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Giardinaggio le Piante d'Appartamento.

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GIARDINAGGIO - LE PIANTE D'APPARTAMENTO

PIANTE D'APPARTAMENTO A PORTAMENTO RICADENTE

AESCHYNANTUS

Il genere Aeschynantus, originario dell'Asia meridionale, comprende diverse specie rampicanti sempreverdi. L'A. marmoratus è una pianta interessante per l'aspetto decorativo del fogliame. I rami sono decombenti e le foglie sono composte, grandi, coriacee e di forma lanceolata; presentano screziature sia sulla pagina superiore sia su quella inferiore, che è di un verde più pallido. I fiori di questa specie sono poco appariscenti e verdastri. L'A. speciosus, al contrario dell'A. marmoratus, ha foglie verdi senza screziature e produce una fioritura color rosso carminio, molto vistosa: i fiori, di forma tubolare, sono situati all'estremità dei rami in grappoli di circa 20 fiori ciascuno.

CURE COLTURALI

Luce. Una buona luminosità garantisce la presenza delle screziature sulle foglie e stimola la fioritura; è però da evitare la luce diretta. Temperatura. Ambedue le specie non sopportano una temperatura minima inferiore a 15°C. Umidità. Richiedono entrambe un ambiente umido; si deve quindi innalzare il più possibile il grado di umidità mediante spruzzature sulle foglie, soprattutto se le piante sono tenute in cesti sospesi al soffitto, dove il calore è maggiore. Innaffiature. Essendo piante epifite, non sopportano il ristagno d'acqua nel vaso; tuttavia in estate richiedono abbondanti innaffiature che poi in inverno vanno ridotte gradualmente. Terriccio. Condizione ideale è la coltivazione in panieri sospesi contenenti terriccio leggero o poroso che mantenga l'umidità, ma che nello stesso tempo non trattenga l'acqua; la miscela ideale è costituita da: 2 parti di terriccio di foglie; 2 parti di torba; 1 parte di sabbia.

MOLTIPLICAZIONE

Si riproduce tagliando delle talee semilegnose ed erbacee che vanno disposte in cassetta con terriccio sabbioso da mantenere costantemente umido. La stagione migliore per effettuare questa operazione è la primavera inoltrata, ma se la temperatura è intorno ai 22°C può essere effettuata in qualsiasi periodo dell'anno.

CISSUS

Il genere Cissus comprende più di 200 specie di piante, quasi tutte rampicanti sempreverdi, assai diffuse in tutte le zone tropicali e subtropicali. Ne esistono anche di succulente, che vivono in habitat desertici. Sono qui citate solo le specie più coltivate in appartamento. Il C. anctartica, originario dell'Australia, è un rampicante con fusti sottili e tomentosi muniti di viticci per attaccarsi ai sostegni; le foglie, di colore verde scuro e lucido, sono semplici con forma acuminata e cordata alla base e con i margini dentati. A volte, tra giugno e agosto, compare una fioritura di colore bianco-verdastro. Il C. rhombifolia Rhoicissus rhomboidea), che proviene dall'America centrale, è un rampicante caratterizzato da una crescita molto vigorosa e ha quindi bisogno di solidi sostegni; può essere anche coltivato lasciando i rami pendenti, ma necessita allora di numerose cimature per limitarne la crescita e infoltire maggiormente la vegetazione. Le foglie, composte da 3 foglioline picciolate (ciascuna con un picciolo), sono di colore verde scuro e di forma romboidale; la vegetazione più giovane è ricoperta da una peluria chiara che nei rami adulti si imbrunisce. Il C. discolor è originario dell'isola di Giava e della Cambogia e si differenzia dalle altre specie per il colore dei rami e delle foglie; queste ultime, di forma ovale e oblunga, hanno la pagina superiore verde con screziature argentee e nervature rosse sfumate di viola, mentre la pagina inferiore è rosso-violacea tendente al bruno; i rami sono sottili e rossi. E' una pianta abbastanza delicata e patisce moltissimo gli sbalzi di umidità e temperatura.

