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GEOGRAFIA - EUROPA - PORTOGALLO

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PRESENTAZIONE

Il Portogallo confina a Nord e ad Est con la Spagna mentre a Sud e ad Ovest si affaccia sull'Oceano Atlantico. Si estende su una superficie di 92.142 kmq e ha una popolazione di 10.408.000 abitanti con una densità di 113 abitanti per kmq. La popolazione è costituita quasi interamente da Portoghesi. Lingua nazionale è il portoghese, che presenta qualche affinità col dialetto della Galizia spagnola. Religione prevalente è la cattolica; ridottissime le minoranze protestanti. Il Portogallo è una Repubblica democratica con ordinamento costituzionale dal 1976, modificato nel 1982, nel 1989, nel 1992 e nel 1997. Il potere legislativo spetta all'Assemblea Nazionale, organismo unicamerale composto da 230 membri eletti per quattro anni a suffragio universale. Il potere esecutivo spetta al Consiglio dei ministri con a capo il primo ministro. Capo dello Stato è il presidente della Repubblica, eletto per cinque anni a suffragio universale. Dal 1° gennaio 2002 moneta ufficiale è l'euro. La capitale è Lisbona (564.657 ab.).

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IL TERRITORIO.

L'aspetto del territorio è determinato dai sistemi montuosi della Penisola Iberica che qui si frantumano in una serie di altipiani di diversa altezza, i quali si fanno gradatamente più bassi man mano che ci si avvicina all'Oceano Atlantico. Nel Nord e nel centro del Paese si trovano i maggiori rilievi montuosi che culminano nella Serra da Estrela (Monte Malhao 1.991 m). A Sud del Tago (Tejo) si estende una vasta regione pianeggiante, l'Alentejo, interrotta solo a tratti da modesti rilievi collinari. Nell'estremo Sud, la Serra de Caldeirão (578 m) divide la calda regione dell'Algarve dal resto del Portogallo. I fiumi portoghesi nascono per la maggior parte in Spagna e attraversano il Paese solo nel tratto finale. I principali sono il Tago, sulla cui foce si trova la capitale, il Douro, a Nord, e la Guadiana a Sud. Questi corsi d'acqua hanno andamento irregolare, segnano per qualche tratto il confine con la Spagna, terminano con ampi estuari nell'Atlantico e sono navigabili grazie agli influssi delle maree. Il litorale sull'Oceano Atlantico ha uno sviluppo complessivo di 884 km ed è in prevalenza basso e uniforme, eccezion fatta per la parte settentrionale, dove gli altipiani terminano sulla costa con scarpate piuttosto scoscese. Il clima, che varia a seconda delle aree geografiche, è atlantico nelle regioni settentrionali e assume poi caratteristiche mediterranee a Sud. Le precipitazioni sono frequenti soprattutto nella zona Nord-occidentale che, influenzata dall'Atlantico, è tra le più piovose d'Europa. Le piogge sono invece scarse nel Nord-Est, caratterizzato da estati calde e inverni rigidi. Nell'Alentejo il clima si presenta caldo arido, e quasi subtropicale nell'estremo Sud.

Portogallo e Isole Azzorre

Cartina del Portogallo

Panorama di Ponte da Barca (Portogallo)

Il paesaggio dell’Algarve

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LE ISOLE.

Del territorio portoghese fanno parte anche gli arcipelaghi di Madeira e delle Azzorre, situati nell'Atlantico e costituenti due regioni autonome nell'ambito della Repubblica portoghese. Il gruppo di Madeira (782 kmq; 245.012 ab.) comprende l'isola omonima, Porto Santo, le Isole Selvagge e le Isole Deserte. È posto a 545 km dalla costa del Marocco. Di origine vulcanica, data la sua posizione gode di un clima particolarmente favorevole che consente la coltivazione di prodotti pregiati. Oltre alla produzione del noto vino da dessert omonimo, a Madeira si coltivano canna da zucchero, ananas, banane e tè. Rinomata anche la produzione artigianale di vimini e merletti. Centro principale è il capoluogo, Funchal (102.521 ab.). Le Azzorre (2.322 kmq; 241.762 ab.) sono un gruppo di nove isole di origine vulcanica, sorgenti sulla dorsale atlantica a 1.430 km di distanza dal continente europeo. La loro conformazione è prevalentemente montuosa: la vetta principale è la Ponta do Pico (2.351 m). Il clima è umido temperato. La risorsa principale è costituita dall'agricoltura: si coltivano mais, frumento, fagioli, banane, tabacco, uva da tavola e da vino. Notevoli anche i prodotti della pesca; le Isole di Pico e Faial sono centri per la caccia alla balena. La città più importante è il capoluogo, Ponta Delgada (20.091 ab.), nell'Isola di São Miguel. La città si estende sulla costa meridionale, fra due promontori, uno dei quali termina con lo spuntone roccioso che le dà il nome. Il suo porto è il principale dell'arcipelago; da esso vengono esportati i prodotti dell'agricoltura locale. La città è anche un centro climatico invernale.

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UNA PANORAMICA SULLE ISOLE DEL PORTOGALLO.

Un tempo remoti avamposti dell'impero marittimo portoghese, oggi Madeira e le Azzorre si raggiungono facilmente in aereo dal continente. Madeira e Porto Santo sono caratterizzate da una vegetazione subtropicale e da montagne elevate. L'arcipelago delle Azzorre, vicino alla Dorsale atlantica, ha invece un clima più temperato e i vulcani attivi fanno da sottofondo a uno scenario paesaggistico quasi lunare. Il suolo di Madeira, costituito di lava e cenere, ha caratteristiche completamente diverse da quello del Portogallo continentale. Grazie alla stabilità della temperatura diurna, che si mantiene intorno ai 20°C, l'isola è diventata un'importante meta turistica. Poste a oltre 600 km dal Marocco e a 1000 km circa da Lisbona, Madeira e Porto Santo figuravano già su una carta genovese del 1351. Tuttavia nessuno le rivendicò fino al 1418, quando João Gonçalves Zarco, trascinato nell'Atlantico da una violenta tempesta mentre esplorava la costa africana, riuscì a salvarsi trovando un approdo a Porto Santo da dove, dopo avervi piantato la bandiera del Portogallo, ripartì per Lisbona. Un anno dopo vi ritornò in uno dei viaggi di esplorazione voluti da Enrico il Navigatore. All'inizio del 1420, dopo un inverno trascorso a Porto Santo, Zarco decise di raggiungere la terra che vedeva all'orizzonte nella nebbia. Trovò un'isola meravigliosa con un bosco fitto (madeira significa "bosco") e acqua dolce in abbondanza. Nel corso dei sette anni successivi l'isola divenne insediamento di pionieri che sfruttavano il suolo fertile e il clima mite per la coltivazione della canna da zucchero. Poco dopo vennero introdotti i primi schiavi che vennero impiegati per lavorare la terra, scavare le terrazze e i canali per l'irrigazione (levadas), metodi di coltivazione presenti anche oggi nel territorio collinare dove, malgrado i dislivelli, vengono coltlivati vite, banane e fiori esotici. Quasi tutti i prodotti agricoli di Madeira crescono sulla costa sud, più fertile e soleggiata. Il lato Nord, freddo, piovoso e meno popolato, è invece dedito all'allevamento. Le aree interne montuose e vulcaniche sono selvagge, a volte raggiungibili solo a piedi. Pico Ruivo, la vetta più alta dell'isola, è la meta preferita dagli escursionisti. Capitale dell'isola è Funchal, che è anche l'unico agglomerato che può essere definito una città. Nel suo centro storico, affacciato sul porto, trovano posto gli edifici governativi e i sontuosi palazzi del '700 con cortili ombreggiati, balconi in ferro e portali scolpiti in basalto nero. Chiamata dai turisti la "piccola Lisbona" per le stradine di ciottoli e per l'atmosfera nobile che si respira, Funchal è divisa in tre grandi aree che, oltre al centro, comprendono a Ovest la cosiddetta "zona turistica" dove trovano spazio gli hotel più importanti, e a Est la Zona Velha, la città vecchia, costituita da vecchie case di pescatori, alcune delle quali oggi sede di pittoreschi ristoranti. Lontano nell'Atlantico, 1300 km a Ovest dal Portogallo, sorgono le Azzorre. Situate sui due lati della Dorsale atlantica, sono il risultato di 20 milioni di anni di attività vulcanica. Quando la crosta terrestre si spaccò in placche, le eruzioni vulcaniche formarono sotto l'oceano una catena montuosa gigantesca che risultò a tratti deforme e spezzata da rotture perpendicolari, le fratture trasversali, da cui uscì il magma che diede origine alle Azzorre. Il processo, iniziato meno di cinque milioni di anni fà, non è ancora completamente terminato e i paesaggi ne testimoniano la natura e la permanenza con calde sorgenti, materiali edili resistenti e un suolo particolarmente fertile. I terreni geologicamente più vecchi hanno una vegetazione lussureggiante e un ottimo suolo agricolo; i più giovani, come Pico, danno invece risultati inferiori. Nel 1427 Santa Maria fu la prima delle isole a essere scoperta. Il nome dell'arcipelago fu scelto dagli esploratori che scambiarono le poiane alte nel cielo per astori (açores). Le isole furono abitate a partire dal XV e XVI secolo, dai coloni provenienti dal Portogallo e dalle Fiandre che introdussero l'allevamento del bestiame e la coltivazione del mais e la vite. Tra il 1580 e il 1640, quando il Portogallo passò sotto il dominio spagnolo, i porti di Angra do Heroísmo a Terceira e Ponta Delgada a São Miguel si arricchirono con il commercio con il Nuovo mondo. Nell'Ottocento divennero porto di scalo per le baleniere americane, mentre nel XX secolo ospitarono stazioni per le telecomunicazioni via cavo, osservatori meteorologici e basi aree militari. Oggi quasi tutti gli abitanti lavorano nell'industria del latte o nella pesca. Si sono mantenuti stretti rapporti sia con il Portogallo sia con le comunità di emigrati stabilitisi prevalentemente in Canada o negli USA, molti dei quali rientrano regolarmente nelle isole per le feste annuali come le festas dello Spirito Santo celebrate negli impérios. Le rare spiagge e il clima imprevedibile, spesso piovoso, hanno preservato le isole dal turismo di massa. Le isole dell'arcipelago si possono dividere in tre gruppi. A Est si trovano Santa Maria e São Miguel, l'isola più grande dove sorge la capitale della regione, Ponta Delgada. Cinque isole formano il gruppo centrale; le città principali sono Horta sull'isola di Faial, porto di sosta per le imbarcazioni che fanno traversate atlantiche, e Angra do Heroísmo, città storica posta sull'isola di Terceira. Le altre isole sono São Jorge, Graciosa e Pico, dove svetta il vulcano di 2350 m.; più a Ovest si trovano le isole di Flores e Corvo, le più lontane e maggiormente esposte alle intemperie.

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L'ECONOMIA.

Montagnoso e poco fertile, il Portogallo ha guardato nel corso dei secoli all'Oceano Atlantico come via di sviluppo economico. Tuttavia, la formazione dell'Impero coloniale finì per rallentarne la crescita industriale: l'ingente afflusso di capitali dalle colonie, a partire dal XVII sec., in rapporto alla scarsa produzione interna di beni, provocò infatti la decadenza delle attività artigianali, favorendo l'importazione di prodotti dall'estero. L'agricoltura non poté svilupparsi convenientemente a causa di ragioni ambientali e climatiche. Inoltre, la presenza del latifondo nell'Alentejo, dove domina la coltivazione del sughero, nonché l'eccessiva parcellizzazione della proprietà nel Nord, coltivato a vigna, e nell'Algarve, ne penalizzarono ulteriormente lo sviluppo. Grano, uva, mais e sughero rappresentano dunque le coltivazioni principali dell'agricoltura portoghese, ben lontana dal raggiungere gli standard europei, anche a causa dell'insufficiente produzione interna di macchinari. Diffuso è l'allevamento suino e soprattutto quello ovino che, con i suoi 3.478.000 capi, è assai rilevante. L'obiettivo di centrare i parametri di Maastricht ha dato una grande spinta all'economia portoghese, che ha raggiunto risultati significativi di crescita di prodotto nazionale lordo e diminuzione dell'inflazione e della disoccupazione. L'organizzazione dell'Expo 1998 di Lisbona attirò inoltre ingenti investimenti, in particolare nel settore delle infrastrutture e delle costruzioni. Le industrie di base sono costituite dalle acciaierie di Porto e di Lisbona, che però non coprono nemmeno il fabbisogno nazionale. Maggiore importanza hanno i settori tradizionali quali le industrie tessili, i cementifici e le manifatture collegate all'agricoltura (vino a Porto) e alla pesca (lavorazione del pesce a Setúbal). Di recente sviluppo è l'industria chimica che produce concimi. Le risorse minerarie sono alquanto scarse, poco significativi i giacimenti di uranio e di carbone, mentre ben più rilevante è l'elettricità prodotta dagli impianti idroelettrici del Duero. Voci importanti dell'economia portoghese sono rappresentate dal turismo e dalla pesca. Il primo, grazie ad una buona rete di comunicazioni stradali e alle ottime attrezzature alberghiere, è in continuo sviluppo. La pesca, che per secoli costituì una risorsa basilare, si concentra nella zona vicina a Porto (aringhe e sardine). Il commercio con l'estero, che si svolge soprattutto con Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Francia e Spagna, è largamente deficitario a partire dal 1974, anno in cui la bilancia dei pagamenti diventò passiva. Nel 2002 la Ue ha aperto una procedura anti deficit per cercare di porre rimedio alla difficile situazione interna. Il Portogallo importa macchinari, autoveicoli e prodotti chimici; esporta vino, sughero, legno e conserve ittiche. La rete stradale ammonta a 68.700 km, di cui 1441 di autostrade; le ferrovie misurano 2.850 km, di cui 905 elettrificate. Le vie navigabili interne hanno uno sviluppo di 124 km; gli aeroporti principali sono Lisbona, Porto, Faro, Ponta Delgada e Funchal. Notevole la flotta mercantile; porti principali: Lisbona, Setúbal, Leixões e Cascais.

