Geografia America del Nord e Centro Territorio Storia Economia del Canada

 

 
    

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GEOGRAFIA - AMERICA DEL NORD E CENTRO - CANADA

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PRESENTAZIONE

Secondo Paese del mondo per estensione dopo la Russia, il Canada copre la parte settentrionale del continente nordamericano ed è bagnato a Nord dal Mar Glaciale Artico, a Est dall'Oceano Atlantico, a Ovest dall'Oceano Pacifico, mentre confina a Ovest con l'Alaska e a Sud con gli Stati Uniti. La sua superficie è di 9.984.670 kmq e la popolazione è di 31.946.316 abitanti, con una densità di 3,2 abitanti per kmq. La composizione etnica del Canada è piuttosto varia, ma prevale la razza bianca, suddivisa in due gruppi etnici principali, discendenti dai primi colonizzatori: il gruppo anglofono (34%) e quello francofono (23%). Seguono gli immigrati di lingua tedesca, russa, italiana e olandese. Rimangono poi minoranze indiane ed eschimesi. Le lingue ufficiali sono l'inglese e il francese. Un'esigua minoranza di gruppi autoctoni, residenti nei territori di Nord-Ovest e nello Yukon, parla unicamente dialetti locali. La religione maggiormente professata è quella cattolica (43,6%), mentre una certa diffusione ha la religione protestante (29,2%). Il Canada è uno Stato federale composto da dieci Province (dotate di propri organi esecutivi e legislativi) e da tre Territori, amministrati da commissari nominati dal Governo federale. I tre Territori comprendono anche il Territorio autonomo di Nunavut, istituito nel 1999 per tutelare le minoranze inuit. Le Province sono divise a scopo amministrativo in municipi urbani e municipi rurali. Capo dello Stato è il sovrano del Regno Unito, rappresentato da un governatore generale, nominato dalla Corona su designazione del primo ministro canadese. Il potere esecutivo spetta al Governo presieduto dal primo ministro; il potere legislativo è affidato al Parlamento, costituito dalla Camera dei Comuni, formata da 308 membri eletti a suffragio universale diretto per 5 anni, e dal Senato, i cui 105 membri sono designati dal governatore generale, su proposta del primo ministro. L'unità monetaria è il dollaro canadese. La capitale è Ottawa (774.072 ab.).

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IL TERRITORIO

La vasta estensione del territorio canadese, che copre una superficie 33 volte maggiore di quella dell'Italia, rende necessaria una sua suddivisione in alcune grandi regioni naturali. Muovendoci da Est verso Ovest troviamo inizialmente la regione degli Appalachi; affacciata sull'Oceano Atlantico, rappresenta il prolungamento nord-orientale del sistema appalachiano. Questa zona comprende la provincia del Québec, il Nuovo Brunswick, la Nuova Scozia, la penisola di Gaspe e le isole Principe Edoardo, Capo Bretone e Terranova. La zona interna è costituita da colline, mentre la parte costiera è coperta da pianure. Regione prevalentemente boschiva, presenta nell'area centrale della Nuova Scozia e a Terranova zone brulle e rocciose. La zona del Québec meridionale e Ontario è costituita dal bassopiano che circonda i Grandi Laghi (Lago Superiore, Lago Michigan, Lago Huron, Lago Erie, Lago Ontario) ed è caratterizzata da vaste foreste. La regione del cosiddetto «scudo canadese» si estende intorno alla Baia di Hudson fino al Mar Glaciale Artico. Si tratta di un tavolato poco elevato, punteggiato da laghi e acquitrini. A Ovest dello «scudo canadese» si estende la zona delle pianure interne, la cui elevazione progredisce da oriente a occidente. La parte occidentale del Paese è attraversata da una fascia montuosa, la Cordigliera, che si articola in due catene parallele: le Montagne Rocciose canadesi e la Catena Costiera, caratterizzata da numerosi fiordi e foreste. Tra le sue vette, spicca il monte Logan (6.050 m), che è anche il più alto del Canada. Le Montagne Rocciose costituiscono la linea spartiacque del territorio canadese e, poiché questa catena montuosa si trova vicino alle coste del Pacifico, i fiumi che da essa hanno origine hanno in genere corso breve, mentre quelli che scorrono sul versante Est formano il sistema idrografico più importante del Paese. Tra questi citiamo il Mackenzie e il San Lorenzo. Il primo nasce dalla confluenza del Peace e dell'Athabasca, divenendo poi immissario ed emissario del Gran Lago degli Schiavi, per sfociare infine nel Mar Glaciale Artico, dopo un corso di 3.800 km. Ghiacciato per la maggior parte dell'anno, il Mackenzie non è un fiume di grande importanza economica, anche perché attraversa regioni quasi disabitate e sfocia in un mare poco navigato. Al contrario il San Lorenzo rappresenta un'arteria vitale per la produttività del Canada: nasce dal Lago Ontario e sfocia dopo 1.350 km nell'Oceano Atlantico. Poiché i Grandi Laghi sono raccordati da un sistema di bacini intercomunicanti, il fiume risulta essere un'importante via di comunicazione, in quanto collega a sua volta il retroterra canadese e quello statunitense all'Atlantico. Il Canada è ricco di laghi, se ne contano ben 250.000. A parte i 5 Grandi Laghi, i maggiori sono il Gran Lago degli Orsi, il Gran Lago degli Schiavi e il Lago Winnipeg. Le acque che escono dal Lago Erie per immettersi nel fiume Niagara devono superare un dislivello di 100 m, formando così le spettacolari Cascate del Niagara, divise fra Stati Uniti e Canada. Il litorale canadese si presenta alto e frastagliato nella sezione settentrionale e occidentale, mentre è più basso e uniforme nella parte orientale. Il clima è continentale, ma nelle regioni settentrionali prevalgono condizioni di rigore quasi polare. La corrente del Labrador esercita una forte influenza sulle coste orientali, determinando, a parità di latitudine, temperature molto più rigide di quelle europee. Analoga influenza hanno le gelide acque della baia di Hudson.

