Botanica Giardinaggio Il Giardino Acquatico

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Botanica Giardinaggio Il Giardino Acquatico

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Scienza e Tecnica - Indice

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BOTANICA - GIARDINAGGIO - IL GIARDINO ACQUATICO

INTRODUZIONE

Uno stagno o anche una semplice fontanella sono elementi che contribuiscono a rendere più accogliente e vivace il giardino. Infatti, uno specchio d'acqua ferma è in grado di riflettere le mutevoli immagini create da un cielo carico di nuvole o dal fogliame mosso dal vento, mentre l'acqua in movimento, sia che scenda da una piccola cascatella sia che sgorghi da una fontana, produce un piacevole suono dall'effetto rilassante. Inoltre, la presenza dell'acqua permette di coltivare un affascinante gruppo di piante dall'aspetto esotico, come le ninfee, o spontaneo, come le farferuggini e allo stesso tempo, attira una ricca fauna, costituita in prevalenza da libellule, ranocchie e lumache. Attualmente la moda delle vasche sontuose è tramontata e si tende alla semplicità in chiave naturalistica, privilegiando l'inserimento, nei prati o alla base di rocce, di bacini simili a stagni, popolati di piante palustri in misura proporzionale alle dimensioni del giardino. Non si deve però credere di poter utilizzare creativamente l'acqua solo in giardini grandi; infatti anche in quelli di dimensioni minori, e perfino su terrazzi e balconi è possibile inserire dei piccoli ambienti acquatici, basta un pizzico di abilità e fantasia. Maestri di quest'arte sono i giapponesi, che nei loro giardini non tralasciano mai questa affascinante presenza.

LA VITA NEL GIARDINO ACQUATICO

Un perfetto equilibrio tra flora, fauna e sostanze minerali e gassose è il presupposto fondamentale perché un giardino acquatico si mantenga autosufficiente e non si degradi. Quindi anche in un giardino acquatico artificiale, se non si vuole che l'acqua si intorbidi e imputridisca rapidamente, si deve fare in modo, al pari di quanto succede in natura, che nessuna di queste componenti venga mai a mancare, dato che ciascuna svolge una funzione essenziale. Le piante consumano biossido di carbonio e producono ossigeno; per questo motivo è importante piantare sempre sul fondo della vasca un certo numero di piante sommerse ("ossigenanti"), che, oltre a produrre ossigeno per i pesci e gli altri animaletti, sono anche utili nel contrastare la crescita delle alghe, con cui entrano in competizione per i sali minerali. Uno sviluppo eccessivo delle alghe, che crescono in presenza di materia organica originatasi dalla decomposizione delle foglie sul fondo, può infatti causare la rottura dell'equilibrio di questo ambiente e provocare la morte dei pesci e l'intorbidimento delle acque. I pesci, i girini, gli insetti e le lumache formano invece il gruppo dei consumatori di ossigeno e producono in cambio il biossido di carbonio utile alla flora. Alcuni pesci, come i carassi (i comuni pesci rossi) o la Gambusia affinis, oltre a nutrirsi di alghe, si cibano di larve; sono quindi utili per ridurre il numero di alcuni insetti molesti, come le fastidiose zanzare.

Trapani Esemplare di Victoria Regia, tipica pianta acquatica

LA SCELTA DELLE PIANTE

Un giardino acquatico costituisce un microcosmo che necessita della presenza di numerosi elementi; le piante vanno quindi scelte, a prescindere dalle qualità estetiche di ciascuna specie, soprattutto in base alle funzioni che dovranno svolgere nell'acqua e in relazione alla profondità a cui dovranno crescere. Perciò, per creare un ambiente equilibrato è importante che siano presenti alcune specie appartenenti ad ogni singolo gruppo di quelli qui descritto.

PIANTE GALLEGGIANTI

Sono piante acquatiche il cui apparato radicale non è ancorato al fondo e che perciò galleggiano sul pelo dell'acqua sviluppando foglie e fiori solo in superficie. In una vasca piccola (2 mq di superficie e 30 cm di profondità) sono necessarie all'incirca 4 piante di questo gruppo.

PIANTE OSSIGENANTI O SOMMERSE

Sono piante che in genere vivono sott'acqua, ancorate al fondo tramite sottili radici; alcune specie fanno emergere piccoli fiori all'esterno. Svolgono un ruolo biologico fondamentale (non vanno mai dimenticate) in quanto sviluppano ossigeno, prezioso per la vita animale e vegetale del laghetto. In una vasca di piccole dimensioni ne sono necessarie una decina.

PIANTE EMERGENTI

Sono piante che vivono nell'acqua, ancorate al fondo per mezzo di un apparato radicale generalmente costituito da rizomi. Foglie e fiori emergono all'esterno. Nelle specie che crescono in acque profonde il fogliame galleggia sul pelo dell'acqua. Le specie che, invece, vivono in acque basse tengono a mollo solo la base del cespo. In una vasca di piccole dimensioni può essere collocata solo una pianta appartenente a questo gruppo.

PIANTE DA SPONDA E PER TERRENI UMIDI

Sono piante che vivono in un terreno costantemente impregnato d'acqua, adatte quindi per colonizzare le sponde di stagni, laghetti e corsi d'acqua. Attorno ad una vasca di piccole dimensioni ne possono essere collocate circa 6. Infine non bisogna dimenticare il gruppo delle piante da terreno umido che, sebbene non possano essere considerate delle vere e proprie piante acquatiche, sono utili per completare alcuni settori di questo micro-ambiente.