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CENNI STORICI.

Il Portogallo fu abitato fin dall'antichità dai Lusitani, una delle tribù iberiche la cui influenza culturale si estese a una regione comprendente l'intero margine occidentale della Penisola iberica. Il territorio dell'attuale Portogallo fu raggiunto per la prima volta da genti fenice e quindi, nel 200 a.C., dai Romani che più tardi costituirono il Paese a provincia, mantenendola sotto il proprio controllo fino alla dissoluzione dell'Impero, nel V sec. d.C. In quell'epoca anche il Portogallo, così come il resto d'Europa, fu invaso e saccheggiato da popoli provenienti dal Nord e dal continente; fra costoro c'erano i Visigoti e gli Svevi che occuparono la Penisola iberica, suddividendo la regione in diversi Regni. Nel VII sec. il territorio portoghese fu conquistato dagli Arabi, che ne migliorarono le condizioni sviluppando l'agricoltura e i commerci. Dopo la loro cacciata, nel 1095 Alfonso VI di Castiglia ne fece una contea, embrione di un Regno indipendente instaurato effettivamente nel 1142. La conquista dell'Algarve, attuata nel 1248, portò a compimento l'unità territoriale del Portogallo che, dal 1383, sotto la dinastia degli Aviz, iniziò l'espansione coloniale. Nel XIV sec. l'estinzione della casata di Borgogna portò al trono Giovanni I (1385-1439) che ripristinò l'assolutismo monarchico e promosse le esplorazioni geografiche. Dagli inizi del Quattrocento furono quindi poste le basi per la creazione di un vasto impero: furono occupate le Canarie, Madeira e le Azzorre e successivamente vennero portate a termine le conquiste in Africa (Isole di Capo Verde, Guinea, Angola e Mozambico). Soggetti al Trattato di Tordesillas (1494), che determinava le aree geografiche di pertinenza tra Spagna e Portogallo, i Portoghesi si volsero all'Oriente, riuscendo dapprima a doppiare il Capo di Buona Speranza (1487), occupare il Brasile (1500), a stabilire basi alle Molucche e a Goa, tanto che nel 1502 Vasco da Gama proclamò la sovranità portoghese sul Malabar (India). Tuttavia, dalla metà del XVI sec., iniziò la decadenza: dal 1580 il Portogallo fu unito alla Spagna di Filippo II. Quest'ultimo approfittò di una serie di dispute dinastiche per impossessarsi della Corona, che solo nel 1640 riottenne l'indipendenza grazie all'insurrezione promossa da Giovanni IV di Braganza. L'unione con la Spagna tuttavia aveva condotto il Portogallo alla perdita dell'impero coloniale, a eccezione del Brasile, e della supremazia marittima a favore di Inglesi e Olandesi, che arrivarono così a controllare la maggior parte delle rotte commerciali e delle colonie più ricche di quei tempi. L'ascesa della Gran Bretagna relegò in secondo piano il Portogallo, sancendo anche formalmente (Trattato di Methuen, del dicembre 1703) la dipendenza economica e politica nei confronti degli Inglesi, che non venne meno nemmeno grazie all'azione riformatrice del marchese di Pombal, primo ministro durante il Regno di Giuseppe I (1750-77). In quegli anni il Portogallo, come la Spagna dei Borboni, conobbe un regime di dispotismo illuminato, dove Pombal introdusse una serie di riforme economiche sia all'interno del Paese sia nell'amministrazione delle sue colonie. Fu in questa fase che il Portogallo ebbe il suo ultimo periodo di grande prosperità economica grazie alla scoperta e al successivo sfruttamento di estesissimi giacimenti aurei in Brasile. La sudditanza nei confronti della Gran Bretagna si rafforzò ulteriormente quando il Portogallo si vide costretto a invocarne l'appoggio per porre fine all'occupazione militare napoleonica, durata dal 1807 al 1811. A partire da tale momento, le attività commerciali in Brasile godettero di una fase di prosperità, grazie soprattutto agli intensi rapporti proprio con la Gran Bretagna; terminata l'epopea napoleonica, la borghesia coloniale brasiliana non fu disposta a cedere le posizioni conquistate e così, nel 1821, il Brasile si proclamò Stato indipendente. Nel frattempo in Portogallo lo scontro fra i fautori della restaurazione del regime assolutista e i gruppi liberali, desiderosi di una maggiore partecipazione politica, portò il Paese verso la guerra civile. Sotto il profilo economico, il Portogallo conservò la propria struttura economica tradizionalmente basata sull'agricoltura, mentre altri Stati stavano avviandosi verso una fase di industrializzazione che li avrebbe portati in breve a una situazione di superiorità economica. Alla fine del XIX sec. l'economia del Portogallo stagnava, essendo ormai priva delle risorse provenienti dalle colonie: la Monarchia, rivelatasi incapace di offrire al Paese la stabilità necessaria per dare avvio al recupero economico, venne rovesciata definitivamente nel 1910 da una alleanza di forze politiche di matrice liberale. Una volta raggiunto il proprio obiettivo con la proclamazione della Repubblica, la coalizione dei vari gruppi liberali e repubblicani iniziò a dare segni di debolezza, mentre le differenze interne impedirono di sviluppare un programma di Governo comune. L'inadeguatezza dei liberali e l'implacabile persecuzione portata contro gli esponenti dell'antico regime favorirono la nascita di un ampio movimento d'opposizione. La prima guerra mondiale, a cui il Portogallo partecipò al fianco della Gran Bretagna, rese più profonda la crisi economica e accrebbe lo scontento popolare. L'instabilità politica e la stasi economica caratterizzarono l'intero periodo e crearono le condizioni per il colpo di Stato del 1926, quando un gruppo di militari di destra instaurò nel Paese un regime dittatoriale e corporativistico definito quale "Nuovo Stato" che, grazie all'attuazione di alcune riforme, controllò il Portogallo per più di quarant'anni. L'opposizione politica venne dichiarata illegale e i suoi esponenti principali imprigionati o costretti all'esilio. Anche i sindacati vennero sciolti per essere rimpiazzati da organizzazioni corporative; il generale Carmona, promotore della rivolta, venne sostituito nel 1932 dal deputato cattolico Antonio de Oliveira Salazar che rimase al potere fino al 1968, quando gli subentrò Marcelo Caetano. Il Portogallo decise di mantenersi neutrale davanti a conflitti di quegli anni, la guerra civile spagnola e la seconda guerra mondiale, dal momento che la partecipazione avrebbe compromesso una situazione economica precaria. In quegli anni le campagne continuarono a rimanere in una fase di stasi, favorendo il forte flusso migratorio verso le più importanti città portoghesi e europee. Negli anni Cinquanta, a seguito delle lotte condotte per la decolonizzazione dell'Africa, il Portogallo si trovò di fronte alla possibilità di perdere anche i suoi ultimi possedimenti in questo continente. Il regime di Salazar intraprese una serie di guerre contro i movimenti di liberazione sorti nelle colonie portoghesi, conflitti che ebbero l'effetto di isolarlo a livello internazionale e di far crescere il malcontento nella popolazione. Il costo economico e umano che ebbero le guerre coloniali accelerò il logoramento interno del Governo di Salazar, che si vide costretto a rafforzare le misure repressive per frenare la sempre più forte opposizione alla propria amministrazione. La morte di Salazar, avvenuta nel 1970, e l'acutizzarsi della crisi economica, fecero intravvedere come prossima la caduta del regime. Nel 1974, all'opposizione di ampi settori della società civile e dei partiti politici, si aggiunse lo scontento di un numero consistente di ufficiali dell'esercito che, riuniti nel MFA (Movimento delle forze armate), furono protagonisti di un colpo di Stato, conosciuto col nome di "Rivoluzione dei garofani", attuato nell'aprile del medesimo anno; con tale atto si intendeva porre fine alle sanguinose guerre per la conservazione delle colonie africane e avviare un processo di democratizzazione interna. Il Governo militare insediatosi poté fare assegnamento su un vasto consenso popolare che rese più marcate le tendenze progressiste del MFA. Il nuovo Governo procedette a una rapida decolonizzazione riconoscendo l'indipendenza di Guinea Bissau (1973), Angola e Mozambico (1975); parallelamente, intraprese un'intensa attività diplomatica al fine di pervenire al riconoscimento internazionale del nuovo regime e di migliorare l'immagine del Portogallo all'estero. I partiti politici di sinistra vennero legalizzati, fu decretata un'ampia amnistia per i prigionieri politici e venne approvata una serie di leggi agrarie volte all'eliminazione dei latifondi e alla modernizzazione del ciclo di produzione. Dopo poco più di un anno dall'insediamento del Governo, le divergenze fra il Partito socialista e quello comunista, principali sostenitori del nuovo regime, interferirono negativamente nel processo di apertura politica avviata nell'aprile del 1974. Con le elezioni politiche tenutesi nel 1976, che diedero la maggioranza al Partito socialista guidato da Mario Soares, il Portogallo ebbe il suo primo Governo costituzionale e democratico del XX sec. La crisi economica continuò a farsi sentire e le opposizioni politica e sindacale furono pertanto assai attive. Come conseguenza, il Governo socialista si indebolì molto velocemente anche in ragione dell'austero programma di risanamento economico varato da Soares. Il processo di transizione proseguì anche durante gli anni Ottanta. I cittadini portoghesi approvarono una nuova Costituzione (in seguito modificata più volte) con cui vennero soppressi tutti gli organi speciali creati dai regimi militari. In ambito internazionale il Portogallo fu protagonista di un rapido processo di integrazione politica ed economica, che portò alla sua adesione alla NATO e alla CEE nel 1986. Sul finire degli anni Ottanta si assistette a una fase di notevole crescita economica, ma il Portogallo rimase comunque lontano dal tenore di vita del resto dell'Europa occidentale. La spinta al cambiamento registrò una notevole accelerazione a partire dalla vittoria elettorale del Partito socialdemocratico (PSD) di Anibal Cavaco Silva nello stesso 1986, che promosse una rapida apertura e la liberalizzazione dell'economia, basandosi su un'ampia maggioranza parlamentare. Nell'aprile del 1987 i Governi del Portogallo e della Repubblica Popolare Cinese firmarono un accordo ufficiale con il quale il Portogallo accettò la cessione della sovranità su Macao alla Cina, fissata per il dicembre 1999, in virtù del principio "un Paese, due sistemi". Nel 1988, dopo più di un mese di trattative, il PSD pervenne a un accordo con il Partito socialista per una modifica della Costituzione che permettesse la privatizzazione di molte delle aziende nazionalizzate con la "Rivoluzione dei garofani" e la limitazione dei poteri del presidente della Repubblica. La decisa opposizione del presidente Soares - leader storico del Socialismo portoghese - a una simile riforma costituzionale causò la rottura dei suoi rapporti con la direzione del partito, e un permanente conflitto con il primo ministro Cavaco Silva. La vita politica portoghese si polarizzò intorno al confronto fra il PSD al Governo e il Partito socialista all'opposizione. Alle elezioni parlamentari svoltesi nell'aprile del 1991, il PSD conquistò più della metà dei voti, mentre i socialisti non superarono il 30%. L'equilibrio nel rapporto fra il presidente socialista Soares e il primo ministro di centro-destra Cavaco Silva continuò a deteriorarsi: Soares criticò l'accentramento del potere nelle mani del primo ministro e mise in guardia contro il pericolo di una "dittatura della maggioranza". Le elezioni politiche dell'ottobre del 1995 sancirono la vittoria del Partito socialista che ottenne la maggioranza assoluta in Parlamento. Antonio Guterres, leader socialista, venne nominato primo ministro in sostituzione di Cavaco Silva che, nel marzo dell'anno successivo, si candidò alla presidenza del Paese, venendo battuto, però, dal socialista Jorge Sampaio, forte del suo 54% dei voti contro il 46% dell'ex primo ministro. Il Governo socialista approvò una manovra economica che avrebbe dovuto garantire il raggiungimento dei dettami dell'Unione europea specialmente per saldare il deficit del bilancio statale. La lotta contro l'evasione fiscale rese possibile incrementare la spesa pubblica nei settori della sanità, dell'istruzione e delle politiche sociali. Il programma di privatizzazioni venne intensificato con la vendita di pacchetti azionari delle imprese attive nei settori delle telecomunicazioni, dell'energia elettrica e delle comunicazioni autostradali. Il tasso di disoccupazione scese, fino ad assestarsi attorno al 6,7% della popolazione attiva. Il Partito socialista uscì vincitore anche dalle elezioni amministrative del dicembre del 1997, riuscendo a mantenere il controllo delle principali città portoghesi - Lisbona e Porto - e a superare il PSD di cinque punti nel computo complessivo dei voti (38,2% contro il 33,1%). Nel maggio 1998 il Portogallo entrò nel primo gruppo degli Stati membri dell'Unione economica e monetaria europea; le elezioni legislative dell'ottobre 1999 ribadirono la vittoria dei socialisti (44%) e del primo ministro Guterres. Nello stesso anno Macao, ultimo territorio d'oltremare di pertinenza portoghese, veniva restituito alla Cina. Nel 2001 le elezioni presidenziali confermarono alla massima carica dello Stato il socialista Jorge Sampaio. Nel mese di marzo una grave tragedia, il crollo di un ponte sul fiume Douro, nel Nord del Paese, nel quale morirono oltre 70 persone, provocò le dimissioni del ministro dei Lavori Pubblici, prima avvisaglia di una crisi che, di lì a pochi mesi, sarebbe scoppiata a livello parlamentare e governativo. In dicembre si tennero le elezioni amministrative: il risultato globale, caratterizzato questa volta dalla pesante sconfitta del Partito socialista, portò alle dimissioni del primo ministro Guterres e allo scioglimento del Parlamento. Le elezioni generali anticipate del marzo 2002 determinarono l'ulteriore sconfitta del Partito socialista. José Manuel Durao Barroso, leader social-democratico, si incaricò di formare una nuova coalizione governativa di centro-destra dal programma fortemente caratterizzato da tagli alla spesa pubblica e privatizzazioni. Il 1° gennaio 2002 l'euro divenne moneta ufficiale del Paese. Nel luglio 2004 Barroso, chiamato alla presidenza dell'Ue, venne sostituito alla guida del Governo dal leader del Partito social-democratico Pedro Santana Lopes. La sua politica, specie in ambito interno, risultò subito deficitaria e in dicembre, dopo numerose richieste provenienti dall'opposizione, il presidente Sampaio decise di indire elezioni anticipate. Queste, tenutesi nel febbraio 2005, decretarono la vittoria del Partito socialista guidato da José Socrates, che divenne allora il nuovo primo ministro del Paese.

