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GEOGRAFIA - AFRICA - MALI

PRESENTAZIONE

Il Mali confina a Nord e Nord-Est con l'Algeria; a Est e Sud-Est col Niger e il Burkina Faso; a Sud con la Costa d'Avorio e la Guinea; a Ovest col Senegal e a Nord e Ovest con la Mauritania.

Ha una superficie di 1.960.000 kmq con 19.553.397 (2020) abitanti e una densità di 9 abitanti per kmq.

Zona di confine tra l'Africa bianca e l'Africa nera, il Mali registra la presenza di gruppi etnici diversi: Bambara (32%), Fulbe (14%), Sénufo - o Sénoufo - (12%), Songhai (7%).

La lingua ufficiale è il francese ma sono parlati il mande, l'arabo e le lingue camitiche.

La maggior parte della popolazione (90%) professa l'Islamismo, ma sono praticati anche culti animistici (9%) e il Cristianesimo (1%).

Ex colonia francese, il Mali è una Repubblica presidenziale.

In base alla Costituzione multipartitica approvata con referendum nel 1992, il capo dello Stato e l'Assemblea Nazionale sono eletti a suffragio diretto per 5 anni.

L'unità monetaria è il franco CFA.

La capitale è Bamako (809.552 ab.).

IL TERRITORIO

Il territorio è in prevalenza costituito da un altopiano ricoperto dalla savana.

Le alture si concentrano nel Sud e nella zona orientale del Paese, mentre quella settentrionale è occupata dal deserto del Sahara.

Al centro del Mali si apre un'ampia depressione, con il bacino del medio corso del Niger.

Questo fiume percorre il territorio per 1.800 km.

È navigabile per la maggior parte del suo corso, ma, quando giunge all'altopiano guineiano, si disperde in bracci morti e in depressioni paludose.

La regione desertica è invece priva di vene d'acqua superficiali.

Un altro fiume importante è il Senegal, che con i suoi affluenti, scorre da Sud-Ovest a Nord-Est del Paese, attraversando la vasta pianura di Kaarta.

Il clima è caldo e secco, con temperature più elevate al Nord.

Le precipitazioni, concentrate tra giugno e ottobre, diminuiscono procedendo verso Nord.

Cartina del Mali

Cartina del Mali

L'ECONOMIA

Il Mali, Paese desertico e sottopopolato, è tra i più poveri del mondo.

La popolazione, e di conseguenza le poche attività commerciali, sono concentrate nella zona meridionale dove c'è l'acqua.

La dominazione coloniale francese, gli errori del Governo dopo l'indipendenza, nonché i lunghi periodi di siccità hanno contribuito a peggiorare la situazione del Paese.

L'agricoltura occupa l'83% della popolazione attiva ed è il settore produttivo più importante, benché la superficie di territorio coltivato sia molto esigua.

Si coltivano il miglio, l'arachide, il riso, il mais, la canna da zucchero.

L'allevamento ha subito un notevole regresso a causa della siccità prolungata.

All'agricoltura è legata l'industria, essendo quest'ultima limitata alla prima trasformazione dei prodotti agricoli e dell'allevamento, oltre che all'essiccazione e affumicatura del pesce.

Il debole sviluppo dell'industria è dovuto alla mancanza di risorse minerarie ed energetiche, ad eccezione della produzione idroelettrica della diga di Selingue.

Il commercio con l'estero è caratterizzato da modeste esportazioni di pesce e di prodotti agricoli e dell'allevamento che non coprono però le importazioni di combustibile, prodotti industriali e alimentari.

La rete di comunicazioni si basa sulla ferrovia (642 km), la rete stradale (15.000 km circa di cui 1.800 km circa asfaltati) e la navigazione sul Niger (navigabile da luglio a gennaio).

Gli aeroporti principali sono Bamako/Sénou e Mopti.

