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GEOGRAFIA - ASIA - KIRGHIZISTAN

PRESENTAZIONE

Situato nell'Asia centrale, senza sbocco sul mare, il Kirghizistan, confina a Nord con il Kazakistan, a Est e Sud-Est con la Cina, a Sud-Ovest con il Tagikistan e a Ovest con l'Uzbekistan.

La superficie è di 199.900 kmq e la popolazione ammonta a 6.172.101 (2024) abitanti, con una densità di 25 abitanti per kmq.

La massiccia immigrazione dal resto dell'URSS, iniziata dopo la Rivoluzione d'Ottobre, ha complicato la composizione etnica del Paese:

la metà della popolazione è costituita da Kirghizi (64,9%), ma le componenti uzbeka (13,8%) e russa (12,5%) sono notevoli;

sono presenti anche minoranze di Dungani (1,1%), Ucraini (1%),Uiguri (1%), Kazachi (0,9%), Tagichi (0,9%) e Tatari (0,9%).

Le lingue ufficiali sono il kirghizo e il russo.

La religione più praticata è la musulmana sunnita, seguita dalla cristiano-ortodossa.

Già Repubblica federata nell'ambito dell'URSS, il Kirghizistan è una Repubblica presidenziale;

in base alla costituzione del 1993, modificata nel 2003, il presidente è eletto a suffragio universale per 5 anni al pari del Parlamento formato da 75 membri.

L'unità monetaria è il som.

La capitale è Biskek (806.000 ab.).

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IL TERRITORIO

La popolazione si concentra nella parte kirghiza del bacino del Fergana e nella fascia pedemontana settentrionale, dove sorgono le uniche città importanti, la capitale Biskek e Os (213.000 ab.).

Il territorio è interamente occupato dal sistema montuoso del Tjansan, che verso Ovest si divide in tre catene:

dei Kirghizi, il Catkal e la dorsale di Fergana.

Queste catene montuose sono separate da profonde vallate determinate da sprofondamenti tettonici.

La valle del Fergana, a Ovest, è attraversata dal Naryn, il più lungo fiume del Paese.

A Nord-Ovest vi è la valle di Talas, mentre a Nord-Est la valle dell'Issyk-Kul, la più vasta, è interamente occupata dall'omonimo lago salato.

Lungo la frontiera con la Cina sorgono i maggiori rilievi orografici:

il Picco Pobedy (7.439 m) e il Picco Hantengri (6.995 m).

Il clima è continentale, influenzato dalla presenza di notevoli rilievi, e si fa sempre più rigido e umido in rapporto all'altitudine.

Cartina del Kirghizistan

Cartina del Kirghizistan

L'ECONOMIA

L'economia è condizionata dalla natura del territorio;

l'agricoltura è infatti praticata appena sul 20% della superficie del Paese, dove lo consente l'intensa irrigazione.

Essa fornisce cotone, barbabietole da zucchero, tabacco, cereali e frutta. La vite si coltiva nella regione di Biskek.

Molto sviluppato è l'allevamento del bestiame (ovini, bovini, in particolare lo yak, e cavalli);

praticata è anche l'avicoltura.

Il Kirghizistan dispone di notevoli risorse minerarie:

petrolio e gas naturale (Fergana), carbone (Tjansan), molibdeno e tungsteno (alto corso del Naryn), stagno e piombo (bacino dell'Issyk-Kul);

assai sviluppata è la produzione di energia idroelettrica ricavata da impianti sul fiume Naryn e da centrali di ridotte dimensioni ubicate sui piccoli torrenti di montagna.

Le industrie si occupano soprattutto della trasformazione dei prodotti dell'agricoltura (zuccherifici, concerie, cotonifici, lanifici e setifici).

Nella zona di Biskek vi sono anche insediamenti industriali metalmeccanici (macchine agricole), chimici e tessili.

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CENNI STORICI

Citati da fonti cinesi già nel I sec. a.C., malgrado la loro consistenza numerica non riuscirono mai a darsi un'unità nazionale.

Dediti alla pastorizia nomade e divisi in piccoli gruppi, non furono mai sottomessi ma furono utilizzati varie volte come mercenari da altre popolazioni turco-mongole.

Alla fine del IV sec. d.C. il Kirghizistan costituì la parte occidentale del khaganato turco, nel VII fu occupato dai turghesci, tra l'VIII e il X fu sotto il potere dei carlucchi sostituiti un secolo più tardi dai karajanidi.

Nel XV e XVI secolo si formò il popolo kirghizo e nella regione di Tian Shan fu istituito il khanato kirghizo fondato dal khan Ajmet.

