Trigno.

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Trigno.

Fiume (84 km) dell'Italia centro-meridionale.

Nasce dalla sorgente di Capo di Trigno (Isernia), nel suo corso riceve le acque del torrente Verrino, suo maggiore affluente, segnando poi per un lungo tratto il confine tra Abruzzo e Molise.

Sfocia nell'Adriatico, nei pressi di Petacciato (Campobasso).

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Molise.

Regione (4.438 kmq; 285.940 ab.) dell'Italia centro-meridionale, delimitata dall'Abruzzo a Nord, dal Lazio a Ovest, dalla Campania a Sud, dalla Puglia a Sud-Est e bagnata a Nord-Est dal Mar Adriatico. Capoluogo: Campobasso. Amministrativamente è divisa nelle due province di Campobasso e di Isernia.

Geografia.

Il territorio della regione presenta una morfologia piuttosto varia nonostante la scarsa estensione. Esso si stende dalla costa adriatica alla dorsale appenninica, che comprende anche nel suo versante tirrenico, fino agli alti bacini del Volturno e del Tammaro. I massicci appenninici costituiscono il proseguimento dell'Appennino abruzzese, del quale riprendono le caratteristiche, tranne la disposizione a catene parallele. I rilievi più alti sono La Meta (2.241 m), il monte Miletto (2.050 m), il monte Campo (1.745 m), il monte Capraro (1.721 m). La parte centrale della regione è occupata da rilievi subappenninici, dai profili sempre più arrotondati, quindi da rilievi collinari, che si abbassano gradatamente fino alla pianura nelle vicinanze della costa. Questa è generalmente alta e non offre la possibilità di sbocchi portuali, tranne le zone deltizie del Trigno e del Biferno e il piccolo promontorio di Termoli. Il territorio è percorso da diversi fiumi tributari del Mar Adriatico, come il Trigno, il Fortore, il Biferno (l'unico dei maggiori fiumi del M. che scorra interamente nel territorio della regione); tributari del Mar Tirreno sono invece il Volturno e il Tammaro, che scorrono della regione solo per una piccola parte del loro percorso. Tutti i fiumi molisani presentano un regime torrentizio, poiché risentono della forte irregolarità delle precipitazioni. La varietà del paesaggio molisano spiega le sensibili differenze climatiche della regione. Nella zona costiera il clima è tipicamente marittimo, con temperature sempre miti e scarsa escursione termica; l'interno presenta un clima di tipo continentale, con ampia escursione termica, intense precipitazioni.

Economia.

L'economia molisana è basata essenzialmente sull'attività agricola che, tuttavia, deve superare gravi difficoltà d'ordine ambientale (presenza di terreni poco fertili, scarse possibilità d'irrigazione, ecc.) e storico. Le coltivazioni più diffuse sono quelle dei cereali (in particolare mais e frumento), della frutta (soprattutto nelle zone litoranee), della vite, dell'olivo, del tabacco. L'agricoltura è integrata dall'allevamento di bovini, che tuttavia resta nel complesso piuttosto povero. Molto diffusa è la produzione artigianale di antica tradizione, come la lavorazione del pizzo al tombolo, la tessitura a mano, la produzione di ceramica e di terracotta. Sono presenti sul territorio numerose piccole imprese (a carattere per lo più artigianale), soprattutto nei settori alimentare, metalmeccanico, dei materiali da costruzione, dell'abbigliamento, mentre sono ancora quasi del tutto assenti la media e la grande industria. Piuttosto scarso è anche il turismo, sia invernale sia estivo, ostacolato dalla mancanza di adeguate strutture e dall'insufficienza della rete stradale e ferroviaria.

Storia.