Cartina del Canada

Canada: il lago Louise nel Banff National Park

Canada: veduta di Calgary

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LA NASCITA DEI PARCHI NAZIONALI

Il parco nazionale di Banff nelle Montagne Rocciose fu il primo a essere creato in Canada nel 1885. La proposta di istituire dei parchi era stata lanciata da Van Horne, amministratore della CPR (Canadian Pacific Railway), che gestiva la costruzione delle strade ferrate. L'idea era quella di seguire l'esempio degli Stati Uniti, dove erano stati costituiti i parchi Yosemite e Yellowstone, per assicurare alla CPR il monopolio sullo sviluppo dell'area. L'ubicazione del parco fu decisa quando alcuni prospettori minerari scoprirono delle sorgenti di acqua calda e polle racchiuse entro un tetto di roccia ornato di stalattiti. Avevano trovato la loro miniera d'oro, ma dovettero cederla al governo, che concesse il monopolio del suo sfruttamento alla CPR. Al posto delle tende e baracche che avevano ospitato i primi viaggiatori sorse un paese con un museo, un osservatorio, un giornale, un fabbro, negozi, servito da nuove strade d'accesso alle riserve di pesca e alle terme in stile svizzero. I turisti affluirono, molti attirati dal miraggio pubblicizzato dal Governo di una qualità terapeutica delle acque; grucce e bastoni rimasero come testimonianza di guarigioni miracolose. A differenza delle terme di Banff, un'altra sorgente d'acqua calda scoperta sempre nelle Montagne Rocciose, a Radium, in British Columbia, fu inclusa nei parchi nazionali solo nel 1922: per molto tempo rimase la versione popolare di Banff, accessibile a un pubblico disposto ad alloggiare in tenda, alla luce delle candele. Banff aveva invece un selezionato pubblico internazionale: nel 1883 nacque il suo primo sanatorio. Il medico che lo gestiva seguiva per contratto anche i minatori di Bankhead e Anthracite. Le miniere venivano presentate ai turisti come attrazioni aggiuntive; Bankhead veniva tenuta come una cittadina modello, con una sua Chinatown, tanto che Hollywood la utilizzò per girarvi un film muto. Due anni dopo la fondazione del parco di Banff venne istituito il primo "sanctuary" per uccelli del Nord America a Last Mountain Lake, nell'attuale Saskatchewan. Nel 1886 a Roger Pass fu predisposta un'area destinata a parco che includeva il Monte Macdonald e il Great Glacier, a due miglia dal quale la CPR costruì una Glacier House. Nel 1890 erano già passate di là 12.000 persone, ospitate in un albergo di 36 stanze, ma le valanghe che si abbatterono sul paese nel 1899 e nel 1910 portarono alla chiusura degli impianti. Solo Glacier House rimase aperta fino agli anni Cinquanta, quando iniziò la costruzione della Trans-Canada Highway. Lo stesso anno di Glacier venne istituito anche lo Yoho Park, che confina a Ovest con il Banff National Park. Ma al tempo la sua perla, Lake Louise, non richiamava i turisti come adesso. Nella Yellowhead Valley fu creato il Jasper National Park, per opera della Grand Trunk, la compagnia concorrente della CPR. Waterton Lake Park fu istituito per accogliere i clienti del parco americano Glacier, che attraversando il lago passavano anche il confine con il Canada. Lungo le due linee ferroviarie le due compagnie costruirono alberghi e case da tè, dove i turisti riposavano dopo il viaggio in carrozze panoramiche. In questi anni furono istituiti anche i primi parchi provinciali, nel 1893 fu creato l'Algonquin Park, in Ontario, meta nel nuovo secolo dei mitici viaggi dei pittori del Gruppo dei Sette. Il parco è di grande richiamo ancora oggi, coi suoi 1.600 km di corsi d'acqua navigabili. Nel 1895 fu stabilito il parco delle Laurentides, per la protezione del caribù, della gru e di altre specie in pericolo. I parchi creati non erano territori dai confini inviolabili. Nel 1911 il sistema di parchi e riserve forestali venne ridefinito da una legge che ridusse l'area di Banff e di Jasper. Negli anni Venti nuovi progetti per la costruzione di impianti idroelettrici suscitarono grande opposizione. Fu deciso di proteggere i parchi nazionali, ma dalla loro area furono sottratte le zone con valore commerciale per miniere, cementifici, impianti idroelettrici. Nel Novecento il movimento protezionista iniziò a operare in modo da salvare dall'estinzione specie animali in Saskatchewan e Alberta. L'Elk Island National Park, vicino a Edmonton, era all'origine una riserva di caccia e i protezionisti, per salvare lo wapiti (Cervus canadensis), ottennero e finanziarono la creazione di un'area protetta, anche se non ottimale. Essa servì in un primo tempo anche per collocare un branco di bisonti acquistati nel Montana, dato che i bisonti canadesi ormai erano disponibili solo in forma di trofei. I bisonti furono poi trasferiti nel Wood Buffalo National Park, anch'esso gestito più come una riserva che come parco. A quel tempo, i lupi e altri animali poco accetti erano sterminati col veleno, creando così problemi collaterali, quali l'avvelenamento di altri animali e l'eccessivo aumento della fauna protetta. Ma negli anni Quaranta l'amministrazione dei parchi riconobbe l'importanza di considerarli come un ecosistema formato da popolazioni animali diverse ma interdipendenti, di cui fanno parte a pieno titolo anche i predatori. Sulla scia dell'interesse naturalistico dell'epoca, furono poste le basi del Jardin Botanique di Montréal che nel tempo è diventato il terzo ai mondo per grandezza e varietà; raccoglie 26.000 specie vegetali, che vanno dalla flora alpina a una eccezionale collezione di bonsai. Con l'avvento dell'automobile, al turismo d'élite si sostituì progressivamente un turismo di massa.

