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Botanica Giardinaggio Le Perenni

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Botanica Giardinaggio Le Perenni 01 02 03 04

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BOTANICA - GIARDINAGGIO - LE PERENNI

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LAMIUM

LIATRIS

LICNIDE

LIMONIUM

LINO

LUPINO

MISCANTHUS

MONARDA

MUGHETTO

NEPETA

NEPETA

PAPAVERO

PEONIA

PHLOX

PHORMIUM

PHYSALIS

PHYSOSTEGIA

POLIGONO

PRIMULA

RABARBARO ORNAMENTALE

RODGERSIA

SALVIA

SAPONARIA

SASSIFRAGA

SEDUM

SOLIDAGO

STACHYS

TIARELLA

VERBASCO

VERONICA

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LAMIUM

Tra le specie perenni del genere Lamium, tutte preziose per sfruttare le zone povere e ombrose del giardino, il L. galeobdolon (soprattutto la sua varietà "Variegatum" dalle foglie striate di bianco) è una delle più ornamentali. Questa pianta, alta 20-30 cm, è caratterizzata da un denso fogliame sempreverde simile a quello dell'ortica e ottimo per ricoprire il terreno, tanto che può diventare facilmente invadente. In maggio-giugno produce piccoli fiori gialli non molto appariscenti. Molto ornamentale è anche il L. maculatum, dal fogliame sempreverde macchiato di bianco-argento e dai fiori color porpora chiaro; da questa specie, che è alta 50-60 cm e adatta per le bordure, sono derivate alcune varietà tra cui l'"Aureum" dal fogliame dorato.

PIANTAGIONE

Si mette a dimora in autunno o in primavera, in posizioni semiombreggiate o all'ombra, avendo cura di lasciare una distanza di circa 30-40 cm tra una pianta e l'altra. Il L. galeobdolon si adatta a diversi tipi di terreno, mentre il L. maculatum predilige quelli tendenzialmente umidi.

CURE COLTURALI

Va innaffiato durante i periodi più asciutti. E' consigliabile togliere le infiorescenze appassite solo alle piante che vengono utilizzate come tappezzanti.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per divisione dei cespi in autunno o in primavera.

LIATRIS

Le specie appartenenti al genere Liatris sono caratterizzate da una vistosa fioritura che compare dalla fine dell'estate all'autunno in lunghe spighe erette; ognuna di queste spighe è infatti composta da innumerevoli fiori filamentosi che si aprono, al contrario di ciò che comunemente succede, a partire dalla sommità della spiga. Tutte le specie hanno, inoltre, foglie lineari, che scompaiono per tutto l'inverno fino a primavera inoltrata, e radici tuberose. La più comune è la L. spicata, che fiorisce in agosto-settembre con spighe rosa-porpora e raggiunge un'altezza di 50-60 cm; da ricordare sono le sue varietà "Floristan White", dalla fioritura bianca, e "Silver Tips" dalle spighe color lavanda. La L. callilepis è invece più alta (fino ad 1 m) e presenta spighe color carminio da giugno a settembre. Tutte producono fiori da taglio di lunga durata.

PIANTAGIONE

Predilige terreni umidi, ma ben drenati, soprattutto in inverno, per evitare che le radici marciscano. Si mette a dimora in ottobre o in primavera, in posizioni soleggiate o lievemente ombreggiate, lasciando una distanza di circa 40 cm tra una pianta e l'altra.

CURE COLTURALI

In primavera è opportuno disporre una pacciamatura per mantenere l'umidità nel terreno e innaffiare abbondantemente durante i periodi più asciutti. Vanno tagliate via via le spighe sfiorite. Prima dell'inverno si infilano nel terreno dei paletti indicanti la posizione di ogni pianta, per evitare, durante le lavorazioni primaverili, di danneggiare i germogli emergenti.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per divisione dei cespi in autunno o primavera.

LICNIDE

Le specie perenni del genere Lychnis sono piante rustiche utili di solito per i primi piani delle bordure e per produrre fiori da taglio vivacemente colorati. Le varie specie si differenziano notevolmente tra loro per aspetto, mentre presentano le medesime esigenze colturali. La L. chalcedonica, che raggiunge durante la fioritura 80 cm d'altezza, produce da giugno ad agosto larghe infiorescenze color rosso-scarlatto. La L. coronaria, alta 50-60 cm, è caratterizzata, invece, da un denso fogliame bianco-grigiastro da cui emergono, da giugno a settembre, fusti angolosi che portano piccoli fiori rosa-porpora o bianchi; questa specie viene generalmente coltivata come biennale. La L. viscaria produce in giugno-luglio appariscenti infiorescenze color carminio e leggermente allungate, bianche nella varietà "Alba"; molto belle sono quelle della varietà "Splendens Plena" a fiori doppi, la più adatta come fiore da taglio. Questa specie raggiunge un'altezza di 40-50 cm.

PIANTAGIONE

Si adatta a qualsiasi terreno da giardino, purché ben drenato. Si mette a dimora in autunno o in primavera, in posizioni soleggiate, lasciando una distanza di circa 30-40 cm tra le piante.

CURE COLTURALI

Occorre distribuire del concime organico in primavera e innaffiare abbondantemente se il terreno è asciutto. Nelle zone ventose necessita di sostegni. E' importante recidere man mano i fiori appassiti e tagliare alla base tutta la vegetazione in autunno.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per divisione dei cespi in autunno o in primavera, ma solo dopo qualche anno dall'impianto. Si moltiplica facilmente anche per seme, in marzo-aprile, da interrare in cassone freddo.

LIMONIUM

Le specie perenni di Limonium, genere conosciuto anche col nome di Statice, si prestano a essere coltivate in giardino per un duplice motivo: sono molto decorative e quindi adatte per formare aiuole o bordure fiorite e inoltre offrono la possibilità di utilizzare le bellissime infiorescenze, fresche o disseccate, per le composizioni. Il L. latifolium, la specie più coltivata, è una pianta rizomatosa che da luglio a settembre produce una fitta nuvola di infiorescenze color azzurro-lavanda, che emergono fino a un'altezza di 60 cm da una bassa rosetta di foglie tomentose e persistenti; bellissime sono le sue varietà: il "Blue Cloud" dai fiori color lavanda e il "Violetta" dalla fioritura viola. Il limonium, che in Inghilterra viene chiamato «lavanda di mare», è inoltre una pianta particolarmente indicata per le zone costiere grazie alla sua resistenza ai venti salmastri.

