GEOGRAFIA - AMERICA DEL NORD E CENTRO - BELIZE

PRESENTAZIONE

Stato dell'America Centrale, il Belize occupa la parte orientale della penisola dello Yucatan; confina a Nord con il Messico, a Sud e a Ovest con il Guatemala; a Est si affaccia sul Mar delle Antille. Copre una superficie di 22.965 kmq e ha una popolazione di 230.000 abitanti, con una densità di 10 abitanti per kmq. La maggioranza degli abitanti è costituita da meticci (43,7%) e creoli (29,8%). La lingua ufficiale è l'inglese, ma sono parlati anche lo spagnolo e il creolo-inglese. La religione prevalente è la cattolica (57,8%), ma è diffusa anche quella protestante (34%). Già Honduras britannico (fino al 1973), il Belize è uno Stato indipendente associato al Commonwealth dal 1981. Solo nel 1991 il Guatemala ha riconosciuto l'indipendenza del Belize e rinunciato alle rivendicazioni sul territorio. Il capo dello Stato è il sovrano del Regno Unito, rappresentato da un governatore generale che nomina il capo del Governo. Il potere esecutivo spetta al Governo; quello legislativo al Parlamento formato dalla Camera dei Rappresentanti (29 membri eletti a suffragio universale) e dal Senato (9 membri eletti dal governatore generale). Amministrativamente il territorio è diviso in sei distretti. L'unità monetaria è il dollaro del Belize. La capitale è Belmopan (6.785 ab.).

IL TERRITORIO

Il Belize presenta una conformazione territoriale alquanto varia: pianeggiante e talvolta paludoso a Nord, nelle regioni meridionali è montuoso e inciso da profonde valli. La vetta più elevata è il Picco Victoria (1.122 m) nel gruppo dei Monti Maya. I fiumi più importanti sono il Belize e lo Hondo; quest'ultimo delimita a Nord il confine con il Messico. Il litorale è basso e sabbioso e, per lunghi tratti, paludoso. A circa 25 km dalla costa meridionale e a essa parallela si estende la barriera corallina (la seconda al mondo per lunghezza), che affiora in alcuni tratti formando scogli e talora veri e propri isolotti. Il clima è subtropicale; le piogge sono concentrate soprattutto nei periodi estivo e autunnale.
Cartina del Belize


L'ECONOMIA

Mentre in passato l'economia era legata soprattutto all'esportazione del legname pregiato (mogano, pino, palissandro), oggi anche l'agricoltura (canna da zucchero, agrumi, banane) ha subito un certo sviluppo, alimentando notevolmente le esportazioni. Destinati al commercio con l'estero sono anche i latticini e le carni, provenienti dal florido allevamento del bestiame. Riso e granoturco sono invece coltivati esclusivamente per soddisfare il consumo interno. In notevole aumento è l'utilizzo del cedro e della cosiddetta saponilla (Achras sapota), da cui si ricava il lattice per la gomma da masticare. Di una certa importanza è la pesca, praticata lungo la barriera corallina. Nel settore industriale rilevanti sono i piccoli stabilimenti per la lavorazione dei prodotti zootecnici e agricoli, nonché quelli per la produzione di fertilizzanti e materiali da costruzione. Il Belize intrattiene rapporti commerciali soprattutto con la Gran Bretagna, gli USA, il Messico, la Giamaica e il Canada. La rete stradale (2.770 km) è in discrete condizioni; i porti principali sono quelli di Belize e Dangriga; l'aeroporto internazionale è a Belize.