CURE COLTURALI

Luce. Tutte le specie hanno bisogno di una buona luce diffusa, ma mai del sole diretto; le varietà a foglia verde chiaro si adattano anche a condizioni di luce moderata. Temperatura. Il C. anctartica e il C. rhombifolia esigono in inverno temperature intorno ai 12-14°C; infatti, se l'ambiente è troppo caldo e il riciclo dell'aria poco frequente, queste piante deperiscono e sono soggette ad attacchi di parassiti. Il C. discolor, invece, in inverno ha bisogno di temperature minime più elevate. Umidità. Tutte le specie devono essere tenute in un ambiente umido e ben aerato, per prevenire l'attacco di parassiti animali e vegetali. il C. discolor è particolarmente esigente e cresce bene in serra caldo-umida, altrimenti perde facilmente le foglie, che ricompaiono solo quando le condizioni climatiche si sono ristabilite. Innaffiature. Devono essere regolari in estate e abbastanza ridotte in inverno per favorire il periodo di riposo, indispensabile se si vuole ottenere in primavera una vigorosa crescita vergetativa. Terriccio. Deve essere, in genere, ricco di humus e permeabile. La miscela va fatta con 3 parti di terra concimata, 2 parti di terriccio di foglie, 1 parte di sabbia. Il C. discolor richiede un terriccio più leggero e acido: 3 parti di terra di foglie, 2 parti di torba triturata, 1 parte di sabbia.

MOLTIPLICAZIONE

Si moltiplica con talee di testa e di nodo aventi almeno un germoglio e la base semilegnosa; il periodo migliore è la primavera inoltrata o anche l'estate, se la base è più legnosa. Le specie con i rami più flessibili si moltiplicano anche per propaggine.

PARASSITI E MALATTIE

Si verificano attacchi di cocciniglia cotonosa sul fusto o all'ascella delle foglie, se non sono mantenute in condizioni ideali di temperatura, umidità e circolazione d'aria.

COLUMNEA

Originaria dell'America centrale e meridionale, la Columnea è una pianta semilegnosa con i rami flessibili e decombenti che, negli esemplari giovani, possono anche essere eretti; le foglie, opposte l'una all'altra sui rami, sono di dimensioni variabili, oblunghe e intere. All'ascella delle foglie nascono, in condizioni ideali, dei fiori tubolari, con la parte superiore pronunciata e divisa in 3 lobi; il loro colore varia a seconda della specie: in commercio è facile trovare le varietà con fiori scarlatti o rosso-arancio.

CURE COLTURALI

Luce. Necessita di molta luce diffusa, escludendo l'esposizione diretta ai raggi solari. Temperatura. La temperatura minima ideale per questa pianta è compresa tra i 12-15°C. Umidità. Se la temperatura ambientale è alta, è necessario, specie in inverno, nebulizzare di frequente il fogliame. Innaffiature. Devono essere frequenti d'estate e ridotte in inverno; è bene che la pianta entri in semiriposo già a fine autunno, se si desidera ottenere un'abbondante fioritura in primavera. Terriccio. Predilige un substrato ricco di humus e poroso per evitare ristagni d'acqua. La miscela ideale è composta da: 2 parti di terra di foglie, 2 parti di torba, 1 parte di sabbia.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga con facilità facendo talee dei rami pendenti. La radicazione viene favorita da un ambiente caldo-umido; è meglio, pertanto, coprire il vaso contenente le talee con vetro o plastica trasparente.

EDERA

L'Hedera helix, l'edera comunemente diffusa nei boschi europei, è in genere una pianta da esterno; tuttavia, sono state selezionate alcune varietà che si adattano a vivere anche in appartamento, in posizione fresca e luminosa. Generalmente, presentano foglie più piccole e variegate e uno sviluppo ritardato. Tra queste ricordiamo la "Glacier", con foglie piccole e di color grigio verde con il margine bianco, e la "Needlepoint" con foglie più grandi formate da 3 lobi allungati.

CURE COLTURALI

Luce. Per queste varietà è necessaria una buona luce diffusa; tuttavia, esistono alcune specie d'appartamento in grado di vivere anche con la luce moderata. Temperatura. La temperatura minima invernale deve essere compresa tra 0-5°C. In casa, d'inverno, l'edera non sopporta temperature superiori ai 15-16°C. Umidità. Se la temperatura invernale non supera i 15°C, non sono necessari ulteriori apporti di umidità. Innaffiature. In estate devono esser frequenti, mentre vanno ridotte in inverno. Terriccio. L'edera richiede un terriccio ricco di sostanza organica e capace di trattenere un po' di umidità; la miscela ideale è pertanto composta da: 2 parti di terra di foglie, 2 parti di terra concimata, 1 parte di torba, 1 parte di sabbia.

