Nicolaismo. Passaparola
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Dizionario di storia moderna e contemporanea
NICOLAISMO Tendenza nella chiesa paleocristiana che ammetteva il matrimonio dei sacerdoti e così chiamata e condannata, dopo lunghe diatribe, dal concilio "quinisesto" (699) dal nome di una setta eretica nominata dall'Apocalisse. Con quella di simonia era l'accusa più grave scagliata nel periodo della riforma gregoriana contro il clero secolare e benedettino, praticante il concubinato, e al quale i fedeli preferivano cenobiti ed eremiti.
(dal greco apokálypsis). Rivelazione. ║ In un'accezione generale, rivelazione di verità segrete, attinenti alla sfera religiosa, che viene fatta all'umanità per la sua edificazione spirituale, ad opera della misericordia divina. ║ Per estens. - Profezie relative alla fine del mondo. • Lett. - Esistono numerose A. giudaiche, scritte tra il II sec. a.C. e il II sec. d.C.: il Libro di Henoch e il Libro dei segreti di Henoch, l'Assunzione di Mosè, il Quarto Libro di Esdra, l'A. di Abramo e quella di Baruch. Sono tre le A. cristiane: quella di S. Giovanni (V. GIOVANNI, SANTO), quella di Pietro, redatta in greco nella prima metà del II sec., e quella di Paolo, risalente alla fine del IV sec. • Arte - Numerosi artisti si sono ispirati all'A.: fra i più insigni, Cimabue, i cui affreschi decorano il transetto della chiesa superiore di San Francesco in Assisi; Albrecht Dürer, che creò 15 xilografie pubblicate nel 1498, e Luca Signorelli i cui affreschi ornano dal 1499 la Cappella di San Brizio nel duomo di Orvieto. Acquisto per mezzo di denaro di beni spirituali, quali le funzioni sacerdotali, da quelle del prete a quelle del papa. Prende nome da Simon mago, un personaggio ricordato dagli Atti degli apostoli (8, 18-19) che cercò di comprare da san Pietro il potere di trasmettere con l'imposizione delle mani lo Spirito santo. La sua eccezionale gravità per la chiesa stava nel fatto che, oltre che come peccato, si configurava come eresia. L'accusa di simonia era facilmente dilatabile, potendo riguardare ogni interesse personale nei beni materiali connessi con le funzioni spirituali. La chiesa condannò tuttavia la tesi, difesa dai patarini (pataria), che i sacramenti amministrati da un vescovo o da un prete simoniaco non fossero validi.
PATARIA Movimento religioso a prevalenza laicale e popolare, sorto a Milano nella seconda metà dell'XI secolo, contro la simonia e il concubinato di larga parte dei chierici. Guidata da Landolfo Cotta, si opponeva al vescovo Guido da Velate. Dopo un periodo di scontri, ottenne un intervento pontificio a proprio favore, grazie alla posizione assunta dai due visitatori apostolici, Anselmo da Baggio (Alessandro II) e Ildebrando di Soana (Gregorio VII). L'elezione di papa Alessandro II (1061) diede nuovo impulso al movimento, che costrinse il vescovo a rinunciare alla sede (1071), in seguito a un contrasto che non solo si era inasprito, ma che si legò al più ampio problema della riforma complessiva della chiesa e dei rapporti tra papato e impero, in particolare dopo la salita al trono di Gregorio VII (1073). L'accettazione imperiale del vescovo di nomina papale, Attone, pose di fatto fine alla pataria come movimento riconosciuto dalla chiesa; ma proseguì una forma di movimento autonomo, che si distaccò progressivamente dalle posizioni ufficiali della chiesa per avvicinarsi a quelle dei movimenti ereticali pauperistici.