Manuel Durao Barroso

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LA RIVOLUZIONE DEI GAROFANI.

Il 25 aprile 1974 una rivolta militare abbatteva il regime clerico-fascista istituito in Portogallo nel lontano 1932. In realtà il Governo dispotico di Salazar aveva già cominciato a dar segni di inquietudine in occasione delle elezioni presidenziali del 1958. In quell'occasione però il dittatore aveva risposto alle richieste dell'opposizione con una serie di arresti e con una riforma costituzionale ancora più restrittiva. Negli anni seguenti, all'immobilismo interno cominciarono a contrapporsi fermenti nei territori portoghesi d'America, considerati parte integrante della madrepatria. La crescita dei movimenti di guerriglia in Angola, Mozambico e Guinea-Bissau ebbe infatti pesanti ripercussioni sul piano economico: una buona parte del reddito nazionale, già tra i più bassi d'Europa, cominciò a essere assorbito dalle spese militari. Nel 1968 il passaggio dei poteri a Marcelo Caetano non comportò l'attesa svolta politica. Condannato dagli organismi internazionali per i massacri compiuti in Africa e dissanguato da una anacronistica guerra coloniale, il Portogallo vide incrinarsi la compattezza delle sue forze armate fino all'inevitabile "Rivoluzione dei garofani", promossa da giovani ufficiali di tendenza progressista. Rovesciata la dittatura, sorsero dei contrasti tra i militari stessi che portarono a un tentativo di golpe da parte del generale Antonio de Spinola, presidente della Repubblica, e alla sua fuga. Le prime elezioni libere nell'aprile 1975 videro il trionfo del Partito socialista di Mario Soares e del Partito socialdemocratico. Vano risultò a questo punto anche il proposito dei militari filo-comunisti di invalidare i risultati delle elezioni. Dopo la proclamazione della nuova Costituzione, nel 1976 il Governo venne affidato a Soares.

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UN PAESE DAI FORTI CONTRASTI.

IL PORTOGALLO CENTRALE.

La zona posta tra la capitale e la seconda città del Portogallo, Porto, è caratterizzata dalla presenza di vari luoghi di grande interesse storico e architettonico. Nei dintorni di Lisbona sorgono i palazzi di Sintra e Queluz, mentre in Estremadura si trovano i maggiori centri religiosi del Portogallo. Questa regione e la Beira Litoral sono caratterizzate da spiagge deserte, pittoreschi paesini di pescatori e rinomate mete turistiche; nell'entroterra, lungo le rive del Tago, si ritrovano pascoli che si alternano a frutteti e vigneti. Più a Nord, nelle Beiras, è possibile trovare i panorami più vari: Coimbra, storica città universitaria, i vigneti nella regione del vino, il Dão, gli altopiani brulli e le città fortezza di Beira Alta e Beira Baixa. Più a Sud, lungo la costa, si incontrano le spiagge sabbiose e i paesini di pescatori. Dominatrice incontrastata dell'intera regione la catena della Serra da Estrela. Mercanti e invasori, dai Fenici agli Spagnoli, marcarono fortemente la regione, e i castelli edificati dai Mori, ricostruiti diverse volte nel corso dei secoli, sono disseminati su tutta la costa. Dopo che Lisbona divenne capitale nel 1256, i reali e i nobili portoghesi fecero costruire ville e palazzi estivi nella campagna a Ovest della città, soprattutto sulle colline della Serra de Sintra. Oltre il Tago, la costa Sud (Outra Banda), poco frequentata fino alla costruzione del ponte sospeso nel 1966, divenne con gli anni meta turistica popolare: ciò nonostante lunghi lembi di costa e parte della campagna furono dichiarate riserve naturali protette, evitando così che la loro naturale bellezza venisse deturpata dall'intervento dell'uomo. La regione ha subito una notevole urbanizzazione, ma permangono ancora numerose comunità di pescatori e di contadini. Palmela e la regione del Sado sono celebri per il vino; le pecore punteggiano di bianco le campagne intatte di Serra da Arrábida, fornendo il latte per il formaggio Azeitão, mentre il riso è il primo prodotto dell'estuario del Sado. Sopravvivono ancora alcune attività tradizionali come le saline vicino ad Alcochete e le cave di marmo di Pero Pinheiro. Il mare è freddo e spesso agitato, specialmente sulla costa verso Ovest, ma le spiagge sono le più pulite d'Europa. Tra il Tago e la costa si trovano l'Estremadura e il Ribatejo. L'Estremadura è un'area di colline ondulate che terminano in ripide falese cui si alternano spiagge sabbiose. Il Ribatejo invece è una fertile pianura alluvionale posta lungo le rive del Tago. In queste regioni si trovano i più bei monasteri medievali del Portogallo, testimoni della storia, illustre ma spesso travagliata, che ha caratterizzato il passato di queste regioni. Il nome Estremadura deriva dal latino Extrema Durii, "oltre il Douro", in quanto un tempo essa rappresentava il confine Nord del Regno cristiano. Con l'espansione a Sud del Portogallo nel XII secolo, la terra sottratta ai Mori venne assegnata agli ordini religiosi. L'abbazia cistercense di Alcobaça fu costruita per celebrare la riconquista cristiana della città di Santarém nel 1147 a opera di Afonso Henriques; poco tempo dopo i cavalieri iniziarono a edificare la fortezza di Tomar. Quella di Batalha fu eretta invece vicino al luogo della vittoria di João I sui castigliani ad Aljubarrota nel 1385, nel periodo delle grandi rivendicazioni spagnole per il trono del Portogallo. Se l'Estremadura è essenzialmente agricola, la vasta pianura fluviale di Ribatejo, il cui nome significa "rive del Tago", è suolo fertile per l'agricoltura e pascolo per i tori neri da combattimento portoghesi e i pregiati cavalli di razza. La zona di Tomar e le città sul fiume Tago hanno un'economia industriale, mentre sul fiume Zêzere, la diga costruita a Castelo de Bode negli anni '40 fornisce abbondante energia idroelettrica. Sulla costa atlantica vi sono famosi luoghi di villeggiatura, mentre nell'entroterra Fátima, il più importante santuario portoghese dove nel 1917 apparve la Vergine Maria, attrae moltissimi visitatori. La fascia di terra eterogenea che si estende dalla frontiera spagnola al mare, le Beiras, rappresenta il confine ideale fra il Nord verde e rigoglioso e l'arido Sud. Il territorio della regione è delimitato dalle alture della Serra da Estrela e dalle lagune salate di Ria de Aveiro. Fra le città spiccano la vivace Figueira da Foz e la maestosa Coimbra. Le tre province delle Beiras non possono certo essere definite tipicamente turistiche, ma la loro storica importanza commerciale e difensiva le rende mete di grande interesse. In tutta la Beira Baixa, dal capoluogo, Castelo Branco, ai piccoli paesi in granito delle montagne, si trovano ancora i resti delle prime occupazioni straniere. Viseu, capitale della Beira Alta, era un crocevia per i traffici commerciali dei Romani. In questa zona essi non furono mai tanto forti quanto lo erano più a Sud, ma le rovine di Conímbriga lasciano intuire l'esistenza di una grande città, da cui derivò il nome di Coimbra, la principale città della Baira Litoral. Afonso Henriques, re della nuova nazione del Portogallo, trasferì la corte a Coimbra, che fu capitale del Paese per oltre un secolo. I disordini che la nazione visse ai suoi albori e la sofferta indipendenza giustificano la presenza massiccia di castelli e città fortificate. Consapevoli delle mire espansionistiche della vicina Spagna, i re portoghesi fecero costruire una barriera difensiva sul vulnerabile confine Est, vestigia della quale sono oggi le imponenti mura di Almeida. Le fortezze sul confine furono vitali sia nella lotta per l'indipendenza dalla Spagna nel XVII sec., sia contro Napoleone. Geograficamente poco ospitali, le Beiras oggi soffrono del fenomeno dello spopolamento, ma restano la patria di ottimi prodotti gastronomici: il miglior formaggio del Portogallo è prodotto nella Serra da Estrela e la zona di Bairrada intorno a Mealhada è nota per il leitão, il maialino da latte. Qui si producono alcuni dei vini rossi più conosciuti del Portogallo, tra cui il sontuoso Bairrada e il prepotente Dão.

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IL PORTOGALLO DEL NORD.

Il Portogallo a Nord del fiume Douro è rurale e intatto, ricco di cultura, e, a tratti, preservato dall'urbanizzazione. Oltre la valle del Douro e il fertile Minho si trova la remota e romantica Trás-os-Montes, "dietro le montagne", con zone selvagge e piccoli centri medievali. Nella regione tra il Minho e il Douro si formò la nazione portoghese, il cui passato glorioso è testimoniato dalle storiche città di Porto, Braganza e Braga. Nel suo percorso verso l'Atlantico il Douro o "fiume dorato" si snoda tra crepacci profondi e vigneti terrazzati per arrivare a Porto, città che è anche patria dell'omonimo vino. A Nord-Est, i massicci altopiani e le montagne di Trás-os-Montes formano la regione più selvaggia del Portogallo. Gli scambi commerciali spinsero i Fenici all'estuario del Douro già nel IX secolo a.C. In seguito i Romani si insediarono sui due lati del fiume, a Portus e Cale. I nomi si unirono in "Portucale", termine usato in seguito per indicare la zona tra il Minho e il Douro, che divenne il nucleo del regno di Portogallo. Sulla fascia di terra dell'estuario e della costa, il Douro Litoral, nei secoli si sono alternati porti di pescatori, spiagge e zone industriali, oltre a Portus, la città sull'estuario diventata in seguito Porto. Le zone vicino alla sorgente del fiume sono interamente dedicate alla coltura dell'uva per la produzione del porto e i numerosi vigneti terrazzati e le cantine (quintas) ridisegnano completamente il paesaggio. A differenza della valle fertile del Douro, Trás-os-Montes è una zona montuosa e selvaggia, che in passato è stato rifugio di religiosi e politici in esilio. A causa dell'isolamento e del rigore del clima, la regione si è lentamente spopolata, mantenendo la caratteristica di zona agricola e di pastori e ospitando il Parque Natural de Montesinho, esteso da Braganza al confine spagnolo. Il Nord rurale è fortemente legato alle tradizioni e le festas locali sono tra le più allegre del paese. Nel Minho, culla della nazione, sorgono due delle città con il maggior patrimonio storico del Portogallo: la prima capitale, Guimarães, e Braga, il centro religioso del Paese. La vita in provincia è legata alle tradizioni e all'agricoltura, fiorente per le piogge abbondanti che rendono il Minho l'area più verde del Paese. L'agricoltura produce il tipico vinho verde. Nonostante lo sviluppo del turismo, il Minho ha saputo mantenere profonde tradizioni folcloristiche (carnevali, feste e mercatini di strada). Storicamente è possibile tracciare un profilo della regione partendo dalle vestigia ivi presenti. I forti in pietra sulle colline (castros) risalgono al Neolitico. Con le migrazioni dei Celti nel primo millennio a.C., si svilupparono le citânias (insediamenti) come Briteiros. Nel II secolo a.C., dopo aver conquistato la regione, i Romani introdussero la coltivazione della vite e costruirono una rete stradale, di cui sono rimaste alcune pietre miliari nel Parque di Peneda-Gerês. Nel IV secolo d.C. il cristianesimo fu adottato come religione ufficiale dell'Impero romano e Braga divenne un centro religioso importante, ruolo che conserva tuttora. Gli Svevi cacciarono i Romani nel V secolo; seguì il dominio dei Visigoti, a loro volta cacciati dall'invasione dei Mori nel 711. Il Minho fu riconquistato ai Mori nel IX secolo. Nel corso del XII secolo, quando Afonso Henriques si proclamò primo re di Portogallo e trasferì la capitale a Guimarães, la regione ebbe un periodo di grande splendore. Le fattorie e le tenute fertili del Minho vennero tramandate di famiglia in famiglia nei secoli; ogni erede ne riceveva per tradizione una parte. Questa abitudine, però determinò un frazionamento della terra in lotti così piccoli da non riuscire nemmeno a mantenere i legittimi proprietari, molti dei quali emigrarono in cerca di lavoro, determinando così la permanenza di un'economia di tipo rurale.

