Uccelli Rapaci.

b Animali Insetti Passeracei n

Uccelli Rapaci

Introduzione

Falchi Nobili Girfalco (Hierofalco gyrfalco) Girfalco Bianco (Hierofalco candicans) Girfalco D'Islanda (Hierofalco islandus Falcone o Falco Pellegrino (Falco peregrinus) Falco dal Collo Rosso (Falco ruficollis)

Lodolaio (Falco subbuteo) Falco Berigora (Hieracidea berigora) Gheppio (Falco tinnunculus) Falco Grillaio (Falco naumanni) Falco Cuculo (Erythropus vespertinus) Gheppio Americano (Rhynchodon sparverius) Muti (Hierax coerulescens) Astori

Astore Sghignazzante (Herpetotheres cachinnans) Astore Bidentato (Harpagus bidentatus) Sparviero (Accipiter nisus) Astore (Accipiter gentilis) Astore Cantante (Melierax musicus) Astore Cantante Minore (Melierax polyzonus) Sparviero dei Serpenti (Polyboroides typicus)

Aquile Aquila Fulva o Aquila Reale Meridionale (Aquila fulva) Aquila Dorata o Aquila Reale Settentrionale (Aquila chrysaëtus) Aquila Imperiale (Aquila heliaca) Aquila Anatraia Maggiore (Aquila clanga) Aquila Minuta (Aquila minuta) Aquila Pennata (Hieraëtus pennatus) Aquila dalla Lunga Coda (Uroaëtus audax) Aquila del Bonelli (Hieraëtus fasciatus) Aquila dal Ciuffo (Lophoaëtos occipitalis) Aquila Strozzatrice Tiranna (Pternura tyrannus) Aquila Astore Chiomata (Morphnus guaianensis) Arpia (Harpya harpya) Aquila di Mare (Haliaëtus albicilla) Aquila Gridatrice (Haliaëtus vocifer) Falco Pescatore (Pandion haliaëtus) Nibbi

Falco Giocoliere (Terathopius ecaudatus)  1  Elano dalle Ali Nere (Elanus melanopterus) Ittinia del Mississippi (Ictinia mississippiensis) Cimindi (Cymindis uncinatus) Siama (Baza lophotes) Nibbio Nero o Nibbio Bruno (Milvus migrans) Govinda (Hydroictinia govinda) Nibbio Reale (Milvus milvus) Nibbio dalla Coda di Rondine (Nauclerus furcatus) Albanella Reale (Circus cyaneus) Albanella Pallida (Circus macrourus) Albanella Cinerina o Albanella Minore (Circus pyxargus) Falco di Palude (Circus aeruginosus) Falco di Palude Maculato (Spilocircus jardini) Poiane Biancone (Circaëtus gallicus) Bacha (Spilornis bacha) Falco Pecchiaiuolo (Pernis apivorus) Falco Pecchiaiuolo col Ciuffo (Pernis cristatus)

Falco Calzato o Poiana Calzata (Buteo lagopus)  Poiana (Buteo buteo) Poiana delle Locuste (Poliornis rufipennis) Tesa (Poliornis tesa) Caracolero (Rostrhamus hamatus) Urubitinga (Hypomorphnus urubitinga) Falchi Avvoltoi Chimango (Milvago chimachina) Poiana Vulturina (Milvago australis) Carancho (Polyborus vulgaris) Ganga (Ibycter americanus) Serpentari Serpentario o Segretario o Sagittario (Sagittarius serpentarius) Avvoltoi

Avvoltoio Barbuto o Gipeto o Avvoltoio degli Agnalli (Gypaëtus barbatus) Condor (Vultur gryphus) Condor della California (Sarcorhamphus californianus) Re degli Avvoltoi o Avvoltoio Reale (Sarcorhamphus papa) Grifone (Gyps fulvus) Grifone del Ruppel (Gyps rüppelli) Avvoltoio Cinerino o Avvoltoio Monaco (Aegypius monachus) Avvoltoio dal Ciuffo (Aegypius occipitalis) Avvoltoio Orecchiuto (Otogyps auricularis) Catarti Capovaccaio (Neophron percnopterus)