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LA COSTRUZIONE DEL GIARDINO ACQUATICO

I terreni nei quali è già presente uno specchio d'acqua, anche solo una pozza o un ruscello, rappresentano la situazione ideale per la realizzazione di un giardino acquatico. In questo caso, infatti, se il fondo è già abbastanza impermeabile, si può procedere direttamente alla sistemazione delle piante adatte e all'introduzione di qualche pesce. Oppure, dove si è formato naturalmente un piccolo invaso d'acqua, si può effettuare uno scavo per renderlo più profondo e più ampio, fino a raggiungere le dimensioni volute; basterà poi impermeabilizzare il fondo aggiungendo uno strato di argilla ben compatto o un telo in PVC, facilmente reperibile presso ditte specializzate in prodotti per giardini acquatici. Dovendo, invece, realizzare dal nulla un laghetto dall'aspetto naturale o installare una vasca, la prassi da seguire non è poi molto complessa. Prima di procedere allo scavo è necessario valutare attentamente l'esposizione: quasi tutte le piante acquatiche richiedono infatti una buona illuminazione. E' anche consigliabile che nelle immediate vicinanze non vi siano alberi, le cui foglie in autunno potrebbero accumularsi e marcire sul fondo della vasca, sprigionando così gas e cattivi odori. Quindi, dopo aver delimitato il perimetro dell'area da adibire a giardino acquatico con dei picchetti o con un tubo di gomma appoggiato sul terreno, si deve asportare la terra, in modo da creare un bacino di profondità non uniforme, ma digradante da un minimo di 10 cm a un massimo di 80, per potervi mettere a dimora piante di diverso tipo. Si eliminano infine dal fondo tutte le pietre e le asperità, che col peso dell'acqua potrebbero lacerare il rivestimento di plastica; e infine si distribuisce uno strato di sabbia spesso 2-3 cm sopra cui va posto il telo di impermeabilizzazione in PVC. Perché questo aderisca bene al fondo è bene farlo sporgere dal bordo circa 20 cm, disponendo delle pietre ai lati che lo mantengano nella giusta posizione. Una volta che il laghetto sarà riempito d'acqua, non ci sarà più bisogno di trattenere il telo, che rimarrà da sé perfettamente aderente al fondo. Il bordo sporgente va poi rincalzato al di sotto del terreno e ricoperto con pietre o con la vegetazione di qualche pianta da sponda, creando così un effetto piacevolmente naturale. Volendo, invece, realizzare una vasca dall'aspetto più formale, si può ricoprire il bordo con lastre di pietra o altro materiale che si intoni con la pavimentazione circostante. Invece che alla impermeabilizzazione in PVC si può ricorrere ad una gettata in calcestruzzo, meglio se realizzata da personale specializzato; bisogna però tenere presente che questo materiale continuerà, per un po' di tempo, a liberare nell'acqua il calcio, nocivo sia per i pesci sia per le piante. Un'altra soluzione consiste nell'incassare nel terreno dei laghetti prefabbricati in plastica e fibra di vetro, disponibili in commercio in vari modelli e dimensioni, comodi da installare e duraturi. In questo caso è meglio scegliere le vasche di colore scuro, che una volta riempite creano un'illusione di maggiore profondità permettendo alla superficie dell'acqua di riflettere le immagini. Prima di immettere l'acqua è necessario sistemare sul fondo delle vasche uno strato di terra di coltura, mescolata a un po' di argilla e farina d'ossa, a cui deve seguire un sottile strato di sabbia fine o ghiaia (1-2 cm) che impedirà all'acqua di intorpidirsi eccessivamente. E' consigliabile non utilizzare terricci vegetali o letame, che potrebbero emettere gas tossici oltre a produrre una quantità eccessiva di sali minerali, responsabili dello sviluppo delle alghe.

Trapani Costruzione di un giardino acquatico

COME MUOVERE L'ACQUA IN UN GIARDINO ACQUATICO

E' possibile creare nel proprio giardino piccole cascate, fontane o ruscelli d'acqua corrente semplicemente installando una pompa elettrica che riporta l'acqua dal punto più basso del bacino a quello più alto. In commercio ci sono pompe di diversi tipi e portate, alcune capaci di creare contemporaneamente una cascata o il getto di una fontana, altre adatte per essere collegate a un impianto di illuminazione. L'importante è scegliere il modello consono alle proprie esigenze, eventualmente consultando un tecnico prima di acquistarlo. Anche l'installazione è meglio sia effettuata da un elettricista, che provvederà a nascondere il cavo dell'alimentazione elettrica sotto terra, protetto da un involucro di plastica. Lo zampillo di fontana o il salto di una cascatella contribuiscono, inoltre, ad ossigenare l'acqua ed a rinfrescare l'ambiente; attenzione però che il getto non sia troppo potente, ma proporzionato alle dimensioni della vasca, altrimenti l'acqua raffreddandosi troppo può creare dei danni alle piante.

MESSA A DIMORA

Al momento dell'acquisto delle piante, possibilmente in primavera, il laghetto dovrà essere già pronto in modo che il trapianto possa essere eseguito subito. Per le specie più delicate sarà necessario aspettare fino a maggio per permettere all'acqua di riscaldarsi sufficientemente. La messa a dimora delle piante emergenti, sia in acque basse sia profonde, può essere praticata o direttamente sul fondo del laghetto, o in appositi contenitori da sistemare poi alla profondità necessaria. Nel primo caso si interra l'apparato radicale, in genere rizomatoso, senza ricoprire gli apici vegetativi. Nel secondo si possono svolgere comodamente tutte le operazioni colturali all'asciutto. Si colmano infatti gli appositi cestini di metallo che si trovano comunemente in commercio con terra umida di giardino mista ad argilla e stallatico o farina d'ossa, vi si piantano i rizomi e si ricopre la superficie con ghiaia fine. Dopo aver rivestito i contenitori con iuta, per evitare che il terriccio si disperda nell'acqua, li si immerge lentamente nella vasca; finché le piante non saranno attecchite l'acqua dovrà ricoprire solo gli apici vegetativi; successivamente si aumenterà la profondità fino a raggiungere quella ottimale per ciascuna specie. Oltre alla comodità di impianto, la collocazione delle acquatiche in contenitori ne facilita anche l'estrazione in occasione dei lavori stagionali di concimatura e di moltiplicazione. Infine questo sistema permette di tenere a freno le specie troppo invadenti, che in breve tempo occuperebbero tutto lo spazio a disposizione. Le piante ossigenanti vanno invece collocate a dimora servendosi di piccoli pesi che le ancorino al fondo del laghetto; un valido suggerimento può essere quello di legare i loro cespi con una fascetta di piombo o zinco oppure di piantarle in piccoli vasi da collocare sul fondo. Estremamente facile è la messa a dimora delle piante galleggianti, le quali vanno solo appoggiate sull'acqua. Infine le specie che vivono sulle sponde possono essere piantate sia in autunno sia in primavera, come delle normali specie perenni.