MOLTIPLICAZIONE

Si riproduce facilmente e velocemente con talee di testa e di nodo ricavate dai rami pendenti, che possono radicare in acqua o in terra.

PARASSITI E MALATTIE

E' soggetta all'attacco di parassiti animali, come l'afide nero, che colpisce in colonie il fusto e i rami, oppure la cocciniglia, che si attacca con scudetti cerosi all'ascella delle foglie.

FALANGIO

Originario del Sudafrica, il Chlorophytum comosum, comunemente chiamato falangio, è una pianta erbacea dalle foglie lineari molto spesso variegate di bianco; l'attaccatura delle foglie forma una rosetta, da cui partono dei lunghi stoloni penduli all'apice dei quali si sviluppano nuove piccole piante. In estate, è possibile veder apparire sui lunghi steli delle infiorescenze formate da piccoli fiori bianco-verdastri.

CURE COLTURALI

Luce. Ha bisogno di molta luce diffusa, ma si deve evitare di esporlo direttamente ai raggi solari. Temperatura. Può essere facilmente coltivato in appartamento, se in condizioni di clima mite. Non ama gli ambienti riscaldati e richiede, in inverno, una temperatura massima di 10-15°C. Umidità. In inverno, se l'ambiente è troppo riscaldato, e, in particolare, in estate, è necessario eseguire quotidianamente delle nebulizzazioni con acqua. Innaffiature. Devono essere regolari in estate e ridotte in inverno, evitando che l'acqua ristagni nel vaso o nel sottovaso, perché potrebbe provocare marcescenza delle radici, particolarmente carnose. Terriccio. Poiché questa pianta richiede un terriccio soffice, è consigliabile una miscela composta da: 2 parti di terriccio concimato, 1 parte di terriccio di foglie, 1 parte di sabbia.

MOLTIPLICAZIONE

Si moltiplica semplicemente per propaggine, interrando le piantine che si sviluppano all'apice degli stoloni. Il periodo migliore per questo tipo di operazione è la primavera.

FICUS

Al genere Ficus appartengono almeno 800 specie, tra arboree, arbustive, semierbacee o rampicanti. Sono originarie della Cina, del Giappone e di alcune zone dell'Australia. Il Ficus pumila (F. repens) ha sottili ed esili fusti ricoperti di piccole foglie di colore verde scuro e rami muniti di radici aggrappanti simili a quelle dell'edera. Assai delicato per la coltivazione in appartamento è il F. radicans, poiché richiede un clima caldo umido quasi costante; è un rampicante con lunghe foglie ovate, largamente marginate di bianco. Gli esemplari coltivati in vaso fioriscono difficilmente, ma se ciò avviene manifestano una particolare forma di dimorfismo, cioè producono alcuni rami fertili non rampicanti con foglie più grandi. I Ficus hanno un'infiorescenza (peraltro rara nelle piante coltivate in casa) chiamata "siconio" e costituita da ricettacoli rotondi forati all'apice; i fiori sono situati all'interno della cavità: quelli maschili vicino all'apertura, quelli femminili sul fondo e sulle pareti.

CURE COLTURALI

Luce. Ambedue le specie necessitano di intensa luce diffusa: il F. pumila sopporta la completa esposizione al sole se è piantato in piena terra ed appoggiato ad un muro umido. Temperatura. Il F. pumila è una pianta assai rustica e può anche sopportare sporadiche gelate; al contrario, temperature invernali superiori ai 20°C ne causano il deperimento, che può essere anche irreversibile. La specie F. radicans richiede invece temperature minime invernali superiori ai 16°C. Umidità. Queste piante hanno bisogno di un alto grado di umidità ambientale, in particolare il F. radicans, che deve essere nebulizzato con acqua tutti i giorni. Innaffiature. Devono essere frequenti e abbondanti tutto l'anno, poiché queste specie amano il terreno umido; tuttavia, si devono evitare, in particolare per il F. radicans, i ristagni d'acqua all'interno del vaso. Terriccio. La miscela ideale per il F. pumila consiste in 2 parti di terra concimata, 1 parte di terriccio di foglie, 1 parte di torba. Per il F. radicans, invece, si consiglia un miscuglio più drenato: 2 parti di terra concimata, 2 parti di terriccio di foglie, 1 parte di sabbia.

