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Glossario di Roma Antica.
AchilleEroe greco figlio di Peleo e Teti. Da bambino fu immerso dalla
madre nelle acque del fiume Stige che lo resero immortale tranne che nel tallone
dal quale la mamma lo teneva. Fu allevato dal centauro Chirone, e
successivamente nascosto da Teti a Sciro per non farlo partecipare alla guerra
di Troia, ma neanche qui non gli fu possibile sfuggire il suo destino. Condotto
in guerra si distinse per il suo valore e le sue gesta sono celebrate
nell'Iliade. Fu ucciso da Paride, il quale per vendicare la morte di suo
fratello Ettore, lo colpì con una freccia al tallone.
Adriano
Figlio adottivo dell'imperatore Traiano, P. Elio Adriano nacque in Spagna nel
76 d.C. Divenne imperatore nel 117 d.C. e lo rimase fino al 138. Si fece
promotore a Roma di molti monumenti pubblici, e contribuì alla diffusione della
cultura greca. Tra le sue opere più celebri si ricordano il Tempio di Venere e
Roma e la sua tomba monumentale.
Agrippa
Generale, consigliere, ma soprattutto amico fidato di Augusto, di cui sposò
l'unica figlia Giulia, M. Vipsanio Agrippa nacque nel 63 a.C. Nel 31 a.C.
partecipò alla battaglia di Azio contro Antonio e Cleopatra e successivamente
combatté per lungo tempo in Oriente. A Roma si devono a lui numerosi interventi
urbanistici, grazie ai quali contribuì a migliorare le infrastrutture urbane. La
sua attività si è concentrata specialmente nella zona del Campo Marzio dove
Agrippa condusse il nuovo acquedotto dell'Acqua Vergine e fece costruire le
terme, il Pantheon e altri importanti monumenti.
Alarico
Generale barbaro, capo dei Visigoti, fu da loro acclamato re alla morte di
Teodosio. Conquistò sia la Macedonia che la Grecia ed invase l'Italia penetrando
dal Nord. Nel 410 d.C. si spinse fino a Roma dove devastò la città assestandole
un corpo decisivo. La sua opera di conquista proseguì poi verso il meridione
dove saccheggiò Campania, Puglia e Calabria. Morì nel 410 presso Reggio Calabria
mentre stava organizzando il suo trasferimento in Sicilia. Il suo corpo fu
sepolto dai soldati nelle acque del fiume Busento.
Alessandro Magno
Alessandro, figlio di Filippo II di Macedonia, nacque nel 356 a.C. Ebbe come
maestro Aristotele, e nel 336 a.C. salì al trono. Alessandro fu un ottimo
generale ed un acuto stratega, combatté a fianco dei Greci contro i Persiani e
sconfisse più volte le truppe di Dario, dalla battaglia del Granico fino alla
definitiva conquista di Babilonia. Tentò di unire l'Oriente con l'Occidente
mediante un'opera di conquista seguita dalla diffusione di un unico linguaggio
culturale (l'ellenismo). Fu frenato però dalla morte nel 323 a.C., senza aver
terminato l'ambiziosa conquista dell'India. Con lui in vita la Macedonia fu sede
dei maggiori artisti (come Lisippo), e in tutto l'impero circolavano gli ideali
nati alla sua corte, ma dopo la sua morte tutto svanì nella miriade di piccoli
regni nati dalla disgregazione del suo grande impero.
Ammone
Divinità di origine egizia del vento e del respiro, Ammone era venerato
soprattutto a Tebe dove gli era stato dedicato un grande tempio e dove risiedeva
il suo oracolo. Fu inserito successivamente nel pantheon greco dove venne
identificato con Zeus e raffigurato con corpo umano e testa di ariete. Con
questa stessa veste passò poi tra le divinità venerate a Roma dove era associato
a Giove. Nel Foro di Augusto il portico è decorato da scudi su cui è raffigurato
il volto di Giove Ammone, alternati a cariatidi.
Anco
Secondo la tradizione Anco Marcio era il nipote di Numa Pompilio. Fu il quarto
re di Roma e il suo regno è posto nella seconda metà del VII secolo a.C.
(640-615 a.C.). Al suo governo si fanno risalire numerose novità nel campo della
religione, alcune guerre contro i Latini e l'annessione del Gianicolo a Roma.
Non è sicuro se egli abbia fondato la città di Ostia alla foce del Tevere, ma è
certo che Roma in questo periodo prende pienamente possesso delle saline poste
sul litorale ostiense, assicurandosi così una ricchezza fondamentale a causa
della quale si erano combattute numerose battaglie.
Annibale
Famoso generale cartaginese (247-183 a.C.), fu acclamato comandante dai soldati
ad appena venticinque anni. Combatté contro i Romani durante la seconda guerra
punica (218-202 a.C.). È nota la sua penetrazione in Italia dalla Spagna
attraverso i Pirenei e le Alpi, con l'esercito e 37 elefanti che però non
sopportarono lo spostamento. Una volta arrivato in Italia cominciò per lui una
lunga stagione di successi che durò almeno fino al 210 a.C., tanto che la
seconda guerra punica è oggi nota come guerra annibalica. Successivamente, non
riuscendo a debellare la superiorità dei Romani, fu costretto a tornare in
patria dove venne battuto da P. Cornelio Scipione a Zama nel 202 a.C. ed in
seguito esiliato. Dopo aver passato un periodo presso Antioco III di Siria, si
rifugiò in Bitinia e qui si tolse la vita.
Antefissa
Il nome deriva dal latino "antefigere" = porre davanti. L'antefissa è un
elemento ornamentale del tetto che costituisce la parte terminale del coppo
(cioè la terracotta di forma semicilindrica che viene usata in alternanza alle
tegole). Le antefisse possono essere sia in pietra che, più frequentemente, in
terracotta. Inizialmente servivano a proteggere dalla pioggia la struttura del
tetto quando gli edifici erano in legno. Vennero usate soprattutto da Greci ed
Etruschi, e in misura minore anche dai Romani, nella decorazione degli edifici
templari dove assunsero forme e dimensioni notevoli, diventando un'importante
forma dell'espressione artistica. La superficie esterna delle antefisse veniva
decorata con la realizzazione di motivi a stampo o solo dipinta. I soggetti più
frequenti raffigurati sulle antefisse sono palmette, animali o figure
mitologiche come Gorgoni, Satiri e protomi di diverse divinità.
Antonini
Dinastia di imperatori romani del II secolo d.C. che contribuì all'espansione
dell'impero romano e allo sviluppo urbano di Roma. Il primo degli Antonini fu
Antonino Pio e l'ultimo Commodo. Antonino regnò tra il 138 e il 161 d.C., dopo
di lui ci furono Marco Aurelio dal 161 al 180 d.C. e Commodo tra il 180 ed il
192 d.C.
Antonino
Antonino Pio è il primo imperatore della dinastia degli Antonini. Egli nacque
nell'86 d.C. a Lanuvio, vicino Roma, ma la sua famiglia era originaria della
Gallia Narbonese. Fu adottato dall'imperatore Adriano che lo scelse come suo
erede. Salì al trono nel 138 d.C. e durante il suo regno si dedicò
all'ordinamento dell'impero più che alla sua espansione, nonostante qualche
guerra presso i confini. Sposò Faustina Maggiore per la quale fece erigere nel
141 d.C. un tempio successivamente dedicato anche a lui. Alla sua morte gli fu
eretta una colonna la cui base si conserva oggi in Vaticano.
Antonio
Marco Antonio nacque nell'82 a.C. e morì ad Alessandria nel 30 a.C. Fu uno dei
più grandi difensori di Cesare, e alla sua morte sperava di divenirne il
successore. Nacquero così numerosi contrasti con Ottaviano che sembrarono
risolti nel 43 a.C. quando i due costituirono con Lepido il secondo triumvirato
di Roma. Tuttavia l'accordo non durò a lungo e gli scontri ricominciarono
presto. Divenuto signore dell'Oriente in seguito alla spartizione delle
province, Antonio decise di trasferirsi in Egitto poiché innamorato della regina
Cleopatra per la quale ripudiò Ottavia, sua moglie nonché sorella di Ottaviano.
Fu allora che questo ne approfittò per dichiararlo nemico della patria. Lo
scontro tra i due si concluse nel 31 a.C. con la battaglia di Azio, in seguito
alla quale Antonio si uccise e l'Egitto fu ridotto a provincia romana.
Apollodoro
Apollodoro di Damasco (anche se non è certa l'identificazione del suo luogo di
nascita) era un architetto greco vissuto nel II secolo d.C. Divenne famoso
perché scelto da Traiano come suo architetto personale. Della sua produzione si
ricordano il complesso del Foro di Traiano, la Colonna e l'Arco di Benevento,
oltre ad altre realizzazioni nel campo dell'ingegneristica militare. Nelle sue
opere, oltre ad una incontestabile abilità tecnica, riuscì ad imprimere uno
stile ricco e personale, derivante dalla fusione dell'esperienza ellenistica con
quella romana. Dopo la morte dell'imperatore, Apollodoro ebbe forti contrasti
con il suo successore Adriano, per la realizzazione del progetto del Tempio di
Venere e Roma, tanto che, a quanto pare, fu fatto uccidere dallo stesso Adriano.
Apoteosi
Parola di derivazione greca che significa deificazione, ossia lo stare presso
gli Dei. Con questo termine che indica l'elevazione di un mortale allo stato
divino, si era soliti segnalare la glorificazione di un personaggio illustre, in
genere un eroe, dopo la sua morte. Augusto, per primo tra i Romani, decretò
l'apoteosi di Cesare e in età imperiale divenne quasi una norma l'attribuzione
di qualità divine all'imperatore morto che infatti è designato con il termine
"Divo". Molti sono i monumenti che si costruirono in onore di imperatori
divinizzati come il Tempio di Traiano. Frequenti sono le raffigurazioni di
apoteosi in cui, di norma, il personaggio è rappresentato su un carro trainato
da cavalli o su un'aquila che si dirige verso il cielo. Una scena simile si
trova sulla base della colonna di Antonino Pio.
Appio Claudio Cieco
Nel tumultuoso clima del conflitto tra patrizie plebei, fu censore a Roma tra il
312 ed il 310 a.C. Appio Claudio detto "il cieco". Egli fu uno dei più grandi
difensori dei diritti dei patrizi contro le rivendicazioni plebee, anche se
durante la sua censura ebbe alcuni atteggiamenti favorevoli alle masse. Con il
suo operato infatti cercava di accordarsi il favore del ricco ceto mercantile.
Fu per questo che si impegnò nei traffici in Magna Grecia e fece costruire la
via Appia in modo da favorire gli scambi con la Campania. A lui si deve inoltre
il primo acquedotto costruito a Roma (Acqua Appia) con un percorso in parte
sotterraneo.
Arcadio
Figlio di Teodosio il Grande, Flavio Arcadio nacque in Spagna nel 377 d.C. Dopo
la divisione dell'impero romano in Oriente ed Occidente, Arcadio divenne nel 395
d.C. sovrano della metà orientale, mentre suo fratello minore Onorio si ritrovò
sul trono d'Occidente. Vista la giovane età, lo aiutarono nel suo governo i due
ministri Rufino ed Eutropio. Quest'ultimo lo fece sposare con Aelia Eudossia (da
cui ebbe il figlio Teodosio II), che di fatto mandò avanti il regno fino alla
sua morte avvenuta nel 404. Nonostante abbia regnato per pochi anni (morì nel
408 d.C.), Arcadio è ricordato per essere stato particolarmente spietato,
specialmente nei confronti del valoroso generale Stilicone. Arcadio fece
innalzare nel suo Foro di Costantinopoli una colonna coclide simile a quella
voluta da suo padre: le due colonne furono simbolicamente costruite con
un'altezza maggiore rispetto alle antecedenti romane.
Architrave
Con il termine architrave si indica in architettura un elemento orizzontale
posto su due portanti verticali (colonne o pilastri). L'architrave è dunque il
punto dove convergono le forze provenienti dai carichi superiori per essere
distribuite a terra. Nell'arte antica si trovano numerosi architravi, il cui
esempio tipico è quello dei portici. Come tutte le superfici libere dei
monumenti soprattutto pubblici, gli architravi sono stati decorati con pitture,
fregi a rilievo e qualsiasi altro tipo di ornamento. Nello stile dorico, gli
architravi erano suddivisi in spazi regolari con parti scanalate (triglifi),
alternate a quadretti sempre più decorati (metope). Ad essi si sostituiranno poi
fregi continui.