PIANTAGIONE

Si può collocare in diversi tipi di terreno da giardino, purché siano ben drenati. Si mette a dimora all'inizio della primavera, in posizioni soleggiate, lasciando una distanza di circa 50 cm tra ciascuna piantina.

CURE COLTURALI

E' necessario distribuire del fertilizzante organico in primavera e tagliare gli steli fiorali alla base in autunno. Se si vogliono far essiccare i fiori, bisogna raccoglierli prima che si siano completamente aperti.

MOLTIPLICAZIONE

Si può propagare per semi, da interrare in marzo in cassone freddo, o per mezzo di talee radicali da prelevare durante il periodo di riposo vegetativo; anche le talee vanno collocate in cassone freddo. La moltiplicazione per divisione dei cespi è invece un'operazione difficile e andrebbe evitata, soprattutto se le piante sono vecchie.

LINO

Oltre alle specie annuali, il genere Linum comprende anche erbacee perenni di facile coltura ma che, purtroppo, durano solo qualche anno; la bellezza conferita loro dalla delicata fioritura blu che si protrae a lungo in estate, e la facilità con cui si possono ottenere da seme nuove piante, sono qualità che ne incoraggiano l'utilizzo nelle bordure o nelle aiuole. Il L. narbonense è una pianta alta 30-60 cm, dal fine fogliame grigio-verde, da cui sbocciano, da giugno ad agosto, i piccoli fiori blu a 5 petali, bianchi al centro. Fogliame simile alla precedente ha il L. perenne, la specie forse più comune, che fiorisce nella prima estate con stupendi e numerosissimi fiorellini azzurro-cielo; le sue varietà presentano fioriture di diverso colore: bianche, ad esempio nella "Album", blu nella "Nanum Saphyr".

PIANTAGIONE

I terreni migliori sono quelli sciolti, ma si può piantare in tutti quelli da giardino, purché ben drenati e in pieno sole. Si mette a dimora in autunno o in primavera lasciando una distanza di circa 30 cm tra le piantine.

CURE COLTURALI

In primavera si deve distribuire dello stallatico e pacciamare il terreno. Bisogna innaffiare abbondantemente durante i periodi più asciutti e in autunno tagliare alla base gli steli appassiti.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per semi, in primavera, da interrare in cassone freddo. Verso la fine dell'estate si possono anche prelevare dai germogli basali talee erbacee da far radicare in cassone freddo.

LUPINO

I lupini da qualche decina d'anni sono diventati una delle specie perenni più diffuse nei giardini, ossia da quando sono state selezionate, a partire dal Lupinus polyphyllus, un gruppo di varietà, note come "ibridi Russell", che hanno soppiantato la specie tipica. Questi lupini, dalle foglie ornamentali composte e digitate, producono da maggio a luglio delle appariscenti infiorescenze a spiga, lunghe circa 60 cm, ciascuna delle quali è inserita su steli di 1 m di altezza, e formata da numerosissimi fiori a corolla papilionacea, in una gamma di colori che va dal bianco, al giallo, al rosa, al rosso o al blu, a seconda della varietà. Oltre a queste, esistono anche delle varietà nane come, ad esempio, il "Minarette" che raggiunge solo 40 cm.

PIANTAGIONE

Il terreno migliore è quello di medio impasto, tendenzialmente acido e ben drenato; si consiglia inoltre di arricchirlo con stallatico e torba. Si mette a dimora in autunno o primavera, in posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. Occorre lasciare una distanza di circa 50 cm tra ogni pianta.

CURE COLTURALI

Bisogna distribuire del fertilizzante completo in primavera e innaffiare abbondantemente durante i periodi asciutti. Si devono recidere man mano gli steli appassiti, mentre il resto della vegetazione va tagliato alla base prima dell'inverno. Nelle località più fredde è necessario proteggere il piede della pianta con uno strato di pacciamatura.

MOLTIPLICAZIONE

Le specie tipiche si propagano per semi, in primavera, da interrare in cassone freddo. Le varietà si moltiplicano, invece, in aprile per mezzo di talee basali, munite di una piccola porzione di radice e da collocare in cassone freddo.

MISCANTHUS

Il genere Miscanthus comprende diverse specie di graminacee perenni, rustiche e molto decorative, da piantare nei giardini come esemplari isolati o da inserire in bordure miste, in particolar modo vicino a corsi d'acqua. Sono caratterizzate da un denso ciuffo di foglie lanceolate, lunghe e arcuate all'estremità, che possono anche essere disseccate per le composizioni invernali. La fioritura, che non sempre appare, è invece insignificante. La specie più diffusa è il M. sinensis, che forma grandi cespi di colore verde-azzurro alti fino a 1,5 m. A partire da questo si sono ottenute numerose varietà, come il "Gracillimus", dal fogliame color verde-salvia più stretto che nella specie tipica, o il "Zebrinus", dal fogliame striato di giallo, molto ornamentale. Queste vigorose graminacee sono molto adatte per formare barriere frangivento.

PIANTAGIONE

Il terreno ideale deve essere di medio impasto, tendenzialmente umido e ben drenato. Si mette a dimora all'inizio della primavera in posizioni soleggiate o a mezz'ombra, lasciando una distanza di circa 1 m tra le piante.

CURE COLTURALI

E' necessario distribuire del fertilizzante organico in primavera e innaffiare abbondantemente durante i periodi asciutti, soprattutto dove il terreno è tendenzialmente sciolto. In marzo si deve tagliare alla base tutto il fogliame della stagione precedente. Le foglie da fare seccare vanno prelevate in agosto.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per divisione dei cespi, in primavera.

