena Basilica Palladiana a piazza dei Signori a Vicenza, progettata da Andrea Palladio Isola veneziana di Burano, su Fondamenta Pescheria, Calle Broetta Burano, Calle Pittona o Pistorìa Burano, su Fondamenta del Pizzo, Calle Pope Castello estense a Ferrara Piazza del Campo a Siena San Gimignano: piazza del Duomo, il palazzo del Podestà e le torri del Salvucci Valdagno (Vicenza): Piazza San Clemente Valdagno (Vicenza): la Piazza del Comune Valdagno (Vicenza): Palazzo Festari, Galleria dei Nani Castello estense di Ferrara Duomo di Modena: lato absidi Duomo di Modena: veduta del lato sud Castello di Federico II a Castel del Monte Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena Abbazia Cistercense di San Galgano, Massa Marittima Abbazia cistercense di Fossanova Priverno Latina Abbazia di Sant'Antimo Montalcino Siena Abbazia di Sant'Antimo deambulatorio absidale Abbazia cistercense di San Galgano Massa Marittima Battistero Neoniano Ravenna Battistero degli Ariani Ravenna Duomo di Modena: veduta da sotto l'ambone Battistero di San Giovanni a Firenze Mausoleo di Galla Placidia Ravenna Teatro civico di Schio Vicenza Basilica di San Petronio Bologna Basilica di San Petronio Bologna parte occidentale Basilica di San Vitale Ravenna Basilica di Sant'Apollinare in Classe, a Ravenna Cappella di Sant'Andrea Ravenna Domus Aurea a Roma Centrale del Malnisio Montereale Valcellina, Pordenone Aula degli Atti Accademici Università Ca' Foscari Venezia, restaurata dell'architetto veneziano Carlo Scarpa Cortile casa-torre medievale San Gimignano Castello di Federico II a Castel del Monte I Vulcani Bergamo città alta Capri gioiello della Campania Catania città Catania città in lingua inglese I cavalieri d'Italia oasi di Orbetello Il camoscio del Parco Nazionale d'Abruzzo Giuramento e discorso di insediamento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Museo Scienza e Tecnologia di Bagnoli Pompei Il massiccio della Maiella La sala del fuoco di un alchimista a Tambre d'Alpago Belluno Etna il più alto vulcano d'Europa Il cono vulcanico del Vesuvio Milano Piazza Mercanti e Castello Sforzesco Napoli di notte Padova arte di Giotto Cappella degli Scrovegni Ricostruzione eruzione del Vesuvio e Pompei Cappella dei Notai Palazzo del Mercato Vecchio Verona Ricostruzione del ponte mobile di barche Venezia festa del Redentore la Basilica del Redentore Ricostruzione tavola imbandita in castello medioevale Paesaggi siciliani Mediterraneo Arcipelago delle Eolie Panorami di Padova Silvio Berlusconi alla Confindustria Taormina Taormina con guida in lingua inglese Il Tasso nel loro habitat naturale Verona arte in città Arte nella città di Roma I tesori artistici di Venezia Le bellezze di Napoli Paesaggi e arte in Acireale Paesaggi e arte in Acireale in inglese Rio Terà de San Polo, a Venezia Il Duomo di Milano Le cave sotterranee di Napoli Chiesa di San Lorenzo Venezia I tesori artistici di Firenze Palazzo della Vecchia Borsa di Trieste Galleria degli Uffizi a Firenze Immigrazione clandestina in Europa Punta Spartivento Bellagio Castello Visconteo Pavia Eremo di San Gerolamo Lecco Castello Sforzesco Porto di Genova Piazza Ducale Vigevano Stadio Giuseppe Meazza San Siro Piazza Duca d'Aosta e Stazione Centrale Milano Duomo Piazza del Carmine Pavia Bergamo Villa Manzoni Lecco Museo Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci Geografia Italia Il Territorio e l'Aspetto Fisico Italia la Popolazione e la Società Italia l'Economia L'Italia nel Tempo Italia Il Clima Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venzia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d'Aosta Veneto




Glossario

Geografìa.

(dal greco ghé: terra e gráfo: descrivo). Scienza che studia i fenomeni fisici, biologici, antropologici e sociali nella loro distribuzione alla superficie della terra; si suddivide in: astronomica o matematica; fisica; biogeografia o degli esseri viventi; la matematica tratta della forma, delle dimensioni e dei moti della terra; la fisica tratta delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre: continenti, penisole, isole, monti, valli, fiumi, laghi, mari, condizioni atmosferiche; la biogeografia tratta degli esseri viventi sulla terra: piante e animali e particolarmente dell'uomo (antropogeografia). La cultura geografica progredì in seguito alle scoperte: i Fenici, per primi, comunicarono ad altri popoli qualche conoscenza di terre lontane, formando il primo anello della grande catena di scoperte che, secoli e secoli più tardi, Colombo estese sino alle coste dell'America. Diedero nell'antichità grande impulso agli studi geografici i viaggi dello storico Erodoto, le spedizioni di Alessandro Magno, le navigazioni di Pitea, che proseguirono verso il Nord, forse sino all'Islanda. Verso il 1200 a.C. Eratostene usò per primo i paralleli e i meridiani, e stese carte geografiche con principi matematici; nel 44 a.C., per ordine di Cesare, cominciarono le operazioni per il catasto generale dei territori dello Stato romano, ed esse compresero la descrizione e le misure di tutte le province. Nel XII sec., i viaggi in Asia e nell'Oceano Indiano del veneziano Marco Polo aprirono nuovi campi alla ricerca: e alla fine del XV sec. fu scoperto il continente americano. In trent'anni tutta la costa dell'America, dalla Groenlandia al capo Horn, fu esplorata; Magellano navigò per il Pacifico, fece il giro del mondo e aumentò anche le cognizioni sulle terre artiche. Nel XVII sec., gli Olandesi diedero notizia al mondo delle isole australiane, il capitano Cook nei suoi viaggi conobbe la maggior parte delle terre del Pacifico, e, al principio del XIX sec., erano noti i contorni dei continenti e della maggior parte delle isole; ma i quattro quinti della superficie terrestre erano ancora sconosciuti. Alla fine del secolo però immense lacune furono colmate per opera degli esploratori: Lewis e Clarke, Fremont, Pike e Selkirk nell'America del Nord, di Parry, Franklin, dei due Ross, Mac Clure, Kane, Nansen, il Duca degli Abruzzi sulle vie dei poli; di Livingstone, Stanley, Burton, Casati e Bottego nell'Africa; di Yonghusband e Swen Hedin nell'Asia. Ma solo nel nostro secolo si poté raggiungere la completa conoscenza di tutta la superficie terrestre.