Alessandro Severo
Marco Aurelio Severo Alessandro nacque nel 208 d.C. e divenne imperatore a soli
quattordici anni nel 222. Egli successe infatti al cugino Elagabalo, ucciso in
un agguato dai pretoriani. Alessandro Severo rimase al potere guidato dalla
madre Mamea e dal prefetto del pretorio Ulpiano fino al 235 d.C., anno in cui
venne assassinato dall'esercito assieme a sua madre. Durante il suo regno
riprese le guerre contro i Persiani e fece nuove distribuzioni di terre per i
veterani, ma non seppe arginare la forte crisi economica. Dopo di lui fu
imperatore Massimino.
Attico
L'attico è un elemento architettonico che viene sovrapposto al cornicione di un
edificio o di un qualsiasi monumento in modo da creare un'ampia parete. Lo
spazio libero di queste superfici veniva utilizzato per realizzare rilievi o per
apporvi iscrizioni dedicatorie. Questo secondo uso è tipico degli archi onorari
come quello di Tito e quello di Settimio Severo. L'attico del porticato lungo il
lati lunghi del Foro di Augusto è invece decorato con protomi di Giove Ammone
alternate a cariatidi.
Attila
"Il flagello di Dio". Così veniva chiamato Attila, il re degli Unni famoso per
aver portato terrore e distruzione in tutti i territori dove era passato. Attila
regnò tra il 434 ed il 453 d.C. ed ebbe il merito di riunire sotto il suo
dominio tutte le popolazioni germaniche ottenendo così la forza necessaria per
attaccare sia l'Oriente che l'Occidente dell'impero. Nel 452 d.C. invase
l'Italia da Nord-Est, distruggendo città come Aquileia e Padova. La sua avanzata
non arrivò tuttavia a Roma, poiché il Papa Leone I, andatogli incontro, lo
convinse ad arrestarsi e a tornare in Pannonia. Fu solo la morte tuttavia,
sopraggiunta l'anno successivo, a bloccare definitivamente l'avanzata di Attila
in Italia.
Aureliano
L. Domizio Aureliano fu imperatore romano tra il 270 ed il 275 d.C. Aureliano
proveniva da un'umile famiglia della Pannonia, e fu acclamato imperatore dai
militari stanziati lungo il Danubio. Rimase forte in lui lo spirito militare e
durante il suo regno fece guerra contro i Goti e gli Alemanni, dopodiché si
rivolse all'Oriente dove sconfisse la regina Zenobia. A Roma Aureliano fece
costruire il Tempio del Sole, ma l'opera che sicuramente lo rese più famoso è la
realizzazione della cinta muraria lunga 19 km. che ancora oggi è uno dei simboli
di Roma. 

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Battaglia di Azio
Azio è un promontorio della Grecia occidentale (Acarnania) divenuto famoso
perché il 2 settembre del 31 a.C. vi ebbe luogo l'ultimo scontro tra Antonio e
Ottaviano. La battaglia sancì la definitiva vittoria di Roma sull'Egitto di
Cleopatra, ridotto poi a provincia, e la fine per Antonio che si diede la morte.
Bisanzio
Colonia di Megara, fondata prima della metà del VII sec. a.C., deve la sua
fortuna alla sua posizione geografica all'imboccatura del Mar Nero. Caduta sotto
il dominio persiano nel VI sec. a.C. ; dopo vicende alterne se ne liberò con la
battaglia di Micale nel 478 a.C. Seguì per Bisanzio un periodo di sottomissione
ora ad Atene ora a Sparta, al termine del quale la città si dotò di un
ordinamento democratico. Alleata di Roma contro la Macedonia, perse la sua
indipendenza ad opera di Settimio Severo per aver aiutato Pescennio Nigro.
Caracalla le restituì la propria indipendenza e nel 323 d.C., dopo la conquista
di Costantino, mutò il suo nome in Costantinopoli e fu eletta a capitale
dell'impero romano d'oriente.
Bruto
Marco Giunio Bruto, nipote di Catone Uticense, parteggiò per Pompeo contro
Cesare. Al termine della battaglia di Farsalo, Cesare affidò a Bruto l'ufficio
di legato propretore nella Gallia Cisalpina (47-45 a.C.) e di pretore urbano nel
44 a.C. Divenne uno dei capi della congiura contro Cesare e vibrò anch'egli il
suo colpo di pugnale il 15 marzo del 44 a.C. Fuggito da Roma, organizzò un
esercito in Oriente. Unitosi a Cassio si scontrò a Filippi con l'esercito
triumvirale nel 42 a.C. Al termine della battaglia, una volta sconfitto, Bruto
si uccise o si fece uccidere.
Bucrani
Termine usato in architettura per indicare quei teschi di bue che, variamente
ornati e alternati con festoni, formano la decorazione plastica di molti
monumenti antichi soprattutto romani.
Caio Maenio
Uomo politico romano del IV secolo a.C., fu console nel 338 e dittatore nel 314
a.C.
Nell'anno del suo consolato, Menio dedicò una colonna nel Foro posta nei pressi
della Curia. A venti anni di distanza, nel 318 a. C., intervenne nuovamente
nell'area forense per ricostruire le taberne realizzate da Tarquinio Prisco e in
quell'occasione le trasformò da macellerie in uffici di banchieri (tabernae
novae).
Caligola
Caio Giulio Cesare Germanico, imperatore romano dal 37 al 41 d.C. Nacque ad
Anzio nel 12 d.C. da Germanico e Vipsania Agrippina ; fu soprannominato Caligola
dalla calzatura militare (caliga) che egli portò fanciullo. Successo a Tiberio,
instaurò un governo assoluto cercando di accattivarsi il favore popolare.
Dissoluto nella vita privata, introdusse nella corte un fasto orientale, e
pretese onori divini. Fu ucciso in una congiura di senatori e cavalieri,
capeggiata dal tribuno Cassio Cherea.
Camillo
Marco Furio Camillo, censore nel 403 a.C., tribuno militare con potestà
consolare negli anni 401, 398, 394, 386, 384, 381. Dittatore nel 396 a.C.,
conquistò Veio assediata già da più di dieci anni, aumentando di più che la metà
il territorio di Roma. Nel 391 a.C. condannato per accusa non accertata andò in
esilio ad Ardea. Nel 390 a.C., secondo una tradizione non accettata dalla
critica storica, sarebbe stato eletto dittatore a Veio dai Romani fuggiaschi
dopo la vittoria dei Galli. Comparso a Roma avrebbe annullato le precedenti
condizioni di resa, e pronunciando la celebre frase "con il ferro non con l'oro
si salva la patria" avrebbe salvato la città dagli invasori. Morì durante una
pestilenza nel 365 a.C.
Capitello
Si trova con una larghissima varietà di forme in tutte le architetture del
passato, nelle quali costituisce il rapporto costruttivo ed estetico fra le
altre parti del trilite, cioè fra la colonna (elemento verticale di cui fa
parte) e l'architrave.
Caracalla
Imperatore romano dal 211 al 217 d.C. Figlio di Settimio Severo e di Giulia
Domna, nato nel 186 d.C. a Lione, fu associato nell'impero nel 198 d.C. Sposò
Plautilla, figlia del prefetto del pretorio Plauziano. Succeduto al padre nel
211 d.C. Caracalla fece uccidere l'anno seguente il fratello Geta con cui
divideva il potere. Per guadagnarsi il favore dell'esercito aumentò gli
stipendi; ciò causò un inasprimento della pressione fiscale e rese necessaria
l'attuazione di una riforma monetaria. Nel 217 d.C. fu ucciso presso Carre dalla
sua scorta.
Cariatide
Figura femminile scolpita, usata in luogo di colonna o pilastro a sostegno di
sovrastanti membrature architettoniche. Il nome deriva, secondo la tradizione,
dalle donne di Carie condotte in schiavitù e ritratte da scultori greci in
funzione di elemento architettonico figurato.
Carino
Marco Aurelio Carino, imperatore romano dal 283 al 285 d.C. Figlio
dell'imperatore Caro, a lui successo dopo essergli stato correggente, combatté
contro i Germani e i Britanni ; e contro Diocleziano che contemporaneamente a
lui era stato acclamato imperatore in Oriente. Dopo aver riportato successi fu
assassinato per vendetta privata a Viminacio.
Cassio
Gaio Cassio Longino nato da famiglia patrizia-plebea prima dell'85 a.C. Nel 54
a.C. fu questore con Crasso nella guerra contro i Parti e nel 51 a.C. riportò
successi militari. Nel 49 a.C. parteggiò per Pompeo nella guerra civile.
Riconciliatosi con Cesare divenne in seguito uno dei capi della congiura che
portò nel 44 a.C. alla sua uccisione. Unitosi con Bruto, affrontò i triumviri a
Filippi, dove si uccise nel 42 a.C.
Catilina
Lucio Sergio Catilina nasce a Roma da nobile famiglia nel 108 a.C.. Fu seguace
di Silla e rivestì nel corso della sua vita le seguenti cariche : questore nel
78 a.C., edile nel 70 a.C., pretore nel 68 a.C., propretore in Africa nel 67
a.C. Nel 63 a.C. quando erano consoli Cicerone e Gaio Antonio, presentò la sua
candidatura per rivestire questa magistratura. Essendo stato respinto, decise di
prendere il potere con la forza. Fu denunciato pubblicamente da Cicerone in
Senato ; messosi a capo di un drappello di ribelli venne sconfitto ed ucciso a
Pistoia dall'esercito di Gaio Antonio nel 62 a.C.
Celere
Architetto-ingegnere attivo a Roma nel I sec. d.C., dove lavorò in
collaborazione con Severo. Tacito li definisce magistri et machinatores di
Nerone. Furono gli autori del progetto della Domus Aurea e del parco
circostante. Tacito li ricorda anche come autori del progetto di un canale
navigabile che avrebbe messo in comunicazione il lago d'Averno con la foce del
Tevere. Nonostante il nome romano ignota è l'origine di entrambi. Alcuni
studiosi li ritengono originari di Firenze, città dove questi due nomi erano
molto comuni.
Cesare
Gaio Giulio Cesare è stato uno dei personaggi principali della storia romana al
momento di passaggio dalla repubblica all'impero. Cesare proveniva da una buona
famiglia, fece ottimi studi sia in Italia che in Grecia, e divenne presto
console (59 a.C.). Come generale combatté sia in Spagna che in Gallia (da lui
conquistata) e in Oriente. In Italia contrastò aspramente Pompeo fino a
sconfiggerlo a Farsalo nel 48 a.C. A Roma gli fu assegnata la dittatura, ed
ottenne onori e poteri pari a quelli di un vero monarca. Iniziò un'opera di
risanamento della città e della sua amministrazione, ed adottò Ottaviano per
assicurare continuità al suo progetto. Arrivato al culmine del suo potere
personale, Cesare fu vittima di un attentato: alle idi di marzo del 44 a.C.,
alcuni congiurati tra cui Bruto e Cassio lo pugnalarono a morte nella Curia del
teatro di Pompeo interrompendo così la sua corsa verso l'impero.
Cicerone
Marco Tullio Cicerone (nato ad Arpino nel 106 a.C. e morto a Formia nel 43 a.C.)
è stato forse il più grande letterato che Roma abbia conosciuto. Oratore e uomo
politico, formatosi presso le migliori scuole di Roma e della Grecia, partecipò
attivamente alle lotte tra senatori e democratici prendendo le difese dei primi.
Ricoprì alcune delle più importanti cariche politiche fino a raggiungere il
consolato (63 a.C.), e fu questo il periodo della sua maggiore attività
oratoria. Cicerone è stato autore di numerose opere a carattere retorico e
filosofico ma soprattutto politico. Tra le più influenti bisogna ricordare le
Verrine (contro il corrotto governatore della Sicilia, Verre, che riuscì a far
esiliare), le orazioni contro Catilina, le numerose orazioni a favore di membri
del partito anticesariano e le quattordici Filippiche contro Antonio. Molto
importanti sono anche le lettere personali scritte da Cicerone ad amici e
familiari, dalle quali si evincono notizie interessanti sulla vita quotidiana
della Roma tardorepubblicana.
Cimbri
Antico popolo di razza germanica che abitava la penisola più a nord della
Germania (Chersoneso). A causa della povertà della loro terra si espansero nel
nord dell'Europa occupando dapprima il Norico. Da questo momento in poi la sorte
di questa popolazione è legata a quella dei vicini Teutoni assieme ai quali
invasero la Gallia alla fine del II secolo a.C. Attraversate le Alpi, i Cimbri
entrarono in Italia dove furono sconfitti in una celebre battaglia avvenuta ai
Campi Raudi presso Vercelli (101 a.C.) dalle truppe di Mario. In seguito a
questa battaglia, il console Q. Lutazio Catulo fece costruire il Tempio B di
Largo Argentina.