MONARDA

La Monarda didyma è una specie perenne da bordura alta 70-80 cm e dal fogliame aromatico, che profuma di menta, adatto per essere mescolato nei pot-pourri, dopo essere stato disseccato. Ma ciò che più si apprezza in questa pianta è la vivace fioritura, che da giugno si protrae fino ad ottobre. In questi mesi si sviluppano, infatti, sugli steli eretti delle infiorescenze scarlatte formate da sottili fiori tubolosi che nelle diverse varietà possono anche assumere altre tonalità di colore: nella "Croftway Pink" sono infatti rosa, nella "Snow Maiden" bianchi, in altre ancora, sono color porpora, rosso brillante o rosa scuro. Questa specie è molto adatta per essere collocata vicino a specchi d'acqua.

PIANTAGIONE

Predilige terreno tendenzialmente umido e ricco di sostanza organica; si consiglia, perciò, di mescolare al terreno normale della torba o composta. Si mette a dimora in autunno o primavera, in posizioni soleggiate o a mezz'ombra, lasciando una distanza di 30-40 cm tra le piante.

CURE COLTURALI

E' opportuno distribuire del fertilizzante organico in primavera e innaffiare abbondantemente durante i periodi asciutti. Bisogna eliminare i fiori quando sono appassiti e tagliare tutto il fogliame a livello del suolo in autunno.

MOLTIPLICAZIONE Si propaga per divisione dei cespi in autunno o in primavera, operazione che comunque andrebbe effettuata ogni 3 anni circa per rinvigorire la pianta.

MUGHETTO

Il comune mughetto, o Convallaria majalis, è una erbacea perenne rustica, che si espande rapidamente per mezzo di rizomi, caratterizzata da una profumata fioritura primaverile; in aprile- maggio compaiono, infatti, tra le foglie ovali allungate, i sottili fusti arcuati su cui per quasi tutta la loro lunghezza sono inserite delle piccole campanelle bianche. Sono coltivate anche varietà diversamente colorate, come la "Fortin's Giant", dai fiori gialli più grandi, e la "Rosea", dai fiori rosa. Il mughetto, che in piena terra raggiunge 20 cm d'altezza e 60 di larghezza, può anche essere coltivato in casa, in vasi di vetro, dopo essere stato sottoposto a forzatura per fiorire in inverno.

PIANTAGIONE

Predilige un terreno di medio impasto, fresco, umido e arricchito con sostanza organica. Si pianta in settembre-ottobre, nelle zone ombreggiate del giardino o sotto alberi a foglia caduca, lasciando circa 10 cm tra una pianta e l'altra.

CURE COLTURALI

In primavera, ogni 2 anni, va distribuito del terriccio di foglie, come concime e per mantenere l'umidità del terreno.

MOLTIPLICAZIONE

In autunno o in primavera si effettua la divisione dei rizomi; ogni porzione ottenuta va subito piantata appena sotto la superficie del terreno.

NEPETA

La Nepeta x faassenii (N. mussinii) è una graziosa pianta ornamentale dal denso fogliame grigio-verde piacevolmente profumato di menta, che in Inghilterra è conosciuta come «menta dei gatti» in quanto particolarmente apprezzata da questi animali. Dalla fine della primavera, per tutta l'estate, spuntano dai cuscinetti di foglie numerose spighette color lavanda anch'esse profumate. Questa pianta, alta 50 cm, è adatta sia per i primi piani delle bordure sia per formare siepi basse.

PIANTAGIONE

I migliori risultati si ottengono in terreno sciolto e ben drenato. Si mette a dimora in autunno o primavera, in pieno sole, lasciando una distanza di 30-40 cm tra le piante.

CURE COLTURALI

Occorre distribuire del concime organico in primavera, senza però eccedere nella quantità. Vanno eliminate via via le spighe appassite, ma bisogna attendere fino alla primavera successiva per tagliare a livello del terreno tutta la vegetazione.

MOLTIPLICAZIONE Si propaga per divisione dei cespi in primavera, operazione da effettuarsi all'incirca ogni 3 anni. Si può anche moltiplicare per mezzo di talee basali, prelevate in luglio, da fare radicare in cassone freddo.

PAPAVERO

Tra le specie perenni del genere Papaver, il P. orientale è quello più comune. Questo papavero, che è alto circa 1 m, in maggio- giugno esplode in una vistosa e vivace fioritura di colore rosso- arancione. Il fiore, che è largo più di 10 cm, racchiude al centro una massa di stami nerastri e presenta alla base di ogni suo petalo una macchia nera. Tra le varietà derivate dalla specie tipica si possono anche trovare fiori di diverso colore, ad esempio nel "Perry's White" sono bianchi, nel "Mrs Perry" sono rosa, nel "Marcus Perry" color arancio-scarlatto; infine il "Salmon Glow" ha bellissimi e grandi fiori doppi color salmone. Questa specie e le sue varietà hanno fogliame molto inciso e ricoperto di una leggera peluria.

PIANTAGIONE

Si adatta ai comuni terreni da giardino purché ben drenati. Si mette a dimora in autunno o in primavera, in pieno sole, lasciando una distanza di circa 20-30 cm tra ogni pianta.

CURE COLTURALI

Occorre distribuire del fertilizzante organico in primavera. Si devono asportare i fiori appassiti, soprattutto se si vuole evitare la disseminazione. In autunno va tagliata tutta la vegetazione a livello del terreno.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per divisione dei cespi in primavera, all'incirca ogni 3 anni. Durante il periodo di riposo vegetativo si possono anche prelevare talee radicali, lunghe 10 cm circa, da far radicare in cassone freddo.