Fra i primi abitatori del M. furono i Sanniti, dai quali la regione prese il nome di Sannio. Nel VI sec. subì le devastazioni dei Goti (535-553), quindi venne annesso al Ducato longobardo di Benevento (570). Quando questo venne diviso il territorio fu ripartito fra diverse signorie feudali: la contea di Venafro (964), di Larino (975), di Trivento (992), di Bojano, Isernia, Campomarino (XI sec.). Appoggiato dai Normanni, nel frattempo insediatisi in Italia meridionale, Rodolfo, signore di Bojano, riuscì ad imporsi sulle signorie vicine; nel 1144 un suo successore ottenne il titolo di conte e riuscì ad unificare il territorio molisano, che si mantenne unito fino al Duecento, quando la contea passò al conte di Celano. Aggregato alla Capitanata nel XVI sec., nel 1806 il M. fu creato provincia autonoma. Durante la successiva dominazione borbonica il M. vide un progressivo peggioramento della situazione economica, aggravatasi in seguito all'Unità d'Italia (1861). Unito all'Abruzzo, il M. fu costituito regione autonoma nel 1963. Il 31 ottobre 2002 la regione fu duramente colpita da un violento terremoto (8° della scala Mercalli) che danneggiò 37 comuni in provincia di Campobasso, lasciando 10.000 senza tetto. La scossa provocò il crollo di una scuola elementare nel piccolo centro di San Giuliano di Puglia, che costò la vita a 29 persone (di cui 26 bambini).

Arte.

Numerosi ritrovamenti di epoca preistorica sembrano confermare che la regione sia stata abitata fin dal Paleolitico. Molto interessanti sono i resti italici (relativi alle popolazioni dei Sanniti, Pentri e Frentani) e quelli risalenti all'età romana: il santuario di Pietrabbondante, l'anfiteatro e i mosaici ritrovati a Larino, avanzi di un tempio e di alcuni mausolei a Isernia, i resti di un anfiteatro a Venafro, la città romana di Saepinum. Nonostante la perdita di numerosi monumenti, imputabile a fattori diversi, il M. conserva tuttora interessanti testimonianze dell'attività artistica medievale, in particolare edifici religiosi in stile romanico e gotico. A Campobasso, in particolare, si sono conservati importanti chiese di fondazione medievale, oltre al castello Monforte, mentre la parte bassa della città conserva edifici tardo-barocchi e neoclassici.

Folclore.

Nonostante abbia subito inevitabili influssi dalla cultura moderna, in particolare nell'ultimo secolo, il folclore locale è stato tenacemente conservato dai molisani. Nella tradizione, nei costumi e negli usi di questa regione troviamo diversi elementi provenienti dall'Europa orientale, con la quale la regione ebbe antichi rapporti commerciali; ancora evidenti sono inoltre gli elementi facilmente riconducibili ad influssi romani, come l'uso di particolari tipi di calzature che richiamano da vicino i calzari romani. Particolarmente forte è rimasto fino ad oggi il sentimento religioso, che si manifesta nelle numerose processioni, alcune delle quali celebri (Venafro, Larino, Capracotta), pellegrinaggi, sacre rappresentazioni, feste in occasione di particolari ricorrenze (il Corpus Domini a Campobasso). Un ricco patrimonio è costituito dalle danze e dai canti. Numerose sono anche le feste di carattere profano e agricolo, come il Calendimaggio.

Cartina del Molise

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Isernia.

Centro del Molise, capoluogo della provincia omonima. È situata a 439 m s/m., tra i fiumi Sordo e Carpino. L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, viti, ortaggi, frutta), l'industria (tessile, dolciaria, meccanica, di materie plastiche), l'allevamento, l'artigianato (ceramiche e merletti a tombolo) e il turismo.

Storia.

L'antica Aesernia, colonia romana del III sec a.C., divenne capitale della lega dei confederati italici durante la guerra sociale (91-88 a.C.). Dal IV sec. fu sede vescovile. Distrutta dalle invasioni barbariche dopo il crollo dell'Impero romano, durante la dominazione longobarda fece parte del ducato di Benevento. Fu capitale della contea del Molise dal XII al XVII sec. Durante la seconda guerra mondiale fu violentemente bombardata e subì distruzioni gravissime.

Arte.