Cipollino
Il cipollino è un tipo di marmo pregiato molto usato in epoca romana. Il fondo è
chiaro, e presenta striature o fasce di colore bianco-verde e verde. Il
cipollino si estrae dalle cave di Carystos in Eubea (Grecia). In Italia invece
questo tipo di marmo si trova sulle Alpi Apuane ma anche in Piemonte e in
Sardegna.
Claudio
Dopo l'uccisione di Caligola divenne imperatore nel 41 d.C. suo zio Claudio.
Questo era dedito più alla cultura che alla politica, ma governò in modo onesto
e vantaggioso. Dopo molte spedizioni, Claudio riuscì ad aggiungere all'impero la
Britannia, la Tracia e la Mauretania. Favorì inoltre la nuova borghesia,
aumentando la circolazione monetaria e intensificando di conseguenza lo
sfruttamento delle miniere per l'estrazione dei metalli. Claudio si sposò due
volte: la prima con Messalina, una donna passata alla storia per i suoi facili
costumi, al punto che egli fu costretto ad ucciderla. La seconda invece con la
nipote Agrippina, sorella di Caligola, la quale costrinse Claudio ad adottare
suo figlio Domizio, a cui diede il nome di Nerone, assicurandogli la successione
al trono al posto di Britannico, il figlio che Claudio aveva avuto da Messalina.
Per vedere realizzato il suo piano, Agrippina non si fece alcuno scrupolo ed
arrivò ad uccidere il marito nel 54 d.C. avvelenandolo.
Cleopatra
Gran parte della storia e dei rapporti tra Roma e l'Egitto alla fine del I
secolo a.C. ruota intorno alla figura di Cleopatra, la bella regina che
conquistò prima Cesare, da cui ebbe un figlio (Cesarione), e poi Antonio. Dopo
la disfatta di Azio e la conseguente resa dell'Egitto a Roma, Cleopatra preferì
morire piuttosto che asservirsi ad Ottaviano. Fu così che nel 30 a.C. si fece
mordere da un velenosissimo serpente (aspide), lasciando solo sul trono d'Egitto
il fratello Tolomeo.
Commodo
Commodo è l'ultimo imperatore della famiglia degli Antonini, e fu al potere tra
il 180 ed il 192 d.C. Alla morte del padre Marco Aurelio, Commodo continuò le
guerre da lui intraprese contro i barbari sul Danubio, ma preferì presto la pace
cittadina. Come imperatore Commodo non fece molto, era troppo impegnato a
combattere contro gladiatori e animali nell'arena per occuparsi di un impero
sull'orlo della rovina economica. Sono infatti note alcune sue stranezze che lo
portarono a farsi venerare come Ercole con tutti gli onori destinati ad una
divinità, al punto da meritare la morte violenta e la condanna per la sua
memoria da parte del Senato.
Corinzio
Vitruvio paragona l'ordine corinzio alla fragilità di una fanciulla, ma in
realtà l'unica vera caratteristica di questo stile è rappresentata dal
capitello. Tutto il resto viene mutuato dall'ordine ionico. Il nuovo capitello
sarebbe stato inventato da Kallimachos, un artista greco dall'origine ignota,
attivo alla fine del V secolo a. C. Questi, recatosi a Corinto, avrebbe visto
sulla tomba di una fanciulla un cestello attorno al quale erano cresciute le
foglie di una pianta di acanto e lo avrebbe riprodotto come elemento di
decorazione architettonica. Questo capitello è costituito infatti da un
elemento, detto appunto "canestro" (kalathos), attorno al quale sono scolpite
due file sovrapposte di otto foglie ciascuna, generalmente di acanto. Per la
prima volta lo troviamo utilizzato in Grecia, proprio alla fine del V secolo a.
C., per decorare l'interno della cella di un tempio dedicato ad Apollo a Basse,
nella regione chiamata Arcadia. Solo in età romana questo stile prenderà però
decisamente il sopravvento sugli altri due. In età imperiale gli architetti
romani elaborarono un tipo particolare di capitello, detto composito, unendo gli
elementi del capitello ionico a quelli del capitello corinzio. Ne derivò uno
stile particolarmente sontuoso, utilizzato per la prima volta nella decorazione
dell'Arco di Tito.
Costantino
Costantino "il Grande", figlio di Costanzo Cloro e della futura S. Elena, fu
imperatore dal 306 al 337 d.C. Poté esercitare la sua carica a pieno titolo solo
dopo la battaglia di Ponte Milvio nella quale sconfisse il suo rivale Massenzio.
La sua politica fu estremamente favorevole nei confronti dei cristiani, tanto
che con l'editto del 313 d.C. concesse al Cristianesimo piena libertà di culto.
Nonostante sia da considerare sotto vari aspetti un grande imperatore,
Costantino rappresenta pienamente quel mondo tardoantico che segnerà la fine
della potenza di Roma. A questo proposito, un gesto carico di significato e di
conseguenze fu il trasferimento della capitale imperiale da Roma a Bisanzio
(successivamente chiamata Costantinopoli). A Roma costruì chiese e numerosi
monumenti soprattutto legati alla famiglia imperiale e destinati dunque ad uso
privato.
Costanzo II
Come Costante e Costantino II, Costanzo II era figlio di Costantino "il Grande".
Alla morte del padre (337 d.C.) i tre fratelli si divisero l'impero e a lui
toccò l'Oriente compresa Costantinopoli. Rimasto solo dopo la morte dei due
fratelli, Costanzo associò al regno Giuliano, l'ultimo dei suoi parenti, con il
quale iniziarono presto i contrasti. Morì poco tempo dopo, nel 361 d.C. ed il
suo nome rimase legato ai provvedimenti presi contro la restaurazione della
religione pagana.
Crasso
Marco Licinio Crasso fu uno degli uomini politici più ricchi durante gli ultimi
anni della repubblica. Nel 60 a.C. formò con Cesare e Pompeo il primo
triumvirato, ma si distinse soprattutto come generale. Combatté contro i Parti
in Oriente dove subì una terribile sconfitta che costò la vita a lui e a suo
figlio (a Carre nel 53 a.C.). In quella occasione furono tolte a Crasso le
insegne di Roma, ossia il simbolo del suo potere che solo Augusto riuscì a
recuperare.
Ctesifonte
Antica città della Mesopotamia situata sulla riva sinistra del fiume Tigri e
divenuta capitale dell'impero persiano. Fu costruita in età ellenistica e
successivamente munita di fortificazioni. Venne conquistata dai Romani all'epoca
di Settimio Severo (197 d.C.) con la costituzione della provincia di
Mesopotamia. Una scena che ritrae questo avvenimento è rappresentata sull'arco
di Settimio nel Foro Romano.
Daci
Antico popolo della Tracia stanziato in una regione del nord Europa che da loro
venne chiamata Dacia. Nel I secolo a.C. i Daci raggiunsero il massimo della loro
potenza e lo scontro con i Romani divenne inevitabile già dall'età di Augusto.
Con l'ultimo dei Flavi, Domiziano, i Daci ottennero alcune importanti vittorie
sui Romani, ed elessero loro re il forte Decebalo. Nel 107 d.C. però, Decebalo
venne sconfitto da Traiano in seguito alle due guerre da lui qui condotte, e
l'intera regione fu ridotta a provincia romana.
Dacia
Regione a nord del Danubio corrispondente all'odierna Romania. Capitale della
Dacia fu la città di Sarmizegetusa. Questa regione fu conquistata da Traiano con
due guerre durate diversi anni (101-102 d.C. la prima e 105-107 d.C. la
seconda), dopo le quali la Dacia fu ridotta a provincia. La narrazione degli
episodi avvenuti durante la guerra è illustrata sulla colonna coclide che
l'imperatore fece costruire nel suo nuovo Foro.
Diocleziano
Valerio Aurelio Diocleziano, nato in Dalmazia da una famiglia di umili origini,
divenne imperatore romano nel 284 d.C. Dopo aver condotto per molti anni una
carriera militare, combattendo sotto Aureliano e Probo, fu eletto imperatore
direttamente dall'esercito. Molte delle sue successive iniziative riguardano
appunto l'ordinamento dell'esercito e la distribuzione dei militari lungo i
confini dell'impero per difendersi dagli attacchi dei barbari. Fu ostile ai
cristiani e promotore di persecuzioni nei loro confronti, mentre fece venerare
se stesso come dio. Diocleziano divise l'amministrazione imperiale tra Oriente e
Occidente, ponendo un reggente (augusto) ed un successore da lui scelto (cesare)
a capo di ognuna delle due metà (tetrarchia), ed eliminando in questo modo la
supremazia di Roma. Rimase imperatore fino al 305 d.C. dopodiché si ritirò in
una sua villa in Dalmazia dove morì otto anni dopo.
Domiziano
Tito Flavio Domiziano fu l'ultimo imperatore della famiglia flavia. Figlio di
Vespasiano, successe nell'81 d.C. a suo fratello Tito nella guida dell'impero.
Al suo arrivo Domiziano trovò un impero molto forte grazie alla politica
economica attuata dai suoi predecessori. Ne poté così approfittare per dirigere
tutte le sue energie al raggiungimento di un forte potere personale che attuò
anche mediante forme esteriori di venerazione. Fece costruire a Roma numerosi
monumenti (ad esempio lo stadio o la domus augustana), ma più per poter essere
da tutti elogiato ed assecondare così la sua vanità che per un gesto
disinteressato verso i cittadini. Diede inoltre sfogo a tutta la sua violenza
con una serie di terribili persecuzioni nei confronti di ebrei, cristiani e
filosofi. Per tutti questi motivi Domiziano non era certo un imperatore molto
amato dal suo popolo, tanto che venne ucciso nel 96 d.C. da alcuni congiurati
aiutati anche dalla moglie Domitilla.
Dorico
L'ordine o stile dorico è uno dei tre principali stili architettonici del mondo
greco e romano. La definizione di "dorico" a questo ordine è stata data dagli
Antichi ed è sicuramente attestata già nel V secolo a. C. Come gli altri due
stili, ionico e corinzio, fu ideato e sviluppato in età arcaica in Grecia e, in
seguito, adottato dagli architetti romani. Vitruvio, un architetto vissuto in
età augustea, paragonava la colonna dorica al corpo dell'uomo per l'armonia
delle proporzioni, la robustezza e la grazia. La caratteristica principale di
questo ordine sta in effetti nell'estrema semplicità dei suoi componenti, che
conferisce agli edifici un aspetto solido e lineare. La colonna dorica non ha
base e gli architetti romani raccomandavano in rapporto tra diametro della
colonna e altezza del fusto pari a 1:6. Generalmente è decorata da venti
scanalature separate da uno spigolo vivo, ma si conoscono diverse deroghe a
questa regola. Il capitello è formato da due elementi, echino e abaco,
sovrapposti e non decorati. Il fregio posto sull'architrave è scandito dalla
ripetizione di elementi scanalati (triglifi) ed elementi lisci (metope) che
potevano essere anche decorati con sculture a rilievo. L'uso dell'ordine dorico
era raccomandato nei casi in cui si volesse conferire al monumento un aspetto
severo o legato alla tradizione. Per questo motivo trovò particolare fortuna
durante tutta l'età augustea e giulio-cludia e, successivamente, in età
adrianea, quando le tendenze classiche nell'architettura erano particolarmente
vive.
Caio Duilio
Caio Duilio fu un famoso condottiero vissuto a Roma alla fine del III secolo
a.C. Ricoprì molte cariche politiche tra cui il consolato (260 a.C.) e la
dittatura. Fu per merito suo se i Romani riuscirono a sconfiggere i Cartaginesi
nella battaglia svolta al largo di Milazzo nel 259 a.C. Duilio aveva infatti
munito le navi romane di rostri, in modo da poter agganciare i nemici. In
seguito a questa vittoria gli fu eretta nel Foro una colonna alla quale furono
appesi i rostri delle navi.
Edessa
Edessa fu un'importante città della Mesopotamia sotto il dominio dei parti. Fu
attaccata assieme a Ctesifonte da Settimio Severo (197 d.C.), il quale ne ha
fatto riprodurre la conquista sui rilievi del suo arco.
Edile
Tra le tante cariche della magistratura romana c'era anche quella degli edili. I
primi furono eletti nel 493 a.C. ed erano coadiuvati dai tribuni della plebe, ma
con il passare del tempo le due cariche hanno acquisito un ruolo indipendente.
Gli edili, in numero di due, avevano il compito di assicurare la città dal punto
di vista dell'igiene, dell'edilizia e dell'organizzazione delle feste religiose.
