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GEOGRAFIA - EUROPA - SVEZIA

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PRESENTAZIONE

La Svezia confina a Nord e a Ovest con la Norvegia, a Nord-Est con la Finlandia; a Sud-Est è bagnata dal Mar Baltico, a Sud-Ovest dal Kattegat; a Est si apre il Golfo di Botnia. Al pari della Norvegia è attraversata dal Circolo Polare Artico. Ha una superficie di 450.295 kmq e una popolazione di 8.992.000 abitanti con una densità di 20 abitanti per kmq. La popolazione è costituita principalmente da Svedesi (88,2%); vi sono minoranze di Lapponi e Finni. Lingua nazionale è lo svedese. Religione prevalente è la protestante (86,5%); seguono ridotte minoranze di musulmani (2,3%), cattolici (1,8%) e altri (9,4%). La Svezia è una Monarchia costituzionale ereditaria. Il potere legislativo è affidato al Parlamento (Riksdag), organismo unicamerale composto da 349 membri eletti a suffragio universale per quattro anni. Il potere esecutivo spetta invece al Governo che risponde davanti al Parlamento ed è presieduto da un primo ministro. Il sovrano ha una funzione puramente onorifica. L'unità monetaria è la corona svedese. La capitale è Stoccolma (765.044 ab.).

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IL TERRITORIO

La Svezia può dividersi in linea generale in tre zone principali: una montuosa nella parte settentrionale e occidentale, una collinosa a oriente e una pianeggiante a Sud. Nella parte settentrionale del Paese si elevano le Alpi Scandinave, che segnano il confine con la Norvegia e si trovano nel Norrland (Terra del Nord). Questi rilievi, in seguito all'azione modellante dei ghiacci, presentano forme arrotondate e raggiungono un'altezza massima di 2.000 m circa (Monte Kebnekaise, 2.117 m). La Svezia centro-meridionale, Svealand (terra degli Svevi), si configura in rilievi meno impervi e in altipiani digradanti verso il golfo di Botnia. La parte meridionale del Paese, Götaland (terra dei Goti), è quasi interamente pianeggiante. Il territorio dell'intero Paese presenta depositi glaciali che costituiscono lunghi cordoni morenici, di notevole altezza e lunghezza. L'azione del ghiaccio ha modellato non solo l'orografia, ma anche l'idrografia della Svezia, ricchissima di acque. I fiumi scorrono da Ovest a Est, scendendo paralleli verso il mare, incassati in valli a forma di U, sovente interrotti da cascate o da laghi. Nella Svezia centrale i fiumi hanno un corso più irregolare, mentre dall'altopiano della Småland, a Sud, si dipartono a raggiera, sfociando in parte nel Baltico e in parte nel Mare del Nord. Da Nord a Sud, i principali sono il Torne, il Lule, l'Ume, il Dal, il Klar, il Göta. Seppure scarsamente navigabili per la notevole pendenza, i corsi d'acqua rivestono un'importanza economica eccezionale, alimentando le centrali idroelettriche e veicolando la fluitazione del legname. Anche i laghi sono numerosi ed estesi: essi ricoprono circa l'8% del territorio nazionale e annoverano il Lago Vänern, terzo in Europa e maggiore del Paese (5.546 kmq); il Vättern e il Mälaren, su cui sorge la capitale. Il litorale, con uno sviluppo di 8.000 km circa, è basso e marcatamente articolato, ricco di sporgenze e baie (fiordi e vik, profonde e lunghe insenature originate dall'azione del ghiaccio).

Un cordone di isole e isolotti fronteggia la parte più settentrionale della costa, costituendo un riparo per le navi. Al largo del litorale sud-orientale vi sono le due grandi Isole di Götland (3.001 kmq) e Öland (1.344 kmq). Quest'ultima è unita alla terraferma dal più lungo ponte d'Europa (più di 6 km). L'isola, oltre che meta di turismo e residenza estiva dei reali di Svezia, presenta la Stora Alvaret, una zona dal paesaggio singolare, punteggiato di mulini a vento, dove si possono ammirare alcune antichissime pietre runiche. Il clima è molto rigido, anche se parzialmente mitigato dall'azione del Mar Baltico e del golfo di Botnia i quali, benché ghiacciati per buona parte dell'anno, fanno sì che in Svezia il clima sia migliore che in altri Stati posti alla stessa latitudine e in posizione più interna. Gli inverni lunghi e freddissimi, sono seguiti da estati brevi. Le precipitazioni, abbondanti al Nord, diminuiscono scendendo verso Sud. La latitudine del Paese, inoltre, favorisce il verificarsi del notissimo fenomeno del sole di mezzanotte. Solo all'estremo Nord si trova una vegetazione subartica, mentre nel Norrland predominano le foreste di conifere, che occupano più della metà del territorio nazionale.

Cartina della Svezia

Il porto di Helsingborg (Svezia)

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IL LUNGO INVERNO DEL GRANDE NORD E IL SOLE DI MEZZANOTTE

La Svezia è uno dei Paesi più settentrionali del mondo e il clima presenta aspetti continentali. A Nord le Alpi Scandinave bloccano gli influssi mitigatori dell'oceano, che diventano sensibili soprattutto nel Sud-Ovest. Nell'interno del Norrland le medie di gennaio scendono a –15°C e le nevi persistono al suolo più di sei mesi all'anno (in Scania soltanto due mesi). A Stoccolma gli inverni sono più miti, ma le medie si discostano poco dallo zero. È un clima che non invoglia a organizzare un viaggio nella stagione fredda, che pure offre grandi suggestioni. Gli Svedesi hanno saputo adattarsi a condizioni così difficili. La vita e le attività economiche continuano a funzionare normalmente in inverno, a prezzo di un notevole dispendio di energia per il riscaldamento e l'illuminazione. Ciononostante il lungo periodo di freddo e di buio nel Grande Nord grava sull'animo della gente. Per questo l'arrivo della primavera è salutato con un entusiasmo difficile da capire in climi più miti. Feste di tradizione pagana, come quella di Valpurga (30 aprile – 1° maggio), sono ricorrenze vissute ancora con profonda partecipazione. Il solstizio d'estate, celebrato ufficialmente tra il 21 e il 22 giugno, segna il trionfo della luce e apre la stagione delle vacanze.

Le giornate interminabili intensificano i ritmi di vita della popolazione, che riduce anche le ore di sonno. All'altezza del circolo polare il sole non tramonta nei giorni intorno al solstizio; a Kiruna, la città più settentrionale della Svezia, sorge il 30 maggio e tramonta il 10 luglio. Il sole di mezzanotte è un compenso per la lunga notte invernale. Nel cuore dell'estate le temperature massime possono raggiungere i 30°C e non differiscono molto da Sud a Nord. Non c'è comunque da temere il caldo, visto che la media di luglio a Stoccolma è sui 18°C e si ferma intorno ai 13°C nel Norrland. Tra luglio e agosto si concentrano anche le piogge più intense ed è bene tenere sottomano di che ripararsi.

 

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PARCHI NAZIONALI E AREE PROTETTE

La prima area protetta svedese risale al 1909; nello stesso anno vennero istituiti nove parchi nazionali. La Svezia conta attualmente 26 parchi nazionali (nationalparker), per una superficie totale di oltre 6.000 kmq, corrispondente all'1,5% del Paese, e 1.600 riserve naturali e aree protette (naturreservat e naturvårdsområde) per complessivi 27.493 kmq, pari a circa il 6% del territorio nazionale. La maggior parte dei parchi è concentrata nel centro e nell'estremo Nord del Paese (Lappland). Ai parchi e alle riserve si aggiungono varie altre forme di protezione dei fenomeni e degli organismi naturali, come i giardini botanici (trädgårdar), le miniere attrezzate per visite turistiche (gruvor), i parchi e i giardini zoologici (djurparker), nonché i luoghi particolarmente adatti all'osservazione dell'avifauna (fågelskidds-område). Nel 1996 il Ladugårds-gäardet di Stoccolma è stato costituito in ekopark, la prima area naturale protetta in ambiente urbano. Da Sud a Nord i parchi nazionali sono: Stenshuvud e Dalby Söderskog (provincia di Skåne), Stora Mosse e Norra Kvill (provincia di Småland), Blå Jungfrun (provincia di Öland/Småland), Gotska Sandön (provincia di Gotland), Tyresta (provincia di Södermanland), Ängsö (provincia di Uppland), Tresticklan (provincia di Värmland), Garphyttan (provincia di Närke), Tiveden (provincia di Närke/Västergötland), Djuro (provincia di Västergötland), Töfsingdalen (provincia di Dalarma), Hamra (provincia di Dalarna/Hälsingland), Sånfjället (provincia di Härjedalen), Skuleskogen (provincia di Ångermaland), Björnlandet e arcipelago di Haparanda (provincia di Västerbotten), Vadvetjåkka (provincia di Norrbotten). Il Dalby Söderskog Nationalpark, che si estende nella Scania per circa 36 ettari, è stato istituito nel 1918. È costituito in prevalenza da decidue a fogliame fitto (olmi, frassini, faggi, querce), sostenute dal terreno gessoso. La stagione migliore per la visita del parco è la primavera (maggio), periodo di massima fioritura delle erbacce perenni (ranuncolacee, gigliacee) di cui è tappezzato. I sentieri che lo attraversano sono a tratti protetti da passerelle di legno per ridurre al minimo l'erosione dovuta al calpestio. Il Blå Jungfrun Nationalpark, fondato nel 1926 e ingrandito nel 1988, si estende per 198 ettari, di cui 66 nell'isola omonima e 132 in acqua (parco marino). L'isola di Blå Jungfrun ("fanciulla azzurra"), circondata da un'aura di miti e leggende, è una cupola di granito rosso che emerge dal mare nel Kalmarsund, tra la costa svedese e l'isola di Öland.