"Le carte geografiche" di Alessandro Nangeroni

Geografìa di Eratòstene.

Trattato in tre volumi di cui non rimangono che i frammenti raccolti da H. Berger in Eratostenis fragmenta geografica. Nell'opera, che ci pone al corrente delle conoscenze geografiche del tempo, Eratostene intende dimostrare la rotondità della terra. Basandosi sulla misura della rotondità terrestre da lui valutata in 252.000 stadi, e dopo aver esaminato le notizie avute dai grandi navigatori Pitea, Potroelo e Nearco, Eratostene dimostra come nei punti estremi tra Oriente e Occidente toccati in ogni navigazione, esistesse un intervallo immenso cui dà il nome di Oceano Atlantico. Senonché, calcolate l'estensione del parallelo delle colonne d'Ercole e della terra abitata, non sembrava possibile che tra la Cina e le isole Fortunate intercorressero più di 122.000 stadi di oceano deserto. Il grande geografo per primo affaccia l'idea dell'esistenza di un continente agli antipodi. Nell'opera si ritrovano, tra l'altro, geniali intuizioni sugli argomenti di indagine della geofisica moderna. Criticata e avversata nell'antichità, ma considerata importante documento della scienza geografica greca, quest'opera contiene una significativa conclusione riguardante la misura dell'estensione delle terre abitate: su tale misura, all'inizio dell'epoca moderna, si poggiarono le prime grandi circumnavigazioni.

Geogràfica italiana, Società.

Fondata nel 1867, la Società pubblica da quell'anno un "Bollettino" al quale si sono aggiunti, in anni più recenti, altri organi d'informazione ed opere di più vasta mole.

Geògrafo, Canale del.

Braccio di mare che mette in comunicazione la parte Nord della Shark Bay (Australia) con l'Oceano Indiano.

Géographie de Paris, Société de.

Il più antico istituto geografico del mondo, fondato a Parigi nel 1821. Organizzò un grande numero di esplorazioni: nel 1942 la sua biblioteca passò a far parte della Biblioteca nazionale.

Fenici.

