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DISSENSO
Movimento d'opposizione al potere sovietico sviluppatosi in Urss dopo il 1960. Dopo la parentesi stalinista, caratterizzata dall'eliminazione di ogni forma di opposizione politica, la società sovietica riacquistò una certa possibilità di libertà d'espressione nel periodo del disgelo, con N.S. Chruscëv alla segreteria del Partito comunista. La denuncia dei sistemi del regime stalinista contribuì allo sviluppo di un embrionale movimento per i diritti civili e per una maggiore autonomia della società e della cultura dall'apparato di partito che, non potendo esprimersi in forma politicamente organizzata, si coagulò attorno ad alcune figure d'intellettuali come lo scrittore Aleksandr Solzenicyn e il fisico Andrej Sacharov. Una nuova restrizione degli spazi di libertà di critica e d'espressione imposta negli anni della segreteria di L.J. Breznev portò alla repressione del dissenso, i cui esponenti furono in varie occasioni confinati o internati in cliniche psichiatriche, accusati di svolgere attività antisovietica e d'essere elementi asociali. Il dissenso fu, per quasi trent'anni, l'unico elemento visibile di critica del sistema sovietico e solo con le riforme promosse da Michail Gorbacëv cessò la sua persecuzione e furono riabilitati i suoi esponenti.
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