Geografia Asia Territorio Storia Economia del Kuwait. Passaparola
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Dizionario di storia moderna e contemporanea
Il Libro dei Fatti del Kuwait Foto GEOGRAFIA ASIA - KUWAITPRESENTAZIONESituato all'estremità nord-occidentale del golfo Persico, il Kuwait confina a Nord e Nord-Ovest con l'Iraq e a Sud con l'Arabia Saudita.Copre una superficie di 17.818 kmq e registra una popolazione di 3.138.355 (2024) abitanti che hanno una densità di 106 abitanti per kmq. Le origini e la lingua sono arabe. La religione predominante è la musulmana di rito sunnita. Vi sono anche minoranze di cristiani (87.000) e cattolici (43.000). Già protettorato britannico, il Kuwait è una Monarchia ereditaria. In base alla Costituzione emanata nel 1962 l'Assemblea nazionale, composta da 75 membri, 25 dei quali nominati dall'emiro e 50 eletti, dura 4 anni. Il suffragio è solo maschile ed è riservato ai kuwaitiani naturalizzati da almeno 20 anni. L'unità monetaria è il dinar kuwaitiano. La capitale è Al Kuwait (28.859 ab.).
IL TERRITORIOMorfologicamente il Kuwait fa parte del tavolato arabico e si presenta come una vasta distesa desertica e sabbiosa, priva di rilievi e corsi d'acqua significativi.Le coste basse e sabbiose sono fronteggiate da numerose isole di cui la maggiore è Bubiya. Il clima è di tipo desertico, caratterizzato da forti escursioni stagionali e giornaliere. L'ECONOMIAIl Paese è estremamente ricco grazie alle sue immense risorse petrolifere.Il Kuwait è infatti stato per lungo tempo tra i primi Paesi al mondo per reddito pro-capite, ma ha subito una crisi negli ultimi anni a causa della guerra Iran-Iraq che ferma il traffico delle petroliere nel golfo Persico. L'agricoltura, pressoché inesistente, viene praticata nelle oasi e riguarda principalmente datteri e cereali; quasi tutti i prodotti agricoli vengono però importati, essendo molto limitato il territorio fertile. L'allevamento è l'attività agricola principale e riguarda soprattutto ovini e caprini.
Una risorsa tradizionale del Kuwait è la pesca, anche delle perle, effettuata nelle acque del golfo Persico. Il settore secondario è imperniato essenzialmente sull'estrazione del petrolio e del gas naturale, eseguita in parte da società anglo-americane, sebbene negli ultimi anni vi sia la tendenza ad affidare i contratti alle compagnie nazionali. Le industrie sono legate soprattutto all'estrazione del petrolio e comprendono raffinerie, stabilimenti per la produzione di composti chimici e un impianto di desalinizzazione dell'acqua marina. Il Kuwait esporta petrolio e prodotti petroliferi. La rete stradale copre 4.360 km. Il principale porto petrolifero si trova a Mena al Ahmadi, mentre il più importante aeroporto è a Al Kuwait.
CENNI STORICIGià duemila anni fa il Kuwait era un attivo centro commerciale con notevoli scambi con l'India. La storia del Paese fu strettamente legata a quella delle civiltà mesopotamiche fino al XIII secolo della nostra Era, quando l'invasione dei mongoli provocò la caduta del califfato di Baghdad. Iniziò allora un lungo periodo di isolamento durante il quale nuove popolazioni arabe si stanziarono nei territori: pur sottomesse formalmente all'impero ottomano esse godevano di una tale autonomia da decidere di eleggere un proprio sceicco per gli sporadici rapporti, in particolare con la Turchia. Nel 1756 fu designato il capo della famiglia Anaiza, Abdul Rahim Al-Sabah, fondatore della dinastia tuttora regnante. Da quel momento il territorio fino ad allora conosciuto come Qurain (corno) fu denominato Kuwait, dalla parola araba al-Kout, termine che definiva le abitazioni fortificate della costa. I primi europei ad approdare sulle coste di questo Stato prevalentemente desertico furono i portoghesi nel XVI secolo. Nel XIX secolo iniziò la forte influenza della Gran Bretagna e con l'appoggio britannico venne costruita la ferrovia che univa il golfo Persico con Costantinopoli. Nel 1899 di fronte ad un'imminente minaccia di un'invasione turca lo sceicco firmò un trattato con la Gran Bretagna e si impegnò a non cedere parte alcuna del proprio territorio ad un atro Paese senza il consenso britannico. In cambio la Gran Bretagna garantì l'integrità territoriale del Kuwait. Al termine della prima guerra mondiale, Francia e Gran Bretagna si spartirono ciò che restava dell'impero ottomano e il Kuwait diventò protettorato inglese separato dal neonato Regno dell'Iraq, che lo reclamava come provincia, adducendo l'assoggettamento storico di questa regione al Governo di Baghdad.