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IL PORTOGALLO DEL SUD.

A Sud del Tago si susseguono estesi campi di grano e aride pianure che percorrono l'Alentejo arrivando al mare. Qui le testimonianze lasciate dalle prime civiltà, perfino da quelle preistoriche, sono molte, ma l'afflusso turistico a città come Elvas, Beja ed Evora, quest'ultima "Patrimonio mondiale dell'umanità", si è mantenuto modesto. Baciato dal sole, l'Alentejo occupa circa un terzo del Portogallo, dalle terre del Tago verso Sud fino all'Algarve. La regione è caratterizzata dall'infinito susseguirsi di colline dorate di frumento e argentate di ulivi, di bianchi villaggi, di megaliti e di castelli. Le pietre disposte in cerchio, i dolmen e altri reperti dell'Età della pietra punteggiano le pianure dell'Alentejo, soprattutto a Evora, posta in posizione centrale. Evora, così come Beja, Vidigueira e altre cittadine della regione, venne fondata dai Romani che apprezzarono notevolmente questa terra oltre il Tago (além Tejo) per la coltura del frumento; per ovviare all'aridità, introdussero sistemi di irrigazione e crearono enormi fattorie in grado di produrre grano per l'Impero. Alcuni latifúndios, lavorati da cooperative di contadini, ne conservano ancora oggi le dimensioni. Oltre al grano, le pianure producono sughero, dalla corteccia della quercia da sughero, e olive. Sono altresì rinomati i vigneti di Reguengos e Vidiguieira. Del Portogallo molti conoscono solo le zone turistiche dell'Algarve, che non sono molto rappresentative del Paese; oltre alle spiagge sabbiose, piacevoli tutto l'anno, sono paesaggisticamente e culturalmente importanti i centri storici, come Faro, e l'entroterra. Con il Mediterraneo a Sud e l'Oceano Atlantico a Ovest, l'Algarve presenta una costa molto varia. Il Barlavento (lato esposto al vento) comprende la costa occidentale e la costa Sud fin quasi a Faro. Le spiagge intorno al promontorio di Sagres sono protette alle spalle da alte scogliere, mentre a Ovest, dove le correnti sono più forti, il mare è più freddo e agitato e molte spiagge sono sempre deserte. Nel tratto tra Sagres e Lagos sono presenti calette, grotte e diversi centri turistici. A Est di Faro, il Sotavento (lato sottovento) è caratterizzato da spiagge lunghe e sabbiose, con un mare caldo e calmo. L'Algarve già al tempo dei Fenici era una zona ambita, grazie alla fertilità del suolo e alla presenza di fiumi e promontori di importanza strategica. Cinque secoli di dominio arabo, a partire dal 711 d.C. hanno lasciato alla regione un'eredità ancora ben visibile: l'architettura, gli azulejos, gli aranceti e i mandorleti. Anche i toponimi con il prefisso "Al" sono di origine moresca; il nome Al-Gharb (l'Ovest), da cui Algarve, indicava la zona più a Ovest dell'impero islamico. Dopo la Riconquista dell'Algarve conclusa nel 1249, i sovrani portoghesi si dichiararono re "di Portogallo e di Algarves", a sottolineare che questa era considerata una regione a parte. E fu proprio l'Algarve a dare lustro al Portogallo nel XV secolo, quando Enrico il Navigatore fondò, si dice, una scuola di navigazione a Sagres, inaugurando idealmente l'era delle esplorazioni, che partirono proprio dalle coste del Sud. L'epicentro del furioso terremoto del 1755, che tanto danneggiò Lisbona, fu localizzato a Sud di Lagos, allora capitale della regione. Tutte le città e i paesi furono distrutti o estremamente danneggiati.

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UN POPOLO DAI FORTI CONTRASTI.

La popolazione portoghese è caratterizzata da una semplicità che ben si accompagna a un'innata eleganza e a un cordiale senso dell'educazione. Ancora oggi è in uso il rivolgersi agli altri in modo formale, chiamando i conoscenti con il nome preceduto da Senhor, Senhora o Dona. Amanti della compagnia, non disdegnano i momenti di festa comune, sempre aperti anche ai più piccoli. Eppure, dietro il loro carattere cordiale si cela un aspetto fortemente radicato nel loro animo che essi stessi definiscono saudade, cioè una malinconia pungente, eterea e indefinita, protesa verso qualcosa di perduto o irraggiungibile. La vita quotidiana portoghese ruota attorno alla famiglia. Nonostante, soprattutto in città, gli usi e i costumi stiano gradualmente cambiando, non è difficile trovare ancora tre generazioni che vivono per anni sotto lo stesso tetto. Molto diverso, invece, il numero dei componenti del nucleo familiare: solo trenta anni fa, specialmente nelle aree rurali, in famiglia i figli erano dieci o più; oggi invece il nucleo familiare medio è composto da uno o due figli con genitori per la maggior parte entrambi lavoratori. Il Cattolicesimo è fondamentale nella vita portoghese, soprattutto al Nord, dove si trovano spesso crocifissi o immagini di santi sui muri sopra le soglie delle case, dei caffè o dei negozi. Anche se attualmente, soprattutto nelle città, i cattolici praticanti sono meno numerosi che in passato, la devozione alla Madonna di Fatima rimane un punto fermo, insieme alla passione per le feste (romarias) in onore del patrono locale, altra tradizione più forte nel Nord. I matrimoni sono vissuti come momenti di intensa religiosità. Fortemente radicate sono anche le usanze popolari che si traducono, specie nelle aree rurali (ad esempio nel Minho), in momento di aggregazione e socializzazione importantissimi, caratterizzati dalla costante presenza della musica e del ballo.

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LA FORESTA NAZIONALE DI BUÇACO.

In parte terra boschiva, in parte arboreto, la Foresta nazionale di Buçaco è avvolta da sempre in un alone magico. Agli inizi del VI secolo era un luogo di ritiro monastico; nel 1628 i Carmelitani vi costruirono un convento chiuso da un muro di cinta a completa protezione dal mondo esterno; il papa negò l'accesso alle donne fin dal 1622. I monaci crearono nella foresta percorsi meditativi, eressero cappelle isolate e piantarono molti alberi, protetti da una bolla papale del 1632. Nei 105 ettari di foresta ci sono 700 specie di alberi, alcuni locali, altri esotici, fra cui il venerato "cedro di Buçaco ". La pace della foresta fu interrotta nel 1810 dalle battaglie degli Anglo-portoghesi contro i Francesi. Nel 1834 il monastero fu chiuso ma oggi è ancora possibile percorrere la foresta, con i sentieri e le grotte degli eremiti.

SERRA DA ESTRELA.

Le montagne "della Stella", con una altitudine media di 1500 m, sono le più alte del Portogallo. Il punto più elevato raggiunge 1993 m ma, considerando la torre di pietra sulla cima, si arriva a 2000 m. I pendii esposti alle intemperie sono adatti come pascolo per le pecore; le baite in pietra dei pastori, con i tipici tetti in paglia, rifatti dopo ogni inverno, sono ormai divenute un elemento del paesaggio. Le pecore sono state la risorsa vitale di queste zone, fornendo la lana per l'industria tessile e il latte per la produzione del più noto formaggio del Portogallo. La riserva naturale della Serra, con i suoi lunghi sentieri e la ricca flora, attira molti amanti della natura e delle passeggiate, e in inverno le discese della Torre richiamano gli sciatori.

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LA CAPITALE.

Lisbona. (564.657 ab.). Capitale del Portogallo e capoluogo dell'omonimo distretto (2.758 kmq; 2.054.390 ab.). Lisbona, posta sulla riva destra dell'estuario del Tago, è tra le più affascinanti capitali europee. Il suo centro è ancor oggi costituito dal Rossio, il quartiere che ne rappresenta il vero cuore pulsante, sede commerciale e luogo d'incontri. Il porto, i cui cantieri si diramano per 25 km, è situato sulla costa settentrionale ed è il luogo dove si respira la dimensione atlantica di Lisbona e se ne afferma l'importanza commerciale. Fondata nel 1200 a.C. dai Fenici, venne in seguito occupata dai Romani, che la chiamarono Felicitas Julia, dai Barbari e quindi dagli Arabi. Dopo aver assunto varie denominazioni, prese finalmente quella di Lissibona da cui derivò il nome attuale. Strappata agli Arabi dai Crociati nel 1140, diventò la capitale del Regno di Portogallo dal 1245. Raggiunta una grande floridezza nel XVI sec., all'epoca delle grandi scoperte geografiche, divenne uno dei massimi centri dei traffici fra l'Europa e le Indie. Decaduta durante la dominazione spagnola, nel 1755 fu colpita da un rovinoso terremoto che provocò più di 30.000 vittime e che ne distrusse i resti arabi, medioevali e rinascimentali. Ricostruita secondo il gusto barocco, all'epoca predominante, e sulla base di rigorosi criteri geometrici, si espanse a Sud, allargandosi a raggiera verso le colline.

Lisbona. (2008) Capitale (681.000 ab.) del Portogallo e capoluogo del distretto omonimo (2.761 kmq; 2.054.390 ab.). Sorge sulla sponda destra del Tago, nel punto in cui esso si restringe dopo aver formato un ampio bacino interno chiamato Mar de Palha (Mare della Paglia). Porto commerciale di grande importanza, la città è anche il principale centro industriale del Paese con stabilimenti siderurgici, meccanici, tessili, chimici, farmaceutici, per la lavorazione della carta, del vetro, delle ceramiche.

Storia - Le origini della città risalgono probabilmente ai Fenici, che fondarono un emporio commerciale chiamato Olisippo. Più tardi divenne colonia romana con il nome di Felicitas Iulia, in onore di Giulio Cesare, e fu capitale della provincia di Lusitania fino alla fondazione dell'attuale Merida. Conquistata dagli Arabi nel 714, rimase nelle loro mani fino al 1147, anno in cui Alfonso Henriques, primo re del Portogallo, riuscì ad occuparla, aiutato da una flotta di Crociati. Nel 1256 Olissibona o Lisabona, per decisione di Alfonso III divenne capitale del Paese e conobbe un periodo di grande splendore e prosperità. Infatti, grazie alla sua posizione geografica, la città si trasformò in porto attivissimo, dove facevano scalo le navi provenienti dalle Indie e dal Brasile. Durante il periodo della dominazione spagnola 1580-1640, L. subì una lenta decadenza, anche per la concorrenza commerciale inglese e olandese. Quasi completamente distrutta dal terremoto del 1755 fu ricostruita per impulso del ministro marchese di Pombal e venne in seguito occupata dai Francesi (1807) e liberata dagli Anglo-Portoghesi di Wellington (1809). Fu teatro di due moti rivoluzionari: il primo nel 1820 per ottenere la costituzione, il secondo nel 1910 per abbattere la monarchia e instaurare la repubblica in Portogallo.

Arte - La maggior parte delle opere architettoniche del passato sono andate perdute durante il tremendo terremoto del 1755. Inoltre, gli edifici del XVIII sec. ricostruiti ad opera del marchese di Pombal, che costituivano il famoso quartiere Baixa, sono stati distrutti dall'incendio del 1988. Tuttavia la città conserva ancora alcuni notevoli monumenti religiosi e civili. La cattedrale eretta nel XII sec., ma in gran parte rifatta dopo il terremoto del 1344, è divisa in tre navate con transetto e una bella galleria. Il chiostro del XIV sec. è a doppia galleria con arcate a sesto acuto. Il monastero dei Jerónimos, fondato nel 1496 nel quartiere di Belén, è un capolavoro dello stile manuelino (consistente in una mescolanza di elementi gotico-fioriti, primo-rinascimentali ed esotici). La chiesa del monastero, a tre navate con pilastri ottagonali, presenta una cappella absidale rinascimentale e una cappella funebre dei re di Portogallo di stile classico. La torre di Belém (1515-20), opera di Francisco de Arruda, possiede elementi decorativi orientali, balconi con bifore e una terrazza con merli a forma di scudo. Nel quartiere del Chiado si trova la chiesa di San Roque del XVI sec., progettata dall'architetto italiano Filippo Terzi. Nel suo interno è possibile ammirare la cappella di San Giovanni Battista, capolavoro d'arte barocca, costruita a Roma nel 1742 dal Vanvitelli e dal Salvi e poi montata a Lisbona. La zona orientale della città è dominata dal castello di San Giorgio, in gran parte di epoca visigota, che conserva la fortezza dalle dieci torri.

Scorcio di Lisbona

I quartieri di Lisbona.