La flora, descritta per la prima volta da Linneo nel sec. XVIII, è costituita da conifere; a Sud cresce anche qualche quercia. La vegetazione di licheni è particolarmente interessante dal punto di vista botanico. Vi nidifica l'uria nera (Uria grylle). L'isola è interessante anche per i resti preistorici (Età del Ferro). L'Abisko Nationalpark, è uno dei primi parchi nazionali svedesi (1909); si estende per 7.700 ettari in Lapponia e, a dispetto della latitudine, si trova in una delle aree di maggiore insolazione del Paese; è delimitato da un massiccio montagnoso a Sud e a Ovest e dal corso del fiume Torneträask a Nord. L'attrazione principale è il profondo cañon Abiskojokka. La flora, sostenuta dal tarreno calcareo, è costituita da betulle e da più rari pini. Il sottobosco è assai vario, come la fauna (lemming, alce); vi cresce una specie di orchidea unica in tutta la Svezia. È il più accessibile e frequentato parco nazionale dell'estremo Nord svedese. Una funivia porta alla cima del monte Njulla, dove si effettuano anche escursioni con guide; dall'Abisko parte il Kungsleden, il sentiero di trekking più lungo della Svezia, che attraversa altri tre parchi nazionali contigui situati più a Sud: Sarek, Stora Sjöfallet e Padjelanta (dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità nel 1996); quest'ultimo, non accessibile per strada, è con 198.400 ettari il più esteso parco nazionale svedese.

 

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L'ECONOMIA

La Svezia è riuscita a ottenere un elevato rendimento agricolo grazie alla meccanizzazione, alla diffusione di sistemi intensivi di coltura e all'organizzazione in cooperative, nonostante le sfavorevoli condizioni ambientali permettano la coltivazione soltanto di un decimo della superficie del Paese. La maggioranza delle aree lavorate si trova al Sud, ove si coltivano cereali, patate, barbabietole da zucchero, legumi e ortaggi. Un prodotto fondamentale dell'economia è il legname, che pone la Svezia ai primi posti nel mondo. Notevoli sono le colture foraggiere, in relazione all'abbondante patrimonio zootecnico (soprattutto bovini), che fornisce un'ingente produzione di latte, formaggio e carni. Si pratica inoltre l'allevamento di suini, animali da cortile e, al Nord, di renne e animali da pelliccia. La pesca (aringhe, merluzzi, salmoni) costituisce una voce di discreto rilievo, anche se non è attiva come nella vicina Norvegia. Il grande sviluppo economico svedese, iniziato nella seconda metà dell'800, si fonda sul settore secondario, favorito da molteplici fattori. Prima di tutto dall'enorme disponibilità di energia idroelettrica, dalla ricchezza del sottosuolo (ferro, rame) e dall'evoluzione dei sistemi di coltura e sfruttamento del patrimonio boschivo e zootecnico. Secondariamente, dalla politica di neutralità adottata dallo Stato, che non ha subito le distruzioni e i disagi dell'ultima guerra. La Svezia ha così potuto diventare uno dei Paesi con il più elevato livello di vita e con una produzione industriale di ottima qualità grazie a un'avanzatissima tecnologia. Accanto alla cospicua produzione di energia idroelettrica, vi sono le centrali termonucleari. Il sottosuolo, per quanto povero di carbone e petrolio, largamente importati, è ricco di ferro (famosi i giacimenti di Kiruna e di Gällivare in Lapponia); la Svezia è infatti la seconda in Europa, dopo la Russia, per la produzione di ferro. Ingenti le risorse di rame, piombo, zinco, tungsteno, oro, argento e manganese. Di scoperta relativamente più recente, i giacimenti di uranio, che offrono ottime prospettive. L'industria siderurgica è assai sviluppata e fornisce i famosi acciai speciali; tutti i metalli estratti vengono lavorati nel Paese.

Evolutissime le industrie meccaniche per la produzione di autovetture (Volvo, Saab) e veicoli industriali, aeroplani, materiale ferroviario, utensileria specializzata, apparecchi telefonici, elettrodomestici, cuscinetti a sfera (SKF, la maggiore nel mondo) e materiale bellico. L'industria del legno, della carta e della cellulosa oltre a coprire il fabbisogno interno, esporta in tutto il mondo mobili, case prefabbricate, carta da giornale e i tipici zolfanelli. Collegate a essa sono le numerose segherie, sorte alla foce dei fiumi. Considerevole è l'industria chimica (esplosivi, fertilizzanti) e cantieristica; di più modeste dimensioni le industrie alimentari (birra, zucchero) e tessili. Vi sono molte fabbriche della gomma, conciarie, del cemento e vetrerie artistiche. I settori più avanzati dell'industria investono in modo massiccio nella ricerca scientifica, realizzando prodotti di elevata qualità. Il ruolo egemone tuttavia è recentemente passato dall'industria al terziario, che assorbe quasi i 2/3 degli occupati. La necessità di importazioni primarie (combustibili e generi alimentari), ma anche di prodotti lavorati, e le esportazioni dell'industria determinano intensi scambi: il 20% del prodotto industriale, infatti, viene esportato. Il Paese dispone di un'ottima rete stradale (157.495 km), autostradale (1.262 km) e ferroviaria (10.919 km). Rilevanti le vie di navigazione interna (1.165 km). Celebre è il canale Göta che mette in comunicazione il porto di Göteborg con i Laghi Vättern e Vänern e unisce le città di Göteborg e Stoccolma; di notevole importanza commerciale, è anche inserito in itinerari di crociere turistiche. Tra i maggiori porti marittimi: Göteborg, Stoccolma, Malmö, Helsingborg (di fronte alla costa danese) e Luleå (sul Baltico). La flotta mercantile svedese, nonostante l'imponenza, deve ricorrere al supporto delle navi norvegesi, mentre il Paese dispone di otto aeroporti principali.

 

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IL WELFARE STATE

La Svezia vanta il primato per l'eccezionale civiltà e organizzazione delle sue istituzioni sociali, non solo tra i Paesi scandinavi ma in tutto il mondo, anche se la recessione degli anni Novanta ne ha ridotto i servizi. Il reddito pro-capite degli Svedesi è inferiore solo a quello degli Svizzeri e a quello del Kuwait: questo perché tutta la ricchezza, ripartita in modo uniforme tra un numero ridotto di abitanti, fa sì che non esistano divari incolmabili tra i più ricchi e i meno abbienti. Tale livello è ottenuto con un particolare sistema fiscale che, esigendo imposte elevate da chi ha forti guadagni, riesce poi a sfruttarne i proventi per assicurare servizi sociali gratuiti, tra cui istruzione, sanità, forme assistenziali varie, garantite anche ai disoccupati, agli immigrati (il cui numero viene attentamente monitorato), alle minoranze etniche: a essi infatti è destinato il 52% del bilancio statale. Un'efficiente pianificazione privilegia la collettività rispetto al singolo. Lo Stato accompagna il cittadino dalla nascita alla morte: neonato e madre sono assistiti e curati, e quest'ultima riceve una sovvenzione nonché una collaborazione domestica pagata dallo Stato, qualora abbia già altri figli (alla fine degli anni Novanta però uno scandalo relativo alle sterilizzazioni indotte in migliaia di donne svedesi ha reso il quadro sociale-famigliare svedese meno roseo). L'istruzione è gratuita e obbligatoria fino a 16 anni, la scuola offre i pasti, l'assistenza medica e la possibilità di praticare varie attività sportive. Allo studente universitario sono messe a disposizione dal Governo borse di studio e prestiti, restituibili entro 15 anni dal termine degli studi. Il lavoratore gode di assistenza e previdenza eccellenti, mentre, una volta ritiratosi, gli sono assicurati pensione, cure mediche e contatti sociali. Infine ogni cittadino beneficia del diritto di indirizzare le proprie lamentele presso un addetto (l'ombudsman).

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CENNI STORICI

Abitata sin dall'Età mesolitica, la Svezia reca inoltre testimonianza delle migrazioni unne. Tale movimento proveniente dall'Asia portò all'insediamento, durante l'epoca romana, delle tribù dei Goti, nei territori meridionali, e degli Svear, al centro. Nei secc. V-VI d.C. iniziò l'abbozzo di una prima entità statale con capitale Uppsala, città sede dei re sacerdoti. Abilissimi navigatori, i popoli di questa regione furono chiamati Normanni (uomini del Nord) e Vichinghi, e dal IX sec., fino alla prima metà dell'XI, calarono alla conquista dell'Europa occidentale e orientale. Essi entrarono così in contatto con le civiltà latina, bizantina e islamica; la prima diffusione del Cristianesimo a opera di sant'Ascario (IX sec.) si dimostrò però difficoltosa, tanto che solo nel 1000 la fede cristiana iniziò a diffondersi attraverso la predicazione dei monaci cistercensi, mentre fiorivano i commerci con la Germania e si sfruttavano le miniere di Bergsberg. Il XIII sec. fu per la Svezia un secolo altamente significativo: la famiglia dei Folkung consolidò la Monarchia, scelse la città di Stoccolma come capitale del Regno e conquistò la Finlandia (1284) che divenne ducato indipendente della Corona. Dissidi interni indebolirono il potere centrale, sin quando la Corona passò a Margherita, regina di Norvegia e di Danimarca (1389), che nel 1397, con l'approvazione di un'assemblea comune (Unione di Kalmar), decretò l'unificazione dei tre Regni scandinavi di Norvegia, Svezia e Danimarca. La stabilità di tale unione fu a più riprese minacciata, soprattutto dalle lotte tra Danesi e Svedesi; nel 1523 salì al trono Gustavo I Vasa che condusse la Svezia all'indipendenza. Nel 1500, intanto, il Protestantesimo si era diffuso massicciamente nella regione, culminando nel trionfo della Riforma luterana, nel distacco dalla Chiesa di Roma (1571) e nella conseguente adesione alla confessione luterana (1593). Tra il 1600 e il primo ventennio del 1700 la Svezia conobbe una fase di notevole espansione demografica, economica e territoriale, che la portò a una posizione di egemonia sul Baltico e sugli stretti, a svantaggio della Danimarca. Impegnata nella guerra dei Trent'anni (1618-48), con la Pace di Westfalia la Svezia ottenne le regioni di Carelia, Estonia e Livonia, il controllo sulla Pomerania occidentale e di alcune città (Brema, Stettino, Wismar e Verden). Nel 1632 la regina Cristina, figlia di Gustavo Adolfo, salì al trono che lasciò nel 1652 al cugino Carlo X, dopo essersi convertita al Cattolicesimo. Con Carlo la Svezia combatté contro Danimarca e Polonia, ottenendo ulteriori ingrandimenti territoriali. Nel XVIII sec. tuttavia, Polonia, Russia e Danimarca si unirono contro la Svezia, conquistando (Pace di Nystadt, 1721) le regioni oltre il Mar Baltico e la Carelia. Tra il 1771 e il 1792 Gustavo III, salito al trono con un colpo di Stato, despota illuminato, varò diverse riforme, riportando la tolleranza religiosa e sanando le finanze. Sotto il suo Regno, il Paese partecipò ai grandi fermenti culturali dell'epoca, con i contributi di personalità quali Scheele, Linneo, Celsius, Swedenborg. Carlo XII designò per la successione il maresciallo francese Bernadotte (1810), suo figlio adottivo, che portò la Svezia al conflitto finale contro Napoleone e allo scontro con la Danimarca alla quale tolse la Norvegia (1814). Divenuto re (1818) col nome di Carlo XIV, Bernadotte instaurò una politica di stabilità monetaria e di neutralità, e rinnovò la Costituzione (1840). I successori accelerarono la modernizzazione del Paese con riforme e l'affermazione del libero scambio; si crearono due Camere a suffragio censitario (Nuovo Riksdag, 1866) e si costituì il Partito socialdemocratico (1889) che in pochi decenni si sviluppò enormemente, diventando il più importante del Riksdag. Nel 1905 si verificò lo scioglimento pacifico dell'unione con la Norvegia.