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MANUTENZIONE

Una volta che flora e fauna si sono stabilizzate, il giardino acquatico non richiede più molte cure, anche se è necessario tenerlo sempre sotto controllo perché non si degradi. Durante la stagione vegetativa bisogna reintegrare i fertilizzanti, soprattutto per le piante cresciute in contenitore e per le ninfee, che esauriscono velocemente il terriccio. Inoltre, se le piante manifestano sintomi di carenze, occorre, almeno una volta in primavera e una durante l'estate, somministrare del fosfato d'ossa o altro concime per piante acquatiche. Se nella vasca ci sono pesci e altri animaletti, le loro deiezioni contribuiranno ad arricchire ulteriormente il fondo di elementi fertilizzanti. Infine vanno eliminati, via via, i fiori e le foglie appassiti, per evitare che decomponendosi intorbidiscano l'acqua. Molto di frequente sulla superficie dell'acqua si formano colonie di lemna (o "lenticchie d'acqua"), una piccola piantina galleggiante di colore verde acceso che viene spesso scambiata per un'alga. L'unico modo per eliminarla è quello di prelevarla, man mano che si forma, con una rete a maglie sottili, evitando così di utilizzare prodotti diserbanti, dannosi per la fauna. E' consigliabile in genere bandire l'uso di qualsiasi antiparassitario: afidi o altri insetti che si posano sulla vegetazione possono essere fatti annegare tenendo sommerse per qualche minuto le foglie sott'acqua. Dato che durante le bella stagione il laghetto è soggetto a una evaporazione continua, è opportuno mantenere il livello costantemente sotto controllo, aggiungendo eventualmente dell'altra acqua per compensare le perdite.

LE PROTEZIONI INVERNALI

Qualche precauzione va riservata ai giardini acquatici localizzati in zone a clima invernale freddo: infatti, se ospitano delle specie un po' delicate, queste vanno tolte dall'acqua prima dell'arrivo della stagione fredda per farle svernare in un locale con temperatura di qualche grado sopra lo zero. E' chiaro che in questo caso le piante saranno state precedentemente collocate in contenitori in modo da potere essere maneggiate facilmente. Una volta riposti al chiuso, i contenitori andranno avvolti in un telo di plastica in modo che il terriccio si mantenga sempre un po' umido. Un altro problema che durante l'inverno interessa alcune zone molto fredde, è la formazione di ghiaccio, pericoloso sia per le pareti della vasca, che potrebbero incrinarsi, sia per i pesci, che verrebbero privati dell'ossigeno. Una soluzione è quella di inserire speciali termostati galleggianti regolati su una temperatura di qualche grado sopra lo zero in modo che l'acqua non geli, oppure, più rudimentalmente, si possono immergere oggetti deformabili e galleggianti, come barattoli, palle o pezzi di legno, su cui la pressione del ghiaccio possa scaricarsi: togliendoli poi delicatamente con un po' d'acqua calda, si formeranno dei buchi che permetteranno lo scambio d'ossigeno con l'esterno. In ogni caso non bisogna mai rompere il ghiaccio con un martello perché ciò nuocerebbe ai pesci. Un'operazione autunnale che va invece effettuata in tutte le zone, indipendentemente dal clima, consiste nel rimuovere le foglie cadute, per evitare fenomeni di marcescenza. A questo scopo ci si può aiutare con una forca rivestita di una rete di nylon, oppure si può ricoprire tutta la superficie dell'acqua con una rete sollevata da terra con dei paletti.

ALTRE IDEE PER IL GIARDINO ACQUATICO

Per installare un giardino acquatico non è indispensabile avere a disposizione spazi molto grandi, in realtà basta rispettare alcuni semplici accorgimenti per ottenere ottimi risultati anche in luoghi di dimensioni ristrette e persino su terrazze. Inoltre, sono disponibili in commercio un'infinità di articoli: vasche, filtri, pompe e prodotti per la manutenzione (tutti forniti da ditte specializzate). Quindi, con un pizzico di fantasia, e utilizzando i materiali adatti, si possono realizzare ambienti da inserire in modo armonioso e originale in un contesto preesistente, con il vantaggio di soddisfare perfettamente le proprie esigenze di spazio e di gusto. Ad esempio, su un terrazzo, dopo averne accuratamente verificata la portata, si possono sistemare una o più tinozze di legno in cui collocare le piante più indicate al tipo di esposizione e di profondità dell'acqua di tali recipienti. Oppure si possono impiegare vasche di varie forme realizzate in legno di azobé, imputrescibile e duraturo; le ninfee di taglie nane sono tra le specie più adatte per tali contenitori. E' importante però non dimenticare di mettere sul fondo anche qualche pianta ossigenante, un paio di pesciolini rossi e qualche lumachina d'acqua per mantenere limpida l'acqua. I vecchi abbeveratoi di pietra si adattano benissimo ad ospitare delle piante palustri che vivono in pochi centimetri d'acqua, come l'Iris laevigata e l'I. pseudacorus, il giacinto d'acqua, e il Cyperus papyrus.

LE PIANTE GALLEGGIANTI

AZOLLA

L'Azolla caroliniana è una specie galleggiante dal fine fogliame, simile a quello delle felci che nella tarda estate assume calde tonalità rossastre. Questa specie, che proviene dalle regioni tropicali, è adatta per i laghetti delle regioni più miti, altrimenti in inverno deve essere riparata in serra.

CURE COLTURALI.

Non necessita di particolari cure, se non di essere riparata qualora si temano gelate invernali. In questo caso basta prelevare solo alcuni cespi e collocarli in un recipiente pieno d'acqua da tenere in serra fino all'inizio della stagione calda.

MOLTIPLICAZIONE.

Si moltiplica per divisione dei cespi.