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(Anselmo da Baggio, ?- Roma 1073). Religioso italiano, papa (1061-1073). Di famiglia vassallatica lombarda, studiò presso il monastero di Le Bec (1045) e fu alla corte di Enrico III (1048-1050 ca). Interprete della spinta riformatrice all'interno della Chiesa, fu ordinato sacerdote a Milano (1055 o 1056), ove si stava sviluppando il movimento della pataria che seguì da vicino per tutta la vita. Nominato dall'imperatore vescovo di Lucca, si adoperò per il risanamento economico e morale della diocesi che conservò anche dopo l'elezione a pontefice. Alla morte di Niccolò II (27 luglio 1061), sostenuto da Ildebrando di Soana (Gregorio VII), da Beatrice di Toscana e dai normanni, fu eletto papa dai cardinali-vescovi (30 settembre 1061), secondo le regole dettate dal suo predecessore Niccolò II. L'aristocrazia romana, esclusa dall'elezione, chiese l'intervento imperiale. Fu perciò convocato un concilio a Basilea nel corso del quale venne eletto papa il vescovo di Parma, Cadalo, con il nome di Onorio II (28 ottobre 1061). L'anno successivo l'antipapa, sostenuto dall'imperatrice reggente Agnese e dal vescovo di Alba, Benzone, si insediò in Castel Sant'Angelo, mentre le sue truppe invadevano la sede pontificia. I normanni mantennero l'appoggio ad Alessandro II, per cui Benzone e Onorio II avviarono trattative con i bizantini, preoccupati di contenere la potenza normanna. Aspirando a farsi arbitro della vicenda italiana, Goffredo di Lorena, marito di Beatrice, intimò ai due schieramenti di deporre le armi e invitò i pontefici a ritirarsi nelle rispettive diocesi (maggio 1062). Alessandro II si recò immediatamente a Lucca, dove rimase per un anno finché poté rientrare a Roma (marzo 1063). Cadalo tentò di riprendere il potere, ma fu deposto e scomunicato (1064). Alessandro II, affiancato da Ildebrando, riprese il suo impegno riformatore: convalidò i decreti di Niccolò II sull'elezione papale, agì contro la simonia e il concubinato e a favore della pratica della vita comune, proibì agli ecclesiastici l'accumulo di benefici e la loro investitura da parte dei soli laici. Sostenne l'intervento dei normanni (con i quali entrò più tardi in dissidio) contro i musulmani di Sicilia (1063) e dei francesi contro quelli di Spagna (1064); favorì Guglielmo di Normandia nella conquista della corona inglese (1066) e intervenne in Germania per comporre e risolvere discordie fra gli alti prelati. R. Zangari (Ildebrando di Soana, Soana 1020 - Saleno 1085). Papa (1073-1085) e santo. Entrò come oblato nel monastero cluniacense di Santa Maria sull'Aventino a Roma e nel 1054 divenne segretario di Gregorio VI. Alla morte di questi si ritirò in un monastero, forse quello di Cluny, e iniziò la sua opera di riforma. Fu valido collaboratore di molti pontefici, per i quali fu ambasciatore in Francia e in Germania. Divenuto papa si dedicò alla riforma della chiesa (Riforma gregoriana): il desolante quadro di corruzione, decadenza e abbandono della chiesa non scoraggiarono il suo rigorismo morale, ma lo spinsero ad agire, come affermò nel discorso inaugurale del suo pontificato. Prese alcune importanti misure per riportare la pace nella diocesi di Milano sconvolta dalla pataria e intervenne con severità contro quei vescovi e abati accusati di corruzione. Ricercò la riappacificazione con Enrico IV, al quale non era stata comunicata ufficialmente l'elezione papale, perché in stato di scomunica. Enrico IV accolse con benevolenza le richieste papali poiché la situazione in Germania stava precipitando a causa dell'ostilità dei principi di Baviera. Nel frattempo Gregorio si occupò della riconquista della Spagna e delle relazioni con i normanni, dirigendo le loro mire espansionistiche verso Oriente, dove Bisanzio necessitava di aiuto contro i turchi, nella vana speranza di ricostruire l'unione con la Chiesa bizantina. Nel 1074 convocò in Laterano un grande concilio riformatore nel quale si tese al recupero di nuove forze alla causa della riforma, decretando la condanna della simonia e del concubinato dei preti. L'applicazione di questi decreti trovò molte resistenze poiché sconvolsero nel profondo una realtà considerata, ormai per tradizione secolare, legittima. Nel 1075 un nuovo concilio si mosse per colpire coloro che non si fossero adeguati al nuovo corso e con il decreto contro l'investitura laica si aprì una nuova controversia con l'impero, nota come lotta per le investiture. Lo scontro con Enrico IV continuò, ma Gregorio, solo apparentemente sconfitto, morì presso i normanni, lasciando i primi germi del potere temporale pontificio. P. Benigni X. Arquillière, S. Grégoire VII, Parigi 1934; R. Morghen, Gregorio VII, Utet, Torino 1942 (Palumbo, Palermo 1974); G. Miccoli, Gregorio VII, in Bibliotheca Sanctorum, vol. VII, Pontificia università lateranense, Roma 1966.
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