PEONIA

Oltre alle specie arbustive, il genere Paeonia comprende anche erbacee perenni dalle stupende fioriture e dal fogliame ornamentale. I fiori, generalmente grandi e di diversi colori, possono essere semplici, semidoppi, doppi, o simili a quelli dell'anemone. Le peonie hanno la prerogativa di durare in giardino per parecchi anni, ma bisogna fare attenzione che, una volta messe a dimora, non siano mai divise o spostate; tuttavia a volte, impiegano anche qualche anno prima di stabilizzarsi e fiorire. La P. lactiflora, conosciuta anche come peonia cinese, è una specie alta e larga circa 1 m, che presenta in giugno-luglio grandi fiori (con diametro anche maggiore di 10 cm) bianchi, semplici e a stami gialli. Dalla specie tipica si sono ottenute numerose varietà come la "Sarah Bernhardt" dai fiori doppi rosa e la "Festiva Maxima" a fiori bianchi sempre doppi, mentre tra le varietà a fiori semplici si trovano la "William Cranfield"rossa e la "Bowl of Beauty" dagli stupendi fiori ad anemone con petali esterni di colore rosa e piumosi staminoidi centrali color crema. Per una fioritura anticipata si deve invece scegliere la P. officinalis, una specie alta 60-80 cm, spontanea nei nostri climi, e che fiorisce già in aprile. Fogliame molto inciso e fiori semplici color rosso- cremisi caratterizzano questa peonia molto diffusa in passato nei giardini. Attualmente esistono in commercio molte sue varietà a fiore doppio come la "Alba Plena" dai fiori bianchi e la "Rosea Plena" di colore rosa. La scelta è quindi vasta, ma prima dell'acquisto è bene ricordare che i fiori doppi di tutte le peonie durano più a lungo di quelli semplici.

PIANTAGIONE

Il terreno per l'impianto deve essere profondo, fresco, ricco di sostanza organica e ben drenato; si consiglia quindi di mescolare ai terreni più sciolti della torba, terriccio di foglie e stallatico. Si mette a dimora all'inizio dell'autunno (lasciando il colletto a circa 3-4 cm di profondità), in posizioni soleggiate, o dove il clima è piuttosto caldo, a mezz'ombra; è bene, inoltre, non collocare le peonie dove arriva il sole del primo mattino. Tra una pianta e l'altra occorre lasciare una distanza di circa 60-80 cm.

CURE COLTURALI

Ogni primavera bisogna distribuire del fertilizzante organico e predisporre dei tutori per sostenere gli steli fiorali. E' indispensabile innaffiare regolarmente ed abbondantemente, soprattutto durante i periodi più caldi ed asciutti; l'umidità nel terreno può essere conservata predisponendo in primavera uno strato di pacciamatura. I fiori vanno eliminati appena sono appassiti, mentre il fogliame va tagliato alla base in autunno.

MOLTIPLICAZIONE

Ogni metodo di propagazione è di difficile attuazione, perciò si consiglia di acquistare le nuove piantine da un rivenditore. Si deve comunque evitare la divisione dei cespi.

PHLOX

Le specie appartenenti al genere Phlox, sia annuali, sia perenni o suffruticose, sono tra le piante da fiore più comuni nei giardini. Di facile coltivazione e adatte per le bordure e le aiuole, offrono da metà estate all'autunno vivaci e appariscenti fioriture portate su pannocchie che possono anche essere utilizzate come fiori da taglio. La P. paniculata, la specie più diffusa, è alta circa 1 m e ha fogliame lanceolato; da luglio ad ottobre produce grosse infiorescenze color porpora, lunghe anche 30 cm, su lunghi steli eretti. In commercio si trovano diverse varietà come la "Brigadier" dai fiori arancio-salmone, la "Balmoral" color lavanda, la "The King" dai fiori porpora-violetti; esistono anche varietà bianche, rosse, o color malva. La P. maculata, che deve il suo nome alle macchie marroni presenti sugli steli, porta invece da giugno a settembre infiorescenze più allungate di colore porpora, rosa nella varietà "Alpha" e bianche nella "Miss Lingard". Questa specie e le sue varietà sono alte 60-80 cm. Tutte le phlox hanno fogliame persistente.

PIANTAGIONE

Vuole terreni umidi, fertili e ben drenati; si consiglia perciò di miscelare ai terreni più sciolti della torba o terriccio di foglie. Si mette a dimora in autunno o all'inizio della primavera, in posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate; i climi freschi sono più indicati. Tra una pianta e l'altra occorre lasciare uno spazio di circa 40-50 cm.

CURE COLTURALI

In primavera bisogna pacciamare il terreno con stallatico o composta per conservare l'umidità, e predisporre dei sostegni nelle zone più ventose. Va innaffiata abbondantemente quando il tempo è asciutto. Per ottenere fiori più grandi è necessario estirpare dai cespi gli steli più deboli. In autunno si devono tagliare gli steli fiorali circa 5 cm sopra il livello del terreno.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per divisione dei cespi in autunno o primavera, oppure per mezzo di talee basali, lunghe circa 10 cm, prelevate in marzo e interrate in cassone freddo. Migliori risultati offre, però, la moltiplicazione per mezzo di talee radicali, lunghe 5 cm, in quanto queste non vengono attaccate dai nematodi (vermi che conducono per lo più vita parassitaria); si prelevano in febbraio e si fanno radicare in cassone riscaldato alla temperatura di 15°C.

PHORMIUM

Il Phormium tenax, conosciuto anche come «lino della Nuova Zelanda», è un'erbacea perenne sempreverde che forma grossi cespi molto ornamentali (alti fino a 3 m) di lunghe foglie di consistenza coriacea e di colore verde scuro. Da luglio a settembre, da ogni cespo emergono steli fiorali eretti e ramificati, alti più di 1 m, che portano vistose infiorescenze a pannocchia di colore rosso scuro. Belle sono anche le sue varietà: il "Purpureum", dal fogliame tendente al porpora, e il "Variegatum", dalle foglie striate di giallo. Questa pianta è particolarmente adatta per le zone costiere e per tutte le località a clima mite, mentre al Nord può essere coltivata in vaso e riparata in serra fredda durante l'inverno.

PIANTAGIONE

Vuole terreno profondo e fertile. Si mette a dimora a metà primavera, in posizioni soleggiate e riparate, lasciando una distanza di circa 1 m tra le piante.

CURE COLTURALI

E' importante innaffiare abbondantemente durante i periodi più asciutti e tagliare gli steli fiorali alla base, in autunno. Se nelle località del Nord le piante sono coltivate in piena terra, vanno protette durante l'inverno con uno strato di paglia o foglie secche.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per seme, in primavera, da interrare in cassone riscaldato alla temperatura di 16°C. Le varietà, invece, vanno moltiplicate per divisione dei cespi adulti; bisogna effettuare questa operazione in primavera.