L'appoggio federale alla costruzione di strade rese sempre più appetibile per le province l'istituzione dei parchi, spesso decisa dal Governo per premiare l'elettorato fedele. Nacquero così, nella prima metà del Novecento, i parchi di Mount Revelstoke, Kootenay, Prince Albert, Riding Mountain, Île du Saint-Laurent, Georgian Bay e Point Pelée. Quest'ultimo rimane ancora oggi un posto unico per la sua foresta decidua; in questa penisola dallo strano paesaggio vegetale la primavera e settembre sono le date migliori per l'osservazione di uccelli migratori e di farfalle. Per ottenere manodopera a basso costo, durante la depressione e le due guerre mondiali disoccupati, immigrati, obiettori di coscienza vennero utilizzati per la manutenzione dei parchi e delle loro strade. Queste sono adesso contornate da segnali che indicano il passaggio di animali, per ricordare l'importanza della prudenza nella guida. Dopo la seconda guerra, la spinta allo sviluppo rese difficile la vita dei parchi. Alcuni vennero eliminati o ridimensionati per diminuire i costi o per dare spazio a terre da coltivare e alla caccia degli animali da pelliccia, come nel caso del Prince Albert National Park. La Nova Scotia ottenne la riduzione del suo parco per sfruttare nuovi giacimenti minerari e per costruire impianti idroelettrici. Terranova ottenne un parco, come condizione per entrare a far parte della confederazione canadese; in questo modo, sarebbe stata inclusa nel progetto della Trans-Canada Highway. Negli anni Cinquanta fu intrapresa la costruzione della Trans-Canada Highway attraverso i Parchi di Banff e Yoho, sulle Montagne Rocciose, di Revelstoke, in British Columbia, e di Terranova: negli anni Sessanta la sua apertura significò un grosso incremento del turismo nelle aree protette. Nel 1962 la prima conferenza mondiale sui parchi nazionali rilanciò il problema della protezione dell'ambiente e l'organizzazione di associazioni, fra cui la National and Provincial Park Association of Canada. I gruppi ecologisti riuscirono a controllare lo sviluppo delle cittadine nate all'interno dei parchi e a far sì che il Governo adottasse una politica di bassa crescita, soprattutto nella zona sciistica di Lake Louise e Sunshine. Dopo il 1968 i parchi nazionali raddoppiarono in numero e furono creati anche in nuove regioni, seppure a volte con grande difficoltà soprattutto in Saskatchewan, dove erano minacciati gli interessi degli allevatori, e in British Columbia, dove il legname vale molto più del turismo. Ma il risultato meritava un sacrificio, basti pensare che il parco di South Moresby comprende isole chiamate "le Galapagos del Nord", per l'esistenza di sottospecie animali uniche, nate dall'adattamento a particolari condizioni di vita. In Québec il parco della Mauricie è nato nel 1970, seguito da quello delle Îles du Saint-Laurent, tuttavia la proprietà del territorio di quest'ultimo è tuttora rivendicata dagli Indiani. Il parco di Forillon, nella penisola di Gaspé, merita una visita non solo per osservare le colonie di foche e cormorani, ma per le eccezionali forme naturali createsi nei secoli. Anche tutti i parchi istituiti nei territori del Nord-Ovest sono stati soggetti a un accordo con i popoli nativi circa le loro rivendicazioni territoriali e la definizione del confine con la neo-costituita unità federata del Nunavut. Il parco di Nahanni, in particolare, comprende le incredibili cascate Virginia, che si gettano in una valle situata 90 m più in basso. Il Northern Yukon National Park, alla frontiera con l'Alaska, è stato creato a protezione delle tradizionali rotte migratorie dei caribù. Ellesmere Island Park (fatto di ghiacciai, montagne e vallate in cui vivono un raro caribù e il bue muschiato) e il più antico parco di Auyuittuk, sull'isola di Baffin, devono la loro istituzione soprattutto alla necessità di asserire la sovranità canadese su questi territori rispetto alle intrusioni americane, in particolare al tempo della navigazione della Polar Sea attraverso il passaggio a Nord-Ovest, effettuata senza permesso canadese. Il parco di Auvalik (termine che significa "dove le genti viaggiano"), sull'isola di Banks, nell'Artico occidentale, in particolare, è stato costituito nel 1992, dopo lunghe negoziazioni tra il governo canadese e i nativi Inuvialuit. Queste terre del grande Nord conservano intatto il fascino dei romanzi di Jack London, che vi ha sperimentato in prima persona l'avventura della corsa dell'oro o, meglio, della corsa per la sopravvivenza. Come ha scritto Ennio Flaiano, sono luoghi di grande bellezza, in cui gli Inuit hanno saputo "sopravvivere per millenni nel puro assurdo, in un ambiente che è il primo tentativo della crosta terrestre di prendere forma e colore". La sfida del Canada con la creazione di questi grandi parchi, è quella di mantenere i suoi ecosistemi, dalle tundre alle foreste pluviali alle praterie, da un oceano all'altro, di renderli noti e visibili senza alterarne la natura e la leggenda.

 

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L'INDUSTRIA DEL LEGNO

Circa il 49% della superficie complessiva del territorio canadese è coperto da immense foreste. Questa enorme distesa di alberi non offre solo panorami stupendi e aria salubre, ma rappresenta anche una grande risorsa economica. I vecchi pionieri trovarono nel patrimonio boschivo la zona ideale per la caccia di scoiattoli, ermellini, visoni, martore, castori, tutti animali preziosi per le loro pellicce. Oggi questa fauna è fortemente diminuita e le pelli si ottengono soprattutto da animali d'allevamento. La foresta è stata ed è tuttora una fonte di legname, tanto che il Canada figura tra i maggiori produttori ed esportatori di legno e dei suoi derivati (cellulosa, pasta di legno, carta), ed è il primo produttore mondiale di carta per giornali. Prodotto in grande quantità è il cosiddetto legname «dolce» e l'albero più diffuso è l'abete, cui seguono il pino, il cedro, la betulla e l'acero. E proprio la foglia dell'acero è stata emblematicamente scelta come simbolo del Paese ed è stata riprodotta sulla bandiera nazionale. Dopo il taglio degli alberi, i tronchi vengono immessi nei corsi d'acqua, affinché la corrente li trasporti fino a valle, e vengono raccolti e smistati soprattutto a Vancouver, maggior porto sul Pacifico, dove si trova la foce di alcuni importanti fiumi.