In seguito alla scoperta di ingenti risorse petrolifere il Paese acquistò una nuova importanza strategica e nel 1934 gli Stati Uniti vennero autorizzati ad effettuare ricerche e a sfruttare giacimenti petroliferi sul territorio e nelle acque territoriali. Inizialmente Ahmad Jabi Al-Sabah, che aveva ereditato il trono, si oppose allo sfruttamento dei ricchissimi giacimenti, credendo che la nuova industria avrebbe rovinato la pesca delle perle, principale attività economica del periodo. Dopo la seconda guerra mondiale l'emiro accordò la concessione alla Kuwait Oil Co., formata dalla BP britannica e dalla Gulf statunitense. Nel 1946 il petrolio fu esportato per la prima volta trasformando in poco tempo il piccolo porto in un grande centro commerciale. Nel 1961, cessato il protettorato inglese, il Kuwait divenne indipendente.
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Nello stesso anno il Paese venne ammesso nella Lega Araba e, successivamente (1963), all'ONU. Nel 1962 fu intanto adottata una Costituzione che istituì un'Assemblea nazionale di 50 membri eletti a titolo individuale (i partiti politici furono considerati illegali) dai cittadini maschi di età superiore ai 21 anni, i cui padri o nonni fossero residenti nel Paese da prima del 1920. Così degli oltre ottocento mila abitanti del Paese nel 1990 solo 85.000 sarebbero stati ammessi al voto in caso di elezioni. Il rapido passaggio da una posizione di assoluta povertà ad una condizione di ricchezza sconvolse la struttura del piccolo Stato: i beduini lasciarono i cammelli per lussuose automobili, l'attività della pesca delle perle scomparve, tutta la popolazione di stabilì in nuovissime città tra le moschee e gli shopping center. Tutti i lavori manuali e il lavoro dell'industria petrolifera rimasero a carico delle popolazioni immigrate che nel 1970 eguagliarono in numero la popolazione kuwaitiana. I governatori del Paese compresero presto che tanta prosperità all'interno di una regione così povera avrebbe potuto suscitare interrogativi riguardo alla sua legittimità. Nel 1961 era stato creato in questo senso il Fondo arabo per lo sviluppo economico, per concedere prestiti «a tassi ridotti di interesse» e donazioni ai Paesi del terzo Mondo. Quando l'OPEC riuscì ad aumentare i prezzi del greggio nel 1973, il Kuwait incrementò enormemente le proprie entrate. Tra i Paesi del golfo, il Kuwait fu generoso con le proprie ricchezze: al termine degli anni Ottanta era il Paese con maggior numero di assistenza ufficiale allo sviluppo. La prosperità non evitò i conflitti politici. Negli anni Settanta subì infatti pressioni da parte dei paesi arabi vicini, soprattutto l'Iraq, che avanzavano pretese sul territorio; i rapporti si fecero estremamente tesi e nel 1973 avvennero incidenti di frontiera con l'esercito iracheno.
Nel 1977 morì lo sceicco Jabi Al-Sabah a cui succedette Giabar al Ahmed Al-Sabah, principe ereditario e capo del Governo. Allo scoppio della guerra tra Iran e Iraq nel 1979 il Kuwait assunse una posizione apparentemente neutrale, tuttavia appoggiò l'Iraq con grandi somme: al pari delle restanti monarchie del Consiglio di sicurezza del golfo, il Kuwait considerava l'Iraq una fondamentale difesa contro la rivoluzione islamica iraniana. Nel 1982 il Paese fu colpito da una grave crisi finanziaria causata dal crollo di una borsa «libera», ma grazie alle ingenti risorse finanziarie la crisi fu arginata. Negli anni Ottanta la rivoluzione islamica iraniana ebbe ripercussioni anche nel Kuwait, dove si tennero manifestazioni antiamericane e numerosi attentati. Appena terminata la guerra tra Iran e Iraq nel 1988 iniziarono le tensioni tra Iraq e Kuwait. Il 2 agosto 1990 l'Iraq invase il Kuwait con una rapida azione militare. L'emiro Al-Sabah si rifugiò in Arabia Saudita, mentre 300 mila kuwaitiani fuggirono dal Paese sommandosi ai quasi 100.000 che stavano trascorrendo le vacanze all'estero. Le forze di occupazione naturalmente favorirono l'esodo, mentre un governo provvisorio filo-iracheno, capeggiato da Al-Hussein Alì chiese la fusione totale tra Iraq e Kuwait.