MOLTIPLICAZIONE

Il sistema più facile e sicuro è la propaggine, da eseguire utilizzando uno dei rami; il substrato che contiene i rami da propagare deve essere sempre tenuto umido.

PARASSITI E MALATTIE

Molte specie del genere Ficus sono soggette ad attacchi di parassiti vegetali come funghi e muffe, che provocano delle macchie fogliari soprattutto nella parte apicale della pianta; altre maculature possono essere causate da improvvisi sbalzi di temperatura che, indebolendo la pianta, favoriscono attacchi di batteri. In questi casi è sufficiente migliorare le condizioni ambientali. Tra i parassiti animali si trovano talvolta le cocciniglie, ricoperte del loro caratteristico scudetto ceroso o ciuffo cotonoso.

FILODENDRO

Originarie dell'America tropicale e subtropicale, le numerose specie appartenenti al genere Philodendron sono quasi tutte assai decorative e facili da coltivare in appartamento. Il nome deriva dal greco "philos" (amico) e "dendron" (legno, albero) ed è motivato dal caratteristico portamento che queste piante hanno in natura, dove le si trova facilmente avviluppate, per mezzo dei rami sarmentosi e delle radici aeree, agli altri alberi. Si tratta, infatti, soprattutto di rampicanti con rami lunghi, a volte sottili e esili (P. scandens, P. cordatum, P. lacinatum), con numerose radici aeree avventizie che si arrotolano tra loro e penetrano nel terreno o che si affrancano a tutori o sostegni (P. selloum, P. panduriforme, P. lacinatum, P. pennatifidum, P. emerald queen). I tutori, ricoperti di spugna o sfagno, se tenuti regolarmente bagnati, costituiscono un'importante riserva d'umidità, che viene assorbita proprio dalle radici aeree. Le foglie, in genere, sono coriacee e carnose, con nervature fortemente incise sulla pagina superiore, di colore verde brillante (solo alcune varietà o ibridi presentano delle colorazioni scarlatte, ad esempio il P. pennatifidum), mentre presentano forme e dimensioni molto diverse da una specie all'altra: possono essere lobate (P. selloum, P. panduriforme), a forma di cuore (P. scandens, P. cordatum), sagittate, astate con l'apice acuminato o ottuso, fortemente laciniate (P. selloum, P. bipennatifidum, P. pennatifidum, P. lacinatum). La maggioranza di queste piante è soggetta, nella fase di crescita, al fenomeno del dimorfismo fogliare. In generale, sono piante longeve che hanno uno sviluppo veloce e vigoroso; alcuni esemplari mantengono, però, una taglia ridotta (P. burgundy, P. fragrans), mentre altri, sebbene più lenti nello sviluppo, possono raggiungere dimensioni realmente ingombranti (P. selloum, P. pennatifidum, P. bipennatifidum).

CURE COLTURALI

Luce. Non tollera i raggi solari diretti, ma ha bisogno di luce diffusa e si adatta, eventualmente, anche ad ambienti con luce moderata. Alcune specie reagiscono alla scarsa luminosità con il dimorfismo, ossia generando foglie di dimensioni ridotte. Temperatura. La temperatura minima varia per tutte le specie tra 13-16°C; alcune, tuttavia (P. cordatum, P. scandens), sopportano bene anche temperature inferiori, sino a 8-10°C. Umidità. Originarie del sottobosco tropicale, quasi tutte le specie amano un'atmosfera particolarmente umida, soprattutto se vivono in ambienti riscaldati; le frequenti nebulizzazioni attivano e inturgidiscono le radici aeree. Innaffiature. Devono essere regolari in estate e ridotte in inverno, periodo in cui si preferirà irrorare il fogliame e i sostegni. Terriccio. Essendo le radici del filodendro molto carnose, il terriccio deve essere poroso e permeabile: 3 parti di terra di foglie, 2 parti di torba, 1 parte di sabbia. E' bene, inoltre, preparare sul fondo del vaso un buon drenaggio con ghiaia o argilla espansa. In genere il filodendro non necessita di molta terra.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga facilmente tramite talee di testa e di nodo, anche se il radicamento può essere abbastanza lento (anche più di 1 mese); le talee vanno interrate in substrato soffice e aerato e tenute in ambiente umido e caldo (21-24°C), ma possono radicare bene, e talvolta più velocemente, anche in acqua pura: è da ricordare, però, che le talee fatte radicare in acqua possono trovare difficoltà nel successivo trapianto in terra.