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L'ECONOMIA

L'economia canadese è tra le più floride del mondo: il Canada occupa l'ottavo posto tra le massime economie industrializzate ed è partner attivo negli investimenti internazionali. L'economia si basa essenzialmente sul commercio, rivolto in particolare agli Stati Uniti. Il commercio di prodotti e servizi tra i due Paesi crea oltre un milione e mezzo di posti di lavoro in Canada e costituisce il 25% del PIL nazionale. Della superficie del Canada soltanto il 4-5% è coltivato. L'agricoltura è diffusa nelle regioni del Sud-Est e del Sud e in quelle della costa pacifica, dove le condizioni climatiche sono più favorevoli. La coltura prevalente è quella del frumento (di cui il Canada è tra i primi esportatori mondiali), cui seguono avena, segale, barbabietole, ortaggi, tabacco, frutta (mele, pere, uva). L'allevamento bovino, ovino, suino, equino e di pollame è intenso in tutta la fascia meridionale, accompagnato da una fiorente industria alimentare (latticini, burro, salumi, carni conservate). La foresta ricopre il 49% del suolo, alimentando l'esportazione del legname e l'industria della cellulosa e della carta. La pesca, sia marittima sia nelle acque interne, riveste importanza centrale, che fa del Canada il primo esportatore mondiale e permette una fiorente industria della conservazione e dell'inscatolamento. La caccia agli animali da pelliccia è in declino, ma si sono diffusi gli allevamenti (castori, visoni, volpi, martore). Nel campo minerario sono in primo piano la produzione di carbone, di minerali di ferro, del petrolio e del gas naturale. Importante l'estrazione di nichel, platino, amianto, argento, uranio, cobalto, oro, piombo, rame, zinco. L'industria è fiorente nei settori tessile, metalmeccanico, del legno, della carta, chimico-farmaceutico, del cemento. Il suo sviluppo è favorito dalla disponibilità di materie prime e dalla ricchezza di fonti di energia motrice. Benché il Canada sia conosciuto quale Paese fornitore di materie e prodotti primari, recentemente la struttura dell'economia è cambiata. Il settore più avanzato è quello delle industrie di servizi, che impiega circa i due terzi della forza lavorativa. Il Canada è una Nazione attraente per gli investimenti, poiché vanta un invidiabile tenore di vita, eccellenti infrastrutture, una manodopera altamente qualificata e preparata e tecnologie avanzatissime. Dal 1985 il Canada ha registrato un'alta percentuale di creazione di posti di lavoro e un'inflazione inferiore al 2% annuo, la più bassa tra i Paesi dell'OCSE. Il sistema sanitario nazionale offre, a qualsiasi ceto, la possibilità di cure mediche di ottima qualità a costi decisamente inferiori a quelli degli Stati Uniti. Gli investimenti stranieri effettuati in Canada hanno assicurato una profusione di fondi nell'economia del Paese, hanno apportato nuove tecnologie, nuove capacità di ricerca, nuovi posti di lavoro e soprattutto nuove conoscenze tecniche e manageriali. Ben sviluppate sono sia la rete stradale, che si estende su 1.408.800 km, sia la rete ferroviaria, che si estende su 60.401 km. I Grandi Laghi e il fiume San Lorenzo sono collegati da una rete di canali. I porti principali sono Vancouver, Sept-Iles/Pointe-Noire, Montréal, Thunder Bay, Hamilton, Port Cartier, Halifax, Québec, Toronto e Saint John. Il trasporto aereo si avvale di circa 900 aeroporti; i principali si trovano a Toronto, Vancouver, Montréal, Ottawa, Winnipeg, Dorval, Victoria.

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LA TRANSCANADIANA

Transcanadiana è il nome della linea ferroviaria che, attraversando orizzontalmente il Canada e coprendo circa 5.000 km da Montréal a Vancouver, univa le sponde dell'Oceano Atlantico a quelle del Pacifico. Inaugurata il 28 giugno 1886, dopo lunghi anni di lavori, la Transcanadiana fu ben presto utilizzata dagli immigrati europei che, approdati sulle coste orientali del Paese, aspiravano a raggiungere le praterie dell'Ovest, generalmente fertili e ancora disabitate. Vista la concorrenza della navigazione aerea, il mitico treno dell'Ovest, un tempo importantissimo mezzo di comunicazione, venne sostituito alla fine del XX sec. da altre linee ferroviarie, progettate per le brevi distanze.

LE CASCATE DEL NIAGARA

Il fiume Niagara durante il suo corso, dopo la Grand Island, è interrotto dalle celebri cascate con cui supera metà del dislivello tra il lago Erie e il lago Ontario. Le cascate rappresentano uno dei più suggestivi spettacoli naturali e una delle maggiori attrattive turistiche dell'America Settentrionale. L'imponente caduta d'acqua, che ha una portata complessiva di 11.000 mc/s, è divisa in due sezioni dalla Goat Island; si creano così due cascate: una in territorio canadese (detta Horseshoe, cioè ferro di cavallo, alta 49 m e larga 790 m) e una in territorio statunitense, più alta (altezza 51 m, larghezza 350 m), ma meno spettacolare. Le cascate non hanno unicamente un'importanza turistica, ma rappresentano un'enorme riserva di energia idroelettrica. Un accordo internazionale tra gli Stati Uniti e il Canada regola la ripartizione delle acque e dell'energia prodotta. Per salvaguardare l'aspetto suggestivo delle cascate, le zone adiacenti sono state trasformate in parco e sono stati eseguiti lavori per impedire che l'erosione delle acque faccia arretrare la scarpata sottostante il salto. Dopo le cascate il fiume rimane navigabile fino alle rapide che lo immettono nell’Ontario: per facilitare la comunicazione navale, però, è stato realizzato il canale Welland, parallelo al fiume, che permette il passaggio anche di navi di notevoli dimensioni.

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CENNI STORICI

L’attuale territorio del Canada fu originariamente abitato dalla popolazione degli Inuit e da altre tribù emigrate dall’Asia attraverso lo stretto di Bering. Per quanto vada sempre più guadagnando credito l'ipotesi di uno sbarco normanno intorno al Mille, la prima sicura spedizione europea che abbia toccato il Canada fu quella britannica guidata da Giovanni Caboto, che navigò intorno alle coste del Labrador nel 1497. Gli Europei arrivarono in un Paese sterminato, abitato probabilmente già da dodici milioni di persone. Tra il XVII e il XIX secolo tutta l’area fu alternativamente sotto il controllo inglese e francese. In un primo tempo, ebbero la meglio i Francesi, grazie soprattutto all'intensa opera di colonizzazione condotta da S. de Champlain che, nel 1608, aveva fondato Québec. Nel 1663 il territorio fu proclamato colonia francese, col nome di Nuova Francia. A differenza della Nuova Inghilterra (gli attuali Stati Uniti), che era andata rapidamente popolandosi, il territorio canadese fu sottoposto, da parte dei grandi proprietari terrieri, a un regime feudale che ne ostacolò il popolamento, concentratosi soprattutto lungo il corso del fiume San Lorenzo. Verso la metà del Settecento, mentre le colonie della Nuova Inghilterra contavano ormai circa due milioni di persone, il territorio canadese, ossia la Nuova Francia, ospitava appena cinquantamila coloni. Questa sproporzione numerica consentì agli Inglesi, nel 1763, di impadronirsi di tutto il Nord America. La posizione dei Francesi residenti fu regolata dal Québec Act del 1774, che concesse ai Francesi diritti e doveri pari a quelli dei coloni inglesi. Una ristrutturazione amministrativa del territorio si rese necessaria in seguito al massiccio afflusso di coloni inglesi «lealisti», dopo la proclamazione dell'indipendenza degli Stati Uniti nel 1783. Con l'Atto Costituzionale, il Constitutional Act votato dal Parlamento inglese nel 1791, il territorio venne diviso in due regioni, una a prevalente popolazione inglese, l'altra francese: Alto Canada (Ontario) e Basso Canada (Québec). I provvedimenti adottati dal Governo inglese cominciarono ad apparire insufficienti a mano a mano che la popolazione andava aumentando e maturavano esigenze di maggiore autonomia politica e amministrativa. Nel 1867 il Parlamento inglese votò il British North America Act Dominion.