Gli Stati Uniti reagirono con estrema durezza all'invasione e promossero una serie di misure di embargo commerciale, finanziario e militare contro l'Iraq e il 29 novembre venne autorizzato l'uso della forza se l'Iraq non si fosse ritirato entro il 15 gennaio 1991. La guerra ebbe un impatto durissimo sul Paese, non tanto per numero di morti ma per l'incendio di quasi tutti i pozzi petroliferi durante i bombardamenti e il ritiro delle truppe di occupazione. Fu il disastro ambientale: la nube nera dei cinquanta pozzi che bruciavano e le fuoriuscite di petrolio dalle piattaforme lungo le coste produssero un grave inquinamento dell'aria, delle risorse marine e del suolo. Il costo per la ricostruzione fu stimato tra i 150 e i 200 mila milioni di dollari. Dopo la fine del conflitto più di 1.300 persone morirono o furono ferite dall'esplosione di mine sotterrate durante il conflitto.
Nel marzo 1991, durante la visita in Kuwait del segretario di stato degli Stati Uniti , James Baker, il principe e il primo ministro promisero di condurre l'emirato sulla strada della democrazia e far eleggere un Parlamento, ma non si parlò di scadenze. A metà dicembre 1991 Arabia Saudita, Oman, Quatar, Bahrein e Kuwait realizzarono un summit al fine di creare un meccanismo di sicurezza collettiva e stabilire un nuovo quadro difensivo per la regione, nel quale si trova il 40% delle riserve petrolifere del mondo. Nel 1992 furono indette le elezioni per l'Assemblea nazionale: vinsero i gruppi indipendenti d'opposizione che ottennero 31 seggi. I fondamentalisti ne guadagnarono 19 e i liberali 12: per la prima volta fu nominato un gabinetto formato da parlamentari eletti da voto popolare. Nel 1993 l'ONU delimitò definitivamente le frontiere con l'Iraq, iniziando la costruzione di un muro di 130 chilometri di estensione lungo il quale furono disseminate 1.300.000 mine. Nell'agosto dello stesso anno l'ex capo del Governo provvisorio imposto da Baghdad, Al-Hussein Alì, fu condannato a morte insieme a cinque kuwaitiani e dieci giordani. Nel 1994 il ministro del Petrolio Alì Ahamd Al-Baghli fu espulso dal Governo, mentre l'anno successivo il Governo continuò imperterrito la privatizzazione delle imprese statali realizzando nel contempo ingenti investimenti in armamenti. Nel 1996 vi fu un'espansione economica dovuta all'aumento del prezzo del greggio e dai nuovi investimenti, sia nell'industria edile che nel petrolio. Nel 1997 l'emiro ordinò la chiusura della frontiera con l'Iraq e rafforzò la vigilanza in vari punti dei confine a causa di una nuova crisi scoppiata tra Washington e Baghdad. Nel marzo 1998 l'emiro formò un nuovo Governo. In seguito allo scoppio della seconda Intifada (settembre 2000) nei Territori occupati, in Kuwait si verificarono le prime manifestazioni antistatunitense da dieci anni a quella parte. In ambito più strettamente politico, la lotta per la successione dello sceicco Jaber, gravemente malato, che vide contrapporsi il principe ereditario, il primo ministro Saad al-Abdallah (61 anni, sofferente e spesso assente dal Paese), il ministro degli Esteri Sabah al-Ahmed (62 anni, con problemi di salute), e il ministro della Difesa Salem al-Sabah (61 anni, anch'egli malato), paralizzò l'operato del Governo costretto a dimettersi il 29 gennaio 2001. Nel nuovo Esecutivo, la famiglia regnante conservò i ministeri chiave. Per ammorbidire il Parlamento, la maggior parte dei rimanenti nove portafogli venne assegnata a deputati. Lo scenario politico nel Parlamento continuò intanto a essere dominato dai confronti tra le correnti politiche liberali e quelle islamiche. L'emiro Jaber al-Ahmed al-Sabah LA CAPITALEAl-Kuwait(28.859 ab.). Capitale del Kuwait, è situata sulla sponda meridionale della baia del Kuwait. Fondata nel XVIII secolo da popolazioni che vivevano della pesca delle perle e del commercio con l'India, conserva oggi ben pochi resti del passato. Si presenta come una città modernissima e industrializzata che si è sviluppata soprattutto grazie ai giacimenti petroliferi.
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