Erano divisi in "curuli" e "della plebe", e mentre i primi, eletti da patrizi e
plebei, si dovevano occupare delle feste maggiori, gli altri, eletti solo dalla
plebe, si occupavano delle manifestazioni minori.
Elagabalo
Marco Aurelio Antonino Elagabalo (o Eliogabalo) fu proclamato imperatore romano
nel 218 d.C., alla morte di Caracalla. Figlio del governatore della Siria, visse
nella città di Emesa dove era sacerdote del dio Elagabalo da cui prese il nome.
Salì alla guida dell'impero all'età di soli quattordici anni e vi rimase
coadiuvato dalla nonna (Giulia Mesa) fino al 222 d.C., data in cui lo uccisero.
Durante il suo regno tentò di trasferire a Roma gli stessi costumi a cui era
abituato in Oriente, tra i quali il culto del dio dal suo stesso nome, ma il
lusso e gli eccessi a cui era solito non piacquero certo al popolo romano.
Enea
Figlio della dea Afrodite e di Anchise, Enea è dei più valorosi tra gli eroi
troiani che combatterono a Troia. Alcune fonti antiche narrano che al termine
del conflitto Enea abbia tratto in salvo le reliquie del suo popolo tra cui la
statua lignea protettrice della città (Palladio), suo padre ed il figlioletto
Ascanio, e si sia diretto per mare trovando rifugio prima a Cartagine presso la
regina Didone, e poi sulle coste del Lazio. Qui, accolto dal re locale Latino, e
vinto in battaglia Turno il re dei Rutuli, avrebbe poi sposato la figlia del re,
Lavinia, ed insieme avrebbero fondato la città di Lavinio. Da questa leggende
deriva la fondazione di Alba Longa ad opera di Ascanio, e la successiva nascita
di Roma da questa città. È per questo motivo, e per la discendenza divina da
Venere che Augusto potrà vantare dei natali così nobili.
Eretteo
L'Eretteo è un tempio situato sulla collina dell'Acropoli di Atene di fronte al
Partenone. Esso è formato dall'unione di tre templi più antichi (ad Atena,
Poseidone e Pandrosa), e prende il nome dal mitico re di Atene Eretteo, che per
primo portò il culto di Atena sull'Acropoli. Distrutto dai Persiani nel 480
a.C., l'Eretteo fu ricostruito ai tempi di Pericle. La particolarità di questo
edificio consiste nella loggia meridionale, dove al posto delle colonne sono
delle cariatidi, simbolo della superiorità di Atene sulla Caria.
Fabullus
"Fabullus" (=Fabullo) è uno dei pochi nomi di artisti che ci è conservato
dall'antichità. Egli era un pittore attivo a Roma durante il I secolo d.C., noto
per aver decorato le sale della Domus Aurea di Nerone. È probabile che sia da
legare al suo nome la nascita del quarto stile pompeiano. Le fonti raccontano
che Fabullo fosse talmente orgoglioso della sua professione da dipingere vestito
con la toga.
Faustina Maggiore
Annia Galeria Faustina Maggiore (105-141 d.C.) era figlia del console M. Annio
Vero e moglie dell'imperatore Antonino Pio. Dopo la sua morte fu divinizzata, e
in suo onore il marito fece erigere un Tempio nel Foro Romano, successivamente
dedicato anche a lui.
Faustolo
Personaggio leggendario legato alle origini di Roma. Fu il pastore che trovò ed
allevò Romolo e Remo. Secondo la tradizione egli tentò di riconciliare la lite
tra i due fratelli per la fondazione di Roma, ma fu ucciso e venne sepolto nel
Foro, dove, a segnacolo della sua tomba fu posto un leone di pietra. Nell'arte
viene rappresentato con in mano un lungo bastone da pastore ed una pelle ferina
sulle spalle.
Festo
Sesto Pompeo Festo, autore latino tardo (III sec. d. C.), curò la riduzione di
una vastissima opera lessicale sul significato delle parole, composta
originariamente da Marco Verrio Flacco, erudito di epoca augustea.
Flacco
M. Fulvio Flacco è uno dei personaggi di spicco della Roma repubblicana. Fu
console nel 264 a.C., l'anno in cui iniziò la prima guerra punica. Flacco
condusse il saccheggio della città etrusca di Volsinii, avvenuta sempre nel 264
e la conquistò portando via circa duemila statue di bronzo, così racconta
infatti Plinio nella sua opera. Tornato a Roma e volendo celebrare questa
vittoria, Flacco restaurò i templi del Foro Boario e fece porre al centro
dell'area un'iscrizione con il suo nome su blocchi di peperino di cui si
conservano ancora alcuni frammenti.
Foca
Foca fu imperatore dell'Oriente nel periodo di passaggio tra VI e VII secolo
d.C. Vissuto come centurione dell'esercito bizantino, conservò lo spirito
violento dei peggiori combattenti, e si macchiò di numerose scelleratezze tra
cui l'uccisione del suo predecessore, Maurizio, e di tutta la sua famiglia.
Questo comportamento gli costò tuttavia la vita in un agguato durante la
ribellione di Eraclio in Africa. Il I° di agosto del 608 d.C. pose nel Foro
Romano un'alta colonna coronata da una sua statua dorata, e l'anno successivo
donò al Papa il Pantheon che fu trasformato in chiesa con il nome di S. Maria ad
Martyres.
Forma Urbis Romae
La "Forma Urbis Romae" è una grande pianta marmorea di Roma antica. Fu fatta
eseguire da Settimio Severo agli inizi del III secolo d.C. e riportava su
numerose lastre di marmo la pianta della città, realizzata in una scala 1:240 e
orientata a Sud-Ovest. Questa grande opera, pensata probabilmente a scopi
fiscali per tenere sotto controllo l'intera area urbana, era affissa ad una
parete laterizia di un'aula del Foro della Pace e doveva occupare una superficie
di circa 18 x 13 m. Di essa sono stati rinvenuti solo alcuni frammenti, in parte
tra loro combacianti, che costituiscono una delle fonti più importanti per la
conoscenza della città. La presenza di alcuni nomi riportati sulla pianta degli
edifici e la rappresentazione grafica di altre strutture non più visibili, oltre
alla precisione con cui sono rappresentati anche i particolari (scale, muri e
colonne), hanno permesso infatti di compiere notevoli passi in avanti nello
studio della topografia di Roma antica. Numerosi frammenti di questa pianta
compaiono nelle tavole del Canina con il nome di Lapidi Capitoline. Lo studioso
li utilizzò infatti per la ricostruzione di alcuni importanti monumenti come il
Teatro di Pompeo.
Fraate IV
Fraate IV (37-2 a.C.) fu il quarto re dei Parti della dinastia degli Arsacidi.
Combatté dapprima contro Antonio ed in seguito strinse rapporti con i Romani
tramite Augusto al quale riconsegnò le insegne che erano state sottratte a
Crasso durante la battaglia di Carre. Morì avvelenato per mano del figlio
Fraatace che gli succedette sul trono con il nome di Fraate V.
Gaio Cornelio Cetego
Gaio Cornelio Cetego fu magistrato romano tra III e II secolo a.C. Divenuto
console nel 197 a.C., partecipò alla riconquista dei territori gallici della
Pianura Padana combattendo contro gl'Insubri e i Cenomani. In occasione di
questa vittoria fece costruire a Roma il Tempio di Iuno Sospita nel Foro
Olitorio ( 197 - 194 a.C.). Successivamente fu con Scipione in Africa, nella
contesa contro Massinissa.
Gens Iulia
Nome della famiglia (= gens) a cui appartenevano sia Cesare che Augusto e gli
altri imperatori fino a Nerone. Deve il suo nome a quello di Iulo, ovvero
Ascanio, figlio di Enea che fondò la città latina di Alba Longa. Dal momento che
Enea era figlio di Venere, Augusto poté vantare la discendenza da questa
divinità, attribuendo così natali divini alla sua famiglia.
Germani
Antica popolazione dell'Europa centrale abitanti la Germania. Erano genti
bellicose e violente. Numerosi sono stati gli scontri tra le popolazioni
germaniche e i Romani in vari momenti della storia a partire dalla fine del II
secolo a.C., per proseguire con Cesare e Augusto, fino ad arrivare a Marco
Aurelio, sotto il cui regno si acuirono le lotte. Tra la fine del III e gli
inizi del IV secolo d.C. entrarono in Italia e contribuirono in modo decisivo
alla disintegrazione dell'impero romano.
Gerusalemme
Gerusalemme è la città santa per diverse religioni tra cui l'Ebraismo ed il
Cristianesimo. È situata nell'antica Giudea, in Palestina, e possiede una storia
ricchissima e molto antica che la portò ad essere la capitale del regno
d'Israele. Fu distrutta una prima volta da Nabucodonosor nel 587 a.C. e
ricostruita dopo la caduta di Babilonia. Quando i Romani arrivarono in Oriente,
si scontrarono anche con Gerusalemme. Pompeo la conquistò nel 64 a.C. e Tito la
distrusse nel 70 d.C. dopo un lunghissimo assedio. Scene dell'entrata trionfale
di Tito a Gerusalemme sono rappresentate all'interno del fornice dell'Arco di
Tito a Roma.
Giudei
Giudeo" significa "appartenente alla tribù di Giuda" ed è una denominazione con
cui si indicano gli Ebrei, antico popolo di religione monoteistica abitante la
Palestina. Subirono numerose persecuzioni durante il dominio romano di età
imperiale, tra cui si ricordano quelle di Tito, il quale conquistò e distrusse
Gerusalemme.
Giuturna
Giuturna è un'antica divinità latina. Si riteneva che fosse una delle ninfe
delle fonti e delle sorgenti, e come tale era venerata in prossimità di luoghi
d'acqua. Numerose fonti portano il suo nome, ma la più importante di esse è
quella situata nel Foro Romano.
Goti
Popolazione dei Germani orientali. Nel IV sec. d.C. abbracciarono la religione
cristiana, professata presso di loro nella forma dell'arianesimo. Nel 377 d.C.
si ribellarono ai romani giungendo a minacciare Costantinopoli ; in seguito
l'imperatore Teodosio li costrinse ad addivenire a più miti consigli e ad
accettare il ruolo di federati dell'impero.
Guerre Puniche
Le Guerre Puniche sono quelle che videro opposte Roma e Cartagine tra la metà
del III e la metà del II secolo a.C. I contrasti tra le due potenze si acuirono
a causa degli interessi di Roma in Sicilia, dove Cartagine aveva numerosi
territori. La prima delle tre guerre iniziò nel 264 a.C. e si concluse solo nel
241 con la vittoria romana. Negli anni successivi, Cartagine cercò di espandersi
in Spagna, ed affidò le sue forze a due generali della famiglia Barca, Amilcare
e Asdrubale. Lo scontro riprese, e nel 218 ebbe inizio la seconda guerra punica
nota come "guerra annibalica" per l'importanza rivestita da Annibale, figlio di
Asdrubale Barca. Questo infatti riuscì a spostare la guerra in Italia ed ottenne
l'appoggio di numerose città del meridione. La guerra si combatté su diversi
fronti, tra cui quello africano dove P. Cornelio Scipione ottenne numerosi
successi. Nel 201 a.C. la guerra si concluse con l'imposizione della potenza
romana. La terza guerra (149-146 a.C.) si svolse interamente in Africa, dove
Scipione Emiliano si guadagnò numerosi successi che si conclusero con la presa
di Cartagine e la sua definitiva distruzione.
Granico
Fiume della Misia, in Asia Minore, presso il quale si combatté nel 334 a.C. una
famosa battaglia tra Alessandro Magno e l'esercito dei Persiani. Dopo questa
vittoria, Alessandro cominciò una lunga serie di conquiste che lo portò in breve
tempo ad avere un impero di dimensioni gigantesche. Lo scontro tra i due
schieramenti rimase famoso, e fu più volte rappresentato. È nota l'esistenza di
un gruppo statuario in bronzo opera di Lisippo raffigurante l'episodio di
Alessandro al Granico con circa trenta statue. Questo gruppo fu portato a Roma
da Q. Cecilio Metello e sistemato nel portico di Ottavia, dove divenne un
modello per numerose opere d'arte successive.
Ionico
L'ordine o stile ionico nasce in Grecia in età arcaica. E' più ricco e meno
solido dello stile dorico, tanto che la colonna ionica era paragonata da
Vitruvio alla figura snella di una donna. Il rapporto canonico tra diametro e
altezza del fusto diventa di 1:10 e ciò conferisce all'ordine ionico un aspetto
assai più slanciato rispetto all'ordine dorico. Generalmente il fusto ha anche
un numero maggiore di scanalature rispetto alla colonna dorica, quasi sempre
ventiquattro, separate da un sottile listello e chiuse in alto e in basso da un
semicerchio. La colonna acquista inoltre una base, che la separa dalla struttura
dell'edificio e che può assumere varie forme.