GIACINTO D'ACQUA

L'Eichhornia crassipes è una pianta acquatica galleggiante che in estate emette belle infiorescenze di color azzurro-lavanda macchiate lievemente di giallo. Questa specie perenne, rizomatosa e sempreverde, forma cespi che in breve tempo si espandono invadendo lo spazio circostante; la sua coltivazione è quindi da tenere sotto controllo. Le foglie sono cuoriformi e inserite su piccioli carnosi. E' una pianta delicata, adatta solo per le zone a clima mite, altrimenti rischia di essere uccisa dal gelo.

CURE COLTURALI.

Si mette a dimora in maggio-giugno, in posizioni soleggiate e in acque profonde 15-40 cm il cui fondale sia costituito da uno strato di terriccio molto ricco e alto almeno 5 cm. Se coltivata in zone fredde, in settembre va riparata in serra (dove la temperatura deve mantenersi intorno ai 15-16°C), dentro bacinelle piene d'acqua.

MOLTIPLICAZIONE.

Durante l'estate si separano le nuove piante che si sono formate spontaneamente dai rizomi.

TRAPA

La Trapa natans, chiamata anche "castagna d'acqua" per via dei grossi frutti commestibili, è una pianta annuale che galleggia sulla superficie di acque piuttosto profonde (1-2 m). Sul pelo dell'acqua emergono le foglie disposte a rosetta, triangolari e dentate, mentre al di sotto si sviluppano delle piccole foglie allungate inserite su un lungo fusto. E' una specie delicata che teme i freddi.

CURE COLTURALI.

Non necessita di particolari cure colturali.

MOLTIPLICAZIONE. Si propaga facilmente per seme, interrando sul fondo dello specchio d'acqua, in primavera, i grossi frutti conici.

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LE PIANTE OSSIGENANTI

CERATOPHYLLUM

Il Ceratophyllum demersum è un'erbacea perenne che vive sul fondo di acque molto pulite, profonde dai 50 cm ai 2 m. Forma cespi molto ramificati e fragili, dal fogliame finemente suddiviso, di colore verde chiaro e che indurisce con l'età. La sua coltivazione è facile, inoltre si tratta di una pianta che non teme i freddi invernali.

CURE COLTURALI.

Non necessita di particolari cure colturali.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga facilmente per divisione dei rizomi, interrando le porzioni ottenute sul fondo e aiutandosi con dei pesi per tenerle ancorate ad esso.

ELODEA

Indispensabile come pianta ossigenante, l'Elodea canadensis, grazie alla sua fitta vegetazione, svolge, un'importante funzione come riparo per i pesci, che vi depongono anche le uova. Per i suoi fusti teneri e flessuosi completamente ricoperti di foglioline, questa specie è molto utilizzata negli acquari di acqua dolce; tuttavia è indicata anche per stagni o laghetti all'aperto.

CURE COLTURALI.

Vive in acque profonde dal 30 ai 150 cm e ricche di sali minerali. Dato che si espande molto rapidamente, si consiglia di controllarne regolarmente lo sviluppo, per evitare che diventi invadente.

MOLTIPLICAZIONE.

Porzioni di fusto munite di radici vanno interrate sul fondo, dove, mantenendole ancorate con dei sassi, attecchiranno facilmente.

HOTTONIA

Spontanea in Europa, l'Hottonia palustris è una pianta acquatica rizomatosa che, oltre ad ossigenare l'acqua, è interessante anche dal punto di vista ornamentale, per via degli scapi fiorali che emergono dall'acqua; questi ultimi, che compaiono nella tarda primavera, sono formati da piccoli fiori di colore bianco-rosa o lilla chiaro, disposti in verticilli. Il resto della vegetazione cresce invece sott'acqua e scompare in inverno per poi riformarsi la primavera successiva.

CURE COLTURALI.

Questa specie si mette a dimora in primavera, in acque profonde solo 20-40 cm.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga facilmente dividendo i rizomi in primavera e interrandoli sul fondo dello specchio d'acqua.

PIANTE EMERGENTI

APONOGETON

L'Aponogeton distachyus è una pianta perenne tuberosa adatta per gli specchi d'acqua fermi e poco profondi. Nei climi miti, le sue belle foglie, grandi, allungate e galleggianti sull'acqua, persistono anche durante l'inverno. Interessante è la sua fioritura, che si protrae dalla primavera all'autunno, sotto forma di infiorescenze biancastre a forma di V, emananti un delicato profumo di vaniglia.

CURE COLTURALI.

Si pianta a tarda primavera in posizioni soleggiate, in poca acqua da aumentare poi gradualmente fino a raggiungere un livello compreso tra 15 e 40 cm. Si consiglia di coltivarla in contenitori da collocare sul fondo del laghetto in un terriccio ricco di letame.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per mezzo di semi, da interrare in estate in uno strato di terriccio ricoperto con 10 cm d'acqua. Per facilitare la germinazione la temperatura deve essere mantenuta intorno ai 13-16º C.

CALLA PALUSTRIS

La Calla palustris è una pianta acquatica perenne e rustica, adatta anche per le regioni a clima temperato freddo. Il fogliame, cuoriforme e lucido, emerge dall'acqua fino ad un'altezza di 30 cm; a metà estate tra i cespi spuntano le appariscenti infiorescenze bianche, simili alle calle dei fioristi (che però appartengono al genere Zantedeschia). Il vero fiore è costituito dallo spadice centrale giallo, mentre ciò che sembra il petalo è una spata bianca.

CURE COLTURALI.

I rizomi si piantano in primavera in acque ferme e profonde al massimo 15 cm. Richiede posizioni soleggiate. Si espande rapidamente.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per divisione dei rizomi, in primavera.