PARASSITI E MALATTIE

Tra i parassiti animali possiamo riscontrare la presenza della cocciniglia, che si manifesta sotto forma di ciuffetto cotonoso o ricoperta da duri scudetti grigi, e dell'acaro (ragnetto rosso), difficile da individuare a occhio nudo, ma le cui punture sulle foglie lasciano delle macchioline gialle ben visibili. Questi parassiti vanno combattuti migliorando le condizioni ambientali e colturali e irrorando frequentemente le piante colpite con acqua e soluzioni aromatiche insettifughe e rinforzanti (macerati e infusi di ortica, assenzio, aglio ecc.). Infine la presenza di macchie brunastre sulle foglie, con cerchiature gialle, può essere determinata da una malattia fungina sviluppatasi da muffe nel terreno o sulle radici: in questo caso, bisogna intervenire subito migliorando il drenaggio del terreno per evitare ristagni d'acqua.

MONSTERA

Il nome della Monstera deriva dal latino "monstrum" (che indica una cosa strana e prodigiosa), probabilmente a causa del forte dimorfismo che essa presenta tra la fase giovanile e quella adulta. Tutte le specie sono rampicanti, con radici aeree avventizie che compaiono al nodo del ramo e servono, oltre che a sostenere la pianta, anche ad assorbire l'umidità atmosferica. Le foglie sono verdi e coriacee e di forma diversa, a seconda della specie. La M. acuminata presenta foglie interne e acuminate nella fase giovanile e foglie tipicamente perforate allo stadio adulto. La M. deliciosa, che nello stadio giovanile è classificata nel genere dei filodendri con il nome di Philodendron pertusum, presenta grosse foglie intere e cuoriformi. Allo stadio adulto le foglie, che possono raggiungere anche la lunghezza di 1,2 m e la larghezza di 60 cm, presentano perforazioni lungo la vena centrale e segmentazioni lungo quelle secondarie.

CURE COLTURALI

Luce. E' indispensabile per il regolare sviluppo della pianta e la crescita delle foglie, una forte intensità luminosa, evitando però l'esposizione diretta ai raggi solari. Temperatura. Predilige una temperatura minima compresa tra 13 e 18°C. In climi particolarmente miti, può essere coltivata all'aperto in piena terra anche in inverno poiché sopporta sporadici abbassamenti di temperatura. Umidità. Bisogna innalzare il più possibile l'umidità ambientale nebulizzando o lavando spesso le foglie. Innaffiature. Devono essere regolari ed abbondanti in estate, ridotte in inverno; è importante che l'acqua non ristagni nel vaso, quindi bisogna provvedere a un buon drenaggio del terreno. Eventualmente si possono immergere le lunghe radici aeree nell'acqua che si accumula nel sottovaso. Terriccio. Deve essere poroso e grossolano per garantire un buon drenaggio; la miscela è la seguente: 2 parti di terriccio di foglie maturo, 2 parti di torba, ½ parte di sabbia, ½ parte di schegge di legno, oppure palline di argilla espansa. Non sono necessari i vasi di grandi dimensioni perché questa pianta ha un apparato radicale ridotto.

MOLTIPLICAZIONE

Il mezzo più semplice per propagare la Monstera è la talea di testa o la talea di nodo; dalla prima si può ottenere una pianta con le foglie adulte già caratterizzate, mentre con la seconda si avranno in principio tutte foglie nella fase giovanile e, solo dopo un certo tempo e in condizioni ottimali, assumeranno la forma definitiva. Le talee si interrano in terriccio umido, oppure si fanno radicare direttamente in acqua pura; il periodo migliore è la primavera avanzata. Se in appartamento la temperatura si aggira intorno ai 21°C la riproduzione può essere eseguita in qualsiasi periodo dell'anno.