(dal greco phoínikes). Popolazione semitica, di stirpe cananea, che abitò l'antica regione omonima sulla costa mediterranea (FENICIA).
● St. - Le fonti per la ricostruzione della storia di questo popolo ci vengono dai ritrovamenti, avvenuti nei secc. XIX e XX, di tavolette appartenenti agli archivi diplomatici di diverse città: l'egizia Tell el'Amarna, l'ittita Hattushash, la fenicia Ugarit, la mesopotamica Mari, ecc. Ad esse si aggiungono gli annali dei faraoni, i documenti cuneiformi dei re assiri e babilonesi, le pagine della Bibbia e degli storici dell'antichità classica. I F. non costituirono mai un'entità statale coesa al suo interno e autonoma rispetto agli Imperi vicini, ma fondarono numerose città-stato distinte fra loro e più o meno soggette alle influenze e alle dominazioni di entità più forti. Durante il III millennio a.C. tali città, fra cui emerse per importanza Biblo, rivolgevano i propri commerci (legname, resine, metalli, bitume, ecc.) verso l'Egitto, le città accadiche, neosumeriche e l'egea Cipro, raccogliendo nel contempo variegate influenze culturali e politiche. Nel corso del millennio andarono progressivamente formandosi tre nuclei di importanza prevalente, costituiti: a Nord dalle città di Ugarit, Arado, Antarado e Simira, al centro da Biblo, Berito e Sidone, mentre a Sud dominava Tiro. Le rivalità e la ricerca di egemonia politica ed economica attuate dalle singole città favorirono di fatto il protettorato egizio che si attuò dalla prima metà del II millennio a.C. In tale periodo, mentre i commerci e il vassallaggio militare erano monopolizzati dai faraoni, crebbe anche la potenza di Sidone, tanto che le pagine bibliche e i testi omerici indicavano tutti i F. con il nome di Sidoni. Tra il 1750 e il 1580 a.C. circa, l'Egitto subì un periodo di eclissi (detto "prima età oscura") a causa della dominazione di una popolazione semitica che si stanziò nelle terre del Nilo: gli Hyksos. I F. uscirono dalla sfera di influenza egizia per gravitare prima in quella del Regno di Mitanni e poi in quella hittita. Tuttavia, quando in Egitto le dinastie indigene scacciarono gli Hyksos, sulle città fenicie ricadde nuovamente il protettorato faraonico che ne fece le proprie basi per la lotta contro gli Imperi mitannico e hittita. Tuttavia, quando nei secc. XIV-XIII la potenza egiziana decadde, i porti fenici acquisirono sempre maggior autonomia e, con le invasioni dei cosiddetti Popoli del mare nel 1200 a.C., vera e propria indipendenza. In questo periodo fu egemone la città di Tiro, il cui predominio appariva già consolidato nell'XI sec.: attraverso l'opera dello storico romano Flavio Giuseppe ci sono state tramandate parti degli annali della città. Da questi e dalla Bibbia si ricavano testimonianze certe dei rapporti commerciali fra il re di Tiro Hiram e Davide e Salomone, re di Israele. Le numerose notizie circa le doti marinare e la sofisticata tecnica di navigazione dei F. risalgono per lo più a questi secoli, anche se ciò non significa che esse non risalissero ad epoche precedenti. Tuttavia fu senz'altro durante l'egemonia di Tiro che si verificò la spinta colonizzatrice fenicia. Essa non ebbe carattere di popolamento per esuberanza demografica della madrepatria, bensì di espansione commerciale. Le nuove città avevano la funzione di empori per gli scambi di materie prime e manufatti con le popolazioni locali: Cartagine, la cui nascita nel IX sec. a.C. è legata tradizionalmente alla figura del re Pigmalione, fu una di queste colonie. Esse furono fondate lungo le principali direttrici di traffico: da Cipro verso le coste dell'Asia minore (dove probabilmente si verificarono contatti con le popolazioni protogreche); verso l'Egitto e da lì lungo le coste del Nord Africa, il meridione della penisola iberica e la Sardegna; ancora dal Nord Africa a Malta e di lì alla Sicilia e alla Sardegna. Queste località non furono raggiunte direttamente da Tiro o dagli altri porti fenici, ma partendo dalle colonie già stabilite nelle varie direzioni. Gli annali dei re assiri ci mostrano che già nell'XI sec. a.C. essi avevano avuto mire espansionistiche verso le coste fenicie, ma tali aspirazioni si realizzarono sul finire del IX sec., quando le tavolette di Assur ci informano dei tributi che i porti fenici dovevano pagare ai re assiri. In questo periodo la prosperità di Tiro declinò a vantaggio di Biblo e Sidone che, però, fu distrutta nel VII sec. dopo una rivolta. La dominazione assira, infatti, fu punteggiata da ribellioni da parte delle città che dall'VIII sec. costituirono una vera e propria provincia dell'Impero di Sargon e Sennacherib. Quando Ninive cadde per l'invasione dei Medi nel 612, i F. non fruirono a lungo della loro indipendenza passando dalla dominazione neobabilonese a quella dei Medi e, infine, persiana (538 a.C.). Ciro concesse un ampio spazio di autonomia che, però, non produsse grande prosperità a causa della forte concorrenza delle colonie greche nel Mediterraneo. Quando l'Impero persiano fu sconfitto dalle leghe elleniche, ci furono rivolte nella satrapia fenicia che, però, non ebbero miglior esito che quello di favorire le conquiste di Alessandro Magno (che assediò e distrusse Tiro). Durante l'epoca ellenistica i F. furono soggetti in parte ai Tolomei e in parte ai Seleucidi, finché Antioco III di Siria li annesse ai suoi domini nel 197 a.C. Quando Pompeo conquistò la regione nel 64 a.C., le città fenicie furono incluse nella provincia romana Syria Phoenicia, mentre la popolazione, già ampiamente grecizzata, fu assimilata culturalmente a quella dominante.
● Arte - Vissuti nel punto di incontro della sfera di influenza di grandi civiltà e culture (egizia, siriana, anatolica, mesopotamica e, più tardi, egea, persiana, greca ed ellenistica), i F. ne assorbirono gli influssi nella propria arte che, per certi versi, può apparire dunque poco originale. A ciò si aggiunga che la stabilità nel tempo della dislocazione degli insediamenti urbani produce difficoltà nel reperire reperti e dati che consentano la valutazione storica della produzione artistica e architettonica. Sono perciò importanti per le nostre conoscenze sia le fonti indirette, sia i dati reperiti in centri minori, agricoli o relativamente tardi. Da essi si è ricavato, per esempio, l'uso fenicio per l'architettura monumentale di pietra calcarea o l'adozione nella pianta dei santuari di una struttura tripartita (vestibolo, cella e sancta sanctorum) in asse. Scavi effettuati a Biblo, comunque, hanno portato alla luce i resti di un tempio, risalente al III millennio a.C., in parte ricostruito intorno al 2000 a.C. e distrutto in epoca romana. Esso presentava sia caratteristiche egizie sia elementi originali fenici o, per lo meno, semitici: le due colonne dell'ingresso, per esempio, non legate all'edificio ma lasciate completamente libere. Anche ad Ugarit sono stati riportati alla vista i resti di due templi, entrambi dotati di un cortile vestibolare basso e aperto, nel quale era collocato l'altare per i sacrifici, e una cella più elevata e coperta. Questi dati sembrano convalidare la supposizione per cui il celeberrimo tempio di Salomone a Gerusalemme sarebbe stato costruito da F., dal momento che presentava le due colonne libere ai fianchi dell'ingresso e la tipica tripartizione (portico, cella e sacrario). A Ugarit è stato scoperto anche un complesso palatino, databile circa al 1600 a.C., che presenta, oltre ad elementi anatolici, la caratteristica disposizione egea degli ambienti intorno a cortili (qui sei) e un piano superiore cui si accedeva da 11 rampe di scale. All'architettura locale appartengono anche i recinti dei cosiddetti "luoghi alti", al centro dei quali si trovava l'altare (bètilo). L'architettura funebre rupestre è assimilabile alla modalità egizia: i re di Biblo, per esempio, furono sepolti in ipogei che presentavano un ingresso "a pozzo" e una grande camera funeraria contenente il sarcofago. Le tombe a dromos, invece, sembrano legate ad elementi mediterranei, come le semplici sepolture a tholos con cupola. Per quanto riguarda la scultura, essa ci è testimoniata dai resti delle statue dei templi, dai bassorilievi di Ugarit e dai fregi che adornavano i sarcofaghi, che riflettono una chiara influenza egizia come accade per tutti gli elementi figurativi dell'arte fenicia. I sarcofaghi antropoidi, ritrovati anche nelle colonie, assumono, col decrescere dell'antichità, caratteri ellenici. Scolpite erano anche le stele votive che superiormente terminavano con l'immagine di una divinità: denunciano un'influenza egizia le più antiche, greca le più recenti. Numerose e significative le piccole sculture in pietra, avorio, legno, bronzo e terracotta, per lo più figurazioni di divinità, che spesso mostrano elementi di ascendenza anatolica e mesopotamica. Ai F. si deve probabilmente anche la prima lavorazione del vetro, testimoniata dai vasetti di vetro opaco, a linee chiare e ondulate su fondo blu, e dai famosi "vasi sidoni", forse i primi ad essere realizzati con il metodo della soffiatura. Altre specialità dell'artigianato fenicio furono le piastre d'avorio scolpite, utilizzate per la decorazione dei mobili; gli oggetti votivi di Biblo decorati con la tecnica del "tratteggio"; gli intarsi su pietra; le tipiche coppe d'argento, di cui furono trovati esemplari anche in Italia, in Grecia e a Cipro; le elaborate "patere" (d'oro o d'argento). Particolarmente rinomata era l'arte della tessitura, tintura e ricamo delle stoffe: erano famose e pregiate le stoffe di Sidone e la porpora di Tiro.
● Rel. - Le credenze dei F. erano omogenee a quelle delle popolazioni semitiche e cananee in particolare e si esprimevano nei culti poliadi delle singole città. Divinità prevalenti erano quelle del dio supremo El, del dio della pioggia e della vegetazione Baal e della sua paredra Astarte. Rilevante la funzione mitologica del giovane dio Adone, che muore e risorge, sotteso al ciclo annuo vegetativo. Il clero non svolgeva un forte accentramento ideologico (e ciò spiega la varietà dei culti) pur esistendo una classe sacerdotale organizzata, in cui figuravano anche i profeti, che assursero a maggiore importanza in Israele.
● Ling. - Il fenicio, come si ricava dalle iscrizioni, era un dialetto del gruppo cananaico, nella fase più antica molto affine all'ebraico, poi coincidente con il punico e il neopunico cartaginese. La scrittura, non sillabica ma consonantica, fu uno dei primi alfabeti, da cui sarebbe disceso direttamente quello greco.