La novità principale di questo stile è tuttavia rappresentata dalla foggia del
capitello. I semplici elementi dello stile dorico vengono sostituiti da due
coppie di volute che poggiano su una fascia decorata. Il fatto che le volute
siano scolpite soltanto su due lati del capitello, crea due lati principali e
due lati secondari e tale particolarità rendeva difficilmente utilizzabile lo
stile ionico nei peristili, dove c'è bisogno di colonne angolari. Per superare
questa difficoltà venne elaborato il cosiddetto "capitello diagonale" in cui le
due volute dei lati principali vengono fatte combaciare.
L'architrave non è più liscia, come nell'ordine dorico, ma è diviso in tre
fasce. Nel fregio infine i triglifi e le metope non sono utilizzati e possono
essere sostituiti da un fregio liscio, da un fregio ornato da un rilievo
figurato continuo, o da una fascia di decorazioni stilizzate sovrapposte dette
"ovuli" e "dentelli".
Legge delle XII tavole
Con il termine tavola (in latino tabula) si intende una lastra o pietra con
superficie liscia destinata ad usi diversi che vanno dal gioco (tabulae
lusoriae) alla redazione di documenti ufficiali (che venivano infatti conservati
nel Tabularium). Le dodici tavole da cui la legge prende il nome erano dodici
lastre di bronzo su cui nel 450 a.C. venne incisa la trascrizione di tutta la
legislazione romana esistente. Queste, redatte per volere dei decemviri, furono
considerate dagli autori successivi che le citano a volte un falso e altre volte
la prima produzione latina scritta.
Lesena
Elemento architettonico verticale con funzione decorativa. Si trovano lesene in
forma di mezzi pilastri o mezze colonne (semicolonne) appoggiate alle pareti o
agli spigoli degli ambienti per arricchirne i volumi. Spesso erano decorate con
intonaci bianchi, o dipinti, e scanalate.
Libri Sibillini
I Libri Sibillini (o Fatales) indicano una raccolta scritta di tre volumi in cui
erano conservati gli oracoli pronunciati dalla Sibilla (forse Cumana). A Roma
furono deposti da Tarquinio Prisco nel Tempio di Giove sul Campidoglio ed in
seguito spostati da Augusto nel Tempio di Apollo. I libri erano considerati
sacri, ed esistevano dei sacerdoti incaricati della loro custodia e della loro
consultazione nei momenti di necessità.
Lisippo
Noto scultore greco di Sicione vissuto nella seconda metà del IV secolo a.C.
Grazie alle sue doti, Lisippo divenne l'artista ufficiale presso la corte di
Alessandro magno, l'unico a cui fosse permesso di realizzare ritratti del
principe. Egli riusciva ad imprimere alle sue creazioni una forte espressività,
grazie all'uso bilanciato di luci e ombre, e molta umanità; dando così inizio
alla corrente ellenistica dell'arte. Sappiamo che realizzò molti ritratti e
numerose statue, soprattutto in bronzo, di cui a volte ci rimangono copie romane
in marmo (come ad esempio per il gruppo del Granico).
Lucio Cornelio Silla
Lucio Cornelio Silla visse a Roma nel I secolo a.C. Qui egli ricoprì diversi
ruoli militari (vinse la guerra contro il re del Ponto Mitridate) e politici.
Nell'88 a.C. rivestì il consolato e nell'82 a.C. ottenne la dittatura con
l'incarico di riordinare lo stato. Era uno dei più accesi fautori del partito
aristocratico, e durante il suo mandato si adoperò per favorire il Senato
concedendogli maggiori diritti.
Lupanare
Lupanare era il nome con cui si indicava il postribolo. L'origine del suo nome è
quello della "lupa", ovvero la prostituta. Sono noti numerosi locali destinati a
quest'uso, come quelli conservati a Pompei, ma era frequente la destinazione a
lupanare anche di botteghe o ambienti appartenenti ad altri edifici posti
soprattutto nelle vicinanze di luoghi per spettacolo.
Marmo di Luni
Si tratta di un marmo bianco a grana fine, corrispondente all'odierno marmo di
Carrara, le cui cave si trovano in Italia nella zona delle Alpi Apuane. Luni era
una città, prima etrusca e poi romana, situata presso Marina di Massa. Le sue
cave furono sfruttate fin dall'età di Cesare, ma è solo con Augusto che il loro
funzionamento divenne intensivo. La Roma augustea infatti risplendeva del marmo
lunense, e con Tiberio le cave divennero proprietà imperiale. Sia Luni che le
sue cave rimasero in uso fino all'età medievale.
Macedonia
Regione balcanica situata a nord della Grecia continentale. Filippo II portò la
sua capitale a Pella e ne fece un regno molto forte, sottomettendo la Grecia e
preparandosi a combattere contro i Persiani. La Macedonia conobbe il suo momento
di massima espansione con Alessandro, il figlio di Filippo, che portò a
compimento la volontà del padre e costituì un impero immenso guadagnandosi così
il soprannome di "Magno". Già alla morte di Alessandro però le cose si
cominciarono a rovinare, e l'impero macedone si indebolì tra mille divisioni
interne. Fu dunque così che la trovarono i Romani, e al termine di quattro
guerre (nel 146 a.C.) la Macedonia fu ridotta a provincia dell'impero romano.
Magna Grecia
Con il termine "Magna Grecia" si intendono comunemente le città greche
dell'Italia meridionale, e in età romana anche la Sicilia. La colonia greca più
antica in Italia fu quella di Cuma, sul litorale campano, fondata, secondo
alcuni autori antichi, intorno al 1051 a.C. Dopo di questa ci fu una grande
colonizzazione nell'VIII secolo a.C. Le città greche in Italia non ebbero tra
loro rapporti pacifici, ma anzi piuttosto burrascosi fino a che non si prospettò
il pericolo rappresentato da altri popoli tra cui i Romani. Con la caduta di
Taranto del 272 a.C. la Magna Grecia fu costretta ad accettare la vicinanza e la
dipendenza impostale da Roma. Fu molto importante per Roma l'apporto culturale
che gli venne da questa terra: in Magna Grecia si era infatti sviluppata una
cultura raffinata, e tutti i generi di arte avevano raggiunto risultati eccelsi,
sia nel campo dell'architettura che della scultura e della ceramica.
Manio Curio Dentato
Manio Curio Dentato fu un politico romano attivo tra la fine del IV e gli inizi
del III secolo a.C. Appartenente ad una famiglia plebea, si trovò avversario di
Appio Claudio Cieco. Fu eletto console per quattro volte e prese parte a
numerose battaglie dando sempre prova di onestà e valore. Nel 284 a.C. sconfisse
i Galli Senoni ed in seguito si rivolse contro i Sanniti. Nel 275 a.C. inoltre
vinse la battaglia di Benevento contro Pirro, il re dell'Epiro.
Marco Aurelio
Marco Aurelio, il secondo imperatore della dinastia degli Antonini, fu al potere
tra il 161 ed il 180 d.C. Successe sul trono ad Antonino Pio, e fu inizialmente
coadiuvato dal suo collega Lucio Vero. Durante il periodo del suo governo, Marco
Aurelio dovette affrontare numerose guerre, prima contro i Parti e poi contro le
popolazioni germaniche come i Quadi e i Marcomanni, le cui imprese sono narrate
sui rilievi della sua colonna. In realtà l'imperatore avrebbe preferito darsi ad
una vita tranquilla e lontana dalla violenza, fedele ai suoi ideali di libertà
ed uguaglianza in nome dei quali aveva preso provvedimenti a favore della
condizione degli schiavi. Questi sentimenti gli provenivano dall'educazione
filosofica ricevuta in gioventù, oltre che da un animo nobile; egli infatti
seguiva la dottrina degli Stoici, e la testimonianza delle sue inquietudini
interiori ce la narra lui stesso in un libretto che scrisse intitolandolo "A se
stesso".
Marco Curzio
Marco Curzio era un nobile guerriero romano che morì per la patria, diventando
un vero eroe (362 a.C.). Secondo una leggenda, infatti, si era aperta nella
piazza del Foro una grossa voragine (dove in seguito fu costruito il Lacus
Curtius). Non sapendo come fare per richiuderla i Romani consultarono gli dei, e
un oracolo disse di gettarvi ciò che di più caro avevano. Fu a questo punto che
il giovane Marco si sacrificò gettandosi con cavallo ed armatura nella fossa,
dimostrando chela forza di Roma era basata sul valore del suo esercito.
Massenzio
Figlio dell'imperatore Massimiano, Massenzio si fece proclamare imperatore nel
306 d.C. nonostante fosse già stato acclamato Costantino. I due si contrastarono
fin dall'inizio, e Massenzio cercò di ingraziarsi il favore sia dei Romani,
dotando la città di ricche costruzioni (come la grande Basilica), sia dei
cristiani. Il suo tentativo non funzionò e il potere di Costantino sia in Italia
che nelle province andava crescendo. Si arrivò allo scontro finale nel 312 d.C.:
i due si affrontarono in una terribile battaglia presso il ponte Milvio dove
Massenzio fu sconfitto ed ucciso.
Mausoleo
Mausoleo è il nome con cui si designa un sepolcro monumentale. Questo tipo di
sepoltura deve il suo nome a Mausolo, satrapo della Caria del IV secolo a.C.,
per il quale la sorella Artemisia fece costruire ad Alicarnasso una tomba
gigantesca: la parte inferiore era un alto zoccolo su cui si ergeva un colonnato
che doveva sostenere una piramide sormontata da una quadriga. Alla realizzazione
di quest'opera furono chiamati a partecipare i più grandi scultori esistenti, ed
il risultato dovette essere talmente spettacolare, da essere considerata una
delle sette meraviglie del mondo.
Menelao
Menelao, è uno degli eroi greci che parteciparono alla guerra di Troia, e anzi
ne fu il promotore. Egli era fratello di Agamennone e marito della bella Elena,
con la quale regnava a Sparta. Quando il troiano Paride gli rapì la sposa,
Menelao chiese l'aiuto di tutti i principi greci, ed organizzò l'attacco alla
città. Durante la guerra fu uno dei combattenti più valorosi, sia per doti
personali che per l'aiuto costante che alcune divinità gli fornivano.
Mettio Curzio
Mettio Curzio, come anche Marco Curzio è legato alla leggenda esistente
sull'origine del Lacus Curtius. Mettio era uno dei capi Sabini contemporanei a
Romolo che prese parte alla battaglia scaturita dal ratto delle donne Sabine.
Durante questi avvenimenti sarebbe sprofondato con il suo cavallo in una
voragine apertasi nella piazza del Foro.
Nerone
Imperatore della famiglia giulio-claudia, succeduto a Claudio. Appena salito al
potere, nel 54 d.C., Nerone sembrava un sovrano saggio e temperato, ma ben
presto si tramutò in un pazzo sanguinario al punto che uccise la madre
Agrippina, il fratellastro Britannico, numerosi altri personaggi e perseguitò
duramente i cristiani. Condusse inoltre una vita piuttosto sregolata: ebbe tre
mogli e spese un'enorme quantità di denaro pubblico per la realizzazione di
giochi e spettacoli ai quali, a volte, partecipava come attore. Si fece
costruire una villa di dimensioni colossali sul colle Oppio della quale faceva
parte anche il lago sul quale i Flavi costruirono più tardi il Colosseo. Durante
il suo regno, nel 64 d.C., Roma bruciò quasi interamente a causa di un
devastante incendio del quale fu incolpato lo stesso imperatore. Tutto l'impero
era in subbuglio e nel 68 d.C., anno della sua morte, si scatenarono le
ribellioni.
Nerva
Marco Cocceio Nerva fu imperatore romano dal 96 al 98 d.C. Venne scelto tra i
senatori dopo l'uccisione di Domiziano. Durante il suo brevissimo regno, Nerva
si adoperò per il risanamento delle finanze pubbliche e si occupò delle classi
più povere indicendo periodiche distribuzioni di grano e proponendo una legge
agraria. Prima di morire associò al trono il suo futuro successore Traiano.