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Il lungo periodo di pace favorì il progresso economico e l'incremento demografico, ma una crisi sopravvenuta a cavallo tra 1800 e 1900 spinse il proletariato rurale all'emigrazione negli Stati Uniti. Mantenuta la neutralità e l'indipendenza nei due conflitti mondiali, membro dell'ONU, dell'OECE e del Consiglio d'Europa, la Svezia tuttavia non aderì al Patto atlantico. L'originalità del modello svedese si collegava strettamente al Partito socialdemocratico che, salito al Governo per la prima volta nel 1920, guidò il Paese dal 1932 al 1976, impegnandosi in riforme sociali e in una continua modernizzazione nell'ottica dell'eguaglianza sociale e del benessere comune. Sconfitto nel 1978, il partito riacquistò nel 1982 l'antico ruolo egemone. Nel 1986 il primo ministro Olof Palme fu assassinato, mentre nel Paese si diffondeva una certa insofferenza per un "welfare state" troppo invadente nella vita dei cittadini. Gli anni Novanta si aprirono con una pesante recessione economica per la Nazione, le cui ripercussioni pesarono sulle elezioni del 1991 nelle quali i socialdemocratici furono sconfitti a vantaggio di una coalizione di liberali, centristi e del Partito cristiano-democratico. Carl Bildt venne nominato primo ministro e si pose alla guida di un Governo il cui programma politico si focalizzò sulla privatizzazione di molte imprese statali, sulla riduzione delle tasse e sui tagli alle spese sociali. La politica delle forze conservatrici non venne però premiata né dai risultati né dall'elettorato: nel 1994, alle elezioni per il rinnovo del Parlamento, le forze di Governo ottennero 158 seggi contro i 170 precedenti, mentre i socialdemocratici passarono da 138 a 161. Nell'ottobre dello stesso anno Ingvar Carlsson ricevette l'incarico di formare un nuovo Governo di minoranza, impostando una politica di grande rigore e severità in campo fiscale; dimessosi nel 1996, fu sostituito da Goran Persson. Nello stesso anno la Svezia entrò ufficialmente nell'Unione europea, dando seguito alla volontà popolare espressasi in tal senso nel referendum indetto nel 1994. Le elezioni legislative del 1998 decretarono un nuovo cambiamento di fronte nelle preferenze dell'elettorato: i socialdemocratici, pur rimanendo il primo partito, persero diversi seggi, mentre i cristiano-democratici ottennero un consistente aumento di voti. Viste le notevoli discrepanze con il programma del Partito della sinistra, uscito assai rinforzato dalla consultazione elettorale, il primo ministro Goran Persson optò per la formazione di un Governo di minoranza, ricorrendo di volta in volta alle alleanze necessarie per realizzare i vari progetti politici, tra cui l'entrata della Svezia nella moneta unica europea sin dalla prima fase del 1999. In realtà il Paese, nonostante il raggiungimento dei criteri necessari, decise di rimanere fuori dall'Unione economica e monetaria. Il 1° gennaio 2001 la Svezia assunse per la prima volta la presidenza di turno dell'Ue. Nel mese di giugno Göteborg ospitò il vertice dei capi di Stato e di Governo dell'Ue, vertice che venne accompagnato dalle manifestazioni degli attivisti antiglobalizzazione sfociate in violenti scontri con la polizia svedese, con il bilancio di parecchi feriti, tra cui un ragazzo rimasto colpito da un proiettile sparato dagli agenti ad altezza uomo. Le elezioni legislative del settembre 2002, che furono caratterizzate da una bassissima affluenza alle urne, assegnarono la netta vittoria alla coalizione guidata dal socialdemocratico Persson, che fu confermato premier per la terza volta consecutiva. Sebbene membro dell'Unione europea dal 1995, nel settembre 2003 la Svezia bocciò, tramite referendum, la proposta di adottare la moneta unica europea.

La vigilia del voto fu turbata dall'assassinio del ministro degli Esteri Anna Lindh, fervente sostenitrice dell'euro. La storica vittoria della coalizione di centro-destra alle consultazioni legislative del settembre 2006 si tradusse in un vero e proprio terremoto politico per la Svezia, dove la socialdemocrazia aveva governato per ben 65 degli ultimi 74 anni, di cui gli ultimi 12 consecutivamente, creando uno Stato assistenziale modello per tutta Europa. Frederik Reinfeldt, capo del nuovo Esecutivo, presentò un programma lontano dagli schemi tipici della destra liberale e promise una moderata liberalizzazione del mercato del lavoro.

Un’immagine di Anna Lindh

 

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L'AVVENTURA DEL "VASA": DA VASCELLO A MUSEO

"Subito dopo Dio, il maggior garante del regno è la flotta": con questa premessa Gustavo II Adolfo enunciò nel 1620 le priorità del suo regno. Bisogna allontanare il pensiero dalla Svezia contemporanea e chiamare in soccorso l'immagine di una nazione che, fino al sec. XVIII, fu l'unica a tener testa e a sconfiggere nel Nord la Russia, finché questa non ebbe in Pietro il Grande il suo "cavaliere di bronzo" di puškiniana memoria. La potenza militare svedese si basava sul mare, che i marinai navigavano con una sapienza antica tramandata dagli antenati Vichinghi. Sull'Europa infuriava la guerra dei Trent'anni quando, nel 1625, il re commissionò all'olandese Henryk Hybertsson la costruzione del Vasa, il vascello da guerra più grande e più costoso fino ad allora mai costruito. Si cominciò abbattendo le circa mille querce necessarie allo scafo; poco dopo il cantiere di Skeppsgården si accinse all'opera, impegnando per oltre due anni circa 400 uomini e ricevendo più volte la visita di Gustavo Adolfo in ansia per il prolungarsi dei lavori. Una volta ultimato, il Vasa era alto 52 m, lungo 69 m, largo 11,7 m. Ma a suscitare timore non erano solo le sue dimensioni; destava ammirazione e rispetto anche per la ricchezza della sua ornamentazione; abbellivano i portelli dei cannoni, con una metafora potente, teste di leoni ruggenti, simbolo del sovrano. Il leone, come si conveniva a un vascello reale, era il motivo ornamentale più usato, anche nella polena. Il 16 gennaio 1628 Gustavo Adolfo ispezionò personalmente il vascello quasi pronto per il varo. Il 10 agosto, il capitano Sögring Hansson salì a bordo del Vasa, ancorato allo Skeppsbron, davanti al Palazzo Reale. L'attendevano i 145 uomini dell'equipaggio, che avevano già caricato i 64 cannoni e tutte le provviste necessarie al lungo viaggio per raggiungere il re, che si trovava in Prussia per guidare le operazioni di guerra. Doppiata l'isoletta di Kastellholmen, la nave cominciò a piegarsi: all'altezza di Beckholmen si piegò definitivamente su un lato e affondò inesorabilmente. Nell'inglorioso viaggio di inaugurazione, conclusosi dopo appena 1.300 m, morirono circa 50 uomini e andarono perduti i preziosi cannoni. Il re apprese la notizia solo due settimane dopo in Prussia. Diede ordine di aprire un'inchiesta; l'unico arrestato fu il capitano Hansson, presto rilasciato quando le indagini si arenarono sull'accertamento delle cause e delle responsabilità del naufragio.

In realtà erano ugualmente colpevoli il progettista e la mania di grandezza del committente. Il vascello destinato a essere il più potente del mondo era in realtà inadatto alla navigazione per le sue enormi dimensioni: era, cioè, una macchina mal concepita, una sorta di smisurato giocattolo. Ma si poteva processare il re? L'inchiesta fu quindi insabbiata. È difficile spiegare l'accanimento con cui a partire dal 1953 l'ingegnere Anders Franzén e suoi concittadini hanno voluto riportare in superficie il Vasa; ma questo gigantesco flop della gloriosa Marina da guerra svedese è oggi diventato una delle attrazioni turistiche più visitate di Stoccolma.