CENNI STORICI

L'attuale territorio del Mali costituì la sede dei grandi Imperi sud-sahariani di Ghana, Mali, Songhai, le cui popolazioni erano di origine berbera e araba. Nell'XI secolo il capo malinke Allakoi Keita, re di Niani, si convertì all'Islam e impiantò questa religione nei suoi dominî. L'ultimo Keita, sopravvissuto ad una invasione dei Sosa, organizzò nel XIII secolo una confederazione delle tribù malinke. L'alleanza diventò rapidamente potente e in pochi anni conquistò l'antico regno del Ghana. Già nel 1255 il nuovo Impero occupava tutto il territorio della costa atlantica nell'ansa del Niger, dalle foreste equatoriali al deserto del Sahara. L'Impero svolse un'intensa attività commerciale, in modo particolare a Djene, nel Sud, e a Timbuctù, nel Nord, città nelle quali circolavano enormi quantità di oro. Timbuctù divenne leggendaria anche grazie ad una prestigiosa università che raggiunse l'apice della sua fama nel XIV secolo. L'Impero del Mali fu occupato dai Francesi nel 1850 e unito agli attuali Burkina Faso (già Alto Volta), Senegal e Benin, per formare ciò che si sarebbe chiamato inizialmente Sudan Francese, quindi Africa Occidentale Francese. La dominazione portò con sé violente distorsioni e ben presto i sentimenti anticoloniali si espressero politicamente, riuscendo ad organizzarsi nel 1945 nel Raggruppamento democratico africano (RDA). Nel decennio seguente i Francesi avviarono un processo di concessioni graduali che portarono all'indipendenza del Paese nel 1960 e alla proclamazione della Repubblica del Mali. Il neo presidente, Modibo Keita, apparteneva ad una generazione di leader africani educati in Francia e ispirati alla socialdemocrazia. Egli diede però impulso ad un processo di sviluppo economico orientato verso l'ideologia del «socialismo africano», avvicinandosi alle posizioni di Sekou Touré in Guinea e Kwame N'Krumah in Ghana. Le principali attività economiche furono nazionalizzate e l'indice di scolarità salì dal 4% al 20%. La lotta di Keita per l'unita del continente e per il non-allineamento gli conquistarono il rispetto di tutte le forze progressiste africane. Tuttavia un golpe militare lo rovesciò nel novembre del 1968. Il Comitato militare di liberazione nazionale, con a capo il colonnello Moussa Traoré, promise di risanare l'economia e combattere la corruzione. I risultati ottenuti furono opposti: la dipendenza economica dall'estero e la specializzazione agricola in funzione del mercato internazionale, misero in ginocchio il Paese. Nel 1974 il Governo sottopose a plebiscito una nuova Costituzione, in condizioni poco democratiche. Tutta l'opposizione era infatti fuorilegge e i seguaci di Keita incarcerati. Il Governo ottenne un appoggio elettorale del 99,8%, troppo elevato per essere credibile.