Cartina dell'espansione fenicia

Fenicia.

Regione storica, corrispondente alla costa dell'attuale Libano, abitata dai Fenici. Consisteva in una striscia di terra lunga circa 200 km e larga circa 30.

Eròdoto.

Storico greco. Esule a Samo, tornò in patria quando cadde la tirannide, e di lì venne ad Atene, dove conobbe ed ammirò Pericle e fu amico di Sofocle; da Atene si allontanò per prendere parte alla fondazione della colonia panellenica di Turi (446 o 444) e per i suoi molti viaggi; è controverso se E. abbia visto realmente tutti i Paesi descritti, forse completò i suoi appunti di viaggio con notizie desunte da fonti scritte. L'opera storica di E., divisa in 9 libri dai grammatici alessandrini, è giunta a noi con il titolo di Storie; tarda è la denominazione dei libri col nome delle nove Muse. Il proemio tratta delle origini mitiche della lotta fra Asia ed Europa, il libro I contiene la storia dei Lidi e dei Persiani fino alla morte di Ciro, il libro II la storia dell'Egitto fino alla sottomissione di esso a Cambise, successore di Ciro. Il libro III narra la storia del regno di Cambise e di Dario fino alla sua spedizione scitica, di cui tratta anche il IV libro che narra la spedizione del satrapo Ariande contro Cirene con digressioni sulla storia di Cirene e della Libia. Il libro V narra la ribellione degli Ioni fino alla morte di Aristagora con lunghe digressioni sulla storia di Sparta e Atene, mentre nel VI sono narrate le sottomissioni della Ionia e le imprese dei Persiani contro la Grecia fino alla battaglia di Maratona. Il VII libro comprende la spedizione di Serse fino alla battaglia delle Termopili. Nell'VIII sono narrate le battaglie dell'Artemisio e di Salamina fino al termine del primo anno della guerra, e nel IX le battaglie di Platea e di Micale fino alla presa di Sesto. Per spiegare l'ampiezza e il numero delle digressioni nell'opera di E. si è pensato che egli avesse composto delle trattazioni separate sui singoli popoli, poi fuse non troppo abilmente in un'opera continua. Altri invece ritengono che il motivo conduttore fosse una storia della Persia e dei vari popoli che furono in contatto con essa e che il piano dell'opera mutasse fino a trasformarsi in una storia della lotta tra Greci e Barbari. Varie le fonti: Ecateo, citato da E. stesso, ma soprattutto la tradizione orale. Pur riconoscendo la grandiosità della vittoria greca E. è freddo nei confronti dell'epopea nazionale ellenica. Il sentimento della superiorità della civiltà greca sulla barbarica manca in E., cosicché gli antichi stessi lo chiamarono filobarbaro. I concetti religiosi di E. sono spesso contraddittori; talvolta i miti sono razionalizzati, altrove E. si mostra estremamente credulo di fronte a oracoli, prodigi e sogni profetici. Particolare importanza egli dà all'invidia divina la quale interviene per umiliare il mortale che troppo s'innalza. Il dialetto in cui è composta l'opera è quello ionico (Alicarnasso 485 a.C. circa - Atene 424 a.C. circa).

Alessandro Magno.
Alessandro III.

(detto Magno). Re di Macedonia. Figlio di Filippo II e di Olimpiade, principessa dell'Epiro, fu allievo di Lisimaco e, dal 342 a.C., di Aristotele. A sedici anni ottenne dal padre impegnato nell'assedio di Bisanzio, la reggenza della Macedonia e due anni dopo si distinse nella battaglia di Cheronea (338). Dopo l'assassinio del padre, compiuto dal generale Pausania nel 336 salì al trono e fu costretto ad affrontare l'opposizione dei parenti e degli altri aspiranti al trono (soprattutto i congiunti della matrigna Cleopatra). A. riuscì a superare la crisi, favorito anche dal fatto che tutti i generali del padre Filippo si erano schierati dalla sua parte. Consolidato all'interno il suo potere si impose sugli illiri e sulle zone del Danubio. Nominato stratega dal congresso panellenico di Corinto (335), assoggettò i Barbari del Nord e sottomise in breve tempo la Grecia. Dopo queste imprese si preparò alla conquista dell'Oriente e allo scontro con i Persiani. Lasciato il trono macedone nelle mani di Antipatro, nel 334 attraversò l'Ellesponto con circa 40.000 fanti e 5.000 cavalieri. Sconfisse i Persiani presso il fiume Granico, quindi sottomise l'Asia Minore e liberò le città della Ionia, eliminando i governi filopersiani. Nel 333 a Isso impose una dura sconfitta a Dario III e ne imprigionò i familiari. Prima di proseguire verso Oriente, A. preferì rafforzare il proprio potere nel Mediterraneo e sottomise, una dopo l'altra, la Siria, Tiro, Gaza e l'Egitto (332), dove fondò la città di Alessandria. Durante la permanenza in Egitto assimilò la religione egiziana e si mostrò sensibile alle tradizioni e ai riti orientali, facendosi consacrare figlio di Ammone. Nel 331 ripartì per la Persia e sconfisse nuovamente Dario ad Arbela, riuscendo a conquistare l'intero Impero persiano sottomettendo Babilonia, Susa, Ecbatana e Persepoli. Dopo la morte di Dario (330), A. prese il suo posto e modificò la vita di corte in senso orientale, dando alla Monarchia caratteri teocratici, estranei alla tradizione greca. Divenne così re supremo, incarnazione della divinità, a cui i sudditi dovevano rispetto e adorazione. Arruolò nel proprio esercito Barbari e Persiani e, evitando di porli in una condizione giuridica di inferiorità, ne fece degli alleati e non dei sudditi. Fiducioso nei suoi uomini, avanzò verso l'India e conquistò la Partia, l'Icarnia, l'Aria, la Sodgiana e la Battriana. Fondò colonie e città con il suo nome, esportando ovunque la cultura ellenistica (ELLENISMO). Arrivato nella valle dell'Indo, dopo brevi combattimenti, riuscì ad allearsi a Tassila e poi a Poro (326). Pur volendo proseguire verso Oriente, fu costretto a desistere per le minacce d'ammutinamento da parte delle truppe, prostrate dai disagi e dal clima. Invertita la marcia, giunto presso la costa dell'Oceano Indiano, fece allestire a Pattala una flotta per rendere più veloce il ritorno di una parte dell'esercito. A. invece riprese la via dell'interno, attraversò il deserto iranico e, dopo immense difficoltà, arrivò a Susa nel 324 dove si ricongiunse con la flotta partita da Pattala. Lì fu costretto ad affrontare episodi di ribellione ad opera di amministratori locali e di gruppi dell'esercito. A. stabilì la sua corte a Babilonia e iniziò una politica di fusione e di collaborazione tra i diversi popoli del suo vasto regno. Mentre risiedeva a Babilonia e si accingeva ad esplorare il Mar Caspio, fu colto da febbre malarica. Morì all'età di 33 anni, il 13 giugno 323, all'apice della gloria e lasciando la difficile eredità della prima monarchia universale della storia (Pella, presso Edessa 356 - Babilonia 323 a.C.).
- Lett. - Storia e leggenda si uniscono e si confondono nella letteratura fiorita intorno alla figura di A. Tra le biografie più antiche si ricorda quella attribuita al greco Callistene, tradotta in latino da Giulio Valerio (III sec.). Quest'ultima (malgrado fosse romanzata) venne adottata come testo di storia per le scuole e come fonte di nozioni scientifiche. Nella letteratura medievale A. è personaggio di grande rilievo, protagonista di numerose opere: Le roman di Alexandre di Alessandro di Bernay, l'Alexander lied del parroco Lamprecht (XII sec.) e Al libro de Alejandro di Giovanni Lorenzo di Segura (XIII sec.). La figura del re macedone fu al centro anche di una serie di tragedie come quella di Jean de La Traille 1573; di Racine (Alexandre le grand, 1665); o quella inglese di John Lily Alessandro e Campaspe del 1584. In Italia si ricorda il dramma di Metastasio A. nelle Indie (1727), musicato da molti compositori, tra i quali N. Porpora, G. Paisiello, D. Cimarosa, C.W. Gluck, N. Piccinni, G.F. Haendel, L. Cherubini. Nella letteratura orientale A. è ricordato nel Corano, nel Libro dei re di Firdusi (X sec.), nel Libro di Alessandro dei poeti persiani Nizami (XII sec.) e Giami (XV sec.).