 

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MITO E TERRORE: I VICHINGHI

L'etimologia della parola "Vikingo" è tutt'oggi argomento di discussione. Comunemente si ritiene che il termine sia da riportare a “vik” (golfo), quindi il “Vikingo” sarebbe un guerriero che ha la sua base in un golfo; probabilmente quell'ampio fiordo al cui interno è ora situata la città di Oslo. Significativo è il fatto che le attività dei Vichinghi abbiano potuto dare il nome a tutta un'epoca. Un forte cambiamento nella società nordica portò probabilmente allo sviluppo dei commerci e delle spedizioni vichinghe. Forse un peggioramento delle condizioni climatiche provocò una crisi alimentare costringendo le popolazioni fuori dai loro confini; oppure, al contrario, un miglioramento del clima determinò un aumento della popolazione costringendola a cercare altri spazi. Altri sostengono che i commerci nel Mediterraneo erano divenuti difficili dopo l'espansione araba e dovevano quindi essere aperte nuove vie di commercio nelle zone nordiche. In ogni caso il sorprendente sviluppo dell'attività vichinga è da attribuire anche al forte spirito di avventura e di scoperta, al desiderio di commercio e saccheggio, alla ricerca di onore e gloria. A tutti questi elementi si aggiungeva una nuova tecnica di guerra: attacchi improvvisi e rapidi che evitavano scontri frontali, buon armamento e una flotta di navi veloci. La nave vichinga costituì senz'altro la loro grande arma segreta. Essa era infatti molto leggera (l'equipaggio poteva trascinarla per lunghi percorsi su ogni terreno) e rapidissima grazie all'ampia vela. Lunga da 16 a 28 m, veniva costruita in modo da poter navigare anche in acque bassissime ed era in grado di restare in mare un intero mese senza mai toccare terra. L'attività vichinga seminò il terrore in tutta Europa. In Inghilterra, Spagna e Francia i Vichinghi si spingevano persino all'interno del continente, risalendo ovunque i fiumi. È noto l'attacco di sorpresa effettuato su Parigi. Le spedizioni verso Oriente dei Vichinghi svedesi avevano come meta il Baltico orientale e la Russia che veniva attraversata sui fiumi fino al Mar Nero e Costantinopoli. Vichinghe sono le iscrizioni runiche sui leoni del porto di Pireo, attualmente all'ingresso dell'arsenale di Venezia.

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ARTE

Le scritte runiche: poesia e storia sulla pietra

In Svezia si sono rinvenute circa 3.000 scritte runiche ed è probabile che molte altre possano ancora essere scoperte. Le scritte runiche più antiche risalgono al 200 d.C. Sono preziosi documenti storici, di particolare interesse per gli studiosi della lingua; hanno infatti permesso di seguire i cambiamenti fonetici attraverso i secoli e di studiare nomi di persone e di località. Esse venivano fatte su legno oppure su pietra (rocce, massi erratici o pietre erette). Ampiamente dibattuta è stata, e lo è tuttora, la questione se le scritte runiche avessero valenze magiche o solo valore epigrafico. È probabile che almeno le più antiche avessero un valore magico: si attribuiva loro il potere di esercitare un controllo sulle forze della natura, eliminare i nemici, proteggere dalla malattia e dalla morte, difendere i vivi dai defunti e questi dai saccheggiatori di tombe. Tuttavia la maggior parte delle iscrizioni sono di altra natura; ad esempio la pietra di Möjbro nell'Uppland, databile al VI sec. d.C., è un monumento commemorativo in cui testo e figurazioni si combinano elegantemente. La più significativa tra le scritte poetiche si trova sulla pietra di Rö nell'Östergötland, eretta nell'800 d.C., la cui parte centrale è scritta nella metrica nordica. La scritta narra di figure mitologiche oltre che di personaggi storici quale Teodorico il Grande. Il più antico alfabeto runico, ideato su modello degli alfabeti mediterranei, è formato da 24 lettere ed è chiamato Futhark dal nome dei primi sei segni alfabetici. La lingua usata è il norreno (la lingua originaria dei popoli scandinavi). Solo a partire dall'VIII sec. d.C. entra in uso un alfabeto semplificato, di sole 16 lettere, che meglio rispondeva alla resa linguistica, ma contemporaneamente rendeva più difficile l'interpretazione del testo. A partire dall'anno 1000 le pietre runiche recano la croce e rappresentano quindi i primi documenti della cristianizzazione della Svezia.

Pittura: dalle pietre runiche alla sperimentazione dei contemporanei

Le pietre runiche e le pietre figurate dell'isola di Gotland narravano in epoca vichinga avvenimenti e saghe con la ben nota decorazione a spirali di drago, che influenzò anche l'arte di altre parti d'Europa. Verso la fine del 1400 fu attivo Albertus Pictor, che realizzò numerosi affreschi nelle chiese attorno al lago Mälaren. Dopo la Riforma, nel XVI sec. alla Chiesa si sostituì come committente la Corte reale. Fu questo il secolo della ritrattistica con opere per lo più eseguite da artisti tedeschi e fiamminghi. Il nome più importante dell'epoca carolina fu Ehrenstrahl che, oltre a ritratti, dipinse scene allegoriche e di animali. Nel 1735 venne fondata a Stoccolma l'Accademia delle Arti e rapidamente si formò un importante gruppo di artisti locali, la cui fama si estese a tutta Europa. Molti di questi completarono la loro formazione a Parigi e alcuni si trattennero nella capitale francese come i ritrattisti A. Roslin, G. Pilo e G. Lundberg. Il primo paesaggista degno di nota è Elias Martin, mentre scene della vita borghese furono oggetto della pittura di R Hilleström e P. Krafft. Con l'Ottocento la committenza delle arti passò alla ricca borghesia. Anche in questo secolo gli artisti svedesi continuarono a guardare alla Francia e alle correnti artistiche là dominanti: la romantica, l'accademico-storica, il Realismo e l'Impressionismo. Pittore romantico fu Marcus Larsson, con movimentate scene di naufragi e ghiacciai nordici.

Al filone storico-accademico, con un occhio alla pittura di Meissonier, appartennero i nomi di Cederström, Forsberg e von Rosen. Nome di grande rilievo fu Ernst Josephson, che seppe unire elementi romantici e realistici. I suoi ritratti sono eccezionali non solo nell'acceso cromatismo ma anche nella sottile resa psicologica. All'Impressionismo si ispirò un numeroso gruppo di pittori, che costituiva una vera e propria comunità presso Fontainebleau: Skånberg, Kreuger, Birger, Carl Larsson, Zorn e, da sottolineare, C.F. Hill e A. Strindberg. Quest'ultimo dedicò due anni all'esercizio professionale della pittura, lasciando una produzione di oltre 200 opere. Con il Novecento la Svezia entrò definitivamente nella storia della pittura europea. Un gruppo di pittori studiò e operò agli inizi del secolo sotto la guida di Matisse con risultati sorprendenti: I. Grünewald, S. Hjertèn, E. Jolin, N. Dardel, G. Sandels. Il Cubismo trovò un interessante interprete in GAN (G.A. Nilsson), la pittura "naif" in H. Linnqvist. Negli anni Venti comparvero sulla scena i pittori della Costa Occidentale, con centro nella scuola Valand di Göteborg. Attenti alla lezione di Van Gogh e Gauguin, svilupparono un acceso colorismo; si tratta dei pittori: Kylberg, Isaksson, Ivarsson, Schiöler, Sandberg, Nilsson, per nominare i maggiori. Tra i contemporanei ricordiamo R Dahl, Ph. von Schantz e B. Lindström. Attualmente è quasi impossibile parlare di scuole, dato che molti pittori rifiutano di farsi incasellare in una determinata corrente artistica. Assistiamo quindi ad un intenso lavoro di sperimentazione e solo gli anni a venire permetteranno un primo giudizio.

 

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I principali rappresentanti della scultura

Gli scultori medioevali decorarono le chiese con opere raffiguranti uomini e animali. Il periodo gotico vide il fiorire della scultura lignea che privilegiava temi quali crocifissi, madonne, altari. Fra queste opere la più nota è la scultura lignea raffigurante San Giorgio e il drago nella cattedrale di Stoccolma, opera di B. Notke. Il periodo dei Vasa fu caratterizzato da una scultura decorativa che progressivamente andò evolvendosi in stile barocco. Nel Settecento fu attivo il più grande degli scultori svedesi, J.T. Sergel, che raggiunse fama internazionale come rappresentante del Neoclassicismo. Il movimento romantico ottocentesco è rappresentato da C. Eriksson. Nel XX sec. i maggiori nomi sono C. Milles e C. Eldh.

Architettura: una continua ricerca

Le prime chiese venivano costruite in legno con la tecnica della "stavkyrka", chiesa in legno. Una sola di queste è rimasta in Svezia, la chiesa di Hedared. Con il periodo romanico iniziò la costruzione di chiese in pietra. La cattedrale di Lund, il maggior esempio di romanico nel Nord, venne costruita nel XII sec., sotto la direzione di un architetto del Nord-Italia, Donatus. L'uso del mattone divenne regola nel periodo gotico e il duomo di Uppsala, iniziato nel 1280, può ben definirsi un notevole esempio di gotico francese. Nel Cinquecento si costruirono i castelli della dinastia Vasa quali Kalmar e Gripsholm (combinazione di stile medievale e rinascimentale) e quello di Vadstena (rinascimentale).

La famiglia Pahr, di origine italiana, diresse la costruzione dei castelli di Kalmar, Uppsala e Borgholm. Attorno al 1630 due famiglie di architetti si stabilirono in Svezia, De la Vallée e Tessin e con loro inizia la grande architettura svedese. N. Tessin il giovane progettò il Palazzo Reale, il cui completamento avvenne nel Settecento sotto la supervisione di C. Hårleman. A partire dal 1800 si diffuse la moda del palazzo romantico di derivazione inglese. Con l'inizio del XX sec. fiorì lo stile Liberty rappresentato da F. Boberg e lo stile nazionale-romantico rappresentato da R. Östberg, che progettò il Palazzo Municipale di Stoccolma (costruito tra il 1911 e il 1923). Il Funzionalismo, attento alla lezione del Bauhaus, entrò a far parte dell'arte svedese con la grande esposizione di Stoccolma del 1930. I maggiori rappresentanti dell'architettura funzionalista sono E.G. Asplund e S. Markelius. Gli anni successivi vedono l'influenza del Modernismo e Postmodernismo e, a partire dagli anni Settanta, si diffonde la tendenza a ricercare e reinterpretare elementi di una antica e mai dimenticata tradizione.

 

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Le arti decorative

È solo nel XX sec. che le arti applicate raggiungono fama internazionale. Nella ceramica vanno ricordati A. Wallander, W. Kåge e E. Lindberg. Nell'arte tessile abbiamo M. Måas-Fjetterström come massimo rappresentante. L'arte vetraria, probabilmente la più conosciuta a livello internazionale è rappresentata da nomi quali S. Gate, E. Hald, E. Höglund e B. Vallien. Gli atelier più conosciuti sono quelli di Kosta, Boda e Orrefors.