PHYSALIS

La Physalis franchetii, conosciuta anche come «lanterna cinese», è una specie perenne non particolarmente attraente durante l'estate, sia per il fogliame poco ornamentale, sia per i piccoli fiori bianchi insignificanti che appaiono in giugno-luglio. Da settembre però, al maturare dei frutti, si sviluppano, attorno a questi, vivaci incolucri cartacei di colore arancio-rossastro, molto decorativi. E' consigliabile, comunque, non collocare questa pianta in mezzo ad altre perenni, data la sua natura invadente, ma coltivarla in un angolo del giardino come pianta da fiore, poiché gli steli fiorali possono essere recisi a partire da settembre e fatti seccare in un locale buio e ben aqerato per venire poi utilizzati per le decorazioni invernali. Questa pianta raggiunge un'altezza di 60 cm.

PIANTAGIONE

Si adatta ai comuni terreni da giardino, ma predilige quelli ricchi di sostanza organica e ben drenati. Si può mettere a dimora in autunno o in marzo, in posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate, lasciando una distanza di circa 90 cm tra una pianta e l'altra.

CURE COLTURALI

Ha bisogno di apporti annuali di sostanza organica e durante i periodi più asciutti deve essere bagnata abbondantemente. Occorre tagliare tutta la vegetazione alla base prima dell'inverno.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga dividendo i cespi in autunno o all'inizio della primavera.

PHYSOSTEGIA

La Physostegia virginiana è una perenne, alta circa 80-100 cm, che da luglio a settembre produce bellissime infiorescenze a spiga di colore bianco, rosa o porpora. I fiori singoli, tubolosi, piuttosto grandi e simili a quelli delle «bocche di leone», sono contraddistinti da una curiosa caratteristica: se vengono mossi meccanicamente in senso verticale od orizzontale invece di rompersi o di riassumere la posizione originaria, mantengono temporaneamente quella loro imposta; questo originale comportamento è valso loro il nome, da parte degli inglesi, di «pianta obbediente».

PIANTAGIONE

Può essere piantata in diversi tipi di terreno purché siano ben drenati, ma predilige quelli ricchi di humus. Si mette a dimora in autunno o all'inizio della primavera, in posizioni soleggiate o poco ombreggiate, lasciando una distanza di 50 cm tra una pianta e l'altra.

CURE COLTURALI

Durante i periodi più asciutti bisogna mointervenire con abbondanti irrigazioni; è consigliabile in ogni caso una pacciamatura primaverile per trattenere l'umidità nel terreno. A volte è necessario anche predisporre dei tutori. In autunno è bene tagliare a livello del suolo tutti gli steli.

MOLTIPLICAZIONE

Ogni 3 anni è indispensabile dividere i cespi per rinnovare la pianta o per ottenere nuovi individui.

POLIGONO

Il vasto genere Polygonum, comprende tutte specie ad elevata vigoria, che si espandono velocemente e di cui alcune sono annoverate tra le infestanti più temibili. Presentano foglie strette a forma di cuore e producono lunghe e dense infiorescenze a spiga, in svariate sfumature dal rosa al rosso. Le specie ornamentali possono formare densi tappeti ricoperti di fiori da metà estate all'autunno. Tra queste la più comune è il P. affine, alto 30 cm, che fiorisce da giugno ad ottobre con spighe di colore rosa, ma si possono trovare anche varietà cremisi come il "Darjeeling Red". Il fogliame di questa specie in autunno assume una bella tinta giallo-bronzo. Più alto, fino a 60-90 cm, è il P. amplexicaule, che produce spighe di colore rosso chiaro e cresce rigoglioso sui margini dei corsi d'acqua.

PIANTAGIONE

Richiede un terreno umido, ricco di sostanza organica e posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. L'impianto si effettua in autunno o primavera, lasciando una distanza di circa 60-80 cm tra le piante.

CURE COLTURALI

Occorre pacciamare il terreno in primavera, dopo aver concimato con sostanza organica, e nei periodi più asciutti si deve intervenire con abbondanti irrigazioni. In autunno tutta la vegetazione va tagliata a livello del suolo.

MOLTIPLICAZIONE

Nuove piante si ottengono dividendo i cespi in autunno o all'inizio della primavera.

PRIMULA

Tra le numerose specie del genere Primula ve ne sono di adatte per ogni tipo di terreno e destinazione. Per le bordure miste, ad esempio, è indicata la più comune, la P. vulgaris (detta anche P. acaulis) che cresce spontanea nei boschi, ha fogliame sempreverde e produce fiori giallo-crema delicatamente profumati, inseriti singolarmente su corti steli di 15 cm di altezza. Da questa specie è stata ottenuta la P. x variabilis (Polyanthus), un ibrido che produce, da marzo a maggio, grosse infiorescenze semisferiche disponibili in una vasta gamma di colori: dal bianco al rosa, al rosso, al giallo, al porpora, al blu. La sua varietà "Goldlace Strain", produce invece fiori un po' più piccoli e bordati di giallo. La P. denticulata, un'altra specie da bordura, porta, invece, su steli lunghi circa 30 cm delle belle infiorescenze globose color lavanda, che compaiono all'inizio della primavera. Un gruppo interessante di primule è quello dalla fioritura chiamata «a candelabro», dato che le infiorescenze portano fiori inseriti su piani sovrapposti. Una di queste specie è la P. japonica, alta 60 cm e che fiorisce dall'inizio alla fine della primavera in svariati colori (bianco, rosa, cremisi). Un'altra è la P. pulverulenta, i cui fiori sbocciano più tardi, in giugno-luglio.

Trapani Primule

PIANTAGIONE

Queste primule amano i suoli freschi, piuttosto umidi e ricchi di sostanza organica, e le posizioni parzialmente ombreggiate. Si mettono a dimora all'inizio dell'autunno o della primavera, spaziando le piantine di circa 20-30 cm.