Il nuovo Stato federale, dipendente dalla Gran Bretagna solo per la Difesa e la Politica Estera, andò gradualmente estendendo il proprio spazio territoriale, passando, nel 1905, dalle iniziali quattro province (Ontario, Québec, Nuova Scozia, Brunswick) alle province attuali, esclusa Terranova, la cui adesione avvenne solo nel 1949. Nel 1931 fu sancita la totale indipendenza del Canada che però continuò a riconoscere come capo dello Stato il sovrano del Regno Unito, rappresentato da un governatore generale. La Norvegia nello stesso anno riconobbe la sovranità canadese sulle regioni artiche del Nord. Uno dei problemi più importanti, affrontato sia dai conservatori sia dai liberali nella loro alternanza al potere, fu sempre quello dell'indipendenza del Québec. Tale problema parve superato nel 1980, quando la causa separatista sembrò aver perso ormai sostenitori. Quando il Canada era stato occupato dai protestanti inglesi, la regione del Québec si era assunta la missione storica di restare a guardia della fede cattolica, della lingua e della «razza» francese nel Nord America. Nel 1977, il Governo del Partito del Québec (PQ), separatista, guidato da René Lévesque, aveva deciso di adottare il francese come lingua ufficiale nelle scuole, nell’attività commerciale e nell’amministrazione locale. Tuttavia Lévesque aveva scartato l’idea di una separazione unilaterale con la proposta di una formula di «associazione sovrana», con unità monetaria e doganale. Un referendum del 1980 aveva respinto questa proposta: il 59,5% votò no, contro il 40,5% dei sì. Nel 1981 il Governo canadese si accordò con quello inglese per una transizione costituzionale che l’anno seguente portò a sostituire la Carta del 1867 con un Atto che trasformò il Paese in uno Stato associato al Regno Unito. L’Atto, sottoscritto nel 1982, incluse una Carta dei Diritti e Libertà, che riconosceva l’eredità plurinazionale e i diritti dei popoli indigeni, il principio di uguaglianza tra le dieci province e la loro sovranità sulle risorse naturali. I governi liberali (PL), guidati da Pierre Trudeau erano stati eletti e riconfermati nelle elezioni del 1968, 1972, 1974. Il PL vinse anche nel 1980, dopo un breve intervallo al potere dei conservatori. Trudeau migliorò i vincoli esistenti con l’Europa Occidentale e gli Stati Uniti, si avvicinò all’Estremo Oriente, all’Africa, all’America Latina, non associandosi al blocco economico contro Cuba. La recessione economica internazionale causò difficoltà economiche che provocarono una caduta della popolarità del Partito liberale, favorendo il Partito conservatore (PC). Il suo leader, Brian Mulroney, avvocato e imprenditore del Québec, sostituì nel 1983 il primo ministro John Turner, succeduto a Trudeau alla guida dei liberali. Mulroney intensificò i rapporti preferenziali con gli Stati Uniti, in particolare con un accordo di libero scambio, i cui negoziati, iniziati nel 1985, si conclusero solo nel 1989. Il trattato fu criticato dai liberali che lo considerarono troppo favorevole agli interessi dei Nordamericani con i quali si sarebbe creato un rapporto di dipendenza troppo forte. Una recessione negli USA avrebbe portato come conseguenza una recessione anche in Canada e la politica monetaria di Ottawa sarebbe stata troppo vicina a quella di Washington. In questo senso gli osservatori hanno spesso definito coloniale questo tipo di dipendenza. Nonostante ciò, nelle elezioni del 1988 l’intesa ottenne un forte appoggio, rendendo possibile la vittoria dei conservatori anche grazie all’apporto di voti dal Québec. Il potere dei settori imprenditoriali di lingua francese aveva già ottenuto da Mulroney la firma dell’Accordo di Lago Meech (1987), in cui il Governo federale cedeva parte dei suoi poteri alle province, dando per la prima volta al Québec il riconoscimento della sua specificità culturale. I Territori del Nordovest intanto, occupanti un terzo della superficie del Paese, con una popolazione di appena 52 mila abitanti, la metà dei quali Inuit o di altri gruppi indigeni, rivendicarono il progetto di dividersi in due distinte regioni, Nunavut e Denendeh, ognuna governata autonomamente. Il Governo federale si dichiarò disponibile ad inserire nella Costituzione il diritto di questi all’autogoverno. Nel 1988, il Governo attuò il trasferimento di 673.000 kmq agli indigeni e agli Inuit dei Territori del Nordovest, preparandosi al passaggio di altri 352.000 kmq.