Grandi scrittori

L'origine della lingua svedese, come lingua a sé stante, risale agli inizi dell'epoca vichinga, quando avvenne il disgregamento dell'unità linguistica norrena. I più antichi testi svedesi pervenutici sono le leggi regionali del 1200 e Le Apparizioni della monaca Brigida, dichiarata santa nel 1391. Quest'ultima istituì l'ordine religioso Ordo Sanctissimi Salvatoris con centro nel monastero di Vadstena. Gli scritti della Santa ebbero grande influenza sulla vita intellettuale, religiosa e politica del tempo. La Riforma ebbe come naturale conseguenza la traduzione in svedese del Nuovo Testamento (1526) e dell'intera Bibbia (1541). Alla metà del 1600 comparve il primo grande umanista, "il padre della poesia svedese" Georg Stiernhielm, che nei suoi poemi, secondo l'uso del tempo, unì la scienza con la religione. La letteratura trovò nel Settecento un nuovo pubblico nella borghesia emergente, interessata a modelli francesi oltre che alle scienze. Intorno al 1770 C.M. Bellman scrisse la sua raccolta di poesie Le epistole di Fredman, in cui motivi mitologici si mescolano a spunti umoristici. Lo sviluppo delle lettere in questo periodo fu fortemente influenzato dalla figura del re Gustav III, scrittore e attore egli stesso e fondatore dell'Accademia Svedese (1786). Appartiene alla letteratura di questo secolo Carl von Linné (Linneo) con i suoi libri di viaggio attraverso le regioni svedesi. Il filosofo e mistico E. Swedenborg raggiunse fama internazionale; scriveva prevalentemente in latino e solo più tardi i suoi scritti vennero tradotti in svedese. Tra le sue opere è da citare Il libro dei sogni. I nomi più significativi del primo Ottocento sono E. Tegnér, E.G. Geijer, P.D.A. Atterbom ed E.J. Stagnelius.

La Saga di Fritjof di Tegnèr si fonda su motivi tratti dall'antichità nordica e incontrò grande favore di pubblico. Anche Geijer trattò temi tipicamente nordici, tuttavia egli è da ricordare anche per la sua produzione lirica e per le sue opere storiche. Atterbom scrisse poesie ispirate alla filosofia di Schelling e il dramma L'isola della felicità. Fra i poeti romantici si distinse Stagnelius per il carattere ascetico delle sue poesie, fra le quali spicca la raccolta intitolata Gigli a Saron. Figura di particolare rilievo in questo periodo è C.J.L. Almquist (1793-1866), che iniziò la sua attività come scrittore romantico (Il libro della rosa selvatica, una raccolta di romanzi e di racconti in prosa e in versi). Col tempo egli si orientò verso un radicale realismo e divenne severo critico della società del suo tempo. Quasi contemporaneo di Almquist è J.L. Runeberg, poeta finlandese di lingua svedese, che introdusse naturalezza e semplicità nella poesia. Viene considerato il poeta nazionale finlandese, soprattutto per la sua raccolta di poesie: I racconti dell'alfiere Stål. La corrente del naturalismo è rappresentata dalla imponente figura di August Strindberg (1849-1912), che nella sua vastissima produzione diede voce alla maggior parte delle idee della seconda metà dell'Ottocento. Elemento caratteristico dell'opera di Strindberg è lo stretto rapporto di interazione tra la sua opera e gli avvenimenti della sua vita. Come romanziere lo ricordiamo per La stanza rossa, primo romanzo sociale della letteratura svedese. Come drammaturgo va ricordato per le opere Il padre, La signorina Giulia, Maestro Olof, Temporale e Verso Damasco. Selma Lagerlöf (1858-1940), premio Nobel, è un'altra grande figura di questo periodo. Con stile originalissimo scrisse La saga di Gösta Berling, L'imperatore di Portugallia, Gerusalemme, Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson attraverso la Svezia. La fama della Lagerlöf andò oltre i confini svedesi e La saga di Gösta Berling venne messa in musica nel 1925 da Zandonai nell'opera I cavalieri di Ekebu. W. von Heidenstam, premio Nobel, autore di liriche e romanzi storici, seppe dare espressione al suo amore per la bellezza e per la patria in uno stile non convenzionale. Due altri scrittori vanno ricordati in questo periodo: il lirico G. Fröding per le sue poesie ispirate alla natura e alla vita del popolo e E.A. Karlfeldt, premio Nobel, per il suo virtuosismo formale teso ad esprimere temi come l'amore e la natura, spesso in tono biblico. H. Söderberg (1869-1941) fu influenzato da Strindberg e Maupassant e appartiene ai narratori che descrivono la società con ironia e scetticismo non privo di una vena di pessimismo. H. Bergman era dotato di viva vena narrativa, grande fantasia, humor e acutezza psicologica. Della sua vasta produzione possiamo ricordare il romanzo I Markurell. Pär Lagerkvist (1891-1974), premio Nobel, poeta e prosatore, scrisse in stile fortemente personale. Da un acceso espressionismo carico di angoscia passò a un realismo-simbolismo dal quale traspare un forte desiderio di fede. Il suo romanzo più conosciuto e apprezzato è Barabba. Alla letteratura del XX sec. appartengono, oltre a quelli già nominati, numerosi scrittori di alto livello quali: G. Ekelöf, poeta surrealista e visionario di grande musicalità; H. Martinson, premio Nobel, poeta e prosatore di forte stile e personalità; K. Boye, che nella sua prosa esprime visioni di una civiltà futura; E. Johnson, premio Nobel, autore di romanzi in cui vengono dibattuti problemi morali, sociali e politici; V. Moberg, narratore dell'epos della grande emigrazione svedese dell'Ottocento.

Gli anni Trenta videro apparire scrittori di estrazione proletaria attenti alle condizioni della classe lavoratrice. Il più conosciuto è J. Fridegård. Negli anni Quaranta con K. Vennberg e E. Lindegren si presenta sulla scena letteraria una nuova corrente chiamata Modernismo, che già aveva avuto un precursore in E. Söderberg, poetessa finlandese di lingua svedese. Il popolo svedese conta un numero sorprendentemente alto di scrittori contemporanei, per citare alcuni: B. Trotzig, S. Delblanc, P.O. Enquist, G. Tunström, L. Gustafsson, T. Lindgren. K. Ekman per quanto concerne i prosatori; G. Sonnevi, T. Tranströmer, K. Frostenson per la poesia. Un genere di letteratura particolarmente sviluppata in Svezia è la letteratura per i giovani: Astrid Lindgren (Pippi Calzelunghe) e Tove Jansson (Mumin) sono tra i nomi di maggiore risalto.

 

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Cori, canti popolari, musica sinfonica e musica leggera

Durante la rinascita culturale del Settecento venne fondata l'Accademia Musicale Svedese e costruito il Teatro dell'Opera nel 1782. Franz Berwald fu il primo compositore sinfonico di fama internazionale e il suo stile, seppure influenzato da compositori romantici conserva una sua originalità. Da ricordare nella prima metà del XX sec. Gösta Nystroem, compositore di ricca e varia produzione, tra cui sette sinfonie. Un diffuso e sentito interesse per le forme vocali trova le sue radici in una forte e antica tradizione di canti popolari. I cori professionali sono di alto livello e così pure i numerosi cori non professionali. Tra i grandi cantanti lirici della storia della musica svedese sono da ricordare J. Lind, K. Nilsson, B. Nilsson e J. Björling. Nella musica leggera i complessi Abba ed Europe hanno incontrato il favore di un vasto pubblico anche internazionale.

La produzione cinematografica

Il primo grande periodo del film svedese è quello degli anni 1916-1924, quando sono attivi due importanti registi, Victor Sjöström e Mauritz Stiller. Il periodo della guerra vede emergere la personalità di Alf Sjöberg, che riporta alla ribalta la cinematografia svedese. Il dopoguerra è dominato dalla figura di Ingmar Bergman. Nuovi registi seguono diverse tendenze e tra essi ricordiamo B. Widerberg, V. Sjöman, J. Donner e tra i registi di maggior impegno politico-sociale J. Troell, K. Crede e R. Andersson. Godono di ampio successo di pubblico H. Alfredsson, L.Hallström e S. Osten. Attori e attrici di fama mondiale sono: Greta Garbo, Ingrid Bergman, Liv Ullman, Max von Sydow e Ingrid Thulin.

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LE CITTÀ

Stoccolma

(765.044 ab.). Capitale della Svezia e capoluogo dell'omonima contea (6.519 kmq; 1.972.900 ab.). È il maggiore porto del Paese e sede di industrie cantieristiche, meccaniche, alimentari, cartarie, tessili, chimiche e di manifatture di tabacco; consistente la presenza del terziario. È costituita da numerose isolette; il primo nucleo sorse intorno all'Isola di Sodermalma. Solo verso la metà del XVII sec. Stoccolma ebbe una sua espansione: vennero costruite alcune serie di ponti sui vari canali per unire i quartieri cittadini, e per tale sua particolare planimetria contende ad Amsterdam il titolo di Venezia del Nord. Questa città monumentale non corrisponde al carattere schivo dell'attuale politica svedese. Ma la Svezia non è sempre stata pacifista e neutrale; al contrario, è stata la più grande potenza del Baltico. E per quel mare la sua capitale, costruita su isole e isolette unite tra loro da ponti, fu pensata, se è vero che chi la percorre a piedi stenta a orientarsi, mentre basta un giro in battello per capire finalmente la topografia della città; il classico sightseeing tour, il giro turistico a bordo di un battello, non è qui un'opzione turistica, ma una necessità dettata dalla stessa struttura urbana di Stoccolma. La capitale svedese riflette fedelmente le fasi storiche che ha attraversato il Paese. Investita dalla rivoluzione industriale, Stoccolma ha affrontato per tempo i problemi dell'urbanizzazione: il sistema di cavalcavia, caratterizzato da un intrico di svincoli, funziona benissimo; questo sistema viario apparentemente complesso incanala in maniera efficacissima il traffico, decongestionando il centro storico, a beneficio dell'ambiente e dell'economia. Grazie anche all'acqua e ai giardini che abbelliscono i quartieri, la città presenta un volto di pulizia e non fa sentire la presenza di grosse industrie. La “grande Stoccolma è una metropoli ordinata, dove è piacevole vivere e lavorare. Rimane la Gamla Stan, la "città vecchia", a soddisfare la voglia di pittoresco dei visitatori e degli stessi abitanti di Stoccolma. ARTE. Gamla Stan: è l'isola sulla quale si stende la "città vecchia", il nucleo della città medievale originariamente cinta da mura fortificate. È la parte più famosa di Stoccolma, sicuramente la più suggestiva, con piccole stradine, pittoresche ed eleganti. Il modo migliore di visitarla è seguire lo snodarsi tortuoso delle stradine fino a piazzette piene di atmosfera. È qui che hanno sede i caffè più antichi e i ristoranti di maggior prestigio. La Residenza ufficiale del re è l'edificio principale della città. Andato distrutto in un incendio nel 1697 l'originale palazzo medievale, il re Carlo XII incaricò Nicodemus Tessin il giovane di erigere la nuova residenza, terminata nominalmente dal figlio Carl Gustav Tessin, in realtà da Carl Hårleman, nel 1754. Quattro edifici simmetrici, preceduti da due palazzetti isolati, di stile rinascimentale, chiudono il cortile, dove si svolge la cerimonia del cambio della Guardia. Si entra nel Cortile dei Leoni, così chiamato per i due leoni di pietra che fiancheggiano l'ingresso. Dal cortile è l'accesso al primo piano, dove sono gli Appartamenti Bernadotte, completati nel 1754 in stile rococò. Si percorrono in successione la Sala delle Guardie, la Sala delle Colonne, la Galleria Bernadotte e le Sale della regina Lovisa Ulrika. Al secondo piano si trovano gli Appartamenti degli Ospiti, gli Appartamenti Cerimoniali, la Sala del Trono, la Cappella Palatina, la Sala del Tesoro. Nell'ala Est del palazzo è il Gustav III:s antikmuseum, il più antico museo pubblico svedese che raccoglie le antichità acquistate a Roma da Gustavo III nel 1783. Nelle antiche cantine dell'ala Nord, dove sono visibili resti del castello medievale Tre Corone, è sistemato l'omonimo museo, sulla storia del castello.