La struttura sociale era caratterizzata da una classe al potere costituita non da principi o nobili ma da anziani (manaps) che si fossero distinti grazie al prestigio personale.

Le tribù erano inoltre molto legate, anche per via delle costanti guerre con le popolazioni vicine.

Unitisi agli Uiguri nel XVII sec. per contrastare l'espansionismo russo, furono soggiogati nel corso del secolo XIX.

Nel 1864 il Kirghizistan del Nord fu annesso all'impero russo e tre anni più tardi lo zar Alessandro II creò il governo centrale del Turkestan:

i coloni russi cominciarono ad arrivare a migliaia e i kirghizi videro le proprie terre migliori confiscate e cedute agli immigrati.

Nel 1875 vi fu un'insurrezione contro il khan Jodoyar di Kokand.

L'impero russo approfittò dell'occasione per annettere il khanato in questione e tutto il Kirghizistan del Sud.

Si formò così la regione di Fergana con una popolazione a maggioranza uzbeka, unita alla provincia del Turkestan.

Il Kirghizistan fu a varie riprese teatro di insurrezioni anti-russe, tra le quali si ricorda quella sanguinosa del 1916.

Dopo la rivoluzione nel dicembre del 1917, il potere sovietico fu instaurato nel distretto di Bishkek.

Nel resto del Paese il nuovo regime affrontò una notevole opposizione da parte di gruppi di guerriglieri.

Tra il 1921 e il 1922 fu promossa la riforma agraria e delle acque. Nel 1924 fu creata la regione autonoma di Kara-Kirghiz, come parte della Federazione Russa.

Nel 1925 fu denominata Regione autonoma dei Kirgizia e nel 1926 Repubblica socialista sovietica autonoma. Nel dicembre di dieci anni dopo, nel 1936 di costituì in Repubblica Federata dell'Unione Sovietica.

I nomadi kirghizi dovettero cambiare radicalmente il proprio modo di vivere , integrandosi nelle nuove cooperative agricole e nelle industrie della prima era socialista.

Prima del secondo conflitto mondiale l'URSS costruì in Kirghizistan grandi impianti per l'estrazione dell'antimonio e l'industrializzazione dei prodotti agricoli, mentre durante e dopo la guerra il Paese si distinse per la produzione di macchinari, materiali edili ed elettricità.

Nei decenni successivi poté avviare una relativa industrializzazione e sviluppare le comunicazioni interne, grazie al collegamento ferroviario con il Kazakistan e la Siberia.

Durante la gestione di Breznev tra il 1961 e il 1982 il segretario del Partito comunista del Kirghizistan fu Turdakun Usubalev, mentre a partire dal 1986, in conseguenza ai cambiamenti promossi da Gorbaciov, nel Paese si sviluppò un forte movimento indipendentista.

Il Kirghizistan dichiarò la propria sovranità nel maggio del 1990, per poi proclamare la propria definitiva indipendenza nell'agosto 1991.

Durante le prime elezioni presidenziali fu eletto nel corso dello stesso 1991, Askar Akaev, fisico di fama internazionale.

Questi fu il primo capo di Governo a rendere illegale il Partito comunista locale e a proclamare l'indipendenza della propria Repubblica firmando insieme con altre dieci repubbliche dell'ex Unione Sovietica l'atto di fondazione della Comunità di Stati Indipendenti (CSI).

Nel marzo 1992 il presidente riaffermò la propria decisione di mantenere una stretta neutralità sul piano internazionale.

Altri Paesi musulmani come Pakistan, Iran e Arabia Saudita, offrirono capitali in cambio di rapporti più stretti con il Kirghizistan, ma Akaev dichiarò che preferiva sviluppare rapporti con la Turchia.

Il 5 maggio 1993 fu approvata la nuova Costituzione, mentre nel corso dello stesso anno il presidente continuò la lotta contro il Parlamento che non era d'accordo con la sua politica riformatrice.

Mentre a causa delle tensioni interne gli abitanti di origine russa cominciarono ad abbandonare il Paese, il Governo introdusse una nuova moneta, il som.

All'inizio del 1994 un referendum, convocato per chiedere la fiducia nel presidente e nella sua politica, vide la vittoria di Akaev che continuò nella sua applicazione di una politica economica seguendo i dettami del FMI.

L'inflazione scese dal 40% al 4%, una delle più basse tra le Repubbliche dell'ex URSS, ma cadde anche la produzione che arrivò a crollare fino al 16%.