CENNI STORICI

Il territorio del Belize (ex Honduras britannico) fu anticamente abitato dagli Itzae, una delle popolazioni dell’Impero maya. I Maya costruirono le città di Lubaatún, Pisilhá e quella che gli archeologi hanno chiamato San José, non conoscendone il nome originario. Nel 1502 Cristoforo Colombo percorse quella che poi chiamò Baia di Honduras. Da allora la Spagna divenne almeno nominalmente la potenza coloniale della regione, ma non si addentrò mai nel Belize, a causa della perseverante resistenza dei nativi. Con il Trattato di Parigi del 1763, gli Spagnoli permisero agli Inglesi di iniziare lo sfruttamento del legname, anche se dallo Yucatán (l’attuale Messico), gli Spagnoli cercarono a più riprese di limitare l’avanzata inglese. Inutilmente, visto che nel 1789 gli Inglesi controllavano di fatto la colonia, nonostante la Spagna conservasse formalmente la sovranità. Solo nel 1862 la regione divenne colonia inglese con il nome di Honduras britannico, benché il Governo della Corona ebbe inizio solo nel 1871. I commercianti britannici si insediarono nelle regioni costiere spopolate dalla metà del XVII sec. e iniziarono a importare schiavi africani, come manodopera per lo sfruttamento del legname locale destinato all'esportazione. Gli schiavi divennero ben presto più numerosi degli Europei e nel 1784 appena il 10% della popolazione era di origine europea. All’inizio del XIX sec. la composizione etnica era molto eterogenea: nuovi immigrati garifuna nella costa sud, ispanofoni sulla costa nord e la comunità maya nel Nord e nell’Ovest. Inoltre tra il 1860 e il 1870 i proprietari delle piantagioni di canna da zucchero favorirono l’immigrazione di alcune migliaia di lavoratori provenienti dall’India e dalla Cina. Infine nell'ultimo scorcio del secolo, indigeni maya e kekchi, fuggiti dall’oppressione in Guatemala, fondarono delle comunità nel Sud e nell’Ovest del Belize. All’inizio del XX sec. l’economia ristagnava e l’amministrazione coloniale britannica impediva ogni partecipazione democratica. Nel 1931 un uragano distrusse gran parte delle città del Belize. Nello stesso periodo scioperi e manifestazioni portarono alla nascita delle organizzazioni sindacali e alla richiesta di democrazia. L’eleggibilità venne introdotta nel 1936, ristretta da requisiti di alfabetizzazione, censo e sesso maschile. Quando nel 1949 il governatore svalutò la moneta, i leader sindacali e la classe media creola si unirono per formare un Comitato popolare che chiedeva cambiamenti costituzionali. Nel 1950 venne fondato il Partito del popolo unito (PUP) guidato da George Price, che si impose alle prime elezioni. Nel 1954 fu introdotto il suffragio universale e l’elezione diretta della maggioranza dei parlamentari. Nel 1964 il Paese raggiunse l’autonomia interna e George Price divenne primo ministro. Il 1° giugno 1973 cambiò nome, da Honduras britannico a Belize. Il Guatemala, che da sempre non riconosceva la frontiera con il Belize, fondando le rivendicazioni territoriali sugli accordi vigenti all’epoca degli Spagnoli, nel 1981 sottoscrisse con la Gran Bretagna un accordo per la futura indipendenza del Belize in cambio di concessioni al Governo guatemalteco. I punti principali riguardavano l’accesso libero e permanente all’Oceano Atlantico, l’esplorazione congiunta del fondo marino per costruzione di oleodotti e un accordo «antisovversivo». Il 21 settembre dello stesso anno il Belize dichiarò l’indipendenza. Il lento logorio del PUP e del Governo di Price, attaccato per le sue simpatie verso Cuba e il Nicaragua, venne sfruttato dall’opposizione di destra del Partito democratico unito (DUP), che vinse le elezioni del 1984. Il nuovo primo ministro, Manuel Esquivel, adottò una politica economica liberista, appoggiando il settore privato delle importazioni