La Casa dei Cavalieri è un bell'edificio classicheggiante costruito nel 1641-74 su progetto del francese Simon de la Vallée; la facciata, in perfetto barocco olandese, è di Jost Vingboons (1652-56); è preceduta da un giardino e, all'esterno, dalla statua del re Gustavo Vasa, di P.H. L'Archevêque (1773). L'edificio fu terminato dal figlio del progettista, Jean de la Vallée (1656-74). La vasta piazza centrale di Riddarholmen, l'Isola dei Cavalieri, è il cuore della storia svedese. Vi sorge al centro la statua di Birger Jarl, il fondatore della città, opera di Fogelberg (1854). È dominata dalla Chiesa dei Cavalieri, chiesa conventuale fondata verso il 1270 dal re Magnus I Ladulås per i Francescani, e costruita, secondo lo schema francescano, a due navate, senza torre; all'inizio del sec. XV furono costruite le cappelle del lato meridionale e le cappelle del transetto. Passata alla Corona nel 1527, all'epoca della Riforma, nel 1569-90 vi fu costruita l'alta torre occidentale; dal 1817 è usata come pantheon (vi riposano quasi tutti i re di Svezia e gli uomini illustri). La chiesa fu più volte rimaneggiata fino al 1846, quando fu rifatta, dopo l'incendio del 1835, la bella guglia in ferro che corona la torre alta 90 m. Il Museo Nazionale, edificio in stile rinascimentale italiano, fu progettato da F.A. Stüler nel 1846-66 e sistemato all'interno da Scholander. Sul lato Nord il palazzo è ornato dal gruppo bronzeo dei Lottatori, capolavoro di J.R. Molin (1867) e da altre statue di Börjeson, Lundberg e Rodin. All'interno ospita il principale museo d'arte della Svezia, costituito in massima parte dalle collezioni reali a partire dai pochi dipinti posseduti da Gustavo Vasa. Al primo piano si possono ammirare le collezioni di arti applicate, tra le quali particolarmente notevoli sono la preziosa collezione di arazzi fiamminghi dei sec.XV-XVII e quella, altrettanto ricca, di ceramiche e porcellane europee dei sec. XV-XVIII. Il secondo piano è riservato alla pittura e alla scultura svedese ed europea: sono rappresentati tutti i più grandi nomi e le correnti dell'arte europea dal Medioevo all'età contemporanea. Sulla punta sud-orientale dell'isola di Kungsholmen, si erge il municipio, il simbolo di Stoccolma, uno dei più significativi edifici del particolare stile romantico nazionale assunto dallo Jugendstil in Scandinavia. Fu costruito tutto in mattoni nel 1911-23 su progetto di Ragnar Östberg. La massiccia costruzione trova il suo punto di equilibrio nella torre (106 m), all'angolo Sud-Est; quadrata e rastremata verso l'alto, è sormontata dalle tre corone dello stemma nazionale; sui lati, in alto, reca le figure dorate e animate di san Giorgio e il drago e sul lato Est, sotto il baldacchino, è posta la statua giacente del fondatore della città, Birger Jarl, opera di J.C. Sandberg. All'ingresso principale, sul parapetto, pannelli in rilievo con le varie fasi dello sviluppo urbanistico di Stoccolma. All'interno si visita innanzi tutto la celebre Sala Blu, dove dal 1974 si tiene il 10 dicembre di ogni anno il tradizionale banchetto di gala in onore dei premi Nobel. Originariamente destinata a secondo cortile interno, è dominata da un colossale organo; al piano superiore sono le sale ufficiali, riccamente arredate, tra cui la Sala del Consiglio, le piccole sale di udienza ornate di arazzi Gobelins e di Beauvais (sec. XVIII) e la grandiosa Sala Dorata, con le pareti ornate di mosaici dorati (20 milioni di tessere); in questa sala si è tenuto il banchetto di gala che segue la consegna dei premi Nobel fino al 1973. La piazza Sergels è la piazza centrale della Stoccolma di oggi, il cuore della City e importantissimo nodo del traffico cittadino. È su due livelli: quello inferiore è una vasta area pedonale, sulla quale si aprono negozi, supermercati e la stazione della metropolitana. Sul livello superiore, al centro zampilla una grande fontana in cristallo, alta 37,5 m, concepita da Edvin Öhrström (1974). A Sud la piazza è chiusa dalla Casa della Cultura (Peter Celsing, 1968-76): all'interno l'edificio ospita diverse mostre temporanee; nel seminterrato (vi si accede direttamente dal livello inferiore della piazza) trovano spazio un teatro e il più grande negozio di oggetti di design svedese.

Stoccolma: scorcio del centro

 

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Göteborg

(481.810 ab.). Città della Svezia, capoluogo della contea di Västra Götaland (23.956 kmq; 1.521.895 ab.). Si trova sull'estuario del Göta ed è, dopo Stoccolma, la città più popolosa del Paese. È anche un centro industriale, con officine meccaniche (tra cui la SKF per i cuscinetti a sfera) e stabilimenti chimici. Sorta da un villaggio di pescatori verso il 1600, venne prescelta per la costruzione di una fortezza e di un porto, trovandosi in un'ottima posizione all'estremità dello stretto del Kattegat. La nuova città fu distrutta pochi anni dopo la sua fondazione, ma risorse nel 1621 nello stesso luogo. La sua fioritura economica ebbe inizio solo nel XIX sec. all'apertura del canale Göta, che collega il Mare del Nord al Mar Baltico, conducendo da Göteborg a Stoccolma attraverso la Svezia centrale. Il centro storico riserva sorprese piacevoli, a cominciare dal complesso della Kronhuset, con le botteghe artigiane che ricreano atmosfere intime; da non perdere è anche la vista degli antichi bastioni dal verde del bel giardino che si estende sulla riva opposta del canale. La città è la creatura di Gustavo II Adolfo e delle maestranze olandesi e tedesche da lui chiamate a costruire la prima città moderna della Svezia. La piazza centrale Gustav Adolf conserva il monumento a Gustavo II Adolfo, eseguito da B.E. Fogelberg nel 1854. La Casa della Corona, in stile olandese, è il più antico edificio civile della città (1643-55). Originariamente magazzino dell'arsenale, dal 1688 al 1889 fu la chiesa della guarnigione; nel 1929 il re lo cedette alla città, che lo adibì a museo. Oggi è sede di un archivio storico della città. Il Museo d'Arte è uno dei musei d'arte più importanti della Svezia, dedicato in gran parte all'arte moderna svedese, ma anche con sezioni antiche e straniere. Notevoli le opere di artisti italiani: Zuccarelli, Magnasco, Paris Bordone, Francesco Bassano, Ludovico Carracci, Veronese, Ludovico Brea, Guardi, Canaletto. Tra i tesori del museo la collezione di maestri olandesi del sec. XVII: domina su tutti lo stupendo Cavaliere con falco, di Rembrandt.

Göteborg: scorcio sul canale

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Malmö

(269.142 ab.). Città della Svezia meridionale, capoluogo della Scania (11.035 kmq; 1.160.919 ab.); è la terza città del Paese per numero di abitanti. Malmö rappresenta il capolinea delle comunicazioni terrestri e navali svedesi con l'Europa non scandinava, e questo spiega la sua importanza e il suo sviluppo. La costruzione del ponte-tunnel sull'Öresund inaugurato nel 2000 ha apportato ulteriori incentivi allo sviluppo. Sede di industrie meccaniche, tessili, chimiche, concerie e stabilimenti per la lavorazione della gomma, è la città con l'atmosfera più internazionale e più turistica della Svezia. A Malmö convivono due realtà topograficamente ben distinte: la città industriale e il centro turistico di primissimo piano. Il municipio, in stile rinascimentale olandese, fu costruito nel 1546 e ritoccato nel sec. XIX. Deliziosa la piazzetta Lilla, caratteristica per le case quattrocentesche a graticcio, le botteghe artigiane e i negozi di souvenir. La chiesa di San Pietro è la più importante della città. Costruita intorno al 1300, sul sito di una chiesa precedente, è un grande edificio in mattoni nello stile gotico di Lubecca. Un restauro radicale fu condotto all'esterno e all'interno alla fine del sec. XIX.

