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ECONOMIA SOCIALISTA
Sistema economico dei paesi a regime comunista (Urss, Cina, paesi satelliti ecc.). Si caratterizza per il divieto della proprietà privata dei mezzi di produzione, ritenuta fonte di sfruttamento, mentre il concetto di bene di consumo, la cui proprietà è invece permessa, è stato differente nelle varie epoche e nei vari paesi, a seconda della rigidità ideologica dei regimi. I mezzi di produzione di proprietà collettiva (statale o cooperativa) comprendono la terra (al massimo affittata ai contadini) e i principali impianti industriali. Allo stato è inoltre riconosciuto il monopolio del commercio internazionale. Agendo in regime di monopolio, lo stato può fissare i prezzi, che nelle economie socialiste hanno tuttavia un ruolo ridotto. L'allocazione delle risorse non è basata sul mercato, ma sulla pianificazione. Nel complesso, il sistema si è dimostrato in grado di ottenere una crescita delle quantità prodotte, anche se a costi umani molto elevati e con un grande spreco di risorse, ma non è riuscito a garantire un progresso tecnologico sufficiente e a fornire merci di qualità accettabile. In gran parte dei paesi ex socialisti, quindi, i princìpi base dell'economia socialista furono abbandonati a favore di un graduale adeguamento ai princìpi del libero mercato. Rimangono solo pochi casi isolati, fra cui il più importante è la Cina, la quale dagli anni ottanta cercò di creare un sistema misto, conciliando la proprietà statale di parte delle imprese e la pianificazione con un'ampia libertà di impresa nelle campagne e in alcune zone ristrette.
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