Capovaccaio Monaco (Neophron pileatus) Uruhu (Cathartes aura) Gallinazo (Coragyps atratus) Surni Civetta Sparviero (Surnia ulula) Civetta Nivea o Gufo delle Nevi (Nyctea nyctea) Civetta (Carine noctua) Civetta delle Tane (Speotyto cunicularia) Civetta delle Praterie (Speotyto hypogaea) Civetta Passerina o Civetta Minore (Glaucidium passerinum) Gufi

Gufo Reale (Bubo bubo) Civetta Pescatrice (Ketupa ceylonensis) Allocco o Gufo Comune (Asio otus) Allocco di Palude o Gufo di Palude (Asio flammeus) Assiolo (Otus scops) Strigi Gufo Selvatico o Allocco (Strix aluco) Civetta Capogrosso (Aegolius funereus) Barbagianni (Tyto alba)

VITA DEGLI ANIMALI - UCCELLI - RAPACI

INTRODUZIONE

Se il concetto di animale da preda dovesse applicarsi agli Uccelli così come si applica ai Mammiferi, sarebbe difficile isolare un unico ordine caratterizzato dalla prevalente tendenza a cibarsi di altri animali:

si tratta infatti di una tendenza molto comune, e anche le specie che noi siamo abituati a considerare come le più innocenti fanno strage di animali diversi, relegando in secondo ordine gli alimenti vegetali.

Tuttavia, è ormai scientificamente invalsa l'abitudine di applicare il concetto di rapace ad un solo ordine, i cui componenti si nutrono principalmente, se non esclusivamente, di altri animali, nei confronti dei quali si comportano come i mammiferi carnivori.

Li inseguono con pervicacia, li cacciano sul terreno, in aria e sugli alberi, e li uccidono per poi divorarli. Nella struttura corporea, i Rapaci sono robusti e tarchiati, con membra assai forti anche se, talvolta, sproporzionatamente lunghe.

La testa è grande e rotonda, il collo di solito corto e sempre robusto, le estremità anteriori ed inferiori presentano anch'esse una grande potenza.

Ma ciò che propriamente li caratterizza sono le loro armi, il becco e i piedi.

Il primo è breve, fortemente ricurvo lungo il culmine della adunca mascella superiore ricoperta di cera alla base;

sempre compresso ai lati, e quindi più alto che largo, ha la mascella superiore immobile e sempre più vasta dell'altra, con margini taglienti che presentano una sporgenza simile ad un dente, oppure sono fortemente sinuosi.

I piedi sono brevi e forti, con dita molto lunghe, disposte due in avanti e due indietro e caratterizzate principalmente dalla estrema robustezza degli artigli:

che sono più o meno incurvati, rotondi superiormente e sempre con punte molto aguzze e margini taglienti.

Il piumaggio è ordinariamente molle e formato di grosse piume, che talvolta mancano in alcune parti del corpo, soprattutto sulle redini, tra l'occhio e il becco e nello spazio perioculare;

in molte specie, poi, le piume ricoprono il tarso fino alle dita e arrivano spesso fin sopra le dita stesse, formando quelli che si definiscono i calzoni.

Il colore prevalente è oscuro, ma non manca di varietà e di sfumature:

molti Rapaci si possono senz'altro considerare uccelli variopinti, e anche gli spazi nudi della testa sono spesso segnati da colori vividi e marcati.

Internamente, lo scheletro è sempre molto robusto, con lo sterno tipico dei buoni volatori, e cioè grande e a carena alta;

le ossa del braccio sono lunghe e quelle delle estremità inferiori molto forti.

Quasi tutte le ossa sono prive di midollo e possono riempirsi d'aria, rendendo più agevole il volo.

L'esofago è molto estensibile, spesso pieghettato interamente e generalmente fornito di gozzo:

il ventriglio è grande il canale intestinale di lunghezza assai variabile.