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Uppsala

(182.086 ab.). Città della Svezia, capoluogo dell'omonima contea (7.037 kmq; 302.564 ab.), è posta sul fiume Fyris. In tutt'Europa Uppsala è sinonimo della celebre università fondata nel 1447: le ragioni del suo fascino sono tuttora radicate nell'antica immagine di centro di studi e di ricerche, soprattutto in campo scientifico. Uppsala ha indissolubilmente legato il suo nome a quello di grandi figure di scienziati (Linneo, per citarne uno) . La città è anche un rilevante centro industriale, favorito dai facili collegamenti con l'interno attraverso il Lago Malaren. Oltre alle industrie alimentari, meccaniche, tessili, farmaceutiche e della ceramica, vi sorgono numerose aziende grafiche ed editoriali. All'aspetto medioevale degli antichi quartieri, occupati dagli edifici del complesso universitario, si affianca una parte moderna. La grandiosa cattedrale, uno dei più vasti edifici sacri della Scandinavia, fu iniziata in forme gotiche verso il 1260; venne consacrata solo il 17 giugno 1435; distrutta ripetutamente da incendi, fu quasi interamente ricostruita dopo l'ultimo di questi, nel 1702; un nuovo rifacimento neogotico si ebbe alla fine del sec. XIX, quando furono alzate le torri di 118 m. Il neogotico fu in parte corretto da Ragnar Östberg nel 1938; l'ultimo restauro radicale è del 1970-76. La celebre e ricchissima biblioteca universitaria (Carolina rediviva) venne fondata nel 1621 da Gustavo II Adolfo. La biblioteca conserva, tra l'altro, 28.000 manoscritti e 2.400 incunaboli. A destra dell'ingresso, nella Utställningssalen sono esibite pagine o copie dei tesori della biblioteca: il celeberrimo Codex Argenteus , evangeliario scritto in lettere d'argento su pergamena purpurea (187 fogli) ed eseguito, per ordine di Teodorico, a Ravenna nel sec. VI; la Carta Marina, di Olaus Magnus, stampata a Venezia nel 1539; incunaboli rari, tra cui il più antico libro stampato in Svezia, nel 1483.

Norrköping

(124.410 ab.). Città della Svezia, nella contea di Östergötland, sul fiordo di Bräviken, presso la foce del fiume Motala; dotata di un porto sul Baltico, è città che conserva i caratteri tipici del Settecento. Numerose le industrie: cantieri navali, manifatture di tabacchi, cartiere, fabbriche di cellulosa e di pasta per la carta; rinomate industrie tessili. Lungo l'elegante viale che attraversa la città dalla stazione al Museo d'Arte si trovano tutti gli edifici interessanti: i resti del Johannisborg, castello del 1613, con una porta-torre; il parco Carl Johans, dove ogni estate sono esposte migliaia di cactacee; la Hedvigskyrka, chiesa costruita nel 1673 dalla comunità tedesca; il municipio del 1910. A Ovest del centro si estende il grande parco Himmelstalund, importantissimo sito di incisioni rupestri risalenti all'Età del Bronzo (1000 a.C.). Le incisioni, che raffigurano imbarcazioni, animali e uomini, molti dei quali armati, testimoniano l'antichità dell'insediamento umano nella zona.

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PICCOLO LESSICO

Festa di mezza estate (Midsommar)

Questa festa cade il 24 giugno ma viene festeggiata nel fine settimana successivo. Formalmente essa dovrebbe ricordare san Giovanni Battista; in realtà affonda le sue radici nella festa pagana del solstizio d'estate. È forse questa la ricorrenza più sentita dalla popolazione: ogni città, paese, giardino presenta il suo "albero di maggio", un alto palo decorato con foglie e fiori, intorno al quale adulti e bambini ballano. Per gran parte della notte la festa continua. Che senso avrebbe andare a dormire quando la notte è così chiara?

Fluitazione

Sistema di trasporto del legname sull'acqua. I tronchi degli alberi abbattuti durante l'inverno vengono legati tra loro in modo da formare grosse zattere e, dopo essere stati trainati sulla neve, vengono scaricati sulla superficie ghiacciata dei fiumi. Al disgelo, la corrente li trasporta fino ai centri di raccolta e di lavorazione. Tale metodo, molto economico, favorisce la nota e fiorentissima industria svedese del legname.

Giornata della Bandiera (Svenska Flaggans Dag)

Il 6 giugno è la festa nazionale della Svezia. Si commemora l'ascesa al trono di Gustav Vasa. Bandiere blu e gialle vengono innalzate in tutta la Svezia (quasi tutte le case sono dotate di un'asta). Il re in persona distribuisce in quel giorno stendardi e bandiere a persone e organizzazioni meritevoli.

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Notte di Valpurga

La manifestazione più suggestiva di Uppsala ha luogo il 30 aprile di ogni anno. Nel primo pomeriggio del 30 aprile, al balcone della Carolina rediviva, la biblioteca universitaria, si affaccia il rettore dell'università, affiancato dalle alte cariche dell'antica istituzione. Davanti al palazzo è radunata una folla festante di studenti, che si estende anche sulla collina del castello. Dopo alcune parole di saluto, il rettore indossa il berretto di velluto bianco bordato di nero dell'antica uniforme universitaria. È il segno: tutti, in basso, indossano a loro volta il simbolo che li affratella e, tra urla e canti, corrono a perdifiato giù per il pendio verso il Fryris, a buttare i berretti dell'anno accademico che sta per finire nel fiume, e si dà inizio alla festa che dura per tutta la notte. Questo è quel che rimane nella città universitaria degli antichi riti della notte di Valpurga, che in tutto il Nord europeo celebravano la fine del lungo inverno e l'arrivo della primavera. Per i disciplinati studenti svedesi segna anche la fine della sessione invernale di esami: se anche quella notte allentano i freni, gli adulti sono indulgenti; per mesi, chini sui libri, non hanno potuto divertirsi come la loro età imporrebbe.

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Pasqua con le streghe

Il giallo è il colore della Pasqua e in questo periodo le case si riempiono di narcisi e di rami di betulla ornati di piume colorate. Alla vigilia di Pasqua è tradizione cenare con uova decorate e colorate, mentre il venerdì santo in certe regioni c'è la tradizione cattolica di pranzare con pesce, soprattutto il "lutfisk", baccalà lessato e preparato secondo una antica ricetta. Al ricordo delle streghe e dei loro voli durante i raduni col diavolo si rifà invece la divertente tradizione delle "streghette". Le bambine, vestite da streghe e con i volti dipinti, fanno visita alle case, in attesa di ricevere qualche dolce. Nel Sud della Svezia è rimasta la tradizione del falò, anch'essa legata alla superstizione delle streghe.

Santa Lucia

I1 13 dicembre si festeggia Santa Lucia; tuttavia la festa ha poco a che vedere con la martire siciliana. L'unico riferimento all'ambiente italiano è dato dalla canzone "Santa Lucia", la cui melodia riprende esattamente quella della famosa canzone napoletana. Anche in questo caso l'origine della tradizione è da cercare nelle feste pagane del solstizio d'inverno e nella credenza popolare che questa fosse la notte più lunga dell'anno; da qui nasceva il desiderio di luce e di eccedere nelle bevande e nel cibo. Lucia, vestita di bianco e con candele sulla testa diventa così ancora oggi simbolo di luce e di doni e viene festeggiata in tutti gli ambienti: in famiglia, nelle scuole, sui posti di lavoro. Ogni città elegge la sua Lucia, preferibilmente bionda, mentre in ogni casa si aspetta da lei una ricca colazione costituita da caffè e dolci diversi, fra cui i "lussekatter" (i gatti di Lucia).

Vasaloppet

Celebre gara di sci di fondo, disputata annualmente da migliaia di concorrenti provenienti da tutto il mondo e istituita in onore del re Gustavo Vasa, da cui prende il nome. Il percorso della gara (da Sälen a Mora) ricalca, benché in senso inverso, lo storico tragitto compiuto da due messaggeri per rintracciare Gustavo Vasa, futuro re di Svezia. Si narra infatti che Vasa, nel 1521, incitati invano gli abitanti di Mora (regione della Carelia) a unirsi a lui nella lotta contro il dominio danese, si dirigesse verso la Norvegia per sfuggire alle autorità militari danesi.

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PERSONAGGI CELEBRI

Carlo XVI Gustavo

Re di Svezia (n. Stoccolma 1946). Figlio di Gustavo Adolfo e della principessa Sibilla di Sachsen Coburgo-Gota, e nipote del re di Svezia Gustavo VI Adolfo, succedette a quest'ultimo nel settembre 1973. Sposatosi nel giugno 1976 con una tedesca di estrazione borghese, ebbe tre figli: Vittoria, l'erede al trono, Carlo Filippo e Maddalena. Il ruolo del sovrano, come stabilito dalla Costituzione nel 1974, è esclusivamente di tipo rappresentativo.

Carlo Linneo

Nome italianizzato di Carl von Linné. Naturalista e medico svedese (Rashult 1707 - Uppsala 1778). Stabilì la nota classificazione dei vegetali, fondata sui caratteri morfologici degli organi riproduttori, in seguito da lui applicata anche al regno animale. Benché Linneo giudicasse tale sistema puramente orientativo, poiché si basava su un numero limitato di caratteri esteriori, esso segnò una tappa fondamentale nel cammino della sistematica biologica. Allo scienziato svedese si deve l'instaurazione, in biologia, della nomenclatura binomia, costituita da un nome latino, indicante il genere, e da un aggettivo latino designante la specie. L'opera del naturalista, scritta in gioventù fu però pubblicata solo nel 1735 con il nome di Systema Naturae.

Dopo vari anni di esilio a causa delle ostilità incontrate in patria, fu ammesso all'Accademia delle Scienze di Stoccolma di cui fu anche presidente. Tra le numerose opere ricordiamo anche Flora Lapponica (1732) e Fauna Suecica (1746), dal cui titolo originò il termine fauna.

Alfred Nobel

Chimico e industriale svedese (Stoccolma 1833 - Sanremo 1896). Si interessò all'utilizzo della nitroglicerina come esplosivo, iniziando a fabbricarla in laboratorio (1863). Dopo pochi mesi il laboratorio fu distrutto da una deflagrazione in cui perì il fratello minore. Nel 1867 Nobel scoprì una nuova miscela esplosiva, meno pericolosa della nitroglicerina liquida e la chiamò dinamite. Si dedicò per tutta la vita al perfezionamento delle proprie ricerche. Nel testamento lasciò la propria fortuna a una fondazione preposta alla consegna di cinque premi annuali a coloro che avessero offerto i maggiori contributi all'umanità nel campo della fisica, chimica, fisiologia e medicina, arti e infine per la pace. Le onorificenze presero così il nome di premi Nobel; un sesto premio per le scienze economiche fu istituito dalla Banca centrale di Svezia nel 1968. L'assegnazione dei premi avviene a Stoccolma, con una cerimonia cui presenziano anche i reali svedesi. La prima premiazione risale al 10 dicembre 1901, anniversario della morte di Nobel.