ed esportazioni, favorendo gli investimenti stranieri, in particolari quelli nordamericani, messicani e quatemaltechi nei settori del turismo, dell’energia e dell’agricoltura. La produzione di canna da zucchero, che rappresentava il 50% del PIL, subì una crisi per il ribasso del prezzo internazionale. L’industria sopravvisse grazie alle quote di importazione garantite dagli USA e dalla CEE, che comunque assorbirono solo il 60% della produzione. Nel 1986 Esquivel favorì un progetto di «acquisto» della cittadinanza del Belize, destinato soprattutto ai commercianti di Hong Kong in vista del passaggio alla Cina. Durante tutti gli anni Ottanta, il Paese accolse inoltre circa 40 mila rifugiati salvadoregni, guatemaltechi, honduregni e nicaraguensi. Nonostante la generale tolleranza, alcuni funzionari cominciarono ad incolpare questi immigrati dell’aumento del traffico di droga e della delinquenza. In quegli stessi anni si registrò una notevole crescita del «vento del Belize», una droga che secondo alcuni economisti stranieri costituiva la principale esportazione del Paese. Nelle elezioni del 1989 George Price ritornò al potere in seguito alla vittoria del PUP. Finalmente, nel 1991, il presidente guatemalteco, Jorge Serrano Elías, riconobbe la sovranità e l’autodeterminazione del Belize. In cambio, il Governo del Belize concesse ai vicini il libero accesso al golfo di Honduras. Nel 1992 un censimento rivelò che la popolazione meticcia ispanofona superava quella anglofona di origine africana che era stata dominante, insieme ai discendenti degli Europei. Nelle elezioni del 1993 il PUP venne sconfitto dal DUP, guidato da Esquivel e dominato dai meticci. Nel marzo 1994 il DUP vinse anche le elezioni nei sette distretti amministrativi del Paese. Il Governo formò un gruppo di tecnici per studiare gli incentivi per il mercato dei capitali e del turismo, e la possibilità di costruire una o più zone franche. Il timore di nuove richieste territoriali da parte del Guatemala e il ritiro delle truppe britanniche portò ad un aumento delle spese militari. Nel 1995 il primo ministro Esquivel ristrutturò il suo Governo, per cercare di tenere sotto controllo la recessione e l’escalation del crimine. Nelle elezioni amministrative del 1997, il PUP per la prima volta conquistò la maggioranza nei sette distretti. Nel 2000 fu firmato un nuovo accordo tra Belize e Guatemala, per la prima volta con la mediazione dell’OSA (Organizzazione degli Stati americani), per la soluzione del contenzioso territoriale che da due secoli contrappone i due Paesi. L’accordo prevede l’istituzione di un gruppo di conciliatori per fissare i confini, visto che il Guatemala reclama un’area di 12.000 kmq. Nell'ottobre 2000 l'uragano «Keith» provocò estesi danni, così come l'uragano «Iris» che nel 2001 si abbatté sul Paese spazzando città e facendo migliaia di senzatetto.

LE CITTÀ

Belmopan

(6.785 ab.). Capitale del Belize, è centro amministrativo dall'assetto moderno. Distrutta da un uragano nel 1961, è stata ricostruita fra il 1967 e il 1970. Non possiede attività economiche di rilievo.

Belize

(45.000 ab.). Città del Belize e capoluogo dell'omonimo distretto (4.307 kmq; 62.939 ab.), fino al 1970 fu capitale dell'Honduras britannico. La città sorge alla foce del fiume omonimo ed è il principale porto del Paese, nonché sede di stabilimenti metallurgici e meccanici.


Chiudi

Outlet Offerte Sconti Promozioni Risparmiare sugli Acquisti di prodotti e Servizi in Internet

Gigacenter Store-Vente privee-Show room prive-La ruota della fortuna-Outlet Più Style-Offerte Outlet Store-Sconti Outlet Offerte-Spartoo Shoes-Private Outlet-Saldi Privati-Sold Outlet-Offerte del GiornoBuoni sconto-Saldi Sconti-Offerte Viaggio-Acquisti + Guadagni

 

eXTReMe Tracker

Shiny Stat

free counters