Ninfeo
Con la parola ninfeo si intende un tipo di fontana monumentale. Il nome deriva
dalle ninfe, divinità delle acque a cui inizialmente i ninfei erano dedicati
come santuari all'aperto. Con il passare del tempo si è perso però l'aspetto
sacro dei ninfei che sono diventati delle fontane decorate spesso in modo da
ricreare un ambiente simile a quello delle grotte naturali, con conchiglie,
dipinti di colore azzurro e sfondi simili a rocce. Molte case e ville romane
avevano un ninfeo nel giardino.
Nisibis
Nisibis è una città dell'antica Mesopotamia situata tra il fiume Tigri e
l'Eufrate. Fu fondata dagli Assiri e divenne successivamente colonia macedone,
partica e romana dal 165 d.C., anno in cui fu conquistata da Marco Aurelio. Una
presa della città è raffigurata sull'Arco di Settimio Severo a Roma.
Numa
Secondo la tradizione il secondo re di Roma fu il sabino Numa, che avrebbe
regnato dal 714 al 672 a. C. Fu ricordato dai Romani come il sovrano che dette
alla città un ordinamento civile e religioso. Avrebbe riformato il calendario,
istituito i sacerdozi principali maschili (il pontefice massimo, i flamini, i
salii) e femminili (le vestali).
Onorio
Flavio Onorio fu imperatore d'Occidente tra il 395 ed il 423 d.C. Alla morte del
padre Teodosio infatti, l'impero fu diviso tra lui ed il fratello maggiore
Arcadio a cui toccò l'Oriente. Quando assunse il comando dell'impero, Onorio
aveva solo undici anni, e fu assistito nel suo compito dal valoroso generale
Stilicone, impegnato in varie guerre contro i Vandali. Venuto successivamente in
contrasto con lui, lo fece uccidere a Ravenna, e al suo posto insediò Costanzo
marito di sua sorella Galla Placidia. Ad Onorio si deve un restauro delle Mura
Aureliane resosi necessario per far fronte al pericolo dei barbari.
Opera reticolata
L'opera reticolata è una tecnica edilizia romana diffusa dalla prima metà del I
secolo a.C. fino al I d.C., con un periodo di maggiore impiego in età augustea.
Gli esempi più antichi di questa tecnica sono un restauro delle Mura Serviane
dell'87 a.C. ed il Teatro di Pompeo. Le murature in reticolato avevano un nucleo
interno in cementizio, ed un rivestimento realizzato mediante l'inserimento nel
nucleo di blocchetti in tufo (cubilia) di forma tronco-conica con la base
quadrata rivolta verso l'esterno. I blocchetti erano disposti l'uno accanto
all'altro obliquamente, in modo da presentare l'aspetto di un ordinato e
regolare reticolo.
Opera spicata
L'opera spicata (opus spicatum) è una tecnica edilizia usata a Roma in età
imperiale. Essa è realizzata mediante l'accostamento di laterizi disposti di
taglio in file inclinate di 45° e alternate tra loro, in modo da acquisire un
tipico andamento "a spiga" da cui gli deriva il nome. Questa tecnica, impiegata
soprattutto per la realizzazione di pavimenti rustici in locali scoperti, rimase
in uso con fortuna fino al Medioevo.
Ostilio
Il terzo re di Roma sarebbe stato Tullo Ostilio ed avrebbe regnato dal 672 al
640 a. C. A differenza del suo predecessore Numa, ricordato per l'impegno posto
nella riforma delle istituzioni civili e religiose dello Stato, Ostilio fu
ricordato per le sue imprese militari. Attaccò e vinse Alba Longa, la potente
città latina dove erano nati Romolo e Remo, deportando a Roma gli abitanti con
tutti i loro averi. Mosse guerra anche ai Sabini e agli Etruschi di Veio,
tornandone sempre vittorioso. In città costruì la prima curia, detta da lui
Ostilia, il Carcer e il Comizio.
Partenone
Il Partenone è il santuario più importante della città di Atene. Dedicato
all'Atena "Parthenos", fu fatto costruire da Pericle nella seconda metà del V
secolo a.C. ad opera di due architetti di nome Ictino e Callicrate diretti dal
maestro Fidia. Il tempio è dorico e periptero, con otto colonne sulla fronte,
realizzato interamente in marmo pentelico. All'interno della cella si conservava
la statua crisoelefantina (realizzata cioè in oro e avorio) della dea, opera
anch'essa di Fidia, mentre frontoni, metope e fregi erano decorati con scene di
epiche battaglie contro Centauri, Amazzoni e Giganti, e processioni in onore di
Atena in segno di omaggio da parte di tutti gli ateniesi.
Parti
I Parti erano un popolo di origine iranica che nel 250 a.C. fondò un regno
indipendente con capitale a Ctesifonte sotto la dinastia degli Arsacidi. Lo
scontro con l'impero romano fu inevitabile e particolarmente contrastato, e i
due avversari si fronteggiarono più volte in lunghe ed estenuanti guerre. Le
prime avvennero con Crasso in età repubblicana, e altre si ebbero con gli
imperatori Traiano, Marco Aurelio e Settimio Severo. Nel 226 d.C. tuttavia, il
regno partico ormai indebolito dovette piegarsi ed accettare l'insediamento
della dinastia Sassanide che diede vita al nuovo impero persiano.
Patera
La patera è un tipo di coppa priva di anse, normalmente di terracotta o bronzo,
usata durante le cerimonie religiose: con essa infatti i Romani versavano il
vino durante i banchetti sacri. Spesso è raffigurata assieme ad altri oggetti di
culto come simbolo di religione.
Patroclo
Patroclo è uno degli eroi greci che parteciparono alla guerra di Troia, e di cui
si narra nell'Iliade omerica. Cresciuto insieme ad Achille, ne era divenuto il
migliore amico. Durante la guerra troiana, quando Achille si ritirò dalla
battaglia, Patroclo indossò le sue armi ed andò a combattere al suo posto. Venne
allora ucciso da Ettore il quale morì a sua volta sotto i colpi di Achille che
voleva vendicare l'amico. Dopo la battaglia si organizzarono giochi per il
funerale di Patroclo e gli si tributarono grandissimi onori: le sue ceneri
vennero deposte in un'urna d'oro all'interno di una tomba monumentale.
Peperino
Il peperino è un particolare tufo vulcanico di colore grigio con piccole macchie
più scure (da cui prende il nome) usato come materiale da costruzione. La zona
dei Colli Albani, nei pressi di Roma ne è particolarmente ricca, e cominciò ad
essere sfruttata per la sua estrazione a partire dalla media età repubblicana
fino a tutta l'età imperiale.
P. Cornelio Scipione Africano
Publio Cornelio Scipione apparteneva ad una delle più grandi famiglie della Roma
di età repubblicana. Partecipò alla seconda guerra punica combattendo prima in
Spagna e poi spostando gli scontri in Africa. Nel 202 a.C. sconfisse Annibale a
Zama, nella battaglia che pose fine alla guerra, in seguito alla quale assunse
l'appellativo di Africano. Dopo questi eventi Scipione si ritirò a Literno, in
Campania, dove restano ancora avanzi di strutture attribuite alla sua villa.
Peristilio
Il peristilio è il portico colonnato che si trova sia negli edifici templari,
sia sul lato posteriore delle case romane. La sua diffusione in ambito privato
avvenne con l'età ellenistica (III secolo a.C.), quando le abitazioni più ricche
si atteggiarono a grandi ville. All'interno del peristilio si trovavano spesso
vasche e fontane che decoravano l'ambiente ed erano visibili dall'interno della
casa tramite il tablino, aperto o finestrato. Si affacciavano inoltre sul
peristilio alcuni ambienti (oeci) destinati a banchetti.
Plinio il Vecchio
Plinio detto "il Vecchio" per distinguerlo dal più giovane nipote omonimo,
nacque a Como nel 23 d.C. Divenne il più grande naturalista romano, acuto
osservatore di tutti i fenomeni e abile scrittore. Di lui ci resta la "Naturalis
Historia", opera in 37 volumi dedicata a Vespasiano in cui espone le sue
conoscenze scientifiche (ma anche storiche) in modo quasi enciclopedico. Nulla
rimane invece delle sue opere di carattere militare di cui abbiamo solo l'elenco
dei titoli. Spinto dalla sua ansia di conoscere, Plinio trovò la morte a Stabia
nel 79 d.C. per essersi avvicinato troppo durante l'eruzione del Vesuvio che
seppellì Ercolano e Pompei.
Plotina
Moglie di Traiano, Pompeia Plotina fu una donna seria e modesta, amante della
cultura e vicina al marito nelle sue scelte politiche. Dopo la morte di Traiano,
si occupò dell'adozione di Adriano per la sua successione al trono. Grazie a
questo suo interessamento, Adriano dedicò a lei e al padre adottivo un tempio
nel Foro di Traiano.
Pompeo
Gneo Pompeo fu un uomo politico del I secolo a.C. Si formò come militare nelle
truppe di Silla, combattendo per lui sia in Italia che in Africa. Nel 60 a.C.
formò con Cesare e Crasso il primo triumvirato, ma sorsero ben presto contrasti
con Cesare che si conclusero solo nel 48 a.C. con la sua sconfitta a Farsalo
dopo la quale si ritirò in Egitto dove venne ucciso.
Ponte Milvio
Il ponte Milvio è uno dei ponti di Roma che attraversano il fiume Tevere. Venne
costruito nel 109 a.C. e subì in seguito numerosi restauri. Presso questo ponte,
il 28 ottobre del 312 d.C. si tenne la famosa battaglia tra Massenzio e
Costantino terminata con il trionfo di quest'ultimo sull'avversario.
Portasanta
Il Portasanta è un tipo particolare di marmo policromo proveniente dall'isola di
Chio, nel Mar Egeo (e chiamato anche marmo chio). Presenta uno sfondo piuttosto
scuro, normalmente grigio, con chiazze e venature sui toni del rosso. Molto
resistente, è stato spesso impiegato nelle decorazioni di età imperiale.
Praefectus Annonae
Il prefetto dell'Annona era un funzionario imperiale adibito alla raccolta delle
derrate di grano da conservare nei magazzini pubblici (horrea) e alle
distribuzioni per i poveri durante le carestie. Il primo ad istituire questo
servizio fu Augusto per far fronte ad una carestia nel 22 a.C., coadiuvato da
due curatori che divennero presto quattro. Sempre con Augusto, nel 6 d.C., il
"praefectus annonae" divenne un ufficio stabile. Veniva scelto tra gli
appartenenti all'ordine equestre direttamente dall'imperatore, dal momento che
veniva ad occupare un ruolo piuttosto preminente all' interno
dell'amministrazione.
Pretoriani
I pretoriani erano le guardie private dell'imperatore. Il loro corpo fu
istituito da Augusto nel 2 a.C. sotto il comando di due prefetti addetti
specificamente al loro ordine. Con l'imperatore Tiberio fu costruito a Roma un
accampamento stabile per la guardia imperiale, i Castra Praetoria, situato nella
zona nord-orientale della città fuori dal circuito delle fortificazioni
serviane, e successivamente inglobato dalle Mura Aureliane. Il loro potere
crebbe con l'età imperiale avanzata, al punto da poter influire sulla scelta
dell'imperatore e sulla sua stessa vita.
Princeps
"Princeps" è il primo, il capo di un ordine o di una qualsiasi condizione. La
parola acquisì un significato diverso in età augustea, quando lo stesso Augusto
si auto-nominò "princeps". In questo modo egli diede inizio a quella particolare
forma di governo che era il Principato, in cui in apparenza lo stato rimaneva
organizzato secondo la costituzione repubblicana, ma in realtà era già una forma
di potere del tutto personale più vicino a quello imperiale.
Probo
Marco Aurelio Probo fu imperatore romano dal 276 al 282 d.C. succedendo ad
Aureliano dopo il breve mandato di Tacito. Fino a quel momento Probo aveva
svolto una carriera militare, e fu acclamato al potere direttamente
dall'esercito. Durante il suo regno dovette far fronte a numerose guerre, sia in
Oriente contro i Persiani, che in Occidente contro i Goti. Nonostante i suoi
meriti, Probo aveva instaurato un tipo di potere eccessivamente duro, tanto che
venne ucciso dagli stessi soldati che prima lo avevano scelto.
Procuratores
I "procuratores" erano dei funzionari della burocrazia imperiale scelti tra i
cavalieri e predisposti a capo di vari servizi. Esistevano procuratori, e dunque
procure, per diversi rami dell'amministrazione, sia pubblica che personale
dell'imperatore e per la sua rappresentanza. Con Augusto i procuratori erano in
parte scelti nell'ordine equestre e in parte tra i liberti del princeps,
specialmente per le sue funzioni private, mentre da Adriano in poi divennero
procuratori solo gli appartenenti all'ordine equestre. Essi si occupavano
principalmente del fisco, riscuotendo le entrate pubbliche, ma anche
dell'amministrazione delle province, sia imperiali che senatorie.