CURE COLTURALI

Ogni primavera è necessario arricchire il suolo con della sostanza organica e distribuire uno strato di pacciamatura. Bisogna irrigare durante i periodi più asciutti, facendo attenzione che il terreno non sia mai completamente secco. Gli steli fiorali appassiti vanno prontamente eliminati.

MOLTIPLICAZIONE

Le primule, che non sono di lunga durata, possono essere facilmente propagate per seme, da interrare in cassone freddo in marzo. Si ottengono nuove piantine dalle varietà coltivate dividendone i cespi in primavera.

RABARBARO ORNAMENTALE

Il Rheum palmatum è una specie perenne di notevoli dimensioni (raggiunge e supera 1,5 m d'altezza e 1 m di diametro), dalle grandi foglie ornamentali, palmate e di un bel rosso porpora prima della fioritura, simili a quelle del rabarbaro commestibile (R. rhaponticum). Dai cespi, che all'interno di una bordura mista di erbacee creano un notevole contrasto con altre specie, emergono in giugno lunghi steli fiorali che terminano in pannocchie di fiori color cremisi, anche queste molto decorative. Il rabarbaro ornamentale, oltre che nelle bordure è molto adatto per essere piantato sulle sponde di laghetti e corsi d'acqua.

PIANTAGIONE

Predilige i terreni umidi, ricchi di sostanza organica, e le posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. Si colloca a dimora in autunno o all'inizio della primavera.

CURE COLTURALI

Ogni primavera è opportuno concimare il terreno con stallatico o altra sostanza organica. Questa specie va innaffiata frequentemente durante i periodi asciutti, soprattutto nelle regioni dove i terreni tendono ad asciugarsi in fretta. In autunno bisogna tagliare alla base tutta la vegetazione.

MOLTIPLICAZIONE

Si può propagare per seme, da interrare all'aperto in marzo-aprile; le piantine, dopo aver subito un trapianto, vanno messe a dimora in autunno. Si ottengono nuove piante anche dividendo i cespi, in autunno o in primavera.

RODGERSIA

Per chi ama le piante dall'aspetto un po' esotico e ha a disposizione larghi spazi, nulla è più indicato di una rodgersia; le grandi foglie dentate e suddivise, di un bel colore bronzeo da giovani, sono infatti assai ornamentali e creano angoli molto suggestivi. La Rodgersia pinnata è una specie alta più di 1 m e larga altrettanto, che fiorisce in luglio-agosto, quando emergono dai cespi le infiorescenze rosa carico dall'aspetto piumoso. Grandi foglie simili a quelle dell'ippocastano presentano invece la R. aesculifolia e la R. podophylla, che hanno le stesse dimensioni della precedente, ma producono nel mese di luglio caratteristici pennacchi rispettivamente di colore bianco-rosato e marrone chiaro. La rodgersia è molto adatta ai margini degli specchi d'acqua.

PIANTAGIONE

Richiede terreni umidi e posizioni lievemente ombreggiate; si consiglia, al momento dell'impianto, di arricchire il terreno con stallatico o altra sostanza organica. La rodgersia, date le dimensioni, si pianta singolarmente.

CURE COLTURALI In primavera il terreno intorno al cespo deve essere pacciamato, mentre nei periodi più asciutti va irrigato abbondantemente. Tutta la vegetazione si taglia alla base in autunno.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per divisione dei cespi, da effettuare nei periodi di riposo vegetativo, in autunno o all'inizio della primavera.

SALVIA

Al contrario delle comuni specie annuali, che fioriscono di rosso, le perenni del genere Salvia producono infiorescenze erette blu che spiccano sul fogliame grigio-verde. La più comune tra queste è la S. x superba, alta fino a 90 cm, e che fiorisce da luglio a settembre con spighe di colore blu tendente al porpora. Si possono trovare anche varietà dai cespi più compatti e più bassi, come la "East Friesland" e la "May Night", che producono fiori di un blu più carico tendente al violetto. La "May Night", tra l'altro, fiorisce precocemente, in maggio. Un'altra specie è la S. haematodes che è alta come la precedente, ha infiorescenze color lavanda, ma non dura molti anni.

PIANTAGIONE

Vuole terreni ben drenati e posizioni soleggiate. Si colloca a dimora in autunno o all'inizio della primavera, lasciando una distanza di circa 50 cm tra le piante.

CURE COLTURALI

Non necessita di molte cure: in primavera è sufficiente somministrare della sostanza organica e predisporre dei tutori per le specie alte, mentre in autunno si taglia alla base tutta la vegetazione.

MOLTIPLICAZIONE

Si ottengono nuove piantine dividendo i cespi in autunno o in primavera. La S. haematodes può essere moltiplicata anche per semi da interrare a primavera avanzata in cassone freddo.

SAPONARIA

Tra le varie specie di Saponaria (piante che derivano il nome dalla capacità di liberare delle sostanze schiumose con potere detergente quando le foglie vengono triturate nell'acqua), la S. officinalis è quella più adatta per le bordure; alta 60-80 cm e dalle foglie allungate di un bel verde chiaro, produce da luglio a settembre piccoli e delicati fiori rosa. Nei giardini sono però ora coltivate solo le sue varietà, tra cui la "Rosea Plena" dai fiori doppi di colore rosa, la "Alba Plena" sempre a fiori doppi ma bianchi o la "Rubra Plena" rossa. Una caratteristica negativa di questa pianta, che del resto è di facile coltura, è quella di espandersi rapidamente per mezzo di stoloni, tanto da risultare, se non è tenuta sotto controllo, molto invadente.

Trapani Fiori di Saponaria

PIANTAGIONE

Si adatta a tutti i terreni da giardino e va collocata in posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. Le piantine si mettono a dimora in autunno o in primavera, ad una distanza di 30-40 cm una dall'altra. Affinché non diventino invadenti, si possono infilare verticalmente nel terreno dei mattoni in modo da circondare i cespi.

CURE COLTURALI

L'unica operazione, da effettuarsi sulle piantine adulte, è il taglio della vegetazione a livello del suolo prima dell'inverno.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per divisione degli stoloni in autunno o in primavera.