PARASSITI E MALATTIE

Tra i parassiti animali, si può riscontrare la presenza delle cocciniglie, che appaiono in forma di fiocchetti cerosi biancastri o con duri scudetti grigi, e degli acari, difficili da distinguere a occhio nudo, ma le cui punture lasciano sulle foglie delle macchioline ben visibili. Entrambi questi parassiti, che provocano un visibile deperimento della pianta, compaiono solitamente quando questa si trova in condizioni ambientali avverse. Per combatterli è quindi sufficiente operare un miglioramento delle suddette condizioni. Si possono inoltre osservare sulle foglie delle macchie marroni cerchiate di giallo provocate da muffe che si sono sviluppate nel terreno troppo bagnato e sono penetrate nella pianta attraverso le radici.

SASSIFRAGA

La Saxifraga stolonifera "Tricolor" è l'unica specie delle Saxifragacee che viene coltivata in appartamento. E' una piccola pianta, particolarmente rustica, le cui foglie, morbide, arrotondate e crenate, sono carnose e di colore verde-oliva con i margini bianchi sfumati di rosa o di rosso. Ha la particolarità di emettere lunghi stoloni che portano all'apice giovani pianticelle che poi radicano nel terreno. E' originaria dell'Asia.

CURE COLTURALI

Luce. Ha bisogno di una buona intensità luminosa; si deve evitare, però, l'esposizione diretta ai raggi solari. Temperatura. Sopporta bene le temperature minime comprese tra 5 e 10°C e non tollera gli ambienti troppo caldi. Umidità. Esige un alto livello di umidità atmosferica che, insieme a una temperatura relativamente bassa, evita il deperimento e gli attacchi di cocciniglia cotonosa. Innaffiature. Ridotte per quasi tutto l'anno, le innaffiature vanno intensificate d'estate se la temperatura è molto alta; è importante che, tra un'innaffiatura e l'altra, la terra abbia il tempo di asciugarsi. Terreno. La miscela ottimale è composta da: 1 parte di terra concimata, 1 parte di sabbia.

MOLTIPLICAZIONE

Il sistema di riproduzione più sicuro e rapido consiste nel fare radicare le piantine presenti agli apici degli stoloni.

SCINDAPSUS

Lo Scindapsus aureus, chiamato comunemente "potos", è una pianta originaria delle isole Salomone e dal portamento simile all'edera. Ha rami robusti e ricadenti che portano foglie piccole e cuoriformi con variegature gialle su fondo verde chiaro; esistono anche delle varietà con foglie grandi e altre con foglie completamente bianche spruzzate di verde. Lo S. pictus argyreus, invece, è un rampicante piuttosto esile, con foglie piccole, oblunghe e acuminate, di colore verde intenso tendente al glauco, macchiettate e contornate da un sottile margine argenteo. E' una pianta molto ornamentale ma, essendo piuttosto delicata, è poco diffusa.

CURE COLTURALI

Luce. Entrambe le specie necessitano di una buona luce diffusa. La presenza sulle foglie di variegature gialle o bianche è direttamente proporzionale all'intensità della luce. Temperatura. La temperatura minima deve essere compresa tra i 13 e i 16°C. Umidità. E' indispensabile, per lo sviluppo di queste piante, un ambiente umido; in appartamento si dovranno, quindi, effettuare frequenti nebulizzazioni e lavaggi delle foglie. Innaffiature. Devono essere molto abbondanti in estate, mentre in inverno vanno progressivamente ridotte. Terriccio. Non avendo un apparato radicale molto sviluppato, il potos non ha bisogno di grossi contenitori. E' però necessario usare una miscela molto porosa e leggera. Per lo S. aureus: 2 parti di terriccio universale, 1 parte di torba, 1 parte di sabbia. Per lo S. argyreus: 2 parti di terriccio di foglie, 2 parti di torba, 1 parte di sabbia. Se necessario, bisogna aggiungere anche schegge di legno o materiale inerte piuttosto grossolano (ghiaia) per aumentare il drenaggio.

