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DITTATURA
Forma di governo in cui il potere è accentrato in una sola persona o in un ristretto gruppo di persone. Nel corso della storia assunse connotazioni e principi diversi: fu esercitata da Robespierre nel periodo rivoluzionario francese e fu teorizzata da Marx come forma transitoria, imposta dal proletariato, per giungere alla società senza classi. In Italia le dittature di L.C. Farini in Emilia e di Garibaldi in Sicilia ebbero il fine di facilitare il processo di unificazione nazionale. Nel XX secolo la dittatura fu concepita come forma di potere stabile i cui elementi essenziali furono: la negazione delle libertà e del sistema democratico (con la soppressione dei partiti e l'esautoramento del parlamento), l'abolizione delle garanzie giuridiche, un ferreo controllo sociale, la repressione di qualsiasi manifestazione di opposizione, la mancanza di controllo da parte di organi dello stato nei confronti del dittatore o del gruppo al potere. Le dittature fascista e nazista di Mussolini e Hitler e quelle dei regimi comunisti dell'est europeo, che possono essere definite totalitarie, si caratterizzarono anche per il tentativo di inserire l'individuo in strutture politicizzate in tutti i momenti della vita associata.
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