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DANZICA
Città polacca di originaria fondazione slava e divenuta nel XII secolo centro mercantile tedesco. Entrata nella lega anseatica nel 1361, si oppose all'ordine teutonico e ottenne nel XV secolo uno statuto di piena autonomia dal re di Polonia. Fu annessa alla Prussia nel 1792 ed entrò a far parte dell'impero tedesco costituitosi nel 1870. Il trattato di Versailles (1919) la elevò al rango di città libera; un "corridoio" ricavato tra la Pomerania e la città offrì alla neocostituita Repubblica di Polonia l'accesso al mare. Dopo l'annessione dell'Austria e dei Sudeti, la Germania nazista rivendicò ufficialmente Danzica nei colloqui tra il ministro degli Esteri tedesco von Ribbentrop e l'ambasciatore polacco a Berlino, Lipski (24 ottobre 1938). Hitler pretese senza mezzi termini una strada e una ferrovia che attraversassero il "corridoio" polacco e la possibilità per Danzica di rientrare nel Reich tedesco. Il governo polacco si irrigidì e ricercò spasmodicamente appoggio dai paesi occidentali dopo la dissoluzione dello stato cecoslovacco (15 marzo 1939), che rendeva possibile un'aggressione armata tedesca alla Polonia anche dal confine meridionale slovacco. Da aprile a settembre 1939 la Germania tentò senza successo di blandire e/o minacciare le potenze occidentali, il cui appoggio alla Polonia appariva un espediente tattico privo di conseguenze pratiche. Con il patto di non aggressione tedesco-sovietico (28 agosto 1939) Hitler fu in grado diprocedere alla soluzione armata del problema polacco.
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