Statua raffigurante Alessandro Magno

Ellenismo.

Termine introdotto dallo storico tedesco Droysen, con cui si definisce lo stadio della cultura greca conseguente all'assorbimento dei principali elementi delle civiltà con cui essa era venuta a contatto, quali l'egiziana, la mesopotamica, ecc., a seguito delle conquiste di Alessandro Magno. L'età ellenistica viene generalmente suddivisa in due periodi: epoca alessandrina (323-146 a.C.) ed epoca greco-romana o ellenistico-romana (146 a.C. - 30 a.C.). Molti scrittori dimorarono in Italia e si occuparono della civiltà romana, come Dionigi di Alicarnasso, Dione Cassio, Plutarco; tra i filosofi: Epitteto, Marco Aurelio, Plotino. In questo periodo si ebbe la formazione di una lingua greca di uso comune universalizzata, nella quale si esprimono tutti gli scrittori dell'area culturale del Mediterraneo orientale. L'e. interessò particolarmente Alessandria, Pergamo, Rodi e Antiochia. Nelle arti figurative si nota una sorta di romanticismo, con la conseguente perdita del classico senso di equilibrio. Nel campo letterario predominano i temi di erudizione, meditazione critica. L'e. portò mutamenti anche nella politica: l'assorbimento delle forme istituzionali e del costume politico delle monarchie orientali mutò profondamente le concezioni politiche della Grecia dell'età classica.

Eratòstene.

Scienziato, poeta, critico letterario e filologo greco. Fu amico di Archimede, che gli indirizzò la lettera sul metodo infinitesimale, scoperta da Heiberg nel 1906. Dopo aver studiato ad Alessandria con Callimaco, E. si recò ad Atene, dove si avvicinò alla scuola platonica. Fu richiamato ad Alessandria da Tolomeo III Evergete, per succedere a Callimaco nella direzione della Biblioteca. Morì suicida, essendo stato colpito da una malattia progressiva della vista. Di E. si conservarono pochi scritti, fra cui la Geografia. E. fu il primo a tentare il calcolo del grado di meridiano. A lui di deve il procedimento (crivello di E.) per la determinazione empirica dei numeri primi inferiori ad un numero dato, attraverso la successiva cancellazione dei numeri non primi. Ma la scoperta più importante di E. è quella di uno strumento meccanico (il mesolabio, dispositivo per determinare le medie), atto a risolvere, per via meccanica, il problema dell'inserzione di due medi proporzionali successivi, tra due segmenti dati. Come poeta, E. scrisse due poemetti epici: Hermes e Anterini o Esiodo, e l'elegia Erigone. Come critico considerò l'arte senza tener conto del fine morale ed educativo di essa; si oppose all'interpretazione allegorica di Omero e riconobbe i diritti dell'immaginazione nella geografia di Omero e nel racconto dei viaggi di Odisseo. La sua opera più importante come filologo è il libro Sulla commedia antica (Cirene circa 284 a.C. - Alessandria circa 192 a.C.).

Islanda.

Stato insulare (102.819 kmq; 293.577 ab.) dell'Europa settentrionale formato dall'isola omonima e da alcuni isolotti. È situato nell'Atlantico settentrionale, a 300 km dalla Groenlandia e a 960 km dalla costa norvegese. Capitale: Reykjavík. Città principali: Akureyri, Kòpavogur, Hafnarfjördhur, Húsavík, Isafjördur. Ordinamento: Repubblica presidenziale. Il presidente è eletto a suffragio universale ogni 4 anni. Il Parlamento è formato da una Camera alta e una bassa. Lo Stato è suddiviso in 7 distretti. Moneta: corona. Lingua ufficiale: islandese. Religione: protestante.

GEOGRAFIA

L'I. è costituita da enormi strati di colate laviche che si sono successe a partire dall'era terziaria, modellati dal glacialismo quaternario. Dal punto di vista morfologico il glacialismo e il vulcanismo sono stati e sono tuttora gli agenti più attivi. Nonostante il termine I. significhi "terra dei ghiacci", solo l'11% della superficie è coperta da ghiacciai, che si presentano sotto forma di calotte, e l'isola è più una terra vulcanica. Conseguenza dei fenomeni vulcanici è l'abbondanza di geysers e di sorgenti calde (il Gran Geyser ha un getto d'acqua intermittente che raggiunge i 60 m di altezza). L'I. è costituita da altopiani di varie altezze che culminano nella cima 'Orafajökull (2.119 m). Le coste, eccetto quelle meridionali costituite da neri detriti basaltici, sono profondamente intagliate da fiordi. I fiumi sono caratterizzati da numerose cascate che formano nel superare i margini degli altopiani centrali. Il clima è oceanico di tipo temperato freddo: le estati sono fresche e gli inverni relativamente miti. La parte meridionale dell'I. è lambita dalla corrente del Golfo.