FIOR DI LOTO

Conosciuto fin dall'antichità, il fior di loto (Nelumbo nucifera) è forse la pianta che più ricorda l'Oriente. Stupendi sono i suoi fiori bianco-rosati, larghi fino a 30 cm e che emanano un intenso profumo; portati su lunghi steli che emergono dall'acqua per 1 m, sbocciano da metà a fine estate in mezzo ad un fitto tappeto di foglie. Queste ultime, molto ornamentali, sono rotonde con margine lievemente ondulato e raggiungono un diametro di 80 cm; come i fiori, emergono dall'acqua per 50 cm-1 m, sorrette da rigidi piccioli inseriti proprio nel centro della lamina fogliare. Curioso è il ricettacolo fiorale (utilizzato nelle composizioni di fiori secchi), che appare dopo che sono caduti i petali: è di colore scuro e sulla sommità appiattita reca grossi buchi che lo fanno assomigliare a un innaffiatoio. Dalla specie tipica sono state ottenute varietà a fiori gialli o bianchi in diverse sfumature di colore, di grandezza e forma differenti.

CURE COLTURALI.

Può essere coltivato all'aperto, in grandi specchi d'acqua, solo nelle zone dagli inverni non molto freddi. In caso contrario, va collocato in contenitori da trasferire durante la stagione fredda in locali riparati e con temperatura di 10ºAP2C. I delicati rizomi vanno messi a dimora in primavera, in posizioni soleggiate, piantandoli in terriccio fertile e argilloso e facendo attenzione a non danneggiare l'apice vegetativo. Inizialmente lo strato d'acqua dovrà essere profondo solo 5 cm e, via via che la pianta cresce, potrà essere aumentato fino a 20-30 cm. Dalla primavera all'autunno, le piante vanno concimate mensilmente con appositi fertilizzanti liquidi.

MOLTIPLICAZIONE.

Si effettua per divisione dei rizomi, in primavera, ripiantando solo le porzioni giovani e sane, ricche di germogli.

NINFEA

La ninfea è certamente la pianta acquatica più conosciuta e diffusa; le sue grandi foglie rotonde o cuoriformi, tra cui spiccano per tutta l'estate i bellissimi fiori delicatamente profumati, ne fanno una delle specie più ornamentali per stagni e laghetti. Per questo motivo dalle specie tipiche sono stati ottenuti molti ibridi e varietà in diverse forme, dimensioni e colori. La Nymphaea alba, dagli stupendi fiori bianchi, rustica e spontanea in Europa, vive in acque profonde più di 1 m, ma la maggior parte delle sue varietà si accontenta di 50-60 cm. Tra queste ultime, dalla fioritura più copiosa, sono da segnalare la "Conqueror" dai fiori larghi 15 cm, rosa cremisi con petali esterni bianchi striati di rosso, l'"Escarboucle" dai fiori di colore rosso acceso a forma di stella, l'"Attraction" sempre a fiore rosso ma che raggiunge 25 cm di diametro, la "Chromatella" e la "Moorei" dai fiori giallo-cromo. Ci sono comunque anche ibridi in numerose altre sfumature di bianco, crema, rosa e arancione, sia a fiore più piccolo di 10 cm, sia più grande. Per la coltivazione in piccole vasche o mastelli si consigliano invece gli ibridi N. x. laydekeri, che vivono nelle acque profonde 30-50 cm, o la N. odorata "Minor", dai piccoli fiori bianchi. Tutte le specie e gli ibridi, per fiorire, hanno bisogno di almeno 16ºC di temperatura.

Trapani Fiore di Ninfea

CURE COLTURALI.

Le ninfee vogliono acque tranquille e posizioni soleggiate, meglio se esposte a sud, altrimenti non riescono a fiorire. I rizomi vanno messi a dimora nella primavera avanzata, in un terreno pesante a cui va aggiunto letame maturo e farina d'ossa, interrandoli superficialmente affinché gli apici vegetativi spuntino di poco. Tra un rizoma e l'altro si lasciano 60-90 cm di spazio. Le ninfee si possono anche interrare in cestini forati da collocare sul fondo dello stagno. Inizialmente i rizomi vanno ricoperti solo con pochi centimetri d'acqua da aumentare poi gradualmente fino ai 30-45 cm. Durante la stagione vegetativa si eliminano via via i fiori appassiti e le foglie marce. Dove gli inverni sono molto rigidi, è conveniente coltivare le ninfee in cestini bucati da riparare durante questa stagione al chiuso, in un luogo fresco, dopo averli avvolti con teli umidi e sacchi di plastica. Quando le piante si sono espanse troppo devono essere diradate dividendo i rizomi in aprile o maggio e ripiantando le porzioni più giovani e sane, lunghe 20 cm.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per divisione dei rizomi, in aprile-maggio, utilizzando soprattutto i germogli che si formano sulla porzione principale; questi vanno poi fatti radicare in vaso, ricoperti da pochi centimetri d'acqua.

NUPHAR

Il genere Nuphar comprende piante acquatiche, perenni, rizomatose, rustiche e dalla crescita tanto veloce da diventare facilmente invadenti. La N. advena ha grandi foglie cuoriformi tra cui sbocciano in estate; fiori rotondi di colore giallo. Più ornamentale è la N. japonica, dal fogliame più appariscente e coriaceo. I fiori, di colore giallo-arancio, che sbocciano sempre in estate, sono portati su steli che emergono dall'acqua per 10-15 cm. CURE COLTURALI - A differenza di quasi tutte le altre piante acquatiche, questa può vivere anche in acque correnti e in posizioni ombreggiate. Si mette a dimora in primavera, in acque profonde dai 50 cm ai 2 m. Per limitarne lo sviluppo, è consigliabile coltivarla in contenitori. MOLTIPLICAZIONE. Si propaga per divisione dei rizomi; ogni porzione munita di radici va subito collocata a dimora.

PONTEDERIA

La Pontederia cordata è una pianta acquatica perenne molto ornamentale, adatta per le acque poco profonde e tranquille e per le sponde acquitrinose di stagni e laghetti. I suoi cespi molto fitti crescono fino a 60 cm e sono formati da fusti rigidi su cui si inseriscono le belle e grandi foglie cuoriformi di colore verde scuro. In estate emergono delle infiorescenze a spiga, lunghe circa 10 cm e formate da piccoli fiori azzurro-violacei che ricordano le orchidee.

CURE COLTURALI.

E' rustica e la sua coltivazione non presenta particolari difficoltà. I suoi rizomi si mettono a dimora a metà della primavera: devono essere interrati, ma non del tutto, sul fondo dei laghetti, dove l'acqua non deve essere più profonda di 15 cm. Richiede posizioni soleggiate.