Nel 1992, rappresentanti del Governo federale e dei Governi provinciali firmarono un’intesa sulle richieste territoriali dei 17.500 indigeni della provincia dei Territori del Nordovest. «Nunavut» («Nostra Terra», nella lingua inuit), a Nord della Baia di Hudson e dell’arcipelago artico, andò ad occupare da allora un’area di 2,2 milioni di km2. L’accordo fissò inoltre il passaggio di altri 350.000 kmq agli Inuit, e il pagamento di 580 milioni di dollari come contropartita per la rinuncia a future rivendicazioni territoriali. Pur non significando l’autonomia, il progetto segnò l’avvio di una fase di accordo con la popolazione nello sfruttamento delle risorse naturali dei propri territori. Gli Inuit del Nordovest del Canada presero contatti con le altre popolazioni inuit dell’Alaska e della Groenlandia convocando la Quinta Conferenza Circumpolare Inuit (CCI) del 1989 che affermò il diritto a terre che il Canada considerava proprietà statale e ripartiva mediante concessioni a grandi imprese minerarie. Nel 1991 il primo ministro del Quebec, Robert Bourassa, diede inizio alla seconda fase del progetto energetico nella Baia di James, che prevedeva l’imbrigliamento e la deviazione di nove fiumi che scorrevano lungo 350.000 km dei territori a Nord-Ovest della provincia, per poi sfociare nelle baie di James e di Hudson dopo avere allagato ampi territori, con gravi conseguenze sull’ecosistema circostante. In questo ambito sempre maggiore si fece sentire il problema della popolazione indigena. La firma di un’intesa avvenuta nel 1975 doveva permettere alla popolazione locale di conservare una piccola parte del territorio ottenendo indennizzi economici per la perdita del resto del territorio stesso, ma anche così le possibilità di sopravvivenza della cultura indigena erano ridottissime di fronte agli stravolgimenti ecologici di cui sopra. Già dagli anni Sessanta le popolazioni indigene si erano unite nella Fraternità nazionale indigena (NIB), sostituita poi dalla Organizzazione delle prime nazioni indigene (OFIN). Sebbene il Canada riconoscesse ufficialmente i diritti indigeni sui loro territori, fin dal dopoguerra cercò di collocare le popolazioni in zone particolari, di minore estensione, offrendo in cambio indennizzi economici. Un rapporto del 1984 svelò che la media dei suicidi nella comunità del Nord del Labrador era cinque volte maggiore rispetto alla media canadese. Nel 1988, gli Inuit in una manifestazione pubblica occuparono pacificamente la base di Goose Bay. Gli indigeni riuscirono a sospendere il programma di esperimenti per quell’anno e, nonostante l’arresto, non furono condannati con una sentenza che fece molto discutere. Nel 1991 entrò intanto in vigore una nuova legislazione restrittiva verso i rifugiati. A metà dello stesso anno, il Gruppo Internazionale di Lavoro per gli affari indigeni dichiarò che il Governo canadese non rispettava i diritti religiosi della popolazione mohawk e denunciò diverse forme di aggressione, come la costruzione di un campo da golf nei territori di riserva. Sempre nel 1991 Ottawa annunciò la decisione di destinare 700 milioni di dollari canadesi al settore agricolo, anche se i produttori criticarono la misura, giudicandola non sufficiente a compensare le perdite subite l’anno precedente. L’anno si concluse per la prima volta, dopo quindici anni positivi, con un pesante deficit commerciale. Il Paese oltre che della recessione economica era vittima di scandali, crescita del separatismo, aumenti delle tasse. Tutto questo portò ad un calo della popolarità di Mulroney. Nel 1992 in Canada si sviluppò un’intensa polemica a proposito delle crescenti richieste di autonomia avanzate dal Québec. La provincia aveva infatti ritenuto insufficiente il progetto del Governo che le concedeva nello stesso anno uno statuto speciale. In materia commerciale, dopo lunghi negoziati, Canada, Stati Uniti e Messico firmarono nel 1992 un accordo sulla creazione di una zona di libero scambio (NAFTA). Nel 1993, il primo ministro Brian Mulroney si dimise dal Partito conservatore e dal Governo dopo aver raggiunto il più basso indice di popolarità. Il ministro della Difesa, la signora Kim Campbell, divenne il diciannovesimo primo ministro del Paese, prima donna ad occupare questo incarico. Due mesi dopo la Campbell ricorse alle elezioni: nelle consultazioni d’ottobre il Partito liberale all’opposizione riprese il potere con una schiacciante vittoria sul Partito conservatore, i cui rappresentanti nella Camera dei Comuni si ridussero da 155 a due, registrando la peggiore sconfitta per un partito di governo in 126 anni di storia. Jean Chrétien divenne il nuovo primo ministro, mentre Kim Campbell si dimise da leader del Partito conservatore. Il Governo durante il 1994 e il 1995 dovette fare i conti con le principali emergenze del Paese: il debito pubblico, la disoccupazione salita a oltre il 10% e le tendenze separatiste del Québec. Già a metà del 1994 l’inflazione si abbassò, per la prima volta in 40 anni.

Nello stesso anno si prospettò la possibilità di una separazione della regione francofona, su richiesta del Partito del Québec (PQ). La popolarità del primo ministro non toccava infatti la provincia separatista dove il PQ aveva trionfato. Il nuovo governatore della regione, Jean Parizeau, era infatti impegnato a trasformare il Québec in uno Stato sovrano. Il 30 ottobre 1995 l’istanza di separazione fu respinta in un referendum dal 50,6% dei votanti. La minaccia di secessione si ripresentò l’anno successivo, costringendo il Governo federale a trasferire alle province alcuni poteri, allo scopo di calmare i nazionalismi. Lucien Bouchard, leader dei secessionisti, sostituì Parizeau, dimessosi dopo la sconfitta nel referendum, nella carica di governatore del Québec. Nel corso dell’anno, malgrado la crescita dell’economia, la disoccupazione aumentò, mentre si crearono in politica estera attriti con gli Stati Uniti a causa dei rapporti commerciali delle imprese canadesi con Cuba. Nel 1997, Chrétien rivinse le elezioni politiche. Pressato dai separatisti, nel marzo 1998, il Governo fu costretto a vietare l’esposizione della bandiera all’interno della Camera dei Comuni. Nel 2000 il Survival International, l’organizzazione a sostegno dei popoli tribali, denunciò le drammatiche condizioni di vita delle comunità indigene, nonostante le recenti iniziative delle autorità canadesi in loro favore, tra cui, nel 1999, l’istituzione ufficiale del Territorio autonomo di Nunavut. Nel novembre 2000 le elezioni politiche registrarono la vittoria dei liberali guidati da Chrétien che ottenne l'investitura a guidare il Paese per altri cinque anni. Nell'aprile 2001, la città di Québec ospitò il Vertice delle Americhe (Summit of the Americas), a cui presero parte i massimi dirigenti di 34 Paesi (Cuba venne esclusa perché non tiene libere elezioni) con l’intento di dar vita, entro il 2005, alla più grande area di libero scambio del mondo, dal Canada al Cile (Free Trade Area of the Americas, FTAA). Il vertice fu accompagnato da violente proteste dei manifestanti antiglobalizzazione. Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle e il Pentagono, il Canada affiancò gli Stati Uniti nella guerra al terrorismo e mise a disposizione numerose unità militari nell'ambito dell'operazione "Libertà duratura". Nelle elezioni provinciali dell'aprile 2003, il Partito liberale superò il Partito del Québec. Nel dicembre 2003 l'esponente del Partito liberale Paul Martin, ex ministro delle Finanze, fu eletto primo ministro in sostituzione del dimissionario Jean Chrétien, ritiratosi a vita privata dopo 10 anni d'ufficio. Nel febbraio 2004 la stabilità politica del Canada fu scossa da uno scandalo relativo all'uso improprio di finanziamenti ai partiti per le campagne elettorali. Nel mese di giugno Martin fu confermato nella sua carica anche dalle urne, nonostante il suo partito avesse perso la maggioranza delle preferenze. Nel luglio 2005 il Senato approvò i matrimoni tra persone dello stesso sesso. In novembre furono resi pubblici i risultati della commissione incaricata delle indagini sullo scandalo dei finanziamenti ai partiti: l'ex primo ministro Chrétien e il Partito liberale (che ne uscì fortemente indebolito) ne risultarono coinvolti. L'inchiesta portò all'anticipazione delle elezioni federali per rinnovare i membri della Camera dei Comuni, che si svolsero nel gennaio 2006. Il conservatore Stephen Harper, con il 36,3% dei consensi, venne eletto primo ministro, battendo di sei punti percentuali i liberali del premier uscente Paul Martin. Il Partito conservatore fu tuttavia obbligato a formare un Governo di minoranza, non essendo riuscito a conquistare la maggioranza assoluta. Le consultazioni decretarono anche un rafforzamento del Nuovo partito democratico (NDP). Paul Martin, dopo aver riconosciuto la sconfitta, rassegnò le dimissioni da leader del Partito liberale, ma fu comunque rieletto in Parlamento nel suo collegio di Montréal. Sul piano internazionale la vittoria del centro-destra significò un riavvicinamento del Canada agli Stati Uniti, mentre sul piano interno il nuovo Governo si impegnò a ridurre le tasse e la spesa pubblica, promettendo una maggiore stabilità economica al Paese.