La lingua larga, rotonda nella parte inferiore e posteriormente dentata.

Fra gli organi dei sensi il più perfetto è certo quello della vista, soprattutto tra i Rapaci notturni;

eccellente è pure l'udito, e il tatto, benché inferiore ai primi due, è comunque più sviluppato dell'odorato e del gusto.

La loro natura, in generale, è oltremodo intelligente e sveglia, e presenta un alto grado di coraggio, di avvedutezza e una forte coscienza della propria forza, cui si accompagnano cupidigia, crudeltà e astuzia. Generalmente non sono dotati di voce armoniosa:

i loro suoni sono privi di armonia e ingrati all'orecchio.

L'area sulla quale si diffondono i Rapaci è vastissima, essi si trovano praticamente in tutto il mondo e alcune specie si possono considerare senza confini;

e quanto ai luoghi preferiti, essi sono altrettanto vari comprendendo le foreste e le piante desertiche, le cime dei monti e le vecchie mura delle città.

In queste zone normalmente si trattengono per tutto l'anno, e solo certe specie compiono delle regolari migrazioni a sud, quando i rigori invernali diventano meno sopportabili.

In queste occasioni cade la regola secondo la quale si trattengono isolati o in coppie, ed essi vengono costituendosi in branchi abbastanza numerosi, che si dispongono ad affrontare in comune le difficoltà del viaggio.

In primavera, con il ritorno, si ha lo scioglimento delle temporanee società e la ricostituzione delle coppie, in coincidenza con l'aprirsi del periodo degli amori.

L'accoppiamento è preceduto da manifestazioni amorose costituite da evoluzioni molto belle e variate, assai diverse dai movimenti abituali, e da grida insolite.

Insorge inoltre in questo tempo il sentimento della gelosia, che è profondo e sentito, e induce i maschi a combattere lotte estenuanti per il possesso delle compagne.

In tali zuffe i Rapaci mettono alla prova tutta la loro forza, e si accaniscono aspramente, anche se di rado fino alla morte, gli uni contro gli altri;

mentre la femmina assiste agli scontri con grande partecipazione, disposta tuttavia a concedersi facilmente a chi abbia eventualmente sconfitto il suo precedente compagno.

I nidi possono essere collocati sugli alberi molto alti come nelle fenditure delle rupi e delle mura, più di rado a terra o nelle cavità degli alberi;

la loro costruzione, cui partecipano entrambi i sessi, non è molto raffinata, avendo a principale caratteristica la solidità specialmente per quelle specie che han l'abitudine di servirsi per più anni dello stesso nido.

Nella cavità interna, che non è mai granché scavata, le femmine depongono - una sola volta l'anno - un numero di uova molto variabile, da uno a sette.

Le femmine stesse provvedono da sole, con poche eccezioni, all'incubazione, che dura sulle tre-sei settimane, e si conclude col venire alla luce di piccoli pulcini deformi, goffi e coperti di una lanugine grigiastra che hanno bisogno di una lunga assistenza da parte dei genitori.

Restano, da aggiungere alcune brevi parole sui rapporti intercorrenti tra i Rapaci e l'uomo.

In genere, quest'ultimo li considera animali sgradevoli e pericolosi, ma non sempre una definizione di questo genere può essere considerata giusta.

Essa infatti dimentica completamente i servigi che ci vengono da questo ordine di uccelli, sotto forma di distruzione di animali dannosi, di insetti, di roditori, persino di serpenti velenosi;

e nasce probabilmente dall'osservazione dei danni che alcune specie operano, spesso con estrema crudeltà, uccidendo gli animali che ci sono utili.

Ad ogni modo l'aiuto che i Rapaci offrono all'uomo nel suo sforzo di liberarsi di alcune specie animali dannose è l'unico elemento che, in qualche misura, ci dà modo di valutare la loro utilità, perché per il resto non ne hanno alcuna:

sono, infatti, pessimi come cibo, e in cattività offrono poche soddisfazioni e quasi nessun servigio.

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