SASSIFRAGA

Sebbene quasi tutte le specie di Saxifraga (sassifraga) siano adatte per i giardini rocciosi, alcune, per il fatto di espandersi molto in larghezza, sono più indicate per le bordure miste o come tappezzanti. Ad esempio, la S. fortunei, alta 30-40 cm, forma cespi di foglie carnose e dentellate da cui emergono già nell'autunno avanzato (ottobre-novembre) infiorescenze rade di fiori bianchi. Un'altra specie, la S. umbrosa, forma invece tappeti sempreverdi di foglie color verde scuro, rischiarati in maggio-luglio da una delicata fioritura rosa. Questa specie è alta 30 cm.

PIANTAGIONE

Richiede terreni piuttosto umidi e ricchi di humus. Si mette a dimora in autunno. La S. fortunei va piantata solo dopo la fioritura o in primavera, meglio se in posizioni parzialmente ombreggiate.

CURE COLTURALI

E' necessario tagliare gli steli fiorali non appena appassiscono.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga in primavera per divisione dei cespi o delle rosette fogliari.

SEDUM

Tra le varie specie del genere Sedum, piante coltivate, in genere, nei giardini rocciosi o tra le pietre dei muri, ce ne sono anche di adatte per le bordure. La più comune tra queste è il S. spectabile, i cui cespi, alti 50-60 cm, sono ricoperti di foglie carnose e portano alla sommità, da agosto a settembre, larghe e piatte infiorescenze di colore rosa. Le sue varietà presentano diverse sfumature di colore che vanno dal rosa carico del "Brilliant" al rosso carminio del "Meteor", fino al rosso del "Ruby Glow"; una varietà interessante è anche l'"Autumn Joy", di taglia più alta della specie tipica, e dalle infiorescenze che da rosa-salmone diventano di colore bruno-rossiccio sul finire della stagione. Queste piante hanno la capacità di attrarre le farfalle durante le fioriture e, inoltre, sono immuni da malattie.

PIANTAGIONE

Vuole terreni ben drenati e cresce anche su quelli piuttosto asciutti. Si mette a dimora in autunno o primavera, in pieno sole, distanziando le piantine di circa 50 cm.

CURE COLTURALI

In primavera è consigliabile distribuire della sostanza organica, in quantità però limitata. In autunno bisogna eliminare le infiorescenze appassite.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga dividendo i cespi in autunno o in primavera; se però non si vogliono ottenere nuove piante, questi vanno lasciati indisturbati per diversi anni.

SOLIDAGO

Dalle specie spontanee del genere Solidago, come la S. canadensis e la S. virga-aurea, è stato ottenuto un gruppo di ibridi (S. x hybrida) molto apprezzati per i colori vivaci delle loro fioriture piuttosto tardive e per la facilità di coltura. Hanno differenti dimensioni: si va da quelli di taglia nana della varietà "Golden Thumb" (30 cm di altezza) a quelli giganti della varietà "Golden Wings" (oltre 1,5 m di altezza). Tutte le varietà producono da luglio a settembre vistose infiorescenze a pannocchia composte da fiori a capolino in varie tonalità di giallo. Si ricordano la "Lemon", alta 40 cm, di colore giallo-limone, la "Goldenmosa", alta 80 cm e dalle soffici infiorescenze simili alla mimosa, e la "Lena", di taglia simile alla precedente, ma caratterizzata da una fioritura giallo-dorata.

PIANTAGIONE

Cresce in qualsiasi terreno da giardino, purché sia ben drenato. Si mette a dimora in autunno o all'inizio della primavera, in posizioni soleggiate o lievemente ombreggiate, lasciando una distanza di 50 cm tra le piantine.

CURE COLTURALI

In primavera occorre pacciamare il terreno al piede dei cespi e disporre dei tutori per sostenere gli steli. Si deve inoltre irrigare quando il clima è asciutto e tagliare alla base tutta la vegetazione prima dell'inverno.

MOLTIPLICAZIONE

Si ottengono nuove piantine dividendo i cespi in autunno o primavera, operazione che va effettuata solo quando la pianta si è espansa troppo.

STACHYS

Del genere Stachys, due specie vengono solitamente impiegate nei giardini: la S. lanata, più diffusa, e la S. macrantha (o Betonica macrantha), meno conosciuta e dalle caratteristiche diverse dalla prima. La S. lanata, che è alta 30-50 cm, viene infatti coltivata per il bellissimo fogliame grigio-argenteo lanuginoso, mentre le sue infiorescenze rosa pallido, che compaiono in luglio-agosto, non sono molto appariscenti. Si ricorda la varietà "Silver Carpet", che non produce spighe e può essere utilizzata come tappezzante. Più belle sono, invece, le spighe della S. macrantha, che emergono, da maggio a luglio, dal fogliame lanoso di colore verde fino ad un'altezza di 80 cm. I fiori di ogni spiga, che tra l'altro è adatta per essere recisa, sono tubolosi e simili a piccoli gigli, di un bel colore viola, o rosa come nella varietà "Rosea".

PIANTAGIONE

Richiede terreni ben drenati (si evitino quelli compatti) ed esposti al sole. Le piantine vanno messe a dimora in autunno o primavera, alla distanza di 30-40 cm l'una dall'altra.

CURE COLTURALI

Bisogna distribuire della sostanza organica in primavera ed eliminare via via le infiorescenze appassite.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga per divisione dei cespi in autunno o primavera, ogni 2-3 anni circa.

TIARELLA

La Tiarella cordifolia è una delle poche perenni dal fogliame sempreverde che, tra l'altro, possiede l'apprezzata qualità di cambiare colore nella stagione fredda fino ad assumere stupende tonalità rosso-bronzee. Questa pianta, alta 25-30 cm, è spesso collocata nei primi piani delle bordure; inoltre, poiché si espande velocemente per mezzo di stoloni, viene utilizzata anche come tappezzante. Dai cespi di foglie lobate di colore verde chiaro, emergono in maggio-giugno delicate infiorescenze erette (racemi) bianche, formate da piccoli fiori stellati. Più alta è la T. polyphylla (raggiunge i 60 cm), che produce da giugno ad agosto infiorescenze bianco-rosate.