 

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LE CITTÀ

Ottawa

(774.072 ab.). Capitale del Canada, nella provincia dell'Ontario, sulla sponda destra del fiume omonimo. È posta in una posizione di frontiera tra l'area francofona e quella anglofona del Canada. Fondata nel 1818 sulla confluenza dei fiumi Rideau e Ottawa, divenne in breve tempo centro di smistamento delle pellicce e del legname dalle zone interne del Paese verso l'Ontario. Nel 1864 fu confermata capitale federale dello Stato, grazie alla sua posizione geografica che la pone tra il Québec e l'Ontario. Ancora oggi il suo porto fluviale ne fa un importante nodo commerciale dell'America Settentrionale. Sede del Governo e del Parlamento federale, non manca di industrie, tra cui spiccano quelle del settore grafico, del legno, della carta ed editoriale. La città antica (Centre Town), che occupa il centro dell'attuale metropoli, è divisa in città alta e città bassa: quest'ultima costituisce la principale zona francofona di Ottawa, mentre la parte settentrionale, la città alta, è occupata dai palazzi in stile neogotico del Parlamento.

Toronto

(2.481.494 ab.). Città del Canada, capoluogo della provincia dell'Ontario (1.076.395 kmq; 12.392.721 ab.), sulla sponda nord-occidentale del lago omonimo. Posta ai margini di una regione straordinariamente ricca di risorse minerarie ed energetiche, la città ha saputo approfittare della sua posizione privilegiata. Dotata di un ottimo porto naturale, è centro d'esportazione dei prodotti agricoli e zootecnici della provincia. Sviluppate sono le industrie automobilistiche, alimentari, tessili, del legno. Molto sviluppato è il settore terziario, che vede il sorgere di numerosi istituti finanziari e assicurativi. Antico mercato indiano, fu fondata nel 1749 dai Francesi e chiamata Fort Rouillé; popolata dagli Inglesi, dal 1793 ebbe nome York. Assunse il nome attuale nel 1834. È una delle poche metropoli esistenti che ha saputo fondere il tipico stile di vita americano con la cultura europea.

Montréal

(1.789.041 ab.). Città del Canada, nella provincia di Québec, posta sulla costa sud-orientale dell'isola omonima creata da due bracci del fiume San Lorenzo, su una serie di terrazze di un'altura basaltica, il Mont Royal. Fondata dai Francesi nel 1643 con il nome di Ville-Marie, si sviluppò come centro fortificato contro gli Indiani e come mercato delle pellicce. Fu ceduta agli Inglesi nel 1766. Fu sede del Governo canadese dal 1844 al 1848. Sede di attività direzionali, commerciali e industriali, deve la sua fortuna alla favorevole posizione naturale. Eccezionale punto di snodo di grandi vie di comunicazione e crocevia etnoculturale, è sede del porto più importante per l'esportazione di frumento. Collegata alle attività portuali è l'industria di trasformazione dei prodotti che transitano per quello scalo. Recentemente sono sorte industrie petrolchimiche, metallurgiche, chimiche. Con l'espansione del settore industriale e commerciale, si è sviluppato anche il settore terziario. Sede di quattro università, sia di lingua inglese sia francese. L'Esposizione Universale e i Giochi Olimpici del 1976 hanno determinato profonde trasformazioni urbanistiche sempre caratterizzate dal profondo rispetto per il verde.

Visita a Montréal

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Vancouver

(2.160.000 ab.). Città del Canada. Terza città del Paese (insieme al suo agglomerato) e grande centro economico della provincia della Columbia Britannica, sorge sulla costa dell'Oceano Pacifico. Il suo porto è attivo anche nei mesi invernali. Centro di esportazione di granaglie, di farina, pesce, frutta, legname e minerali. Fiorenti sono le industrie.

Winnipeg

(619.544 ab.). Città del Canada e capoluogo della provincia di Manitoba (647.797 kmq; 1.170.268 ab.), sorge a 228 m s/m., nel punto in cui l'Assiniboine si getta nel Red River. È il più grande mercato granario del Canada.

Québec

(507.184 ab.). Città del Canada e capoluogo della provincia omonima (1.542.056 kmq; 7.542.760 ab.), sorge sulla sponda sinistra dell'estuario del San Lorenzo. Nucleo originario del Canada di lingua francese, è anche la più antica città del Paese. I settori economici maggiormente sviluppati sono quelli dell'industria e del commercio (legname, bestiame, granaglie, pellicce). La città sorge sul luogo di un antico villaggio indiano visitato da J. Cartier nel 1534-35, ma il primo insediamento bianco risale al 1608, quando Champlain vi guidò un gruppo di coloni francesi.

Hamilton

(490.268 ab.). Città del Canada, nella provincia dell'Ontario, sorge sulla sponda occidentale del lago Ontario. Deve la sua fortuna allo sviluppo delle comunicazioni: l'apertura del canale verso il Lago Ontario e l'arrivo della ferrovia. Centro siderurgico, presenta anche un discreto sviluppo nei settori meccanico e automobilistico.