MOLTIPLICAZIONE.

Si effettua per divisione dei cespi a metà della stagione primaverile; le porzioni di rizoma vanno fatte radicare in uno strato d'acqua profondo 5-7 cm; solo successivamente il livello dell'acqua può essere progressivamente innalzato.

SAGITTARIA

Conosciuta anche come erba saetta, per via della forma delle foglie, la Sagittaria sagittifolia è una pianta acquatica perenne adatta per acque poco profonde o per sponde inzuppate di stagni e laghetti. Questa specie, che emerge dall'acqua 40-50 cm, porta anche foglie lineari che galleggiano o vivono sott'acqua. In estate emergono le infiorescenze, formate da fiori bianchi con centro verde o giallo scuro, più vistose nella varietà "Flore Pleno" e nella sottospecie S.s. leucopetala. Quest'ultima è più indicata per i piccoli specchi d'acqua, dal momento che è meno infestante della specie tipica.

CURE COLTURALI.

Si mette a dimora in primavera in posizioni soleggiate e deve essere collocata direttamente sul fondo dei laghetti o in contenitori; i rizomi vanno interrati (senza danneggiarli) a una profondità di 5-7 cm in un terriccio fertile, alla distanza di 30-40 cm l'uno dall'altro. La profondità dell'acqua non deve invece superare i 20 cm. Nelle zone ventose è sempre consigliabile predisporre dei tutori per sostenere il fogliame. Bisogna inoltre tenere sotto controllo lo sviluppo della pianta diradandola periodicamente.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per divisione dei rizomi all'inizio della stagione primaverile ripiantando solo le porzioni più giovani, disposte esternamente al cespo.

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PIANTE PER SPONDE INZUPPATE E TERRENI UMIDI

BAMBU'

Con il termine "bambù" si indica un vasto gruppo di graminacee dalle dimensioni così insolite da essere soprannominate "erbe giganti". Queste piante provengono dalle regioni tropicali e subtropicali dell'Asia (dal clima caldo-umido) dove formano estese e dense macchie, ma si adattano anche alle regioni più secche e fresche. Per la loro duttilità e resistenza, vengono utilizzate in mille modi: per la fabbricazione di carta, strumenti musicali e cesti, come materiale da costruzione, nonché a fini alimentari. Più di 70 sono i generi che compongono questo vasto gruppo di "erbe" così utili e decorative, tutte caratterizzate da una crescita velocissima, sia in altezza (necessitano soltanto un paio di mesi per raggiungere la loro altezza definitiva) sia in larghezza. Si espandono infatti per mezzo di rizomi, invadendo rapidamente tutto lo spazio a loro disposizione, per cui è consigliabile coltivarle in luoghi isolati o in apposite vasche costruite al di sotto della superficie del terreno. Tra i bambù più adatti per i terreni umidi è da ricordare l'Arundinaria japonica, forse la specie più diffusa, che forma cespugli alti 3-5 m e dal fogliame verde scuro; va collocata in giardini spaziosi, in posizioni a mezz'ombra. Molto decorativa e ugualmente indicata per i grandi spazi è l'A. nitida, dai bellissimi steli (culmi) color porpora alti fino a 3 m; ha foglie lanceolate, glauche inferiormente. Particolarmente bella è la Phyllostachys nigra, che forma grandi e decorativi ciuffi dagli steli leggermente arcuati; deve il suo nome al colore nero che le canne assumono dopo il primo anno di vita. Questa specie rustica raggiunge 4-5 m di altezza. Un altro bambù rustico è la Sasa palmata, alta 2 m e dalle foglie larghe di colore verde brillante; è particolarmente adatta per i terreni umidi e per essere coltivata in vaso. Non tutti i bambù crescono molto in altezza: il Sasa veitchii e il S. pygmala sono infatti 2 specie nane che si espandono velocemente formando fitti e preziosi tappeti. La prima, alta 40-50 cm, ha steli di colore verde porporino e fogliame verde, persistente, che si tinge di bianco in autunno. La seconda, ugualmente decorativa, cresce solo fino a 15 cm.

CURE COLTURALI.

Tutte queste specie vogliono terreni umidi ma non inzuppati d'acqua, ben drenati e ricchi di humus. Si mettono a dimora in primavera, in posizioni soleggiate o a mezz'ombra. Le specie del genere Arundinaria devono anche essere riparate dai venti freddi. Durante la stagione vegetativa vanno somministrati fertilizzanti liquidi. Per limitare l'espansione dei rizomi, si possono inserire nel terreno tutto intorno al cespo delle lastre di fibrocemento alte 30-40 cm. Nelle zone più fredde, durante l'inverno, occorre proteggere con foglie secche le giovani piante di Phyllostachys.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per divisione dei rizomi in primavera.

BUTOMUS

Conosciuto comunemente come giunco fiorito, il Butomus umbellatus è una pianta palustre adatta per i bordi dei laghetti, che cresce allo stato spontaneo sia in Europa sia in Asia. Forma cespi di foglie strette e allungate, lunghe fino a 60 cm, di colore rossastro appena emesse e verde scuro successivamente, tra cui emergono in estate infiorescenze a ombrella, di colore rosa, portate su steli di 1 m di altezza. Si espande lentamente. CURE COLTURALI - Questa pianta è rustica e di facile coltivazione. I rizomi vanno messi a dimora in primavera in acque stagnanti poco profonde o sulle sponde inzuppate, mantenendo una distanza di 20-30 cm tra l'una e l'altra. Prima dell'inverno gli steli vanno tagliati a un'altezza di 15 cm. MOLTIPLICAZIONE. Si propaga per divisione dei rizomi in primavera, ripiantando le porzioni più giovani e provviste di germogli.