PIANTAGIONE

Cresce bene sui terreni piuttosto umidi situati in posizioni parzialmente ombreggiate. Si mette a dimora in autunno o in marzo-aprile, lasciando una distanza di 30-40 cm tra una pianta e l'altra.

CURE COLTURALI

E' necessario effettuare frequenti irrigazioni durante i periodi più asciutti dell'anno. Per conservare l'umidità nel terreno è consigliabile distribuire in primavera uno strato di pacciamatura. Le infiorescenze appassite vanno tagliate.

MOLTIPLICAZIONE

Si ottengono nuove piantine dividendo i cespi in autunno o all'inizio della primavera.

VERBASCO

Tutte le varietà perenni di verbasco utilizzate nelle bordure di erbacee derivano ormai dal Verbascum x hybridum, un gruppo di ibridi, alti generalmente 1,5-2 m, che, da giugno ad agosto, emettono vistose e lunghe infiorescenze (30-60 cm) da una rosetta basale di foglie lanuginose. I colori dei fiori variano: dal bianco della varietà "Miss Willmott", si passa al giallo della "Harkness Hybrid", entrambe di taglia alta; un'altra varietà alta (1,8 m) è il "C.L. Adams", dai fiori gialli con stami color magenta. Si possono però trovare anche varietà più basse, come il "Pink Domino" rosa, il "White" a fiori bianchi e il "Cotswold Queen" color pesca, tutte di altezza compresa fra 90-120 cm. L'unico difetto di queste piante è la breve durata.

PIANTAGIONE

Vuole terreni non eccessivamente compatti, ben drenati, e posizioni soleggiate. Si pianta all'inizio dell'autunno o in primavera, lasciando una distanza di 40 cm tra ogni cespo.

CURE COLTURALI

Le piante alte o situate in posizioni ventose vanno sostenute con dei tutori. Per prolungare la fioritura, bisogna eliminare le infiorescenze appassite, mentre il resto della vegetazione va tagliata alla base prima dell'inverno.

MOLTIPLICAZIONE

Si propaga durante il periodo di riposo vegetativo per mezzo di talee radicali, da interrare in cassone freddo. Si può anche seminare, in febbraio, in cassone riscaldato alla temperatura di 13-15°C.

VERONICA

Le specie perenni del genere Veronica, indicate per le bordure di erbacee, sono piante, la cui altezza varia da 30 cm a 2 m, caratterizzate da bellissime e colorate fioriture; tutte emettono, infatti, in periodi diversi a seconda della specie, strette e lunghe spighe bianche, rosa oppure blu. La V. incana, alta 30-40 cm, è apprezzata, oltre che per la fioritura blu, che appare da giugno a luglio, anche per il bel fogliame argenteo; esistono comunque anche varietà rosa, come la "Rosea", o violette, come la "Saraband". Delle stesse dimensioni è anche la V. spicata, che fiorisce nello stesso periodo, ma ha foglie verdi; sono molto apprezzate alcune sue varietà rosa, come la "Barcarolle" (rosa intenso) e la "Minuet" (rosa pallido), ma ne esistono anche di blu. Tra le specie di taglia alta sono da citare la V. exaltata (1,2-1,5 m), con fiori azzurro pallido in luglio-agosto, la V. longifolia (1 m), dalle dense spighe azzurro-porpora da giugno ad agosto, e la V. virginica (1,5-2 m), caratterizzata da una prolungata fioritura (da giugno a settembre) nella stessa tonalità di colore della precedente specie.

PIANTAGIONE

Predilige i terreni umidi e freschi, ma ben drenati, altrimenti in inverno muore per marciume radicale. Si colloca a dimora in autunno o in primavera, in posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate, lasciando 30-40 cm di distanza tra le piante.

CURE COLTURALI

Per mantenere l'umidità nel terreno è opportuno pacciamare in primavera con sostanza organica ed irrigare abbondantemente durante i periodi asciutti. Le specie più alte necessitano di sostegni. In autunno tutti gli steli vanno tagliati alla base.

MOLTIPLICAZIONE

Dividendo i cespi in autunno o all'inizio della primavera, si ottengono nuove piantine.

VIOLA

Le viole perenni non producono fiori così grandi e appariscenti come quelle annuali, che vengono coltivate nelle aiuole fiorite, ma possiedono comunque buone qualità ornamentali: ad una fioritura piuttosto prolungata uniscono, infatti, la possibilità di essere utilizzate come piante tappezzanti o per i primi piani delle bordure di erbacee. La Viola odorata, la comune viola mammola dal delicato profumo, è una specie alta 20 cm, dalle foglie cuoriformi, che fiorisce da febbraio ad aprile e, una seconda volta, in autunno, producendo piccoli fiori di 2 cm di diametro in tonalità blu o violette; i fiori delle sue varietà, che possono essere semplici o doppi, presentano altri colori: bianco, rosa, porpora. Interessante è anche la V. cornuta, che fiorisce più tardi, da maggio a luglio, producendo ininterrottamente piccoli fiori blu- violetto, bianchi nella varietà "Alba" e porpora nella "Jersey Gem". Questa specie, che è alta come la precedente, ha però foglie ovali a margine seghettato.

PIANTAGIONE

Queste specie prosperano bene nei terreni freschi e piuttosto umidi, ricchi di humus, ma ben drenati. Le piantine si mettono a dimora all'inizio dell'autunno o della primavera, in posizioni luminose ma lievemente ombreggiate, lasciando una distanza di 30 cm tra l'una e l'altra.

CURE COLTURALI

Occorre distribuire in primavera una pacciamatura di sostanza organica e irrigare quando il tempo è caldo e asciutto. Per avere una fioritura prolungata, è indispensabile asportare via via i fiori appassiti. Per rinnovare i cespi, si consiglia di dividerli ogni 2-3 anni.

MOLTIPLICAZIONE

Nuove piantine si ottengono per mezzo di talee basali, da prelevare in estate e interrare in cassone freddo. Si può anche propagare per divisione dei cespi in autunno.

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