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PICCOLO LESSICO

Animali da pelliccia

I primi colonizzatori europei che occuparono la vasta e fredda parte nord-orientale del Canada, individuarono la maggior fonte di guadagno nella caccia agli animali da pelliccia. Nel 1670 venne fondata una società commerciale britannica, la Hudson's Bay Company, operante nelle zone già esplorate della Baia di Hudson e punto di riferimento per il ricco commercio di pellicce. Oggi gli allevamenti specializzati di volpi, visoni, lontre, cincillà hanno quasi totalmente sostituito la caccia agli animali selvatici e costituiscono una fra le più importanti voci nell'economia del Canada.

Grizzly

Denominazione di una sottospecie di orso bruno delle Montagne Rocciose. È il più grande fra tutti gli orsi: può raggiungere un'altezza di 3 metri e un peso di 7 quintali. È comunemente chiamato orso grigio.

Scudo canadese

È così denominata quella vasta regione che si estende intorno alla Baia di Hudson. Nell'epoca della prima glaciazione, ovvero 600.000 anni fa, questa regione fu totalmente ricoperta da un'enorme coltre di ghiaccio; in seguito al definitivo ritiro dei ghiacci (60.000 anni fa), lo scudo canadese rimase scoperto. I ghiacci, compiendo un lavoro di erosione e di spianamento, lo hanno modellato in modo da conferirgli l'attuale conformazione appiattita e levigata. La parte più bassa di tale regione, invasa dalle acque, ha dato luogo alla Baia di Hudson. I Grandi Laghi, che si trovano ai margini di questo scudo, sono anch'essi di origine glaciale.

Francofono

Vengono chiamati francofoni gli abitanti franco-canadesi della provincia del Québec che adottano il francese come lingua principale.

Podsol

Particolare tipo di suolo, dal colore grigio chiaro, presente nelle zone dal clima temperato-freddo e umido, generalmente ricoperte da conifere.

Chinook

Vento caldo-secco che influenza le praterie situate a occidente delle Montagne Rocciose. Con caratteristiche simili al föhn delle zone alpine, il chinook mitiga il rigido clima invernale di quelle zone.

Pino Douglas

Pianta caratteristica della provincia del Québec e della Columbia Britannica. Insieme ad altre numerose specie di piante, delle quali molte sono utilizzate dall'industria del legname (ciliegio selvatico, olmo, acero, ecc.) occupa circa la metà della superficie territoriale e costituisce un importante patrimonio naturale per il Canada.

Canada

Il nome Canada deriva probabilmente dalla parola indiana Kanata o Kanada, che significava «gruppo di capanne».

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PERSONAGGI CELEBRI

Samuel de Champlain

Viaggiatore ed esploratore francese (Bronage, Charente 1570 ca. - Québec 1635). Discendente da una famiglia di navigatori, tra il 1599 e il 1601 compì un viaggio nelle colonie spagnole dell'America Centrale e settentrionale, giungendo nelle Antille, a Panama e in Messico. Nominato geografo di corte, nel 1603 partecipò alla spedizione di François Gravé du Pont alla volta del Canada. Ricevette in seguito l'autorizzazione del re Enrico IV a costituire una compagnia commerciale francese per lo sfruttamento delle risorse del Canada. Nel 1604 raggiunse la zona dell'Acadia, inoltrandosi sino al Maine, e fu proprio in questo periodo che scoprì il lago che da lui avrebbe preso il nome, e fondò la città di Québec (1608). Ma l'esplorazione da cui Champlain doveva ricavare maggior prestigio avvenne nel 1616: dopo aver risalito il fiume Ottawa, giunse al lago Nipissing per poi immettersi nel lago di Huron e proseguire sulla via del ritorno attraverso i laghi Erie e Ontario. L'immenso e ricco territorio dei grandi laghi americani era così aperto ai progetti colonialistici dei Francesi, che per anni difesero le loro conquiste dalle mire espansionistiche degli Inglesi.

Brian Mulroney

Uomo politico canadese (n. Baie Comeu, Québec 1939). Eletto nel 1983 capo del Partito conservatore, acquistò in breve tempo una grande popolarità nell'intero Paese. Nelle elezioni del 1984, il suo partito riuscì infatti a ottenere la maggioranza e superò persino i liberali che da anni erano il primo partito di Governo. Nominato primo ministro, Mulroney si impegnò a risanare l'economia del Paese, ad allacciare stretti rapporti con gli Stati Uniti e a promuovere una maggiore partecipazione del Canada nella Nato. Mulroney fu riconfermato primo ministro nelle elezioni del 1988 e mantenne questa carica fino al 1993.

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ALTRI CENTRI

Calgary

(878.866 ab.). Città del Canada. Centro di fondazione relativamente recente, sorge nella provincia di Alberta, sul fiume Bow, alle pendici delle Montagne Rocciose. Grande mercato agricolo e zootecnico. Nel 1988 ha ospitato le Olimpiadi invernali.

Halifax

(359.111 ab.). Città del Canada, capoluogo della provincia della Nuova Scozia (55.284 kmq; 936.960 ab.). È un importante porto sulla costa atlantica, libero dai ghiacci durante tutto l'anno. Tra le principali attività economiche della città spiccano quella cantieristica, degli stabilimenti alimentari, delle acciaierie e delle raffinerie del petrolio. Fondata dagli Inglesi nel 1749, fu per questi un potente caposaldo per la conquista definitiva del Canada. Possiede la più antica chiesa protestante del Canada, la St. Paul's Church.

Saint John's

(99.182 ab.). Città del Canada e capoluogo della provincia di Terranova e Labrador (405.212 kmq; 517.027 ab.), sulla costa sud-orientale dell'isola. È la città più orientale dell'America Settentrionale, centro più importante di Terranova. Porto di scalo per transatlantici e base delle flotte da pesca e baleniere, è inoltre sede di bacini di carenaggio, industrie siderurgiche, meccaniche, tessili, conciarie, del tabacco, dei cordami, della polpa di legno, della carta. Rilevanti sono anche le industrie del pesce e di conservazione. È ricordata anche perché Guglielmo Marconi vi compì il primo esperimento di telegrafia senza fili.

Windsor

(330.900 ab.). Città e porto sul fiume Detroit, è la città più meridionale del Paese. La fronteggia, sull'altra sponda del fiume, la città statunitense di Detroit, cui la collegano un ponte e una galleria. Notevole centro commerciale e industriale, con impianti siderurgici, fabbriche di automobili, stabilimenti chimici, distillerie.

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