Due ponti e resti di mura romani; cattedrale neoclassica, chiese medievali di Santa Maria Assunta e di San Francesco (ristrutturata nel XVIII sec.). 21.094 ab.; CAP 86170. ║ Provincia di I. (1.529 kmq; 92.152 ab.): istituita nel 1970, è la meno popolata fra tutte le province italiane. Si estende nella parte occidentale del Molise, negli alti bacini del Volturno, del Trigno e del Biferno; è quasi interamente montuosa, a parte la piana di Venafro. L'economia si basa sull'agricoltura, sull'allevamento e una debole industria.

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Abruzzo.

(o Abruzzi). Regione (10.798 kmq; 1.277.330 ab.) dell'Italia peninsulare, compresa tra la costa adriatica e l'Appennino. Confina a Nord con le Marche, a Ovest con il Lazio, a Sud con il Molise ed è bagnato a Est dal Mare Adriatico. Capoluogo: L'Aquila. Amministrativamente è diviso in quattro province: L'Aquila, Chieti, Pescara, Teramo.

Geografia.

La regione può essere divisa in due zone estremamente diverse una dall'altra. La sezione orientale è montuosa e presenta rocce calcaree con fenomeni carsici. Si distinguono tre catene: ad Est quella dei Monti della Laga, dei monti del Gran Sasso d'Italia (con la cima più elevata di tutto l'Appennino, il Corno Grande, 2.914 m) e della Maiella (con la cima del monte Amaro, 2.795 m); al centro quella del Velino, del Sirente, dei monti della Marsica e dei monti della Meta; ad Ovest quella dei monti Simbruini e dei monti Ernici. Si alternano poi delle zone pianeggianti di tipo carsico (piano delle Cinquemiglia) che formano talvolta delle vere e proprie depressioni (Campo Imperatore). La sezione orientale si caratterizza per la presenza di una fascia collinare preappenninica argillosa. La zona collinare presenta una morfologia uniforme: domina il subappennino abruzzese che si divide in aprutino e frentano. Esso è costituito da una serie di coste collinari trasversali erose e attraversate da vallate del basso corso dei fiumi. Le coste risultano basse e sabbiose, interrotte dalle foci dei fiumi. Tra i principali corsi d'acqua si ricordano il Tronto, il Tordino, il Vomano, il Pescara e il Sangro. Vasti bacini vallivi, che un tempo erano sommersi da acque lacustri (bacini del Liri e del Salto, del Fucino prosciugato solo nel secolo scorso, di Sulmona, che sono divisi dai monti del Velino, del Sirente e della Montana grande) si aprono all'interno. Il clima è fortemente influenzato dall'altitudine e della disposizione dei rilievi: infatti è rigido con frequenti nevicate sui rilievi, continentale con precipitazioni scarse sugli altipiani, mentre nelle regioni costiere e collinari ha caratteristiche tipicamente mediterranee.

Economia.

L'economia dell'A. si è dimostrata una delle più vitali del Mezzogiorno. Il terziario e l'industria sono in costante crescita rispetto alle attività dell'agricoltura e dell'allevamento. L'agricoltura di sussistenza dell'interno, caratterizzata dalla produzione di cereali e di patate in modeste quantità, ha lasciato il posto a quella di uva, olive, frutta, ortaggi. Importanti sono inoltre le colture industriali, tra cui primeggiano la barbabietola e il tabacco. La pastorizia, molto praticata in passato (ovini) e caratterizzata dalla transumanza autunnale e primaverile, ha subito un crollo a partire dagli anni Cinquanta. Le attività industriali sono collegate in buona parte all'attività agricola; l'artigianato, in decadenza nei settori delle ceramiche, del ferro e dei merletti, è invece abbastanza sviluppato nell'attività dei ramai. I maggiori impianti industriali sono concentrati a Pescara (cementi), a Bussi (stabilimenti chimici), ad Avezzano (zuccherifici). Fra le risorse minerarie, notevole è la produzione di bauxite. Rilevante è inoltre la produzione di energia idroelettrica. Netta è la differenza tra zona costiera e quella interna, a minore sviluppo economico. Un certo incremento ha avuto il turismo grazie anche alla istituzione del Parco Nazionale d'A., situato nell'alta valle del Sangro.