Quinto Cecilio Metello
Quinto Cecilio Metello era un generale romano vissuto nel II secolo a.C. e
appartenente al partito degli oligarchi. Metello ottenne numerosi successi in
guerra, come quelli contro la lega Achea e contro i Celtiberi in Spagna, ma la
vittoria che lo rese famoso fu quella del 148 a.C. contro Andrisco di Macedonia,
da cui ereditò l'epiteto di "Macedonico". Nel 143 a.C. fu console e nel 131
censore, e durante la sua carriera contribuì alla monumentalizzazione di Roma.
Rabirio
Architetto romano vissuto al tempo di Domiziano, menzionato dalle fonti come
l'artefice della reggia imperiale sul Palatino. A lui si devono soluzioni
architettoniche innovative come l'introduzione del colonnato davanti ad una
parete esterna, con funzione decorativa, la creazione del capitello composito, e
l'uso di planimetrie a linee miste.
Regno di Pergamo
Pergamo è una città dell'Asia Minore che si trova nella regione della Misia. Fu
fondata dai Greci, e raggiunse il suo massimo splendore solo dopo la morte di
Alessandro Magno. Grazie al governo di Filetere infatti, Pergamo riuscì a
diventare un regno indipendente, erede della potenza che era stata propria del
Macedone. Con la dinastia degli Attalidi, Pergamo continuò a fiorire, divenendo
centro di commercio e sede di cultura al pari di Alessandria, con palestre, una
biblioteca e delle scuole di tutto rispetto. La posizione in cui sorge la città,
piuttosto elevata su una ripida collina, costrinse alla realizzazione di
numerose terrazze su cui costruire gli edifici. Una serie di scale collega le
terrazze tra loro, e i magnifici monumenti (come l'altare di Zeus) sono
circondati da portici, che donano alla città un aspetto quasi da scena teatrale.
Lo splendore di Pergamo e del suo regno terminarono nel 133 a.C., quando il
sovrano Attalo III morì lasciando il regno in eredità ai Romani, i quali tre
anni dopo lo ridussero a provincia.
Romolo e Remo
Le origini di Roma sono collegate alla vicenda dei due gemelli Romolo e Remo.
Questi sarebbero figli della sacerdotessa Rea Silvia e del dio Marte. Dopo la
loro nascita furono esposti lungo la riva del fiume Tevere dal crudele re di
Alba Longa, Amulio, fratello del nonno materno al quale aveva sottratto il
trono. Miracolosamente salvati dalle acque furono poi allevati da una lupa e
aiutati da un pastore di nome Faustolo. Una volta cresciuti, i due gemelli
restituirono il trono di Alba al nonno Numitore, e tornarono nel luogo dove
erano stati salvati dalle acque per fondarvi una nuova città. Dopo una contesa
sulla scelta dell'esatto luogo dove insediarsi, i due fratelli consultarono gli
dei. Romolo risultò vincitore e fondò "Roma" sul Palatino, mentre Remo venne da
lui ucciso per aver saltato con atto sacrilego il solco tracciato con l'aratro
intorno all'area occupata dalla nuova città. Rimasto solo, Romolo popolò Roma e
dopo aver aspramente combattuto con i Sabini di Tito Tazio si unì a lui. Dopo la
morte di Tazio Romolo rimase solo a governare la città e fu il primo re di Roma.
Rostri
I rostri erano una parte delle imbarcazioni da guerra. Essi costituivano una
specie di gancio anteriore generalmente in bronzo, affisso alla prua della nave,
con il quale era possibile speronare le navi avversarie per farle affondare. Nel
Foro Romano esisteva la tribuna dei Rostri, così chiamata perché vi erano appesi
in trionfo i rostri tolti alle navi catturate nella battaglia del 338 a.C.
contro i Latini. Questi Rostri furono poi restaurati da Cesare e radicalmente
modificati da Augusto.
Rutuli
I Rutuli erano un'antica popolazione italica stanziata sulle coste del Lazio con
capitale ad Ardea. Il loro capo Turno entrò in conflitto con Enea quando questo
giunse in Italia e fu accolto dal re Latino. Turno infatti avrebbe dovuto
sposare Lavinia, figlia del re, che divenne invece la moglie di Enea. Da questo
episodio scaturì una guerra tra Troiani e Rutuli che si concluse con la vittoria
dei primi e l'uccisione di Turno per mano di Enea.
Sarmati
I Sarmati erano un antico popolo di stirpe iranica stanziato nella Russia
meridionale. La loro indole nomade e guerriera li portò ad espandersi e finirono
con l'interferire prima con la Grecia e poi con l'impero romano ai tempi di
Nerone. Dopo di lui vari imperatori intrapresero guerre contro di loro, tra di
essi Domiziano e Marco Aurelio che trionfò nel 175 d.C..
Sciro
Isola greca situata nel Mare Egeo di fronte alla costa tracia. Sotto il regno
del re Licomede vi fu ospitato Achille, il quale fuggiva dalla guerra di Troia.
Nell'isola l'eroe viveva sotto le false spoglie di una donna, ma una sua
relazione con la figlia del re (dalla quale nacque Neottolemo) lo rese noto.
Scoperto da Ulisse, Achille fu allora condotto in battaglia e lì, dopo aver più
volte dato prova del proprio valore, perse la vita.
Seiano
Lucio Elio Seiano fu prefetto del pretorio sotto l'imperatore Tiberio e divenne
suo ministro personale. Approfittando di questa situazione, Seiano cercava di
fare le veci dell'imperatore quando questo era fuori Roma, in modo da crearsi un
discreto potere personale. Tentò anche di ingraziarsi Livia, nuora di Tiberio,
ma il suo piano che mirava alla successione sul trono fu scoperto e Seiano venne
fatto uccidere dallo stesso Tiberio nel 31 d.C.
Seleucia
Seleucia sul Tigri è un'antica città fondata nel 312 a.C. dal re Seleuco I, dopo
la dissoluzione del grande regno di Alessandro. La città si trova sulla costa
della Siria vicino ad Antiochia, di cui per molto tempo Seleucia fu il porto.
Rimase un centro fiorente anche culturalmente per tutta l'età ellenistica e
romana. Si ricorda un assedio della città ad opera di Settimio Severo, a cui
sono dedicati alcuni rilievi dell'arco onorario nel Foro.
Servio
Servio Tullio fu il penultimo re di Roma e, secondo la tradizione, avrebbe
regnato dal 572 al 533 a. C. Servio era forse il figlio di una schiava e si
credeva che fosse nato dall'unione di sua madre con un demone del focolare. Il
suo nome in etrusco sarebbe stato Mastarna e prima di diventare re a Roma
avrebbe compiuto una serie di imprese in Etruria assieme ad alcuni compagni di
ventura. Sposò una figlia di Tarquinio Prisco e fu proclamato re con l'aiuto
della suocera. Fece sposare una delle sue figlie a Tarquinio il Superbo,
l'ultimo re di Roma, figlio o nipote di Tarquinio Prisco. Fu il primo a
sovvertire l'ordinamento politico romuleo con una riforma in cui la popolazione
venne divisa in classi di censo. Costruì nuove mura per la città ed estese il
Pomerio, ma senza includere l'Aventino.
Sesterzio
Moneta romana il cui valore è pari ad un quarto di denario (= 2 assi e mezzo).
In età repubblicana era coniata in argento ed in bronzo, ma con l'epoca
imperiale divenne d'ottone, fino a scomparire dalla circolazione alla metà del
III secolo d.C.
Settimio Severo
Lucio Settimio Severo fu imperatore romano tra il 193 ed il 211 d.C. Nato a
Leptis Magna (Africa) e trasferitosi presto a Roma, Settimio fu iniziato alla
carriera politica da Marco Aurelio. Durante il suo regno fu impegnato in
numerose guerre, prima tra tutte quella contro i Parti, di cui occupò le città
di Seleucia e Ctesifonte come è narrato sui rilievi del suo arco. Restaurò
l'impero e gli impresse un forte carattere militare concedendo numerosi benefici
ai soldati per ottenere il loro appoggio. Morì in Britannia lasciando l'impero
nelle mani dei suoi due figli: Geta e Caracalla.
Severo
Severo era un architetto romano vissuto nel I secolo d.C. Il suo nome è legato
alla costruzione della Domus Aurea di Nerone. La notizia, che ci viene dagli
Annali di Tacito, lo ricorda assieme a Celere come progettista della villa
imperiale sul colle Oppio.
Subura
La Subura era uno dei quartieri popolari di Roma antica. Si trovava alle spalle
dei Fori Imperiali, tra i colli Celio ed Esquilino. Le fonti ce ne parlano come
una zona malfamata e molto popolosa, dove le case erano in legno ancora in età
imperiale e la loro alta densità favoriva il divampare degli incendi. Fu per
questo motivo che Augusto, quando costruì il suo Foro lo isolò dalla Subura
costruendo un alto muro in tufo che, oltre ad essere ignifugo, aveva
l'indiscusso pregio di separare visivamente il quartiere dall'area monumentale.
Svetonio
Gaio Tranquillo Svetonio visse a Roma tra la fine del I e la metà del II secolo
d.C. Esercitò la professione di avvocato sotto il regno di Traiano ed occupò
molte cariche pubbliche. Svetonio fu autore di diverse opere a carattere storico
ed erudito, di cui ci rimane solo parte del "De vita Caesarum" in cui sono
narrate le vicende degli imperatori fino a Domiziano, e del "De viris
illustribus", contenente la biografia degli autori latini. Per quanto la sua
opera non sia realmente storica o politica, fornisce interessanti notizie sulla
vita privata dei personaggi trattati, aiutandoci spesso a ricostruire i
particolari di un'epoca.
Tarquinio Prisco
Tarquinio Prisco fu il quinto re di Roma e, secondo la tradizione, avrebbe
regnato tra il 615 e il 572 a. C. Sarebbe stato il primo a brigare per
conquistare il regno e dopo di lui il potere fu trasmesso per via dinastica.
Servio Tullio, il suo successore, sposò la figlia di Tarquinio e Tarquinio il
Superbo, ultimo re di Roma, sposò una figlia di Servio. Tarquinio iniziò una
grandiosa opera di rinnovamento urbanistico che fece diventare Roma una città
compiuta. Avrebbe ampliato il numero dei Senatori e condotto guerre vittoriose
contro Sabini e Latini estendendo il territorio controllato dal Roma fino alla
pianura pontina. Sarebbe stato ucciso da un complotto ordito dai figli di Anco
Marcio gelosi del suo potere.
Tarquinio il Superbo
L'ultimo re di Roma fu Lucio Tarquinio, figlio o nipote di Tarquinio Prisco
detto il Superbo per i suoi atteggiamenti da tiranno. Sarebbe salito al trono
nel 533, dopo aver ucciso Servio Tullio di cui aveva sposato una figlia.
Continuò le guerre contro le città latine e strinse alleanze con gli Etruschi.
In patria fu crudele e spietato. Per portare a termine i grandiosi lavori di
ristrutturazione urbanistica promossi dai suoi predecessori non esitò ad
obbligare i cittadini a veri e propri lavori forzati. Scacciato dalla
sollevazione del 509 a. C., tenterà invano di tornare a Roma ma morirà esule a
Cuma, una città greca della Campania.
Tiberio e Gaio Gracco
Tiberio e Gaio Gracco sono due fratelli romani vissuti alla metà del II secolo
a.C. che si distinsero per il loro impegno politico. Entrambi divennero tribuni
della plebe e si diedero da fare con provvedimenti a favore del popolo e in
netto contrasto con gli aristocratici, specialmente nel campo delle leggi
agrarie. Riuscirono a far approvare alcune leggi (sempronia, agraria,
frumentaria, etc.) con le quali intendevano bloccare il dilagare dello
schiavismo e favorire i contadini liberi. Il fratello maggiore, Tiberio, fu
ucciso; l'altro invece, dopo aver cercato la vendetta, e aver ceduto davanti
alla sconfitta politica, si ritirò da Roma e si fece uccidere. È noto che la
madre dei Gracchi, Cornelia, parlando dei suoi figli li chiamasse "i miei
gioielli".
Tito Tazio
Tito Tazio era il leggendario re dei Sabini che venne in contrasto con Romolo al
momento della fondazione di Roma. Per cercare di popolare la nuova città, Romolo
aveva infatti rapito le donne sabine con un'iniziativa particolare, a metà tra
il rapimento e un matrimonio di gruppo, che fu il famoso "ratto delle Sabine".