Cartina dell'Islanda

Panorama di Reykjavik


ECONOMIA

L'economia dell'I., di sussistenza fino al secolo scorso, ha subito una trasformazione notevolissima dopo la seconda guerra mondiale. Tramite l'utilizzazione dell'energia geotermica e idroelettrica, il Paese è diventato uno dei più avanzati economicamente. Il clima troppo rigido non favorisce l'agricoltura (poche oasi di patate e, con l'aiuto delle sorgenti calde, colture di serra). Importante è l'allevamento quasi esclusivamente ovino ed estensivo e quello di animali da pelliccia. Risorsa fondamentale è la pesca (merluzzi, aringhe). Il sottosuolo è povero (bauxite) e alla mancanza di combustibili si supplisce con lo sfruttamento delle sorgenti calde. L'industria tradizionale, legata alla pesca (olio e farina di pesce) e all'allevamento, è affiancata dalla siderurgica, chimica, del cemento, da concerie e calzaturifici. Il turismo è sviluppato.

STORIA

L'isola entrò nella storia europea dopo l'874 quando venne esplorata e occupata dal norvegese Arnason. Nel 930 gli abitanti dell'I., cui si erano in precedenza aggiunti Norvegesi e Celti provenienti dall'Inghilterra, elessero l'Althing, cioè il primo esempio europeo di assemblea legislativa. La penetrazione cristiana avvenne per opera di missionari e, nell'anno 1000, il Cristianesimo divenne la religione ufficiale dell'isola. Per un lungo periodo l'I. riuscì a mantenere la propria indipendenza ma, nella seconda metà del XIII sec., le turbolenze tra i maggiori esponenti dell'oligarchia locale costrinsero il re norvegese Haakon Haakonson a imporre il proprio dominio sull'isola e a imporre agli Islandesi un governatore e l'obbligo del pagamento di un tributo. In cambio si impegnò a far mantenere l'ordine e ad inviare ogni anno sei navi che assicurassero l'indispensabile rifornimento di legname. Il Paese venne diviso in una serie di contee, i cui responsabili vennero eletti direttamente dal re di Norvegia. Nel 1397, dopo l'unione di Kalmar fra Norvegia, Svezia e Danimarca, la situazione dell'I. peggiorò sensibilmente a causa dello sfruttamento delle risorse economiche operato dai mercanti danesi e dell'aggravarsi dispotico della dominazione norvegese. Nel 1662 i conti islandesi vennero costretti a prestare giuramento di vassallaggio al re di Danimarca e l'I. venne a perdere in questo modo gli ultimi residui di indipendenza. Nel 1800 fu sciolto l'Althing e le condizioni dell'isola peggiorarono ancora a causa della guerra che, dal 1807 al 1814, oppose Danesi e Inglesi. Nel 1814 la guerra si concluse con la pace di Kiel, che lasciò l'isola sotto il controllo del regno di Danimarca. Negli anni immediatamente successivi si venne formando un movimento nazionalista che trovò seguaci particolarmente nell'ambiente studentesco. Questo movimento ottenne (1833) che gli Islandesi avessero propri rappresentanti nei consigli provinciali. Nel 1843 l'Althing venne ristabilito dal re Cristiano VIII. Il movimento indipendentista continuò tuttavia la propria azione portando avanti numerose richieste che si scontrarono contro l'intransigenza danese. Nel 1871 il Governo di Danimarca emise una legge che definiva l'isola parte inseparabile del territorio metropolitano. La lotta per l'indipendenza venne ugualmente continuata sino al 1918, anno in cui l'I. venne dichiarata indipendente. Nel 1940, dopo che le elezioni del 1937 avevano dato la vittoria al Partito progressista, l'I. chiese aiuto al Governo britannico per far fronte ai problemi sorti con l'occupazione nazista del territorio danese. Nel 1944 venne proclamata la Repubblica islandese che, dopo la conclusione del conflitto, prese una posizione di equidistanza dai due blocchi militari americano e sovietico. Nel 1956, il blocco di sinistra, che aveva vinto le elezioni, chiese alla NATO il ritiro dall'I. delle truppe americane, che tuttavia, grazie ad accordi intercorsi con il Governo locale, vi mantennero le proprie basi militari. La crisi economica caratterizzò la vita interna di questo Paese nel corso degli anni Ottanta; l'unica risorsa, l'industria ittica, dovette infatti affrontare sia una diminuzione dei prezzi sui mercati esteri, sia un calo di produzione dovuto all'impoverimento delle zone sfruttate. L'inflazione raggiunse cifre astronomiche. I vari governi succedutisi reagirono con una serie di provvedimenti come la svalutazione della moneta e il blocco dei salari. I risultati non furono apprezzati dall'opinione pubblica e il malcontento si manifestò con numerosi scioperi. Le elezioni per il rinnovo del Parlamento, che si svolsero nel 1991, registrarono il successo del Partito dell'indipendenza. Il nuovo Governo, guidato da David Oddsson, si fondò su un'alleanza con il Partito socialdemocratico che si mantenne fino alle nuove consultazioni elettorali. Pur non essendo riuscito a risolvere la crisi economica, Oddsson pose un freno all'inflazione, bloccandola intorno al 3,5%. Le elezioni del 1995 confermarono Oddsson come premier, ma imposero una diversa composizione della maggioranza, costituita dal Partito dell'indipendenza e da quello progressista guidato da Asgrimsson. Dopo aver governato il Paese per 16 anni, la presidentessa Vigdis Finnbogadottir non si candidò alle elezioni del 29 giugno 1996: Olafur Ragnar Grimsson, ex ministro delle Finanze e membro dell'Alleanza Popolare, vinse con il 41,4% dei voti e assunse la carica il 1° agosto dello stesso anno. Alle elezioni presidenziali del 2000 venne riconfermato Grimsson capo dello Stato. Nel 2003 le elezioni legislative videro la vittoria, seppur con uno stretto margine di vantaggio (due seggi in più della rivale Alleanza popolare), del conservatore Partito dell'indipendenza del primo ministro Oddsson che venne ancora una volta riconfermato nella carica. Nel giugno 2004 il presidente della Repubblica Grímsson fu eletto per un terzo mandato, mentre a settembre Oddsson, dopo 13 anni di premierato, decise di rassegnare le dimissioni a favore del suo ministro degli Esteri Halldór Ásgrímsson. Nel giugno 2006, in seguito alla sconfitta subita nelle consultazioni amministrative dal Partito progressista, il premier Ásgrímsson si dimise, sostituito a capo del Governo da Geir H. Haarde.