CALTHA

La Caltha palustris, o farferugine, è una pianta perenne europea che vive allo stato spontaneo sulle sponde inzuppate dei corsi d'acqua, ma che può essere coltivata anche in acque molto basse (10-15 cm). E' riconoscibile per i suoi cespi di foglie reniformi, di colore verde scuro o rossastre, alte fino a 40 cm. In aprile-maggio compaiono i fiori di colore giallo acceso, di consistenza cerosa e dalla corolla a coppa. Molto interessante dal punto di vista ornamentale è la varietà "Plena" dai fiori doppi e molto appariscenti, mentre l'"Alba", a fiori bianchi, cresce bene solo fuori dall'acqua. Già a partire da metà estate la parte aerea delle farferugini scompare.

CURE COLTURALI.

E' una pianta rustica che cresce piuttosto velocemente sia al sole sia in posizioni leggermente ombreggiate. Necessita di terreno ricco di humus e tendenzialmente acido, da mantenere costantemente umido. Si mette a dimora dalla primavera all'estate, distanziando le piante di 20-30 cm.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per divisione dei cespi in primavera, dopo la fioritura.

CYPERUS

La specie del genere Cyperus sono piante perenni sempreverdi adatte per le sponde acquitrinose, ma possono crescere anche in acque poco profonde (10 cm). Hanno la caratteristica di portare, in cima ai lunghi steli, ciuffi di foglie disposte ad ombrella (precisamente brattee fogliari) che circondano piccole infiorescenze a spiga. Le due specie più note sono il C. alternifolius, comunemente coltivato come pianta d'appartamento, e il C. papyrus, utilizzato dagli antichi egizi per la fabbricazione della carta. Entrambe sono piante delicate che possono sopravvivere all'aperto solo nei climi più caldi. Il C. alternifolius, di colore verde chiaro, raggiunge 1 m d'altezza, ma è stata ottenuta anche una varietà, la "Gracilis", alta solo 30-40 cm. Il C. papyrus è invece alto fino a 3 m e porta da luglio a settembre, sulla cima dei fusti triangolari, ciuffi di infiorescenze lunghe e piumose, di colore verde-giallastro.

CURE COLTURALI.

Richiede posizioni soleggiate o lievemente ombreggiate. Si mette a dimora dalla primavera all'estate in recipienti da trasferire al chiuso durante l'inverno e contenenti terra pesante da mantenere costantemente umida; la base di questi può anche essere immersa nell'acqua.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per divisione dei rizomi, dalla primavera all'estate, ripiantando solo le porzioni più giovani. Il C. alternifolius può anche essere moltiplicato staccando il ciuffo apicale delle foglie e immergendolo a testa in giù in acqua o terriccio costantemente umido, ad una temperatura superiore a 15º C.

FELCI

Con il termine «felci» si intende un gruppo di piante appartenenti a generi diversi, ma tutte di origine antichissima e accomunate dalla caratteristica di crescere in ambienti umidi e piuttosto ombreggiati. Benché possano essere coltivate in tutti quegli angoli del giardino che possiedono tali requisiti, la loro collocazione ideale è sulle sponde di laghetti e corsi d'acqua dove, tra l'altro, il riflesso valorizza il loro elegante fogliame. Tra le specie rustiche ricordiamo la felce maschio, Dryopteris filix-mas, dal fogliame eretto e finemente suddiviso, che supera il metro di altezza, e la Matteuccia struthiopteris dalle lievi fronde leggermente arcuate, alta 80-90 cm e di grande effetto ornamentale se piantata a gruppi. Più bassa di quest'ultima, ma più espansa (60 cm di altezza e 1 m di diametro) è l'Onoclea sensibilis, una specie semirustica dal bel fogliame verde chiaro. Per i giardini acquatici più grandi è indicata l'Osmunda regalis che raggiunge 1,5 m sia in altezza sia in larghezza; questa felce ha la particolarità di cambiare in autunno il colore del fogliame per assumere calde tonalità bronzee. Molto decorativa è anche la Phyllitis scolopendrium, di piccole dimensioni (è alta e larga 30-40 cm) e dalle fronde nastriformi a margine intero e ondulato, di colore verde brillante. Questa graziosa felce sempreverde si adatta sia ai terreni umidi sia a quelli asciutti ed è quindi indicata oltre che per il giardino acquatico anche per quello roccioso.

CURE COLTURALI.

Le felci amano i terreni leggeri e porosi, ricchi di sostanza organica, torbosi e umidi. Posizioni troppo esposte e soleggiate non si addicono a questo gruppo di piante, che vanno messe a dimora in autunno o primavera. Le specie descritte prediligono un terreno neutro o tendenzialmente acido, ma non troppo compatto, a cui va aggiunto del perfosfato d'ossa (per rendere il terreno più sciolto occorre somministrare del terriccio di foglie o della torba). Durante tutta la stagione vegetativa bisogna fare attenzione che il terreno non si asciughi troppo, ricorrendo a frequenti irrigazioni; per mantenere l'umidità nel suolo è consigliabile predisporre una pacciamatura di torba ai piedi dei cespi. Le eventuali erbacce vanno estirpate a mano per non danneggiare con gli attrezzi le radici superficiali. Alla fine dell'inverno si tagliano alla base le fronde essiccate.

MOLTIPLICAZIONE.

Le felci si propagano facilmente all'inizio della primavera, per divisione dei cespi, operazione da effettuare dopo aver eliminato tutto il fogliame.

GIUNCO

Lo Juncus effusus "Spiralis" e lo J. glaucus sono le due specie di giunco più ornamentali; la prima, alta 40-50 cm, perenne e sempreverde, forma grossi ciuffi di fusti sottili e spiralati, mentre la seconda, alta fino a 80 cm, ha fogliame grigio-azzurro e arcuato. In estate compaiono i fiori, insignificanti, brunastri nello J. effusus e verdi nello J. glaucus. Entrambe le specie sono adatte per le sponde acquitrinose di stagni e corsi d'acqua.

CURE COLTURALI.

Si mette a dimora in primavera, in terreno fertile e argilloso, mantenendo una distanza di 30-40 cm per lo J. effusus e di 50-60 cm per lo J. glaucus. Entrambe le specie amano posizioni soleggiate o lievemente ombreggiate. Nello J. effusus le foglie erette vanno eliminate man mano che compaiono.

MOLTIPLICAZIONE.