Tazio difese il suo popolo combattendo contro i Romani e conquistando il
Campidoglio. In seguito a questa vicenda, Tazio e Romolo si rappacificarono e
governarono assieme su entrambi i popoli riuniti fino a che Tazio non venne
ucciso.
Teodorico
Di stirpe ostrogota, Teodorico visse al passaggio tra V e VI secolo d.C.
(454-526 d.C.). Divenne re dei Goti e successivamente re d'Italia. Con il suo
governo tentò di favorire la conciliazione tra Latini e Goti, poiché nutriva una
profonda ammirazione per il passato dell'impero romano. A livello politico il
suo gesto non funzionò, ma Teodorico si impegnò a livello economico e culturale
in Italia e a Roma restaurando molti monumenti classici. Passò gli anni finali
della sua vita a Ravenna dove fu sepolto.
Teodosio
Teodosio I soprannominato "il Grande" fu imperatore d'Oriente ed Augusto di
tutto l'impero dal 379 al 395 d.C. Si diede molto da fare in campo religioso
dichiarando il Cristianesimo l'unica religione dell'impero e favorendo la sua
diffusione. Fu inoltre occupato in campo militare per difendere i confini dalle
invasioni barbariche e sconfisse i Visigoti in battaglia. Dopo aver regnato in
maniera equa e produttiva, verso la fine della sua carriera Teodosio ebbe un
cambiamento in senso anti-cristiano che però durò poco. Alla sua morte divenne
definitiva la divisione dell'impero in due parti: Oriente ed Occidente, affidate
rispettivamente ai suoi due figli Arcadio e Onorio.
Tetrarchia
Nel 286 d.C., Diocleziano escogitò un sistema per regolare la successione al
regno dopo la sua morte. Egli divise infatti l'impero in due parti, Oriente e
Occidente. A capo di ognuna delle due parti designò un candidato, chiamato
Augusto, che aveva un collaboratore, il Cesare, destinato ad esserne il
successore. Il nome con cui si designava questa divisione dell'impero in quattro
parti autonome è la tetrarchia (dal greco "quattro" e "signoria"). I primi due
augusti furono Diocleziano in Oriente con Galerio come Cesare, e Massimiano in
Occidente affiancato da Costanzo Cloro.
Tiberio
Nel 4 d.C. Augusto adottò Tiberio come figlio e successore, dal momento che Gaio
e Lucio, suoi nipoti e figli di Agrippa erano morti. Questi combatté con
successo in Pannonia e divenne imperatore nel 14 d.C. dopo la morte di Augusto.
Tiberio non aveva la stessa stoffa del padre adottivo, ma governò con saggezza
portando avanti il disegno iniziato dal princeps. La sua vita privata fu
piuttosto travagliata: dopo aver divorziato da Agrippina sposò in seconde nozze
Giulia, la vedova di Agrippa, e finì con l'allontanarsi dalla vita politica per
ritirarsi nella sua villa di Capri, lasciando l'impero in mano al suo ministro
personale Seiano. Morì nel 37 d.C. dopo che ebbe fatto uccidere il crudele
Seiano e dopo aver lasciato come eredi con pari diritto Tiberio Gemello e
Caligola.
Tito
Tito Flavio Vespasiano, meglio noto come Tito, fu il secondo imperatore della
famiglia flavia. Ancora prima di assumere la guida dell'impero, Tito aveva
guidato la guerra contro i Giudei che si concluse con la conquista di
Gerusalemme avvenuta nel 70 d.C. e celebrata sui rilievi del suo arco a Roma.
Salito al potere nel 79 d.C., dopo la morte del padre Vespasiano, Tito ne
continuò la politica rivelandosi un ottimo amministratore. Il suo regno fu però
molto breve e nell'81 d.C. Tito morì forse avvelenato dal suo fratello e
successore Domiziano.
Totila
Totila fu re degli Ostrogoti nella prima metà del VI secolo d.C. Il suo vero
nome era Baduila, ma divenne noto con l'epiteto di Totila cioè l'immortale. Dopo
la sua salita al potere (nel 511 d.C.), vinse diverse battaglie contro i Greci
d'Occidente ed invase l'Italia comportandosi da vero padrone. Nel 546 d.C.
Totila arrivò a conquistare la stessa Roma che in quell'occasione venne isolata
tramite il taglio dei ponti sui due fiumi (il Tevere e l'Aniene) e con la
manomissione degli acquedotti. Morì poco tempo dopo ucciso da Narsete.
Traiano
Marco Ulpio Traiano fu imperatore romano tra il 98 ed il 117 d.C. Traiano era
nato in Spagna, ma si era distinto in Italia per le sue doti militari già sotto
il regno di Vespasiano. Console nel 91 d.C., fu successivamente adottato da
Nerva del quale fu il successore. Il suo regno fu onesto e giusto. Traiano si
impegnò per la difesa dei confini sia in Oriente, portando l'impero romano fino
in Mesopotamia, che in Occidente. Tra le sue grandi imprese militari si
ricordano le due guerre daciche (101-102 e 105-107 d.C.) illustrate su rilievi
della sua colonna dopo le quali la Dacia fu ridotta a provincia romana. Non si
lasciò corrompere dal lusso e dalla ricchezza, ma condusse una vita moderata
spendendo i soldi pubblici nella monumentalizzazione di Roma dove costruì nuovi
edifici tra cui il complesso dei Mercati e del nuovo Foro.
Transetto
Il transetto è un ambiente tipico delle chiese e delle basiliche cristiane.
Corrisponde ad una corta navata perpendicolare a quelle maggiori e disposta di
fronte all'abside, in modo da conferire alla struttura il suo caratteristico
impianto a croce. All'incrocio tra le navate principali ed il transetto si
inseriva l'altare, posizionato dunque nel punto più ampio della chiesa, dove si
poteva raccogliere un numero maggiore di persone. In latino la parola transetto
significa "oltre la chiusura".
Travertino
Il travertino è una pietra calcarea sedimentaria spesso impiegata nelle
costruzioni per la sua forte resistenza alle sollecitazioni. Grazie al suo
colore bianco inoltre il travertino veniva utilizzato nelle decorazioni di molti
monumenti al posto del marmo, che risultava molto di più caro e più difficile da
reperire. La zona dei Monti Tiburtini nei pressi di Tivoli era invece una buona
e comoda fonte di approvvigionamento di questo materiale per la capitale che
cominciò a sfruttarlo dal II secolo a.C. e continuò ad utilizzarlo per tutta
l'età imperiale. Tra i monumenti in cui è impiegato il travertino basta
ricordare il Teatro di Marcello ed il Colosseo.
Trionfo
Il trionfo è una cerimonia di antichissima origine e di grande importanza nel
mondo romano che veniva decretata dal Senato. Questa era riservata ai generali
vincitori di guerre contro gli stranieri che avessero sconfitto almeno 5000
nemici. Nell'occasione del trionfo veniva celebrata una festa solenne che vedeva
la partecipazione di tutta la città. Le strade erano decorate, le porte dei
templi rimanevano aperte e si facevano sacrifici. La festa si svolgeva con un
corteo a cui partecipavano tutti i magistrati ed in cui venivano esposti i
bottini di guerra. Il percorso del trionfo era una via prestabilita (la via
trionfale appunto), che partendo dal Campo Marzio girava intorno al Palatino,
comprendeva la Via Sacra ed aveva il suo culmine sul Campidoglio, dove il
generale offriva un sacrificio a Giove. Si calcola che a Roma siano stati
celebrati almeno 350 trionfi.
Tumulo
Copertura conica di terra, sostenuta spesso in basso da un muro o basamento, che
si innalzava sulla tomba presso alcuni popoli dell'antichità.
Turno
Eroe della leggenda etrusco-romana ; re dei Rutuli di Ardea, figlio di Dauno e
della ninfa Venilia, fratello di Giuturna la ninfa del fonte romano. Alleato del
re Latino contro Enea, sarebbe stato ucciso da quest'ultimo.
Tuscanico
Termine col quale già Vitruvio aveva indicato un ordine architettonico di
derivazione etrusca, che è simile all'ordine dorico nel capitello formato
principalmente da un echino con abaco sovrapposto, ma ne differisce per
l'assenza di scanalature nel fusto e per la presenza di una base, costituita per
lo più di un grosso toro.
Unni
Popolazione barbarica asiatica, comparsa in Europa nel IV-V sec. d.C. Il loro
centro territoriale è la Pannonia ; tra i re degli Unni si ricorda Attila, che
tentò invano di conquistare la Gallia e l'Italia.
Urna
Presso gli antichi il termine è usato per indicare il vaso in genere. Una
tipologia particolare è costituita dalle urne cinerarie, contenitori usati a
partire dalle necropoli a cremazione della civiltà del bronzo e della prima età
del Ferro. Dai grossolani vasi ossuari a doppio tronco di cono e dalle urna a
capanna, si arriva nel corso dei secoli alle raffinate urne a cassette scolpite,
caratteristiche di varie necropoli tarde dell'Etruria. Di queste, con il rito
pressoché esclusivo della cremazione nel mondo romano (fino al II sec. d.C.), si
hanno numerosi esemplari in terracotta, vetro, pietra o marmo.
Vandali
Nome che indicò dapprima i Germani orientali, ma si restrinse successivamente ad
una singola gente cui Tacito attribuisce il nome di Lugi. Stabiliti all'inizio
sulle coste del Baltico e sulla Vistola, l'arrivo di altre popolazioni
germaniche li costrinse a spostarsi verso nuove sedi nell'Europa centrale
(Slesia, Polonia meridionale). Divennero federati dell'impero romano, con cui
però entrarono definitivamente in collisione nel V sec. d.C. I Vandali
scompaiono dalla storia nel 536 d.C. in occasione della sconfitta subita ad
opera dell'imperatore Giustiniano.
Velia
La Velia era una collina che ora non esiste più. La pendice meridionale della
collina era già stata sbancata per costruire la Basilica di Massenzio, ma ciò
che ne restava fu fatto radere al suolo da Mussolini per consentire l'apertura
dell'attuale via dei Fori Imperiali. La Velia era inclusa nella IV regione
augustea e si trovava tra il Palatino e l'Esquilino. Vi si trovavano santuari
antichissimi e ricche dimore private. Secondo la tradizione averebbe abitato
sulla Velia il re Tullo Ostilio.
Vespasiano
Tito Flavio Vespasiano, nato a Rieti nel 9 d.C. morì a Cutilie in Sabina nel 79
d.C. Figlio di Flavio Sabino e di Vespasia Polla, sposò Flavia Domitilla da cui
ebbe tre figli : Tito, Domiziano e Domitilla. Divenne imperatore nel 69 d.C. ;
durante il suo regno si celebrò il trionfo sui Giudei. Egli perseguì una
politica tesa a rinnovare la potenza di Roma e restaurare la pace. Tra le sue
opere più importanti si ricorda l'erezione del grandioso Templum Pacis e la
realizzazione parziale del Colosseo.
Via Appia
La via Appia è una delle più importanti direttrici romane ancora in uso. Il
primo tracciato fu voluto dal censore Appio Claudio "Cieco", da cui ha preso il
nome, nel 312 a.C. La via serviva a collegare Roma con Capua.
Visigoti
Popolazione dei Germani occidentali, appartenente alla grande gente dei Goti.
Nel IV sec. d.C. abbracciarono la religione cristiana, professata presso di loro
nella forma dell'arianesimo. Nel 377 d.C. si ribellarono ai romani giungendo a
minacciare Costantinopoli; in seguito l'imperatore Teodosio li costrinse ad
addivenire a più miti consigli e ad accettare il ruolo di federati dell'impero.
Seguirono quindi alterne vicende che videro i Visigoti irrompere nella città
eterna per ben tre volte nel 408, 409, 410 d.C. sotto il comando del loro re
Alarico.
Vitruvio
Trattatista di antichità latino, quasi certamente dell'età di Augusto, autore di
un trattato in dieci libri dal titolo De Architectura. Praticò l'architettura
militare e l'idraulica.
Vittoria
Dea della Vittoria, colei che incorona il vincitore sia di guerre che di Gare
atletiche.
Era rappresentata come una figura femminile alata con lunga veste svolazzante e
con in mano premi: corone, bende, palme o insegne militari per i vincitori.
Immagini di Vittorie sono presenti non solo sui monumenti trionfali, come archi,
colonne e altari, ma anche nell'arte pittorica e decorativa.
Un tempio dedicato a questa dea sorgeva a Roma sul Palatino. 

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Lemmi Storia Antica
Lemmi Storia Moderna e Contemporanea
Dizionario Egizio
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Dizionario di matematica iniziale
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