Le importazioni dalla Turchia e dalla Cina crebbero in quegli anni in maniera vertiginosa.

Nelle elezioni del febbraio del 1995 Akaev fu rieletto con più del 60% dei voti.

Nel febbraio 1996 il presidente con un referendum fece approvare dei cambiamenti alla Costituzione che gli conferirono maggiori poteri:

gli oppositori del Governo e i giornalisti critici alla politica di Akaev furono perseguitati ed incarcerati con l'accusa di diffamazione.

Tre anni più tardi alle elezioni del 12 marzo 2000, le prime pluripartitiche dal 1991, il Partito comunista al potere ottenne la maggioranza relativa.

Secondo gli osservatori internazionali vi sarebbero state numerose irregolarità a danno delle opposizioni.

Nel mese di ottobre si tennero le elezioni presidenziali che terminarono con la vittoria scontata del presidente uscente Akaev, rieletto con il 74,3% dei consensi.

Anche in questo caso osservatori e opposizione denunciarono una serie di irregolarità.

Dopo gli attentati dell'11 settembre contro il World Trade Center e il Pentagono e l'avvio dei bombardamenti in Afghanistan nell'ambito dell'operazione «Libertà duratura», il Kirghizistan concesse il suo spazio aereo agli USA per effettuare raid in territorio afghano oltre che per il trasporto di aiuti umanitari alla popolazione civile.

Sul fronte interno anche nel 2002 proseguirono le persecuzioni e le incarcerazioni nei confronti degli oppositori di Akaev.

In particolare gli arresti del deputato Azimbek Beknazarov (liberato nel giro di pochi mesi) e del leader carismatico Felix Kulov scatenarono le proteste dei sostenitori dell'opposizione, represse violentemente dalle forze dell'ordine.

Nel 2004 i partiti dell'opposizione si coalizzarono in vista delle elezioni del marzo 2005, nelle quali tuttavia prevalse per l'ennesima volta Akaev.

La validità delle consultazioni fu però messa in dubbio dall'opposizione, che si riversò nelle strade della capitale e occupò la Casa Bianca (sede del Governo e della presidenza della Repubblica) e la televisione, liberando nel contempo dal carcere il suo leader Kulov.

Travolto dalla guerra civile, Akaev riparò all'estero, mentre il capo dell'opposizione Kurmanbek Bakiyev, dopo aver assunto l'incarico di primo ministro ad interim, fu investito dal Parlamento del ruolo di presidente provvisorio.

Nello stesso mese la Corte Suprema del Paese, con voto unanime, invalidò i risultati delle consultazioni.

In aprile Akaev, rifugiatosi nel frattempo a Mosca, rassegnò le dimissioni da capo dello Stato.

A luglio si svolsero le elezioni presidenziali che confermarono Bakiyev alla presidenza del Kirghizistan con una larga maggioranza.

Il neo presidente nominò primo ministro Kulov.

Trovatosi a governare un Paese instabile, con forti tensioni interne e gravi problemi non solo di ordine economico, Bakiyev, temendo una rivoluzione sul modello di quelle scoppiate in Ucraina e in Georgia, aumentò i controlli nei confronti delle organizzazioni non governative, accusate di essere al servizio dei Paesi occidentali e degli USA e di voler portare al potere leader filo-occidentali attraverso disordini di piazza.

Nonostante il cambio ai vertici dello Stato, anche nel 2006 si verificarono episodi di corruzione e di violenza stigmatizzati da migliaia di dimostranti scesi più volte nelle piazze per chiedere al Governo di porre rimedio a una situazione insostenibile.

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LA CAPITALE

Biskek

(806.000 ab.).

Capitale del Kirghizistan, è situata nella fertile vallata del fiume Cu, ai piedi dei Monti dei Kirghizi;

accoglie attorno al suo centro coltivazioni agricole e allevamenti (barbabietole da zucchero, tabacco, bestiame), nonché stabilimenti industriali (industrie metalmeccaniche, alimentari e tessili).

È sede universitaria e dell'Accademia delle scienze.

Fondata nel 1873 dai russi con il nome di Biskek, fu ribattezzata Frunze nel 1925 dal nome di un dirigente kirghizo dell'Armata Rossa.

Nel dopoguerra subì due forti accelerazioni del suo sviluppo economico e demografico, ospitando dopo il 1941 le industrie emigrate dalla Russia per l'invasione tedesca e raddoppiando nei decenni successivi la popolazione.

Nel 1991, con la proclamazione dell'indipendenza nazionale, ha riassunto il nome originario.

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