Alfama. Modesto e semplice sobborgo, un tempo Alfama era il quartiere più ambito di Lisbona. Per i Mori gli stretti passaggi attorno alle mura del castello erano i confini della città. I primi segni di declino risalgono all'età medievale, quando i benestanti del quartiere si spostarono a Ovest per paura dei terremoti, lasciandolo nelle mani di pescatori e indigenti. Il terremoto del 1755 ne risparmiò gli edifici. Oggi, sebbene le case dei Mori non esistano più, Alfama conserva la struttura di una kasbah: le strade ripide e le scalinate sono costeggiate dalla fitta linea di case con il bucato appeso da un lato all'altro. La vita quotidiana ruota ancora intorno ai piccoli negozi di alimentari e alle taverne che sembrano cantine. A Ovest di Alfama si ergono le torri gemelle della Sé; a Nord-Est, la chiesa di Santa Engrácia e la bianca facciata di São Vicente da Fora dominano l'orizzonte. Affascinante a qualsiasi ora, il quartiere di Alfama acquista tutta la sua magia nel tardo pomeriggio e la sera, quando la gente si raduna all'ingresso dei locali e le piccole taverne si riempiono di avventori, mentre i molti africani che vi abitano spesso si incontrano per suonare musica del Mozambico o delle isole di Capo Verde. Di notevole interesse il Miradouro de Santa Luzia, la balconata vicino alla chiesa di Santa Luzia che regala un'ampia veduta del quartiere e del fiume Tago. Gli elementi più caratteristici del panorama sono la cupola di Santa Engrácia, la chiesa di Santo Estêvão e le due imponenti torri bianche di São Miguel. Il muro a Sud di Santa Luzia ha due moderni pannelli di piastrelle, uno con Praça do Comércio prima del terremoto, l'altro con i cristiani che attaccano il Castelo de São Jorge. Nel quartiere si trova anche il Museu de Artes Decorativas: noto anche come Fondazione Ricardo do Espírito Santo Silva, fu creato nel 1953 per promuovere la conoscenza delle arti decorative portoghesi. Nei laboratori degli edifici accanto è possibile osservare gli artigiani che con le tecniche di un tempo decorano a oro, costruiscono credenze, rilegano libri. Tra gli edifici religiosi del quartiere spicca per importanza la basilica di Santo António à Sé. La nota chiesetta dedicata a Santo António sorge presumibilmente sul luogo della casa natale del Santo. Dalla sacrestia a sinistra della chiesa si accede alla cripta, tutto ciò che è rimasto della chiesa originaria dopo il terremoto del 1755. Nel 1757, sotto la guida di Mateus Vicente, architetto della Basílica di Estrela, iniziarono i lavori per la nuova chiesa finanziati in parte dalle offerte raccolte dai bambini con lo slogan "una piccola moneta per Santo António". Ancora oggi il pavimento della piccola cappella nella cripta è cosparso di escudos e sui muri ci sono i messaggi dei devoti. E' tradizione che le giovani coppie visitino la chiesa nel giorno del matrimonio lasciando fiori a Sant'Antonio che si ritiene porti buona fortuna alle nuove unioni. Posto quasi a guardia del quartiere è il Castelo de São Jorge. Dopo aver riconquistato Lisbona dai Mori nel 1147, il re Afonso Henriques trasformò la loro cittadella in collina nella residenza dei reali del Portogallo. Nel 1511 Manuel I costruì un sontuoso palazzo là dove ora è situata Praça do Comércio e il castello venne usato come teatro, prigione e deposito di armi. Il terremoto del 1755 ne danneggiò i bastioni che rimasero in rovine fino al 1938, quando Salazar iniziò una completa ricostruzione ricreando le mura "medievali" e aggiungendovi giardini con uccelli selvatici.

Baixa.

Dopo il grave terremoto del 1755, e la successiva ricostruzione, il centro di Lisbona fu completamente ripensato seguendo uno schema stradale a griglia che collegò la maestosa Praça do Comércio con le sue arcate dietro il Tago, alla centrale e vivace piazza Rossio. Ai lati delle strade sorsero edifici neoclassici, uniformi, che presero nome dai negozi e dalle attività artigianali che vi avevano sede. La Baixa (città bassa), dove si trovano banche, uffici e negozi, è ancora oggi il cuore commerciale della capitale. Sebbene si sia mantenuto lo schema geometrico, molti edifici costruiti dopo la metà del Settecento non rispettano l'uniformità del piano originale. Le strade, affollate durante il giorno, soprattutto la vivace Rua Augusta, la sera diventano quasi deserte. Al centro si trova il Rossio, popolare punto di incontro con i suoi caffè, i teatri e i ristoranti. Questa piazza, il cui vero nome è Praça de Dom Pedro IV, fu per sei secoli il centro vitale di Lisbona. Nel corso della storia è stata teatro di corride, feste, parate militari e autos da fé. Oggi invece vi si svolgono solo piccole manifestazioni politiche e i sobri edifici che la circondano sono deturpati da insegne pubblicitarie e dai tanti negozi di souvenir. Al centro della piazza si erge la statua di Dom Pedro IV, il primo Imperatore del Brasile indipendente, ornata da quattro figure femminili rappresentanti Giustizia, Saggezza, Forza e Temperanza, qualità attribuite proprio a Dom Pedro. A metà del XIX secolo la piazza fu pavimentata con mosaici dai disegni ondulati, da cui il soprannome di "Piazza dal movimento ondulante". I ciottoli tagliati a mano bianchi e grigi furono i primi di questo genere in città. Oggi è rimasta intatta solo una porzione del disegno di allora. Sulla piazza si affacciano il Teatro Nacional Dona Maria II e il Café Nicola, da sempre luogo di incontro preferito dagli scrittori. Sempre nel quartiere è l'Elevador de Santa Justa, l'ascensore neogotico noto come Elevador do Carmo fatto costruire a fine Ottocento dall'architetto francese Raoul Mesnier du Ponsard, apprendista di Alexandre Gustave Eiffel. Inserito in una torre di ferro decorata da filigrane, è una delle attrattive più bizzarre della Baixa. I passeggeri viaggiano su e giù in cabine rivestite da pannelli di legno con decori in ottone; una stretta scala a chiocciola conduce in cima alla torre, a una terrazza da cui è possibile godere di un'ampia vista.

Bairro Alto ed Estrela.

Completamente rinnovata dallo schema a griglia della fine del XVI sec., la collina di Bairro Alto è uno degli angoli più pittoreschi di Lisbona. Abitata in origine dai benestanti fuggiti da Alfama, nel XIX secolo la zona, ormai decaduta, era frequentata quasi solo dalla malavita. Oggi con i suoi piccoli laboratori e i ristoranti economici a gestione famigliare, le tascas, conserva un volto tradizionale. Negli ultimi anni il quartiere, bohémien per tradizione, ha perso la sua fama di luogo di prostituzione e gioco d'azzardo per diventare una zona residenziale. Tuttavia, i molti bar e le casas de fado della zona rivelano che si tratta ancora di un luogo alla moda e molto frequentato di notte. Diverso è il cuore di Bairro Alto, l'elegante area commerciale nota come il Chiado. Posto fra Praça Luís de Camões, Rua do Carmo, e la Baixa, venne seriamente danneggiato da un incendio nel 1988, ma molti dei suoi edifici vennero in seguito ricostruiti. A Nord-Ovest, l'Estrela è il quartiere che vive intorno alla cupola della basilica e ai suoi famosi giardini. Il quartiere residenziale di Lapa, dalla metà del Settecento, a Sud-Ovest, ospita le ambasciate e le residenze d'alto rango. Due gli edifici religiosi di particolare importanza, São Roque e l'Igreja do Carmo. La prima cela dietro la sua semplice facciata un interno particolarmente ricco. La chiesa fu fondata alla fine del XVI secolo dall'ordine dei Gesuiti, allora all'apice del potere. L'interna Cappella di San Giovanni Battista fu commissionata nel 1742 da João V agli architetti italiani Luigi Vanvitelli e Nicola Salvi. Costruita a Roma, fu decorata con lapislazzuli, agate, alabastri, ametiste e marmi preziosi. Dopo aver ricevuto la benedizione del pontefice in Sant'Antonio dei Portoghesi a Roma, fu smantellata e spedita a Lisbona su tre navi. La chiesa è decorata con diversi pannelli; i più vecchi e interessanti sono quelli della terza cappella a destra, che risalgono alla metà del '500 e sono dedicati a San Rocco, protettore contro la peste. Le rovine gotiche della carmelitana Igreja do Carmo, costruita sul pendio sovrastante la Baixa, evocano il disastro provocato dal terremoto del 1755. L'onda d'urto causò il crollo della chiesa e, dal momento che la comunità era riunita per la messa, vennero depositate tonnellate di macerie sulle persone all'interno. La chiesa, fondata sul finire del Trecento da Nuno Alvares Pereira, comandante militare entrato nell'ordine dei Carmelitani, era all'epoca la più grande di Lisbona. Oggi il corpo centrale della chiesa e il coro, il cui tetto resistette alle scosse, ospitano un museo archeologico. Poco distante è il Museu Nacional de Arte Antiga, che ha sede nel palazzo costruito per i conti di Alvor nel XVI secolo. Il museo, inaugurato nel 1884, è chiamato dagli abitanti del luogo la "Casa das Janelas Verdes", nome che evoca le vecchie finestre verdi del palazzo.

Belém.

Alla Foce del Tago, da dove salpavano le caravelle nell'età delle Scoperte, si trova Belém, il cui aspetto e la cui storia sono stati decisi in quel periodo. Quando Manuel I salì al trono nel 1495, seppe cogliere i frutti di quella straordinaria espansione commerciale e fece costruire chiese e monumenti grandiosi. Oggi Belém è un quartiere verde e spazioso con molti musei, parchi, giardini e un suggestivo lungofiume. Soprattutto nei giorni estivi di bel tempo l'argine, che gode di una piacevole brezza marina, è il luogo ideale per una passeggiata o per una pausa ai tavolini dei caffè all'aperto. Prima che il Tago si ritraesse, il monastero si affacciava direttamente sul fiume. In seguito al tentativo di Salazar di riportare alla memoria comune l'Età d'oro del Portogallo, tutta l'area sul lungofiume, interrata dai tempi delle scoperte, fu risistemata per celebrare la grandezza della nazione. Praça do Império fu ristrutturata per accogliere l'Esposizione del mondo portoghese nel 1940 e Praça Afonso de Albuquerque fu invece dedicata al primo viceré d'India. João V, nel XVIII secolo, rinnovò Palácio de Belém, il palazzo reale, dotandolo di nuovi giardini e di una scuola d'equitazione; dopo il terremoto del 1755 divenne per un breve periodo residenza reale. Nel quartiere trova spazio il Museu Nacional dos Coches. La collezione di carrozze e vetture del museo è senza dubbio la migliore d'Europa. Occupa l'ala est di Palácio de Belém, costruita dall'architetto italiano Giacomo Azzolini nel 1726, dove un tempo aveva sede la scuola equestre. Nel 1905 la scuola venne trasformata in museo dalla moglie di re Carlos, Dona Amélia. Le  vetture presenti, dalle più semplici alle più sontuose, sono state costruite in Portogallo, Italia, Francia, Austria e Spagna nell'arco di tre secoli, dal XVII agli inizi del XX. Caratteristici del quartiere sono però il Mosteiro dos Jerónimos e la Torre de Belém. Monumento degno dell'opulenza raggiunta durante l'età delle Scoperte, il monastero è un esempio emblematico di architettura manuelina. Voluto da Manuel I intorno al 1501, subito dopo il ritorno di Vasco da Gama dal suo storico viaggio, fu finanziato principalmente dal "denaro del pepe", una tassa imposta su spezie, pietre preziose e oro. Diversi capomastri lavorarono all'edificio; il monastero fu preso in cura dall'Ordine di San Gerolamo (Gerolamiti) fino al 1834, quando furono sciolti tutti gli ordini religiosi. La Torre de Belém, venne fatta costruire in mezzo al Tago da Manuel I tra il 1515 e il 1521. Punto di partenza per i navigatori che si avventuravano sulle rotte delle Scoperte, questo gioiello manuelino divenne poi il simbolo della grandiosa era espansionistica del Portogallo. Di straordinaria bellezza la decorazione dell'esterno con le funi scolpite nella pietra, le balconate aperte, le torrette moresche e gli originali merli a forma di stemma.

Lisbona: Torre di Belem e Monumento alla Scoperta

Il terremoto di Lisbona.

La prima scossa del devastante terremoto fu avvertita alle 9.30 del 1° novembre 1755. Pochi minuti più tardi arrivò la seconda, di maggiore intensità, che ridusse la città in macerie. Nonostante l'epicentro fosse in Algarve, i danni più gravi si riscontrarono a Lisbona, l'area più popolata. Più di 20 chiese crollarono sui fedeli in preghiera per la festa di Ognissanti. La terza scossa scatenò incendi che si propagarono rapidamente e un'ora dopo le acque del Tago inondarono la parte più bassa della città. La maggior parte del Portogallo fu colpita dal terremoto e le scosse si sentirono fino in Italia. Nella sola Lisbona persero la vita quasi 15.000 persone. Il terremoto ebbe forte eco in Europa e sui giornali apparvero i racconti dei testimoni oculari, molti scritti dagli stranieri che vivevano a Lisbona. Scoppiò un acceso dibattito circa la natura del terremoto, per capire se fosse un evento naturale o un castigo divino mandato per punire una città opulenta. Furono molti i religiosi che interpretarono il terremoto come una punizione, presagendo ulteriori catastrofi. Appena terminate le scosse, Sebastião José de Carvalho e Melo, marchese di Pombal, primo ministro di José I, definì le linee guida per ricostruire la città. Ripristinato l'ordine, avviò il graduale progetto di ricostruzione e la gestione efficiente della crisi gli diede il quasi totale controllo politico del Paese.