Nel 1977 Modibo Keita morì in una località del deserto, dove era stato confinato dal 1968, probabilmente avvelenato. In aperto rifiuto del regime, il popolo accompagnò a Bamako i resti di Keita in un corteo di proporzioni mai viste. Nel 1979 l'amministrazione del Paese accettò le proposte d'austerità volute dal Fondo Monetario Internazionale. Nello stesso anno si svolsero manifestazioni di protesta tra gli studenti. La repressione fu violenta: tredici studenti furono torturati e uccisi dalla polizia, mentre quasi un centinaio furono incarcerati. Dal 1983 si intensificarono i rapporti del Mali con la Francia, mentre vennero prese vieppiù le distanze dall'Unione Sovietica, che aveva fornito aiuti negli anni Settanta. Nonostante questi passi, la situazione economica continuò a deteriorarsi e la prolungata siccità causò una moria tra il bestiame. Nel 1985, il presidente Traoré fu rieletto per un secondo mandato di sei anni con il 99,94% dei voti durante una consultazione elettorale ancora una volta a candidato unico. A seguito di nuove proteste popolari, nel 1988 il Governo creò un Consiglio economico e sociale, diretto dal generale Anadou Baba Diarra. Il 10 aprile 1991 una ribellione popolare e militare contro il regime di Traoré portò al potere il tenente colonnello Amadou Tumani Touré, a capo del Consiglio di transizione di salvataggio del popolo (CTSP), il quale promise di trasferire il Governo ai civili all'inizio del 1992. La sfiducia popolare nei militari portò le organizzazioni studentesche coinvolte nella sommossa ad azioni violente contro gli edifici pubblici che simboleggiavano il regime dittatoriale. Si ampliarono i movimenti sociali, impegnati, tra le altre cose, per l'aumento dei salari e contro la privatizzazione delle imprese statali nell'ambito dei servizi delle telecomunicazioni, delle ferrovie, delle industrie tessile, farmaceutica e del cemento. Nello stesso anno l'insurrezione dei Tuareg nel Nord e dei Mossi nell'Est aumentò lo stato di tensione sociale. Il nuovo presidente si riunì con i leader di Algeria e Mauritania per trattare in forma congiunta la questione dei Tuareg. Nel 1992 il Governo del Mali e i Tuareg giunsero a un nuovo accordo di pace, con la mediazione dell'Algeria. In aprile fu firmata la pace definitiva con i Movimenti e fronti unitari di Azauad (MFUA), che raggruppavano quattro gruppi di opposizione tuareg. Nelle elezioni municipali e legislative del 1992 l'Alleanza per la democrazia in Mali (ADEMA) conquistò 76 dei 116 seggi. Il resto fu diviso tra le altre alleanze politiche e i rappresentanti della comunità maliana all'estero. Alpha Oumar Konaré, leader dell'ADEMA, fu eletto presidente nelle prime elezioni multipartitiche dall'indipendenza. Konaré, insegnante, aveva avuto un ruolo fondamentale nella sconfitta del regime di Moussa Traoré, nel 1991. Nel 1993, con il sostegno degli organismi finanziari internazionali, Konaré consolidò la liberalizzazione dell'economia iniziata da Traoré. Il presidente riformò la riscossione delle imposte, ridusse la spesa pubblica, privatizzò imprese statali ed eliminò il controllo dei prezzi. Nello stesso anno e in quello seguente, però, nel 1994 molte furono le manifestazioni contro il Governo che, nel giugno 1994, firmò un accordo con il MFUA, responsabile dei continui e violenti scontri con le forze dell'ordine (in uno di questi, nelle città di Gao e Beher, la repressione della polizia causò la morte di oltre duecento persone). Nel 1995 ebbe inizio un programma triennale di rimpatrio per il trasferimento di 120.000 Tuareg rifugiati in Algeria, Burkina Faso, Niger e Mauritania. Un nuovo accordo di pace, firmato il 27 marzo 1996, mise fine al conflitto con i Tuareg. Nel 1997, Alpha Oumar Konaré fu rieletto presidente con il 95,9% dei voti validi. L'opposizione boicottò le elezioni e la partecipazione elettorale fu scarsa. Il boicottaggio elettorale coincise con un aumento della violenza nelle strade nelle strade, che provocò le dimissioni del primo ministro Keita e del suo Governo alla fine del 1997. Un gruppo d'intellettuali chiese la liberazione di vari leader dell'opposizione al fine di calmare la situazione. Tuttavia, il presidente confermò il primo ministro in carica, il quale formò un nuovo Governo. Nel 1999 il Mali fu eletto per due anni membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell'ONU. All'inizio del 2000, nel Nord del Paese, si ripeterono i disordini già avvenuti nell'autunno precedente, con un bilancio finale di una trentina di vittime. In febbraio si dimise il primo ministro Ibrahim Keita, ufficialmente per preparare la sua candidatura in vista delle elezioni presidenziali del 2002. Nel settembre 2001 le piene provocate dalle insistenti piogge che da maggio flagellavano il Paese, distrussero migliaia di abitazioni ed ettari di terreno destinato alle coltivazioni. Le presidenziali del 2002 assegnarono la vittoria al generale Amadou Toumani Toure che si impose su Soumaila Cisse dell'ADEMA, al governo.

LA CAPITALE

Bamako

(809.552 ab.). Capitale del Mali.

Città portuale sul fiume Niger, forma, con il suo territorio, l'omonimo distretto urbano (252 kmq; 913.000 ab.).

L'architettura del vecchio centro della città, caratterizzata dall'uso di argilla cruda nelle costruzioni, e dalla presenza di guglie per arricchire le decorazioni delle pareti esterne, testimonia la propria discendenza dalla cultura islamica neo-sudanese.

La città è sede di piccole industrie, di un aeroporto internazionale ed è il capolinea della linea ferroviaria proveniente da Dakar.

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