Storia.

L'uomo si insediò in A. sin dai primi tempi dell'umanità: questo fatto è attestato dai rinvenimenti, in stazioni di superficie, di oggetti di pietra riferibili al Paleolitico antico e nella valle della Vibrata di reperti risalenti al Paleolitico superiore. Sempre in questa stessa zona ed inoltre nell'Aquilano e nel Chietino, caverne, villaggi e fondi di capanna hanno messo in luce tracce della civiltà neolitica. La stazione di Lama dei Peligni risulta particolarmente interessante, in quanto contiene strati neolitici sovrapposti al deposito, in cui sono stati trovati resti del cosiddetto uomo della Maiella, ritenuto preneolitico. L'Eneolitico è rappresentato da alcuni livelli delle stazioni della Vibrata che testimoniano anche il passaggio dall'Età neoeneolitica a quella del Bronzo. Le necropoli di Alfedena e Atri appartengono all'Età del Ferro. In quest'epoca, l'A. era abitato da genti italiche (Sabini, Piceni, Marsi, Peligni, ecc.) molto bellicose, sulle quali Roma estese il suo dominio, dopo la seconda guerra sannitica, attirandole nella propria orbita (304 a.C.). Sotto il dominio romano l'A. diede un apporto fondamentale nella guerra sociale e divenne provincia dell'impero con il nome di Samnium. Il Cristianesimo fece la sua comparsa nella regione forse già nel I sec. In seguito, dopo essere stato incorporato dai Longobardi nel ducato di Spoleto, l'A., passato ai Franchi, fu eretto in contado autonomo con la denominazione di Marsica nell'853. Successivamente venne concesso in feudo da papa Adriano IV a Guglielmo I, re di Sicilia (a conclusione di incessanti lotte e penetrazioni da parte dei Normanni). Insofferente del governo normanno l'A. si schierò quindi con gli Svevi; ciò determinò, durante il conflitto tra Federico II e la Chiesa, una scissione interna che continuò e divise il Paese anche nei secoli successivi, causando una sequela di devastazioni da parte di Durazzeschi, Ungheresi, Angioini, Aragonesi, truppe pontificie. Sotto gli Spagnoli, l'A. risentì dell'impoverimento generale ed ebbe poi parte notevole nella rivolta di Masaniello (1647). Agli inizi del XVIII sec., mentre Austriaci e Spagnoli si contendevano il territorio, violenti terremoti devastarono l'intera regione che nel 1738 passò sotto i Borboni: essi la riorganizzarono nelle province di A. Citeriore, Inferiore e Molise. Durante la Rivoluzione francese, i Francesi trovarono una forte resistenza che sarebbe confluita nel moto sanfedista. Nel 1821, 1841 e 1848, moti insurrezionali ebbero come centro l'A., fino a quando nel 1860 esso venne congiunto al resto d'Italia. Sino al 1963 è rimasto amministrativamente unito al Molise. Il 6 aprile 2009 una forte scossa di terremoto di magnitudo 5,8 della scala Richter (8º/9º della scala Mercalli) colpì l'A.; il bilancio definitivo fu di 299 morti e circa 1.600 i feriti, di cui 200 gravissimi. L'epicentro del sisma venne registrato a L'Aquila e almeno 26 furono i comuni interessati, dove moltissimi furono gli edifici resi inagibili.

Arte.

