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Purosàngue.

Riferito ad animale (in genere cavalli) di razza pura, per distinguerlo dagli ibridi o mezzosangue. ║ L'animale stesso. ║ Per estens. - Di persona che possiede i caratteri di una determinata origine: è un milanese p. (cioè appartiene a una famiglia che risiede a Milano da parecchio tempo, oppure che ha la parlata, le abitudini, i modi tipici di Milano). • Zool. - Proprio del linguaggio comune (non scientifico), il termine p. è stato creato dagli allevatori di cavalli e ha continuato a sopravvivere anche dopo che la genetica ha dimostrato che la trasmissione dei caratteri non dipende in alcun modo dal sangue. P., dunque, è la razza equina perfetta, alla cui formazione hanno contribuito soggetti di razze diverse, quali la normanna, la danese, la belga, la lombarda, la turcomanna, la napoletana, la spagnola, l'araba, la persiana, la berbera. Il p. da corsa, dal mantello solitamente rosso-bruno o biondo, presenta le seguenti caratteristiche generali: testa e orecchie piccole; narici larghe; collo lungo, diritto, con criniera lucida e non ondulata; garrese alto; dorso diritto o leggermente convesso; groppa lunga e cadente; torace alto e profondo, ma stretto; addome retratto; spalle, arti e pastoie lunghi; pelle coperta da peli corti e lucidi. I suoi progenitori diretti appartengono a soggetti di razze orientali, quali lo stallone arabo Markhan (introdotto in Inghilterra da Giacomo I), i due stalloni berberi Bierly e Turk (introdotti in Inghilterra nella seconda metà del XVII sec. da Carlo II), lo stallone Darleys Arabian (importato nel 1712), lo stallone Godolphin-Barb (importato nel 1724).
"Metodologia del purosangue" di Luigi Gianoli