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ALTRE CITTÀ

Porto. (263.131 ab.). Città del Portogallo, capoluogo dell'omonimo distretto (2.330 kmq; 1.781.826 ab.), è la seconda città del Paese. Il nome in portoghese significa semplicemente "il porto". Posta sulla riva destra del Douro, a 5 km dalla foce, la città deve la sua fama al commercio dei vini, prodotti nelle zone circostanti ed esportati in tutto il mondo. Il porto non riesce a smaltire l'intero traffico commerciale, poiché il movimento delle navi è ostacolato da enormi banchi di sabbia; viene quindi utilizzato il porto di Leixoes, a 10 km di distanza. Fin da quando i Romani vi costruirono un forte come base di rotte commerciali, Porto si dedicò al commercio. Conosciuta in epoca romana sotto il nome di Portus Cale, passò prima ai Visigoti e poi agli Arabi. Liberatasi dai Mori nell'XI secolo, trasse profitto prima dai rifornimenti ai Crociati in viaggio per la Terra Santa e poi, tra il XV e il XVI secolo, dal commercio con le colonie. La perdita dei proventi delle spezie venne bilanciata in seguito dal commercio del vino con la Gran Bretagna. Nel 2001 la città venne nominata Capitale Europea della Cultura, e ospitò manifestazioni e celebrazioni lungo tutto l'arco dell'anno. Attorno al nucleo medioevale si espanse poi la città moderna che dal XIV sec. fu cinta di mura e nel periodo barocco si arricchì di chiese ed edifici. La cattedrale di Porto domina la città alta e le strade vicine, a loro volta ricche di monumenti che ricordano il passato della città. Tra questi, la chiesa rinascimentale di Santa Clara e la stazione ferroviaria di inizio secolo, São Bento. Sotto la cattedrale si apre il Barredo, un quartiere architettonicamente fermo al Medioevo, animato dai mercatini, dove le case si arrampicano sulla collina addossate le une alle altre, in un labirinto di antichi passaggi. Anche Ribeira, l'affollato quartiere sul fiume, è un groviglio di stradine e di arcate, con case dalle facciate decorate con piastrelle brillanti o intonaci dai colori pastello. Per quanto riguarda il centro della città, questo ruota attorno all'Avenida dos Aliados, arrivando fino al moderno municipio, la Câmara Municipal. Lungo il grande viale a due corsie hanno sede banche e uffici, oltre ai tanti caffè con tavolini all'aperto sempre affollati. A Est, la Baixa o "città bassa" attrae gli amanti dello shopping, soprattutto per le gioiellerie e le pelletterie della zona pedonale di Rua de Santa Catarina e della parallela Rua Sá da Bandeira. Tra le due vie ha sede il rumoroso e vivace mercato di Bolhão, quasi tutto coperto. Altro punto interessante della città è la trafficata Avenida da Boavista, costeggiata da alberghi, palazzi e negozi. Al centro della Rotunda da Boavista, o Praça de Mouzinho de Albuquerque - il nome datole dai locali -, è posta la statua di un leone (le forze luso-inglesi) che schiaccia un'aquila (i Francesi), a ricordo della vittoria nella guerra peninsulare.

Coimbra. (103.000 ab.). Città del Portogallo, capoluogo del distretto omonimo (3.975 kmq; 441.245 ab.). Importante centro storico e culturale, è famosa per l'antica università, qui trasferita da Lisbona nel 1308 e rimasta l'unica del Paese fino al 1910. Coimbra è rinomata per la produzione di vini, agrumi e olio e per le industrie alimentari. Conserva numerose costruzioni interessanti, concentrate soprattutto nella parte alta, la più antica della città: la vecchia cattedrale romanica, la nuova cattedrale con facciata barocca, il Palazzo Episcopale con il Museo Machado de Castero. Nella città bassa si trovano il monastero di Santa Cruz (1131-32) e la zona commerciale. Città natale di sei re, Coimbra è considerata dai Portoghesi un luogo emblematico per la complessa storia del Paese e per le radici della nazione. I Romani diedero alla cittadina sulla collina di Alcaçova il nome di Aeminium, ma la sua importanza crebbe fino a farle assumere il ruolo e il nome della vicina Conímbriga. Fu strappata ai Mori nel 878 d.C., ma un secolo dopo tornò sotto il loro controllo fino al 1064 quando fu finalmente liberata da Ferdinando il Grande di Castiglia. Nel 1139 Afonso Henriques, primo re di Portogallo, avendo deciso di trasferire la capitale a Sud di Guimarães, scelse Coimbra, che conservò questo ruolo sino al 1256. Il centro storico, con le chiese, il museo e l'università, è nella parte alta della città, sopra il fiume Mondego. Vi si accede attraverso l'Arco de Almedina, risalente al XII secolo, ma successivamente modificato da vari restauri. Il suo nome, derivante dall'arabo medina (città), significa "verso la città". Da lì una scalinata porta alla Torre de Anto, fornita di finestre e medaglioni rinascimentali dello scultore Jean de Rouen e ospitante una galleria d'arte e artigianato. Nel labirinto di ripidi paesaggi che si snodano sulla collina ci sono le repúblicas, alloggi degli studenti che risalgono al Medioevo. Le due cattedrali di Coimbra, Sé Velha e Sé Nova, sono sulla collina vicino all'università, oltre la quale si trova Praça da República, la piazza principale della città. La città bassa è attraversata dalla Rua Ferreira Borges, la via commerciale piena di negozi, bar affollati, ristoranti e pastelarias, che da Largo Portagem arriva a Praça do Comércio. Sulla piazza si affaccia la chiesa di São Tiago, la cui semplice facciata originale restaurata è del XII secolo. Dopo Praça do Comércio, salendo verso Nord, si arriva a Praça 8 de Maio e alla storica chiesa di Santa Cruz. I primi due re del Portogallo sono sepolti qui e i monaci dell'adiacente monastero di Santa Cruz furono i primi docenti dell'università di Coimbra. Nei pressi vi è Rua da Sofia, la "strada della sapienza", così chiamata per la presenza dei collegi teologici che si riunivano nel convento che vi si affacciava. Due le chiese collegate al convento, l'Igreja do Carmo (1597), con un retroaltare del XVI secolo, e l'Igreja da Graça, fondata da João III nel 1543. Il vicino Pátio da Inquisição, ricorda che nel '500 Coimbra, come Lisbona ed Evora, fu sede della feroce Inquisizione. Attraversando il fiume, invece, si arriva alla Coimbra antica, l'originaria Conímbriga. I due conventi di Santa Clara posti sulla riva Sud sono legati alle figure di Santa Isabella e Inês de Castro, che qui fu pugnalata a morte nel 1355.

Braga. (105.000 ab.). Città del Portogallo, capoluogo del distretto omonimo (2.705 kmq; 831.368 ab.), è posta su un rilievo collinare che s'impone sulla pianura del Minho, a Sud del fiume Cavado. È chiamata la Roma portoghese per la ricchezza di monumenti e chiese; della cattedrale del XII sec. rimane il portale, mentre il resto subì rimaneggiamenti tra i secc. XIV e XVIII. Per la sua posizione privilegiata, fu sede vescovile (IV sec.). Una volta oltrepassata la periferia, profondamente urbanizzata, si arriva al centro, affascinante per le sue chiese, i palazzi sontuosi del XVIII secolo e i giardini. Nota fin dai tempi dei Romani con il nome di Bracara Augusta, Braga vanta una lunga storia come centro religioso e commerciale. Nel XII secolo divenne la sede degli arcivescovi del Portogallo e quindi la capitale religiosa del Paese. Nel corso dell'Ottocento la sua influenza diminuì, ma Braga resta capitale ecclesiastica del Portogallo e la prima città del Minho. Qui si svolgono le feste religiose più sentite del Paese: la Semana Santa si celebra con processioni solenni mentre per la festa di São João, a giugno, si organizzano balli, fiere e fuochi d'artificio. Il centro storico si concentra attorno a Praça da República, la piazza centrale, con la Torre de Menagem (XVI sec.), l'unica parte rimasta delle antiche fortificazioni della città. Nei paraggi è la Rua do Souto, una stradina pedonale con negozi eleganti e noti bar, come il Café Brasileira, con un salone arredato con mobili dell'800. Alla fine della strada appare in tutto il suo splendore la Sé, la cattedrale di Braga. Di particolare rilievo anche la piccola Capela dos Coimbras, del XVI secolo, e la barocca Santa Cruz (XVII secolo). Molti dei palazzi più belli di Braga risalgono al periodo barocco, come il Palácio do Raio e la Câmara Municipal (il municipio), entrambi forse opere di André Soares da Silva, architetto del Settecento. Su una collina boscosa a Est di Braga sorge Bom Jesus do Monte, il santuario più spettacolare del Portogallo. Nel 1722 l'arcivescovo di Braga progettò la gigantesca Escadaria (scala) di Bom Jesus, in stile barocco, per arrivare al piccolo santuario che già esisteva. Fu Carlos Amarante a realizzare la scala e la chiesa di Bom Jesus nel 1811. La zona sottostante è una ripida Via Crucis composta da 14 cappelle, ognuna raffigurante gli episodi del cammino di Cristo verso la crocefissione. L'Escadório dos Cinco Sentidos, nella parte centrale, raffigura i cinque sensi, con fontane decorate di statue di personaggi biblici e mitologici. Personaggi allegorici figurano anche sulla Scala delle Tre Virtù. In cima, dalla spianata che conduce alla chiesa, si gode di uno dei più bei panorami sulla città.

Setúbal. (91.108 ab.). Città del Portogallo, capoluogo dell'omonimo distretto (5.163 kmq; 788.459 ab.), è situata sulla sponda settentrionale dell'estuario del Sado. Rappresenta il terzo porto commerciale del Paese, dopo Lisbona e Porto. Sede di industrie alimentari, conserviere e chimiche, è anche nota per la produzione dei vini. Ai tempi dei romani la salatura del pesce era l'attività principale della città di cui, oggi, è rimasta testimonianza sotto il pavimento di vetro dell'Ufficio turistico regionale in Travessa Frei Gaspar, dove è possibile vedere i serbatoi rettangolari di conservazione scavati nella pietra. Punti più interessanti della città sono, a Sud dei giardini centrali, il porto peschereccio, e, a Nord, la città vecchia, con stradine pedonali e piazze piene di caffè e negozi. La cattedrale del '500, in onore di Santa Maria da Graça, presenta pannelli di azulejos del XVIII sec. e un altare con decorazioni dorate. Tra gli abitanti che diedero lustro alla città ricordiamo Manuel Barbosa du Bocage (1765-1805), che finì in prigione per la sua poesia satirica, e Luísa Todi (1753-1833), famosa cantante lirica.

Evora. (44.627 ab.). Città del Portogallo, capoluogo del distretto omonimo (7.396 kmq; 173.408 ab.), è situata nell'altopiano dell'Alentejo. Notevole mercato agricolo di cereali, di bestiame e di olio, dà inoltre il nome a un formaggio rinomato. È centro residenziale di grandi proprietari terrieri e sede arcivescovile. D'origine romana (Ebora Cerealis), fu occupata dagli Arabi nel 715 e riconquistata dai Portoghesi nel XII sec. Nel Medioevo e nel Rinascimento divenne, per importanza, la seconda città del Regno, centro d'arte e cultura e sede di alcuni sovrani: Afonso III, Afonso IV, Afonso V, Giovanni II ed Emanuele I. Grazie a questo privilegio, fu istituito l'Ordine cavalleresco di Evora. Fu in seguito occupata prima dagli Spagnoli (1580) e poi dai Francesi. Il suo prestigio diminuì ulteriormente con la chiusura dell'università gesuitica nel XVIII secolo. Nel 1834 vi fu firmata la convenzione che fissava la fine dell'assolutismo in Portogallo. Il retaggio storico di Evora è stato riconosciuto ufficialmente dall'Unesco nel 1986, che l'ha designata sito "Patrimonio dell'umanità". Stretto dalle mura romane, medievali e seicentesche, il fitto reticolato di stradine di Evora è una sorte di mosaico architettonico e culturale. Dall'imponente cattedrale del XII secolo si passa ai negozi di artigianato di Rua 5 de Outubro, fino a Praça do Giraldo, la vivace piazza principale con arcate di chiara influenza moresca. L'intensa religiosità della zona spiega il numero elevato di edifici sacri: ben 20 tra chiese e monasteri, compresa la tetra Cappella delle Ossa. Tra gli altri monumenti ricordiamo l'Acquedotto e il Tempio di Diana, risalente al II secolo d.C.