Si effettua per divisione dei cespi, nella tarda primavera.

IRIS

Le iris coltivate nelle zone umide sono piante perenni rizomatose tutte rustiche e adatte per le sponde dei corsi d'acqua. L'Iris kaempferi e l'I. laevigata raggiungono un'altezza di circa 60 cm e fioriscono in estate quando, tra le tipiche foglie ensiformi, si sviluppano fiori molto appariscenti, di colore porpora-rossastro e larghi fino a 20 cm nella prima specie, di colore azzurro scuro e più piccoli nella seconda. L'I. kaempferi ama i terreni umidi d'estate e asciutti in inverno, mentre l'I. laevigata vuole terreni sempre inzuppati o acque molto basse. Di dimensioni maggiori è l'I. pseudacorus, alta circa 1 m, adatta per acque poco profonde, ma che vive anche in terreni più asciutti. All'inizio dell'estate porta fiori gialli che spiccano sul fogliame verde-azzurro.

CURE COLTURALI.

I rizomi si piantano in primavera in terreno tendenzialmente acido e in posizioni soleggiate, distanziandoli di 30-40 cm. L'I. kaempferi vuole inoltre un terreno ricco di sostanza organica va concimato ogni primavera con letame liquido. All'incirca ogni 3 anni i cespi vanno divisi, ripiantando solo le porzioni più giovani.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per divisione dei rizomi, dopo la fioritura.

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MIMOLO

Il genere Mimulus comprende diverse specie adatte per i terreni umidi e le sponde acquitrinose degli stagni. Il M. luteus è una specie perenne dalle foglie ovali allungate che produce abbondantemente, nella seconda metà dell'estate, fiori gialli macchiati di bruno. La sua altezza può variare da 16 a 60 cm. Molto simile al M. luteus¾51, ma dai fiori più grandi e appariscenti, nella tonalità giallo-porpora, è il M. variegatus, una specie alta 30 cm.

CURE COLTURALI.

Queste specie rustiche e di facile coltivazione, vanno messe a dimora in primavera, in posizioni soleggiate o leggermente ombreggiate, in terreno argilloso costantemente umido o coperto d'acqua per 10-15 cm. Prima dell'inverno si devono tagliare i fusti che hanno fiorito.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per divisione dei cespi all'inizio della primavera o per mezzo di talee prelevate in aprile e fatte radicare in cassone freddo.

NON TI SCORDAR DI ME

Tra le varie specie di Myosotis, una cresce nei terreni molto umidi: è la M. palustris, spontanea anche in Italia. Questa è una pianta perenne, sempreverde, alta 25 cm e dalle foglie allungate e pelose. Dalla primavera in poi, per un periodo piuttosto lungo, produce infiorescenze a cima, di colore azzurro, formate da minuti fiorellini dal centro giallo. Sono state ottenute anche delle varietà, tra cui il "Mermaid", dai fiori d'un azzurro più intenso, e il "Semperflorens", più compatto. CURE COLTURALI - Si mette a dimora a primavera avanzata o a fine estate, in posizione soleggiata o lievemente ombreggiata, distanziando ogni pianta di circa 20 cm l'una dall'altra.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per mezzo di semi da interrare in cassone freddo in primavera oppure per talee, prelevate alla base del cespo dopo la fioritura.

RODGERSIA

La Rodgersia aesculifolia è una erbacea perenne di alto valore ornamentale che cresce nei terreni umidi e ombrosi, condizione che in genere non è tollerata dalle piante palustri. Di questa specie si ammirano sia le spettacolari foglie lobate, simili a quelle dell'ippocastano, di colore verde tendente al bronzo, sia le lunghe infiorescenze erette di colore rosa o bianco che spuntano in estate. Il cespo raggiunge l'altezza di 1 m.

CURE COLTURALI.

Si mette a dimora all'inizio della primavera, in terreno argilloso, umido e ricco di sostanza organica, lasciando tra i rizomi una distanza di 70-80 cm. Questa specie per crescere bene vuole un'esposizione a mezz'ombra e deve essere riparata dai venti. Prima dell'inverno, il fogliame va tagliato alla base.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga in primavera per divisione dei rizomi, oppure per mezzo di semi da interrare in cassone freddo.

SCIRPUS

Lo Scirpus zebrinus, una pianta perenne indicata per i terreni paludosi, è molto simile al giunco e, come questo, forma grossi cespi di foglie tubuliformi alti più di 1 m. Il nome deriva dalle striature bianche presenti sui fusti, le quali però sul fogliame più vecchio tendono a scomparire. Questa specie rustica può anche vivere in acque profonde fino a 50 cm.

CURE COLTURALI.

I rizomi vanno messi a dimora nella tarda primavera, in terreno fertile e acquitrinoso, interrandoli di poco. Prima dell'inverno si taglia alla base la vegetazione. Per ringiovanire le piante e mantenere la caratteristica striatura, si consiglia di dividere i cespi ogni anno, in primavera.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per divisione dei cespi in primavera: si ripiantano solo le porzioni giovani dei rizomi, lunghe 8 cm e portanti alcuni germogli.

 

THYPHA

Le specie del genere Thypha vivono allo stato spontaneo sui bordi di fossati, stagni e ruscelli e, dato che sono in via di estinzione, è vietata la raccolta. Interessanti sono le grosse infiorescenze marroni e cilindriche che queste piante producono in primavera. Per il giardino sono consigliabili la T. angustifolia, alta più di 1 m, che forma cespi di foglie verdi, strette e allungate e la T. minima più bassa (50-60 cm) e dallo sviluppo più contenuto, adatta quindi anche per piccoli spazi.

CURE COLTURALI.

E' una pianta rustica e di facile coltivazione. I rizomi si mettono a dimora in primavera sulle sponde acquitrinose o dove l'acqua ha una profondità non superiore a 10 cm. Dato che si espande facilmente, si consiglia di coltivarla in contenitori affinché non invada tutto lo spazio circostante. Occorre tagliare le infiorescenze prima che maturino i semi.

MOLTIPLICAZIONE.

Si propaga per divisione dei rizomi in primavera.

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