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Olof Palme

Uomo politico svedese (Stoccolma 1927-1986). Nonostante la tradizione familiare conservatrice, fu un tenace socialista con orientamenti di sinistra. Nel 1954 divenne segretario personale del leader del Partito socialdemocratico Tage Erlander. Eletto deputato nel 1956, fu ministro senza portafoglio (1963), ministro delle Comunicazioni (1965-67) e nel 1967 ministro dell'Istruzione. Palme fu nominato segretario-primo ministro nel 1969 succedendo a Erlander; condannò ufficialmente la politica americana nel Vietnam del Nord e riconobbe il Governo nord-vietnamita cui concesse un cospicuo prestito. Nelle elezioni del 1970 il Partito socialdemocratico subì una certa flessione, ma Palme respinse qualsiasi progetto di collaborazione con le forze borghesi, contando sull'appoggio esterno dei comunisti. Superata brillantemente la crisi ministeriale del 1973, subì tuttavia la sconfitta elettorale del settembre 1976 in seguito alla quale rassegnò le dimissioni. Attivamente impegnato in politica internazionale, fu eletto presidente del Consiglio nordico nel 1979. Tornato a capo del Governo nel 1982 e poi nel 1985, svolse un'energica azione di risanamento dell'economia, ma fu assassinato il 28 febbraio 1986.

Ingmar Bergman

Regista teatrale e cinematografico svedese (n. Stoccolma 1918). Bergman ha raggiunto fama internazionale con la sua rara capacità di analisi dell'uomo contemporaneo. La sua prima produzione cinematografica mostra uno stile leggero e luminoso, ma nelle opere della maturità diviene sempre più dominante la problematica religiosa dell'angoscia dell'uomo di fronte alla voce del male e al silenzio di Dio. Altri temi dominanti sono la follia, il rapporto conflittuale uomo-donna, il problematico rapporto col padre. Queste tematiche, trattate sotto forma di narrazione epica e psicologica nelle prime opere, vengono sempre più affidate al puro linguaggio delle immagini dopo gli anni Sessanta allorché egli concentra il suo interesse quasi esclusivamente su figure femminili. Più che in altri autori l'arte di Bergman nasce da una interiore necessità espressiva. Tra i suoi maggiori film ricordiamo: Un'estate d'amore (1950); Monica e il desiderio (1952); Sorrisi di una notte d'estate (1955); Il settimo sigillo (1956); Il posto delle fragole (1957); Il volto (1958); Come in uno specchio (1961); Luci d'inverno (1962); Il silenzio (1963); A proposito di tutte queste signore (1964); Persona (1966); L'ora del lupo (1967); La vergogna (1968); Il rito (1969); Passione (1970); Sussurri e grida (1973); Scene da un matrimonio (1974); L'immagine allo specchio (1975); L'uovo del serpente (1977); Sinfonia d'autunno (1978); Fanny e Alexander (1982); Dopo la prova (1983); Il segno (1986); Vanità e affinità (1997); L'infedele (2000).

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ALTRI CENTRI

Halmstad

(87.929 ab.). Città della Svezia, capoluogo della contea di Halland (5.462 kmq; 283.788 ab.), con porto sul Kattegat. Industrie siderurgiche, metallurgiche, tessili e alimentari. Stazione balneare. Fece parte del Regno di Danimarca dal 1534 al 1658. L'aspetto del centro storico dichiara nelle numerose case a graticcio l'evidente origine danese. Il fiume Nissan e le grandi aree verdi che si estendono sulle sue rive la rendono molto piacevole. Il resto della città, soprattutto nei quartieri sulla riva orientale del fiume, è di aspetto moderno con qualche interessante esempio di architettura contemporanea. L'atmosfera di Halmstad è influenzata nella stagione estiva dalla presenza nei dintorni di spiagge famose e molto frequentate.

Kalmar

(60.649 ab.). Città della Svezia, capoluogo dell'omonima contea (11.219 kmq; 234.496 ab.), con porto sul canale di Kalmar. Industrie del legno, alimentari e della carta. Importante nodo aereo, marittimo e stradale. Nel 1397, a Kalmar, i rappresentanti di Svezia, Norvegia e Danimarca si incontrarono sancendo l'unione dei tre Regni, che durò fino al 1523. La più antica città marinara della Svezia, Kalmar mantiene inalterato il suo volto di importantissimo centro commerciale e culturale. Ha saputo conservare con cura il vecchio nucleo storico. Di aspetto barocco, ospita il più celebre, vasto e pittoresco castello della Svezia. Costruito nel sec. XIII si presenta come un possente edificio circondato da mura e bastioni e coronato da sette torri con copertura a elmo; l'aspetto attuale è rinascimentale, dovuto al rifacimento della prima metà del sec. XVI ordinato da Gustavo Vasa e su progetto di Henrik von Cöllen. Tra il 1307 e il 1612 il castello subì numerosi assedi. Fu residenza reale fino al sec. XVII. L'ultimo re che vi abitò fu Carlo XI, dal 1673 al 1692. In seguito fu destinato a varie funzioni, compresa quella di distilleria reale, prigione e, in anni recenti, di museo provinciale. Sul cortile, ornato da un pozzale rinascimentale (1578), opera di J.D. Pahr, si apre una cappella del 1592 con arredi donati dal re Gustavo II Adolfo (inizio del sec. XVII). Uno scalone rinascimentale porta agli appartamenti reali. La città è inoltre una base eccellente per la visita della storica provincia dello Småland e dell'isola di Öland, alla quale è unita da uno dei ponti più lunghi d'Europa.

Karlskrona

(61.137 ab.). Città della Svezia, capoluogo della contea di Blekinge (2.947 kmq; 150.335 ab.), sul Baltico, dotata di un porto militare. Centro industriale (materiale elettrico, confezioni). Fondata da Carlo XI nel 1680, fu distrutta e ricostruita nel 1800 in seguito a un incendio. Sorge su un arcipelago costituito da una trentina di isolette, collegate da ponti. Le strade ampie e la vastissima piazza centrale, concepite come cornice scenografica alle parate militare, conferiscono grande monumentalità al centro della città e ne palesano subito la sua antica funzione di base della flotta militare. La posizione, l'elegante aspetto neoclassico datole da Erik Dahlberuh e Nicodemus Tessin il giovane, la rendono simile a certe aree di Stoccolma. Di recente è stata dichiarata patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Di aspetto neoclassico, conserva il Museo della Marina, da poco trasferito sull'isola di Stumholmen, a Est del centro; E' il più antico museo della Svezia: fu infatti fondato nel 1752 nella sede dell'antico arsenale, costruito con la città nel 1680. Di grande interesse è la raccolta di antiche polene; vi sono esposti modelli, attrezzi, ricordi di battaglie, stendardi, bandiere, divise. Attraverso un tunnel sottomarino è possibile osservare il relitto di una nave affondata nelle acque antistanti il museo nel sec. XVIII.

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Kiruna

(26.361 ab.). Città della Svezia posta nella regione del Norrbotten, la più settentrionale del Paese. Modernissima di aspetto, nacque nel 1900 su un preesistente insediamento saami, per sfruttare i ricchi giacimenti di ferro della regione. Situata a più di 100 km a Nord del Circolo Polare Artico, la città giace sotto la neve da ottobre a maggio e il fenomeno del "sole di mezzanotte" è visibile in città dal 27 maggio al 5 luglio.

Kristianstad

(75.592 ab.). Città della Svezia, situata a Nord-Est di Malmö, sul fiume Helge. Nodo ferroviario e centro industriale: zuccherifici, distillerie e stabilimenti per la lavorazione del legno. Fu fondata da Cristiano IV di Danimarca nel 1614. Pur essendo un tipico centro industriale, la città, grazie anche alla sua bella posizione sul fiume Helgeå, tra due laghi (l'Araslövssjön a Nord e l'Hammarsjön a Sud), ha un aspetto piacevole e ordinato: nel centro storico, non privo di una certa monumentalità, è riconoscibile l'impianto urbanistico a scacchiera tipico della Svezia del sec. XVII.

Linköping

(136.912 ab.). Città della Svezia, capoluogo della contea di Östergötland (10.605 kmq; 415.990 ab.), sul fiume Stangan che la collega al Lago Roxen e ai canali di Kinda e di Göta; la città sorge a 173 km da Stoccolma ed è un importante nodo ferroviario. Possiede cantieri navali, manifatture di tabacco, officine meccaniche e raffinerie di zucchero. Notevole la cattedrale; iniziata in forme romaniche nel sec. XII (rimane, del tempo, il portale laterale sinistro), fu riedificata nel piedicroce in forme gotiche nel sec. XIII; l'elegante coro poligonale è del 1434; nel 1886 Helgo Zettervall alzò la torre, di m 107; magnifico è anche il portale gotico fiorito del fianco destro, con la Maiestas Domini, la Vita di Cristo e dieci figure di profeti.

Luleå

(72.565 ab.). Città della Svezia, capoluogo della contea di Norrbotten (98.249 kmq; 252.585 ab.), con porto sul golfo di Botnia, sorge alla foce del fiume Lule, emissario dello Stora Lule. Importante centro siderurgico. È nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie; la ferrovia più settentrionale del mondo la unisce a Narvik, in Norvegia, a Nord del 67° parallelo. La città ha un aspetto interamente moderno a causa di un incendio che nel 1887 distrusse il centro storico. Un ulteriore ammodernamento architettonico e urbanistico si verificò negli anni Sessanta del XX sec. Luleå, grazie anche alla sua università, ha assunto un ruolo d'avanguardia nella difesa dell'ambiente e nella ricerca di nuove fonti di energia. Sede di un notevole museo etnografico, dedicato alla cultura e alle tradizioni dei Lapponi.

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