LINGUA

La lingua islandese appartiene al settore nordico delle lingue germaniche, e ne forma, assieme al norvegese, il gruppo occidentale. L'islandese ed il norvegese, identici verso il 1200, si differenziarono sempre di più a partire dai secoli successivi sino ad assumere caratteristiche fonetiche e lessicali completamente differenti.

LETTERATURA

I primi testi della letteratura islandese risalgono al 1200. Si tratta di trascrizioni di canti ecclesiastici e di leggende di carattere epico che erano state tramandate oralmente in precedenza. Le caratteristiche di queste composizioni risentono di chiari influssi della civiltà norvegese: le più importanti sono i Canti dell'antica Edda, composti e raccolti da un ecclesiastico attorno al XIII sec. Precipua della prima produzione letteraria islandese è la saga, di carattere poetico e storiografico. Altri tipi di saga sono quelli biografici, quelli che narrano le vicende di banditi famosi o di intere famiglie od altre che rielaborano antichi motivi tratti dal folklore germanico e nordico. Quando l'isola perse l'indipendenza e venne a cadere sotto l'influenza danese anche la letteratura subì un netto periodo di decadenza nel corso del quale fa spicco solamente l'opera di Jon Arason, poeta e vescovo cattolico decapitato nel 1550. Dopo la riforma, la lingua e la letteratura subirono un rinnovamento che è testimoniato dalla traduzione del Nuovo e dell'Antico Testamento. I poeti islandesi più significativi del periodo successivo sono Stefan Olafsson e Hallgrimur Petursson, autore di versi ispirati alla passione di Cristo. Nel XVIII sec. fa spicco la figura dello scienziato e poeta Eggert Olafsson (1726-1768). Fu in questo periodo che l'I. entrò in contatto con le grandi correnti della letteratura europea grazie a traduzioni che portarono tra gli intellettuali dell'isola le opere migliori della cultura inglese e germanica. Dopo le guerre napoleoniche prese piede, attorno alla rivista "Fjol nir", il movimento romantico che ebbe tra i suoi maggiori esponenti Jonas Hallgrimsson e Bjarni Thorarensen. Alla fine del XIX sec. si impose un movimento di carattere realista, che ebbe come esponenti maggiormente significativi i romanzieri Gestur Pallson e Jon Stefansson. È l'esperienza realistica che è alla base della moderna letteratura islandese che vede i suoi maggiori autori negli scrittori Halldor Laxness e Gunnar Gunnarsson, cui è stato assegnato nel 1955 il premio Nobel per la letteratura.

Polo, Marco.

Mercante e viaggiatore veneziano. Figlio del mercante Niccolò, appartenne a un'antica famiglia originaria della Dalmazia, trasferitasi a Venezia. Dopo un lungo viaggio (1266-69) durante il quale il padre e lo zio Matteo si erano spinti nelle regioni dell'Asia centrale fino a Pechino ed erano entrati in contatto con il gran Khan Qubilay, supremo signore mongolico, nel 1271 venne intrapresa un'altra spedizione con l'incarico di consegnare un'ambasceria al gran Khan Qubilay da parte del pontefice Gregorio IX, a cui partecipò questa volta lo stesso P. Partiti da Laiazzo (l'odierna Ayas, sul Golfo di Alessandretta), i tre attraversarono l'Asia anteriore e poi l'Asia centrale; superate le alte valli del Pamir e il deserto di Lop, affrontarono il Deserto dei Gobi e dopo aver attraversato le steppe mongoliche giunsero, dopo un viaggio di tre anni e mezzo, nel Catai, e infine a Pechino. P. ottenne presto la fiducia del Khan, il quale gli affidò numerose missioni diplomatiche che lo portarono fino al Tibet, alla Birmania, allo Yünnan, consentendogli di approfondire la conoscenza degli usi e dei costumi delle popolazioni di molte delle regioni dell'Asia orientale e, in particolare, della Cina centrale. A P., benché straniero, il sovrano affidò inoltre per tre anni il governo della popolosa città cinese di Yangchow. Nel 1292, decisi a tornare in patria, Niccolò, Matteo e P. si unirono a una missione che avrebbe dovuto condurre la principessa cinese Cocacin in sposa ad Argun Khan, sovrano della Persia. Il viaggio per mare, dopo aver toccato la penisola di Malacca fino a Sumatra, lo Sri Lanka e le coste occidentali dell'India, si concluse con l'arrivo a Hormuz, dopo circa due anni dalla partenza. Trascorsi nove mesi presso la corte persiana, i tre ripartirono, e attraverso Trebisonda, Costantinopoli e Negroponte rientrarono a Venezia nel 1295. Dai pochi documenti superstiti, si evince che, dopo aver ripreso l'attività commerciale, P. venne fatto prigioniero dai Genovesi, probabilmente nella battaglia di Curzola (1298). In seguito al trattato di pace tra le due Repubbliche (1299), P. venne liberato e sposò la nobildonna Donata Badoer, dalla quale ebbe tre figlie. Durante il periodo trascorso in carcere, narrò un resoconto dei suoi viaggi al compagno Rustichello da Pisa, che ne fece una trascrizione in un francese ricco di vocaboli e di forme italiane: l'opera, nota in Italia con il titolo di Milione, offre un quadro particolareggiato, ricco di osservazioni puntuali e dati concreti, dell'Asia unificata dai Mongoli (Venezia o Curzola 1254 - Venezia 1324).

Gli itinerari dei viaggi di Marco Polo

Milione, Il.

Titolo, derivante da un soprannome (Emilione) attribuito alla famiglia Polo, con cui è comunemente nota l'opera di Marco Polo intitolata Descrizione del mondo o Libro delle meraviglie del mondo. Il M. fu dettato, nel 1298, da M. Polo, nel carcere di Genova, a Rustichello da Pisa, un compilatore di avventure cavalleresche. In esso sono descritti i viaggi dell'autore in Oriente, e in particolar modo le sue esperienze alla corte del Gran Khān Qūbīlāi. Scritta originariamente in franco-italiano, l'opera ci è pervenuta anche in traduzioni in latino, toscano e in varie lingue europee. La diffusione e il successo del M., furono dovuti alla sua struttura, d'impianto insieme romanzesco e trattatistico. L'opera costituisce una fonte di informazioni di grande rilevanza sia sull'Oriente medioevale, sia sulla mentalità mercantile italiana nel XII sec.