Vi sono alcuni reperti archeologici (necropoli, insediamenti fortificati), di una civiltà artistica indipendente dalle altre manifestazioni italiche dello stesso periodo (secc. VI-II a.C.). La zona non subì del resto l'influsso ellenico come mostra il Guerriero di Capestrano, che rappresenta uno degli esempi più caratteristici della scultura non condizionata da modelli classici. Con il dominio di Roma anche l'A. fu successivamente interessato allo sviluppo delle città secondo i modi tipici della capitale, con la costruzione di alcuni caratteristici edifici romani di cui restano numerose vestigia (i teatri di Teramo, di Amiterno e di Pietrabbondante). Dopo la caduta dell'Impero la zona non conobbe un grande sviluppo artistico se non in epoca medievale. Si ebbe una nuova fioritura dell'edilizia in coincidenza con il nascere della edilizia monastica: essa contribuì alla diffusione dei modelli dell'arte romanica che in A. si unirono alla ricerca luministica e coloristica di chiara ascendenza bizantina. Pochi sono i frammenti rimasti dell'arte sviluppatasi durante i due secoli di dominio longobardo, mentre maggiore fu l'operosità all'inizio del Mille grazie allo spirito di rinnovamento irradiante dall'abbazia di Montecassino. Tale attività si intensificò poi sotto il dominio dei Normanni con uno stile influenzato dalla produzione campana oltre che da influssi locali. Ne è un tipico esempio l'edificio di Sant'Angelo di Pianella presso Pescara. In seguito divennero importanti gli influssi nordici sia in pittura che in scultura: soprattutto determinante fu l'influenza del Gotico internazionale, radicalizzatosi con la dominazione angioina (sculture di tipo francese). Lenta fu la penetrazione dello stile rinascimentale che ebbe la sua espressione più alta con Andrea Delitio e in seguito con alcuni artisti quali Pietro Alamanno, Giovannantonio da Lucoli e l'eclettico Cola dell'Amatrice. Dalle correnti del Rinascimento toscano penetrarono poi nuove forme di architettura (Palazzo ducale a Tagliacozzo, castelli di Celano e di Capestrano e a L'Aquila la chiesa di S. Bernardino). Nella scultura si affermò maggiormente il gusto locale soprattutto con Nicola da Guadiagrele, che rinnovò la tradizionale croce abruzzese e Silvestro dell'Aquila. Durante il Cinquecento altri artisti, ad esempio Girolamo da Vicenza e Paolo de Garviis, contribuirono al rinnovamento artistico abruzzese. Nel XVI sec. notevole sviluppo ebbe la produzione di maioliche che con la dinastia dei Grue giunse a risultati di notevole valore artistico. L'architettura barocca si impose su tutti gli altri stili e si caratterizzò per una predilezione per la decorazione che ha in F. Solimena e in Luca Giordano i maggiori artefici. Pochi sono gli esempi di arte neoclassica, mentre dell'Ottocento si ricorda il verismo lirico di Michetti e dei Palizzi.

Cartina dell'Abruzzo

Cartina dell'Abruzzo

Pescara: panorama

Pescara: panorama

Veduta di Pescara

Veduta di Pescara

Sulmona: la facciata del Duomo

Sulmona: la facciata del Duomo

Chieti: Cattedrale di San Giustino

Chieti: Cattedrale di San Giustino

Il castello di Crecchio (Chieti)

Il castello di Crecchio (Chieti)

Carunchio (Chieti): palazzo Turdò

Carunchio (Chieti): palazzo Turdò

Panorama di Opi (L'Aquila)

Panorama di Opi (L'Aquila)

Pescasseroli: rocce in Val di Rose (Parco Nazionale d'Abruzzo)

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Parco Nazionale d'Abruzzo: una coppia di cervi al pascolo

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Parco Nazionale d'Abruzzo: lupo appenninico

Parco Nazionale d'Abruzzo: lupo appenninico

Panorama del Parco Nazionale d'Abruzzo

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Parco Nazionale del Gran Sasso: il Corno Piccolo sui Prati di Tivo

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L'Aquila: la facciata di S. Maria di Collemaggio

L'Aquila: la facciata di S. Maria di Collemaggio

Scorcio di Pettorano sul Gizio (L'Aquila)

Scorcio di Pettorano sul Gizio (L'Aquila)

Il castello di L'Aquila

Il castello di L'Aquila

La basilica di Santa Maria di Collemaggio (L'Aquila)

La basilica di Santa Maria di Collemaggio (L'Aquila)

L'Aquila: la facciata di S. Maria di Collemaggio

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Panorama di Teramo

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Il duomo di Teramo

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Il campanile della cattedrale di Atri (Teramo)

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