Fátima. Il santuario di Fátima è un luogo di pellegrinaggio famoso quanto Santiago de Compostela in Spagna o Lourdes in Francia. La basilica neobarocca, con le statue dei santi ai lati, è stata costruita in una spianata grande due volte quella di San Pietro a Roma ed è preceduta da una torre alta 65 metri, sormontata da una statua della Vergine. Il 12 e il 13 maggio e il 13 ottobre i pellegrini arrivano a migliaia per commemorare le apparizioni della Vergine ai tre pastorelli (i tre pastorinhos). Il 13 maggio 1917, Lucia Santos di 10 anni e i suoi due cugini, Giacinta Marta e Francesco, videro apparire in un leccio una figura splendente che ordinò loro di ritornare lì ogni mese lo stesso giorno, per sei mesi. Il 13 ottobre, i pellegrini giunti all'appuntamento erano 70.000. Ma solo Lucia udì il "Segreto di Fátima", rivelato nell'ultima apparizione. La prima parte del segreto era una visione d'inferno; la seconda era quella di una guerra peggiore della prima guerra mondiale. La terza, visione di un assassinio papale, fu infine rivelata da Giovanni Paolo II durante il Giubileo 2000. All'interno della basilica, iniziata nel 1928, si trovano le tombe dei due pastorelli Giacinta e Francesco, beatificati nel giugno del 2000. Nel 2005 morì anche Lucia. Le vetrate della chiesa illustrano le apparizioni. Nella piazza, la Capela das Aparições sorge sul luogo dell'apparizione.
All'interno, la corona della Vergine contiene il proiettile estratto dal corpo di papa Giovanni Paolo II dopo l'attentato del 1981. A Est del santuario, la Casa dos Pastorinhos (casa dei pastorelli) è stata conservata. Per molti l'aspetto più toccante di Fátima sono la fede e la forte emozione dei penitenti che si recano al santuario in ginocchio. Per ricevere la grazia si offrono ceri e durante le processioni notturne migliaia di candele illuminano la piazza.

Angra do Heroismo. (12.297 ab.). Città del Portogallo, porto delle Azzorre, fu fondata nel 1534 sulla costa meridionale di Terceira e fu capoluogo dell'arcipelago fino al 1832. L'appellativo fu conferito alla città nel 1829 per la resistenza eroica opposta ai partigiani di Don Miguel. Il pittoresco centro, che conserva un castello del XVII sec., esporta vini pregiati, olio, ananas e tabacco.

Aveiro. (38.980 ab.). Città del Portogallo, capoluogo del distretto omonimo (2.800 kmq; 713.578 ab.). Un tempo grande porto di mare, questa cittadina vanta una lunga storia: le sue saline erano citate già nel testamento della contessa Mumadona nel 959 d.C. Nel XVI secolo le saline e i bacalhoeiros, pescatori di merluzzi al largo di Terranova, diedero alla città un'epoca di prosperità. Quando il porto si insabbiò nel 1575, la ricchezza svanì e l'insalubre laguna, la ria, costituì un altro problema per la città in declino, che riebbe parte della grandezza perduta solo nel XIX secolo. Oggi è ricca di industrie e ospita una nota università, oltre ad essere un'apprezzata meta turistica per la ria e i canali che le conferiscono un aspetto caratteristico, così come le case in calce dei pescatori del quartiere vecchio. Sul Canal Central, invece, sorgono le case in stile Art Nouveau e le pastelarias con le specialità locali, gli ovos moles, a base di una crema dolce, inserita al momento dell'acquisto, in piccole paste bianche a forma di pesce o di barile. A Sud del Canal Central si trovano i principali edifici storici di Aveiro. La chiesa della Misericórdia a Praça da República, del XVI secolo, ha una facciata di azulejos che incorniciano lo splendido portale manieristico. Nella stessa piazza si erge il maestoso Paços do Concelho, il municipio, con i pilastri in stile toscano. Di fronte al museo si trova la cattedrale di São Domingos (XV secolo). Le statue delle Tre Grazie sulla porta della facciata barocca furono aggiunte nel 1719. A soli due passi vi è l'Igreja das Carmelitas, con dipinti della vita della carmelitana Santa Teresa nella navata e nel coro.

Beja. (23.353 ab.). Città del Portogallo, capoluogo del distretto omonimo (10.266 kmq; 161.211 ab.). Situata nel basso Alentejo, al centro della ricca zona cerealicola del Campo de Beja, è un notevole mercato agricolo e del bestiame. Forse città gallo-celtica, dove i Romani fondarono una colonia di nome Pax Iulia (chiamata in età imperiale Pax Augusta), fu occupata a partire dal V sec., di volta in volta, da Svevi, Visigoti, Arabi e dai re di Léon. Passò infine ai re di Portogallo. Conserva resti romani: un tempio, le terme e altri edifici; la chiesa preromanica di Santo Amaro e il convento in stile manuelino delle Clarisse.

Braganza. (19.885 ab.). Città del Portogallo, capoluogo del distretto omonimo (6.599 kmq; 148.808 ab.). Diverse fortezze sorsero su questa collina in ottima posizione strategica prima che nel 1130 Fernão Mendes, cognato di re Afonso Henriques, facesse costruire una cittadella cinta da mura. Come altre prima, fu chiamata Brigantia. All'interno si trova il castello di Sancho I, del 1187, con le torri, i torrioni e la domus municipalis del XII secolo, a pianta pentagonale, accanto alla chiesa di Santa Maria. La città diede il nome alla prima dinastia reale di Portogallo, discendente dal figlio illegittimo di João I, che divenne nel 1442 il primo duca di Braganza. Già nel XV secolo Braganza arrivava fino alle rive del Fervença. Il quartiere ebreo in Rua dos Fornos risale a quel periodo, quando gli ebrei di Spagna e Nord Africa vi si stabilirono fondando l'industria della seta. Sebbene legata alla famiglia reale, la città non uscì mai dal proprio isolamento. L'attività economica, un tempo in forte crisi, è ora in ripresa grazie agli investimenti degli emigrati che vi hanno fatto ritorno negli ultimi anni e all'autostrada Porto-Spagna. Nel 1996 venne inaugurata una nuova cattedrale "per il millennio", altro segno di rinascita della città.

Faro. (40.355 ab.). Città del Portogallo meridionale, capoluogo dell'omonimo distretto (4.995 kmq; 395.208 ab.). Posta su un'insenatura dell'Atlantico, è un importante porto peschereccio (tonno) e commerciale (fichi, mandorle e sughero). La città venne distrutta nel 1755 da un terremoto. Capoluogo dell'Algarve fin dal 1756, nei secoli Faro è risorta più volte: dalle invasioni, dagli incendi e dal terremoto. Nella preistoria era un paesino di pescatori; con i Romani, che la chiamarono Ossonoba, divenne un porto importante e un centro amministrativo. Riconquistata ai Mori nel 1249 da Afonso III, Faro ebbe un periodo di floridezza fino al 1596, quando fu saccheggiata e incendiata dal Conte di Essex, il favorito di Elisabetta I d'Inghilterra. Dalle ceneri emerse una città nuova, poi gravemente colpita dal terremoto del 1755. Rimangono i resti delle vecchie mura, ma gli edifici più interessanti risalgono alla fine del '700 e all'800. Lungo le mura si trova l'Arco da Vila, costruito nell'800, in corrispondenza dell'ingresso al castello medievale, per il vescovo, Dom Francisco Gomes do Avelar, che voleva ricostruire la città in declino. Il portico è moresco, dominato dalla statua di San Tommaso d'Aquino, santo patrono della città. Nel cuore della città vecchia si trova la tranquilla piazza di Largo da Sé, fiancheggiata da aranci e da due eleganti edifici del XVIII secolo: il seminario e il Paço Episcopal (palazzo vescovile). Appena fuori dalle mura, dopo un altro arco moresco, l'Arco do Repouso, si trova la seicentesca chiesa di São Francisco, decorata con azulejos che rappresentano la vita di San Francesco. Più a Nord, in Nossa Senhora do Pé da Cruz (XVII secolo), sono esposti pannelli a olio con storie della Genesi. Sul retro è situata un'interessante cappella esterna o humilhadero.

Guimarães. (53.000 ab.). Città del Portogallo. Situata in uno scenario di dolci colline, la cittadina di Guimarães è considerata la culla della nazione. Quando Afonso Henriques si proclamò re di Portogallo nel 1139, la scelse come capitale e il profilo del suo castello è raffigurato sul blasone portoghese. Il centro città conserva ancora intatto il quartiere medievale, con tutte le stradine in ciottoli. Una di queste è Rua de Santa Maria, su cui si affacciano le case della città vecchia abbellite da statue.

Leiria. (41.011 ab.). Città del Portogallo, capoluogo dell'omonimo distretto (3.509 kmq; 459.450 ab.). Città episcopale fin dal 1545, Leiria è situata in un paesaggio affascinante sulle rive del fiume Lis. In origine città romana di Collipo, fu sottratta ai Mori da Afonso Henriques nel XII secolo. Nel 1254 Afonso III riunì qui le cortes, il primo Parlamento a cui furono ammessi anche i laici. Lo splendido castello sulla collina che sovrasta la città ha una biblioteca e sale per conferenze. Agli inizi del XIV secolo la fortezza fu ristrutturata da re Dionigi, che fece aggiungere un torrione, la Torre de Menagem, e un'elegante loggia e lo trasformò in residenza reale per sé e la moglie, Isabella di Aragona. All'interno dei bastioni si trova la chiesa gotica di Nossa Senhora da Pena, di cui restano soltanto i muri di granito nero senza il tetto. Dalla loggia lo sguardo abbraccia la grande pineta, la Pinhal de Leira, e i tetti della città vecchia, caratterizzata dalle piccole dimore sotto le graziose arcate e dalla chiesetta del XII secolo di São Pedro su Largo de São Pedro. Il portale romanico è tutto ciò che rimane della chiesa originaria. La silenziosa Sé, la cattedrale del '500, ha un'elegante navata a volta e nel coro una pala dipinta da Simão Rodrigues (1605). Da Avenida Marquês de Pombal, sulla collina di fronte, una scalinata del '700 conduce all'elaborato Santuário de Nossa Senhora da Encarnação del XVI secolo. Il piccolo interno barocco è decorato con pannelli colorati di azulejos a motivi geometrici e con dipinti del XVII secolo raffiguranti la Vita della Vergine.

Óbidos. (800 ab.). L'incantevole cittadina, con le casette imbiancate a calce, è racchiusa da mura turrite medievali. Quando re Dionigi nel 1282 sposò Isabella di Aragona, le offrì come dono di nozze questo villaggio, che all'epoca era un porto importante. Nel XVI secolo il fiume si ritirò e l'importanza strategica della località venne meno. Oggi la città ristrutturata è un paesino molto visitato dai turisti. Si entra in città dalla porta Sud, Porta da Vila, decorata all'interno con azulejos del XVIII secolo. Rua Direita, la via più commerciale, porta a Praça de Santa Maria dove il pelourinho (la gogna), in stile manuelino, decorato da una rete da pesca, divenne l'emblema scelto da Dona Leonor, moglie di João II, in onore dei pescatori che cercarono invano di salvare il figlio che stava annegando. Proprio di fronte è situata la chiesa di Santa Maria, con un portale rinascimentale, dove nel 1441, all'età di dieci anni, il futuro Afonso V sposò la cugina Isabella, di due anni più giovane. L'interno della chiesa ha il soffitto in legno dipinto e piastrelle del XVII secolo. Nel coro, la pala d'altare di Josefa de Óbidos raffigura Il matrimonio mistico di Santa Caterina (1661). L'artista, che visse a lungo a Óbidos, è sepolta nella chiesa di São Pedro. Le sue opere sono esposte anche al Museu Municipal. Il castello, che domina tutta la città, fu ricostruito da Afonso Henriques dopo la riconquista della città controllata dai Mori (1148). Oggi è stato riconvertito in albergo di lusso. Dai bastioni del castello si ha una bella vista sui tetti della città.

Portalegre. (15.668 ab.). Città del Portogallo, capoluogo dell'omonimo distretto (6.084 kmq; 127.018 ab.). Sorge ai piedi della Serra de Sao Mamede, in prossimità del confine con la Spagna, nell'alto Alentejo. Sede vescovile, è il più importante centro commerciale della regione per i prodotti agricoli (olio d'oliva e grano), il bestiame, la lavorazione del sughero e le industrie tessili e manifatturiere.

Sintra. (16.000 ab.). Città del Portogallo. L'incantevole cittadina di Sintra, situata sulle colline a Nord della serra granitica, tra boschi, dirupi e sorgenti d'acqua dolce, era la meta estiva preferita dei reali di Portogallo. Gli alti camini conici di Palácio da Pena, con la loro particolare fisionomia, danno al paesaggio un tocco suggestivo, soprattutto quando le cime della serra sono avvolte nella nebbia. Oggi la cittadina, dichiarata dall'Unesco "Patrimonio dell'umanità" nel 1995, attira migliaia di visitatori tutto l'anno. Sintra è divisa in tre zone: Sintra Vila, Estefânia e São Pedro, collegate tra loro da stradine che si arrampicano sulle colline circostanti. Le vie acciottolate della città vecchia, Sintra Vila, sviluppata attorno a Palácio Nacional de Sintra, vantano vari musei e le belle piastrelle dell'ufficio postale. La Volta do Duche conduce dalla città vecchia, oltre il rigoglioso Parque da Liberdade, fino a Nord del quartiere di Estefânia dove si trova l'imponente Câmara Municipal (municipio) in stile neogotico. A Sud e a Est il paesino collinare di São Pedro si snoda sui pendii della Serra. Le numerose fontane distribuite in tutta la città sono tutt'oggi usate dagli abitanti. Tra le molte ricordiamo la Fonte Mourisca, decorata in stile neomoresco, e la Fonte da Sabuga, la cui l'acqua zampilla da un paio di seni.