Milione, Il.

Film realizzato nel 1931 dal regista francese René Clair, interpretato da Annabella e René Lefebvre. L'opera è musicata da Van Parys; le scenografie sono di L. Meerson. La trama è incentrata sulla ricerca affannosa, da parte del pittore Michel, di un biglietto vincente della lotteria rimasto in una giacca venduta a un rigattiere. Alla ricerca del prezioso tagliando partecipano, oltre allo stesso pittore, la sua fidanzata, tutti i suoi numerosi creditori, i vicini di casa, alcuni poliziotti. Commedia-balletto, il film è considerato un classico del cinema per la ricchezza delle invenzioni e la perfezione stilistica.

Magellano, Ferdinando.

Navigatore portoghese. Dopo alcuni viaggi in India e nelle isole della Sonda, spinto dai suggerimenti dell'amico Francisco Serrão, ideò un progetto per raggiungere le isole Molucche, percorrendo la via di occidente e con la ricerca di un passaggio nell'America meridionale verso il Pacifico. Dopo molti indugi riuscì a ottenere l'approvazione da Carlo V di Spagna, avendo l'appoggio finanziario del mercante Christobal de Haro. La spedizione si compose di cinque navi, con 265 uomini, e partì da San Lucar (1519). Dopo una minuta e lunga esplorazione delle coste, giunse all'imbocco dello stretto da lui detto de Todos Santos e che prese poi il nome dello scopritore (MAGELLANO, STRETTO DI). Esplorato nel giro di un mese il nuovo stretto, proseguì poi con tre sole navi (una era naufragata, l'altra l'aveva abbandonato) attraverso l'oceano che, per i venti e le correnti favorevoli incontrati, prese il nome di Pacifico, e, dopo una difficile navigazione in cui furono toccate due sole isole inospitali, giunse (1521) all'isola Guam, nelle Marianne, allora detta de las Velas (dei Ladroni). Dalle Marianne M. si spinse poi alle Filippine, dove, sbarcato nell'isola di Matam, venne a conflitto con gli indigeni e rimase ucciso. La spedizione, ridotta poi a una sola nave, la Victoria, continuò al comando di J.S. El Cano e riuscì a raggiungere (1522) San Lucar. Il viaggio, ideato da M., fu il primo intorno al mondo, e contribuì alla conoscenza di regioni ancora ignote. Tra le molte relazioni del viaggio, la più ricca d'informazioni è quella del vicentino Antonio Pigafetta, che prese parte al viaggio con altri ventitré italiani (Sabrosa, Trás-os-Montes 1480 - Isola di Matam, Filippine 1521).

Magellano, Stretto di.

Largo braccio di mare che divide la Terra del Fuoco dalla Patagonia (America meridionale); è lungo 560 km e all'altezza di Punta Arenas raggiunge la sua maggior larghezza (38 km). Lo stretto che unisce l'Oceano Atlantico all'Oceano Pacifico, assume, nella sua lunghezza, vari nomi; subito dopo il suo inserimento fra la Patagonia e la Terra del Fuoco, dalla parte dell'Oceano Atlantico, dopo una strozzatura, si allarga nella Baia di San Felipe; prosegue quindi verso occidente fino a prendere il nome di Paso Ancho immediatamente a Sud di Punta Arenas. Inoltrandosi qui fra la penisola Brunswick, l'isola Dawson, l'isola Clarence, la Santa Ines e l'isola Desolacio che fronteggia la Penisola Còrdova, riprende il suo appellativo. Sbocca quindi nell'Oceano Pacifico tra Capo Pilar e l'isola Manuel Rodriguez. La forma dello stretto è quella di una grande V con il vertice presso l'estremità meridionale della Penisola di Brunswick. Lo Stretto fu scoperto dal navigatore portoghese Fernâo Magalhoes, italianizzato in Magellano (MAGELLANO, FERDINANDO), nel 1520.

Horn, Capo.

Promontorio roccioso del Cile, nella regione di Magallanes, sulla costa meridionale dell'isola omonima. Costituisce la punta più estrema dell'America Meridionale (55° 59' di latitudine Sud). Fu scoperto da F. Drake nel 1578 e doppiato per la prima volta nel 1616 dagli Olandesi Le Maire e Schouten.

Donate

eXTReMe Tracker

Shiny Stat

free counters

Close GBM W3C Close

Ai sensi dell'art. 5 della legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla protezione del diritto d'autore, i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche, italiane o straniere, non sono coperti da diritti d'autore. Il copyright, ove indicato, si riferisce all'elaborazione e alla forma di presentazione dei testi stessi. L'inserimento di dati personali, commerciali, collegamenti (link) a domini o pagine web personali, nel contesto delle Yellow Pages Trapaninfo.it (TpsGuide), deve essere liberamente richiesto dai rispettivi proprietari. In questa pagina, oltre ai link autorizzati, vengono inseriti solo gli indirizzi dei siti, recensiti dal WebMaster, dei quali i proprietari non hanno richiesto l'inserimento in trapaninfo.it. Il WebMaster, in osservanza delle leggi inerenti i diritti d'autore e le norme che regolano la proprietà industriale ed intellettuale, non effettua collegamenti in surface deep o frame link ai siti recensiti, senza la dovuta autorizzazione. Framing e Deep Link: che cosa è lecito - Avvocato Gabriele FAGGIOLI. Il webmaster, proprietario e gestore dello spazio web nel quale viene mostrata questa URL, non è responsabile dei siti collegati in questa pagina. Le immagini, le foto e i logos mostrati appartengono ai legittimi proprietari. La legge sulla privacy, la legge sui diritti d'autore, le regole del Galateo della Rete (Netiquette), le norme a protezione della proprietà industriale ed intellettuale, limitano il contenuto delle Yellow Pages Trapaninfo.it Portale Provider Web Brochure e Silloge del web inerente Trapani e la sua provincia, ai soli dati di utenti che ne hanno liberamente richiesto l'inserimento. Chiunque, vanti diritti o rileva che le anzidette regole siano state violate, può contattare il WebMaster. Note legali trapaninfo.it contiene collegamenti a siti controllati da soggetti diversi i siti ai quali ci si può collegare non sono sotto il controllo di trapaninfo.it che non è responsabile dei loro contenuti. trapaninfo.it

Close Check google pagerank for trapaninfo.it