MOLTIPLICAZIONE

Le talee di nodo o di testa danno ottimi risultati, in particolare se lasciate radicare in acqua pura; si evitano così marciumi e disseccamenti che si verificano, talvolta, con la radicazione in terra. Per le varietà più delicate è consigliabile la riproduzione per propaggine. In appartamento, con temperatura intorno ai 21°C, si possono effettuare queste operazioni in qualsiasi periodo dell'anno, altrimenti è meglio attendere la stagione primaverile.

PARASSITI E MALATTIE

I parassiti animali che aggrediscono facilmente il potos sono la cocciniglia cotonosa, che produce dei fiocchetti cerosi biancastri, e gli acari, non visibili ad occhio nudo ma le cui punture provocano sulle foglie delle macchioline giallastre ed anche fini ragnatele. La presenza, invece, sempre sulle foglie, di macchie scure rivela l'esistenza di malattie fungine causate, in genere, da acqua ristagnante nel vaso.

SYNGONIUM

Al genere Syngonium appartengono diverse specie di piante rampicanti dallo sviluppo molto vigoroso, originarie dell'America centro-meridionale. Sono caratterizzate da fusti flessibili che si arrampicano su sostegni spugnosi per mezzo di radici aeree. Anche queste piante, come il filodendro e la monstera, sono soggette al dimorfismo fogliare, ossia al cambiamento di aspetto della foglia tra la fase giovanile e quella adulta. Le foglie, che sono portate da piccioli di media lunghezza guainati, presentano da 3 a 5 segmenti lanceolati, lateralmente vi sono 2 lobi piccoli, mentre al centro vi è 1 lobo più lungo e grande. Il germoglio nasce avvolto nella guaina del picciolo della foglia. Sulla pagina superiore delle foglie è evidente una fitta rete di nervature, una delle quali corre parallela al margine della foglia. Sono piante molto versatili, tanto che alcune varietà possono vivere anche immerse nell'acqua ed essere utilizzate nella decorazione degli acquari. Il S. Podophyllum è una specie che, a seconda di come viene coltivata, presenta uno sviluppo diverso: se cresce affiancata ad un sostegno diventa alta e vigorosa, se invece è lasciata ricadere, non forma le radici aeree e resta limitata nello sviluppo. A questa specie appartengono varietà come l'"Albo-lineatum", caratterizzato da foglie con venature bianche, il "Trileat wonder", che presenta foglie con evidenti aree variegate grigio-argento. Altre specie hanno foglie più carnose oppure variegate di giallo. Il S. Vellozianum (o Auritum) ha foglie carnose, di colore verde lucido, che nella fase adulta sono divise in 3-5 segmenti: i 2 lobi laterali, più piccoli, sono chiamati anche orecchiette, da cui deriva, appunto, il nome "Auritum" di questa specie.

CURE COLTURALI

Luce. Tutte le specie richiedono luce diffusa, soprattutto le varietà variegate; è da evitare, comunque, l'esposizione diretta al sole. Temperatura. La temperatura minima è compresa tra i 13 e i 18°C. Umidità. Rispetto al filodendro, il Syngonium richiede un minor grado di umidità ambientale. Tuttavia, la nebulizzazione e i lavaggi fogliari garantiscono uno sviluppo maggiore e più rapido della pianta. Innaffiature. In estate devono essere abbondanti e frequenti, mentre vanno ridotte in inverno. Terriccio. La miscela ottimale è composta da: 2 parti di terriccio di foglie, 2 parti di torba, 1 parte di sabbia.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per talee di testa e di nodo, che possono essere immerse direttamente in acqua pura o interrate in substrato soffice e umido. Il periodo migliore è la primavera, con possibilità di anticipare l'operazione purché la temperatura si aggiri intorno ai 21°C.

PARASSITI E MALATTIE

Tra i parassiti animali possiamo ricordare le cocciniglie, che appaiono in forma di fiocchetti cerosi biancastri o con duri scudetti grigi, gli acari, difficili da vedere ad occhio nudo, ma le cui punture sulle foglie lasciano delle macchioline giallastre ben visibili; entrambi provocano un generale deperimento della pianta. Vanno combattuti migliorando le condizioni ambientali in cui la pianta si trova. Si possono osservare, inoltre, sulle foglie delle macchie marroni cerchiate di giallo, provocate da muffe che si sono sviluppate nel terreno troppo bagnato e sono penetrate nella pianta attraverso le radici.

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