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PICCOLO LESSICO

Açores

Termine portoghese: sparvieri. È il nome delle Azzorre in lingua portoghese e venne attribuito alle isole intorno al 1200, allorché i marinai che le avevano scoperte, al loro ritorno in patria, raccontarono che erano popolate appunto da sparvieri.

Azulejos

Piastrelle di maiolica, tradizionalmente di colore blu su fondo bianco, utilizzate per decorare pavimenti e pareti degli edifici in Spagna e in Portogallo. L'idea di rivestire mura, pavimenti e persino soffitti con piastrelle dipinte fu introdotta nella Penisola iberica dai Mori. Dal XVI secolo in poi, il Portogallo iniziò a produrre le proprie piastrelle decorative e già dal Settecento nessun altro Paese europeo ne eguagliava la varietà dei disegni e la quantità della produzione. Le piastrelle barocche bianche e blu sono spesso ritenute le migliori. Con il tempo, gli azulejos sono diventati un elemento originale e caratterizzante dell'architettura portoghese, per la decorazione degli interni e degli esterni.

Fado

Musica, nata nel XIX secolo, divenuta simbolo della terra lusitana. La parola fado esprime malinconia, tristezza e sconforto. Letteralmente significa "fato", e viene usata sia per le singole canzoni sia per l'intero genere musicale, intrinsecamente legato al concetto di saudade, la nostalgia per ciò che si è perduto o il rimpianto per ciò che non si è mai raggiunto, da cui il suo intenso valore emotivo (connotazione diversa ha invece il fado di Coimbra, che ha assunto uno stile più allegro). Nei vivaci caffè, sulle strade e nei ristoranti, la gente di Lisbona vive da più di 150 anni con questa musica malinconica indifferente al passare del tempo. Spesso cantato da donne, il fado è sempre accompagnato dalla viola (la chitarra acustica spagnola) e dalla guitarra. Tipica della cultura portoghese, la guitarra è uno strumento a fondo piatto, a forma di mandolino, con otto, dieci o dodici corde, accoppiate; spesso si presenta ricoperta di scaglie di madreperla. I migliori locali di musica fado come la famosa Parreirinha de Alfama, di proprietà della cantante Argentina Santos, sono gestiti dai fadistas stessi. Il più vecchio è il Luso, aperto negli anni Trenta. Tra le tante voci che hanno dato lustro al fado, ricordiamo quella di Amália Rodrigues. Figura chiave della cultura portoghese, Amália Rodrigues (1921-99) fu la punta di diamante del fado per più di 50 anni, esaltando, a partire dal dopoguerra, questo genere musicale e facendolo conoscere al mondo intero. Oggi interpreti come Dulce Pontes e Teresa Salgueiro del gruppo Madredeus ne reinventano lo spirito in canzoni che si pongono a cavallo tra presente e passato.

Lusitani

Popolazione iberica stanziata nel territorio che comprendeva anticamente il Portogallo e alcune province interne della Spagna. Nel corso della loro espansione, iniziata al principio del II sec. a.C., vennero in conflitto coi Romani. Fra il 150 e il 140 a.C. i Lusitani opposero energica resistenza all'invasione romana. Ma tra il 27 e il 20 a.C. i confini del loro territorio furono ristretti alla Lusitania che Augusto costituì come provincia imperiale.

Madeira

Celebre vino coltivato nell'arcipelago di Madeira. Dalla metà del XVI secolo, le navi che sostavano a Madeira facevano scorta di vino locale che, ricco di vitamine e minerali, aiutava a prevenire lo scorbuto. Si notò che il vino dopo un viaggio all'Equatore acquistava un gusto migliore, e così si iniziò a caricarlo sulle navi che facevano rotta vicino all'Equatore perché si riscaldasse al sole tropicale. Nel XVIII secolo venne messo a punto un sistema per riscaldare artificialmente il vino, l'estufagem, in uso ancora oggi. Il madeira viene "cotto" per sei mesi al calore del sole e di tubature di acqua calda alla temperatura di 40°-50°C prima di essere rafforzato dall'aggiunta di brandy. Attualmente, le quattro principali varietà "nobili" di uva usate vengono spesso miscelate con altri tipi di uva come la Tinta Negra Mole, incrocio di pinot nero e grenache. Il Sercial deriva da uve bianche coltivate a circa 800 m di altezza. È un vino secco di colore ambrato, servito come aperitivo, con minestre o con il pesce, meglio se ghiacciato. Un buon Sercial è invecchiato almeno 8 anni. Il Verdelbo è fatto con grappoli di uva bianca, coltivati a 400-600 m di altezza. È un vino semisecco bruno fulvo, ottimo con la carne. Più dolce del Sercial, si sposa bene con una fetta di torta di Madeira (inventata dagli inglesi per questo vino). Il Bual ha un colore scuro e un ricco sapore di noci. Deriva da uve bianche coltivate sulle terrazze sotto i 400 m di altezza. È un vino medio-dolce servito in alternativa al porto. Eccellente per accompagnare formaggi e dessert. Il Malmsey, è il più celebrato dei madeira, prodotto con la malvasia maturata al sole nei vigneti protetti dalle scogliere, dove il caldo assorbito dalla roccia di giorno riscalda l'uva la notte, dando un vino scuro e profumato.

Os Lusiadas

Titolo originale de I Lusiadi, poema nazionale portoghese composto nel 1572 da Luís de Camões (1525-80). Narra in chiave epico-leggendaria le avventure del navigatore Vasco da Gama che tra il 1497 e il 1499 raggiunse l'India da Occidente.

Porto

Vino liquoroso che prende il nome dalla città in cui è prodotto. La "scoperta" del porto risale al XVII secolo, quando i mercanti inglesi miscelarono il vino del Douro con il brandy perché non si inacidisse durante il trasporto, notando che più lo si rendeva forte e dolce, più
il gusto ne guadagnava. Nonostante il consolidamento dell'industria globale, gran parte del commercio del porto è tuttora in mani inglesi, e molte società sono ancora gestite a livello familiare. Il porto viene prodotto in un'unica regione riconosciuta, che si estende per 100 km nell'alta valle del Douro verso il confine spagnolo. Régua e Pinhão sono i principali centri di produzione, ma i vigneti migliori si trovano nelle tenute (quintas) dell'Est. Il culmine della stagione per gli agricoltori del Douro è alla fine di settembre, quando arrivano squadre di contadini per vendemmiare. Per produrre il porto si usano più di 40 diverse qualità d'uva, ma solo 5 di queste sono pregiate. La pigiatura dell'uva, in alcune quintas tradizionali, si effettua in serbatoi di pietra, o lagares, che conferiscono al mosto un gusto particolare. Il metodo di fermentazione più comune è in serbatoi chiusi di cemento o di acciaio. La pressione dell'anidride carbonica sviluppata dal mosto stesso costringe quest'ultimo dentro un tubo dal quale poi ricade sulle bucce e gli acini. Nella fase di fortificazione il mosto semi fermentato passa nel tino dove si aggiunge il brandy, o meglio l'acquavite, che arresta il processo di fermentazione lasciando solo lo zucchero naturale dell'uva. Secondo il colore il porto si distingue in rubino (ruby), in topazio bruciato (tawny) e in bianco. Il porto tawny di qualità viene fatto maturare in botti di quercia. Una volta imbottigliato è pronto da bere, e non richiede decantazione. Allo scopo di mantenere i più alti livelli di qualità (e di non saturare il mercato), i produttori di porto non "dichiarano" un'annata ogni anno. Il vino dei migliori vigneti viene monitorato per 18 mesi, vengono consultati altri produttori sulla qualità e quindi viene presa una decisione. Se non viene dichiarata un'annata, il vino può rimanere in botte per poi diventare tawny o può essere imbottigliato come "quinta singola", una specie di annata alternativa. In genere, i produttori dichiarano un'annata tre volte ogni decennio. Una buona annata ha bisogno di riposare in bottiglia per rivelarsi. Quindici anni sono considerati il periodo minimo, ma è apprezzato anche il porto più giovane. Gran parte degli intenditori ritiene che l'annata migliore sia stata in assoluto quella del 1963.

Sughero

La pianta da sughero, originaria del Marocco e della Tunisia, si è maggiormente diffusa, grazie al clima favorevole, in Portogallo che ne è oggi il massimo produttore mondiale. Foreste di querce da sughero si estendono lungo le piane del Sud, nella regione dell'Alentejo. I Portoghesi esportano in grandi quantità le scorze spugnose o il sughero lavorato sia in fogli che sotto forma di trucioli e solette.

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PERSONAGGI CELEBRI

Sant'Antonio

Religioso portoghese (Lisbona 1195 ca. - Padova 1231). Il santo più amato dagli abitanti di Lisbona è noto, con loro rammarico, come Sant'Antonio da Padova: nato e cresciuto a Lisbona, visse i suoi ultimi mesi in Italia, a Padova appunto. Sant'Antonio si unì all'Ordine francescano nel 1220, affascinato da alcuni frati crociati incontrati a Coimbra dove studiava. Il frate francescano era un predicatore colto e travolgente, noto per la devozione ai poveri e per la capacità di convertire gli eretici. Molte statue e immagini di Sant'Antonio lo raffigurano con in braccio il Bambino Gesù su un libro, altre mentre predica ai pesci, come San Francesco era solito fare con gli uccelli. Nel 1934 il papa Pio XI lo proclamò santo patrono del Portogallo. Nel 1995 l'ottocentesimo anniversario della nascita venne solennemente celebrato in tutta la città di Lisbona.

Vasco Da Gama

Navigatore portoghese (Sines, Estremadura 1469 - Cochin 1524). Nel 1497 salpò da Lisbona verso le Indie; il percorso che seguì fu lungo tre o quattro volte quello di Colombo e gli costò ardue lotte coi venti, con le correnti e con l'equipaggio. Toccate le Isole del Capo Verde, presso la costa occidentale dell'Africa, volse la prora al Capo di Buona Speranza che i suoi compagni chiamarono Capo delle Tempeste. Nel maggio del 1498, dieci mesi dopo aver lasciato Lisbona, giungeva a Calicut, sulla costa occidentale dell'India; nel settembre del 1499 tornò, con pochi superstiti, e fu ricevuto splendidamente: aveva aperto la via marittima per arrivare alle Indie. Nel febbraio del 1502 Da Gama salpò ancora per l'India e ritornò nel settembre del 1503, col primo tributo d'oro. Nel 1524 fu nominato governatore e viceré delle Indie, ma morì poco dopo. L'impresa di Da Gama, l'aver cioè doppiato il Capo di Buona Speranza, ispirò al Camões il poema I Lusiadi.

Antonio De Oliveira Salazar

Uomo politico portoghese (Vimiero 1889 - Lisbona 1970). Dopo aver studiato per otto anni in seminario ed essersi laureato all'università di Coimbra, nel 1921, divenuto professore, accettò di candidarsi al Parlamento per il Centro cattolico. Dopo aver assistito ad una riunione del Parlamento si dimise disapprovando le transazioni e i compromessi attuati per la conquista del potere. Successivamente al colpo di Stato del 28 maggio 1928, i generali Gomes da Costa e Carmona, autori del pronunciamento, entrarono in contrasto tra loro finché non prevalse il generale Carmona che, eletto presidente, chiamò Salazar alle Finanze per risanare la difficile situazione economica del Paese. Salazar promise di riequilibrare il bilancio in un anno e così fece. Dopo essere stato ministro dell'Interno e delle Colonie, nel 1933 assunse la presidenza del Consiglio, diventando il padrone incontrastato del Paese senza tuttavia mai accettare di essere nominato ufficialmente capo dello Stato. Dopo aver promulgato una Costituzione essenzialmente antidemocratica, Salazar instaurò una dittatura di tipo fascista, riuscendo nondimeno a sopravvivere alla seconda guerra mondiale, grazie all'applicata politica di stretta neutralità. La tempestiva cessione agli Stati Uniti delle basi nelle Azzorre consentì al Portogallo di far dimenticare le sue passate simpatie per le dittature europee e Lisbona, nonostante tutto, entrò a far parte del Patto atlantico. Salazar continuò a governare il Paese fino al 17 settembre 1968 quando, colpito da un'emorragia cerebrale, fu sostituito da Caetano.

Mario Soares

Uomo politico portoghese (n. Lisbona 1924). Durante il regime di Caetano, venne più volte arrestato e perseguitato per la sua attività politica di opposizione. Nel 1970 fu esiliato in Francia e nel 1973, a Bonn, fondò il Partito socialista portoghese (PSP) di cui divenne segretario. Dopo il colpo di Stato del 25 aprile 1974, tornato in Portogallo, venne nominato ministro degli Esteri e quindi (giugno 1975)
ministro senza portafoglio. Fu primo ministro dalle elezioni generali politiche del luglio 1976, sino al luglio 1978, quando si aprì la crisi del suo Gabinetto. Nonostante le dimissioni di parte dell'esecutivo, Soares si rifiutò di rassegnare il mandato, ma venne poi esonerato dal suo incarico dal presidente della Repubblica, generale Eanes. Nel novembre del 1980 Soares lasciò per una breve parentesi anche la segreteria del Partito socialista, allorché si rifiutò di appoggiare la rielezione di Eanes. Riconfermato segretario del PSP nel dicembre dello stesso anno, venne nuovamente nominato primo ministro nel 1983, in seguito al successo elettorale conseguito dal suo partito. Dopo la caduta del suo Governo, nel 1986 venne eletto presidente della Repubblica, carica che lasciò nel 1996, dopo due mandati.

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